Pubblicato in: 2013, Narrativa, Sociale, Storico

Immaginavo qualcosa di diverso.

bambinaTRAMA – Primo gennaio 1900. Il primo giorno del secolo non è mai come gli altri, men che meno a Tacuarembó, minuscolo villaggio del Sudamerica. La folla è radunata intorno all’albero più grande del paese e non crede ai propri occhi: la piccola Pajarita è tornata. Rifiutata dal padre, era scomparsa pochi mesi dopo la nascita e l’avevano data per morta. Eppure ora è lì, in cima, appollaiata sopra un ramo sottile. Ha un anno ormai e negli occhi grandi, neri e vivaci, ha la stessa luce di quando è nata. Per alcuni si tratta di un miracolo, per altri è una strega, ma una cosa è certa: d’ora in poi per tutti Pajarita sarà “la bambina nata due volte”, una ragazzina circondata di mistero, con un talento speciale per curare con le erbe. Un dono prezioso che anni dopo, ormai donna fiera e determinata, le permette di sopravvivere a Montevideo sola contro tutti, insieme ai propri bambini. Ma la figlia Eva, fragile e tremendamente testarda, vuole realizzare un sogno, diventare poetessa. E per farlo fugge, verso le luci di Buenos Aires, la città che scintilla delle promesse di Evita Perón. E mentre i fermenti rivoluzionari attraversano con forza tutto il continente, spetta a Salomé, l’ultima discendente, restituire alle donne della sua famiglia e del suo paese quello che meritano. Dalle lussureggianti e incantate colline di Rio de Janeiro ai vicoli oscuri di Montevideo, dalle strade scintillanti di Buenos Aires fino alle piazze rivoluzionarie di Cuba, la storia di tre generazioni di donne indimenticabili.

Non so se attribuire la pesantezza della lettura per via del ‘fine bella stagione’, oppure se questo libro proprio mi è stato indigesto e basta. Nonostante sia un esordio sono perfettamente consapevole del pregio e della classe di questo libro, forse è per questo che in qualche modo lo odio.

Un mondo dove la Donna non ha diritti, dove la sua semplice bellezza è un crimine, dove lo stupro può essere insabbiato senza problemi, dove la Donna è debole, per fortuna solo fisicamente, perchè le Donne di questo romanzo sono forti, tenaci, coraggiose, nonostante le avversità e le ferite inferte sul corpo. Sono Donne che nonostante tutto, sono andate avanti a testa bassa, ritrovando la felicità.

Sono fortemente convinta che ogni libro che mi capiti in mano sia un messaggio definito per me. Le energie che emano di volta in volta mi hanno portato sempre libri affini a quel particolare periodo di vita, che perlopiù erano cose allegre, per questo motivo sono preoccupata dalla presenza di questo volume, che rifiuto, rigetto, ma che so avermi detto qualcosa, qualcosa di scomodo che non voglio sentire.

Spero che molti di voi lettori abbiano la capacità di attirare libri giusti al momento giusto, perchè è una cosa bellissima, il modo più simile di comunicare coi libri stessi!

Tutto inizia con una bambina divenuta leggenda per essere ‘nata due volte’, leggendo il libro lo capirete a modo vostro. Ambientato nell’Uruguay, Pajarita (tradotto: uccellino), diventa un abile erborista, dono che le servirà per tutta la vita. Il destino le porta un italiano, un uomo di Venezia con una situazione famigliare atroce, Ignazio, così si chiama, diventa suo marito, nel bene e nel male. Pajarita diventando Donna comincia a procreare e dopo 3 maschi arriva Eva.
La figlia di Pajarita riempie la seconda metà del libro e anche la sua storia è complessa e sofferta, dopo vari turbamenti anche lei diventa una Donna e segue la prassi di ogni essere femminile.
I nipoti di Pajarita si chiamano Roberto e Salomè, e, quest’ultima riempie la terza parte del libro, la più brutta e malvissuta. Per fortuna sono arrivata al finale, non ne potevo più, ero stanca.

Dalle note e da una piccola intervista con l’Autrice apprendo che ha ben 3 lavori letterari in mente, e che tutti e tre si ambientano suppergiù tra l’Italia e l’Argentina.
Ma non credo che leggerò più nulla di lei.

