Pubblicato in: 2009, Fantasy, Gothic, Medievale

Uno squarcio di genio

www.inmondadori.itTRAMA – In un mondo che pare ormai destinato ad un nefasto futuro, un luogo che era fonte di vita e di salute diviene cagione di male e sofferenze atroci. Una strana compagnia, formata da un chierico, un mezz’orco e un cavaliere affronterà l’ignoto che sconvolge il piccolo borgo nel quale hanno trovato dimora. Abituati ad affrontare ogni sorta di pericolo non indietreggeranno nemmeno di fronte alla scoperta più incredibile. La fontana che aveva dato lustro alla località nei tempi passati è in realtà una porta verso il mondo degli inferi, transito prediletto per demoniache creature che razziano il villaggio rapendo anime innocenti da destinare ad orrendi sacrifici a beneficio di immondi esseri che palpitano nelle viscere di un infernale mondo dei morti, Dagobar, Assam e Krando affronteranno ciò che nessuno, né uomo, né orco, vorrebbe mai dover affrontare. Leggendo “la tomba dei mutilati” ci troveremo coinvolti nelle loro avventure, fra duelli con esseri sovrannaturali, prove di coraggio e lealtà e scoperte sensazionali, con un finale tutto da scoprire, per nulla scontato.

(libro letto il 14 dicembre 2009)

Fin dalle prime righe si assapora una piacevole sensazione di Gothic-Medieval, trovo gli ‘zoom’ narrativi piuttosto efficaci, ma la copertina non dice proprio niente, non ci azzecca nulla (per me).

Ci sono alcune parti, come per esempio a pag 18/19/20, in cui ho trovato singhiozzi e non riuscivo a stare concentrata sulla scena, dovendo fare qualche passo indietro, non so se è stato a causa mia o qualche malformazione del testo.

Ed altre parti, come a pagina 16, in cui il brusco cambio di scenario mi ha creato confusione.

Però devo ammettere che in altrettante parti la narrazione è così avvincente che verrebbe voglia di avere tra le mani un romanzo più ampio.

Il risultato può essere con un alto potenziale, ma con ancora un po’ di strada da fare. Ma non sono diplomata in commenteria e quindi questa mia opinione è da ritenere solo amatoriale.

Una questione che mi ha colpito favorevolmente è stato l’uso dell’argomento piani dimensionali, argomento in cui io credo profondamente. Trovarlo in questo racconto è stato un fulmine a ciel sereno e trovo che sia stato usato bene.

Una cosa è certa: la descrizione della tomba è il luogo più ripugnante e spaventoso che ho letto negli ultimi tempi ed anche se faceva davvero impressione devo fare i più vivi complimenti all’Autore perchè personaggi (buoni e cattivi) erano perfettamente amalgamati con lo scenario, dove amalgamato può davvero essere interpretato alla lettera… bleah… ripugnante!

Sempre riferiti a questo scenario finale, devo ammettere che mi sono esaltata nella descrizione delle battaglie, sembrava di giocare ad uno dei videogiochi più belli! Uso delle armi, emozioni e sentimenti sono ben integrati nella drammaticità di questo finale e penso che sarebbe stato eccezionale approfondire l’interpretazione dell’Autore sulla figura del Chierico.

Alla fine della fiera ritengo che sia un racconto questo, che sta bene così con se stesso.

ps – la parte alla pag 50 è di un bello da rimanere senza fiato!!