Pubblicato in: 2017, Duologia, Giallo, Misteri, Narrativa, Storico, Thriller

Duologia Etrusca

97888009788084-i-guardiani-della-storia-cop-web-HV9IS75R.jpgÈ bionda, combattiva, porta spesso tacchi alti, dorme quattro ore per notte e adora gli animali, soprattutto il suo bellissimo gatto nero, l’unico a dividere con lei l’appartamento londinese. È Katherine Sinclaire, direttore generale della 9Sense Publishing, una delle più potenti case editrici mondiali. Ancora per poco però, perché quell’impero sta per crollare. Convocata d’urgenza da Bruce Aron, l’amministratore delegato, Katherine si trova di fronte a una scena raccapricciante: Bruce si è sparato un colpo in testa. E prima di morire le ha lasciato una chiavetta usb con scritto “Fighter”, il nome con cui amava chiamarla. È il primo di una serie di indizi sempre più inquietanti che da Londra condurranno Katherine al lago di Bolsena, in uno dei siti archeologici più misteriosi della storia. Accompagnata dall’enigmatico Jethro Blake, Katherine si ritroverà nelle viscere della Terra, al centro di un cerimoniale oscuro appartenuto a una delle civiltà più affascinanti mai esistite: gli Etruschi. Ma che cosa lega la 9Sense Publishing a quel sito inesplorato? Qual era il segreto di Bruce? E quale terribile sacrificio sta per essere compiuto?

62288cÈ passato un anno dall’intrigo in cui Katherine Sinclaire ha rischiato di perdere la vita. Ma l’incubo sta per tornare: durante la presentazione del primo romanzo della brillante manager, un uomo si spara di fronte a lei, dopo averle consegnato un simbolo cifrato. Katherine si trova di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una misteriosa donna vissuta nel Medioevo. Addentrandosi nei cunicoli sotterranei usati dagli eretici, Katherine scoprirà che quei passaggi custodiscono uno dei più straordinari segreti della storia. In un tumultuoso viaggio dalla Bretagna, la terra delle maree, ai nascondigli prealpini di Fra Dolcino, Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile ma fortissimo… più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c’è ritorno.

L’Autrice Elisabetta Cametti riesce, cosa da tenere comunque in considerazione, a trascinare il lettore con una forza narrativa e descrittiva da sembrare un fiume in piena. Onestamente una buona prima parte del Primo Volume (I Guardiani della Storia) l’ho trovato una sorta di lunghissimo prologo sulle attività editoriali della protagonista (forse un aspetto autobiografico dell’A.) che, a mio modo di vedere, ha appesantito non poco l’attesa del vero inizio della storia avventurosa di K, fino al momento del suo ingiustificato licenziamento dall’azienda in cui lavorava, che sancisce la partenza effettiva delle sue avventure, dando la stura ad un flusso di colpi di scena, molti dei quali al cardiopalma. Il tema portante su cui scorrono i vari scenari è un tema, quello etrusco, poco esplorato dalla gran parte di persone generiche come noi, imbevute di cultura generica (e molto spesso superficiale), le cui poche nozioni si fermano a pochi sporadici accenni storici appresi alle medie inferiori o al liceo. Una tematica che, invece, meriterebbe una maggiore attenzione sugli affascinanti misteri della Civiltà Etrusca che, nonostante decadi di approfonditi studi su questo antichissimo popolo italico, continuano a permanere misteriose zone d’ombra sullo stile di vita, sulla religione, sulle conoscenze nelle quali eccelsero tanto da influenzare i popoli successivi con cui coabitarono quella parte centrale della penisola italica, secoli prima che nascesse l’astro di Roma.
La protagonista K affronta, in modo più evidente nel Secondo Volume (K nel mare del tempo), avventure e peripezie quasi sempre sul filo del rasoio, mettendo quasi a rischio la sua vita, per lo più trascinata dagli eventi, ma talvolta per personali colpi di testa, alfine di raggiungere il “Perchè” finale, nascosto in una visione d’origine medievale, che ha scatenato questa ridda di vicende che l’hanno portata a vivere ai limiti dell’impossibile e dell’impensabile.
Un’ottima duologia Etrusca dal ritmo serrato e dai ricchi colpi di scena, che tengono il lettore incollato alle pagine fino alla soluzione finale.
Divorata in pochi giorni e per “digerirla” bene mi sono preparato una tisana dell’Istituto Erboristico L’Angelica… 😉

 

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Pubblicato in: 2017, Archeologia Misteriosa, Misteri, Saggi e Istruzione, Storico

L’Enigma continua

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Il seguito del “viaggio” del Progetto Atlanticus, iniziato nel 2011 con “Genesi di un Enigma“; un mosaico composto da tessere provenienti da differenti discipline, in apparente contrasto tra di loro, come fisica e metafisica, la cui risoluzione comporta il superamento di quelle barriere tra teorie tradizionali e quelle alternative in una rinnovata alchimia, necessaria per la comprensione di quella storia segreta, ma proprio per questo affascinante, che permetterà a tutti di essere più consapevoli… e quindi più liberi, un mosaico che si dipana nel libro che presenta in un corpo organico i contributi da noi presentati nel corso di conferenze, puntate di podcast e articoli prodotti dal nostro progetto.

