Pubblicato in: Mezz'oretta con l'Autore, Rubriche

Mezz’oretta con… Silvia e Simona

Ciao Silvia, benvenuta nel nostro blog di lettori! Noi ci conosciamo da veramente tanti anni, dai tempi d’oro del forum ‘Pensieri Tatuati’. Per la precisione ci siamo incontrate sotto l’oscura luna del Neckar [link]. Puoi dirci chi era la Silvia di quegli anni e come è cambiata nel corso del tempo?

[“La memoria del futuro su Amazon”]

Beh diciamo che sono un po’ più sicura di me e che ho imparato a capire di chi fidarmi e chi di no. Ai tempi mi lasciai trasportare dall’entusiasmo di pubblicare un libro e non mi resi conto che forse quella storia aveva bisogno di diverse revisioni in più.

Silvia Azzaroli è molto diversa dalla Scrittrice che è in te?

No, direi di no. Ad entrambe piace molto esplorare e ascoltare i punti di vista degli altri. E si ritrovano ad ammirare persone con ideali che magari sono all’opposto dei “nostri.”

E’ una cosa che alcuni non comprendono. Come non capiscono che non sempre quello che c’è nelle storie che scrivo riflette il mio pensiero o il mio modo di fare. O meglio è presente ma non in tutti i personaggi.

Puoi farci una panoramica delle tue opere e, se lo gradisci, argomentarle brevemente?

La Luna Oscura del Neckar nacque come gioco, frequentavo molto il mondo dello yaoi ai tempi, come valvola di sfogo e accettai di pubblicare questa storia sotto pressione di chi mi seguiva in un mio blog, che ora non c’è più peraltro. E sbagliai. Non che la rinnego, ma penso che ora la riscriverei diversamente. In fondo mi ha aiutato a crescere.

Ho sognato Babilonia invece è una cosa sento più mia, nasce da un percorso più ricco e complesso, ci misi diversi anni a scriverlo, prendendomi anche delle pause per fare le ricerche e ampliarlo.

Dell’ultima opera parlerò dopo con Simona, visto che è sua quanto mia.

Perché la gente dovrebbe leggere i tuoi libri e, come pensi che le tue storie, possano cambiare il mondo e le persone?

Questo è un domandone. Forse perché cerco di dare un messaggio positivo nonostante siano sempre storie molto drammatiche e reali. E perché spero di poter coinvolgere le persone attraverso esse, magari chissà aiutandoli a sentirsi meglio, a vivere con più serenità certi problemi, persino i più difficili.

Abbiamo visto che il tuo ultimo libro, La Memoria del Futuro pubblicato in ebook con Edizioni il Pavone [nb – purtroppo questa CE non è più attiva], lo hai scritto insieme a Simona Ingrassia. Come è stato a scrivere a quattro mani?

Silvia: Sì, abbiamo scritto questa storia insieme, che, come dicevo sopra, è tanto sua quanto mia. E per me è stato ed è molto stimolante. Credo che ci completiamo a vicenda. E’ stato difficile per me trovare qualcuno con cui aprirmi totalmente e con Simona è successo.
Simona: Abbiamo cominciato a scrivere fanfiction sulla nostra serie preferita, Fringe. E’ stata una novità per me, che ero abituata a scrivere praticamente da sola. Ci siamo trovate subito molto bene. Lei colma le mie lacune in alcuni ambiti e forse io sono brava in altri.

Spesso nell’arte c’è un’impronta ‘invisibile’ che permette al lettore di riconoscere la paternità dell’opera, pensate che anche nei vostri lavori ci sia un filo comune e quale pensate che sia?

Simona: Credo che il nostro personale filo comune sia quello di… ‘nulla è come sembra’. Abbiamo presentato tre personaggi in una certa maniera, in modo che il lettore si facesse una sua idea per poi ribaltarla subito dopo. Entrambe non amiamo i pregiudizi e penso che questo abbia influito parecchio sulla narrazione.
Silvia: Esatto. Forse per questo ci siamo divertite a demolire certi luoghi comuni e le certezze del lettore su tipologie di personaggi che, nella vita reale, forse nessuno di noi avvicinerebbe o forse no. Chissà. Tutto può accadere.

Qual è il vostro più bel progetto realizzato?

