Pubblicato in: 2017, Narrativa, Sociale, Storico, Vetrina dei Libri

“L’Ammerikano” di Pietro De Sarlo (Review Party)

Un caloroso saluto popolo libroso, anche se non sembra io e Pier continuiamo a leggere e, in questa serata, vi presentiamo questo Review Party, una interessante iniziativa di Saper Scrivere!

Pietro De Sarlo vi presenta –L’Ammerikano– un interessante libro ambientato sia nella nostra Italia, che nella ‘lontana’ America, dagli inizi del ‘900 ai giorni nostri!

Il tranquillo scorrere della vita a Monte Saraceno, un piccolo paese dell’appennino lucano, viene sconvolto dall’arrivo di un uomo dal passato oscuro e inquietante: l’Ammerikano. Wilber Boscom, l’ultimo discendente di una coppia emigrata clandestinamente negli Stati Uniti, ha appena portato a compimento la sua personale e atroce vendetta contro una famiglia mafiosa italo-americana, gli Zambrino, ed è per questo costretto a fuggire per evitare sanguinose ritorsioni.
Ma appena l’uomo approda nel piccolo centro all’ombra dei pozzi di petrolio della Val D’Agri, il suo passato si intreccia con la placida realtà del luogo, alterandone inevitabilmente gli equilibri e innescando una sequenza di eventi che vede in Vincenzo, un suo lontano parente, un contraltare perfetto del protagonista.
La fitta trama di questo libro si snoda in modo piacevole, alternando tragedia e commedia, noir e rosa, ma tenendo sempre alto il livello emotivo della narrazione, e ciò che scorre sotto la superficie del romanzo, condotto con uno stile avvincente e al contempo ironico, è una sovrapposizione di strati splendidamente contrastanti, dove finanza e traffici internazionali si mischiano alle tradizioni e ai vizi di un’Italia che non c’è più. Che crediamo non ci sia più…

Vi proponiamo qui i nostri appunti, pensieri emersi durante la lettura e opinioni varie

GEMELLI DIVERSI
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Le vie della genetica umana sono lunghe, tortuose e inestricabilmente complesse.
Due vite parallele di due uomini, di qua e di là dell’Oceano Atlantico, sottilmente legati da lontani antenati comuni e da una fisionomia quasi identica.
L’uno conduce una vita americana con un iter tipicamente WASP, in una famiglia agiata, titolare di un cantiere navale per yacht privati, e con brillanti prospettive per il futuro, salvo poi imboccare una via discendente che, fra alterne vicende, lo porterà in Europa, nella terra natale dei suoi antenati.
L’altro è l’ultimo scalcinato discendente di un’antica famiglia un tempo facoltosa che dominava con le sue ricchezze l’intero suo paese natìo. Questi, privo di ambizioni di sorta, vive all’ombra della moglie, donna di forte carattere, trascinando la sua vita nella inalterata monotonia, alternata fra la gestione di una piccola bottega d’alimentari e le chiacchere di paese, ferme nella granitica forma mentis di convinzioni rigidamente tradizionaliste e poco aperte (anche se con poche eccezioni) alle innovazioni del mondo moderno.
L’Autore, partendo da questi due personaggi, ma con l’indispensabile corredo di co-protagonisti, costruisce un veritiero affresco narrativo, la cui fluidità d’esposizione mantiene come una calamita il lettore attaccato al libro fino al finale a sorpresa (ma neanche tanto), spaziante nell’arco di un secolo, toccando temi importanti come il fenomeno dell’emigrazione di massa di innumerevoli Meridionali italici e delle loro peripezie nella traversata oceanica e dell’accoglienza non proprio lusinghiera nella patria dei WASP.
Una veloce carrellata dei primi anni del Novecento fino ai primi effetti del “Boom” economico degli Anni Sessanta, nell’Italia del grande sviluppo industriale, visto e sperimentato attraverso il filtro della società del paesino lucano di Monte Saraceno, teatro quasi unico di una genesi di Linee di Vita che dopo tante decadi, risolvono i loro nodi nel loro luogo d’origine. (Pier)

MATRIOSKA STORICA
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«Wilber non credeva ai piani dettagliati e perfettamente organizzati, ma solo a dei canovacci che richiedevano prontezza di riflessi e rapidità nel cogliere le occasioni».

Mi chiedo invece, se l’Autore abbia creato un piano perfetto per questo libro, che è una perla di lettura.
-L’Ammerikano- è una lettura per tutti i palati librofili, un libro (lungo al punto giusto) che tocca svariate tematiche: l’antichità del passato, la quotidianità di un paese, l’ironia della sorte, il dolore della perdita, i misteri di un giallo, le tinte fosche di un film mafioso e molti altri aspetti della nostra esistenza.

«Non dovete pensare che siano i politici a dover cambiare, siete voi a dover modificare la vostra mentalità»

Ed ecco che abbiamo il vero protagonista di tutto il romanzo, abilmente narrato in stile matrioska: Wilber Boscom. Un uomo finito che cerca disperatamente la sua vendetta.
Così, in un incipit tutto casalingo…

«Vince’ tu si’ fesso»
«Rusì, e che è stato? Cosa ho fatto?»
«Vince’ tu si’ fesso e pure strunz’!»

