Pubblicato in: 2017, Dark, Giallo, Narrativa, Psico-Thriller, Sociale, Thriller, Vetrina dei Libri

Uomini che odiano le donne, sempre e comunque!

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Leggere questo libro è stata un’apnea emozionale!

Conoscere un nuovo Autore è sempre un po’ così, in dubbio, è come nella vita reale quando ti trovi in una nuova compagnia o comincia a frequentare nuove persone, in dubbio.

Questi sono i miei primi ricordi.
Non hanno un ordine logico, non possiamo darglielo, possiamo crearlo, ma per loro natura i ricordi non ce l’hanno. La memoria è fatta di materia onirica, un libro di storia con le pagine messe a caso.

La storia inizia “tranquilla”, se così si può dire: tranquilla, questa Napoli feroce non ci può stare! E con questo palcoscenico dal sapore crudo e autentico, veniamo a conoscenza di Alisa e Buba. E’ lei, è Alisa la protagonista assoluta di questo mondo di uomini che odiano le donne, è lei che qualcuno vuole, qualcuno che ha accumulato talmente tanto odio, fredda collera inespressa, da creare una ragnatela così fitta di mosse, da riuscire infine ad ottenere l’oggetto “dei suoi desideri”.

Il libro si alterna sapientemente tra capitoli che raccontano l’attuale tempo di narrazione, e capitoli che svelano il passato, raccontandoci dal POV (punto di vista) della protagonista stessa, ciò che ha subìto Alisa: angherie di inimmaginabili bassezze. Ma che non hanno fatto di lei un mostro. Questa protagonista femminile, così in contrasto con l’ambiente in cui è nata e cresciuta, anelava soltanto a condurre una vita “normale”, ma la vita (malavita), in certi luoghi del pianeta, assume connotazioni di normalità distorte e malate. Così Alisa è diventata un sicario.

Uccidere per vivere è una regola che ha solo due eccezioni:
niente bambini e niente di personale. Per il resto, tutto è permesso.

Lei e Buba, di cui scopriremo notizie e storia dalla sapiente penna di Diego Di Dio, affronteranno questa “dannata” storia fino alla fine, quando i loro volti saranno completamente intrisi nel sangue della vendetta. Di uomini che odiano le donne. Perché di questo stiamo parlando, non di ignoranza (non del tutto), ma di cattiveria ai limiti del sopportabile, di strade a senso unico prive di qualsiasi sbocco di speranza. Perché alla fine la corruzione dei soldi entra nel sangue e ti trasforma in qualcosa che non si dovrebbe essere, qualcosa che finirà comunque male.

Non c’è spazio per la serenità nel cuore dell’uomo.

I dialoghi sono eccezionali, l’Autore ci regala molte frasi dialettali, ma è lo stile narrativo che lascia spiazzati, degno del miglior Dan Brown in circolazione e per quanto riguarda la trama? A fine lettura tremavo, ve lo giuro. Sono arrivata davanti a Pier e le uniche parole che sono riuscita a dirgli sono state queste: -ho finito- Tutt’ora mi sento intontita dalla bravura di Diego e mi sono chiesta se ridesse sotto i baffi mentre portava la trama dove lui voleva, in modo sottile. Probabilmente la mia recensione non renderà giustizia alla sua bravura. Questa storia, che non lascia spazio a niente di quello a cui sono abituata nel Fantasy, storie di realtà crude, di bisogni immediati e di disperazione abissale è forte e potente: mozzafiato è la giusta definizione. Degno del miglior Wulf Dorn. Quanti nomi che sto facendo vero? Provatelo e provate a smentirmi, quando vi dico che -Fore Morra- è un Best Seller.
Ma non è solo Napoli, non è solo camorra. -Fore Morra- rimane coi piedi per terra, ma per fortuna non è solo sangue e pallottole, come scopriremo quando conosceremo hobby e passioni di Buba. -Fore Morra- è una famiglia, qualcuno che ti prende per mano e fa di tutto per proteggerti. E’ davvero un capolavoro, 5 stelle non sono sufficienti!

Sperai di poter aiutare Pavella per i mesi a venire, ascoltando le sue rime stupide e ridendo del suo sculettare esagerato. Ma non appena il tramonto cominciò a scendere sulla stazione, Pavella disse di smettere. E io sapevo il perché.

Tutto è coerente, i personaggi sono descritti molto, molto bene. Nessun  passo poco chiaro. Una narrativa impeccabile.
Questo è nel modo più assoluto un libro da acquistare! Acquista su Amazon

Pubblicato in: 2017, Duologia, Fantasy, Kindle - letture digitali., Sociale

Una storia, molte (scomode) verità

Emma è cresciuta tra umani, ma si nutre solo di miele, acqua all’arancia e fiori, i suoi occhi confondono il rosso con il nero, ma la sua vista è ottima anche al buio. Nel suo mondo qualcuno la vuole morta, i Sommers, suoi genitori adottivi, moriranno in un incidente d’auto, causato da uno sciame di api, prima del compimento della sua maggiore età. La sua copertura nel mondo degli umani è saltata e lei non lo sa. Deve essere ancora protetta. Il giorno del funerale dei Sommers, conoscerà Luca Evans, che le offrirà un lavoro al “Nettare”, un locale per vegani nel cuore di Parigi. Un luogo a forma di “Margherita”, dove troverà protezione e amore. Dove i suoi bisogni primari, come li chiamava Alexandre, il padre adottivo, saranno soddisfatti. Dietro tutto questo c’è Adrien Northman, Capitano di sua maestà l’Ape Regina e Comandante delle sue guardie, fuco semi-immortale con istinti sessuali umani, che oltre ad averla salvata da morte certa, l’ha scelta come sua compagna: non può amare altre che lei. Quando Emma lo incontrerà, il giorno del suo diciottesimo compleanno, l’aroma di “Miele, Agrumi e Spezie” che lui emana, le farà perdere la testa e desiderare di essere la sua donna. Solo la forte attrazione che prova per Adrien, la spingerà a indagare sulla sua vera natura. Ma le difficoltà incontrate nel decifrare i segnali che i suoi simili le mandano, la faranno giungere a conclusioni sbagliate. Crederà di essere la sorella dell’Ape Regina e diverrà così l’amante del proprio uomo, credendolo destinato a un’altra. Emma, cresciuta al riparo dai Sommers, si sente così lontana da tutto quel mondo di api. L’unica certezza è il suo filo conduttore: Adrien Northman. L’Ape umana, desiderabile più di ogni altra cosa.