Un’opera divisa in cinque parti distinte, ma collegate tra di loro, che approfondiscono i temi relativi all’esperienza anunnaka sul nostro pianeta, partendo dalle loro origini, nell’ambito del dibattito tra Nibiru, Nemesis, Marte e la Terra come probabili luoghi di origine della loro razza e attraversando i millenni dell’età dell’oro fino al diluvio universale e nelle fasi immediatamente successive, sempre attraverso la figura dei tre player che abbiamo imparato a conoscere in “Genesi di un Enigma”.

In questo nuovo saggio, ideale seguito e naturale sviluppo concettuale della precedente opera “Genesi di un Enigma” , l’Autore Paolo Brega ci rende partecipi degli avvenimenti occorsi in tempi storici, ma con origini antichissime, relativi ad interventi di natura esogena al nostro Pianeta, le quali hanno lasciato “strascichi” conseguenziali sul tessuto sociale umano, i cui effetti perdurano tutt’oggi a distanza di millenni.
Con una visione multidisciplinare a 360 gradi, l’Autore, com’è sua consuetudine, mette a disposizione del lettore/ricercatore una cospicua messe di dati, indizi, prove e teorie il tutto suffragato dall’avallo di importanti scienziati e ricercatori, relativi all’intervento sull’evoluzione umana di un nutrito gruppo di extraterrestri, presumibilmente come antichi profughi di un pianeta un tempo vivo e fiorente, condannato a morte da una letale pioggia di asteroidi che distrusse l’intero ecosistema. Ossia Marte.
I marziani scampati al disastro planetario vennero conosciuti sulla Terra, dove trovarono rifugio, con l’epiteto di ‘Anunnaki’ col duplice significato, nella vetusta lingua sumera, di “Coloro Che Dal Cielo Scesero Sulla Terra” (Zecharia Sitchin) e “La Migliore Stirpe della Terra” (Biagio Russo), dando origine, con le loro vicende e vicissitudini, interagenti con l’umanità terrestre, a tutta una serie di correnti storiche, più o meno occulte o parzialmente visibili, a seconda della variabile volontà di trasparenza del potere dominante in determinati periodi storici, comprendente orientativamente un arco temporale che va dall’ancestrale Età dell’Oro di vedica memoria, fino alla grande catastrofe planetaria conosciuta come Diluvio Universale e il successivo periodo della Rinascita.
Un grande escursus toccante svariate tematiche della storia umana che, alla fine, lascia comunque riflettere in profondità sul nostro ruolo su questo Pianeta.

Pubblicato in: 2017, Eco-Thriller, Fantascienza, Giallo, Misteri, Narrativa, Thriller, Vetrina dei Libri

Avventure abissali

Titolo libro ———— : I guardiani dell’isola perduta
Autore del libro ——– : Stefano Santarsiere
Genere —————— : Gialli, Noir, Thriller, Fantastico
Categoria ————— : Narrativa Italiana
Casa editrice ———– : Newton Compton
Anno di pubblicazione — : 2017

SINOSSI

Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un’altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall’uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell’incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell’arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall’altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull’esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale…

