Pubblicato in: 2017, Fantasy, Inquisizione, Kindle - letture digitali., Medievale, Storico

Specchietto per le allodole

Anno del Signore 1357. Anche in Francia l’Inquisizione ricerca e condanna spietatamente gli eretici incoraggiando la caccia alle streghe. Suor Marie Françoise, nata Sybille, sin da bambina ha dimostrato un grande talento per la magia – un dono chiaramente malvisto dalla Chiesa cattolica. Per questo, dopo essere stata iniziata al culto di Diana, ha abbandonato il suo villaggio e si è rifugiata sotto mentite spoglie in un convento francescano. I suoi persecutori non tardano però a rintracciarla, così Sybille è processata e sta per essere mandata al rogo. Sembra tutto già scritto, a meno che il pio monaco mandato a raccoglierne la confessione, Michel, turbato dal racconto della presunta strega, non riconosca quanto i loro due destini siano legati in modo oscuro e indissolubile. Con la precisione e l’arte di un’alchimista, Jeanne Kalogridis ha creato la storia di una donna che osò sfidare le fiamme dell’Inquisizione, di un amore osteggiato dalle stelle, tra fede ed eresia, misticismo e stregoneria, su uno sfondo storico meravigliosamente evocato: l’epidemia di peste, la Guerra dei Cent’Anni e la catastrofica sconfitta della Francia per mano degli Inglesi. Il risultato è un romanzo su un’epoca densa di misteri, che si legge tutto d’un fiato.

Probabilmente è stata una lettura sbagliata al momento sbagliato, ma siccome ho avuto ben due incoraggiamenti, ho infranto, per questa volta, la regola di abbandonare immediatamente il libro ai primi sentori di insofferenza. Ma come immaginavo ho sprecato il mio tempo: mi sono annoiata, innervosita e a un certo punto andavo avanti saltando intere scene! Ma pazienza, la prossima volta non infrangerò più quella regola. 😉

Ma come ti è capitato questo libro tra le mani se non ti è piaciuto, vi chiederete voi? 😉 Molto semplice: ho letto l’estratto e l’ho trovato non incantevole, di più. Una forza dirompente di emozioni, mistero, sensazioni (vivide da morire), un incipit davvero riuscito e struggente.
Ma, esattamente come il titolo: uno specchietto per le allodole.

Però voglio essere sincera, nonostante il mio voto scarso e la mia rece non positiva, voglio consigliare questo libro a tutti i veri appassionati del genere. Un argomento pur sempre realmente esistito,, una realtà schiacciata e distrutta dal “santo cristianesimo” (puntate pure il dito, ma fatelo dopo esservi informati sulla distruzione di alberi sacri e monumenti naturali). Come si ‘intravede’ tra le righe, boicotto questa religione e mi spaventa moltissimo, proprio per la sua proliferazione quasi virale. E’ incredibile quanto dolore ha provocato, è incredibile sapere che un tempo donne che si servivano dei prodotti di Madre Terra, venivano bruciate vive e considerate streghe. E’ indecente, a dir poco.
Ma di contro non mi sento nemmeno pagana, a causa della contrapposizione e posizione che queste due ‘fazioni’ hanno acquisito nei secoli, guerra senza quartiere, sempre in conflitto senza un minimo tentativo di comprensione reciproca, “Deus Vult” e passate a fil di spada.

Alla fine non credo che manchi nulla in questo libro: avventure, amore, guerra, miracoli, insomma c’è di tutto.
Non lo sconsiglio di certo, fatevi una vostra opinione 🙂

Passo e chiudo!

Pubblicato in: 2016, Fantascienza, Misteri, MITI, Saggi e Istruzione, Senza categoria, Storico

Sintesi di Storia Umana Negata

brega-genesi-enigmaIl libro ci conduce in un viaggio attraverso i millenni, alla ricerca di una teoria unificatrice dei numerosi enigmi dell’umanità. Traendo spunto dalle ipotesi pubblicate in passato da rinomati ufologi ed eminenti ricercatori quali Sitchin, Von Daniken e Kolosimo, l’Autore vuole identificare un filo conduttore comune in grado di fornire una risposta univoca ai vari interrogativi irrisolti della Storia.

Attraverso i segreti delle origini della razza umana e del gruppo sanguigno Zero RH-negativo, i miti di Atlantide e dei continenti perduti, i misteri delle Piramidi e delle costruzioni impossibili, la ricerca si conclude infine con una visione innovativa dei fatti della Storia recente ed attuale, spingendosi fino ad una interpretazione alternativa dell’Apocalisse di San Giovanni e delle diverse profezie riguardanti la fine dei tempi. dimostrandone la convergenza a una data ormai del tutto familiare: il 21 dicembre 2012.

Una cavalcata attraverso i millenni e le ere, che non mancherà di stupire il lettore e di lasciarlo con una visione alternativa dell’eterno quesito “chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando?” assolutamente da vertigini.