Sull’onda emotiva degli ultimi tempi, fortemente legata alle api, non potevo non leggere (finalmente) il libro d’esordio di Sandra, dopo aver letto -Il colore dell’uva matura-, ho capito che Sandra è una garanzia in quanto a buone letture.

Ci troviamo ovviamente di fronte a una storia Fantasy, dove le nozioni sulle api hanno delle imprecisioni che a livello di trama non danno fastidio. L’incipit è un vero gioiello in stile -Alice nel paese delle meraviglie-, e sebbene si sappia già molto della trama (dalla quarta di copertina), Sandra sa bene come tenere legata l’attenzione dei suoi lettori, già dal suo primo libro, infatti la spinta motivazionale sta nello scoprire esattamente com’è disegnato questo umanoide/ape dell’immaginario di Sandra. Non tarderemo infatti a scoprirlo!

Partiamo dal presupposto che non è un libro adatto per bambini, nonostante la cover ne dia l’idea: contiene esplicite immagini di sesso, che a parer mio sono disegnate in un modo estremamente particolare: non è la solita scena ricercata di sesso sfrenato, ma il significato stesso di riproduzione, atto a perseguire la specie, anche se, il fuco protagonista è anche in parte umano, con appetiti relativi alla nostra specie. Ad ogni modo non ci troviamo sesso in continuazione, ma quando c’è, è dettato da un bisogno primario naturale. E questo mi è piaciuto moltissimo!

Nella prima parte del libro, i capitoli sono strutturati presente/passato, questo sino alla dipartita dei poveri coniugi Sommers (non è spoiler nemmeno questo, visto che è in quarta di copertina ^^), poi la trama prosegue nella ricerca della vera identità di Emma, è una persona intelligente, ma troppo umile e il percorso di conoscenza è pesante e molto sofferente.
Il libro non è MAI noioso, i fatti non vengono esposti subito, bensì con sapiente maestria. I personaggi sono ben riusciti, il loro dialoghi sono coerenti e non fanno polpettone, ma si distinguono molto bene. Adrien non è il solito maschio che troviamo nei libri, lui dimostra da subito una dualità fortissima: dolce e premuroso ma anche malizioso e conturbante: una vera bomba secondo me 😉

Ma le vere star di questo volume, gli argomenti per i quali Sandra Rotondo ha creato questa storia, sono il veganismo e la vivisezione, come e quando dovrete scoprirlo leggendo il libro. Fatto sta che Sandra Rotondo ha scritto il libro che avrei voluto scrivere io 25 anni fa! Una storia ben strutturata che urla alle persone che non lo sanno l’orrore che si cela dietro ai prodotti di bellezza (e simili), al cibo (carni e derivati), e, ragazzi, quanta verità. Quanta!

E’ di sicuro un libro che va letto, anche perché non è auto-conclusivo.

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa

Una storia di cicli, insieme alle api

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicultrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Ma adesso il destino ha deciso di darle un’altra possibilità. C’è un’eredità che l’aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore può essere davvero libero.

Di sicuro, rapportando la precedente lettura a questa, ho avuto la conferma che il libro giusto al momento giusto diventa un best-seller del cuore. Però questo libro di Cristina Caboni, un best-seller lo è veramente!

Qualcuno di voi ricorda, nel 2011, l’uscita strepitosa e dilagante del libro-esordio di Vanessa Diffenbaugh: -Il linguaggio segreto dei fiori-? Vi ricordate di Victoria? Lei parlava attraverso i fiori e l’unico modo per avvicinarsi a lei erano i fiori.
Cristina Caboni è la versione italiana del talento e della maestrìa della Diffenbaugh. Cristina Caboni ha scritto un capolavoro ambientato in un isola della nostra Italia: la Sardegna.

Questa è una storia di strappi, ma è anche una storia di ritorni e di ritrovamenti. Conosciamo Angelica su un camper in viaggio per la Francia e con lei ci sono un cane e un gatto. Fa l’apicultrice itinerante e non rimane in un posto più di quello che deve, perché dopo lo strappo con la sua terra, la Sardegna, nessun posto le ha mai donato pace e crede che viaggiare sia l’unica scelta possibile per vivere. Insieme alle api, insieme alla conoscenza che le ha donato la sua mentore Margherita Senes.
Ma Angelica è stata vittima di bugie, un mare di bugie. E quanto la prima di queste emergerà insieme alla sua eredità, uno dopo l’altro i pezzi di stabilità che si era costruita per proteggersi dalla disperazione sono crollati, polverizzandosi davanti alle sue prospettive.
Ma è quando torna in Sardegna che tutto cambia, o forse, che tutto ritorna a ricominciare dopo essere stata strappata via dalla sua terra e, insieme all’eredità ricevuta, conosceremo una moltitudine di personaggi più o meno importanti che le faranno capire di non essere MAI stata invisibile, una nessuno, come lei credeva di essere. Buoni o cattivi che sono, i personaggi con cui si confronterà, evocheranno una serie di situazioni umane reali, toccanti, profondi come la cultura evocata dalle anziane donne, ma anche giovani.

In questo libro c’è il meraviglioso mondo delle api, di cui l’Autrice ci dona anche informazioni curiose e piacevoli, come il graditissimo ricettario finale, da stampare e provare, nei più disparati casi! Come le api, che compongono un nucleo, anche le donne di Sardegna avvolgeranno Angelica nella loro protezione e rassicurazione.
Un misto di saggezza, sogni e decisioni definitive. Una storia di amore, di amicizia, ma anche di madri e figlie e di comprensione. Una storia di rinascita.
Un libro che mi ha emozionato come pochi nella mia vita e di sicuro Cristina Caboni ha una nuova fan! Grazie per avermi fatta sognare!