Silvia: io credo questo libro. Ammetto che nel rileggerlo, mentre lo correggevano, ci siamo sentite quasi stralunate. Non ci sembrava vero di aver scritto una storia così.
Simona: A chi lo dici. Non avevo mai avuto fiducia nelle mie capacità come narratrice. Con questo libro ho dovuto ricredermi totalmente.

E la prima cosa che avete scritto nella vita?

Silvia: una specie di satira sulla nazionale di pallavolo maschile negli anni 90. Ho ancora da qualche parte i quaderni scritti a mano.
Simona: Credo che la prima cosa che abbia scritto sia stato una sorta di diario dei miei personaggi preferiti, scritto come se fossi davvero quei personaggi. Una cosa molto adolescenziale e per niente scritta bene. Da qualche parte anche io ho qualche traccia di questo.

Usereste il vostro nome per sponsorizzare una causa? Cosa invece non fareste mai, con il vostro nome di Autrici?

Simona: Parto dalle cose che io non farei come autrice ossia pubblicizzare qualcosa in netto contrasto con i miei valori personali. Sono una persona molto tollerante ma ci sono questioni su cui io non scendo a patti facilmente e, soprattutto, non cambierei mai e poi mai il mio scritto per questioni di mercato o perché mi viene imposto. Ci sono un paio di cose a cui potrei dedicare il mio nome. Una volta sognavo di poter creare una sorta di biblioteca esoterica oppure di raccogliere i diari delle persone perché non andassero persi. C’è un vero tesoro di storie la fuori ancora da raccogliere e, ecco, mi piacerebbe fare qualcosa per preservarle in qualche modo.
Silvia: Lo stesso vale per me. Non vorrei mai che il mio nome venisse usato per qualcosa che è contro i miei valori. E sul fatto di cambiare lo scritto: noi lo abbiamo rifiutato almeno due volte e siamo contente così. Quanto a sponsorizzare, beh, da medico mancato, mi piacerebbe molto aiutare Emergency e Medici Senza Frontiere, se davvero un giorno diventassi famosa!
Adesso mi accontento di aiutare tanti autori sconosciuti come noi, che cercano di uscire dall’anominato.

Finirà questa crisi, oppure è un cambiamento epocale?

Silvia: confesso di avere una gran paura che sia il primo passo per un cambiamento epocale. Ci sono troppi segnali in tal senso.
Simona: Mi trovo a quotare la mia socia. Siamo a un bivio molto pericoloso per il genere umano. Per la sua sopravvivenza in questo pianeta. C’è bisogno di un radicale cambio di rotta e temo che non siamo pronti, se mai lo saremo davvero.

Avete mai avuto problemi nel vostro lavoro?

Simona: Se si parla di ostacoli nella scrittura o nel trovare un editore che ci pubblicasse, sì, ne abbiamo avuti. E in ambito lavorativo in genere, c’è sempre qualcosa che non va.
Silvia: Purtroppo diversi e certi editori che facevano impressione.

La vostra esperienza è inerente al vostro lavoro oppure spazia ad altri argomenti (programmazione, montaggi video et similia)

Simona: No, io provengo da ambito totalmente diverso. Ho un diploma in ragioneria e ho fatto la commessa in un negozio di dischi e la segretaria. Mi piacerebbe tornare in ambito musicale, perché è la mia passione, ma la vedo molto dura. Il mercato non è confortante.
Silvia: io sarei insegnante, quindi non totalmente diversa e poi sarei un medico mancato, e tale esperienza mi è servita un po’ in questo libro.

Se il vostro libro diventasse un film, chi vorreste come regista e nel cast?

Simona: Credimi abbiamo avuto dei “muse” per i volti dei nostri personaggi ma non abbiamo mai pensato a un regista. Però se dovessi proprio scegliere… uno che conosce la materia scifi molto bene. Per esempio Duncan Jones, regista di Moon potrebbe andare. Per il cast lascio che sia la mia socia a parlare.
Silvia: Per il regista sono d’accordo con la socia. In alternativa metterei Wim Wenders o Wes Anderson. Per il cast abbiamo in mente: Joshua Jackson, Cate Blanchett, Eduardo Noriega, Bruno Ganz, Juliette Binoche, Sebastian Roché e Catalina Sandino Moreno.

E che rapporti avete con la lettura? Riuscite a leggere? Quali generi prediligete? Che libri rileggereste e soprattutto: quale libro avete amato maggiormente ed amate ancora attualmente?

