Pubblicato in: 2018, Autobiografia, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

Immaginavo qualcosa di differente.

«Tu sei incredibilmente empatica»: è la frase che la protagonista si sente ripetere fin da quando è bambina, a scuola come a casa. Per lei, all’inizio, è complicato capire in cosa consista veramente questa qualità. Di certo sa solo che è un talento e, forse, anche una condanna. Quando, anni dopo, il suo dono viene notato da un importante magistrato, per lei si aprono inattese porte professionali… e personali. Perché quel suo talento va ben oltre l’empatia: lei ha un orecchio assoluto per la verità, e soprattutto per la menzogna. Capisce, intuitivamente, tutto ciò che si cela dietro i racconti e dentro i silenzi delle persone. Diventa perito fonico forense, addestrandosi e affinando quel talento naturale, e nel giro di poco tempo si ritrova a lavorare sulle intercettazioni dei casi di cronaca più sconvolgenti, quelli sulla bocca di tutti, quelli che finiscono su giornali e telegiornali… Ma viverli dall’interno è una cosa diversa: tanto entusiasmante a livello professionale quanto capace di mettere a dura prova la sua resistenza emotiva. Per svolgere un lavoro così delicato, deve imparare ad ascoltare analiticamente le voci, a identificarle e a distinguere in chi parla i momenti di lucidità da quelli di autentica follia. È una cacciatrice di bugie, sì… Ma a quale prezzo? Diventa sempre più complicato conciliare il piano professionale con quello personale. È sempre più arduo “uscire” dalle storie dopo ore e ore di ascolto delle intercettazioni…

L’epilogo s’incrocia con l’incipit, per questo romanzo che, guardando la cover, sembra avere l’impostazione di un piacevole libro di narrativa, ma che così non è.
Il romanzo assume toni autobiografici, anche se non è riportato da nessuna parte e dopo una breve ricerca scopriamo che l’autrice è la stessa persona della protagonista, difatti la mia deduzione all’autobiografia è un nome, tra i vari ringraziamenti che è il medesimo di un personaggio nel racconto, che a sto punto non so quanto sia racconto e quando storia reale.

Il problema di questo libro è che la professione e la crescita professionale relativa all’autrice hanno il sapore di una vita piena e di successo, mentre il romanzo non entra in qualche categoria specifica, lascia confusi, ripeto: è un racconto di fantasia o il riassunto della propria vita?
Di sicuro, a parer mio, Alessandra Monasta non funziona bene come autrice.

Questo romanzo ha diversi problemi, è iniziato molto, molto bene, regalandoci alcuni  affreschi storici giudiziari della nostra Italia, “le nostre magagne” insomma, storie di ingiustizia farcite da nomi famosi che ancora fanno tremare di rabbia, e il romanzo sembra volgere in quella direzione, tra l’altro il libro è impostato tipo diario e non in maniera sequenziale, a volte con salti temporali che non vanno certo a favore della lettura, secondo me.

La storia sarebbe stata stimolante se rimaneva sul filone storico/giudiziario, mentre invece poi è diventato un po’ un polpettone di vita privata e pubblica e disperdendo l’interesse in troppe cose, peccato veramente.

Non credo che continuerò a leggere libri di quest’autrice, purtroppo e mi dispiace.

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Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

Intrecci Sufi.

Ella Rubinstein ha quarant’anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l’amore. Quando l’agenzia letteraria con cui collabora le invia il romanzo di un autore sconosciuto per un parere, di certo Ella non immagina che un oggetto tanto innocuo possa sconvolgere la sua esistenza. È così che Dolce eresia e la storia dell’immortale amicizia tra il poeta Rumi, lo “Shakespeare dell’Islam”, e il derviscio Shams, suo discepolo, entrano come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Dalla Turchia mistica all’America di una casalinga disperata, Elif Shafak tesse uno straordinario inno all’amore, alla sua inafferrabile bellezza, alla sua infinita capacità di travolgerci. E al tempo stesso una celebrazione delle storie che i libri sanno raccontare, a volte cambiandoci davvero la vita. Un grande romanzo acclamato dalla critica internazionale come il capolavoro di un talento fuori dall’ordinario.

Quando scelsi questo estratto come libro da leggere, non mi ero subito resa conto che il punto cardine fosse la religione islamica, di fatto, proprio questo tema ha fatto la differenza, dal momento che ha fatto emergere alcuni interrogativi, di quelli esistenziali.