 

Sintesi di Storia Umana Negata

A dispetto delle granitiche certezze accademico-universitarie sugli sviluppi e gli avvenimenti più importanti che hanno segnato la Storia Umana come credono (fin dalle elementari) di farcela conoscere, in realtà abbiamo una serie infinita di lacune ed enigmi irrisolti che ci trasciniamo da tempo immemore e che solo da poche decadi studiosi alternativi e controcorrente, delineano uno scenario completamente diverso. Con una panoramica a 360 gradi l’Autore di questo interessante saggio ci mostra, nei suoi tratti essenziali, la lunga e travagliata storia della nostra civiltà di umani del tipo “Sapiens-sapiens”, iniziata ufficialmente nel 3000 a.C. con l’esplosione della civiltà Sumera (termine accadico-babilonese che indicava il “Popolo dalla Testa Nera” = SAG.GIGA, abitanti Shumer, la “Terra dei Signori Giusti” = KI-EN-GI), già ricca e completa di tutte le strutture sociali, politiche, economiche e religiose che rendono una civiltà completamente formata e matura.
In realtà ufficiosamente (ma spesso e volentieri occultamente), le origini della nostra umanità affondano in ben più profonde antichità del tempo.
La tesi portante, che vuole amalgamare in una teoria unitaria (denominata TOE = Theory Of Everything) le principali teorie contrapposte in un ideale punto d’incontro tra la teoria Darwiniana, con il suo progressivo e lento sviluppo della specie animale Homo, e la teoria Creazionista di biblica memoria, che vuole questo stesso creato ex-novo da un’Entità Superiore, adombrando uno scenario ai limiti della fantascienza, sposando pienamente le interpretazioni di grandi studiosi ritenuti eretici dall’Establishment Accademico Ufficiale, quali il sumerologo Zecharia Sitchin, il biblista Mauro Biglino e divulgatori quali Peter Kolosimo, Roberto Pinotti, Walter Raymond Drake, Erich von Daniken, Richard Thompson e molti altri, tutti propugnatori della contestatissima Teoria degli Antichi Astronauti.
Tralasciando le diverse interpretazioni sull’origine cosmogonica del nostro Sistema Solare e, di conseguenza, del nostro Pianeta Natale, in sintesi, l’odierna razza umana conosciuta come “Homo Sapiens-sapiens”, sarebbe il risultato di un processo di ibridazione, mescolando DNA semi-scimmiesco di antenati umani già esistenti, quali l’Homo Erectus (qui la concessione alla teoria evoluzionistica darwiniana), con quello d’origine esogena (qui la concessione alla teoria creazionista) di uno o più esponenti di una civiltà spaziale proveniente, secondo la tesi più in voga al momento, ossia quella sitchiniana, da un lontano pianeta orbitante oltre i più remoti confini del nostro Sistema Solare, l’ancora fantomatico (perchè non è stato ancora ufficialmente scoperto) Pianeta-X (il cui segno viene doppiamente inteso sia come un’incognita, sia come numero romano 10); inoltre, da quando Plutone è stato declassato a Pianeta Nano (come Sedna o Quaoar), il Pianeta Ignoto viene denominato Pianeta IX (simile come pronuncia al precedente, ma di numerazione romana uguale a 9), detto anche Planet Nine (Pianeta Nono).
Con un’orbita fortemente ellittica questo mondo, ritenuto di dimensioni gigantesche, quasi gioviane, proverrebbe da un sistema stellare molto vicino a noi, ritenuto figlio di una stella in condizioni attuali di Nana Bruna, teorizzata da diversi astrofisici come un’antichissima Nana Gialla compagna del nostro Sole, denominata Nemesis, la quale concorrerebbe a formare con la nostra Stella Madre un Sistema Binario, condizione fra le più comuni nel Cosmo.
Mezzo milione d’anni fa circa, in alcuni territori dell’Africa Meridionale, un team di scienziati ET mette a punto, dopo vari tentativi infruttuosi, il primo esemplare di ibrido umano-terrestre/umano-alieno per usarlo come personale di servizio, inizialmente come operaio nelle miniere d’oro, uranio ed altri minerali, successivamente con gradualità, con incarichi di sempre maggiore responsabilità.
Dall’epiteto più importante che ci è stato tramandato, il sumero EN.KI (“Signore della Terra”), abbiamo l’identità dello scienziato ET che, a capo della sua equipe di collaboratori e sottoposti, ha geneticamente creato l’Homo-Sapiens-sapiens, con l’inserimento di un determinato tratto di codice genetico nel DNA dell’Homo Erectus (già esistente sul nostro Pianeta), diventando praticamente il vero Padre dell’attuale specie dominante il Pianeta Terra: l’uomo moderno.
Il proposito originario di utilizzarlo come “LU.LU”, schiavo-servitore di una specie superiore, ritenuta da questi composta da “dèi”, servì in queste condizioni di totale sottomissione soprattutto ad una fazione di ET, i cosiddetti ENLILITI, ovvero quel gruppo di ET (tramandato con l’epiteto sumero di ANUNNAKI), più rigidi e conservatori che facevano riferimento al loro comandate in capo conosciuto con l’epiteto di EN.LIL (Signore dell’Aria). Contrapposti ad essi v’erano gli ENKILITI, ossia quel gruppo di ET più tollerante e bendisposto ad uno sviluppo armonico ed equilibrato fra scienza e spiritualità dei nuovi umani, facente riferimento a EN.KI capo degli scienziati/esploratori scesi per primi sul nostro Pianeta.
Nel corso dei millenni e delle ère si sono avvicendate diverse civiltà, caratterizzate da uno sviluppo culturale, scientifico e spirituale sempre più accentuato, dando prova agli Enkiliti che la nuova specie di Sapiens era promettente e suscettibile di ulteriori miglioramenti.
Purtroppo una parte di questa umanità venne (e viene tuttora) negativamente influenzata (e funestata da una serie di conflitti tendenti ad un graduale piano di riconquista planetaria) da un’altra specie senziente tanto più terrestre quanto ben più antica, poiché diretta discendente degli antichissimi dinosauri che dominarono l’intero globo per centinaia di milioni di anni prima dell’avvento dei primi ominidi scimmieschi. Mi riferisco all’Homo Saurus, specie meglio conosciuta come Rettiliana. Con una mentalità e uno stile di vita fortemente gerarchizzato e paramilitare, hanno dato (e danno tuttora) un notevole filo da torcere ai piani di Rinascita Enkilita, inspecialmodo dopo la catastrofe planetaria tramandata col mito del Diluvio Universale, avvenuto circa 12 millenni orsono. Un evento planetario a carattere ciclico che rischiò seriamente di cancellare la vita umana dal Pianeta, un’occasione vista molto favorevolmente dagli Enliliti che vedevano nella proliferazione incontrollata dei Nuovi Umani un pericolo per la sopravvivenza del Pianeta stesso.
Allo stato attuale l’Autore vede “giocare” sullo scacchiere mondiale tre ‘Players’ principali che si contendono il futuro del Pianeta, considerato ancora fonte di preziose risorse, con o senza gli Umani per gli Enliliti e i Rettiliani Radicali (questi ultimi in contrapposizione con quelli Moderati più vicini alle politiche del Signore della Terra), con le loro “creature” per gli Enkiliti in un armonioso ed equilibrato sviluppo tecnologico & spirituale che possa portare tutti nel consesso delle altre Civiltà Galattiche che ci osservano da parecchio tempo.
In definitiva, la tesi di fondo di questo saggio è che l’uomo non è mai stato solo ed è nascostamente (ma a volte anche in modo palese) accompagnato nella sua evoluzione planetaria verso il cosiddetto “Giorno del Giudizio” di biblica memoria, nel quale i nostri materiali creatori torneranno dalle profondità del cosmo per giudicarci più o meno meritevoli dell’eredità di questo Santo Pianeta, che ne sta subendo di tutti i colori (inquinamento, scie chimiche, conflitti ed altre nefandezze).
Per poter apprezzare le tematiche prospettate dall’Autore è necessario, a mio modesto avviso, caricarsi di una buona dose di umiltà, distaccarsi dai dogmi predefiniti inculcatici fin dall’asilo, e riconoscere socraticamente la nostra sostanziale ignoranza sulla storia dell’umanità che, nonostante le “certezze” acquisite, continua ad apparire ancora costellata di enigmi e misteri che si perdono nella Notte dei Tempi.