Pubblicato in: 2017, Fantasy, Inquisizione, Kindle - letture digitali., Medievale, Storico

Specchietto per le allodole

Anno del Signore 1357. Anche in Francia l’Inquisizione ricerca e condanna spietatamente gli eretici incoraggiando la caccia alle streghe. Suor Marie Françoise, nata Sybille, sin da bambina ha dimostrato un grande talento per la magia – un dono chiaramente malvisto dalla Chiesa cattolica. Per questo, dopo essere stata iniziata al culto di Diana, ha abbandonato il suo villaggio e si è rifugiata sotto mentite spoglie in un convento francescano. I suoi persecutori non tardano però a rintracciarla, così Sybille è processata e sta per essere mandata al rogo. Sembra tutto già scritto, a meno che il pio monaco mandato a raccoglierne la confessione, Michel, turbato dal racconto della presunta strega, non riconosca quanto i loro due destini siano legati in modo oscuro e indissolubile. Con la precisione e l’arte di un’alchimista, Jeanne Kalogridis ha creato la storia di una donna che osò sfidare le fiamme dell’Inquisizione, di un amore osteggiato dalle stelle, tra fede ed eresia, misticismo e stregoneria, su uno sfondo storico meravigliosamente evocato: l’epidemia di peste, la Guerra dei Cent’Anni e la catastrofica sconfitta della Francia per mano degli Inglesi. Il risultato è un romanzo su un’epoca densa di misteri, che si legge tutto d’un fiato.

Probabilmente è stata una lettura sbagliata al momento sbagliato, ma siccome ho avuto ben due incoraggiamenti, ho infranto, per questa volta, la regola di abbandonare immediatamente il libro ai primi sentori di insofferenza. Ma come immaginavo ho sprecato il mio tempo: mi sono annoiata, innervosita e a un certo punto andavo avanti saltando intere scene! Ma pazienza, la prossima volta non infrangerò più quella regola. 😉

Ma come ti è capitato questo libro tra le mani se non ti è piaciuto, vi chiederete voi? 😉 Molto semplice: ho letto l’estratto e l’ho trovato non incantevole, di più. Una forza dirompente di emozioni, mistero, sensazioni (vivide da morire), un incipit davvero riuscito e struggente.
Ma, esattamente come il titolo: uno specchietto per le allodole.

Però voglio essere sincera, nonostante il mio voto scarso e la mia rece non positiva, voglio consigliare questo libro a tutti i veri appassionati del genere. Un argomento pur sempre realmente esistito,, una realtà schiacciata e distrutta dal “santo cristianesimo” (puntate pure il dito, ma fatelo dopo esservi informati sulla distruzione di alberi sacri e monumenti naturali). Come si ‘intravede’ tra le righe, boicotto questa religione e mi spaventa moltissimo, proprio per la sua proliferazione quasi virale. E’ incredibile quanto dolore ha provocato, è incredibile sapere che un tempo donne che si servivano dei prodotti di Madre Terra, venivano bruciate vive e considerate streghe. E’ indecente, a dir poco.
Ma di contro non mi sento nemmeno pagana, a causa della contrapposizione e posizione che queste due ‘fazioni’ hanno acquisito nei secoli, guerra senza quartiere, sempre in conflitto senza un minimo tentativo di comprensione reciproca, “Deus Vult” e passate a fil di spada.

Alla fine non credo che manchi nulla in questo libro: avventure, amore, guerra, miracoli, insomma c’è di tutto.
Non lo sconsiglio di certo, fatevi una vostra opinione 🙂

Passo e chiudo!

Pubblicato in: 2017, Animali, Fantasy, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

Sublimi mondi in miniatura!

Quando Flora 717 emerge dalla sua celletta, nella Sala degli Arrivi, il suo destino sembra già tracciato. È un’ape operaia: la sua è la casta più umile dell’alveare, dove il lavoro e il sacrificio sono considerate le più alte virtù. Ma qualcosa, una mutazione, la distingue dalle sue sorelle, rendendola al contempo una minaccia e una risorsa irrinunciabile per la sua comunità. Poco a poco, Flora si fa strada nella gerarchia spietata dell’alveare. Il coraggio e la devozione dimostrati nel proteggere e servire la Regina le aprono addirittura le porte delle sue stanze private, ma lì Flora scopre qualcosa che non avrebbe dovuto sapere… Una minaccia incombe sull’alveare, ma il pericolo più grande, Flora ormai l’ha capito, viene proprio dal suo interno. Di chi fidarsi? Non certo delle misteriose Sacerdotesse della Salvia che tramano nei recessi dell’alveare e controllano le menti di tutte le sorelle. Flora non può rischiare, tanto più che lei stessa nasconde un segreto. Un istinto più forte della sua indole servile conduce ormai le sue azioni, mettendola in conflitto con la sua natura, il suo cuore e la sua società. Per Flora sarà il momento di prendere in mano il suo destino e quello del suo mondo.

Quando lessi, qualche anno fa, –Parlando con le Api-, trovai una storia fantastica, che narrava le vicende di alcune persone intrecciate con la vita quotidiana delle api. Ricordo che, l’emozione fu talmente intensa, che ho finito il libro tra le lacrime, tanto che l’ho trovato coinvolgente. In particolare ricordo questa sensazione, molto forte, dell’ape vista come pet, come animale domestico, come amico insomma.

-Bees -la fortezza delle Api- invece, ci porta sin dentro il loro complesso modo di vivere, ci dona una storia non meno intensa, dove le api si svelano in tutta la loro prorompente intelligenza, in questo mondo antropomorfico.

Ma andiamo per ordine: la frase promozionale sulla copertina – “La fattoria degli animali incontra la generazione di Hunger Games”- Attenzione, ci sta citare il capolavoro di Orwell (che presto dovrò leggere anche io), ma, per favore, vorrei ardentemente sapere cosa c’entra Hunger Games con quest’opera!? Hunger Games è un vero distopico a tutti gli effetti, dove ci troviamo di fronte ad una grande élite di potere e ricchezza e diversi villaggi di fame e povertà, però funziona così da 100 anni, fino a quando non arriva la ‘ghiandaia imitatrice’, ovvero colei che modificherà e spezzerà il regime governativo attuale. Il tutto si snoda in una trilogia trasposta anche sui grandi schermi (e molto bella anche!)
Bees è tutt’altra storia, qui vige la legge della Natura.