…comincia la storia dell’Ammerikano, storia che va a intrecciarsi con l’albero genealogico della famiglia Ametrano. Una storia che amo considerare una matrioska, giacche ci ritroviamo diversi capitoli che esordiscono con la sfuriata della cara “Rusì” e proseguono, senza quasi accorgersene, a parlare del passato, inteso come vita antica, con i suoi oggetti i cui nomi è difficile ricordare, oggetti oggi sostituiti dai comuni elettrodomestici e che ti chiedi come facevano a vivere senza lavatrice oppure senza congelatore ecc… ma indovina un po’: vivevano lo stesso!
E’ che diciamocelo chiaro: ogni generazione rimpiange un passato svanito, perché viviamo in una società che è sempre più ansiosa e travolgente.

La prosa è molto scorrevole, il libro non ha MAI momenti noiosi, i personaggi rimangono fedeli alla loro personalità.; la nostra matrioska ci porta nei meandri delle vicende di molti personaggi e lo fa con notevole maestria, esplodendo in un finale totalmente spiazzante com’è giusto che sia la fine di un libro!
Voto alto per Pietro De Sarlo e grazie a Saper Scrivere, agenzia letteraria che seleziona e sostiene davvero ottimi Autori! (Sonia)

Gli altri blog partecipanti:
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Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale, Storico

Tutto e niente.

In un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma – bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge. L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. Nella rimane affascinata da questa enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro si mantiene un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s’incontrano tra i canali di Amsterdam…

Tutto e niente, ovvero parte del motto adottato dal miniaturista. Questo è un libro strano: né bello né brutto, particolare sì, parecchio, forse non adatto a tutti i tipi di lettori ma da provare sicuramente.

In primis, l’affresco storico sull’immaginaria tela di Amsterdam è molto vivido, presente sempre tra le righe, per quanto riguarda costume e società; in secondo luogo, la trama: davvero un qualcosa di vertiginoso, coinvolgente, il desiderio sfrenato di andare avanti a scoprire chi diavolo è questo così talentuoso miniaturista; per non parlare delle numerose sotto-rame e della moltitudine di segreti: la casa respira, è viva.
Anche la casa in miniatura, regalata dal marito, è viva: è profetica e parla, anche se Petronella è troppo giovane e non sa cogliere i messaggi dietro il velo.
Parliamo un po’ di lei, credo che sia il personaggio meno riuscito, per quanto riguarda l’esposizione comportamentale, ma ci ho pensato, la causa è dovuta al fatto che noi non abbiamo potuto vederla crescere ed evolvere, quindi le sue anomalie riguardanti la sfera della maturità possono anche non essere viste come difetti, ma semplicemente come evoluzione velocizzata.
Tutti gli altri personaggi mi sono piaciuti tantissimo, così calzanti con l’epoca, ma così diversi e a loro modo ribelli. Sì, li trovo ben riusciti.

Ciò che non manca mai è la società bigotta, per fortuna anche in questa storia abbiamo delle perle di umanità, altrimenti che demoralizzazione!

Tutto il libro è cosparso di simbolismo, vi sono una moltitudine di messaggi nascosti dietro criptiche parole. Lo sbigottimento non mancherà.
Ne consiglio la lettura, è necessario farsi una propria opinione!

Pubblicato in: 2017, Duologia, Giallo, Misteri, Narrativa, Storico, Thriller

Duologia Etrusca

97888009788084-i-guardiani-della-storia-cop-web-HV9IS75R.jpgÈ bionda, combattiva, porta spesso tacchi alti, dorme quattro ore per notte e adora gli animali, soprattutto il suo bellissimo gatto nero, l’unico a dividere con lei l’appartamento londinese. È Katherine Sinclaire, direttore generale della 9Sense Publishing, una delle più potenti case editrici mondiali. Ancora per poco però, perché quell’impero sta per crollare. Convocata d’urgenza da Bruce Aron, l’amministratore delegato, Katherine si trova di fronte a una scena raccapricciante: Bruce si è sparato un colpo in testa. E prima di morire le ha lasciato una chiavetta usb con scritto “Fighter”, il nome con cui amava chiamarla. È il primo di una serie di indizi sempre più inquietanti che da Londra condurranno Katherine al lago di Bolsena, in uno dei siti archeologici più misteriosi della storia. Accompagnata dall’enigmatico Jethro Blake, Katherine si ritroverà nelle viscere della Terra, al centro di un cerimoniale oscuro appartenuto a una delle civiltà più affascinanti mai esistite: gli Etruschi. Ma che cosa lega la 9Sense Publishing a quel sito inesplorato? Qual era il segreto di Bruce? E quale terribile sacrificio sta per essere compiuto?

62288cÈ passato un anno dall’intrigo in cui Katherine Sinclaire ha rischiato di perdere la vita. Ma l’incubo sta per tornare: durante la presentazione del primo romanzo della brillante manager, un uomo si spara di fronte a lei, dopo averle consegnato un simbolo cifrato. Katherine si trova di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una misteriosa donna vissuta nel Medioevo. Addentrandosi nei cunicoli sotterranei usati dagli eretici, Katherine scoprirà che quei passaggi custodiscono uno dei più straordinari segreti della storia. In un tumultuoso viaggio dalla Bretagna, la terra delle maree, ai nascondigli prealpini di Fra Dolcino, Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile ma fortissimo… più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c’è ritorno.