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Storico, Trilogia

Un’intricata caccia al tesoro

51IdI1jJbmL._SX350_BO1,204,203,200_1670. In un clima di scontri per la colonizzazione del Nuovo Mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O’Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l’isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull’isola. IL tutto sotto l’occhio vigile di una nave pirata ancorata all’orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.

Intricato. Ecco un chiaro aggettivo che mi si affaccia prepotente alla mente, dopo la lettura di questa sorta di “giallo” seicentesco. Ben affrescato nei suoi svariati scenari, nei quali si muovono realisticamente i numerosi personaggi, ognuno dei quali è ben caratterizzato negli atteggiamenti e nei costumi di quest’epoca avventurosa.
Esistenze quasi banali che, dalla Vecchia Europa, vanno a convergere su un piccolo isolotto dei Caraibi, all’apparenza tanto insignificante, quanto ambito e geloso custode di un inafferrabile segreto oggetto, il cui presunto potere fa gola ad alcuni “signorotti” locali rappresentanti le principali potenze marinare dell’epoca: inglesi, francesi, olandesi e perfino temibili esponenti della Filibusta. Fragili equilibri di potere che ruotano, in una mortale partita a scacchi, attorno a un luogo preciso celato nelle profondità della giungla tropicale, le cui mortali insidie hanno già mietuto un elevato numero di uomini, spinti dalla sete di potere di altri uomini senza scrupoli, che non hanno la minima remora nell’utilizzare anche la tortura, pur di estorcere per primi le informazioni di cui necessitano per questa misteriosa caccia al “tesoro-dei-tesori”.
Nel complesso un buon romanzo che si fa ben leggere, ricco di pathos e di suspence nei giusti punti, che mi ha riportato indietro di molte decadi, ai tempi delle mie prime avventure salgariane, e con un finale così aperto e “sospeso” da sembrare la carta della 12ma Lama Maggiore dei Tarocchi, l’Appeso.

Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Storico

Frammenti è la giusta definizione.

51Jmt6Hf99L._SX339_BO1,204,203,200_Un libro che racchiude dieci racconti brevi d’amore: piccoli frammenti che uniti, compongono il caleidoscopio di differenti sfaccettature che è questo sentimento. Non solo l’amore romantico, ma anche le altre sue forme che ne sono elemento fondamentale. C’è il sentimento che dura in eterno, quello fisico, quello impossibile, ma che è pur sempre Amore. Queste storie sono come dieci piccoli tasselli che ricomponendosi formano un puzzle: passando attraverso l’amore puro e semplice, si giunge a quello divertente e sciocco; fino alla fine, in cui si scopre che c’è anche l’Amore per se stessi.
all’interno troverete anche in anteprima un racconto di Flavia Principe dalla sua raccolta “Ah,l’Amour”

 

Sono diventata una fan di Federica Martina dopo aver letto il suo ottimo esordio ‘A causa tua‘, ambientato in un periodo storico a me vicino, nelle prime battaglie contro l’aids. Un prodotto letterario davvero riuscito.

Con quest’opera frammentaria scopro definitivamente che scrivere raccolte di racconti non è un compito così facile come si pensa.
E’ necessario dare loro uno stile unico, un filo conduttore sensato, una linea direzionale unica.