Secondo punto.
Come nella lettura di -Parlando con le Api-, ricordo l’amarezza e la delusione nel constatare le recensioni scadenti presenti su Amazon. Recensioni che nemmeno esistono più, visto che hanno rimosso il libro, rimettendolo l’anno dopo e facendo perdere le poche recensioni che aveva. Ho dovuto persino rimettere la mia.
Anche in questo libro -Bees-, uscito quasi da due anni, ho letto solo recensioni al di sotto delle mie aspettative: alcune non positive, alcune (scusate) insignificanti, una soltanto merita.

-Bees – la fortezza delle Api- è uno straordinario percorso fin dentro l’alveare, la narrazione è ricca di nozioni biologiche e comportamentali riguardanti il mondo delle api: è eccezionale osservare, tramite la protagonista, come questi magici insetti, interagiscano tra loro tramite olfatto, codici comportamentali, chimica, contatti fisici e mentali, danze, vibrazioni e molto altro.
E’ magico!

Tutte le api nascono uguali (per quelle imperfette vedremo dopo), ma nel mondo di Flora 717, capiamo che sono divise per caste, ognuna di queste caste ha attitudini specifiche per un determinato compito: le bottinatrici, quelle più famose che tutti conosciamo; le balie (casta del cardo), appassionate e dedite alle larve in tutte le fasi di crescita. Le Cardo, tra l’altro, sono una casta nobile, quelle più vicine alla Regina, la quale depone qualcosa come 1000 uova al giorno. Poi ci sono caste che si occupano del cibo, altre che si occupano del trasporto del miele, altre adibite solo alla produzione di cera, fino a giungere a caste meno piacevoli come ‘la polizia della fertilità’, e qui rispondo alla parentesi sulle api imperfette (qui forse la menzione a Hunger Games, per la brutalità di determinate scene), la casta delle Sacerdotesse della Salvia, mistiche e angoscianti e tante altre… Tutte queste caste, hanno parti di loro atrofizzate e parti invece (relative alla loro mansione) vive e pulsanti.
Ovviamente facciamo questa precisazione: non sono né un’autorità nel settore, né una neofita riguardo al meraviglioso mondo delle api, quindi non  posso dire e sapere con certezza quali dati sono scientificamente reali e quali invece frutto della magnifica narrazione dell’Autrice. Alcuni comportamenti li conosco con certezza, come le ‘bollenti attenzioni ‘ riservate ad ospiti non graditi :)) Ma andiamo avanti.

Flora 717. Nasce appartenente alla casta più umile dell’alveare: spazzina! Ma è diversa dalle sue sorelle. Loro hanno la lingua atrofizzata e non parlano correttamente, lei sì; loro hanno l’impulso di pulire e pulire e pulire e stanno sino alle antenne in mezzo a cadaveri (e in un alveare, lo vedremo, c’è una mortalità altissima), feci e deiezioni varie e sono viste con disprezzo e disgusto, ma di contro sono fondamentali per l’alveare. Flora no, lei vuole di più. Anela al sapere e al volare, anela a qualcosa che infrange la legge primaria dell’alveare stesso. E’ un eretica, ma è anche la protagonista di questo libro che difficilmente non ameremo.
Lei affronterà un percorso di crescita, che l’Autrice ha sfruttato per mostrarci l’alveare nei suoi particolari, Flora sarà addirittura al cospetto della Regina e per qualche ora sarà la sua damigella, visiterà persino la biblioteca reale! (anche qui una trovata bellissima per mostrare al lettore la mente e la cultura dell’Alveare).
La narrazione, come dicevo prima, è di una bellezza rara! L’incipit tra l’altro, identifica la posizione e appartenenza dell’alveare, ovviamente è di proprietà umana, questo stesso incipit sarà un delicato finale, ma non di quelli che ti fanno piangere, bensì di quelli che ti lasciano soddisfatta e serena.
Attraverso Flora, scopriamo come la mente dell’alveare e i codici (vibrazionali e olfattivi), agiscano prima ancora che la definizione prenda forma nella mente. Come per esempio durante l’attacco all’alveare, Flora si troverà con un forte impulso aggressivo e con  il pungiglione tirato fuori. Vi sono molte di queste scene, dove il corpo reagisce prima della mente (diversamente dall’uomo) scene che trovo fantastiche!
Ma perché Flora è diversa? Vorrei che trovaste la risposta voi stessi, immergendovi in questa lettura sublime!
Una narrazione a parer mio eccezionale, troviamo anche interazioni con specie diverse, che trovo molto attinenti. Passeremo un anno insieme a Flora e sverneremo con le sue sorelle, ruotando nel Glomere, fino al risveglio primaverile, regalandoci una Flora più saggia e acuta. I personaggi sono molti, dovremmo sorbirci anche l’arroganza dei fuchi: spocchiosi e superbi, ma l’Autrice ci regala una storia tenera anche a questo riguardo.

Scrivere questa recensione è stato impegnativo, mentre la lettura è stata un susseguirsi di ore al sole vissute molto bene. Credevo di avere capito il finale, ma poi ho capito che anche l’Autrice si era accorta che il finale era prevedibile e ci ha regalato una variante che ho adorato, mi ha fatto venire i brividi, perché dice molte cose, non solo narrative.
Sicuramente una lettura da 10 e lode, sappiatemi dire se volete provarci!
Lo stra-consiglio!

Pubblicato in: 2017, Dark, Duologia, Erotico, Kindle - letture digitali., Trilogia

Assolutamente NON convenzionale.

Convivere con la consapevolezza di avere tradito il proprio cuore non è semplice per Iryna, così come non lo è stato vivere nella menzogna negli ultimi due anni.
Quello che tutti credono è falso. Non è morta. Non ha dimenticato quello che ha fatto. E non ha dimenticato lui.
Prigioniero di un pericoloso gioco di potere, schiavo dell’ambizione che ha dominato tutta la sua vita, Genz non ha tempo di pensare al passato che ha seppellito in un angolo della propria memoria; almeno finché non rivede lei.
Entrambi feriti, entrambi orgogliosi, Genz e Iryna si troveranno ancora una volta uno di fronte all’altro.
Mettere da parte il passato e riscattare se stessi non sarà affatto semplice, soprattutto perché Iryna non è stata l’unica ad avere nascosto un segreto negli ultimi anni.