Non ho avuto per le mani una lettura entusiastica e centrifugata come al solito, come alcuni bellissimi libri intensi letti di recente, ma di fatto non mi affretterei a considerare questo libro noioso, lo definirei invece riflessivo e anche illuminante, e chissà se la sua morale riuscirà a radicare in me uccidendo il tran-tran causato dalla monotonia e dalle incombenze quotidiane. Facendo due conti veloci non credo che però possa andare oltre lo sforzo che faccio ogni giorno per essere sempre più illuminata, non finché mi sento responsabile per la mia famiglia; il Derviscio errante e insolente del romanzo amava tutti, ma al contempo non era legato a nessuno, e a quel livello non ci sono.

Credo sia comunque una lettura utile a tutti, quell’introspezione, quel rimodellare la religione e non solo quella islamica, quella mistica riflessività sprigionata da Shams il Derviscio, può forse scuoterci dall’odierno, farci almeno capire che il mondo non è solo bianco o nero.

Le vicende si svolgono indicativamente su tre piani temporali: la vita quotidiana di Ella Rubinstein nel suo contesto famigliare; la vita Errante dello Scrittore Aziz di cui lei deve valutare l’opera per una casa editrice e, infine l’opera stessa: una storia di amore (e odio) di Sufi e musulmani (e cristiani), ambientata verso la fine del 1200.
In questa triade narrativa, talvolta, in alcuni capitoli, si affacciano personaggi apparentemente messi li a caso, individui che, come si intuisce, saranno dei tasselli piuttosto significativi del -grande e ineluttabile disegno di dio-.
Tra questi spicca una donna che, per la forza del suo animo, mi rimarrà nel cuore per molto tempo: Rosa del Deserto.

Sono un Sufi, figlio del momento presente.

Spesso nella lettura di questo volume, ho percepito note discordanti da parte dell’Autore sull’estremismo eccessivo nella lettura delle religioni, condivido appieno questo pensiero. Forse proprio perché si narra di un’altra religione questa lettura si rivela spirituale e riflessiva più di qualsiasi “visita domenicale” qualunque.
Il corpo di Shams è un involucro superfluo dinnanzi al Divino e alle infinite possibilità che si scoprono al di là di esso.

E a fine lettura una domanda banale ma sconvolgente: viviamo davvero qui e ora?

Consigliato? Secondo voi?

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Apparenze e il loro opposto.

“Oggi ho finalmente capito: non sono le novità a regalare cambiamenti, ma è l’esatto opposto. Per ottenere ciò che si desidera, ciò che fa stare bene, ciò per cui vale la pena vivere, bisogna rimboccarsi le maniche e tirare fuori le unghie. Sbagliare è provare a fare qualcosa di diverso, non fermarsi davanti alla paura, alla sensazione di non essere abbastanza capaci o pronti. L’errore è vita”.

Il volume è strutturato, capitolo dopo capitolo, da entrambi i punti di vista dei protagonisti: Catherine Shaw ed Eli Khan (Cat ed Eli), che già non è una cosa così semplice.
Per coloro che seguono l’Autrice da tempo sanno che questo libro è dedicato alle persone sovrappeso, perché l’Autrice stessa è rientrata in questa categoria, affrontandola e sconfiggendola.

Avevo già intuito nella saga de -Le Cronistorie degli Elementi- che Laura Rocca è un’Autrice particolare, con una modalità di scrittura accattivante che fa emergere immagini e sensazioni molto forti, con questo romanzo ne ho avuto la conferma: questo non è solo un volume che incita a lottare per il proprio benessere, è anche un libro ironico (in realtà mi sono sbellicata dal ridere in moltissime occasioni, quindi ironico è riduttivo). Un libro che parla di coraggio e di amicizia.
Una cosa che mi ha fatto andare letteralmente in brodo di giuggiole è stata l’abilità narrativa dell’Autrice nell’esporre la trama su due filoni narrativi: quello che accade nella realtà sociale, quella delle facciate e dell’apparenza e quella invece che accade nella nostra testa, che spesso è solo frutto delle nostre incertezze e delle parti più deboli del nostro io. Per questo Laura ha creato Erin, (un personaggio frizzante ed esplosivo): per ricordare a Cat che non può basare le sue scelte e le sue decisioni su quello che suppone con gli occhi e meno male che Erin ci sia stata così spesso!

Grazie a questo modo di scrivere di questa eccellente Autrice poliedrica ho molte aspettative su di lei, sui suoi prossimi lavori.