Pubblicato in: 2013, Narrativa, Sociale

Quale eredità lasceremo?

5120aHhz0nL._AA258_PIkin4,BottomRight,-45,22_AA280_SH20_OU29_TRAMA – Nello stato di Washington, agli albori del Novecento, William Talmadge conduce una vita in simbiosi con gli alberi del suo frutteto, circondato dai boschi. Segnato dal dolore per la scomparsa misteriosa della sorella, ancora adolescente, Talmadge non si è lasciato indurire dalla solitudine: è rimasto un uomo buono, fedele ai propri affetti e ai propri ricordi. Finché un giorno al mercato, dove è andato a vendere i suoi prodotti, fa un incontro destinato a spezzare la sua tranquillità. Due ragazze giovanissime, dall’aria selvatica, entrambe vistosamente incinte, gli rubano le mele. Qualche giorno dopo si ripresentano al limitare del suo frutteto e a quel punto comincia, da parte di Talmadge, un paziente avvicinamento per vincere la loro diffidenza, offrendo cibo e sostegno.
In una storia di grande intensità drammatica, di sopravvivenza e di riscatto, tocca al mite e tenace frutticoltore ergersi a difesa della sua nuova, improbabile famiglia, per garantirle un futuro, per difendere le ragazze e il loro desiderio di libertà: una sfida impossibile, a cui si sottopone con un’ostinazione quasi eroica, forse anche nel tentativo di sciogliere i nodi irrisolti del proprio passato.

Quando sei bambino istintivamente segui i genitori e mese dopo mese apprendi il mondo secondo il loro l’insegnamento e poi creandoti anche delle tue, di opinioni. William Tamadge non aveva più il padre perchè era morto nelle miniere. Ma gli erano rimasti una madre ed una sorella, a cui voleva molto bene.
La loro madre decide di partire, alla ricerca di un luogo dove ricostruire un qualcosa e trovano un buon territorio nella fertile terra del West, prendendo possesso di una malridotta casa circondata da meli malati e trascurati.
E’ così che Tamadge (si faceva chiamare per cognome) ed Elsbeth portano avanti la loro vita, seguendo l’unico genitore rimasto ed imparando, ristrutturando e lavorando.
Ma dopo pochi anni anche la madre si ammala e viene a mancare, fortunatamente subentra la Donna medico Caroline Middey, si prende lei la responsabilità di aiutare i ragazzi a diventare adulti e Tamadge non perde tempo, sa che deve prendere le redini della loro vita e occuparsi anche di sua sorella minore.
Durante l’adolescenza Tamadge riceve un altro colpo durissimo: un giorno sua sorella non rientra, nè la sera, ne gli anni successivi.
E qui ci troviamo con un Tamadge già adulto, solo, con i suoi pensieri cupi, mentre lavora nei suoi acri di meli, fino a quando il destino non scuote la sua vita, facendo catapultare due giovani ragazze (incinta) nella sua vita.
La sua vita non sarà più la stessa, deciderà di aiutarle e sistentarle in tutti i modi possibili, cercando di capire quale passato abbiano da offrire. Anche Caroline Middey lo aiuterà, consigliandolo. E aiuterà anche le ragazze alla soglia del parto.

Spesso ci accolliamo tutta la parte della vita non bella tenendo all’oscuro i nostri figli, o le persone a cui teniamo maggiormente, convinti erroneamente di riuscire a proteggerli. Ma più lo facciamo, più non diamo fiducia alle giovani menti condividendo le verità insieme a loro e più li rendiamo ostili, insicuri, lontani. Sono intelligenti anche loro e lo capiscono che li tieni fuori dalla loro vita. Così gli facciamo del male.

L’Albero delle Mele è un libro denuncia su un tema sociale molto delicato. Non è perfetto, i dialoghi non sono separati, ma integrati al testo, rendendo difficile l’assorbimento del libro. I tempi a volte usati malissimo.
Tuttavia è un libro molto introspettivo, con molti personaggi, una trama complessa che, per ovvi motivi non ho potuto approfondire qui. E’ la vita che ti offre di riscattare quelli che ti sembra siano stati errori.
Cosa resterà dopo di noi, cosa resterà delle cose materiali che abbiamo accumulato, a cui abbiamo dato tutti noi stessi. Non ci è dato saperlo, non basta un testamento a volte!
Molto consigliato!