Il mio “rapporto” con Sagara Lux è iniziato come molti altri: con un semplice estratto, come faccio spesso. L’estratto è tutto per me, da quello determino la scelta o lo scarto.  Sagara Lux mi conquistò, anzi, massacrò i miei sensi e la mia curiosità già col suo primo dark romance –Di carne e di piombo

Ma parliamo di -Riscatto-, questo libro è l’ultimo di una duologia e tutto inizia con –Inganno– Staremmo parlando di una trilogia denominata -Broken Souls- Ma il secondo e terzo libro sono una storia a sé stante, così come il primo che si tratta di un libro auto-conclusivo. Riassumendo, la trilogia -Broken Souls- è composta da questi libri: 1) Di Carne e di Piombo; 2) Inganno; 3) Riscatto. Tutti raggiungibili su Amazon clicca per raggiungere Amazon.

-Riscatto- è un dark romance, con delle tematiche adatte ad un pubblico aperto e maturo, come inizio mi ha stupita un po’:  la tinta semi rosa pastello che emerge, così diversa dal timbro duro dell’Autrice, mi ha fatto credere (solo per pochi istanti), che forse i toni si sarebbero smorzati, ma il protagonista rinchiuso dietro le sbarre mi ha riportato sui binari consueti e da li è partito tutto.

Diversamente dal primo libro di Sagara -Di carne e di piombo- assolutamente viscerale e con i riflettori puntati sul rapporto morboso dei due protagonisti, tra l’altro una storia mai vista così ben strutturata (perché Sagara non scrive mere storie porno, va oltre: realizza delle impalcature molto coerenti)… dicevo il primo libro parlava di Amanda e Darren, la loro storia (sempre nell’ambito della malvivenza), è stata vissuta dall’esterno. Gli ultimi due libri, -Inganno- e -Riscatto- ci portano direttamente dentro le vicissitudini delle due famiglie. Da un lato Genz e company e dall’altro l’importante famiglia Giuliani. Entrambi famiglie ‘pericolose’.

Genz, incastrato e rinchiuso dal capofamiglia Giuliani, rimane indolente, apatico. certo non ha nessuna voglia di morire, ma nemmeno ha stimoli per uscire. Passa le sue giornate tra un’ora d’aria e un qualcuno commissionato per ammazzarlo, finché il suo ‘secondo’,  JC, a cui è stato affidato l’impero aziendale, vuole farlo uscire da questa impasse, e lo fa con l’unica cosa che interessa a Genz.

-Ci sono ‘cose’ capaci di fare impazzire un uomo-

E quando Iryna torna in scena, tutto si rivaluta, tutto su ribalta. E a Genz torna la voglia di uscire.
Ora, ci sono parecchie dinamiche da capire in questa duologia e francamente mi sento sul bilico dello spoiler, perché da un lato vorrei spiegare, dall’altro se lo faccio e qualcuno è curioso di leggere, difficilmente lo farà se spoilerizzo qualcosa.

La narrazione di Sagara è indubbiamente cresciuta. lo scopriamo leggendo tutti questi nuovi POV, così ben caratterizzati, ho trovato intrigante specialmente quello di Ivar! Ivar è talmente sfaccettato che meriterebbe uno spin off tutto suo!
Vi sono una marea di risvolti psicologici con cui venire a patti, una marea di dinamiche ‘violente’, tipiche di quel ‘tipo’ di mondo. Se da un lato la depravazione sessuale subisce un calo (del resto era inutile pompare sul sesso violento, l’Autrice sarebbe diventata scontata e noiosa come molti pseudo scrittori di mia conoscenza), il livello gestionale del capo-clan subisce un’impennata di varianti decisamente intriganti. I colpi di scena sono eccezionali e Sagara riesce a frantumarci il cuore di emozione con il personaggio forte, determinato, sfrontato e altrettanto fragile, che altri non è che Iryna, la puttana venduta che viene dalla Russia, la puttana che si innamora dello sfregiato e l’unica che gli si insinua nell’Anima, nonostante non se ne fosse nemmeno accorta.

Riscatto non è mai noioso, perché c’è moltissima carne al fuoco: il rapporto tra Genz e Iryna, tormentato oltre ogni limite, il confronto tra personaggi nuovi (e non solo adulti), dinamiche psicologiche dannatamente intriganti, sorprese accattivanti, colpi di scena talmente incredibili da dubitarne e altre situazioni che creano angoscia.

Quando ho conosciuto Iryna Semyonov, ho visto solo una puttana che articolava stratagemmi per salvarsi la pelle. Perché tutti vogliono vivere. Quello che ha passato lei, oltre alla narrazione di Sagara Lux, devasterebbe qualsiasi donna, e al di là della narrazione stessa, sappiamo tutti che esistono realtà di questo tipo, meno poetiche e più crude.
Iryna ha trasformato il suo dolore abissale nella sua forza e su questa linea non ha mai ceduto. Sagara Lux invece ci ha ricordato alcune cose che forse abbiamo dimenticato.

Sagara Lux è una bomba di Scrittrice, non ricordo più come l’ho conosciuta ma ringrazio il fato per avermela portata nel Kindle XD.
E questo libro è un omaggio a tutte le donne reali che espatriano per trovarsi all’inferno. Credo che Sagara Lux, ed io con lei, augurino a tutte queste donne di emergere e trovare la forza e perché no, anche l’amore.
Consigliato? Eccome!!

PER CHI FOSSE INCURIOSITO
e volesse avvicinarsi alla duologia Inganno/Riscatto, Sagara Lux ha realizzato questo cofanetto CLICK con finale alternativo e racconto inedito. Direi che è una golosità assoluta!

Pubblicato in: 2017, Classici, Fantasy

Chi non sa, non può tradire!

Fahryon – Il suono sacro di arjiam ( Parte prima)

«Esisterebbe la luce senza il sole? O il calore senza il fuoco? Il Suono Sacro ha creato il Mondo e noi facciamo parte del Suo canto.»