L’ironia di cui parlavo prima, ovvero scoppiare letteralmente a ridere in moltissime scene, predomina la prima parte del libro, questo aspetto così divertente viene smorzato nemmeno tanto lentamente dalla serietà e dall’importanza che l’amore ricopre nella nostra esistenza, anche la lettura si è fatta intensa quando ho cominciato a sentire odore di epilogo, e con essa arriva sempre anche il terrore di rimanere delusi dal finale. Per fortuna in questo volume non accade!

Per me, che non ho mai avuto problemi di obesità questo libro è stato molto importante per capire le sembianze che il cibo assume per queste persone, come se fosse davvero un’entità malvagia, vista però, come un faro di speranza e salvezza.
Per le persone che effettivamente hanno attualmente questo problema non so, spero solo che infonda loro l’energia finale per iniziare questo duro cammino, perché alla fine è davvero una questione di consapevolezza e volontà.
Io posso fare l’esempio del fumo, ero una fumatrice molto tempo fa, sempre molto tempo fa morì il mio primo cane, Skipper. Per me il vuoto fu enorme e cominciai a fumare una sigaretta dopo l’altra, proprio quello stesso giorno mi resi conto che mi sarei davvero fatta molto, molto male così feci quella promessa al mio piccolino: avrei smesso di fumare.
A distanza di oltre 15 anni non ho mai nemmeno più avuto una ricaduta, è stato il mio fioretto. Non vi dico che sia stato semplice, ma vi dico invece la stessa cosa che ha detto l’Autrice: dovete volerlo, dovete VOLERE che quella determinata cosa finisca, anche se non troverete la vostra Erin o il vostro Eli, perché la vita è solo vostra.

Auguri gente e… che aspettate a leggere il libro di Laura?

La scoperta del vero Amore

Continua a leggere “Apparenze e il loro opposto.”

Pubblicato in: 2018, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Saga, Sentimenti, Sociale

La verità è come l’acqua: trova sempre la via.

Abbandonata nella campagna dell’Oregon, dove la credono morta, una giovane donna sfida ogni previsione e sopravvive, ma quando si sveglia non ha alcuna idea di chi sia, o di cosa le sia successo. La donna si dà il nome di Acqua, per un piccolo tatuaggio che scopre sul suo corpo, il solo indizio di un passato che non ricorda. Accolta da Ginny Fitzgerald, una signora irascibile ma gentile che vive in una fattoria, Acqua comincia lentamente a ricostruire la propria vita. Ma mentre cerca di rimetterne insieme i frammenti, altre domande si fanno strada nella sua mente: chi è il vicino di casa che in silenzio lavora sotto il cofano della sua Barracuda? Perché Ginny non gli fa mettere piede nella sua proprietà? E perché Acqua sente di conoscerlo? Jesse Welles non sa quanto tempo ci vorrà prima che la memoria di Acqua riaffiori. Per il suo bene, Jesse spera che non accada mai. Per questo cerca di tenersi alla larga da lei. Perché avvicinarsi troppo potrebbe far riemergere cose che è meglio lasciare sepolte. Ma si sa, l’acqua trova sempre una strada per tornare in superficie…

Apprezzo moltissimo i libri che parlano della memoria perduta, anche questo non è stato da meno, anzi, su Amazon mi sono scappate le cinque stelle!

-99 giorni- è quel tipo di libro dove l’autore espone gli eventi principalmente al lettore, lasciando i personaggi un po’ all’oscuro, anche se (ovviamente) si guarda bene dal dirci quello che davvero vogliamo sapere. E’ il caso di questa storia, dove i capitoli sono alternati passato/presente. Al principio assistiamo al dramma, poi passiamo al principio della storia dove questi due ragazzi si sono incontrati e come. Mano a mano che saltelliamo temporalmente, veniamo a conoscenza dei fatti, del come si è arrivati al dramma e di un sacco di altre cose che ho trovato molto appassionanti.

E poi all’improvviso eccolo lì: la descrizione di un amore puro e travolgente.
Jesse e Alexandria.
Due giovani all’apparenza diversi, ma che scopriranno un’affinità così profonda che andrà oltre la morte, oltre la gente e oltre la paura.