Come afferma l’Autore nella sua postfazione, questo romanzo di Fantasia, nasce da un insieme di notizie scientifiche, ai limiti dell’improbabile, riguardanti rilevamenti di misteriosi suoni provenienti dalle profondità oceaniche del Pacifico, tali da far supporre l’esistenza di una gigantesca creatura abissale (decine di volte più grande della Megattera Azzurra) o un insieme esteso di creature marine ancora ignote.
Questa notizia ebbe un’eco così vasta che riportò in auge una teoria antropologica “eretica” (per la scienza ufficiale) molto controversa, iniziata dal patologo tedesco Max Westenhofer  e dallo zoologo inglese Alister Hardy , successivamente sviluppata dalla scrittrice Elaine Morgan  oltre che dal naturalista britannico David Attenborough , e sapientemente divulgata da un documentario televisivo dell’emittente Discovery Channel  con l’inequivocabile titolo di “Sirene: il mistero svelato” .
Una tematica, questa, che fa da sfondo all’impalcatura del romanzo, la cui narrazione ho trovato molto “fluida” (giusto per restare in tema acquatico), scorrevole sì, ma, a mio modesto avviso,  troppo spezzettata, con veramente tanti stacchi (mi sembrava quasi di assistere ad una proposizione televisiva con le pause pubblicitarie già pronte!) fino a raggiungere una mole di ben 99 capitoli.
Una scelta dell’Autore o della Casa Editrice?
Inoltre ho trovato il titolo fuorviante, in quanto si narra del vasto arcipelago delle bellissime Fiji  e non di una singola isola, così come parte del sottotitolo dove recita che “la ricerca cambierà la storia”, quando in realtà sarà d’obbligo mantenere un segreto “protettivo” per le Antiche Creature.
Comunque, al di là di queste piccole incongruenze, la storia mi è piaciuta moltissimo, primo perchè ha spinto la mia memoria a far riemergere le scene di un bellissimo film di James Cameron “The Abyss” , anche se lì le creature abissali erano viste in un’ottica extraterrestre.
Secondo perchè le Fiji, insieme a tutto il vastissimo arcipelago Polinesiano (Melanesia, Micronesia, ecc.) sono sedi di antichissime strutture megalitiche (principalmente di basalto) che, per l’Archeologia Misteriosa, sono uno dei tanti “cavalli di battaglia” per l’affermazione dell’esistenza di un’antica Civiltà Globale marinara prediluviana.
Tematica, questa, per nulla ignota a personaggi come Charles Fort , il cui Autore ha di certo reso omaggio al ricercatore statunitense omonimo realmente vissuto nei primi del 1900 e dalle cui ricerche su fatti e notizie “anomale” e “dannate”, s’è sviluppata, dopo la sua scomparsa, la cosiddetta Ricerca Fortiana di notizie e fenomeni (“fortiani”) la cui esistenza stride non poco con il paradigma artificiale costruito dall’establishment accademico, che rigetta nel limbo dell’oblio questi “dannati” disturbatori del suo quieto castello di sabbia di conoscenza ufficiale.
Insomma, una ben dosata miscela di avventura, suspence, colpi di scena ed info scientifiche di vario genere, dagli effetti deleteri del sonar sui cetacei, alla chimica del cervello (umano e non) inspecialmodo nella neurologia, per finire con il classico scontro finale tra il nostro Eroe e il cattivissimo di turno con le solite mire totalitarie di controllo mentale globale, che mi ha richiamato alla memoria un altro tema, anch’esso molto controverso, del transumanesimo venuto alla ribalta qualche anno fa con il romanzo di Dan Brown “Inferno”.
Concludendo, un’ottima lettura in cui immergersi con entusiasmo e che, cosa molto importante, sensibilizza sul grande debito di amore e rispetto che noi Umani della terraferma dobbiamo alla Grande Madre Terra e alle Sue creature.
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Pubblicato in: 2016, Fantascienza, Misteri, MITI, Saggi e Istruzione, Senza categoria, Storico

Sintesi di Storia Umana Negata

brega-genesi-enigmaIl libro ci conduce in un viaggio attraverso i millenni, alla ricerca di una teoria unificatrice dei numerosi enigmi dell’umanità. Traendo spunto dalle ipotesi pubblicate in passato da rinomati ufologi ed eminenti ricercatori quali Sitchin, Von Daniken e Kolosimo, l’Autore vuole identificare un filo conduttore comune in grado di fornire una risposta univoca ai vari interrogativi irrisolti della Storia.

Attraverso i segreti delle origini della razza umana e del gruppo sanguigno Zero RH-negativo, i miti di Atlantide e dei continenti perduti, i misteri delle Piramidi e delle costruzioni impossibili, la ricerca si conclude infine con una visione innovativa dei fatti della Storia recente ed attuale, spingendosi fino ad una interpretazione alternativa dell’Apocalisse di San Giovanni e delle diverse profezie riguardanti la fine dei tempi. dimostrandone la convergenza a una data ormai del tutto familiare: il 21 dicembre 2012.

Una cavalcata attraverso i millenni e le ere, che non mancherà di stupire il lettore e di lasciarlo con una visione alternativa dell’eterno quesito “chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando?” assolutamente da vertigini.

 