Pubblicato in: 2013, Fantasy, Saga

Duro, crudo, bruto… mumble… (vol.6)

www.inmondadori.itTRAMA – Un autunno di brutali tempeste flagella città distrutte e campi devastati. Nelle terre dei fiumi, nella pericolosa regione delle paludi, ovunque nei Sette Regni dilaga la “Guerra dei Cinque Re”. Robb Stark, il giovane re del Nord, pianifica un assalto per riconquistare la terra che è sempre stata della sua stirpe, mentre sua sorella Arya lotta ferocemente per la sopravvivenza. A molte leghe di distanza, invece, Jaime Lannister è costretto a fare i conti con l’atroce mutilazione inflittagli dalla barbarica compagnia di ventura dei Guitti Sanguinari. Nuovi intrighi, nuovi inganni e nuove turpitudini vengono tessuti all’ombra della Fortezza Rossa, mentre nell’estremo nord il colossale esercito del popolo libero cala verso la mastodontica Barriera di ghiaccio.

Sono al sesto libro e ho già a casa il settimo. Tuttavia sono confusa e non proprio soddisfatta al 100% perchè mi chiedevo pigramente come sia cominciata questa storia di Martin e dopo aver riflettuto qualche istante mi sono ricordata che tutto è cominciato ‘ a causa’ della serie televisiva…
I libri di Martin, sono in qualche modo sempre stati in lista d’attesa, ma non mi decidevo mai ad iniziare proprio a causa della vastità di libri e diciamocela tutta: anche perchè è piuttosto datato, come lavoro editoriale. Tuttavia le immagini dei trailer visti in tv mi hanno fanno venire i brividi, ricordo che fu proprio questo mi fece decidere di attraversare la Barriera!

Sin dal primo libro Martin mi ha sia imbestialito che affascinato, non credo di fare così spoiler esprimendo la mia incazzatura al capriccio della Regina Cersei, la prima vera morte che mi ha toccato… perchè sì, sono più sensibile alla morte degli Animali che a quella delle persone…
Per digerirla ci ho messo un bel po’ ed ecco che mi viene riproposta… e allora perchè non mando tutto a fan broccolo? Per un motivo moolto semplice: sono troppo avanti ormai. E’ come preparare un banchetto nuziale e poi andarsene via.

Per fortuna posso ringraziere Tyrion per sollevarmi sempre il morale e qui ci scappa un bel pezzo tratto dal libro. Conversazione tra Lord Tywin e Tyrion:

«Tu sei dotato di una certa quale atuzia, Tyrion, te lo concedo, ma la verità è che tu parli troppo. Quella tua lingua lunga sarà causa della tua caduta»
«Allora avresti dovuto lasciare che Joffrey me la strappasse» suggery Tyrion.
«Farai meglio a non tentarmi in quella direzione» ribattè Lord Tywin. «Non intendo più parlare di questo. Ho pensato molto a come soddisfare Oberyn Martell e il suo seguito»
«Davvero? Si tratta di qualcosa che mi verrà concesso sapere, oppure devo andarmene anch’io, in modo che tu possa discuterne bene con te stesso?»

Questa credo che entrerà nella mia classifica del meglio di Tyrion!
Bene, penso che ci vedremo alla prossima ‘rece’ della saga!

Pubblicato in: 2013, Narrativa, Sentimenti

Istinto di Madre…

TRAMA – Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto.
Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell’ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro.

Non ho esperienza personale per esaltare ed elogiare quella cosa che si chiama Istinto materno, non ho prole con me, posso solo immaginarlo nel miglior modo possibile.

In una scala da 1 a 10 do a questo libro un bell’8.
Cosa non mi è piaciuto? L’uso dei tempi, a volte il presente stonava parecchio (sebbene sì, ne abbia capito il senso!)
La trama l’ho trovata impeccabile sì, senza sbavature, senza indizi che rivelassero l’attesissimo finale.