Ma diciamo due parole per ogni raccontino: 11 in totale.

1) Una notte con Felicia.
Senza dubbio la Martina si distingue sempre per originalità ed esposizione del testo. In questo primo racconto, abbiamo, su un frizzante palcoscenico, uno spettacolo emozionante con tre star davvero singolari.
La particolarità, la metafora, giungerà quando, queste bestie da palcoscenico, rientreranno nei camerini per togliersi (letteralmente e metaforicamente) i panni da superstar con cui hanno condotto lo spumeggiante spettacolo.
La cosa bella di questo racconto è che per tutto il tempo aspetti di vedere con chi passerà la notte Felicia 😉

2) E se baciassi il mio capo.
Mi ha sorpreso ritrovare la tipica ambientazione da fotoromanzo, quindi gli amanti del genere corrano a leggere questo racconto!
La scena stessa del capo, visto come bel maschione, senza maglietta che parla al cellulare, proprio nella camera di lei, ha quel nonsochè di paradossale tipico dell’era da fotoromanzo. Personalmente amo l’Autrice proprio per questo motivo: come istantanee, riporta in versione scritta, periodi del passato in cui sono passata.

3) La marionetta.
Solo per la presenza di questo racconto andrebbe comprata tutta la raccolta.
-La marionetta- è un egregia metafora sociale, il che, detto così, potrebbe essere banale. La vera chicca è il modo in cui Federica Martina espone la narrazione: in un momento ci troviamo in uno scenario tipo Pinocchio, dove c’è un Mangiafuoco cattivo che tiene imprigionata la nostra bella ballerina/marionetta, subito dopo siamo in uno scenario reale, in carne ed ossa, per poi ritrovarci di nuovo nel mondo dei giocattoli. E per tutto il tempo della narrazione è un dondolarsi da uno scenario all’altro, sino all’epilogo eccezionale, che vede la comprensione della vita, da parte della protagonista. Bellissimo!

4) Nell’ultimo battito del cuore.
Anche questo è un raccontino da 10 e lode, visto dagli occhi di una vittima. Racconta le angoscie e le brutture di un periodo storico realmente accaduto. Il punto di vista è eccezionale. La sensazione di essere lì è molto forte, così come la tragedia che colpisce i due innamorati, e non sol loro. Da leggere assolutamente.

5) I ricordi di un soldato.
Emozionante e disillusorio, spaccato di vita di un soldato, nel bel mezzo di un inferno, che ricorda la sua fanciullezza e il suo ardore di seguire le orme del padre e di divenire, come lui, un eroe. Federica Martina è molto abile nel passare da un punto di vista all’altro, esprimendo la verità che nessuno mai dice: non c’è niente di eroico nell’uccidere il tuo prossimo. Consigliatissimo anche questo racconto.

6) Un focoso pomeriggio d’amore.
E qui siamo ad un punto critico e direi dolente.
A parte il fatto che, sempre personalmente, non ho gradito questo raccontino erotico subito dopo quelli storici, ma il problema non è questo, il problema è nel testo, chiedo a tutti coloro che hanno letto l’opera di scrivermi (qui o in privato) se hanno riscontrato l’enorme presenza di refusi e mancanze.
Al di là di questo, per gli amanti degli scenari da fumetti hard, questo racconto è l’ideale.

7) Un amore al sapore di prugna.
Ironico e nonsense come solo l’amore più genuino sa rincitrullire le persone. Un po’ cortino, ma forse il succo era semplicemente lì.

8) Una passeggiata tra i ricordi.
Molto particolare anche questo piccolo racconto, dalle molteplici linee comunicative, che vede un’altro periodo storico, un periodo di malattia e morte. Tuttavia l’Autrice riesce a soprenderci infilandoci (e ci sta) un particolare interessante e sorprendente.

9) L’oleandro bianco.
A sopresa cambiamo proprio genere e mentre la lettura avanza il sospetto cresce, tuttavia solo la conferma finale ha dato ragione alle mie ipotesi. Ma domanda ot: dare carne ai bovidi non è dannoso? Huuum…

10) L’album di fotografie.
Altro racconto eccezionale, descritto in maniera divina. Un’anziana signora, ripercorre le vicende amorose di tutta una vita, attraverso il trucco del suo viso ormai decadente, rendendola comunque bellissima e forte, nei suoi tratti. Magnifica interpretazione.

11) Semplicemente noi.
Il racconto della collega self Flavia Principe, autrice di Chasing Rainbows.
Non è semplice commentare questo racconto senza fare spoiler, posso solo dire che è scritto in maniera intelligente. E’ un po’ come un uovo di Pasqua: ha la sopresa all’interno 🙂

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Ecco alla fine i singoli commenti sono perlopiù positivi… quindi, per terminare, secondo il mio punto di vista, che cos’hanno in comune l’uno con l’altro, tutti questi raccontini? Che almeno la metà mi ha lasciata insoddisfatta, a livello di contenuti, avrei voluto saperne di più.
Però, sinceramente, mi sento di consigliare questa raccolta, proprio per via della sua varietà di contenuti: paradossalmente proprio quello che non ho apprezzato è il punto forte della raccolta: la diversità.