Sintesi di Storia Umana Negata

A dispetto delle granitiche certezze accademico-universitarie sugli sviluppi e gli avvenimenti più importanti che hanno segnato la Storia Umana come credono (fin dalle elementari) di farcela conoscere, in realtà abbiamo una serie infinita di lacune ed enigmi irrisolti che ci trasciniamo da tempo immemore e che solo da poche decadi studiosi alternativi e controcorrente, delineano uno scenario completamente diverso. Con una panoramica a 360 gradi l’Autore di questo interessante saggio ci mostra, nei suoi tratti essenziali, la lunga e travagliata storia della nostra civiltà di umani del tipo “Sapiens-sapiens”, iniziata ufficialmente nel 3000 a.C. con l’esplosione della civiltà Sumera (termine accadico-babilonese che indicava il “Popolo dalla Testa Nera” = SAG.GIGA, abitanti Shumer, la “Terra dei Signori Giusti” = KI-EN-GI), già ricca e completa di tutte le strutture sociali, politiche, economiche e religiose che rendono una civiltà completamente formata e matura.
In realtà ufficiosamente (ma spesso e volentieri occultamente), le origini della nostra umanità affondano in ben più profonde antichità del tempo.
La tesi portante, che vuole amalgamare in una teoria unitaria (denominata TOE = Theory Of Everything) le principali teorie contrapposte in un ideale punto d’incontro tra la teoria Darwiniana, con il suo progressivo e lento sviluppo della specie animale Homo, e la teoria Creazionista di biblica memoria, che vuole questo stesso creato ex-novo da un’Entità Superiore, adombrando uno scenario ai limiti della fantascienza, sposando pienamente le interpretazioni di grandi studiosi ritenuti eretici dall’Establishment Accademico Ufficiale, quali il sumerologo Zecharia Sitchin, il biblista Mauro Biglino e divulgatori quali Peter Kolosimo, Roberto Pinotti, Walter Raymond Drake, Erich von Daniken, Richard Thompson e molti altri, tutti propugnatori della contestatissima Teoria degli Antichi Astronauti.
Tralasciando le diverse interpretazioni sull’origine cosmogonica del nostro Sistema Solare e, di conseguenza, del nostro Pianeta Natale, in sintesi, l’odierna razza umana conosciuta come “Homo Sapiens-sapiens”, sarebbe il risultato di un processo di ibridazione, mescolando DNA semi-scimmiesco di antenati umani già esistenti, quali l’Homo Erectus (qui la concessione alla teoria evoluzionistica darwiniana), con quello d’origine esogena (qui la concessione alla teoria creazionista) di uno o più esponenti di una civiltà spaziale proveniente, secondo la tesi più in voga al momento, ossia quella sitchiniana, da un lontano pianeta orbitante oltre i più remoti confini del nostro Sistema Solare, l’ancora fantomatico (perchè non è stato ancora ufficialmente scoperto) Pianeta-X (il cui segno viene doppiamente inteso sia come un’incognita, sia come numero romano 10); inoltre, da quando Plutone è stato declassato a Pianeta Nano (come Sedna o Quaoar), il Pianeta Ignoto viene denominato Pianeta IX (simile come pronuncia al precedente, ma di numerazione romana uguale a 9), detto anche Planet Nine (Pianeta Nono).
Con un’orbita fortemente ellittica questo mondo, ritenuto di dimensioni gigantesche, quasi gioviane, proverrebbe da un sistema stellare molto vicino a noi, ritenuto figlio di una stella in condizioni attuali di Nana Bruna, teorizzata da diversi astrofisici come un’antichissima Nana Gialla compagna del nostro Sole, denominata Nemesis, la quale concorrerebbe a formare con la nostra Stella Madre un Sistema Binario, condizione fra le più comuni nel Cosmo.
Mezzo milione d’anni fa circa, in alcuni territori dell’Africa Meridionale, un team di scienziati ET mette a punto, dopo vari tentativi infruttuosi, il primo esemplare di ibrido umano-terrestre/umano-alieno per usarlo come personale di servizio, inizialmente come operaio nelle miniere d’oro, uranio ed altri minerali, successivamente con gradualità, con incarichi di sempre maggiore responsabilità.
Dall’epiteto più importante che ci è stato tramandato, il sumero EN.KI (“Signore della Terra”), abbiamo l’identità dello scienziato ET che, a capo della sua equipe di collaboratori e sottoposti, ha geneticamente creato l’Homo-Sapiens-sapiens, con l’inserimento di un determinato tratto di codice genetico nel DNA dell’Homo Erectus (già esistente sul nostro Pianeta), diventando praticamente il vero Padre dell’attuale specie dominante il Pianeta Terra: l’uomo moderno.
Il proposito originario di utilizzarlo come “LU.LU”, schiavo-servitore di una specie superiore, ritenuta da questi composta da “dèi”, servì in queste condizioni di totale sottomissione soprattutto ad una fazione di ET, i cosiddetti ENLILITI, ovvero quel gruppo di ET (tramandato con l’epiteto sumero di ANUNNAKI), più rigidi e conservatori che facevano riferimento al loro comandate in capo conosciuto con l’epiteto di EN.LIL (Signore dell’Aria). Contrapposti ad essi v’erano gli ENKILITI, ossia quel gruppo di ET più tollerante e bendisposto ad uno sviluppo armonico ed equilibrato fra scienza e spiritualità dei nuovi umani, facente riferimento a EN.KI capo degli scienziati/esploratori scesi per primi sul nostro Pianeta.
Nel corso dei millenni e delle ère si sono avvicendate diverse civiltà, caratterizzate da uno sviluppo culturale, scientifico e spirituale sempre più accentuato, dando prova agli Enkiliti che la nuova specie di Sapiens era promettente e suscettibile di ulteriori miglioramenti.
Purtroppo una parte di questa umanità venne (e viene tuttora) negativamente influenzata (e funestata da una serie di conflitti tendenti ad un graduale piano di riconquista planetaria) da un’altra specie senziente tanto più terrestre quanto ben più antica, poiché diretta discendente degli antichissimi dinosauri che dominarono l’intero globo per centinaia di milioni di anni prima dell’avvento dei primi ominidi scimmieschi. Mi riferisco all’Homo Saurus, specie meglio conosciuta come Rettiliana. Con una mentalità e uno stile di vita fortemente gerarchizzato e paramilitare, hanno dato (e danno tuttora) un notevole filo da torcere ai piani di Rinascita Enkilita, inspecialmodo dopo la catastrofe planetaria tramandata col mito del Diluvio Universale, avvenuto circa 12 millenni orsono. Un evento planetario a carattere ciclico che rischiò seriamente di cancellare la vita umana dal Pianeta, un’occasione vista molto favorevolmente dagli Enliliti che vedevano nella proliferazione incontrollata dei Nuovi Umani un pericolo per la sopravvivenza del Pianeta stesso.
Allo stato attuale l’Autore vede “giocare” sullo scacchiere mondiale tre ‘Players’ principali che si contendono il futuro del Pianeta, considerato ancora fonte di preziose risorse, con o senza gli Umani per gli Enliliti e i Rettiliani Radicali (questi ultimi in contrapposizione con quelli Moderati più vicini alle politiche del Signore della Terra), con le loro “creature” per gli Enkiliti in un armonioso ed equilibrato sviluppo tecnologico & spirituale che possa portare tutti nel consesso delle altre Civiltà Galattiche che ci osservano da parecchio tempo.
In definitiva, la tesi di fondo di questo saggio è che l’uomo non è mai stato solo ed è nascostamente (ma a volte anche in modo palese) accompagnato nella sua evoluzione planetaria verso il cosiddetto “Giorno del Giudizio” di biblica memoria, nel quale i nostri materiali creatori torneranno dalle profondità del cosmo per giudicarci più o meno meritevoli dell’eredità di questo Santo Pianeta, che ne sta subendo di tutti i colori (inquinamento, scie chimiche, conflitti ed altre nefandezze).
Per poter apprezzare le tematiche prospettate dall’Autore è necessario, a mio modesto avviso, caricarsi di una buona dose di umiltà, distaccarsi dai dogmi predefiniti inculcatici fin dall’asilo, e riconoscere socraticamente la nostra sostanziale ignoranza sulla storia dell’umanità che, nonostante le “certezze” acquisite, continua ad apparire ancora costellata di enigmi e misteri che si perdono nella Notte dei Tempi.