Nel regno di Arjiam, Fahryon, neofita dell’Ordine sapienziale dell’Uroburo, e Uszrany, cavaliere dell’Ordine militare del Grifo, si trovano coinvolti nello scontro tra gli adepti dell’Armonia e della Malia, due forme di magia che si contendono il dominio sulla vibrazione del Suono Sacro.
Le difficoltà con cui saranno messi a confronto durante la lotta per il possesso di un magico cristallo e del trono del regno, permetteranno ai due giovani di crescere e di diventare consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità in questa guerra per il potere sul mondo e sugli uomini.

NB – Mi preme innanzitutto ringraziare l’Autrice, Daniela Lojarro, per avermi raggiunta e contattata tramite blog. Non credo sarei stata cosi’ fortunata di incappare in quest’opera senza questo incontro virtuale! Un cordiale ringraziamento va anche alla casa editrice GDS: GRAZIE!

Nell’epoca in cui viviamo, densa di ottimi Urban-Fantasy, mi sono un po’ preoccupata nell’affrontare dopo tanto tempo, il genere Fantasy-Classico, e difatti l’inizio di questa lettura non è stato proprio “agevolato”. Questo perché, durante l’incipit, ci è stato presentato un personaggio differente da quello principale, ovvero colei che dà il nome al libro. Ma alla fine sono sciocchezzuole: ognuno scrive come gli pare, l’importante è che il tutto funzioni!
Ma soffermiamoci un momento sul tipo di Fantasy di cui stiamo parlando: Fantasy-Classico. Sarei curiosa di sapere quanti di voi dedichino tempo alla ricerca e alla lettura di questo filone, al giorno d’oggi. Rispondeteci nei commenti 😉

Dopo aver superato il momento iniziale, cominciamo a conoscere i due personaggi principali, che ci regaleranno dei momenti davvero esilaranti, nei loro incontri/scontri: Fahryon e Uszrany. Sono caratterizzati piuttosto bene, anche se temo che il personaggio maschile sia un pelo forzato nella sua impulsività seguita da una troppo veloce arrendevolezza, sono certa che non è così, e forse, se fossero stati introdotti, come voce, anche i suoi pensieri personali, sarebbe stato un po’ più piacevole. Fahryon invece mi piace, la trovo più naturale, più vera.
Qualcosa che non digerisco molto invece è la scelta dei nomi, probabilmente bisognerebbe superare l’impasse di dover usare per forza nomi così complessi nel genere di cui stiamo parlando. Ma sono solo opinioni personali.
Una cosa invece un po’ più importante, che dà veramente tanto fastidio e addirittura rompe la fluidità della lettura è la mancanza del doppio spazio tra una scena e l’altra, non lo posso concepire, mi snerva parecchio!

Ma torniamo al romanzo che ritengo assai valido.
Soprattutto nella parte iniziale è un puro godimento poetico: il mondo narrato da Daniela trascorre nelle svariate note musicali dei riti: quello del mattino e quello della sera, l’equivalente dell’alba e del tramonto. Sono scene di un’intensità davvero elevata!
Come dervishi danzanti!

Le scene descritte nella prima parte del libro, non sono fini a loro stesse, ma si sposano con eleganza con gli scenari e i personaggi dell’istante narrato in quel momento, fluide e limpide, vanno però lievemente sbiadendo in favore di una maggiore azione. Mi spiego: nella fase iniziale il mondo dell’Autrice è letteralmente un quadro pittoresco con tanto di audio musicale adeguato. Purtroppo, andando avanti con la narrazione, ho riscontrato, non in maniera drastica è ovvio, una divisione tra mondo narrativo e personaggi, secondo il parere di una scema, cioè me, basterebbe introdurre, laddove se ne sente la mancanza, “l’intromissione” di un oggetto, piuttosto che un fenomeno naturale e/o altro. Per esempio, nella scena finale ci troviamo in un piano astratto dove i personaggi hanno una specie di resa dei conti, ecco in quella scena avrei voluto percepire maggiormente quel piano virtuale, come lo percepiva Fahryon per esempio, oppure se era visibile, se era una stanza, se era uno spazio aperto… Mi auguro di essermi spiegata a dovere, in caso contrario esortatemi a riprovarci!

Per certi versi, sempre in quella prima parte da me tanto amata, mi è tornato in mente un gioco bellissimo chiamato –Gioco della Trasformazione-, un percorso dell’Anima! Amo il mondo delle case dell’Armonia, con le loro vesti colorate che hanno precisi significati di livelli; amo questa metafora del bene e del male, che sono descritti nel romanzo come -Armonia- e Malìa- dove la prima è la colonna portante del mondo di Daniela Lojarro mentre la seconda è l’inferno, il male, l’oscurità. Bene e male che tuttavia hanno delle caratteristiche in più, che fanno sì che il libro rientri nel genere Fantasy: e parliamo di magia, intesa come forza energetica.

Insomma, al di là di qualche piccola critica, questo libro -Fahryon, il suono sacro di Arjiam- deve entrare nelle letture di tutti gli amanti del genere, fate entrare il potere dell’Armonia nei vostri cuori!

Ringrazio nuovamente l’Autrice Daniela Lojarro e la casa editrice GDS per avermi fatto conoscere quest’opera, sono in possesso anche del secondo volume –Il risveglio di Fahryon. Il suono sacro di Arjiam. Parte seconda-, che leggerò in un secondo momento e commenterò sempre qui su -Solo 1 altra riga-

Biografia Daniela Lojarro
Due chiacchiere a caso con Daniela

Pubblicato in: 2017, Fantasy, Kindle - letture digitali., Trilogia

Nephilim, “bestie” da vivisezionare.

26803102Trasferirsi in un’altra città non è semplice ma Kelia deve farlo se vuole sapere qualcosa sui genitori che non ha mai conosciuto. Sa che, qualunque cosa scoprirà su di loro, la sua vita non sarà più la stessa. Ciò a cui non è preparata è l’imprevedibile piega che prende la sua vita. Sono coincidenze o forse c’è qualcosa dietro ai misteriosi oggetti che compaiono dal nulla e agli strani sogni che minacciano di accadere davvero? Kelia si trova davanti a una scelta difficile: credersi pazza oppure fidarsi di Alex, uno sconosciuto che dice di sapere la verità.