Una storia che contiene molti messaggi di grande impatto sociale, una storia che sì parla di amore tra uomo e donna, ma è anche famiglia, storie ed epoche.
Alexandria Petrova è un personaggio eccezionale che nelle sue vesti iniziali è sfuggente, sensuale, intelligente, ma è nelle vesti di Acqua Fitzgerald che scopriamo chi è, che possiamo sfogliare il suo carattere e le sue caratteristiche e quando andremo nelle fase finali della storia crescerà il senso di perdita, la voglia di continuare e leggere di loro, di come continuerà la loro vita.

Molti personaggi e ben caratterizzati, molto fluido, un romanzo che tocca molto della nostra realtà.
Un romanzo che consiglio di tutto cuore!

Pubblicato in: 2017, Saggi e Istruzione, Sociale

Segreti Poteri Biblici

Violenze carnali, adulteri, fratricidi, incesti, vendette, lapidazioni, diluvi e carestie. Queste sono le macabre vicende e i terribili disastri narrati nella Bibbia. Il libro più letto al mondo, che per secoli, preso alla lettera, ha alimentato e giustificato soprusi inauditi in nome di Dio.
Infatti, cercare di comprendere la Bibbia senza una contestualizzazione linguistica, storica, a volte anche archeologica, è un’impresa spesso fallimentare. Ma come possiamo trarne insegnamento se il suo significato più profondo ci sfugge?
Simone Venturini in questo libro ci offre una prospettiva inedita: e se la chiave di lettura fosse dentro di noi, laddove l’anima sconfina con il mistero di Dio?
A partire dalla conoscenza di sé e dall’esperienza che facciamo di Dio nei momenti più intimi della nostra vita, è possibile leggere la Bibbia in modo diverso, al riparo da anacronismi o tendenze fideistiche, scoprirne il suo senso profondo e il suo potere nascosto. E aiutarci a capire chi siamo, qual è la nostra missione e chi è veramente Dio.

La Bibbia è stata e continua ad essere, soprattutto da quando Gutenberg riesce a darla alle stampe con i suoi primissimi caratteri mobili, il Libro per eccellenza e per antonomasia in tutto il mondo occidentale. Nel corso dei secoli è stata oggetto di riletture ed interpretazioni fra le più disparate. Anche ai nostri giorni, immersi nella frenesia della vita moderna, nuove interpretazioni, ma anche misinterpretazioni, si susseguono a ritmo accelerato, dando purtroppo una visione il più delle volte appena superficiale e cadendo, dunque, in facili fraintendimenti. Un testo di così grande importanza va letto (e molto spesso riletto) con estrema calma e rilassata attenzione, avvolti in un silenzio completo che aiuta a scendere nelle profondità del nostro animo. L’Autore, Simone Venturini, con la sua opera “Il potere segreto della Bibbia. Per scoprire Dio e se stessi”, indossa egregiamente le vesti di un ottimo “Virgilio”, conducendo per mano il nostro Io Cosciente “esploratore” negli intricati viluppi del nostro subconscio, mettendoci a confronto con i diversi aspetti della nostra personalità e, dopo un interessante percorso auto-conoscitivo, ci accompagna totalmente rinnovati fuori “a riveder le stelle”.

Pubblicato in: 2017, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., MITI, Narrativa, Sociale, Trilogia

L’unicità si trasforma in complessità

Lunar è tornata. A tre anni dall’esperienza nella Casa e dalla violenza che l’ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina. Abita da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad, su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l’anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti. Dopo l’ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c’è l’amico Sinbad a ricordarle chi lei sia. Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e il suo amico a quattro zampe a contatto con le Dimensioni parallele. Lunar e Sinbad, con l’aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rappresentati da sei lapidi bianche. Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti. Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell’inconscio.

Dove –Dodici porte– si è rivelato essere un potente percorso personale, questo nuovo volume ci fa capire che si può fare di più! E’ così Daisy Franchetto colpisce ancora.
Tra le pieghe della normalità che affligge Lunar da ormai tre anni, nel sottosuolo mistico mentale di questa eccezionale Scrittrice, nuove trame e nuovi drammi si dipanano per realizzare disegni superiori.

Mentre godiamo del rapporto simbiotico tra la ragazza e il potente personaggio proveniente dal mondo Ctonio, Lunar dubita di sé stessa, permette alla dimensione terrestre di scalfire la sua vera personalità e di sminuirsi, questa è la prima delle innumerevoli metafore della Franchetto: sfaccettature multiple di quel che siamo, del danno che opera la società odierna, che sistematicamente ci mette tutti in fila come burattini.
Quando i meccanismi si mettono in moto, Lunar sa che deve andare, ma non sa in realtà che stavolta non si tratta più solo di lei;
Assisteremo a scene dolci ma anche a scene raccapriccianti, una moltitudine di personaggi nuovi ci faranno godere di nuovi punti di vista.

