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Sintesi di Storia Umana Negata

brega-genesi-enigmaIl libro ci conduce in un viaggio attraverso i millenni, alla ricerca di una teoria unificatrice dei numerosi enigmi dell’umanità. Traendo spunto dalle ipotesi pubblicate in passato da rinomati ufologi ed eminenti ricercatori quali Sitchin, Von Daniken e Kolosimo, l’Autore vuole identificare un filo conduttore comune in grado di fornire una risposta univoca ai vari interrogativi irrisolti della Storia.

Attraverso i segreti delle origini della razza umana e del gruppo sanguigno Zero RH-negativo, i miti di Atlantide e dei continenti perduti, i misteri delle Piramidi e delle costruzioni impossibili, la ricerca si conclude infine con una visione innovativa dei fatti della Storia recente ed attuale, spingendosi fino ad una interpretazione alternativa dell’Apocalisse di San Giovanni e delle diverse profezie riguardanti la fine dei tempi. dimostrandone la convergenza a una data ormai del tutto familiare: il 21 dicembre 2012.

Una cavalcata attraverso i millenni e le ere, che non mancherà di stupire il lettore e di lasciarlo con una visione alternativa dell’eterno quesito “chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando?” assolutamente da vertigini.

 

Sintesi di Storia Umana Negata

A dispetto delle granitiche certezze accademico-universitarie sugli sviluppi e gli avvenimenti più importanti che hanno segnato la Storia Umana come credono (fin dalle elementari) di farcela conoscere, in realtà abbiamo una serie infinita di lacune ed enigmi irrisolti che ci trasciniamo da tempo immemore e che solo da poche decadi studiosi alternativi e controcorrente, delineano uno scenario completamente diverso. Con una panoramica a 360 gradi l’Autore di questo interessante saggio ci mostra, nei suoi tratti essenziali, la lunga e travagliata storia della nostra civiltà di umani del tipo “Sapiens-sapiens”, iniziata ufficialmente nel 3000 a.C. con l’esplosione della civiltà Sumera (termine accadico-babilonese che indicava il “Popolo dalla Testa Nera” = SAG.GIGA, abitanti Shumer, la “Terra dei Signori Giusti” = KI-EN-GI), già ricca e completa di tutte le strutture sociali, politiche, economiche e religiose che rendono una civiltà completamente formata e matura.
In realtà ufficiosamente (ma spesso e volentieri occultamente), le origini della nostra umanità affondano in ben più profonde antichità del tempo.
La tesi portante, che vuole amalgamare in una teoria unitaria (denominata TOE = Theory Of Everything) le principali teorie contrapposte in un ideale punto d’incontro tra la teoria Darwiniana, con il suo progressivo e lento sviluppo della specie animale Homo, e la teoria Creazionista di biblica memoria, che vuole questo stesso creato ex-novo da un’Entità Superiore, adombrando uno scenario ai limiti della fantascienza, sposando pienamente le interpretazioni di grandi studiosi ritenuti eretici dall’Establishment Accademico Ufficiale, quali il sumerologo Zecharia Sitchin, il biblista Mauro Biglino e divulgatori quali Peter Kolosimo, Roberto Pinotti, Walter Raymond Drake, Erich von Daniken, Richard Thompson e molti altri, tutti propugnatori della contestatissima Teoria degli Antichi Astronauti.
Tralasciando le diverse interpretazioni sull’origine cosmogonica del nostro Sistema Solare e, di conseguenza, del nostro Pianeta Natale, in sintesi, l’odierna razza umana conosciuta come “Homo Sapiens-sapiens”, sarebbe il risultato di un processo di ibridazione, mescolando DNA semi-scimmiesco di antenati umani già esistenti, quali l’Homo Erectus (qui la concessione alla teoria evoluzionistica darwiniana), con quello d’origine esogena (qui la concessione alla teoria creazionista) di uno o più esponenti di una civiltà spaziale proveniente, secondo la tesi più in voga al momento, ossia quella sitchiniana, da un lontano pianeta orbitante oltre i più remoti confini del nostro Sistema Solare, l’ancora fantomatico (perchè non è stato ancora ufficialmente scoperto) Pianeta-X (il cui segno viene doppiamente inteso sia come un’incognita, sia come numero romano 10); inoltre, da quando Plutone è stato declassato a Pianeta Nano (come Sedna o Quaoar), il Pianeta Ignoto viene denominato Pianeta IX (simile come pronuncia al precedente, ma di numerazione romana uguale a 9), detto anche Planet Nine (Pianeta Nono).
Con un’orbita fortemente ellittica questo mondo, ritenuto di dimensioni gigantesche, quasi gioviane, proverrebbe da un sistema stellare molto vicino a noi, ritenuto figlio di una stella in condizioni attuali di Nana Bruna, teorizzata da diversi astrofisici come un’antichissima Nana Gialla compagna del nostro Sole, denominata Nemesis, la quale concorrerebbe a formare con la nostra Stella Madre un Sistema Binario, condizione fra le più comuni nel Cosmo.
Mezzo milione d’anni fa circa, in alcuni territori dell’Africa Meridionale, un team di scienziati ET mette a punto, dopo vari tentativi infruttuosi, il primo esemplare di ibrido umano-terrestre/umano-alieno per usarlo come personale di servizio, inizialmente come operaio nelle miniere d’oro, uranio ed altri minerali, successivamente con gradualità, con incarichi di sempre maggiore responsabilità.
Dall’epiteto più importante che ci è stato tramandato, il sumero EN.KI (“Signore della Terra”), abbiamo l’identità dello scienziato ET che, a capo della sua equipe di collaboratori e sottoposti, ha geneticamente creato l’Homo-Sapiens-sapiens, con l’inserimento di un determinato tratto di codice genetico nel DNA dell’Homo Erectus (già esistente sul nostro Pianeta), diventando praticamente il vero Padre dell’attuale specie dominante il Pianeta Terra: l’uomo moderno.
Il proposito originario di utilizzarlo come “LU.LU”, schiavo-servitore di una specie superiore, ritenuta da questi composta da “dèi”, servì in queste condizioni di totale sottomissione soprattutto ad una fazione di ET, i cosiddetti ENLILITI, ovvero quel gruppo di ET (tramandato con l’epiteto sumero di ANUNNAKI), più rigidi e conservatori che facevano riferimento al loro comandate in capo conosciuto con l’epiteto di EN.LIL (Signore dell’Aria). Contrapposti ad essi v’erano gli ENKILITI, ossia quel gruppo di ET più tollerante e bendisposto ad uno sviluppo armonico ed equilibrato fra scienza e spiritualità dei nuovi umani, facente riferimento a EN.KI capo degli scienziati/esploratori scesi per primi sul nostro Pianeta.
Nel corso dei millenni e delle ère si sono avvicendate diverse civiltà, caratterizzate da uno sviluppo culturale, scientifico e spirituale sempre più accentuato, dando prova agli Enkiliti che la nuova specie di Sapiens era promettente e suscettibile di ulteriori miglioramenti.
Purtroppo una parte di questa umanità venne (e viene tuttora) negativamente influenzata (e funestata da una serie di conflitti tendenti ad un graduale piano di riconquista planetaria) da un’altra specie senziente tanto più terrestre quanto ben più antica, poiché diretta discendente degli antichissimi dinosauri che dominarono l’intero globo per centinaia di milioni di anni prima dell’avvento dei primi ominidi scimmieschi. Mi riferisco all’Homo Saurus, specie meglio conosciuta come Rettiliana. Con una mentalità e uno stile di vita fortemente gerarchizzato e paramilitare, hanno dato (e danno tuttora) un notevole filo da torcere ai piani di Rinascita Enkilita, inspecialmodo dopo la catastrofe planetaria tramandata col mito del Diluvio Universale, avvenuto circa 12 millenni orsono. Un evento planetario a carattere ciclico che rischiò seriamente di cancellare la vita umana dal Pianeta, un’occasione vista molto favorevolmente dagli Enliliti che vedevano nella proliferazione incontrollata dei Nuovi Umani un pericolo per la sopravvivenza del Pianeta stesso.
Allo stato attuale l’Autore vede “giocare” sullo scacchiere mondiale tre ‘Players’ principali che si contendono il futuro del Pianeta, considerato ancora fonte di preziose risorse, con o senza gli Umani per gli Enliliti e i Rettiliani Radicali (questi ultimi in contrapposizione con quelli Moderati più vicini alle politiche del Signore della Terra), con le loro “creature” per gli Enkiliti in un armonioso ed equilibrato sviluppo tecnologico & spirituale che possa portare tutti nel consesso delle altre Civiltà Galattiche che ci osservano da parecchio tempo.
In definitiva, la tesi di fondo di questo saggio è che l’uomo non è mai stato solo ed è nascostamente (ma a volte anche in modo palese) accompagnato nella sua evoluzione planetaria verso il cosiddetto “Giorno del Giudizio” di biblica memoria, nel quale i nostri materiali creatori torneranno dalle profondità del cosmo per giudicarci più o meno meritevoli dell’eredità di questo Santo Pianeta, che ne sta subendo di tutti i colori (inquinamento, scie chimiche, conflitti ed altre nefandezze).
Per poter apprezzare le tematiche prospettate dall’Autore è necessario, a mio modesto avviso, caricarsi di una buona dose di umiltà, distaccarsi dai dogmi predefiniti inculcatici fin dall’asilo, e riconoscere socraticamente la nostra sostanziale ignoranza sulla storia dell’umanità che, nonostante le “certezze” acquisite, continua ad apparire ancora costellata di enigmi e misteri che si perdono nella Notte dei Tempi.