Piacevole esordio con Federica Caglioni che ci presenta le sue creature mistiche con un’incalzante curiosità; Già perché l’Autrice ci mette un po’ a offrire il succo della questione al lettore e lo fa con sprizzante bravura, senza annoiare.

La protagonista principale (Kelia) è assolutamente un personaggio interessantissimo. La conosciamo in piena fase adolescenziale e la seguiamo mentre, piano piano, arriva a capire che il suo non è un mondo normalmente umano, e tutte le vicissitudini che vive per arrivarci sono davvero curiose e avvincenti, salvo poi dimostrare (una volta passata la crisi della scoperta) una maturità molto profonda e un senso di responsabilità che vanno oltre la sua età.

Il libro non è assolutamente piatto, non è una mera storia liceale e similari fine a se stessa, ma ci ritroviamo tra le mani anche situazioni politiche e trame non ancora ben chiare, quanto meno probabilmente bisognerebbe rileggere il libro una seconda volta, perché io sono rimasta un po’ confusa su alcuni punti, che spero verranno chiariti nel secondo libro.
Ricordo che siamo al primo di una trilogia;
Kelia, non è la sola ad essere un personaggio coinvolgente, abbiamo anche Raphael (arcangelo) che si rivelerà un individuo dalle mille sfaccettature, tra l’altro credo che darà il meglio di sé nei libri successivi.
Anche gli altri personaggi sono più o meno interessanti, bé, forse un certo Alex lo è più di altri;

La narrazione è scorrevolissima, mi è piaciuto tantissimo leggere questo e-book, vi sono alcuni refusi e alcuni svarioni sui verbi ma pacis, mi sto abituando a godere ugualmente delle belle storie come questa.
Durante la lettura mi sono imbattuta in concetti molto vividi e anche in passi molto ragionati, che hanno alzato la mia stima nei confronti dell’Autrice. Un piccolo esempio la descrizione di assoluta perfezione che va al di l° del corpo materiale e della concezione quotidiana, tanto da chiedermi se l’Autrice abbia vissuto realmente episodi simili!

Di sicuro seguirò tutta la trilogia, il secondo è già nel mio Kindle!

Pubblicato in: 2017, Fantasy, Kindle - letture digitali., Saga

Se cercate la qualità, Laura Rocca è una garanzia.

L’animo di Celine non potrebbe essere più sereno: Aidan hafronte finalmente accettato di vivere il sentimento che li unisce e nel Regno del Fuoco le protezioni sono ancora integre.
A pochi giorni dalla partenza per la nuova spedizione, però, le cose si complicano. Serve un nuovo volontario per il posto vacante di guaritrice, ma alle selezioni si presenta solo Kaina, e la regina, nonostante il disappunto, è obbligata a portarla con sé.
La missione si rivela da subito ostica. Gli Spiriti degli Elementi sembrano non aver apprezzato la testardaggine della ragazza e, nonostante il suo impegno, non le concedono più udienza, la privano della loro guida e la gettano nello sconforto. Legarsi ad Aidan è stato un errore?
Altre ombre si addensano segretamente sul suo destino. Urchaid, servo fidato di Fàs, ha stretto un’alleanza con una persona molto vicina a Celine: il nemico la vuole e farà di tutto per averla.
Con il cuore e la mente persi in un groviglio di emozioni destabilizzanti, la regina si appresterà a combattere nuove battaglie e andrà alla ricerca della forza interiore perduta, quella che le permetterà di riacquistare la speranza.

Parliamo del libro terzo di una saga ancora in fase di stesura. Se interessati ad iniziarla informo che sono stati pubblicati 3 volumi più uno spin off, date una piccola occhiata al link di Amazon CLICK

Parlare di Laura è diventato monotono perché alla fine dico sempre le stesse cose: è una Promoter di sé stessa davvero eccezionale; offre spazio e tempo libero ai fan che la seguono e vogliono conoscerla meglio, me compresa; sta rispettando i tempi di uscita dei volumi in modo preciso;dedica tempo ai contenuti dei social in maniera accattivante, e tutto questo lo fa lavorando diverse ore al giorno, senza escludere la sua famiglia e tutto ciò che essa concerne.

Parlare dei suoi libri invece è diventato difficile, senza rischiare lo spoiler, quindi mi trovo di fronte alla scelta di realizzare una recensione a briglia sciolta, parlando tranquillamente dei libri precedenti, ma mantenendomi riservata sui fatti di questo; Oppure posso fare un documento promozionale che esalta i valori dei libri scritti sino ad ora, rimanendo abbottonata ed evitando gli spoiler.
Posso provare a fare tutte e due le cose? E Proviamo.

Il 14 luglio del 2015 commentavo il primo libro del mondo nella testa di Laura Rocca, che introduceva storia, personaggi, politica e tutta l’impalcatura che occorre per realizzare un libro Fantasy, ma credibile. Lo facevo qui.

Poi c’è stata una uscita lampo, molto bella e coinvolgente, era lo spin off dal punto di vista di un personaggio maschile, molto noto e amato: Aidan, ecco cosa ne pensavo, qui.

Il 15 luglio invece avevo appena finito di leggere il secondo libro, attesissimo volume perché portava avanti tutto il lavoro fatto nel primo, la storia si avviava ufficialmente, quindi entusiasmo a mille e ben giustificato direi! Ne parlavo qui.

Nel frattempo Laura, coinvolgendo anche i suoi fan, ha preso una decisione in merito alle uscite, mettendo per ultimo l’uscita degli spin off e dando precedenza ai volumi della saga, quindi sappiamo che a fine saga potremo continuare a godere della storia, anche se in modo laterale, attraverso gli spin off!

Infine il libro III: -Il Regno del Fuoco-
Se già le recensioni precedenti erano positive, questa non può essere assolutamente da meno. Laura sta evolvendo come Scrittrice in modo esponenziale, così come i suoi personaggi.
Sino ad ora, nessun volume ha presentato zone ‘morte’ o noiose e non credo sia facile scrivere un libro con questi presupposti.
L’ambientazione era davvero coinvolgente, i nuovi personaggi stuzzicanti e ben curati (inoltre la padronanza della “gestione vocale” narrativa dei personaggi-non si legge solo dal punto di vista di Celine- è salita molto di livello).