Tom reduce di guerra (decorato), con alle spalle un disastro famigliare incontra Isabel e dopo le prime resistenze (lui che era convinto di non meritare di essere tra i vivi) cede ai sentimenti che prova per lei, solo che non vanno a vivere in una casa normale, bensì sull’Isola di Janos, dove Tom ha avuto l’incarico triennale di guardiano.
Isabel, nel fiore degli anni è ovviamente adattabile a tutto, ma dopo il terzo aborto spontaneo, oltre che il dolore fisico arriva anche quello mentale, innescando una depressione crescente.
E’ così che quando arriva quella barchetta con la neonata urlante il suo istinto, forte e prorompente non può proprio fare diversamente: deve accoglierla al suo seno, in tutti i sensi, visto che aveva il latte per la gravidanza purtroppo fallita.
Solo che il Guardiano del Faro ha dei precisi obblighi, doveri e regole e quando comprende il bisogno carnale di sua moglie cede.
Cede al suo desiderio, complice anche il mondo fuori dalla società che era l’isola, omette la verità.
E’ in quel momento che nella loro vita di coppia inizia il declino. Isabel aveva ‘obbligato’ Tom a infrangere il regolamento (morale anche).
Isabel però euforica non riesce a capire cosa ha innescato in suo marito, dopo il terzo aborto quella bambina sanava le gravi ferite corporali e mentali, fino a quando la bolla scoppia e la realtà è immensamente più dolorosa di quando avesse mai immaginato.

Una storia stupenda, un percorso faticoso, un viaggio terribile alla scoperta dell’amore di coppia.
Un libro davvero da leggere!

Pubblicato in: 2013, Giallo, MITI, Narrativa, Sentimenti

Quel che sarà dopo la morte…

Parlando-con-le-api-di-Peggy-Hesketh-Neri-Pozza_main_image_objectTRAMA – Albert Honig preferisce la compagnia delle sue api a quella delle persone. Un giorno le sue vicine di casa, anche loro apicoltrici e per questo conosciute in paese come “le signore delle api”, vengono uccise in una rapina ed è proprio lui a trovarne i corpi. Le domande di un investigatore riporteranno alla luce un passato che lo stesso Albert sembrava aver rimosso.

E’ un libro fresco, stampato a giugno di quest’anno ed era lì sul tavolo della biblioteca, proviamolo, mi son detta.
L’ho finito un oretta fa, non so se dire capolavoro rendo l’idea, o forse come al solito i libri vanno letti quando è il momento di farlo e per qualcuno di specifico, ultimamente me ne capitano di queste fortune.

La storia inizia con un anziano signore e poco dopo qualche pagina sappiamo di trovarci di fronte ad un giallo. Non mi sono affezionata subito ad Albert, me ne sono accorta in un certo momento del libro quando ho sentito di volergli bene. Come tutti gli anziani rielabolara vita, gesta e decisioni col senno della saggezza e lui, povero, ne aveva molti di rimpianti.

Il punto focale, come descrive il titolo, sono le Api. Queste meravigliose, industriose piccole Api che secondo le stime andranno ad estinguersi all’incirca nel 2030 e l’uomo seguirà lo stesso destino qualche anno dopo.
L’Autrice oltre ad essersi districata egregiamente nella categoria del giallo fa altrettanto abilmente girare tutto il volume intorno alla vita delle Api, regalandoci una nozione per ogni capitolo e molte, moltissime informazioni di svariata natura sulla loro vita e sulle loro evoluzioni. lo fa così bene che le arnie con le loro preziose abitanti diventano come animali domestici a cui siamo profondamente affezionati e a cui dedichiamo tutta la nostra vita ed energie. Fa venire una voglia spasmodica di diventare apicoltori.

Albert aveva sposato le sue Api.

Il libro è davvero piacevole, l’ho letto in soli tre giorni. Non è privo di colpi di scena ed è strutturato ‘a ritroso’, ovvero il completare della storia man mano che le indagini proseguono.
I personaggi principali sono Albert, l’inizialmente ‘misteriosa’ Claire e il commissario. Ma abbiamo anche i genitori di Albert, quelli di Claire, la sorella di Claire ed altri di sfuggevole ‘importanza’.