Simona: Sono quella che si potrebbe definire una forte lettrice. Mi viene da ridere ogni volta che sento i sondaggi che vogliono i lettori forti in Italia leggono mediamente 5 libri l’anno. Io quella soglia non solo la supero ma la brucio. Quando ero ragazzina e non avevo internet, arrivavo persino a 30/40 libri in media l’anno. Adesso sono calata della metà. Però non potrei fare a meno di leggere, riesco anche nelle situazioni di emergenza. I libri che mi hanno lasciato un segno sono tanti. Ultimamente mi sono ripromessa di colmare le mie lacune degli scritti di Oliver Sacks. Ho appena finito di leggere la sua seconda biografia In movimento ed è stato triste. Triste perché l’ho finito, e quando finisce un ottimo libro ti senti in un certo senso orfano, e anche perché lui ormai non c’è più. E trovarne uno che sia così sarà molto difficile.
Silvia: anche io leggo tantissimo, non quanto vorrei a dire il vero. Credo che leggere aiuti ad ampliare la mente e non lo dico solo da scrittrice. La lettura sazia e nel contempo amplifica la mia voglia di conoscere e viaggiare. Ultimamente sto leggendo la saga di un collega, Luca Rossi e intanto leggo Il mondo secondo Bob. Sono due generi molto diversi e mi stanno piacendo parecchio. Rossi ha uno stile totalmente diverso dal nostro, è divertente e molto stimolante leggere qualcuno che ha una visione totalmente diversa sulla fantascienza, anche se non così differente. Il Mondo secondo Bob parla di una storia vera, dell’amicizia tra un gatto e un uomo e di come si siano salvati a vicenda. Mi sento molto vicina perché so cosa significa avere un gatto accanto, so quanto può dare un micio in termini di affetto.

Un libro (o saga) di cui vorreste il proseguimento?

Simona: C’è un autore che io adoro. Si chiama Dean Koontz e ha creato un personaggio magnifico: Odd Thomas. Sfortunatamente per noi non tutti i libri che riguardano questo personaggio così particolare sono stati tradotti in italiano. Ecco mi piacerebbe fosse possibile vederli finalmente.
Silvia: Sto pensando a due opere totalmente diverse. Mi piacerebbe leggere il seguito di Sei ragazze sotto Rete, ma dubito che uscirà mai, essendo un libro degli anni 60. E mi piacerebbe molto vedere il seguito di Due ragazzi per un computer: lo lessi alle medie, fu uno dei primi approcci letterari alla fantascienza e credo che un autore di oggi potrebbe raccontare bene il seguito delle vicende.

Biblioteca vs Libreria?
E-book vs cartaceo?
Libri prestati vs libri regalati?

Simona: Il 95% dei libri che leggo li ho presi in prestito dalla biblioteca. Quindi preferisco questa. Se non altro faccio sempre delle scoperte interessanti, anche se non le avevo in previsione. Sono per il libro cartaceo anche perché sono pochissimo tecnologica, non ho il Kindle e quindi mi riuscirebbe difficile leggere l’e-book negli ambienti in cui di solito leggo.
Libri regalati. Il prestito tra amici è pericoloso. Rischi di perdere l’amicizia e, con esso il libro.
Silvia: sì, anche io leggo di più i cartacei, so che può sembrare assurdo visto che abbiamo pubblicato in ebook. Mi sto sforzando di usare la nuova tecnologia, tramite Kindle per pc, che è comodo e mi sta aiutando, ma il fascino del cartaceo è insuperabile. E anche io prendo più libri in prestito, più che altro per mancanza di soldi.

Spesso gli Autori hanno dei gruppi o dei cantanti beniamini, anche voi ne avete uno o più di uno?