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Storico

Il lato brutale della Storia

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Titolo:  La guerra degli dei. La profezia del serpente piumato
Autore:    Hancock Graham
Traduttore: Bisanti M.
Editore: Newton Compton
Prezzo: € 12,00
Anno: 2015
Pagine: 528
Formato: rilegato

SINOSSI
Lunghe ombre oscure sembrano addensarsi intorno al tragico destino dei mexica: la profezia del ritorno di Quetzalcoatl, dio rappresentato come un Serpente Piumato, coincide stranamente con lo sbarco sulle coste americane di Cortés e dei suoi uomini. E se Montezuma cerca di placare le divinità indigene con un sacrificio umano, la Santa Inquisizione sta progettando di compiere un bagno di sangue ancora più agghiacciante. Eppure, tra battaglie brutali e sanguinose, l’amore e l’amicizia possono sopravvivere ai massacri: Tozi, una giovane mexica che ha visto morire molti dei suoi cari, userà tutti i suoi poteri magici per salvare le persone che ama; Pepillo, un orfano spagnolo agli ordini di un sadico frate domenicano, viene preso sotto l’ala di Cortés e comincia a imparare ciò che serve per diventare un conquistatore. Divisi dallo scontro delle loro rispettive civiltà, riusciranno i due a sfuggire alla violenza o soccomberanno sotto i colpi della guerra tra indigeni e conquistadores?

Il lato brutale della Storia

A dispetto del titolo, qui non abbiamo scenarii da antiche civiltà perdute, come l’Autore ci ha abituati con i suoi precedenti saggi (“Custode della Genesi” oppure “Impronte degli Dei”) o conflitti globali con armi fantastiche e mirabolanti Vimana, tanto cari all’Archeologia Spaziale. No. Qui abbiamo uno scontro cruento e durissimo fra due civiltà, entrambe “decadute” dagli antichi splendori di un lontano passato: quella mesoamericana degli Atzechi con i loro riti sanguinari dedicati ad una pseudo-divinità affamata di dolore umano conosciuta come “Colibrì” (in azteco “Huitzichilopochtli”), contro quella occidentale proveniente dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, i celebri Conquistadores comandati dal leggendario Hernan Cortez che, anche lui, seguiva, sia gli ordini del monarca di Spagna, sia con zelo missionario, gli ordini “divini” della stessa eggregora maligna sotto le mentite spoglie del suo santo protettore, San Pietro. Ora, aldilà dello stile narrativo scorrevole e accattivante, l’Autore, con questo romanzo storico, lancia un messaggio affatto “politically correct”, facendo cadere l’ipocrita maschera di certa storiografia addolcita, dove, in primo luogo, forte delle sue ricerche sullo sciamanesimo (“Sciamani”), fa intuire che certe “teofanie” non hanno nulla di spirituale, ma talune entità ultraterrene che non si fanno scrupolo di “giocare” con la credulità ingenua ed infantile di certa parte dell’umanità.
In secondo luogo, non si tiene conto delle sofferenze degli esseri umani di qualunque latitudine e nel quale si evidenzia tutta la brutalità che deriva dalla sopaffazione del più forte sui più deboli (da entrambe le parti), non lesinando in dettagli descrittivi al limite dell’orrore e del disgusto (che, per alcuni tratti mi ha rammentato il film di Mel Gibson “Apocalypto”). Ciononostante è una storia resa affascinante anche da un dosaggio accorto dei vari episodi temporali attraverso cui si dipana tutta la vicenda del primo arrivo di Cortez sulle Nuove Terre e le sue difficoltà di incontri-scontri con le popolazioni locali che, per un tragico scherzo del destino, vedono e credono in lui e nei suoi uomini il tanto inutilmente atteso dio dell’Abbondanza Quetzacoatl, con tutte le conseguenze che la Storia ci ha insegnato. Ma non tutti hanno veramente capito…

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale, Storico

Uno storico avvincente (e convincente!)

vintage-dream-di-erica-stephensjpegÈ impossibile resistere al fascino di un vecchio abito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda, che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio vicino ad Astor Place, a Manhattan, si diverte a dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo del suo inconfondibile gusto.
Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso.
C’è un’unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio Novecento. Una donna forte e indipendente che ha realizzato il suo sogno di fare carriera in un prestigioso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell’amore e la profondità delle sue ferite.

La storia che ci presenta quest’Autrice, non è solo gradevole, a livello di moda vintage, ma è un pretesto affascinante per raccontarci un periodo storico (primi ‘900), dove molte questioni hanno visto l’alba del loro essere.

Amanda è la protagonista della storia, almeno una delle diverse che compariranno, gestisce questo negozio vintage, che va relativamente bene. Il primo evento narrato nel libro è il cosiddetto ‘giorno di caccia’, ovvero dove la protagonista si procura il materiale: presso persone anziane et similia.
Valutando quel vecchio baule sente qualcosa di strano in un manicotto di una giacca, è un diario e ovviamente non può fare a meno di ‘rubarlo’.

A quel punto ecco un’altra delle protagoniste del romanzo: Olive Westcott, giovane donna di ceto sociale alto, in procinto di trasferirsi nella città col proprio padre. Notiamo subito che Olive è una ragazza dal forte ‘accento’ indipendente, sebbene cerchi di rimanere riservata nei confronti di suo padre, per non ‘ferirlo’.

Non accade subito, ma le vicende delle due donne s’intrecciano sempre di più e Amanda sente sempre più la necessità di andare avanti e scoprire sempre di più le avventure, fortunate e sfortunate, della bella Olive.