Come esordio Peggy Hesketh ha fatto un botto, mi auguro che continui a scrivere!

ps – Ho fatto un salto su aNobii e capisco che ci sono pochi commenti perchè è un libro molto nuovo. Ma che amarezza scoprire che su 5 commenti solo uno è positivo… poi mi chiedo perchè le Api si estinguono piano piano…

Pubblicato in: 2013, Fantasy, Saga

Quel “maledetto” di un Autore!! (vol.5)

lcdgedf3,1TRAMA – Dopo la morte di re Renly Baratheon gli avversari che si contendeno il Trono di Spade sono ridotti a quattro: il gioco di alleanze, inganni e tradimenti si fa sempre più spietato, sempre più labirintico, l’ambizione dei contendenti non ha limite. Sui quattro re e sui paesaggi già devastati dalla guerra incombe la più terribile delle minacce: dall’estremo nord un’immane orda di barbari e giganti, mammut e metamorfi sta lentamente scendendo verso i Sette Regni. E con loro un pericolo ancora più spaventoso: gli Estranei, guerrieri soprannaturali che non temono la morte.

Finito il quinto libro e qui diventa difficile parlarne senza cadere nello spoiler.
Però questo Martin è togo. E’ davvero bravo!
Questa è una di quelle saghe infinite, zeppe di personaggi, di avventure, di colpi di scena, e anche di noia, sì. Non voglio mentire dicendovi che è sempre divertente, Martin sa anche essere noioso, e per me è stata la parte della Guerra (Stannis/Joffrey).

Arrivati a questo punto mi sento la testa così piena di volti e gesta che sono stordita. Poi non parliamo della mazzata che mi ha dato proprio alle ultime pagine, ho rishiato seriamente di mandare a quel paese libri e Autore, per fortuna si è ricreduto.
C’è davvero tanta roba e direi che l’ho letto anche velocemente, ora sono a caccia dei prossimi due!
Purtroppo non possono davvero dire nulla di quello che ho in testa, rovinerei la lettura a coloro che decidono di imbarcarsi in questa epica avventura, dove non tutto è rosa e fiori, ve lo garantisco!
Adesso ancora un libro e mi sciroppo la 3 serie!!

Stay tuned!

Pubblicato in: 2013, Erotico, Sentimenti, Trilogia

Alla fine che cos’è? Profondo amore! (terzo libro)

TRAMA – Quella che per Anastasia Steele e Christian Grey era iniziata solo come una passione erotica travolgente è destinata in breve tempo a cambiare le loro vite. Ana ha semprcinquanta-sfumature-di-rosso-di-el-james-T-ncJ66Ge saputo che amarlo non sarebbe stato facile e stare insieme li sottopone a sfide che nessuno dei due aveva previsto. Lei deve imparare a condividere lo stile di vita di Grey senza sacrificare la sua integrità e indipendenza, lui deve superare la sua ossessione per il controllo lasciandosi alle spalle i tormenti che continuano a perseguitarlo. Le cose tra di loro evolvono rapidamente: Ana diventa sempre più sicura di sé e Christian inizia lentamente ad affidarsi a lei, fino a non poterne più fare a meno. In un crescendo di erotismo, passione e sentimento, tutto sembra davvero andare per il meglio. Ma i conti con il passato non sono ancora chiusi. Questo è il terzo e conclusivo volume della trilogia “Cinquanta sfumature”.

La percentuale di coloro che hanno odiato questa trilogia è comunque inferiore a coloro che l’hanno amata, e che hanno sentito depositare dentro di se qualcosa di dolce ed essenziale.
Di recente (come credo di aver segnalato in questo blog) ho visto una video recensione della saga piuttosto divertente, dove per’altro sono state mosse critiche originali sui fondamenti psicologici, forse ha ragione forse no, non lo so, e non credo che lo sappiano altre centinaia di lettori, poi ci sono sicuramente degli individui laureati che possono confermare. Ma non è che mi interessa poi così tanto!

Ringrazio ancora la mia amica Sciamana per avermi chiesto di dare una chance a questo lavoro, sono felice di averlo fatto! Gazie!