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La forza dell’Anima.

“Dodici porte” è una lunga fiaba che si snoda attraverso dodici passaggi simboleggiati dalle porte che la protagonista (Lunar) supera, 41nEdzhafuL._SX352_BO1,204,203,200_trovandosi a conoscere di volta in volta luoghi e dimensioni diverse. È un percorso di guarigione, ma anche un viaggio iniziatico alla scoperta delle sue reali origini. I personaggi e i luoghi incontrati rappresentano simbolicamente parti psichiche della protagonista e manifestazioni del percorso da compiere per superare il dolore legato al trauma subito.
Lunar è una giovane, vittima di violenza.

E’ stata una lettura talmente allucinante e surreale che no: non sono in grado di recensirla come si deve. Dimostrazione a confermare le mie parole: le 5 stelle Amazon che ho elargito senza batter ciglio.

Le mie prime impressioni, leggiucchiando qua e là, mi facevano pensare di trovarmi di fronte ad un libro di narrativa, dove avrei trovato una giovane donna ‘violata’, che deve ricostruire Anima e corpo e in effetti è così. Ma la violenza subìta non è la causa dell’incontro con ‘La Mamà’ e La Loba, in quella casa stranissima. La violenza subìta è solo il primo passo del percorso delle dodici porte che Lunar dovrà affrontare. Me lo ripeto, perché sono ancora frastornata dalla fine lettura: la violenza subìta non è la causa scatenante del percorso, ma l’inizio del percorso stesso. E soprattutto è anche un Fantasy.