Sono sempre estasiata dall’abilità di Daisy Franchetto nel formulare delle metafore spirituali ed esoteriche così potenti, di descrivere dei mondi così ricchi di simbologia e significati, posso tranquillamente dire che nel panorama di mia conoscenza è l’unica nel suo genere. L’unica!

Non è un libro per tutti, è un libro per le persone che credono all’esistenza di altre cose, oltre quelle che vediamo, persone aperte di mente.
Oltre la spiritualità è stata ritagliata una storia d’amore degna di un saggio storico, e sarà proprio questa che aprirà le danze al terzo ed ultimo volume di questa eccezionale trilogia: -Tre lacrime- ed è già in mio possesso!

Daisy Franchetto è una di quelle Autrici che non rientrano in nessuna categoria, sono come quei grilli parlanti che irrompono nella nostra vita, sussurrandoci nelle orecchie verità che non ricordiamo esistere.
Meditazioni, che portano nel nucleo di noi stessi; Draghi Alchemici, potenti creature essenziali per l’equilibrio di tutte le dimensioni; Angeli vendicatori; città del peccato e moltissime altre dimensioni che ci faranno capire anche come questo pianeta (seppur solamente fisico), possa rompersi come cartapesta se si erode nei punti giusti.

Pubblicato in: 2017, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale, Thriller

Le maschere degli altri…

Tyler è un ragazzo speciale. E non perché è affetto da una rarissima malattia genetica che lo costringe a vivere al buio, quasi sempre nella sua stanza, senza altri contatti con l’esterno che non siano i familiari e Internet. No, Tyler è un ragazzo speciale perché, nonostante tutto ciò, è sicuro che prima o poi troverà il suo posto nel mondo. È lì fuori, da qualche parte, che lo aspetta. Lui deve solo cogliere l’occasione giusta per dimostrare agli altri, in particolare a sua madre, che nella vita se la può cavare anche da solo. Ed è per questo che, quando in un freddo pomeriggio di pioggia, la figlia dei suoi vicini scompare nel nulla, Tyler si mette in testa di risolvere il mistero e, all’insaputa di tutti, la notte inizia a uscire di casa per andare a caccia d’indizi, scoprendo così i piccoli, grandi segreti degli abitanti del quartiere. Ma, a poco a poco, si renderà conto che è proprio la sua famiglia a nascondere i segreti più pericolosi. Dodici anni fa, la vita di Eve Lattimore è cambiata per sempre. Seduta in un asettico studio medico, con in grembo il figlio di due anni e stringendo la mano del marito per farsi forza, ha ascoltato la diagnosi: per Tyler, anche la minima esposizione alla luce del sole potrebbe essere fatale. Da allora, ogni mattina prima che sia l’alba, Eve si assicura che il figlio finisca la colazione in tempo e ritorni in camera sua, dove le finestre sono schermate con pesanti tende nere. Poi chiude la porta a chiave, per riaprirla solo dopo il tramonto. Proteggere Tyler dalla luce è la missione di Eve. Una missione che lei non abbandonerà nemmeno quando, in un freddo pomeriggio di pioggia, commetterà una leggerezza imperdonabile e dovrà scegliere tra suo figlio e la verità. Eletto dalla critica americana come uno dei migliori romanzi dell’anno, La luce dopo il tramonto ci coinvolge in una storia profondamente autentica, animata da due personaggi a loro modo straordinari − Tyler, un outsider che vede il mondo da una prospettiva spiazzante e senza ipocrisie, e Eve, una madre che ha rinunciato a tutto per dedicarsi al figlio −, e che solleva degli interrogativi che prima o poi tutti noi ci troviamo ad affrontare. Fino a che punto è giusto spingersi per proteggere le persone che amiamo? Fino a che punto è giusto che le nostre paure condizionino la vita dei nostri figli?

Allora, due parole sull’aspetto clinico della malattia di cui si parla: Xeroderma pigmentoso.
Attenzione ad aprire la pagina di wikipedia perché la foto è piuttosto impressionante! Nel libro, il nostro protagonista Tyler è ancora intatto, sebbene molti dei suoi amici e moltissimi casi nel mondo non siano nelle stesse condizioni di grazia, ovvero degli adolescenti ormonalmente in subbuglio e ben dotati fisicamente, ma sorvoliamo, per dovere di trama è meglio così, vista la foto per esempio su Wikipedia.