Quando ancora ero nella fascia di quelli che snobbavano la trilogia (ipocritamente senza averla letta) ero convinta che fosse un a cagata pazzesca e non mi ci volevo mettere perchè la mia regina dell’erotismo è solo Jacqueline Carey!
Invece dopo essere arrivata alla fine di quest’avventura travagliata posso dire a voce alta che c’è qualcosa dentro questo tris di lavori, non è certo scritto da una sprovveduta (e credetemi ci sono delle ciofeche pazzesche nel mondo, una delle quali è stata aspramente commentata in questo blog!).

C’è qualcosa nel modo in cui l’Autrice scrive, una decisa originalità nel presentare gli eventi. Non è una lista della spesa, ma un’affascinante stesura.
Poi c’è il finale da mille e una notte, non credo di fare spoiler scrivendo le mie prossime righe, ma se non vi sentite sicuri interrompete qui!

Dopo aver vissuto nell’intera trilogia il complicato e logorante rapporto tra i due ed esserci goduti il finale tenero e strappalacrime (e soprattutto distensivo) ecco che l’Autrice ci regala una stralcio di come tutto ciò è cominciato, ma con il punto di vista di Grey e credetemi, l’effetto è molto incisivo. Posso dire che l’autrice è riuscita a regalarci emozioni tangibili, proprio come se ci fossimo trovati nella stanza rossa, anche se non sado maso!

Nel complesso sono davvero molto soddisfatta, certo ho avuto da ridire in alcuni momenti, ma va bene così.
Date una chance anche voi a questa trilogia se non l’avete ancora fatto!

ps – a chi è interessato la videorece di cui sopra https://www.youtube.com/watch?v=aunMSykGe20

Pubblicato in: 2013, Autobiografia

Quella sensazione che…

TRAMA – Helene Grimaud, una delle migliori e più affermate pianiste di oggi, raccontindexa le avventure di un'”enfant prodige” che e anche un'”enfant terrible”. Dice delle sue relazioni appassionate con la musica, i concorsi, la competizione, ma anche la rottura con il mondo parigino, l’esilio negli Stati Uniti a vent’anni. Lì, la sua nuova vita e fatta di dubbi, di disperazioni, fino alla rinascita grazie all’incontro con i lupi. Dal 1991, li alleva in un villaggio del Connecticut, in una riserva in mezzo alla foresta. Vive con loro e ne studia il comportamento. È corrispondente di molte organizzazioni scientifiche e si adopera per la reintroduzione del lupo nel suo ambiente naturale. In questo libro, ci offre la chiave del suo universo interiore, della sua relazione particolare con il mistero della musica e dei lupi, che hanno fatto di lei un’icona dal carisma riconosciuto. Oltre al racconto di un’infanzia e di una adolescenza turbolente, il libro riporta le sue riflessioni sui maggiori compositori romantici, su scrittori come Dostoevskij e l’evocazione di città e paesaggi amati. Oltre a una storia dettagliata dei lupi, nel mito e nella realtà. Una ricerca appassionata del senso, dell’appartenenza che puo essere solo all’Essere in un qui che è insieme un altrove. Chiavi di questa ricerca sono la musica, il quinto elemento peculiare all’uomo, e il lupo, simulacro vivente dell’originarietà dell’Essere.

Avevo preso questo libro solo per rimpiazzare il vuoto che mi divideva dalla lettura finale di una trilogia ed ho scoperto un mondo di poesia profondo e quasi palpabile, rimanendo stordita e confusa.

Quella sensazione che… sai con certezza di avere dentro di te ma purtroppo non riesci del tutto ad afferrare e quindi non ne conosci bene le fattezze!

Questo libro parla di una pianista/musicista di nome Hélène Grimaud. Indubbiamente un nome noto per chi è nel settore. Il libro narra di lei sin da bambina. E’ un libro autobiografico.

Mi ha dato da pensare come il caso e la genetica produca, così a caso, dei geni puri, degli individui tormentati e dal percorso tortuoso ma che lasciono impronte ben visibili nel mondo. E’ quello che ho percepito di questa Donna, sebbene non mi attiri particolarmente la musica di quel tipo di strumento.