Daisy Franchetto mi stordisce  e mi ‘uccide’ così, completamente disarmata e impreparata di fronte ad un eccellente opera narrativa che in tutto e per tutto è una matrioska di storie, di vite e di traumi. Ed ecco che, tra i vari riferimenti che si vanno cercando e scoprendo (i soliti confronti letterali) si riesce a dare una definizione del filone principale: una sorta di ‘Alice nel paese delle meraviglie’, o forse dell’orrore; un esempio è Alma, la rappresentazione del Brucaliffo 😉
Ma in questo libro non c’è solo Alice. Ho trovato anche le gotiche atmosfere di ‘La Bella e la Bestia’, durante la seconda entrata (quella conscia) nella casa : la scrittura e l’ambientazione sono talmente coinvolgenti, che arrivano come un dardo nell’Anima e lo senti proprio, quel ‘qualcosa’ che palpita nel tentativo di accendersi, come un’eco di qualcosa di mistico, dentro di noi.

Il problema (sarebbe meglio dire pregio) di quest’opera è che è farcita deliziosamente di esoterismo, simbolismo, riferimenti storici ecc (che purtroppo un’ignorante come me non può carpire a fondo). Ma non è tanto questo, piuttosto che appaiono tutti egregiamente amalgamati nella ricchissima trama. Sì, la trama è ricchissima di elementi di riflessione, di avventure, ricchissima di personaggi e delle loro vicissitudini e non è uno di quei libri pallosi, scritti pesantemente.

Daisy Franchetto ha ri-scritto senza dubbio un classico come ‘Alice nel paese delle meraviglie’, un’opera che ha tutte le carte in regola per andare sui grandi schermi. Un’opera che, dati i suoi contenuti così profondi e evolutivi, non discosta molto da un ‘Signore degli Anelli’.

Ok, mi direte voi. Tutto lì? No, non è tutto lì, ora sparo qualche critica e la sparo pesante, proprio per il pregio dell’opera: è il peggior libro che mi sia capitato sino ad ora, come presenza di refusi e dimenticanze, o frasi scritte non proprio scorrevoli, inoltre, l’incipit non è potente come il resto del libro. Se non avessi avuto un patto da rispettare, sicuramente avrei cestinato questo volume e, signori miei, sono felice di aver avuto quel patto, perché i refusi si possono eliminare e l’incipit rafforzare, ma una storia così non è facile trovarla.
Ma soffermiamoci un momento su refusi, frasi mal costruite e magari traballanti, dal momento che il libro è edito da una CE, che cavolo di CE è? Il mio collega (e compagno di vita) di blog, sostiene che la colpa risiede nella conversione testo/Amazon, ma andiamo, diavolo!! Sto leggendo libri sul Kindle da più di un anno e refusi ne trovo sempre, ma perché ho la sensazione che quest’opera è priva di editing?

Al di là di tutto è un testo che va assolutamente letto, se siete amanti dei percorsi surrealistici ed evolutivi, delle ambientazioni che fanno vibrare l’Anima, della ricchezza di trama. INSOMMA dovete leggerlo perché ho bisogno di sapere cosa ne pensate voi!

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David Bowie: una doccia fredda

Ho passato l’ultimo quarto d’ora a scrivere cose su di lui, sui miei social.
E’ stato parte integrante della mia formazione, la donna che sono ora… ci ha messo mano anche lui.
Tutto è così terribilmente assurdo che non credo di avere davvero realizzato: è morto David Bowie!
Forse per me adesso è solo un gioco di media, di fare grafica in memoria, forse stanotte mi verrà in sogno, nella forma che ho amato di più delle sue interpretazioni.
Stay tuned David Bowie, stay tuned………

 

 

Pubblicato in: condivisioni, MITI, Video musicali

David Bowie: il video oscuro di ★ Blackstar

David Bowie, Arte!

Oltre la Musica

Per saperne di più : www.facebook.com/latooccultodellamusica

Il nuovo singolo di David Bowie, Blackstar ★, è stato presentato come una traccia sperimentale. Il ritmo del brano è ipnotico, ripetitivo fino all’ossessione. Più della musica, tutta dissonata tra jazz e avant garde, più della voce, riconoscibilissima ma più gelida di una folata glaciale, è il video che genera malessere: non seduce, disturba. Morte e paura sono in ogni nota, in ogni cosa, in ogni piega del volto severo, teso, cereo.

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Recensione: “Il regno dei gufi” di Martin Hocke

Qui, su Solo 1 altra riga, nella categoria ‘Miti’ ci sono 3 libri che io amo visceralmente, nel primo (L’Antico Regno del Silenzio [rinominato] Il Regno dei Gufi), quello su cui è scritta la recensione di questo reblog, ho messo il link di blogspot, solo dopo ho visto che l’Autrice ha un blog anche da noi su WordPress.
La recensione è davvero fatta bene, merita e stramerita un post!

Sogni di una notte di Luna piena

Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!

Torno sul blog con una nuova recensione. Ho terminato la lettura di questo bellissimo romanzo, non lo dimenticherò tanto facilmente.