Ok, parliamo un po’ in generale del libro; pare che ultimamente ho sfiga a scegliere i titoli fra le mie oltre 40 pagine di Kindle, perché anche questo, come l’altro letto (vedi rece giù), ha un finale insoddisfacente.
Peccato, mi ruga, dal momento che già dalla sinossi ci si trova di fronte ad un titolo molto accattivante, così come la copertina, un mix perfetto per attirare l’attenzione!

E’ con il compleanno di Tyler che inizia la narrazione, nei suoi sedici anni, ma è di notte che scopriamo la sua vera vita, quando all’insaputa di tutti e con tutte le precauzioni del caso esce nella notte, con la sua coltre di magia, nei boschi tra cervi incantanti, nascosto agli occhi di tutti, mentre con la sua macchina fotografica realizza scatti unici e irripetibili. E’ un ragazzo adolescente affetto da una malattia scomoda e, sebbene sia consapevole di quello che può fare e che invece non può, si scontra con il cambiamento del suo corpo e della sua mente.

Insieme e Tyler c’è Melissa, sorella maggiore, di cui non capiamo approfonditamente la natura psicologica e comportamentale, ma si analizzano solo alcune cose fondamentali, legate appunto alla narrazione.

C’è anche Eve, una madre che deve dividersi in due: una figlia sana e un figlio no. Quindi le dinamiche cambiano, le conversazioni e in comportamenti pure, ma sempre presente per entrambi.
Ma Eve è molto di più: è una donna che ha convinto i vicini a mettere lampade non alogene, che ha modificato la casa, che usa l’inventiva per creare per Tyler un mondo il più soddisfacente possibile.

Infine c’è un padre assente, che, chissà come, sia accaduto che la vita lo ha portato così lontano, mentalmente e fisicamente.

La narrazione è davvero travolgente, le descrizioni e le dinamiche familiari molto vivide, i personaggi sono ottimamente designati, la terribile scena che vivremo,  che già da sola serve a elettrizzare la lettura è solo la punta dell’iceberg. Perché in questo libro non c’è solo la malattia rara, i valori della famiglia, ma anche le maschere della gente, la falsità, la convenienza migliore ecc.

Finale a parte ne consiglio davvero la lettura!

Pubblicato in: Sociale, Vetrina dei Libri

Alessandro Dainotti -Un giorno qualunque-

Titolo: Un giorno qualunque
Autore: Alessandro Dainotti
Editore: Astro Edizioni
Data di uscita: 7 febbraio 2017
Pagine: 174; prezzo: 2,99 (ebook); 13,90 (cartaceo)
ISBN-10: 8899768447; ISBN-13: 978-8899768447

 

Adriano è uno dei tanti italiani emigrati a Londra. È un giorno qualunque della sua vita eppure, quando vede un bambino e una donna seduti in un bar, riaffiorano potenti i ricordi. L’infanzia dentro la libreria Pizzuto, le discriminazioni a scuola, l’insoddisfazione del lavoro, l’addio alla Sicilia per trasferirsi a Roma, l’amore per Tiziano. La vita attuale e le vite del passato si alternano tra riflessioni e ricordi felici, fino a quando Adriano incontra Giacomo, che gli offre il suo aiuto. Per il ragazzo comincia una vita fatta di menzogne, poi Tiziano scopre il tradimento e decide di lasciarlo. È allora che Adriano parte per il Regno Unito. Passato e presente collimano, a fine giornata, in un ultimo e fatale incontro. Solo in quel momento Adriano sarà costretto a fare i conti con il passato e accettare la realtà.

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Pubblicato in: 2017, Bambini, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

E’ un volume non convenzionale

Attenzione: questa recensione contiene spoiler.