Hélène sin da piccola è un rebus di non facile soluzione sino a quando il pianoforte entra nella sua vita, ma dopo un po’ anche quello non riesce bene a riempirla del tutto e la sua inquietudine risorge, così come la collera. Fino a quando Alawa incrocia la sua strada nella notte, ed è amore certo. Amore incondizionato. Così, dopo il pianoforte, Hélène Grimaud trova il suo secondo (e totale?) amore, realizzando una riserva per i lupi negli Stati Uniti.

Hélène Grimaud è una Donna assolutamente controcorrente, ma per natura non per moda, questo traspare chiaramente nella sua autobiografia. Spesso ha desiderato di essere invisibile agli sguardi lascivi degli uomini e agli occhi pungenti delle altre donne, ciò che lei voleva era semplicemente essere se stessa. I suoi rapporti con i suoi simili sono conflittuali, il suo temperamento l’ha sempre indotta a fare come si sentiva, districandosi senza difficoltà dagli schemi sociali, non è sempre stata felice, come ogni Artista, ha passato anche lei i suoi tormenti oscuri.

Una buona metà di questo libro è pura poesia, per questo credo di non avere colto al 110%. La poesia è sempre stata una finestra sull’astratto e l’astratto non è facile inquadrarlo, ma non importa, un seme è stato piantato dentro di me, senza garanzie, senza sapere come nutrirlo, senza sapere che crescerà, ma adoro sentirlo dentro di me, piccolo seme dorato!

L’altra metà narra motologie e riferimenti storici di svariata natura, e molto anche sul Lupo.

Mi sento comunque di consigliarlo!
Wikipedia —> http://it.wikipedia.org/wiki/H%C3%A9l%C3%A8ne_Grimaud

Pubblicato in: 2013, IL LEGGI BILE

L’arte del saper scrivere… non è concessa a chiunque…

TRAMA – Camicetta immacolata, coda di cavallo, gonna al ginocchio. Abby Abernathy sembra la classica ragazza perbene, timida e studiosa. Ma in realtà Abby è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, d1454_uno-splendido-disastro 2alla sua famiglia, da un padre in cui ha smesso di credere. E ora che è arrivata alla Eastern University insieme alla sua migliore amica per il primo anno di università, ha tutta l’intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo.
Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una ragazza diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità. Dietro di sé ha una scia di adoratrici disposte a tutto per un suo bacio.
C’è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato per eccellenza.
Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli profondi di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Eppure Abby è assolutamente determinata a non farsi affascinare. Lei no, non ci cadrà come tutte, lei sa quello che deve fare, quel ragazzo porta solo guai. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a dover condividere lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un’inaspettata mistura di dolcezza e passionalità. Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all’anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi e le sue improvvise malinconie. Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto.

Chiunque capirebbe, leggendo il titolo, che questo non sarà un commento all’acqua di rose come i miei precedenti.
Premessa 1 – era da molto tempo che un libro mi disgustava così.
Premessa 2 – proprio l’altro ieri ho video-ascoltato una critica molto stuzzicante sulla trilogia delle sfumature, sì proprio quello che tutti odiano… o amano? La potete vedere anche voi a questo link —> https://www.youtube.com/watch?v=aunMSykGe20
Francamente quella lunga critica mi è molto piaciuta, anche se non cambio la mia idea (piacevole) del libro. Ma perchè stiamo parlando di questo?
Oh, da dove posso cominciare? Vediamo…
‘Uno splendido disastro’ apre il suo sipario (in ambiente universitario) sulla descrizione di alcuni ragazzi che assistono ad una lotta clandestina. Abby Abernathy (che scappa da uno strano passato negativo) viene descritta come un’innocente, fine ragazza che indossa un cachemire rosa. Assolutamente contrastante con la scena, e ci può stare. Quando all’improvviso viene spintonata ai confini “del cerchio” dove uno schizzo di sangue molto tempisticamente va a falciarle l’elegante e quanto mai improbabile capo d’abbigliamento. E qui spunta fuori il secondo personaggio principale: Trevis Maddox. Un ragazzo violento e massiccio che si spazzola una ragazza ogni circa 2 notti per poi scaricarla.
Bene. Abbiamo delineato i personaggi. La bella e la bestia. E fino a qui…
Come posso continuare senza fare spoiler? oh che ‘splendido dilemma’.
La prima metà del libro va avanti bene, tutto sommato. La bestia diventa improvvisamente docile quando incrocia gli occhi della bella e capisce all’istante che quella sarebbe stata la donna della sua vita. La storia va avanti bene insieme agli altri due personaggi comprimari: America (detta Mare) e Shapley (che sono fidanzati) fino a quando l’Autrice decide che deve invertire i ruoli della bella e della bestia, commettendo ‘una splendida caxxata’. Diciamo che dalla seconda metà del libro la trama si mette i tacchi a spillo e le calze a rete e va a battere il marciapiede e per giunta sempre la stessa Autrice decide di dare un tocco di sfumature.. peccato che ci riesce male, malissimo, anzi è pietosa. Qui si capisce perchè ho cominciato a parlare delle Cinquanta sfumature.
Vorrei poter dire altro per farvi capire come i personaggi siano IM-PRO-BA-BI-LI, altro che forzatura nella trilogia delle Sfumature. Vi invito a leggerlo solo per darmi ragione, subirete un supplizio solo da metà libro in poi, se odiate la trilogia delle sfumature, fatevi un favore: leggete questo libro!