Autore: Martin Hocke
Editore: Piemme Pocket
Pagine: 477
Prezzo: 4,90 euro
Trama: Quando ai gufi dei territori di campagna giunge notizia che un gigantesco Gufo Reale sta avanzando verso il sud, il giovane Hunter si trova a giocare un ruolo cruciale nella lotta per difendere la comunità. Dal suo territorio ai bordi di un’enorme foresta abbandonata, dovrà convincere i Gufi dei Granai, i Gufi Piccoli e i Gufi delle Foreste a stringere un’alleanza per fronteggiare l’invasione del mostro. Ma un pericolo ben più grave incombe sulle loro terre, una minaccia in grado di annientare la sopravvivenza stessa della specie. Tra guerra e amore, eroismo e tradimenti, una saga avvincente, la straordinaria epopea di un mondo misterioso.
Voto

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Pubblicato in: 2009, Fantasy, MITI

La magia dei Gatti :)

indexTRAMA – In un mondo fantastico, una comunità di gatti è presa di mira da misteriose creature dagli artigli rossi, che uccidono e rapiscono anche alcuni abitanti. Un gatto, Fritti Acchiappacoda, si avventura nella foresta incantata per scoprire l’origine di queste aggressioni, accompagnato da altri tre gatti: il giovane Balzalesto, l’anziano Mangiapulci, e la coraggiosa Ombra di Tetto.
Il gruppetto, lungo il suo viaggio, incontra svariate creature, come mostri e spiritelli; attraversa la terra dei Primi Camminatori, e supera l’insidiosa Corte di Harar. I tre scoprono cosa si nasconde dietro gli attacchi cui è stata fatta oggetto la comunità, giungono nelle gallerie degli Zampe di Guardie, dove affronteranno le ultime avventure.

(ultima lettura 5 dicembre 2009)

AVVISO SPOILER (commento la morale del libro)
… dapprima gli fu sterminata la famiglia dall’Uo-mo, poi anche la sua bella Zampa-Felpata sparì dal mondo in cui era cresciuto, infine molte altre sparizioni lo portarono a decidere di partire per ritrovare Lei.
Acchiappacoda arrivò sino in cima al mondo e venne inghiottito nelle tenebre oscure della Madre Terra dove scoprì l’esistenza di Dei e Demoni, li affrontò e grazie agli amici vecchi e nuovi sopravvisse.
Poi Zampa di Fuoco, il Dio che lui aveva risvegliato e salvato gli indicò il punto dove avrebbe ritrovato Zampa-Felpata, il suo amore perduto e il viaggò ricominciò.
E alla fine la ritrovò. Sì, la ritrovò, la sua Zampa-Felpata, la Gatta con cui si sarebbe legato per la vita… ma… e c’è sempre un ma. Dopo tante stagioni il suo amore era cambiato, era pigra, addormentata e completamente dipendente dall’Uo-mo e lui era ormai un cacciatore, un gatto selvaggio. Zampa-Felpata lo aveva tradito?
No, forse no. A pochi è dato di sapere come andranno le cose e Acchiapacoda era maturato in breve tempo, grazie all’esperienze tragiche che aveva vissuto per ritrovarla. ma lei, lei in tutto questo tempo non aveva mai corso dei pericoli, Zampa-Felpata non era più la sua Fela e Acchiapacoda la lasciò alla sua vita, senza nemmeno essere ferito più di tanto. Fece la via a ritroso per ritrovare gli amici con cui aveva davvero vissuto e con cui aveva profondamente legato e così ritrovò anche lei… Ombra-di-Tetto… già… Ombra…
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Non ricordavo assolutamente nulla di questo libro, che lessi nella mia infanzia, ma ri-leggerlo è stato un qualcosa di speciale. E’ un libro degli anni ’80.

Pubblicato in: 2009, Fantasy, Inquisizione, MITI

Il male? Siamo noi!

il-viaggio-della-strega-bambina-celia-reesTRAMA – Una vecchia trapunta cela le pagine di un diario. Pagine che raccontano la storia di Mary, nipote di una strega. Quando la nonna viene condannata per stregoneria, Mary scappa per sfuggire allo stesso destino e si imbarca su una nave diretta in America, dove spera di trovare una nuova casa, un luogo dove poter essere una persona diversa. Presto cade vittima di superstizioni e sospetti che potrebbero farle subire lo stesso fato di sua nonna. Ma Mary è decisa a non farsi calpestare, torturare e uccidere per un crimine immaginario come la stregoneria.

(libro letto il 31 ottobre 2009)

[possibilità di spoiler]

Già dall’inizio la storia ti prende e ti sbatte violentemente contro un muro, inchiodandoti. Queste primissime righe lasciano basiti, agghiaccianti e la storia comincia così, facendo la conoscenza di Mary, un’adolescente del 1600 (’59 per l’esattezza).

Una cosa che dovete sapere subito: non è una storia vera o meglio, le pagine nella trapunta sono un’ invenzione per rendere la storia una cronaca. Perché ve lo dico? Per evitarvi di passare dall’amarezza (della delusione che Mary non esiste) alla consapevolezza. Sarà anche vero che quella ragazzina non è mai stata reale, ma incarna centinaia di donne e giovani donne che hanno subito le stesse condanne: arse vive, impiccate, puntonate, affogate. Queste non sono fantasie, sono avvenimenti realmente accaduti. Mary Newbury ci racconta la sua vita, il suo dolore, le notti popolate da incubi.

Celia Rees scrive questo libro come fossero pagine di diario rimesse in ordine, Mary scrive in queste pagine consapevole del fatto che le parole sono potenti, consapevole del fatto che la sua vita deve essere messa per iscritto e soprattutto, a quindici anni, consapevole del fatto che lei non è il demonio.

1600, un secolo di evoluzione, di espansione. La traversata dall’Inghilterra per andare nelle Americhe (Massachusetts) raccontata con gli occhi di Mary è indescrivibile, bellissima! Mi ha fatto venire un magone terribile. Distese e distese di foreste, un mondo verde pieno di animali, di vita, di risorse, di cibo, per chi, come gli Indiani, sapevano procurarselo. Un mondo stupendo, ma anche spietato.