L’Autrice Elisabetta Cametti riesce, cosa da tenere comunque in considerazione, a trascinare il lettore con una forza narrativa e descrittiva da sembrare un fiume in piena. Onestamente una buona prima parte del Primo Volume (I Guardiani della Storia) l’ho trovato una sorta di lunghissimo prologo sulle attività editoriali della protagonista (forse un aspetto autobiografico dell’A.) che, a mio modo di vedere, ha appesantito non poco l’attesa del vero inizio della storia avventurosa di K, fino al momento del suo ingiustificato licenziamento dall’azienda in cui lavorava, che sancisce la partenza effettiva delle sue avventure, dando la stura ad un flusso di colpi di scena, molti dei quali al cardiopalma. Il tema portante su cui scorrono i vari scenari è un tema, quello etrusco, poco esplorato dalla gran parte di persone generiche come noi, imbevute di cultura generica (e molto spesso superficiale), le cui poche nozioni si fermano a pochi sporadici accenni storici appresi alle medie inferiori o al liceo. Una tematica che, invece, meriterebbe una maggiore attenzione sugli affascinanti misteri della Civiltà Etrusca che, nonostante decadi di approfonditi studi su questo antichissimo popolo italico, continuano a permanere misteriose zone d’ombra sullo stile di vita, sulla religione, sulle conoscenze nelle quali eccelsero tanto da influenzare i popoli successivi con cui coabitarono quella parte centrale della penisola italica, secoli prima che nascesse l’astro di Roma.
La protagonista K affronta, in modo più evidente nel Secondo Volume (K nel mare del tempo), avventure e peripezie quasi sempre sul filo del rasoio, mettendo quasi a rischio la sua vita, per lo più trascinata dagli eventi, ma talvolta per personali colpi di testa, alfine di raggiungere il “Perchè” finale, nascosto in una visione d’origine medievale, che ha scatenato questa ridda di vicende che l’hanno portata a vivere ai limiti dell’impossibile e dell’impensabile.
Un’ottima duologia Etrusca dal ritmo serrato e dai ricchi colpi di scena, che tengono il lettore incollato alle pagine fino alla soluzione finale.
Divorata in pochi giorni e per “digerirla” bene mi sono preparato una tisana dell’Istituto Erboristico L’Angelica… 😉

 

Pubblicato in: 2017, Archeologia Misteriosa, Misteri, Saggi e Istruzione, Storico

L’Enigma continua

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Il seguito del “viaggio” del Progetto Atlanticus, iniziato nel 2011 con “Genesi di un Enigma“; un mosaico composto da tessere provenienti da differenti discipline, in apparente contrasto tra di loro, come fisica e metafisica, la cui risoluzione comporta il superamento di quelle barriere tra teorie tradizionali e quelle alternative in una rinnovata alchimia, necessaria per la comprensione di quella storia segreta, ma proprio per questo affascinante, che permetterà a tutti di essere più consapevoli… e quindi più liberi, un mosaico che si dipana nel libro che presenta in un corpo organico i contributi da noi presentati nel corso di conferenze, puntate di podcast e articoli prodotti dal nostro progetto.

Un’opera divisa in cinque parti distinte, ma collegate tra di loro, che approfondiscono i temi relativi all’esperienza anunnaka sul nostro pianeta, partendo dalle loro origini, nell’ambito del dibattito tra Nibiru, Nemesis, Marte e la Terra come probabili luoghi di origine della loro razza e attraversando i millenni dell’età dell’oro fino al diluvio universale e nelle fasi immediatamente successive, sempre attraverso la figura dei tre player che abbiamo imparato a conoscere in “Genesi di un Enigma”.

In questo nuovo saggio, ideale seguito e naturale sviluppo concettuale della precedente opera “Genesi di un Enigma” , l’Autore Paolo Brega ci rende partecipi degli avvenimenti occorsi in tempi storici, ma con origini antichissime, relativi ad interventi di natura esogena al nostro Pianeta, le quali hanno lasciato “strascichi” conseguenziali sul tessuto sociale umano, i cui effetti perdurano tutt’oggi a distanza di millenni.
Con una visione multidisciplinare a 360 gradi, l’Autore, com’è sua consuetudine, mette a disposizione del lettore/ricercatore una cospicua messe di dati, indizi, prove e teorie il tutto suffragato dall’avallo di importanti scienziati e ricercatori, relativi all’intervento sull’evoluzione umana di un nutrito gruppo di extraterrestri, presumibilmente come antichi profughi di un pianeta un tempo vivo e fiorente, condannato a morte da una letale pioggia di asteroidi che distrusse l’intero ecosistema. Ossia Marte.
I marziani scampati al disastro planetario vennero conosciuti sulla Terra, dove trovarono rifugio, con l’epiteto di ‘Anunnaki’ col duplice significato, nella vetusta lingua sumera, di “Coloro Che Dal Cielo Scesero Sulla Terra” (Zecharia Sitchin) e “La Migliore Stirpe della Terra” (Biagio Russo), dando origine, con le loro vicende e vicissitudini, interagenti con l’umanità terrestre, a tutta una serie di correnti storiche, più o meno occulte o parzialmente visibili, a seconda della variabile volontà di trasparenza del potere dominante in determinati periodi storici, comprendente orientativamente un arco temporale che va dall’ancestrale Età dell’Oro di vedica memoria, fino alla grande catastrofe planetaria conosciuta come Diluvio Universale e il successivo periodo della Rinascita.
Un grande escursus toccante svariate tematiche della storia umana che, alla fine, lascia comunque riflettere in profondità sul nostro ruolo su questo Pianeta.