Pubblicato in: Misteri, Saggi e Istruzione

Eredi d’una civiltà prediluviana

Copia-di-ancientalien_coverSulle Orme degli Avi è un testo di Mauro Paoletti che riscrive la storia del nostro pianeta evocando e riscoprendo memorie perdute dietro cui si celano presenze ‘impossibili’, reperti anacronisctici e fuori dal tempo come gli OOPARTs, conoscenze e miti senza tempo, continenti perduti e visitatori cosmici civilizzatori dell’umanità.

Molto del nostro passato è andato irrimediabilmente perduto. Sono stati dimenticati i narratori e le storie che raccontavano perché a quel tempo niente è stato scritto o perché gli scritti sono andati perduti o distrutti.

Il tempo ha cancellato le testimonianze e gli eventi bellici e catastrofici hanno contribuito alla loro dispersione. Perfino il progresso ha collaborato al cambiamento. Il cemento ha posto le sue fondamenta sulle rovine del passato, le moderne città sono state edificate sui resti di quelle più antiche, nascondendo le vestigia dei popoli che hanno calpestato questo suolo prima di noi.

Questo libro è uno sguardo nell’abisso dove tutto ha avuto inizio e tutto avrà fine, un luogo avvolto dalle tenebre dove è celata la luce della conoscenza. Per questo vaghiamo, spinti dalla nostra innata curiosità, alla ricerca del nostro passato e di quella luce cui sentiamo di appartenere. La luce emessa dall’energia vitale, da quella forza che governa e regola le leggi dell’universo che noi consideriamo divina e personifichiamo in un essere supremo capace di creare.