Noi ci alziamo oggi, premiamo un bottoncino e la casa dopo mezz’oretta si riscalda e noi possiamo sorseggiare il nostro caffè leggendo il giornale. Tra le righe di Mary possiamo osservare come gli inverni, specialmente quel primo inverno nella nuova terra, fosse stato spietato: confinati in casa, imprigionati dalla neve, ore ed ore a cercare di riscaldarsi perché alcuni alle finestre non avevano il vetro ma materiali di fortuna (il vetro costava troppo caro). E le malattie li devastavano, i geloni ai piedi alle mani, freddo, freddo, freddo…

Un resoconto di quel secolo scritto egregiamente, anche se parecchie volte, durante la lettura mi sono cascate le braccia: faccio sempre fatica a credere che la gente, la religione, accomunasse la Natura, gli Indiani e tutto ciò che non conoscevano al Demonio. Parecchie volte ho avuto al tentazione di entrare nel libro e schiaffeggiare codeste persone.

Tanto che volevo loro porre una domanda…
Ma se questo Dio è luce, benessere, sicurezza e vita. Perché ad ogni occasione bisogna allertare le genti con allarmismi sul Diavolo? Se la fede di un cristiano/a è così flebile, non è meglio condurre la propria vita secondo la personale formazione, cultura ed esperienza?
Non avete già fatto abbastanza danni decimando alberi sacri – che per’altro ci danno la vita – e lo avete fatto soltanto per allontanare a determinati tipi di culto per portare tutto verso un jesus christ superstar? Basta non voglio aggiungere altro. Basta.

Sono 99 annotazioni, la 100esima non è di Mary, ma di una persona abbastanza saggia da capire, e sapete che questo libro continua? Quello successivo s’intitola “Se fossi una Strega”

Alcuni dicono che questo libro sia noioso, io non lo penso. L’ho catalogato nei libri che mi hanno in qualche modo smosso dentro.

Se vi state chiedendo se ve lo consiglio la risposta è sì, meglio pensare che non è piaciuto (forse) piuttosto che chiedersi come sarà questa storia, no?

Le Streghe non esistono? O coloro che vengono definite così sono solo persone che hanno sviluppato le loro potenzialità. E sono potenzialità già insite dentro di noi. Non ce le ha impiantate Satana con qualche strano rito. E parlo sia di Streghe che di Stregoni.

Da leggere, da leggere, da leggere!

Pubblicato in: 2009, Autobiografia, MITI, Narrativa, Sentimenti

Il linguaggio dell’Anima

9788861920743gTRAMA – Una perfetta Love Story (con le iniziali maiuscole, proprio come il film). Lei, Stacey, graziosa, un po’ solitaria, con lo spettro della malattia dietro l’angolo. Lui, Wesley, amabile, imprevedibile e giocherellone, ma di polso. Tra i due scocca inevitabile la scintilla. Tutto sembrerebbe normale, persino banale, non fosse che lui, lui Wesley, è un adorabile gufo dei granai (a essere precisi, un barbagianni). Stacey lo accoglie fin da piccolo, lo accudisce, e i due diventano inseparabili. Narrata con brio, con sentimento ma senza sentimentalismi, la favola vera di un rapporto speciale e unico, dove non importa più chi sia l’essere umano e chi l’animale.

(libro letto il 1 luglio 2009)

Ho inseguito per anni il sogno di Martin Hocke nel Regno del Silenzio, per anni desideravo avere il Gufo Bianco del Labirinto di Jim Henson e, per anni, ho sognato, scritto, desiderato essere un Gufo Bianco e volare nella notte innevata verso la luna piena. Ma è stato grazie a Stacey O’Brien, l’autrice di questo volume che ho finalmente capito cosa vuol dire avere e curare (davvero) un Gufo dei granai. Ed è stato Wesley a farmi capire cosa significa essere un Gufo.

Questa storia inizia come tante, Stacey, una biologa ‘riceve’ questo piccolo dagli occhi ancora chiusi, aveva un problema ad un ala e, in Natura sarebbe rientrato nella percentuale dei giovani che periscono: solo il più forte sopravvive, non dimenticatelo!

Va a vantaggio di Stacey l’esperienza del settore che ricopre, che le permette di cominciare con il piede giusto; sa che se vuole dare un buon imprinting deve cominciare a parlargli il più possibile, perché il Gufo Bianco (Barn Owl, Barbagianni) ha un senso che sviluppa maggiormente: l’udito. Con questo senso vede ancora più che con gli occhi, registrandosi vere e proprie mappe visive dettagliate, che stupiranno l’autrice nel corso dei suoi quasi 19 anni con lui.

La loro vita insieme comincia ufficialmente quando il pullo apre gli occhi e incrocia la prima volta quelli dell’Autrice. È come se un uomo e una donna si fossero incontrati e innamorati e sposati. Mi vien quasi l’azzardo a dire che le loro Anime sono identiche, Anime gemelle. E che forse in questa vita ‘lui’ ha sbagliato corpo, ma dovevano stare insieme e ci sono riusciti e felicemente!

In tutto il libro non ho fatto che sorridere, mentre leggevo la traduzione del comportamento di Wesley da parte dell’Autrice. Sorridevo e mi sorprendevo, mentre apprendevo quanto sofisticato era divenuto il linguaggio fra i due. Ho assorbito le emozioni, le paure, i progressi che hanno fatto insieme, i successi e le gratificazioni che hanno guadagnato. Ho osservato con le lacrime di emozione, in silenzio, durante i loro momenti intimi, quando si coccolavono a vicenda e si addormentavano insieme, felici dopo un’altra giornata insieme.