Pubblicato in: Storico, Vetrina dei Libri

Pasquale Capraro -Maison Rouge-

Pasquale Capraro
Maison Rouge
Astro Edizioni, collana E-sordisco
Ebook 1,99 €

 

 

Nella Parigi di fine Ottocento, in pieno clima bohémien, Amélie, una ragazza di campagna, giunge in città dopo essere stata notata da Madame Claire, durante una permanenza in Provenza.
Colpita dalla sua avvenenza, la donna le propone di trasferirsi a Parigi come domestica. Lì, la giovane scopre che la signora è anche tenutaria della “Maison Rouge”, un bordello di lusso.
Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, la maîtresse Madame Claire, la introduce nella maison e la fanciulla conosce Gilbert, un affascinante borghese. Tra i due nasce l’amore, ma le convenzioni sociali del tempo e la differenza di ceto impediscono agli innamorati di vivere la loro storia. Il destino da cortigiana di Amélie l’attende…

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Pubblicato in: 2017, Fantasy, Inquisizione, Kindle - letture digitali., Medievale, Storico

Specchietto per le allodole

Anno del Signore 1357. Anche in Francia l’Inquisizione ricerca e condanna spietatamente gli eretici incoraggiando la caccia alle streghe. Suor Marie Françoise, nata Sybille, sin da bambina ha dimostrato un grande talento per la magia – un dono chiaramente malvisto dalla Chiesa cattolica. Per questo, dopo essere stata iniziata al culto di Diana, ha abbandonato il suo villaggio e si è rifugiata sotto mentite spoglie in un convento francescano. I suoi persecutori non tardano però a rintracciarla, così Sybille è processata e sta per essere mandata al rogo. Sembra tutto già scritto, a meno che il pio monaco mandato a raccoglierne la confessione, Michel, turbato dal racconto della presunta strega, non riconosca quanto i loro due destini siano legati in modo oscuro e indissolubile. Con la precisione e l’arte di un’alchimista, Jeanne Kalogridis ha creato la storia di una donna che osò sfidare le fiamme dell’Inquisizione, di un amore osteggiato dalle stelle, tra fede ed eresia, misticismo e stregoneria, su uno sfondo storico meravigliosamente evocato: l’epidemia di peste, la Guerra dei Cent’Anni e la catastrofica sconfitta della Francia per mano degli Inglesi. Il risultato è un romanzo su un’epoca densa di misteri, che si legge tutto d’un fiato.

Probabilmente è stata una lettura sbagliata al momento sbagliato, ma siccome ho avuto ben due incoraggiamenti, ho infranto, per questa volta, la regola di abbandonare immediatamente il libro ai primi sentori di insofferenza. Ma come immaginavo ho sprecato il mio tempo: mi sono annoiata, innervosita e a un certo punto andavo avanti saltando intere scene! Ma pazienza, la prossima volta non infrangerò più quella regola. 😉

Ma come ti è capitato questo libro tra le mani se non ti è piaciuto, vi chiederete voi? 😉 Molto semplice: ho letto l’estratto e l’ho trovato non incantevole, di più. Una forza dirompente di emozioni, mistero, sensazioni (vivide da morire), un incipit davvero riuscito e struggente.
Ma, esattamente come il titolo: uno specchietto per le allodole.

Però voglio essere sincera, nonostante il mio voto scarso e la mia rece non positiva, voglio consigliare questo libro a tutti i veri appassionati del genere. Un argomento pur sempre realmente esistito,, una realtà schiacciata e distrutta dal “santo cristianesimo” (puntate pure il dito, ma fatelo dopo esservi informati sulla distruzione di alberi sacri e monumenti naturali). Come si ‘intravede’ tra le righe, boicotto questa religione e mi spaventa moltissimo, proprio per la sua proliferazione quasi virale. E’ incredibile quanto dolore ha provocato, è incredibile sapere che un tempo donne che si servivano dei prodotti di Madre Terra, venivano bruciate vive e considerate streghe. E’ indecente, a dir poco.
Ma di contro non mi sento nemmeno pagana, a causa della contrapposizione e posizione che queste due ‘fazioni’ hanno acquisito nei secoli, guerra senza quartiere, sempre in conflitto senza un minimo tentativo di comprensione reciproca, “Deus Vult” e passate a fil di spada.

Alla fine non credo che manchi nulla in questo libro: avventure, amore, guerra, miracoli, insomma c’è di tutto.
Non lo sconsiglio di certo, fatevi una vostra opinione 🙂

Passo e chiudo!

Pubblicato in: 2016, Fantascienza, Misteri, MITI, Saggi e Istruzione, Storico

Sintesi di Storia Umana Negata

brega-genesi-enigmaIl libro ci conduce in un viaggio attraverso i millenni, alla ricerca di una teoria unificatrice dei numerosi enigmi dell’umanità. Traendo spunto dalle ipotesi pubblicate in passato da rinomati ufologi ed eminenti ricercatori quali Sitchin, Von Daniken e Kolosimo, l’Autore vuole identificare un filo conduttore comune in grado di fornire una risposta univoca ai vari interrogativi irrisolti della Storia.