A volte un paio di stivali rossi può aiutare ad affrontare il mondo e le proprie paure. Così è per Millie, che quando li indossa si sente forte e sicura. Ha sette anni ed è curiosa di tutto. Ha tanta voglia di fare domande, di conoscere, di scoprire. Per questo quando un giorno al centro commerciale sua madre sembra sparita, non si perde d’animo, ma cerca qualcuno che possa darle una mano a trovarla. È proprio allora che si imbatte in Karl che se ne sta seduto con lo sguardo perso nei suoi pensieri. Karl è un anziano un po’ speciale che mentre parla, digita nell’aria le parole. Solo in questo modo riesce a sentire ancora vicina sua moglie a cui un tempo scriveva parole d’amore sulla schiena. Millie si fida subito di lui e la corazza di diffidenza che Karl si è costruito intorno si scioglie grazie agli occhi sperduti e sinceri della bambina. Gli stessi occhi davanti ai quali Agatha sente nascere dentro una tenerezza ormai dimenticata. A ottant’anni non esce più di casa, dopo la morte del marito, e passa le sue giornate alla finestra a spiare i vicini. Ma appena scorge sulla strada Millie e Karl c’è qualcosa che la spinge a parlare con quei due sconosciuti, a uscire per la prima volta dalla sua solitudine. Perché Millie ha il dono unico di raggiungere il cuore delle persone. Perché il suo sorriso ingenuo e solare è capace di portare la felicità. Lì dove non ci si aspettava più di trovarla. Karl e Agatha si sentono vicini a lei come a nessun altro prima e decidono di ritrovare sua madre. E da quel momento per loro ogni cosa cambia. Scoprono che non è mai troppo tardi per vivere appieno la vita, per lasciarsi trascinare da un desiderio, per permettere all’amore di meravigliare ancora. E Millie è pronta ad imparare che non tutto ha una risposta e che questa è la magia del futuro. La magia di sapere che lungo la strada si perdono delle cose, ma che c’è sempre il modo per ritrovarle.

Ci sono modi e modi per scrivere successi e ve lo voglio dire chiaramente: Autori come Vanessa Diffenbaugh ci riescono in un modo che travolge, in un modo che rimane attaccato alla pelle per sempre. E poi ci sono Autori come questa Brooke Davis che ci provano, ma non ci riescono per nulla.
Onestamente mi sento anche ingannata, dal momento che è chiaro su quale perno giri il romanzo, inutile che aggiunga altro, chi è astuto per capire, capisca, chi non ha capito se lo provi a leggere e poi si farà la sua recensione.
Ma il nervoso mi è rimasto appiccicato e la cosa risulta negativa per l’Autrice che ha perso sicuramente una lettrice.

Ma adesso passiamo su un piano serio: il libro non è brutto e basta. E’ ottimo, se lo guardi con una certa angolazione, piuttosto di sbieco: alla fine a certe cose, nella vita, non è davvero facile dare risposta e in questo libro ci sono temi piuttosto importanti che non vanno assolutamente ignorati: la responsabilità genitoriale, il senso umano del nostro essere umani (scusate il gioco di parole), la magia dell’essere bambini (e qui alludo anche al titolo, che c’entra il perso e il ritrovato?)
La verità è che l’Autrice ci tiene incollati nella lettura con la falsa promessa del ritrovamento della madre, cosa che non avviene! Del destino della bambina un accenno sommario che liquida il tutto così… a quel punto la storia decade e a me dà noia.

Il POV è prevalentemente quello della bambina, dalla quale assisteremo alla magia strana e creativa che solo un bambino può esternare, quel mondo visto e vissuto in un certo modo, quel mondo bizzarro che assomiglia molto al Mago di Oz, quella purezza e quell’aura di innocenza che possiedono i bambini.
Ma avremo modo anche di leggere la storia anche attraverso gli altri due personaggi: Karl e Agatha, entrambi anziani, entrambi con una vena (molto grossa) di follia.

Un’altra particolarità è l’argomento della morte, inteso come perdita, tutti i personaggi che incontreremo avranno perso qualcuno e ne soffrono in modo più o meno vistoso.
Millie ha iniziato il suo quaderno delle cose morte quando è morto il suo primo cane, da lì a seguire la lista si è molto allungata e, in questa lista, ci saranno anche mosche, ragni ecc.

In conclusione, a voi la scelta di leggerlo. Io ho solo ricordato la magnificenza narrativa di Vanessa Diffenbaugh.
Alla prossima, lettori!!