Mi sono schifata quando mi son resa conto che i topi andavano ‘uccisi’ tagliati e messi nel congelatore.

Ho emesso versi di fascino quando il loro rapporto ha fatto il salto di qualità raggiungendo l’apice della fiducia reciproca e ho pianto, faticando ad arrivare alla fine quando ho capito che era giunto il tramonto.

Perché ometterlo, che senso ha? È implicito che – specialmente nelle storie di animali – arrivi un tramonto, l’autrice stessa ammette che non sopporta questa parte, ma che non può non parlane tuttavia.

L’autrice ha ricevuto una grande eredità: la chiave del mondo di Wesley. I Gufi hanno continuato a cercarla, forse per unirsi al suo dolore, forse per vedere dov’era Wesley. Non ci è dato saperlo con certezza. Ma io voglio credere di sì.

Una delle cose che mi angustiano è che ho pianto e sofferto ma siamo sempre solo noi ‘amanti degli animali’ che lo facciamo, i cattivi rimangono e non si ammorbidiscono di fronte a questi eventi, a queste storie.

Vorrei esserci io nei laboratori e studiare un siero che inietta nell’essere umano una maggior comprensione e rispetto per la vita!

A volte vorrei fare rewind e rispondere a quella persona che mi chiese: ‘Come fai a paragonare un cane a un bambino?’ ed io vorrei semplicemente contro proporle questa di domanda: quale oscuro e incomprensibile istinto ti suggerisce di porre e di porti questo quesito?

Pubblicato in: 2008, Eco-Thriller, MITI, Sociale

Intelligenza e Umanità

5giornoTRAMA – Gennaio, costa del Perù. Il povero pescatore Juan non crede ai suoi occhi: dopo lunghe settimane di magra, si stende davanti a lui un enorme banco di pesci. Ma il terrore cancella ben presto la felicità: i pesci, muovendosi come un unico essere, distruggono la rete, ribaltano la barca e impediscono all’uomo di raggiungere la superficie. Marzo, Norvegia. A bordo di una nave oceanografica un biologo e una scienziata osservano milioni di “vermi” luminescenti che sembrano aver invaso lo zoccolo occidentale. Da dove vengono? Cosa sono? Pochi giorni dopo, Canada. Un gruppo di balene attaccano la Barrier Queen e la affondano. Il mondo intero sarà drammaticamente coinvolto in questi avvenimenti in apparenza così lontani tra loro.

(libro letto l’8 febbraio 2008)

Per gli amanti delle storie articolate e curate nella loro profondità, questo romanzo vi porterà in un ambiente prettamente marittimo.

L’Autore ci accompagnerà, con passi graduali, nel mondo di chi vive intorno e per il mare. L’economia, la fisiologia dell’habitat, le difficoltà ecc. Un romanzo lungo e introspettivo, che si può definire come un diario, visto che i capitoli sono divisi per date.

I personaggi sono ben descritti, difficile non affezionarsi a loro. La storia è accattivante sin dal primo capitolo, e racconta una possibile catastrofe ambientale causata dalla continua erosione da parte dell’uomo nei confronti del Pianeta. Un’idea, quella dell’autore, tanto sconvolgente quanto fondata su ricerche, analisi, confronti. Anni passati a studiare, a consultarsi con degli specialisti, a fare simulazioni, immersioni.

E i risultati sono eccellenti: 1032 pagine colme di emozioni, colpi di scena e curiosità ambientate sulla superficie di un pianeta tutt’oggi ancora sconosciuto: Il Mare.
Ed è qui che avvengono i primi comportamenti fuori dal normale da parte degli abitanti acquatici nei confronti dell’uomo: attacchi di cetacei, invasioni sulle spiagge, ecc.

Sigur Johanson, Leon Anawak ed altri personaggi di spicco ci guideranno e ci aiuteranno a mettere insieme i pezzi per risolvere ed arrivare a capo di questa spinosa storia. Una ‘sporca questione’ che potrebbe portare a termine l’era dell’umanità.

Uno splendido eco-thriller che mi sento di augurare a tutti, non solo per la sua ricchezza di contenuti e trama, ma anche per la sua particolarità di riportarci alla questione principale: preservare il Pianeta equivale a preservare l’Uomo.

Pubblicato in: Fantasy, MITI, Trilogia

Hai mai volato nella notte in mezzo alla neve verso la luna piena? (vol.1)

TRAMA – Non molto distanti dalle nostre città inquinate, vivono i gufi, organizzati in società. Il loro è un monanticoregnodo bello e terribile a un tempo, dove le gioie della famiglia sono minacciate da improvvise gelate invernali, dove la passione per il canto e la poesia è intralciata dalla ricerca affannosa del cibo, dove – come tra gli uomini – la saggezza degli anziani si scontra con l’irruenza dei giovani. Intorno alle loro vicende, ai loro amori e alle loro guerre si stende la natura, che nutre e uccide, che protegge e punisce. Il canto di speranza e di dolore dei gufi si perscansione  della mia copertina originalede nella notte. Per chi non li ha mai ascoltati, questa è la loro storia. L’avvincente saga di Martin Hocke è una magica unione di fiaba e leggenda, di avventura e idillio, pervasa da un profondo amore per la natura.