Attraverso i segreti delle origini della razza umana e del gruppo sanguigno Zero RH-negativo, i miti di Atlantide e dei continenti perduti, i misteri delle Piramidi e delle costruzioni impossibili, la ricerca si conclude infine con una visione innovativa dei fatti della Storia recente ed attuale, spingendosi fino ad una interpretazione alternativa dell’Apocalisse di San Giovanni e delle diverse profezie riguardanti la fine dei tempi. dimostrandone la convergenza a una data ormai del tutto familiare: il 21 dicembre 2012.

Una cavalcata attraverso i millenni e le ere, che non mancherà di stupire il lettore e di lasciarlo con una visione alternativa dell’eterno quesito “chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando?” assolutamente da vertigini.

 

Sintesi di Storia Umana Negata

A dispetto delle granitiche certezze accademico-universitarie sugli sviluppi e gli avvenimenti più importanti che hanno segnato la Storia Umana come credono (fin dalle elementari) di farcela conoscere, in realtà abbiamo una serie infinita di lacune ed enigmi irrisolti che ci trasciniamo da tempo immemore e che solo da poche decadi studiosi alternativi e controcorrente, delineano uno scenario completamente diverso. Con una panoramica a 360 gradi l’Autore di questo interessante saggio ci mostra, nei suoi tratti essenziali, la lunga e travagliata storia della nostra civiltà di umani del tipo “Sapiens-sapiens”, iniziata ufficialmente nel 3000 a.C. con l’esplosione della civiltà Sumera (termine accadico-babilonese che indicava il “Popolo dalla Testa Nera” = SAG.GIGA, abitanti Shumer, la “Terra dei Signori Giusti” = KI-EN-GI), già ricca e completa di tutte le strutture sociali, politiche, economiche e religiose che rendono una civiltà completamente formata e matura.
In realtà ufficiosamente (ma spesso e volentieri occultamente), le origini della nostra umanità affondano in ben più profonde antichità del tempo.
La tesi portante, che vuole amalgamare in una teoria unitaria (denominata TOE = Theory Of Everything) le principali teorie contrapposte in un ideale punto d’incontro tra la teoria Darwiniana, con il suo progressivo e lento sviluppo della specie animale Homo, e la teoria Creazionista di biblica memoria, che vuole questo stesso creato ex-novo da un’Entità Superiore, adombrando uno scenario ai limiti della fantascienza, sposando pienamente le interpretazioni di grandi studiosi ritenuti eretici dall’Establishment Accademico Ufficiale, quali il sumerologo Zecharia Sitchin, il biblista Mauro Biglino e divulgatori quali Peter Kolosimo, Roberto Pinotti, Walter Raymond Drake, Erich von Daniken, Richard Thompson e molti altri, tutti propugnatori della contestatissima Teoria degli Antichi Astronauti.
Tralasciando le diverse interpretazioni sull’origine cosmogonica del nostro Sistema Solare e, di conseguenza, del nostro Pianeta Natale, in sintesi, l’odierna razza umana conosciuta come “Homo Sapiens-sapiens”, sarebbe il risultato di un processo di ibridazione, mescolando DNA semi-scimmiesco di antenati umani già esistenti, quali l’Homo Erectus (qui la concessione alla teoria evoluzionistica darwiniana), con quello d’origine esogena (qui la concessione alla teoria creazionista) di uno o più esponenti di una civiltà spaziale proveniente, secondo la tesi più in voga al momento, ossia quella sitchiniana, da un lontano pianeta orbitante oltre i più remoti confini del nostro Sistema Solare, l’ancora fantomatico (perchè non è stato ancora ufficialmente scoperto) Pianeta-X (il cui segno viene doppiamente inteso sia come un’incognita, sia come numero romano 10); inoltre, da quando Plutone è stato declassato a Pianeta Nano (come Sedna o Quaoar), il Pianeta Ignoto viene denominato Pianeta IX (simile come pronuncia al precedente, ma di numerazione romana uguale a 9), detto anche Planet Nine (Pianeta Nono).
Con un’orbita fortemente ellittica questo mondo, ritenuto di dimensioni gigantesche, quasi gioviane, proverrebbe da un sistema stellare molto vicino a noi, ritenuto figlio di una stella in condizioni attuali di Nana Bruna, teorizzata da diversi astrofisici come un’antichissima Nana Gialla compagna del nostro Sole, denominata Nemesis, la quale concorrerebbe a formare con la nostra Stella Madre un Sistema Binario, condizione fra le più comuni nel Cosmo.
Mezzo milione d’anni fa circa, in alcuni territori dell’Africa Meridionale, un team di scienziati ET mette a punto, dopo vari tentativi infruttuosi, il primo esemplare di ibrido umano-terrestre/umano-alieno per usarlo come personale di servizio, inizialmente come operaio nelle miniere d’oro, uranio ed altri minerali, successivamente con gradualità, con incarichi di sempre maggiore responsabilità.
Dall’epiteto più importante che ci è stato tramandato, il sumero EN.KI (“Signore della Terra”), abbiamo l’identità dello scienziato ET che, a capo della sua equipe di collaboratori e sottoposti, ha geneticamente creato l’Homo-Sapiens-sapiens, con l’inserimento di un determinato tratto di codice genetico nel DNA dell’Homo Erectus (già esistente sul nostro Pianeta), diventando praticamente il vero Padre dell’attuale specie dominante il Pianeta Terra: l’uomo moderno.
Il proposito originario di utilizzarlo come “LU.LU”, schiavo-servitore di una specie superiore, ritenuta da questi composta da “dèi”, servì in queste condizioni di totale sottomissione soprattutto ad una fazione di ET, i cosiddetti ENLILITI, ovvero quel gruppo di ET (tramandato con l’epiteto sumero di ANUNNAKI), più rigidi e conservatori che facevano riferimento al loro comandate in capo conosciuto con l’epiteto di EN.LIL (Signore dell’Aria). Contrapposti ad essi v’erano gli ENKILITI, ossia quel gruppo di ET più tollerante e bendisposto ad uno sviluppo armonico ed equilibrato fra scienza e spiritualità dei nuovi umani, facente riferimento a EN.KI capo degli scienziati/esploratori scesi per primi sul nostro Pianeta.
Nel corso dei millenni e delle ère si sono avvicendate diverse civiltà, caratterizzate da uno sviluppo culturale, scientifico e spirituale sempre più accentuato, dando prova agli Enkiliti che la nuova specie di Sapiens era promettente e suscettibile di ulteriori miglioramenti.
Purtroppo una parte di questa umanità venne (e viene tuttora) negativamente influenzata (e funestata da una serie di conflitti tendenti ad un graduale piano di riconquista planetaria) da un’altra specie senziente tanto più terrestre quanto ben più antica, poiché diretta discendente degli antichissimi dinosauri che dominarono l’intero globo per centinaia di milioni di anni prima dell’avvento dei primi ominidi scimmieschi. Mi riferisco all’Homo Saurus, specie meglio conosciuta come Rettiliana. Con una mentalità e uno stile di vita fortemente gerarchizzato e paramilitare, hanno dato (e danno tuttora) un notevole filo da torcere ai piani di Rinascita Enkilita, inspecialmodo dopo la catastrofe planetaria tramandata col mito del Diluvio Universale, avvenuto circa 12 millenni orsono. Un evento planetario a carattere ciclico che rischiò seriamente di cancellare la vita umana dal Pianeta, un’occasione vista molto favorevolmente dagli Enliliti che vedevano nella proliferazione incontrollata dei Nuovi Umani un pericolo per la sopravvivenza del Pianeta stesso.
Allo stato attuale l’Autore vede “giocare” sullo scacchiere mondiale tre ‘Players’ principali che si contendono il futuro del Pianeta, considerato ancora fonte di preziose risorse, con o senza gli Umani per gli Enliliti e i Rettiliani Radicali (questi ultimi in contrapposizione con quelli Moderati più vicini alle politiche del Signore della Terra), con le loro “creature” per gli Enkiliti in un armonioso ed equilibrato sviluppo tecnologico & spirituale che possa portare tutti nel consesso delle altre Civiltà Galattiche che ci osservano da parecchio tempo.
In definitiva, la tesi di fondo di questo saggio è che l’uomo non è mai stato solo ed è nascostamente (ma a volte anche in modo palese) accompagnato nella sua evoluzione planetaria verso il cosiddetto “Giorno del Giudizio” di biblica memoria, nel quale i nostri materiali creatori torneranno dalle profondità del cosmo per giudicarci più o meno meritevoli dell’eredità di questo Santo Pianeta, che ne sta subendo di tutti i colori (inquinamento, scie chimiche, conflitti ed altre nefandezze).
Per poter apprezzare le tematiche prospettate dall’Autore è necessario, a mio modesto avviso, caricarsi di una buona dose di umiltà, distaccarsi dai dogmi predefiniti inculcatici fin dall’asilo, e riconoscere socraticamente la nostra sostanziale ignoranza sulla storia dell’umanità che, nonostante le “certezze” acquisite, continua ad apparire ancora costellata di enigmi e misteri che si perdono nella Notte dei Tempi.