E’ un buon saggio davvero molto ricco di elementi e dati che l’establishment scientifico si guarda bene dal trattare se non, nei rari casi in cui è “costretto” dalla notorietà del momento, con irridente disprezzo e assoluta negazione dell’esistenza dell’oggetto che va contro la linea cronologica ufficiale.
L’Autore Mauro Paoletti descrive bene, con scorrevolezza, senza essere troppo prolisso e con dovizia di particolari tutte le cosiddette stranezze di cui è costellato il nostro Pianeta.
Il tema dominante, a mio avviso, è la teoria, neanche tanto campata in aria, dell’esistenza in un lontano passato, ben prima del cosiddetto Inizio della Storia (arbitrariamente fissata con la nascita della civiltà Sumera), di una civiltà avanzata a carattere globale, padrona dei mari e degli oceani e tecnologicamente superiore alla nostra, esistente fino a quello che tutte le popolazioni del mondo conoscono come Diluvio Universale e corrispondente verosimilmente alla fine dell’ultima grande glaciazione di Wurm.
Se come diceva Agatha Christie, tre indizi fanno una prova, di indizi e prove ne è davvero costellato l’intero globo terracqueo, con monumenti per lo più megalitici, città sepolte o sommerse, oggetti e reperti “fuori posto” cronologicamente parlando e centinaia di leggende, miti e resoconti storico-popolari che hanno varcato il buio dei millenni per giungere fino a noi che, come i Greci di Solone commiserati dal sacerdote egizio di Sais, nell’opera di Platone, siamo un popolo “giovane” senza memoria del “vero” e “reale” passato che la nostra specie umana ha subìto decine e/o centinaia di millenni prima, in quella cosiddetta “Preistoria” che l’ufficialità accademica si rifiuta di considerare diversa da un gruppo di ominidi cavernicoli.
Testo interessante ed illuminante. Da leggere per documentarsi meglio.

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Misteri, Saggi e Istruzione

Silenziosa Luna

Benvenuti sull’Astronave Luna: il misterioso gigante che orbita intorno alla Terra, un corpo celeste che non appartiene all’uomo.

Questo libro è probabilmente il primo studio che riunisce le domande che in tutto il mondo molti ricercatori hanno posto sul satellite terrestre. Forse il primo testo che risponde tramite una teoria unificata, svelando il Grande Segreto.

“La Luna non è un satellite naturale ma un oggetto proveniente da un altro sistema planetario.Leggendo Il Mistero della Luna si comprendono i paradossi astronomici, i fatti controversi, gli enigmi insoluti con decine di fotografie che per la prima volta vengono pubblicate e commentate. Dopodiché la vostra concezione dell’astronomia non sarà più la stessa!” (L’autore)

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna?
(Canto notturno di un pastore errante dell’Asia – Giacomo Leopardi)