(libro letto anni fa)

L’Antico Regno del Silenzio comincia con uno spiraglio di luce che penetra il legno consunto di un vecchio granaio. Questa è la prima visione di Hunter, primogenito di una famiglia di Barbagianni (detti anche Gufi Bianchi). Due uova si schiuderanno dopo di lui, un altro maschietto ed una femminuccia, rispettivamente Quaver e Dawn-Raptor. Questa non è una storia qualunque, bensì un poema epico classificabile insieme a pochissime altre opere d’arte quali La collina dei conigli, Il Signore degli Anelli ecc.
In questo primo volume saremo introdotti nella società dei Gufi Bianchi, una popolazione dall’aspetto similare a quello della nostra società. Le prime lezioni che saranno concesse ai tre pulcini saranno perlopiù teoriche, i loro genitori: Dapple e Steeple comunque non impiegheranno molto a passare alla pratica, sul campo. A turno dovranno imparare a “venire a patti con la paura”, ma noi avremo modo di poter vedere la lezione solo con Hunter, che scoprirete ben presto è il protagonista del romanzo. È una lezione molto importante per l’iniziazione fisica e mentale di un Gufo, tuttavia Steeple non è un padre irresponsabile e utilizzerà tutte le precauzioni del caso quando porterà suo figlio Hunter di fronte alla volpe per far emergere il sistema di difesa classico dei Gufi Bianchi, il tutto si svolgerà con un tocco di poesia, caratteristica distintiva dell’autore:

[…] Alla fine smise quel suo inutile abbaiare. Frustrata, azzannò con rabbia le stoppie sulle quali si era trascinata quella facile preda zoppicante prima che qualche magia la rapisse nell’aria, in un regno di gran lunga al di là della sua portata […] Quella curiosa piuma era tutto ciò che restava dopo il passaggio di quelle misteriose creature di un altro mondo, in qualche modo sospeso tra cielo terra. Un mondo di cui uomini e volpi conoscono ben poco. […]

Tra un apprendimento pratico ed uno teorico i pulcini diventano giovani individui, pronti a lasciare la casa per sistemarsi nelle sedi di studio a loro più appropriate:

Hunter verrà mandato alla Fattoria di Beak Poke, il Gufo-Gufo della regione (che si occupa dello studio dei gufi tutti);Quaver, più affine all’arte invece andrà da Bardic, il Gufo Maestro della poesia. Dawn-Raport crescendo presenterà dei problemi e sarà trattenuta per approfondimenti in quanto dubitata come Gufa dissidente.

Come lettori vivremo i sentimenti e le sensazioni di Hunter durante questo primo, timoroso viaggio. Tuttavia Hunter, come primogenito ben nutrito è un Gufo forte e sano e supererà indenne gli inconvenienti del tragitto. All’arrivo verrà purtroppo messo al corrente della morte di quello che doveva essere il suo maestro, lo verrà a sapere da Yoller, gufo bruno (Allocco) appartenente ad una famiglia aristocratica. Nella stessa notte apprenderà che nel territorio (automaticamente acquisito) è stata registrata la presenza di un abusiva, una Civetta. Da qui si evince l’allegoria con la società dell’uomo, dove i Gufi rappresentano diverse razze e ceti sociali e dove la Civetta rappresenta la categoria più bassa: gli emigrati, i senza tetto.

Nell’Antico Regno del Silenzio le Civette sono abusivi, indesiderati, ignoranti e quant’altro. Tutto quello che Hunter assorbirà in quella prima importante solitudine imprimerà per sempre il suo interesse per lo studio dei Gufi, sebbene (e lo scopriremo più avanti) si troverà in una situazione in cui apprenderà elementi preziosi sull’essere umano. Yoller diventerà un amico sincero, ma non sarà l’unico di un’altra specie con cui si legherà in modo profondo, perché nella sua permanenza nell’ex territorio di Beak Poke incontrerà anche l’immigrata. Dopo primi momenti di incertezza e di riserbo, abbandonerà il suo atteggiamento prevenuto e imparerà a fidarsi solo del suo giudizio: Hunter diventerà un Gufo incorruttibile, dai valori intoccabili e pronto all’altruismo. Alba, questo il nome della Civetta, diventerà ancora di più di un semplice oggetto di studio, sconvolgerà in modo straziante la sua vita, ma involontariamente lo renderà ancora migliore.

Ad ogni la conoscenza di entrambi lo porterà ad avere un flusso di informazioni legate alla politica e alla sopravvivenza delle tre specie di Gufi trattate (ce ne sarebbe anche una quarta ma è marginale: i Gufi delle notizie) e questa conoscenza farà di lui un viaggiatore impegnato, come mediatore tra le specie.

Sua prima missione è quella di correre al Regno Perduto (il Regno Proibito e pericoloso) per avvisare Alba dell’imminente ricognizione di tre Allocchi: Ferocity, Ripper e Stoop. Dei Gufi spietati e feroci. Una spedizione inviata dalla comunità degli Allocchi per verificare lo stato del Regno Perduto (abbandonato tempi addietro causa colonizzazione dell’uomo) per eventualmente riprenderne possesso, essendo tipico habitat di questa specie. E qui è d’obbligo una piccola precisazione: alcuni Gufi sopportano la presenza fisica dell’uomo, Il Barbagianni è uno di questi, anzi il fattore ‘esperto’ sa che questa specie è utile in quanto assiduo predatore di topi. La Civetta invece è azzardata, convive con l’uomo con astuzia. L’aristocratico Allocco invece rifiuta “quest’onta”, rimane solitario nei suoi boschi aviti.