Simona: Come ho detto prima sono una grande appassionata di musica. E i miei gusti sono abbastanza schizofrenici. Posso passare dal metal all’ambiente senza nessun problema. Sono fan di Peter Gabriel dal lontano 1986. Mi piacciono le cose sperimentali, buona parte del libro è stato scritto avendo in sottofondo i Carbon Based Lifeforms, una band svedese di musica elettronica virata all’ambiente. Altri momenti invece avevo la colonna sonora del film diretto da Fincher “La ragazza con il tatuaggio del dragone” ad opera di Trent Reznor, un vero artista nel disegnare atmosfere decisamente inquiete.
Silvia: Sono fan da quando ero ragazza di Lucio Battisti, passione ereditata da mamma, ho sempre amato il suo stile particolare, mescolato ai testi classici di Mogol. Con il tempo ho iniziato ad amare cantanti moderne come Elisa, Carmen Consoli e Giorgia, tutte dalla voce particolare, che hanno saputo scrivere testi niente affatto banali. All’estero ho amato per un certo periodo i R.E.M., di recente ho riscoperto i Queen e grazie alla socia sto scoprendo Peter Gabriel e svariati cantanti che non conoscevo.
Adoro poi le musiche di John Williams, da brava Star Wars Nerd, oltre al nostro Morricone e in generale tutti i compositori di colonne sonore suggestive mi piacciono parecchio, come ad esempio Howard Shore
Simona: Credo che dovresti provare Max Richter. Ha fatto la colonna sonora di Valzer con Bashir e altre composizioni assolutamente divine. Per non parlare di Olafur Arnalds che ha vinto il Bafta per la musica della serie BBC Broadchurch. Scusate la digressione ma dovevo dirlo. * ridacchia *
Silvia: lo farò socia 😛

Domanda luculliana: Una colazione con un personaggio della Disney; Un pranzo con un regista; Una merenda con uno Stilista; Una cena con una porno star; E gli spaghetti di mezzanotte con chi? Dovreste dirci, per favore, con chi e che argomento trattereste in quei determinati momenti…

Simona: Farei colazione con Merida. Ho sempre avuto un debole per i rossi e le rosse di capelli. Inoltre mi piace il suo spirito indomito e il fatto di non volersi per forza piegare alle convenzioni. E, magari, mi farei dare anche due lezioni di tiro con l’arco. Il pranzo… se non ci fossero problemi di lingua credo che mi piacerebbe trascorrerlo con Wim Wenders, parlando dei suoi progetti, della sua visione del mondo e di come vede questi ultimi eventi soprattutto lui che ha fatto un film come Fino alla fine del mondo in cui riunisce tutto il mondo attraverso un viaggio ma anche il dialogo tra culture diverse. Non saprei con chi fare merenda. Purtroppo la moda l’ho sempre seguita pochissimo. Forse Valentino ma non saprei di cosa potremmo parlare. Farei una cena con Rocco Siffredi. Da quel poco che ho visto sembra una persona molto intelligente con cui vale la pena fare due chiacchiere in assoluta libertà.
Gli spaghetti di mezzanotte… beh ci vuole un musicista. Magari proprio il mio mito Peter Gabriel? Magari ci scapperebbe anche una piccola conversazione sulla sua musica, con la possibilità di sentire qualcosa che sta componendo. “Non avere paura di sognare in grande, caro” (cit da Inception). E posso aggiungere un momento? Mi piacerebbe tanto fare una seduta di meditazione con David Lynch. Credo che ne uscirebbero delle visioni molto interessanti.
Silvia: visto che Merida mi è stata rubata (e dire che le ho fatte incontrare io 😛 ), mi piacerebbe fare due chiacchiere con Sebastian della Sirenetta. Essendo due sfigati penso che ci troveremmo a nostro agio. Io però non sono così stonata, anzi ho pure una bella voce!
In alternativa con Anacleto!
Il regista ecco forse con Richard Linklater, autore del mio film preferito, Prima dell’Alba. Credo che avremmo una visione molto simile sull’amore e sul mondo
Uhm stilista forse con Dolce & Gabbana, per il solo gusto di poterli sgridare riguardo all’anoressia delle modelle!
Porno star mi sarebbe piaciuto Moana. Mi ha sempre fatto molta tenerezza. Credo avrebbe avuto bisogno di un vero amico.
Spaghetti di mezzanotte? Con Licia Maglietta. Adoro quella donna. La trovo divertente e spiritosa, oltre che molto intelligente. E’ una delle nostre migliori attrici. Sono certa che apprezzerebbe gli spaghetti aglio, olio e peperoncino con un bel Brunello di Montalcino!

Cosa ne pensate di questa epoca del digitale? I cartacei si estingueranno, oppure quelle Case Editrici che non si adeguano con gli e-book, vinceranno la battaglia?