In questo saggio “Il Mistero della Luna” l’Autore greco Sotiris Sofias ci espone, con un ritmo serrato, con dovizia di particolari e con una visione a 360 gradi, le sue convinzioni circa l’origine extrasolare del nostro satellite, basandosi sull’analisi dei dati fisico-orbitali del corpo celeste, curiosamente molto diversi dagli altri satelliti del Sistema Solare e così anche per le sue origini, ancora fonte di accesi dibattiti nella nostra comunità scientifica. Le varie teorie formulate circa la sua formazione si scontrano regolarmente con le caratteristiche peculiari della nostra Luna, tanto da indurre a credere che sia proprio un corpo estraneo giunto nei pressi della Terra da lontane profondità cosmiche.
Eppure, nonostante certe diversità, la Luna mostra anche caratteristiche che l’accomunano al nostro Pianeta Madre. Com’è possibile?
L’Autore, considerando, dunque, le sue anomalie fisiche ed orbitali, avanza l’ipotesi-convinzione che il nostro satellite provenga da un’altra stella, una Nana Gialla G2V, identica al nostro Sole, attorno alla quale orbitava come primo pianeta, simile al nostro Mercurio.
Un’antica civiltà nata molto prima della nostra comparsa sulla Terra, avrebbe trasformato il loro “Mercurio” in un planetoide cavo in modo da utilizzarlo come una sorta di gigantesca arca spaziale in cui rifugiarsi, per salvare la loro specie dall’imminente morte per vecchiaia della loro Stella Madre, di miliardi di anni più antica della nostra.
Questi ET viaggiarono nel cosmo all’interno del loro planetoide-Arca e si diressero senza indugio verso la nostra Stella, attorno alla quale, avevano scoperto in precedenza l’esistenza di due pianeti adatti alla vita: i nostri Marte e Terra. Spingendo il loro planetoide artificiale con potenti motori AG (che l’Autore greco ritiene di averli individuati in due grandi crateri sub-equatoriali del lato buio della Luna), giungono nei pressi del Terzo Pianeta dal Sole e, con opportune e delicate correzioni orbitali, si stabiliscono in un’orbita geosincrona ad una distanza media di 400 mila km. Il momento della loro comparsa lo si potrebbe collocare (e questo è un dato che mi porta a un certo grado di persuasione circa la sua validità) in un periodo in cui secondo antichi autori, quali Pindaro o Diodoro Siculo riportavano la conoscenza della presenza, molti millenni orsono, in una regione della Grecia arcaica, tale Arcadia, di una popolazione denominata Pelasgi definiti Preseleniti, in quanto, nella loro epoca la Luna ancora non esisteva.
Se per certi versi il suo impianto mi convince, per altri mi risulta un pò meno, perchè la sua teoria extrasolare cozza con quella intrasolare di Zecharia Sitchin che, per quanto possa apparire altrettanto eretica agli occhi dell’establishment scientifico, propugna l’origine della Luna come pianeta-compagno del pianeta acquatico TIAMAT, il quale venne distrutto, secondo la mitologia-cosmogonia sumero babilonese, da un altro corpo celeste (il famoso Nibiru, appellativo sumerico che significa “Pianeta dell’Attraversamento”), creando da un lato la Fascia degli Asteroidi e, dall’altro lato, gettando in un’orbita più bassa, verso il Sole, la metà rimanente di Tiamat (nome sumerico che significa “Vergine della Vita”), accompagnata, in questa sorta di spodestamento, dal fedele Kingu suo satellite naturale. Quest’ultimo diverrà la nostra Luna in orbita permanente alla nuova versione ridotta di Tiamat, ossia la Terra.
Per cui è difficile conciliare i due scenari dei due studiosi: o la Luna c’era fin dall’inizio con la nostra Terra, oppure non c’era.
Oltre a ciò, le analisi delle foto lunari rilasciate dalla NASA e bollate come dei grossolani falsi creati in studio, lo ammetto, mi lasciano un pò perplesso. Considerare i filmati che vidi da ragazzino quando, alla tivvù in bianco e nero, il mitico giornalista RAI Tito Stagno, commentava le gesta di Armstrong e Aldrin sul suolo lunare, tutta una messinscena creata in un set cinematografico alla “Capricorn One”, mi brucia tutta la nostalgica meraviglia di quei giorni epocali.
Ma, tant’è. Girando per internet le cosiddette anomalie lunari, più o meno artificiali, non si contano più.
Considerando che gli ambienti militari erano ossessionati dalla segretezza da cui era caratterizzato il clima da Guerra Fredda degli Anni 60, e considerando che gli astronauti erano prima di tutto dei militari, non è poi tanto strano che abbiano censurato foto e filmati, manipolandoli artigianalmente, prima di darli in pasto al pubblico mondiale in attesa. A mio avviso, comunque, gli astronauti sulla Luna, ci sono andati per davvero, ma hanno subìto (come afferma lo stesso Sofias) delle forti limitazioni (costringendo la NASA a ricorrere ad attori su un set lunare FINTO già predisposto nel Nevada per “rattoppare” una missione REALE che rischiava seriamente di crollare nel disastro più completo) da “presenze” che non hanno gradito la loro intromissione su quella che considerano da migliaia di anni casa loro.
Nel complesso, in definitiva, un buon saggio che si lascia leggere agevolmente e, per conto mio, tutto d’un fiato.

-Pier-

Pubblicato in: Misteri, Saggi e Istruzione

Gli “alieni” siamo noi

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Per quanto il titolo possa indurre a pensare che sia un saggio sulla Archeologia Misteriosa (o fanta-archeologia, archeologia spaziale, pre-astronautica, ecc.), con antichissimi resti di remote civiltà più o meno aliene (anche se alcuni argomenti vengono all’interno trattati), in realtà, leggendo il titolo originale (“Alien Dawn: An Investigation into the Contact Experience”) si viene a sapere la vera tematica trattata nel libro: “L’alba aliena: un’investigazione sull’esperienza del Contatto”. Quindi abbiamo tematiche relative a contatti alieni di tutti e quattro i Tipi, “abduction” (prelievi forzosi) compresi, con conseguenti reazioni di copertura da parte di autorità impaurite da un fenomeno mondiale apparentemente incontrollabile.
L’approccio all’argomento da parte dell’Autore si sviluppa in diverse fasi d’indagine:

1- terrena e reale, con raccolta di dati strumentali (radar, sonar, con personale tecnico/militare, sia aereo, sia terrestre, sia marino), avvistamenti luminosi anomali e tracce incontrovertibili sul terreno; talvolta anche oggetti pseudo-metallici).

2- psicologico, con l’analisi di testimonianze che mettono in evidenza una sorta di crisi d’identità dei testimoni e di fenomeni mentali che tirano in ballo la presenza di un Inconscio Collettivo, teorizzato da Jung, che accomuna tutti gli abitanti del pianeta.