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Storico, Trilogia

Un’intricata caccia al tesoro

51IdI1jJbmL._SX350_BO1,204,203,200_1670. In un clima di scontri per la colonizzazione del Nuovo Mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O’Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l’isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull’isola. IL tutto sotto l’occhio vigile di una nave pirata ancorata all’orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.

Intricato. Ecco un chiaro aggettivo che mi si affaccia prepotente alla mente, dopo la lettura di questa sorta di “giallo” seicentesco. Ben affrescato nei suoi svariati scenari, nei quali si muovono realisticamente i numerosi personaggi, ognuno dei quali è ben caratterizzato negli atteggiamenti e nei costumi di quest’epoca avventurosa.
Esistenze quasi banali che, dalla Vecchia Europa, vanno a convergere su un piccolo isolotto dei Caraibi, all’apparenza tanto insignificante, quanto ambito e geloso custode di un inafferrabile segreto oggetto, il cui presunto potere fa gola ad alcuni “signorotti” locali rappresentanti le principali potenze marinare dell’epoca: inglesi, francesi, olandesi e perfino temibili esponenti della Filibusta. Fragili equilibri di potere che ruotano, in una mortale partita a scacchi, attorno a un luogo preciso celato nelle profondità della giungla tropicale, le cui mortali insidie hanno già mietuto un elevato numero di uomini, spinti dalla sete di potere di altri uomini senza scrupoli, che non hanno la minima remora nell’utilizzare anche la tortura, pur di estorcere per primi le informazioni di cui necessitano per questa misteriosa caccia al “tesoro-dei-tesori”.
Nel complesso un buon romanzo che si fa ben leggere, ricco di pathos e di suspence nei giusti punti, che mi ha riportato indietro di molte decadi, ai tempi delle mie prime avventure salgariane, e con un finale così aperto e “sospeso” da sembrare la carta della 12ma Lama Maggiore dei Tarocchi, l’Appeso.

Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Storico

Frammenti è la giusta definizione.

51Jmt6Hf99L._SX339_BO1,204,203,200_Un libro che racchiude dieci racconti brevi d’amore: piccoli frammenti che uniti, compongono il caleidoscopio di differenti sfaccettature che è questo sentimento. Non solo l’amore romantico, ma anche le altre sue forme che ne sono elemento fondamentale. C’è il sentimento che dura in eterno, quello fisico, quello impossibile, ma che è pur sempre Amore. Queste storie sono come dieci piccoli tasselli che ricomponendosi formano un puzzle: passando attraverso l’amore puro e semplice, si giunge a quello divertente e sciocco; fino alla fine, in cui si scopre che c’è anche l’Amore per se stessi.
all’interno troverete anche in anteprima un racconto di Flavia Principe dalla sua raccolta “Ah,l’Amour”

 

Sono diventata una fan di Federica Martina dopo aver letto il suo ottimo esordio ‘A causa tua‘, ambientato in un periodo storico a me vicino, nelle prime battaglie contro l’aids. Un prodotto letterario davvero riuscito.

Con quest’opera frammentaria scopro definitivamente che scrivere raccolte di racconti non è un compito così facile come si pensa.
E’ necessario dare loro uno stile unico, un filo conduttore sensato, una linea direzionale unica.

Ma diciamo due parole per ogni raccontino: 11 in totale.

1) Una notte con Felicia.
Senza dubbio la Martina si distingue sempre per originalità ed esposizione del testo. In questo primo racconto, abbiamo, su un frizzante palcoscenico, uno spettacolo emozionante con tre star davvero singolari.
La particolarità, la metafora, giungerà quando, queste bestie da palcoscenico, rientreranno nei camerini per togliersi (letteralmente e metaforicamente) i panni da superstar con cui hanno condotto lo spumeggiante spettacolo.
La cosa bella di questo racconto è che per tutto il tempo aspetti di vedere con chi passerà la notte Felicia 😉

2) E se baciassi il mio capo.
Mi ha sorpreso ritrovare la tipica ambientazione da fotoromanzo, quindi gli amanti del genere corrano a leggere questo racconto!
La scena stessa del capo, visto come bel maschione, senza maglietta che parla al cellulare, proprio nella camera di lei, ha quel nonsochè di paradossale tipico dell’era da fotoromanzo. Personalmente amo l’Autrice proprio per questo motivo: come istantanee, riporta in versione scritta, periodi del passato in cui sono passata.

3) La marionetta.
Solo per la presenza di questo racconto andrebbe comprata tutta la raccolta.
-La marionetta- è un egregia metafora sociale, il che, detto così, potrebbe essere banale. La vera chicca è il modo in cui Federica Martina espone la narrazione: in un momento ci troviamo in uno scenario tipo Pinocchio, dove c’è un Mangiafuoco cattivo che tiene imprigionata la nostra bella ballerina/marionetta, subito dopo siamo in uno scenario reale, in carne ed ossa, per poi ritrovarci di nuovo nel mondo dei giocattoli. E per tutto il tempo della narrazione è un dondolarsi da uno scenario all’altro, sino all’epilogo eccezionale, che vede la comprensione della vita, da parte della protagonista. Bellissimo!

4) Nell’ultimo battito del cuore.
Anche questo è un raccontino da 10 e lode, visto dagli occhi di una vittima. Racconta le angoscie e le brutture di un periodo storico realmente accaduto. Il punto di vista è eccezionale. La sensazione di essere lì è molto forte, così come la tragedia che colpisce i due innamorati, e non sol loro. Da leggere assolutamente.

5) I ricordi di un soldato.
Emozionante e disillusorio, spaccato di vita di un soldato, nel bel mezzo di un inferno, che ricorda la sua fanciullezza e il suo ardore di seguire le orme del padre e di divenire, come lui, un eroe. Federica Martina è molto abile nel passare da un punto di vista all’altro, esprimendo la verità che nessuno mai dice: non c’è niente di eroico nell’uccidere il tuo prossimo. Consigliatissimo anche questo racconto.

6) Un focoso pomeriggio d’amore.
E qui siamo ad un punto critico e direi dolente.
A parte il fatto che, sempre personalmente, non ho gradito questo raccontino erotico subito dopo quelli storici, ma il problema non è questo, il problema è nel testo, chiedo a tutti coloro che hanno letto l’opera di scrivermi (qui o in privato) se hanno riscontrato l’enorme presenza di refusi e mancanze.
Al di là di questo, per gli amanti degli scenari da fumetti hard, questo racconto è l’ideale.

7) Un amore al sapore di prugna.
Ironico e nonsense come solo l’amore più genuino sa rincitrullire le persone. Un po’ cortino, ma forse il succo era semplicemente lì.

8) Una passeggiata tra i ricordi.
Molto particolare anche questo piccolo racconto, dalle molteplici linee comunicative, che vede un’altro periodo storico, un periodo di malattia e morte. Tuttavia l’Autrice riesce a soprenderci infilandoci (e ci sta) un particolare interessante e sorprendente.