Il volume è molto equilibrato, nonostante la sgradita presenza di un personaggio molto poco amato, abbiamo potuto godere di momenti molto attesi e graditi.
Tuttavia, la presenza di Kaina (il personaggio negativo) e tutto ciò che concerne le azioni e i pensieri, mi hanno davvero molto colpita: l’Autrice ha descritto in maniera egregia una situazione che non discosta molto dalla verità e dalla realtà che viviamo quotidianamente. Dico questo perché uno dei punti forti di questa saga sono proprio i messaggi intrinseci che rimanda il testo.
Qui stiamo parlando di un Urban-Fantasy di prima categoria oh, raga! Una trama che meriterebbe tranquillamente lo spazio televisivo di una serie. Ci sono tutti i presupposti!

Il mondo narrato da Laura Rocca e forte e potente: Celine, vissuta tra gli umani per 18 lunghi anni, “esplode” letteralmente di fronte ad un membro della sua razza, rivelando la sua natura, che in seguito si è dimostrata essere qualcosa di decisamente più grosso: era la regina, la prescelta. Era una figlia del sole, narrata nei testi leggendari dei Custodi degli Elementi. E’ stato il caso che quell’individuo si trovava lì in quel momento? Da quello che ho potuto leggere in questo terzo volume posso tranquillamente dire di NO.
Gli spiriti narrati da Laura Rocca fanno il bello e il cattivo tempo con le pedine che hanno a disposizione. Gli spiriti di Laura Rocca giocano sia con gli umani che con la razza superiore a loro: I Custodi degli Elementi.

Celine… l’ho amata sin dalla rappresentazione del primo libro, è cresciuta moltissimo e in questo finale ha dato dimostrazione di quanto sia disposta a sacrificare della sua Anima per il suo popolo, di quanto ami la sua gente, le sue terre ‘mimetizzate’, nonostante non vi sia cresciuta.
Aidan secondo me ha ancora molto da dare e spero che dopo ciò che è successo in questo libro tiri fuori il resto di lui, perché ho l’impressione che sia l’unico a poterlo fare ormai.

Grande, grandissima lettura. Grazie di cuore Laura Rocca!

Pubblicato in: 2017, Fantasy, Kindle - letture digitali., Saga

L’eredità perpetua

51g0j9ua9ilAlle soglie della Tempesta del Tempo si troveranno e la trama della storia sgretolar faranno…”
La Scozia non esiste più. Un ragazzino con gli occhi neri come la perdizione è salito al potere, nominando PrimoDuca il suo braccio destro: Trevor O’Connor. Nel giorno di Beltain a StoneWall si celebra l’anniversario della venuta dell’Eletto e della nascita della SacraScozia: sarà l’occasione per il Rampollo di essere ammesso nella cerchia dorata del potere. Esiste un ultimo baluardo contro il regime appena instaurato, dove i SikTavinder seminano terrore e morte nel nome dell’Eletto, celando al mondo un terribile segreto. La Resistenza guidata dai fratelli Barton progetterà un attentato per neutralizzare i vertici del nuovo potere costituito e riportare la libertà nel paese. Il fallimento dell’attacco porterà a improbabili alleanze e sconcertanti scoperte: quella realtà è sbagliata. Clandestini in patria, costretti a scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile, Duncan, Aisha, Dean e Aurora capiranno che l’unica via di fuga dall’incubo è far collassare quella seconda linea temporale corrotta.

Personalmente ho avuto dei problemi a ‘digerire’ questo volume, paradossalmente però lo trovato davvero geniale. E ora vediamo di capire perché…

Il primo volume, assolutamente dolce di novità, ci ha aperto i battenti di questo mondo e queste verità, abbiamo imparato a conoscere i vari personaggi, tutti molto realistici e ben descritti, con una trama solida e originale; il secondo volume ci ha presentato i proseguimento delle avventure, di questi personaggi che hanno dovuto conoscere le loro singole storie e compensarle non solo con il quotidiano, ma anche con l’epoca e le loro singole personalità. Hanno dovuto spesso anteporre se stessi a favore di un fine più grande. Però la storia temporale era la stessa. Siamo cresciuti con loro, insieme a loro abbiamo scoperto e accettato le nature insite nel loro Io.

Ecco cosa mi ha appesantito nel 3 volume, La tempesta del tempo ha centrifugato tutto, tutti i pezzi del puzzle sparsi in maniera quasi irrisolvibile, un rebus difficile da elaborare.

E di contro (e paradossalmente) mi è piaciuto, perché l’ho trovata un’elaborazione molto attinente alla storia, inoltre ha rafforzato il discorso della loro eredità di Reggenti. E’ come se avessimo iniziato nuovamente questa storia, anche se i personaggi sentivano che in quella realtà, qualcosa stonava!
Ho cominciato a ‘sentirmi a casa’ quando i ricordi, chiari e netti, della loro vita precedente riaffioravano, e tornavano ad essere i personaggi che abbiamo imparato ad amare e rispettare.
Spero di cuore che l’Autrice, nell’ultimo capitolo di questa bellissima saga, ci regali i personaggi come li abbiamo lasciati: con tutti i loro ricordi e il loro bagaglio di esperienze. Inoltre il capitolo conclusivo ha il vago sentore di qualcosa di sconvolgente, dal momento che il personaggio denominato ‘La Guida’ è ancora privo di identità.

Due parole sulla trama? Certe situazioni (sempre a parer mio) sono piuttosto discutibili e un po’ denigranti nei confronti delle evoluzioni avvenute sull’isola di OgniDove, ma pazienza, scelta dell’Autrice 😉
Alcuni personaggi hanno rivestito ruoli inconsueti, ma è l’impalcatura di intrighi e trame nascoste che non ho appreso a pieno, specialmente delle descrizioni finali, sono rimasta un po’confusa sul perché e il percome. In sintesi? Probabilmente questo libro ha da dire più di quanto una prima lettura può dare, è sicuramente da rileggere!
Continuo a consigliare la lettura di questa saga. Veronika Santiago su Amazon