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

La potenza del mondo onirico

È quasi sera, l’aria è tiepida e le sfavillanti luci della Quarantottesima strada si stanno accendendo una per una. A Kate sembra quasi che stiano indicando il percorso del suo cammino. Non le manca proprio niente per essere di nuovo felice: ama il suo lavoro di musicoterapeuta e, a casa, il suo compagno Dan la sta aspettando per portarla alla grande festa che ha organizzato per festeggiare il loro fidanzamento. Ma anche se non riesce a confessarlo nemmeno a sé stessa, Kate non ha ancora superato il dolore che si nasconde nel suo passato. Perché dodici anni prima l’uomo che amava più di tutti al mondo, Patrick, suo marito, se n’era andato, all’improvviso, proprio prima di confidarle un segreto che avrebbe cambiato per sempre la loro vita. Kate non è mai riuscita a scoprire di cosa si trattasse. Eppure adesso, quando tutto sembra lontano, Patrick inizia ad apparirle in sogno. È insieme a una bambina, e stanno cercando di dirle qualcosa. All’inizio Kate crede sia solo un incubo. Ma quando per caso conosce una bambina identica a quella del sogno, capisce di non potere più ignorare il passato.
Perché negli occhi di quella ragazzina si nasconde una rivelazione sconvolgente, un segreto lontano, forse lo stesso che Patrick avrebbe voluto rivelarle anni prima. E che forse adesso può far guardare Kate al futuro con occhi nuovi. Occhi pieni di luce e gioia, come quelli che brillano di fronte a una nuova alba.

Questo libro doveva avere un altro nome, il nome di un libro che non ho ancora letto, che si intitola: -La magia delle cose perse e ritrovate-, titolo molto attinente per questa trama così intensa!

La protagonista Kate, dopo aver detto sì al suo annuncio di fidanzamento, sembrerebbe tornare felice, dopo dodici lunghi anni finalmente! Ma non è così: ha semplicemente lasciato passar il tempo, lasciandosi trasportare come una foglia sul velo liquido di un placido fiume.
-Quando all’alba saremo vicini-, ovvero quando inizieranno i sogni, così diversi da quelli tradizionali, così tremendamente nitidi e reali, le emozioni diventeranno travolgenti, forti e vivide, diventerà impossibile non sentirsi il groppo alla gola immaginando la drastica eventualità di una nostra solitudine: impossibile quindi, evitare la forte empatia nei confronti della storia di Kate.
I sogni continueranno e, i sogni, sono la chiave di volta del romanzo: trovo molto azzeccato il fatto che, in quei sogni ci si è aggrappata con i denti per riprovare (ovvio) nuovamente la gioia di stare con il marito perduto (drammaticamente perso in un incidente stradale), ma i sogni le serviranno per comprendere davvero e fino in fondo, il falso rapporto avuto con il suo attuale fidanzato Dan.

In quei sogni conoscerà sua figlia, nata dal marito perduto, in quella vita parallela dove il mondo che lei conosce è andato in direzioni diverse da “se non fosse accaduta una tale situazione“, e sarà proprio la figlia adolescente nella vita parallela che la spingerà in un percorso di ricerca che la porterà sull’orlo della follia, su una giostra cattiva di felicità e profonda depressione: perché alcune cose corrispondono a realtà? Anche quando lei era all’oscuro? Oppure che dire di luoghi nati in posti in cui lei non andava da anni? Lo avrà sentito ed elaborato inconsciamente? Oppure in quella vita qualcosa è reale?

Kate quindi, con fatica, cerca di scindere le due realtà, cercando di non piombare troppo nella delusione quando una persona che cercava non c’era più, oppure un posto dell’altra realtà non corrispondeva mentre altri sì.

Tuttavia, un lettore attento si accorgerà del fatto che il processo di guarigione è iniziato, processo che le ha donato nuova fiducia, nuove prospettive e forza per aprire la vela della sua vita e ridimensionare la rotta.
Per coloro che non se ne accorgeranno subito, l’autrice ci riserva uno dei molti sogni, ad alto contenuto simbolico, e sarà inevitabile non capire che la protagonista sta guarendo.

Sintetizzando, nel complesso è davvero un ottimo libro, per me solo un evento è piuttosto inverosimile, ma lo è per me, che sono un individuo egoista e poco sociale.
La trama è di un intensità travolgente, i personaggi sono talmente ben delineati che è difficile criticarli; le tematiche che scorrono in questo libro sono molto importanti e delicate: parliamo di adozioni, di bambini speciali esclusi dalla vita di terzi come oggetti rotti, non ha tutti è destinata la bontà d’animo che coinvolge alcuni dei personaggi di questa storia.

Il libro ricorda dolorosamente il capolavoro di Vanessa Diffenbaugh –Il linguaggio segreto dei fiori-, senza offese, non è a quel livello ma non si discosta molto, il problema è che la Diffenbaugh ha una modalità di esporre che pochissimi riescono a riprodurre.

Consigliato!