Simona: Non credo che i libri cartacei si estingueranno totalmente. Credo che potrebbe avvenire come per il vinile. Che non è stato soppiantato totalmente né dal cd, né dal file mp3. Però le Case Editrici si devono svegliare secondo me. C’è in giro un sacco di gente davvero talentuosa per cui nessuno spende un minimo di attenzione o di energia. Ed è un peccato.
Più che cercare il prossimo caso letterario, dovrebbero andare alla ricerca di una buona storia da raccontare. Perché alla fine è questo che fa tirare avanti la letteratura.
Silvia: Neanche io credo che gli e-book possano soppiantare il cartaceo. Credo che in qualche modo andranno di pari passo. E concordo: bisogna cercare qualcuno che sappia raccontare storie che restano nel cuore e nell’anima delle persone, non casi eclatanti che alla fine non lasciano nulla.

Qual è la cosa peggiore, quella che non tollerate, quella che vi fa chiudere un’amicizia?

Simona: La mancanza di sincerità. Se non ti puoi fidare di quella persona, allora non vale nemmeno la pena averla accanto tra gli amici.
Silvia: Sì, la sincerità è assolutamente essenziale. Noi siamo diventate amiche discutendo di tutto e ancora adesso ci facciamo delle belle discussioni e così deve sempre essere. Mai tenersi dentro le cose.

Rendersi antipatici è un’arte sottile, che alimenta la comunicazione. Credete sia vero? Quanto siete antipatiche e quanto fingete di esserlo?

Simona: Forse abbiamo un concetto diverso di antipatia. Io con una persona antipatica non riuscirei mai a conversare tranquillamente. Ammetto che però qualche volta risulto antipatica, soprattutto quando vedo che ci sono persone che non hanno capito nulla delle mie serie preferite o che, per motivi deliranti loro, si dimenticano dei pezzi della storia. E allora divento stile maestrina dalla penna rossa, facendo notare anche le cose ovvie. Però preferisco l’arma sottile dell’ironia. Fare delle battute taglienti è forse la cosa migliore che si possa fare.
Silvia: Fingere no, non del tutto almeno. Come Simo non sopporto chi non comprende, per motivi assolutamente futili (shipper vade retro), le nostre serie preferite o i film che amo, dicendo poi di apprezzarli. E quando se ne escono con: “Ah ma ho diritto alla mia opinione” mi salta la mosca al naso. Uno ha diritto alla sua opinione se la argomenta, non se sbatte i piedi e pretende che l’universo giri intorno ai propri parti mentali. E allora con questa gente bisogna per forza scherzarsi sopra.

Se da domani voi potreste tornare indietro nel tempo, quali sarebbero le prime tre cose che cambiereste?

Silvia: la prima che farei di tutto per convincermi a non lasciare medicina, anche se so sarebbe stata durissima. La seconda penso che andrei nel 1400 e aiuterei Lorenzo il Magnifico a unire l’Italia. E l’ultima salverei la vita a John Lennon.
Simona: Credo che avrei fatto il viaggio aereo da sola da Reggio Calabria a Genova per fare quel benedetto esame per entrare nel corso di giornalismo. La seconda: Tornerei indietro per convincere me stessa a fare lingue alle superiori e non ragioneria. Con il senno di poi, purtroppo devo dire che ero portata e che avrei dovuto seguire quella strada. La terza: cercherei di salvare la vita a Bobby Kennedy sventando l’attentato.

Che opinioni avete sul… paranormale? Considerando che la scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà che ci circonda e che solo pochi vedono, in pratica esiste un 96% di ‘mondo che non si vede’.

Silvia: va bene un non è vero ma ci credo? Battute a parte, ammetto di essere molto affascinata dal paranormale, sarà perché ho sempre sentito, a livello epidermico, se mi potevo fidare o meno delle persone (e non sempre davo retta a queste sensazioni) e capivo se mi mentivano. Chiamalo sesto senso. Come credente percepisco quel mondo che non si vede mettiamola così e ho sempre amato le storie che ne parlavano. Per quanto apprezzi la razionalità credo che da sola non possa bastare a spiegare il tutto, ma nel contempo vado con i piedi di piombo su queste cose trascendentali.
Simona: Mi affido al mio quinto senso e mezzo. Sto scherzando. Diciamo che sono molto aperta alla questione ma anche attenta a non farmi fregare. Ci sono un sacco di ciarlatani ma anche di persone che davvero hanno qualcosa in più. E sai da cosa riconosci quest’ultime? Dal fatto che, in genere, non ne vogliono quasi parlare. Non perché si vergognano, anzi, ma perché sanno che si tratta di percezioni particolari che non tutti comprenderebbero, anzi la maggior parte della gente ne è spaventata.

