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I migliori 100 libri secondo David Bowie!

I MIGLIORI 100 LIBRI SECONDO IL VORACE LETTORE DAVID BOWIE

di Elena Brenna

«David è un lettore vorace. Non so se sia vero, ma si dice che legga un libro al giorno»

«Time may change me», le metamorfosi di David Bowie nell’illustrazione animata di Helen Green è il titolo del primo breve articolo dedicato all’alieno bianco. Nel futuro di Spunti di Mezzanotte ne vedo molti altri, come in un crescendo. David Robert Jones non ha certo bisogno di presentazioni, e non ve ne sarà alcuna. Qui si andrà solo a scoprire il “lettore vorace” che c’è in lui.

In occasione dell’incredibile retrospettiva “David Bowie Is”, il curatore Geoffrey Mars ha così descritto la relazione di Bowie con la letteratura:

David è un lettore vorace. Non so se sia vero, ma si dice che legga un libro al giorno. Certamente, al giorno d’oggi telefona alle persone e dice “ho letto questo e quest’altro”. È affascinato dalle idee e affascinato dal fatto che ci sia così tanto materiale là fuori al quale la maggior parte della gente non accede. Penso che abbia un bisogno disperato di connettere le persone a tutta questa straordinaria arte, cultura e scrittura.

David Bowie reading

Ecco, allora, la lista dei 100 libri considerati i migliori dall’Esile Duca Bianco e, a seguire, qualche aneddoto in più sulla relazione di David Bowie con la letteratura.

The Age of American Unreason di Susan Jacoby (2008)
The Brief Wondrous Life of Oscar Wao di Junot Diaz (2007)
The Coast of Utopia (trilogia) di Tom Stoppard (2007)
Teenage: The Creation of Youth 1875-1945 di Jon Savage (2007)
Fingersmith di Sarah Waters (2002)
The Trial of Henry Kissinger di Christopher Hitchens (2001)
Mr. Wilson’s Cabinet of Wonder di Lawrence Weschler (1997)
A People’s Tragedy: The Russian Revolution 1890-1924 di Orlando Figes (1997)
The Insult di Rupert Thomson (1996)
Wonder Boys di Michael Chabon (1995)
The Bird Artist di Howard Norman (1994)
Kafka Was The Rage: A Greenwich Village Memoir di Anatole Broyard (1993)
Beyond the Brillo Box: The Visual Arts in Post-Historical Perspective di Arthur C. Danto, (1992)
Sexual Personae: Art and Decadence from Nefertiti to Emily Dickinson di Camille Paglia (1990)
David Bomberg di Richard Cork (1988)
Sweet Soul Music: Rhythm and Blues and the Southern Dream of Freedom di Peter Guralnick (1986)
The Songlines di Bruce Chatwin (1986)
Hawksmoor di Peter Ackroyd (1985)
Nowhere To Run: The Story of Soul Music di Gerri Hirshey (1984)
Nights at the Circus di Angela Carter (1984)
Money di Martin Amis (1984)
White Noise di Don DeLillo (1984)
Flaubert’s Parrot di Julian Barnes (1984)
The Life and Times of Little Richard di Charles White (1984)
A People’s History of the United States di Howard Zinn (1980)
A Confederacy of Dunces di John Kennedy Toole (1980)
Interviews with Francis Bacon di David Sylvester (1980)
Darkness at Noon di Arthur Koestler (1980)
Earthly Powers di Anthony Burgess (1980)
Raw (un “graphix magazine”) (1980-91)
Viz (magazine) (1979 –)
The Gnostic Gospels di Elaine Pagels (1979)
Metropolitan Life di Fran Lebowitz (1978)
In Between the Sheets di Ian McEwan (1978)
Writers at Work: The Paris Review Interviews, ed. Malcolm Cowley (1977)
The Origin of Consciousness in the Breakdown of the Bicameral Mind di Julian Jaynes (1976)
Tales of Beatnik Glory di Ed Saunders (1975)
Mystery Train di Greil Marcus (1975)
Selected Poems di Frank O’Hara (1974)
Before the Deluge: A Portrait of Berlin in the 1920s di Otto Friedrich (1972)
In Bluebeard’s Castle : Some Notes Towards the Re-definition of Culture di George Steiner (1971)
Octobriana and the Russian Underground di Peter Sadecky (1971)
The Sound of the City: The Rise of Rock and Roll di Charlie Gillete (1970)
The Quest For Christa T di Christa Wolf (1968)
Awopbopaloobop Alopbamboom: The Golden Age of Rock di Nik Cohn (1968)
The Master and Margarita di Mikhail Bulgakov (1967)
Journey into the Whirlwind di Eugenia Ginzburg (1967)
Last Exit to Brooklyn di Hubert Selby Jr. (1966)
In Cold Blood di Truman Capote (1965)
City of Night di John Rechy (1965)
Herzog di Saul Bellow (1964)
Puckoon di Spike Milligan (1963)
The American Way of Death di Jessica Mitford (1963)
The Sailor Who Fell From Grace With The Sea di Yukio Mishima (1963)
The Fire Next Time di James Baldwin (1963)
A Clockwork Orange di Anthony Burgess (1962)
Inside the Whale and Other Essays di George Orwell (1962)
The Prime of Miss Jean Brodie di Muriel Spark (1961)
Private Eye (magazine) (1961 –)
On Having No Head: Zen and the Rediscovery of the Obvious di Douglas Harding (1961)
Silence: Lectures and Writing di John Cage (1961)
Strange People di Frank Edwards (1961)
The Divided Self di R. D. Laing (1960)
All The Emperor’s Horses di David Kidd (1960)
Billy Liar di Keith Waterhouse (1959)
The Leopard di Giuseppe Di Lampedusa (1958)
On The Road di Jack Kerouac (1957)
The Hidden Persuaders di Vance Packard (1957)
Room at the Top di John Braine (1957)
A Grave for a Dolphin di Alberto Denti di Pirajno (1956)
The Outsider di Colin Wilson (1956)
Lolita di Vladimir Nabokov (1955)
Nineteen Eighty-Four di George Orwell (1949)
The Street di Ann Petry (1946)
Black Boy di Richard Wright (1945)

David Bowie Viz

Nella stessa intervista, Geoffrey Mars racconta:

David è cresciuto in un ambiente molto ordinario e in una scuola molto ordinaria. Fortunatamente, ebbe il padre di Peter Frampton come insegnate di arte ma, a prescindere da questo, lasciò la scuola a 16 anni. C’è un’ampia parte della mostra che descrive il periodo in cui era solito viaggiare sulla metropolitana, da teenager, andava sempre e comprava un libro, qualcosa con un titolo pretenzioso. Lo portava in tasca, così sembrava davvero cool. Succedeva durante il periodo dell’esistenzialismo francese. Dopo un po’, iniziò davvero a leggere quei libri.

L’idea che lui si sieda e legga ogni libro da copertina a copertina, no non penso sia questo che faccia. Penso sia molto più interessato alle idee, ciò a cui è davvero interessato è come egli può rielaborare quelle idee. È il post-modernista definitivo, che campionava cose perfino prima che il post-modernismo arrivasse.

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