Moltissime vicende accadono, molta morale su cui riflettere, ma il punto forte di questo bellissimo romanzo è la parte storica che (anche se non ho ritenuto opportuno confutare) è molto accurata, curiosa, avvincente e soprattutto fa riflettere, tanto per citare qualche evento storico:
– la lotta politica per valorizzare la Donna;
– l’evoluzione del mercato a favore della Donna (l’escalation dei prodotti per il viso, in un contesto sociale in cui solo le prostitute li usavano);
– Lo sforzo della Donna di attingere a quelle informazioni vitali che spettano loro di diritto;
– La nascita dell’elettricità;
– ecc. ecc.
Vi sono cenni storici che affermano che una Donna non poteva soggiornare in un hotel se non maritata. Oppure la Donna non doveva lavorare, se lo faceva apparteneva a ceti sociali bassi. Oppure la scarsissima informazione sessuale (normale direi a quei tempi) e moltissime altre cose che al giorno d’oggi fa sgranare gli occhi per lo sconcerto.
E’ un libro scritto da una Donna che parla di Donne!

Direi che è stata una lettura fantastica, moltissime cose sulla trama (di entrambe le donne) non le ho potute citare, per ovvie ragioni, ma saranno quelle vicende ad emozionare, saranno le loro scelte a far vibrare di curiosità e a volte anche di sdegno! I riferimenti storici sono moltissimi e piacevoli.
Piccola delusione: il finale. Non che sia brutto, ma lascia un po’ così, insoddisfatti.

“Chi crea tutte queste regole che stabiliscono come si debbano comportare gli uomini e le donne? Dio? E’ la stessa ingiustizia che consente agli uomini di fumare nei ristoranti, di prendere una stanza in un albergo senza che venga posto in dubbio la loro moralità, di svolgere lavori meglio pagati e di avere il diritto di votare! Non penso che a Dio interessi chi fuma nei ristoranti, ma agli uomini sì. Sembra che creino queste regole a loro piacimento. E perché io dovrei vivere in base a regole che avvantaggiano chi le ha create a mio danno? Angelina ha ragione. Le donne devono stabilire le loro regole.” (Olive Westcott)

Pubblicato in: 2015, Fantasy, Kindle - letture digitali., Medievale, Storico, Trilogia

Percorsi….

l-ombra-della-notte-harkness-piemme-280x448TRAMA – Nella biblioteca Bodleiana di Oxford, Diana Bishop, giovane storica e studiosa di alchimia, scopre un misterioso manoscritto: prima di restituire il libro, il tocco della sua mano sulla copertina riaccende in lei la magia che aveva tentato invano di bandire dalla sua vita dopo la morte dei genitori. Diana discende infatti da una nota stirpe di streghe, e non è l’unica a essere fatalmente legata all’Ashmole 782, di cui nel frattempo si sono perse le tracce: demoni, vampiri e streghe ne subiscono il fascino e cercano di decifrarne i contenuti sibillini. Tra questi, l’affascinante professore di genetica Matthew Clairmont, vampiro eternamente giovane. Il libro regola l’esistenza delle creature ultraterrene e nasconde i segreti per scongiurarne l’estinzione. Diana e Matthew si innamorano e si scelgono per la vita secondo il disegno di un destino a loro sconosciuto. Ma la loro unione è bandita dalla legge delle streghe e dei vampiri. Alla ricerca del prezioso volume, i due innamorati si catapultano nel cuore dell’Inghilterra elisabettiana del 1591, alla corte della regina. Li accoglie un esclusivo circolo di personaggi: la misteriosa “Scuola della Notte”, tra cui spiccano il drammaturgo Christopher Marlowe, il poeta George Chapman, l’astronomo e matematico Thomas Harriot. Ma il XVI secolo non è un posto sicuro: in quegli anni di spietata caccia alle streghe e diffuso pregiudizio, l’unione dei due giovani rischia di scatenare un conflitto di proporzioni inimmaginabili.

I Fantasy a sfondo storico hanno un sapore delizioso, e Autrici come la Harkness che ha scritto questo romanzo (il secondo di una trilogia e il primo s’intitola Il libro della vita e della morte), oppure anche Jacqueline Carey, di cui ho ampiamente straparlato un po’ ovunque, creatrice di una trilogia dietro l’altra di un intensità penetrante, sono delle Autorità nel settore!

Dopo aver vissuto le eccitanti avventure di Diana e Matthew nel primo volume, in questo secondo libro facciamo un balzo nel 1591, dove non solo vivremo sulla punta del rasoio per quanto riguarda intrighi, caccia alle Streghe e manovre politiche dell’epoca, ma dovremmo anche fare i conti per quello che riguarda i cambiamenti storici e la compensazione tra i due Matthew (visto che ricordo trattasi di un Vampiro) e i due protagonisti vivranno mesi nell’epoca Elisabettiana.

Questa trilogia andrebbe iniziata solo solo per l’abilità narrativa della Harkness, se poi ci uniamo anche il lato Fantasy, che vuole l’amore tra una strega non addestrata ed un Vampiro millenario (con tutte le conseguenze annesse), condito da una varietà di espedienti stuzzicanti come appunto l’addestramento di Diana (non credo sia spoiler dire che nel passato ci sono andati soprattutto per trovare una Strega Maestra che la istruisse) con contorno di ottimi risvolti psico/umani belli sodi direi, giungo alla conclusione di avere avuto tra le mani una lettura ci fiocchi, oserei dire anche che si è trattato un bel mattone corposo, anche se l’ho letto in Kindle, ma visto quanto mi è durato mi dovrò togliere la curiosità di vederlo cartaceo per farmi un idea!
Inoltre: non so se è dovuto ad un mio atteggiamento o cambiamento di visione oppure ad un ulteriore abilità della Scrittrice ma finalmente riesco a NON visualizzare più i vampiri come gli intramontabili Bella ed Edward. I Vampiri di questa trilogia sono scorporati finalmente!
Una cosa è certa, Deborah Harkness entra tranquillamente nella mia top ten dei 10 migliori!  