9) L’oleandro bianco.
A sopresa cambiamo proprio genere e mentre la lettura avanza il sospetto cresce, tuttavia solo la conferma finale ha dato ragione alle mie ipotesi. Ma domanda ot: dare carne ai bovidi non è dannoso? Huuum…

10) L’album di fotografie.
Altro racconto eccezionale, descritto in maniera divina. Un’anziana signora, ripercorre le vicende amorose di tutta una vita, attraverso il trucco del suo viso ormai decadente, rendendola comunque bellissima e forte, nei suoi tratti. Magnifica interpretazione.

11) Semplicemente noi.
Il racconto della collega self Flavia Principe, autrice di Chasing Rainbows.
Non è semplice commentare questo racconto senza fare spoiler, posso solo dire che è scritto in maniera intelligente. E’ un po’ come un uovo di Pasqua: ha la sopresa all’interno 🙂

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Ecco alla fine i singoli commenti sono perlopiù positivi… quindi, per terminare, secondo il mio punto di vista, che cos’hanno in comune l’uno con l’altro, tutti questi raccontini? Che almeno la metà mi ha lasciata insoddisfatta, a livello di contenuti, avrei voluto saperne di più.
Però, sinceramente, mi sento di consigliare questa raccolta, proprio per via della sua varietà di contenuti: paradossalmente proprio quello che non ho apprezzato è il punto forte della raccolta: la diversità.

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Storico

Il lato brutale della Storia

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Titolo:  La guerra degli dei. La profezia del serpente piumato
Autore:    Hancock Graham
Traduttore: Bisanti M.
Editore: Newton Compton
Prezzo: € 12,00
Anno: 2015
Pagine: 528
Formato: rilegato

SINOSSI
Lunghe ombre oscure sembrano addensarsi intorno al tragico destino dei mexica: la profezia del ritorno di Quetzalcoatl, dio rappresentato come un Serpente Piumato, coincide stranamente con lo sbarco sulle coste americane di Cortés e dei suoi uomini. E se Montezuma cerca di placare le divinità indigene con un sacrificio umano, la Santa Inquisizione sta progettando di compiere un bagno di sangue ancora più agghiacciante. Eppure, tra battaglie brutali e sanguinose, l’amore e l’amicizia possono sopravvivere ai massacri: Tozi, una giovane mexica che ha visto morire molti dei suoi cari, userà tutti i suoi poteri magici per salvare le persone che ama; Pepillo, un orfano spagnolo agli ordini di un sadico frate domenicano, viene preso sotto l’ala di Cortés e comincia a imparare ciò che serve per diventare un conquistatore. Divisi dallo scontro delle loro rispettive civiltà, riusciranno i due a sfuggire alla violenza o soccomberanno sotto i colpi della guerra tra indigeni e conquistadores?

Il lato brutale della Storia

A dispetto del titolo, qui non abbiamo scenarii da antiche civiltà perdute, come l’Autore ci ha abituati con i suoi precedenti saggi (“Custode della Genesi” oppure “Impronte degli Dei”) o conflitti globali con armi fantastiche e mirabolanti Vimana, tanto cari all’Archeologia Spaziale. No. Qui abbiamo uno scontro cruento e durissimo fra due civiltà, entrambe “decadute” dagli antichi splendori di un lontano passato: quella mesoamericana degli Atzechi con i loro riti sanguinari dedicati ad una pseudo-divinità affamata di dolore umano conosciuta come “Colibrì” (in azteco “Huitzichilopochtli”), contro quella occidentale proveniente dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, i celebri Conquistadores comandati dal leggendario Hernan Cortez che, anche lui, seguiva, sia gli ordini del monarca di Spagna, sia con zelo missionario, gli ordini “divini” della stessa eggregora maligna sotto le mentite spoglie del suo santo protettore, San Pietro. Ora, aldilà dello stile narrativo scorrevole e accattivante, l’Autore, con questo romanzo storico, lancia un messaggio affatto “politically correct”, facendo cadere l’ipocrita maschera di certa storiografia addolcita, dove, in primo luogo, forte delle sue ricerche sullo sciamanesimo (“Sciamani”), fa intuire che certe “teofanie” non hanno nulla di spirituale, ma talune entità ultraterrene che non si fanno scrupolo di “giocare” con la credulità ingenua ed infantile di certa parte dell’umanità.
In secondo luogo, non si tiene conto delle sofferenze degli esseri umani di qualunque latitudine e nel quale si evidenzia tutta la brutalità che deriva dalla sopaffazione del più forte sui più deboli (da entrambe le parti), non lesinando in dettagli descrittivi al limite dell’orrore e del disgusto (che, per alcuni tratti mi ha rammentato il film di Mel Gibson “Apocalypto”). Ciononostante è una storia resa affascinante anche da un dosaggio accorto dei vari episodi temporali attraverso cui si dipana tutta la vicenda del primo arrivo di Cortez sulle Nuove Terre e le sue difficoltà di incontri-scontri con le popolazioni locali che, per un tragico scherzo del destino, vedono e credono in lui e nei suoi uomini il tanto inutilmente atteso dio dell’Abbondanza Quetzacoatl, con tutte le conseguenze che la Storia ci ha insegnato. Ma non tutti hanno veramente capito…