Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

Un romanzo che ti fa amare le persone!

copertineÈ notte e la nebbia è illuminata a tratti dai fari delle macchine che sfrecciano accanto a lei. Letty si asciuga l’ennesima lacrima e preme ancora più forte il piede sull’acceleratore. Deve correre il più lontano possibile, fuggire da tutti i suoi sbagli, è la cosa migliore per tutti. Perché la sua vita è stata difficile, ha inanellato una serie di errori uno dietro l’altro e adesso tutte le sue paure sono tornate a tormentarla, senza lasciarle una via di scampo. Intanto, ormai molte miglia lontano, i suoi due figli, Alex e la piccola Luna, stanno dormendo serenamente. Non sanno che la mamma li ha lasciati da soli nel loro letto, schiacciata dal terrore di non essere una buona madre. Convinta che senza di lei Alex e Luna saranno più felici. Quando Alex si sveglia e si accorge che Letty non c’è più, capisce che non deve farsi prendere dal panico. Deve occuparsi della sorellina e seguire le regole. Perché Alex ha quindici anni ed è solo un ragazzino, ma è dovuto crescere in fretta per aiutare sua madre Letty e i suoi occhi troppo spesso tristi. A volte guarda verso il cielo e sogna di volare via, in un posto dove l’azzurro del cielo li possa di nuovo colorare di felicità. La sua passione sono la matematica e lo studio delle rotte migratorie degli uccelli. Da loro ha imparato che non importa quanto voli lontano, c’è sempre un modo per tornare a casa. Alex sa che deve trovare il modo di far tornare anche la sua mamma.

Indubbiamente, Vanessa Diffenbaugh,‎ ha ancora molto da dire!
Vorrei iniziare questi miei pensieri sul libro, soffermandomi sui ringraziamenti a fine storia. Sono rimasta molto, molto colpita, nell’apprendere le sue enormi difficoltà a terminare questo secondo libro, senza contare che ci ha impiegato 4 anni! E’ emerso, nel testo, che il romanzo non funzionava, non rendeva come lei aveva immaginato. Molti amici sono venuti in suo soccorso, infatti, ad un certo punto, dice chiaramente di aver smontato il romanzo, riscrivendolo quasi per intero.
Mi ha scioccato, perché sto vivendo un periodo di concorsi, dove realizzo trame in un mese o poco meno, sebbene anche io, abbia nel cassetto, un groviglio di storia che, arrabbiata e abbandonata, attende che io vi rimetta mano.

Nelle prime pagine del libro della Diffenbaugh‎ osserviamo una donna che, letteralmente, prende la macchina e fugge, abbandonando nella casa, i suoi due figli. Sconcerto!
Quindi, si va avanti per un po’, seguendo i due filoni narrativi:
1) la fuga della madre, in favore di una ricerca, che non è ancora chiara;
2) il risveglio dei figli. Alex, il più grandicello, di 15 anni, comprende che, per la seconda volta nella sua vita, sarebbe nuovamente rimasto da solo, a badare alla sorellina più piccola, per giorni indefiniti.

Letty è scappata alla ricerca di sua madre (la nonna dei bambini), la quale a sua volta è scappata anche lei, in cerca del marito (il nonno dei bambini), che, arrivato ad una certa età, ha semplicemente deciso di ritornare nella sua casa natia, in Messico.
Infine Letty la intercetta (sua madre), ma anziché riportarla a casa (e fra poco scopriremo perché), prosegue il viaggio alla ricerca, in Messico, della tenuta di famiglia, dove avrebbero trovato il fuggitivo. Un viaggio spossante e massacrante.

E’ qui, che tutto diventa più chiaro, proprio durante la sofferta e devastante scelta della madre di Letty, di rimanere accanto al marito (e di separarsi dai nipoti).
Letty, ovviamente, fa di tutto pur di riportarsela indietro, anche le cose più crudeli. Ma perché voleva riportarla indietro?
Perché Letty non si è mai occupata dei suoi figli, la vera madre di Alex e Luna è sempre stata Maria Elena, la nonna.
Letty ha il terrore di ‘maneggiare’ i suoi figli, e durante la narrazione scopriremo il perché.
Da questo sconvolgente punto, inizia la storia vera, che vede una giovane donna rimboccarsi le maniche, perché, volente o nolente, dovrà imparare ad occuparsi dei suoi figli.
La storia che si dipanerà, sarà un crescendo di emozioni e di evoluzioni, da quella prima sera in cui Letty cerca di nutrire i suoi figli, mettendo cose metalliche nel forno a microonde e facendo danni inimmaginabili. Da quel primo disastro, Letty cercherà di imparare ad essere la migliore madre per i suoi figli!
Anche quando sarà corteggiata da due uomini, il suo scopo rimarrà sempre quello.