3- parapsicologico, con la comparazione degli effetti psico-fisico-mentali dei testimoni (in molti casi “prelevati”), fra cui chiaroveggenza, precognizione, deformazioni temporali, ecc., con i miti e le leggende del folklore popolare tramandato nei millenni, con entità conosciute nella storia come Elfi, Gnomi, Fate e simili.

4- mistico-spirituale, con l’analisi di un accrescimento di consapevolezza cosciente che tende a superare determinati limiti imposti da questa realtà, per effettuare una sorta di “salto quantico” in una meta-realtà migliore dell’attuale.

5- scientifico d’avanguardia: lo studio più attento e consapevole di un tipo di fisica, quella quantistica, che nelle ultime decadi sta progressivamente soppiantando la vecchia visione meccanicistica del 19mo secolo, con osservazioni, intuizioni e scoperte rigorosamente scientifiche che sembrano avvicinarsi ineluttabilmente agli antichi concetti filosofici dei Taoisti e dei Buddisti dell’Estremo Oriente.

In definitiva, l’Autore, cercando di analizzare questo sfuggente fenomeno con un’ottica a 360 gradi, offre una panoramica diversa su questa vicenda di strani “alieni” che sono un pò extraterrestri, un pò extra-dimensionali, un pò meta-terrestri (noi in un remoto futuro), un pò endo-terrestri (tipo il popolo di Agharti) e un pò psico-mentali, sui rapimenti (anche generazionali), sulle ibridazioni umano-aliene, fino al risultato finale, in cui i cosiddetti “alieni” sono sostanzialmente buoni e agiscono secondo un Piano prestabilito per permetterci di uscire da una sorta di impasse energetico-mentale e compiere un liberatorio salto evolutivo.

Il testo è scorrevole, narrato in prima persona, Wilson mette sì molta “carne al fuoco”, ma è funzionale a comprendere la visione di un vasto mosaico che interessa l’intera Umanità.
Egli tende ad insistere, soprattutto verso la fine, che ognuno di noi è potenzialmente un essere senziente dai grandi poteri mentali, elencando casi di telecinesi, teletrasporto, bilocazione, telepatia, precognizione, psicometria, chiaroveggenza viaggiante (“remote-viewing”), levitazione extracorporea (“Out Of Body Experience”) e non-extra.
Solo che non ne siamo realmente coscienti, perchè siamo in qualche misteriosa maniera “auto-ipnotizzati” dal lato analitico, logico-razionale e calcolatore dell’Emisfero Cerebrale Sinistro (ECS) e di conseguenza la maggioranza delle persone “normali” ha serie difficoltà a superare quella che per loro è la Barriera dell’Incredulità.

Avendo letto in precedenza testi fondamentali come “Il Tao Della Fisica” di Fritjof Capra, sulle insospettabili connessioni tra la scienza moderna occidentale e l’antico misticismo orientale sulla incredibile natura della Realtà, posso tranquillamente affermare che il libro di Colin Wilson riesce pienamente a soddisfare sia la mia parte “razionale” dell’ECS, che quella onirico-mistica dell’ECD; dandomi da analizzare sotto una Luce Diversa migliaia di “verità”, tante piccole testimonianze che, come tasselli, concorrono a formare un grande mosaico esplicativo, come i singoli pezzetti di una lastra olografica riescono a mantenere l’Immagine Originaria.
Non a caso una delle teorie più in voga è quella che vuole il nostro Universo essere di natura olografica e strutturato come un’immenso cervello.

Il libro, dunque, è scritto davvero bene, con una bibliografia molto ricca, decine di autori citati, il quadro delineato da Wilson, con la descrizione di tante esperienze diverse (essendosi documentato approfonditamente dimostra come va scritto un libro “giornalistico”), prende forma e consistenza logica che ti porta a pensarla come lui. Consapevolmente.

QUARTA DI COPERTINA – Dai segreti degli antichi Egizi e dei Dogon africani ai più controversi episodi di contatto alieno in ogni parte del mondo, dalla Porta del Sole di Tiahuanaco all’analisi dei recenti casi di abduction, un entusiasmante viaggio in uno dei più dibattuti enigmi del nostro tempo: esiste vita intelligente in altri pianeti o in altri mondi? E questi mondi sono in contatto con il nostro?
In occasione di un convegno negli Stati Uniti, Colin Wilson incontra John Mack, uno psichiatra che ha lavorato a lungo con persone che sostengono di essere state protagoniste di contatto del terzo e del quarto tipo. Dopo l’iniziale scetticismo, da quella serrata conversazione prende il via una meticolosa ricerca che analizza una moltitudine di eventi misteriosi: antichi dei, mostri leggendari, inesplicabili fenomeni, viaggi psichici, salti temporali, clamorosi casi di “rapimento”. Fino a una suggestiva soluzione finale.

-Pier- (finito di leggere a febbraio 2014)