Pubblicato in: 2014, Fantasy, Medievale, Storico, Trilogia

La differenza che stuzzica la voglia! (vol.1)

il-libro-della-vita-della-morte-di-deborah-harkness-1TRAMA – Quando Diane Bishop, una giovane storica studiosa di alchimia, scopre nella Bodleyan Library di Oxford un antico manoscritto che vi era rimasto celato per secoli, non si rende conto di aver compiuto un gesto decisivo per la sua vita.  Discendente da una stirpe di streghe, Diane aveva sempre cercato di vivere una vita normale, da cui la magia era rigorosamente bandita. Ma ora sente che il potere del manoscritto è più forte di ogni sua decisione e, nonostante tutti i suoi tentativi, non riesce a metterlo da parte.

Preannuncio che questo è il primo libro di una trilogia non ancora terminata, il secondo è già disponibile nelle biblioteche e, di conseguenza nelle librerie (per chi ha tanti dindini da spendere), mentre per il terzo temo che bisognerà aspettare un pochettino…
L’avevo in lista d’attesa da circa un anno, titolo scoperto grazie alla mia solita straordinaria amica Sciamana, ma il tempo giusto per leggerlo è arrivato in questi giorni. il punto focale del suo libro è appunto la sua esperienza personale di studi, com’è brevemente segnalato qui.
Già il fatto che ho semi-divorato questo libro dovrebbe bastare a convincervi a provarlo (sia il primo che il secondo sono dei mattincini da circa 700 pag).
La storia (nonostante il tomone) ha una sua linea di base: abbiamo una strega famosa, con un nome importante, che a causa di un forte trauma infantile diventa molto ostile alla magia che ha dentro, ma il bello è che strada facendo scopriamo qualcosa di meno superficiale di questa motivazione. Diana Bishop con sudore e sacrificio si specializza in storia medievale (proprio come l’Autrice guarda un po’ ^^) e conduce (almeno crede di farlo) la sua vita, bellissima e tranquilla, la vita da umana che sogna tanto.
La donna deve prepararsi ad una conferenza e passa molto tempo china sui libri, all’interno di una biblioteca, un giorno le arriva tra un vecchio libro che da il via ad una serie di eventi abbastanza mossi.

Il mondo in cui viviamo è prevalentemente abiatato da umani ma, attorno e dentro la nostra vita, condividiamo gli spazi sociali con Streghe, Stregoni, Demoni e Vampiri ed è proprio quest’ultimo che viene indissolubilmente legato alla vita di Diana, il che è un grosso guaio visto che tra le leggi che dominano gli esseri sovrannaturali vige chiaramente il divieto di unione tra specie diverse.
Questo libro ha tutti gli ingredienti per risultare epico: magia, avventura, tensione, tradimenti e soprattutto un grosso quesito che ovviamente non sarà ancora svelato nel primo libro.

Personalmente mi ha molto colpito e visto che è disponibile anche il secondo penso proprio che lo prenderò!

Pubblicato in: 2014, Inquisizione, Narrativa, Storico

Nè carne nè pesce, decisamente no…

www.inmondadori.itTRAMA – Spagna, 1544. Mariana ha un animo ribelle. Figlia di un nobile castigliano, fin da bambina passa le sue giornate tra gli scaffali della vecchia biblioteca. Solo circondata dai libri si sente veramente se stessa. Immersa nella lettura trova rifugio dalla rigidità e dall’oppressione della sua famiglia, attraverso le parole immagina un futuro diverso. E adesso che è entrata al servizio del re, sembra aver conquistato la sua libertà. Ma l’indipendenza a lungo sognata non dura che un istante. Il suo destino è già scritto, suo fratello ha deciso per lei: andrà in sposa al viceré nel lontano Nuovo Mondo. Eppure, inaspettatamente, in questa terra dal fascino antico scopre una nuova strada per la felicità che passa per le pagine di un prezioso taccuino. Sotto cieli di straordinari colori, in valli sconfinate dai mille profumi, sopraffatta da una passione sconosciuta, scopre una nuova forma di libertà: l’amore. Miguel conquisterà il suo cuore, proprio lui che lei non può amare…

Chiariamo subito una cosa: le intenzioni ci sono, solo che non sono state espresse al 110%.
Nella mia personale definizione, in generale sui libri, esiste una categoria (a cui sinceramente non  ho mai dato un nome), che consiste in una storia dal potenziale eccezionale, finita purtroppo in mane sbagliate. Ma non è colpa degli Autori, esiste una legge Universale che impone il rilascio di un’idea impareggiabile ad un qualsiasi individuo ricettivo, qualora, il creatore supremo di quell’idea l’abbandoni, non la sviluppi o si arrenda. Ne consegue che chi riceve l’idea non la potrà mai esprimere come il creatore della stessa…
In questa lista ci ho messo anche l’Autore de ‘La Bussola d’Oro’ peraltro 😉
Non chiedetemi le prove di questa teoria, piuttosto ditemi se anche voi siete in questa amara lista, perchè io ci sono già…