Ritorniamo alla decisione di Hunter di ‘salvare’ Alba, che supererà il pericolo di un’intercettazione con successo. In seguito, il volere della storia lo porta a dover nuovamente traversare a ritroso le pianure e i boschi per raggiungere la casa natia per ridiscutere della sua istruzione, dal momento che il Gufo-Gufo è morto e si rende necessaria una nuova figura di sapienza. Una nuova elezione (politica) segnerà l’inizio di una grave problematica per la comunità dei Gufi. Ma non è tutto! Attraverso i Gufi delle notizie (vedi sopra) apprenderanno una notizia tanto terribile quanto incredibile, si sta avvicinando un terribile Gufo mostro, così spaventoso che si credeva appartenere soltanto alle mitologie.

Questo porterà Hunter a volare freneticamente in diversi territori, un po’ per ricercare delle conferme e un po’ per avvertire parenti e vicini, e purtroppo la notizia acquisterà i contorni reali nel momento in cui le popolazioni dei Gufi si vedranno arrivare dei superstiti, vittime del mostro. Nello scompiglio generale si cercherà di organizzarsi al contrattacco e quanto meno all’evacuazione dei territori. In questo pericoloso frangente Hunter, Yoller ed Alba, anche se in contesti diversi, rafforzeranno i loro legami e le tre razze metteranno (momentaneamente) da parte i loro dissapori per unire le forze e le menti per la salvezza di tutti.

Anche in questo frangente Hunter imparerà che tutti hanno pregi e difetti, prenderà atto, con amarezza, che mentre il contingente degli Allocchi era già formato, il consiglio democratico della sua specie era ancora in riunione d’emergenza. Nonostante tutto la guerra arriva, devastante e implacabile, ma i Gufi uniti di tutte le razze riusciranno ad abbattere l’enorme bestia sterminatrice. Le perdite saranno enormi, i feriti altrettanti, il nuovo inizio duro e gelido.

Insieme ad altri Hunter e Yoller riporteranno gravi ferite, ma è con Alba che Hunter volerà, con estrema fatica, alla fattoria acquisita da Beak Poke. I riflettori si soffermeranno sulla convalescenza di Hunter (riguardo a Yoller vedremo ne ‘Il Regno Perduto’), Alba prenderà la decisione in accordo con Hunter stesso di assisterlo e curarlo. Nasceranno i primi problemi di ceto sociale, i pregiudizi e le convenzioni indurranno Quaver (il fratello) a raggiungere Hunter per discutere di quest’argomento delicato e anche per cercare di dissuaderlo.

Purtroppo la determinazione del nostro eroe non sarà sufficiente a tenere insieme i pezzi perché Alba, sebbene piccola e minuta, è più grande di età e decide la cosa giusta da fare, litigheranno e si separeranno con amarezza. Hunter senza pace proverà alcune notti dopo a raggiungerla, ma subirà uno shock tale da indurlo in uno stato catatonico, l’amico Yoller tuttavia riuscirà inaspettatamente a ‘riportarlo in vita’. La decisione di Hunter di partire per la metropoli con l’aristocratico Allocco lo metterà un poco in pace dai suoi tormenti. L’obiettivo si fermerà nell’Antico Regno del Silenzio per proseguire le avventure degli altri personaggi.

Dapple disperata darà disposizioni a Quaver a Dawn-Raptor di partire per la città in cerca di Hunter, cosa che non succederà. Le stagioni scorrono e Quaver con il suo maestro occuperanno la fattoria abbandonata di Beak Poke, mentre Dawn-Raptor si era già unita da tempo al nuovo eletto: Winger, che oltre la carica di Gufo-Gufo ha scopi ben più loschi da svolgere sotto la copertura del consiglio. Nel frattempo Yoller rientra dalla città e Quaver non perde tempo per congiungersi con lui e sapere di Hunter. L’Allocco dopo avergli raccontato tutto il viaggio gli comunicherà che Hunter è morto, ma Quaver non gli crede perché la storia non sta in piedi.

Altri avvenimenti prenderanno forma, e sono la formazione di un gruppo di resistenza alla dittatura che Winger vuole imporre con un potere quasi schiacciante; e una specie di malattia si diffonderà rendendo i gusci delle uova così sottili da rompersi prima del tempo, provocando una serie di morti premature dei pulcini.

Poi finalmente il ritorno di Hunter, che apprenderà con amarezza dei drastici cambiamenti avvenuti nella sua comunità. Gli verrà detto che non può annunciarsi nell’immediato e dovrà nascondersi e subire la prigionia, confinato nel Regno Perduto (nel frattempo colonizzato a tutti gli effetti dalle Civette) ed essere a sua volta un Gufo senza territorio.

Oltre alle questioni politiche Hunter, che ha preso il nome di Humanoid per mantenere l’anonimato scopre i giochi loschi e lussuriosi di Winger, che approfittando della faccenda delle uova rotte si approprierà del titolo di ‘salvatore’ pretendendo (con la forzata approvazione del consiglio) di accoppiarsi con più femmine.

Nel frattempo le Civette faranno il bello e il cattivo tempo con Humanoid (Hunter), lo sfrutteranno inviandolo a studiare i cuccioli di umani nella grande casa al centro del Regno Perduto, lui dovrà subire in silenzio per amore del fratello e del Gufo della Storia, gli unici a sapere della sua vera identità.

Tutte queste spinose questioni metteranno a disagio il nostro eroe e purtroppo ritornerà nuovamente l’antico attrito tra le specie e si creeranno pesanti baruffe tra Gufi Bianchi e Bruni.

Hunter riprenderà possesso della sua identità e della sua vita, insieme a Yoller, con sacrifici non da poco, riusciranno a rimettere le cose in uno stato di quasi armonia e poi pian piano le loro vite si dilateranno e finalmente Hunter troverà il suo luogo sicuro e puro per la salvezza della sua specie.