Viene presentato come un fenomeno editoriale per giunta, conteso quasi al limite. Ho saputo che la Warner Bros sta buttando giù il film. La mia aspettativa è proprio quella: che il film superi il libro.

Pubblicato in: 2013, Erotico, Trilogia

50 sfumature di … oscura umanità? (secondo libro)

TRAMA – Profondamente turbata dagli oscuri segreti del giovane e inquieto impimg-596503252renditore Christian Grey, Anastasia Steele ha messo fine alla loro relazione e ha deciso di iniziare un nuovo lavoro in una casa editrice. Ma l’irresistibile attrazione per Grey domina ancora ogni suo pensiero e quando lui le propone di rivedersi, lei non riesce a dire di no. Pur di non perderla, Christian è disposto a ridefinire i termini del loro accordo e a svelarle qualcosa in più di sé, rendendo così il loro rapporto ancora più profondo e coinvolgente. Quando finalmente tutto sembra andare per il meglio, i fantasmi del passato si materializzano prepotentemente e Ana si trova a dover fare i conti con due donne che hanno avuto un ruolo importante nella vita di Christian. Di nuovo, il loro rapporto è minacciato e a questo punto Ana deve affrontare la decisione più importante della sua vita, e può prenderla soltanto lei…

La trilogia delle Sfumature, chi le odia e chi le ama. Io la sto amando.
Dopo che nel primo volume Ana Steel ha bruscamente lasciato Mr Grey per ‘la sculacciata’, entrambi hanno passato una settimana visceralmente molto brutta, fino a quando Christian tenta un approccio (riuscendoci), sfruttando la mostra inaugurale dell’amico di Ana: Josè.
Come potevamo immaginare la miccia si riaccende immediatamente, rendendo il desiderio sessuale addirittuta palpabile, visibile.
In questo libro possiamo assaporare i cambiamenti interni di questi due individui che cercano disperatamente di andarsi incontro, sebbene attanagliati nel terrore più assoluto.
Cambiamenti molto evidenti, che personalmente trovo veramente gradevoli. Pagina dopo pagina possiamo apprezzare quanto lavoro stiano facendo per far quadrare il loro rapporto, tanta stima sebbene siano dei personaggi fatti di lettere!
Vorrei spendere anche due parole sulla mentore sessuale di Christian, ma lascerò a voi il compito di ascoltare le mie parole dalla bocca di Ana!

Il mondo (quello femminile, soprattutto) è devastato, straziato, teso al limite per questa trilogia delle ‘Sfumature di…’.
Credo che in tutta questa storia, il fulcro sia una immensa verità di fondo: il sesso. Non il sesso sporco che la chiesa induce a rifuggere, ma il sesso selvaggio inteso come unione carnale, spirituale, cellulare, ormonale: l’amore insomma. L’amore folle che tutte le Donne anelano.

Fortunatamente l’Autrice ci regala (proprio alla fine del volume) un tocco di giallo che sicuramente sarà il tema centrale del terzo volume.
Leggerò assolutamente anche le Sfumature di Rosso e nel frattempo vi consiglio la lettura!!

Stay Tuned!