Nerea Riesco, per me prima avventura con lei, copertina accattivante, così come il titolo. Dai, sono le prime cose che ci colpiscono, vero? A me ha intrigato questo sapore di miele e cannella e francamente la storia è andata avanti bene sino a che, era evidente, che tutto voleva portare all’approfondimento di una cultura ed un popolo famoso direi, visto che una loro profezia a fatto impazzire un bel po’ di gente nel 2012, ma ahimè, secondo il mio modesto parere non ci è riuscita e come da titolo: nè carne e nè pesce.
La storia dei Maya, esposta da lei, non mi ha appassionata, preferisco di gran lunga leggere libri specifici che parlino di quel popolo.
E nemmeno la storia d’amore mi ha soddisfatta, tutta quell’energia sessuale descritta con parole troppo poetiche. Andiamo perdinci, forse è colpa mia che mi sono letta tutta la saga del Dardo e la Rosa e tutta la trilogia delle 50 sfumature.. ma leggere in quel modo un unione sessuale, per quanto pura sia, descritta così, naa.
Così, tristemente mi sono ritrovata a leggere le ultime pagine come un calcio in faccia.
Non metterò questo libro nella categoria degli illeggibile, semplicemente lo consiglio a chi è abituato all’acqua e sapone.
Inoltre, sempre secondo me, è proprio la struttura narrativa che fa i capricci, l’esposizione degli eventi nello specifico, buttati li in mezzo a descrizioni di lettere ricevute. Tremenda l’assimilazione in questo modo.
Peccato.

Pubblicato in: 2013, Narrativa, Sociale, Storico

Immaginavo qualcosa di diverso.

bambinaTRAMA – Primo gennaio 1900. Il primo giorno del secolo non è mai come gli altri, men che meno a Tacuarembó, minuscolo villaggio del Sudamerica. La folla è radunata intorno all’albero più grande del paese e non crede ai propri occhi: la piccola Pajarita è tornata. Rifiutata dal padre, era scomparsa pochi mesi dopo la nascita e l’avevano data per morta. Eppure ora è lì, in cima, appollaiata sopra un ramo sottile. Ha un anno ormai e negli occhi grandi, neri e vivaci, ha la stessa luce di quando è nata. Per alcuni si tratta di un miracolo, per altri è una strega, ma una cosa è certa: d’ora in poi per tutti Pajarita sarà “la bambina nata due volte”, una ragazzina circondata di mistero, con un talento speciale per curare con le erbe. Un dono prezioso che anni dopo, ormai donna fiera e determinata, le permette di sopravvivere a Montevideo sola contro tutti, insieme ai propri bambini. Ma la figlia Eva, fragile e tremendamente testarda, vuole realizzare un sogno, diventare poetessa. E per farlo fugge, verso le luci di Buenos Aires, la città che scintilla delle promesse di Evita Perón. E mentre i fermenti rivoluzionari attraversano con forza tutto il continente, spetta a Salomé, l’ultima discendente, restituire alle donne della sua famiglia e del suo paese quello che meritano. Dalle lussureggianti e incantate colline di Rio de Janeiro ai vicoli oscuri di Montevideo, dalle strade scintillanti di Buenos Aires fino alle piazze rivoluzionarie di Cuba, la storia di tre generazioni di donne indimenticabili.

Non so se attribuire la pesantezza della lettura per via del ‘fine bella stagione’, oppure se questo libro proprio mi è stato indigesto e basta. Nonostante sia un esordio sono perfettamente consapevole del pregio e della classe di questo libro, forse è per questo che in qualche modo lo odio.

Un mondo dove la Donna non ha diritti, dove la sua semplice bellezza è un crimine, dove lo stupro può essere insabbiato senza problemi, dove la Donna è debole, per fortuna solo fisicamente, perchè le Donne di questo romanzo sono forti, tenaci, coraggiose, nonostante le avversità e le ferite inferte sul corpo. Sono Donne che nonostante tutto, sono andate avanti a testa bassa, ritrovando la felicità.

Sono fortemente convinta che ogni libro che mi capiti in mano sia un messaggio definito per me. Le energie che emano di volta in volta mi hanno portato sempre libri affini a quel particolare periodo di vita, che perlopiù erano cose allegre, per questo motivo sono preoccupata dalla presenza di questo volume, che rifiuto, rigetto, ma che so avermi detto qualcosa, qualcosa di scomodo che non voglio sentire.

Spero che molti di voi lettori abbiano la capacità di attirare libri giusti al momento giusto, perchè è una cosa bellissima, il modo più simile di comunicare coi libri stessi!

Tutto inizia con una bambina divenuta leggenda per essere ‘nata due volte’, leggendo il libro lo capirete a modo vostro. Ambientato nell’Uruguay, Pajarita (tradotto: uccellino), diventa un abile erborista, dono che le servirà per tutta la vita. Il destino le porta un italiano, un uomo di Venezia con una situazione famigliare atroce, Ignazio, così si chiama, diventa suo marito, nel bene e nel male. Pajarita diventando Donna comincia a procreare e dopo 3 maschi arriva Eva.
La figlia di Pajarita riempie la seconda metà del libro e anche la sua storia è complessa e sofferta, dopo vari turbamenti anche lei diventa una Donna e segue la prassi di ogni essere femminile.
I nipoti di Pajarita si chiamano Roberto e Salomè, e, quest’ultima riempie la terza parte del libro, la più brutta e malvissuta. Per fortuna sono arrivata al finale, non ne potevo più, ero stanca.

Dalle note e da una piccola intervista con l’Autrice apprendo che ha ben 3 lavori letterari in mente, e che tutti e tre si ambientano suppergiù tra l’Italia e l’Argentina.
Ma non credo che leggerò più nulla di lei.