Vanessa Diffenbaugh ha la particolarità di esporre delicati temi sociali in trame mozzafiato, trame così coinvolgenti, trame che ti stringono il cuore. Trame forti e coincise.

Nel primo libro ‘Il linguaggio segreto dei fiori’, abbiamo affrontato il delicato tema delle adozioni, in una trama dove abbiamo appreso i problemi e le lacune reali delle adozioni in una determinata parte del mondo.
In questo libro invece parliamo di persone, persone con problemi di permessi. Il problema dell’immigrazione.
Entrambi i libri però, ci hanno mostrato donne che hanno avuto grosse problematiche con i propri figli ed io mi chiedo perché, dal momento che l’Autrice, tra le righe dei suoi ringraziamenti, parla dei suoi figli in modo normale.
Forse un giorno le farò questa domanda!

In questo romanzo i protagonisti sono loro tre, la madre e i due figli, ma non mancherà l’occasione di conoscere altre persone, con altri problemi, con altri caratteri. Bravissima l’Autrice nella descrizione delle personalità delle persone che compaiono nel libro.

Per adesso la Vanessa mantiene alte le prospettive, per adesso i suoi libri rientrano in quelli che bisogna leggere e collezionare assolutamente.
Speriamo che per il prossimo non dovremo aspettare tutti questi anni!

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Pubblicato in: 2014, Sociale

Un Demone spietato

Perdersi Lisa GenovaTRAMA – Alice ha lavorato sodo per raggiungere i suoi obiettivi e ora, a quasi cinquant’anni, sente di avercela finalmente fatta. Dopo anni di studio, di notti a base di caffè e libri di psicologia, ha coronato il suo sogno, è una scienziata di grido, insegna ad Harvard e viene chiamata dalle più prestigiose università per tenere conferenze. All’improvviso, però, tutto cambia. All’inizio sono solo piccole dimenticanze: una parola sulla punta della lingua che non riesce a ricordare, gli orari delle lezioni, il numero di uova nella ricetta del pudding natalizio, quello che prepara da più di vent’anni. E poi un giorno, dopo il giro di jogging quotidiano, Alice si ritrova in una piazza che è sicura di conoscere ma che non sa dove si trovi. Si è persa, a pochi metri da casa.

[finito il 26-04] Per tutta la vita l’abbiamo usata, per qualsiasi cosa, lei è sempre stata lì, ci ha aiutati, ci ha dato risposte, ha elaborato per noi, qualche volta ha fatto cilecca è vero, ma generalmente c’è sempre stata.
Ma cosa succede quando non c’è più? Quando non possiamo più fare affidamento su di lei? Sulla nostra mente, memoria, cervello. La nostra testa?!
Si dice che sia la malattia degli anziani, ma in realtà colpisce (soprattutto le Donne) a partire dai 30 e 40 anni. E’ una forma pre-senile di Alzheimer, questo è un dato certo, come ancora più certo che la vita è arrivata al termine. Finish. Il treno non passerà mai più.
La nostra memoria è vitale per il nostro vivere. Tutto si oscura quando arriva il ‘Demone spietato’. Tutto quello che amiamo fare, tutti quelli che amiamo, tutto perso, prima o poi, presto o tardi.
L’indipendenza, il potere decisionale, stare in società, leggere libri, guardare film, tutto perso. Si dice che sia peggio della morte.
La nostra protagonista era il pilastro portante per la sua posizione, la sua forza, la sua spiccata intelligenza.
Anche con la malattia in corso ha combattuto come una leonessa, diventando un esempio per altri malati, giovani come lei, la sua mente formativa da insegnante le ha dato spunti, stratagemmi per non arenarsi, ha creato anche un gruppo di supporto e creato una rete Internet. Ha lottato fino alla fine. Anche quando ormai tutto era perso, anche quando, lei stessa, ricordava la sua situazione clinica e si dispiaceva con suo marito, che nonostante tutto l’amava!

Essendo una donna di quasi 40 anni non posso fare a meno che lasciare questa trama con un senso di inquietudine. Essendo ereditaria ripenso a mia nonna materna, perché mia mamma è morta giovane per altri motivi, ma mia nonna era vigile e agguerrita quindi non penso che ne fosse affetta. Anche da parte di mio padre non ho ricordi allarmistici.

Il libro è scritto bene, anche i personaggi hanno del tangibile, la trama viene descritta mese per mese. E’ un buonissimo libro per chi desidera una lettura a tematica importante!