Quale creature fantastica o mitologica vi piacerebbe essere?

Silvia: una fata, da bambina mi ci travestivo sempre, ma vorrei anche le ali eh!
Simona: Un elementale del fuoco. Per bruciare tutto quello che non mi va o le persone che mi stanno sulle scatole.

Avete trovato la leggendaria Lampada Magica, pensateci bene, quali sono i tuoi tre desideri?

Silvia: Sistemare i problemi lavoratavi di questo paese per tutti; rendere inservibili ogni tipo di arma; andare a vivere in una casa sul lago di Como(ma mi “accontento” della casetta reale in montagna dei miei!) dove scrivere in santa pace con Simo, la mia famiglia e i miei amici.
Simona: Soldi. Per me e per la mia famiglia. Non per essere ricchi ma semplicemente per vivere dignitosamente senza troppe preoccupazioni. Ovviamente con i soldi anche niente magagne con le tasse.
Due: Niente più armi di nessun tipo.
Tre: una casa sul lago o in un posto tranquillo dove la tecnologia arriva ma non il resto delle scocciature per poter scrivere in santa pace, senza che nessuno mi critichi o pretenda chissà cosa.

Sembra esserci nell’uomo, come negli uccelli, un bisogno di migrazione , una vitale necessità di sentirsi altrove. Voi siete una creatura stanziate o migratoria?

Silvia: Ho passato entrambe le fasi e credo di essere un misto. A volte ho bisogno di andare in giro, altre volte di chiudermi in casa e non vedere nessuno.
Simona: Sono anni che ormai non faccio un viaggio, ad eccezione di andare a Milano. Mi piacerebbe vedere diversi posti ancora prima di andarmene dal mondo. In genere però preferisco starmene a casa con la mia musica, i libri e una connessione internet.

Secondo voi è più importante il viaggio o la meta?

Silvia: entrambe le cose. Il viaggio rende la meta più bella e appagante. E la meta ci può spingere a cercarne un’altra, a non fermarci. “Imagine the impossibilities” (Cit Fringe)
Simona: Entrambe anche per me.

Che rapporto avete con gli Animali?

Silvia: molto bello, avendo i miei una casa in montagna da quando ero bambina, ho spesso vissuto a contatto con la natura e anche il paese dove vivo è campagna. Gli animali sono parte integrante del mio mondo. E non potrei vivere senza di loro. Quando due anni fa morì Fuji, il mio bel micetto, fu un terribile trauma. Non del tutto sanato anche se poco dopo sono arrivati i suoi eredi, Fujiko e Jiji, femmina e maschio, due adorabili pesti.
Simona: Buono. Ho avuto un gatto per quindici anni e, chissà, prima o poi riuscirò ad averne un altro.

Vi siete mai siete perse, per poi ritrovarvi?

Silvia: sì, diverse volte
Simona: Credo di essere attualmente un po’ persa.

Se potete, vi va di approfondire l’aneddoto?

Silvia: forse il momento più difficile è stato qualche anno fa, negli Stati Uniti. Un viaggio molto difficile per me. Purtroppo non andò come speravo. E mi ha lasciato diverse cicatrici addosso.
Simona: Credo di star cominciando a dare una sorta di direzione, se così posso dire, scrivendo ma non so se mi farà perdere ancora di più o ritrovare.

Avete degli scheletri nell’armadio?

Silvia: forse, chissà…
Simona: Forse. O forse no.

Siete donne da borsetta o marsupio?

Silvia: tutto sommato ancora borsetta XD
Simona: Marsupio o zaino.

Shopping in negozi di vestiti o librerie?
Potete rispondere ampliando…

Silvia: Sicuramente più da librerie, resto affascinata dalle antiche librerie, dall’odore della carta. E mi piace sfogliare libri che non conosco, per scoprirli, per vedere se fanno per me. Ma ogni tanto mi capita di comprare anche dei vestiti o delle scarpe se sono di luna giusta.
Oggi, per esempio, ho visto delle scarpe stupende, ma erano davvero troppo care!
Simona: Decisamente più da librerie. Le scarpe le compro solo se ne ho bisogno e quando non sono troppo care. Invece nelle librerie mi ci immergo, anche se poi non compro nulla.

Se dovesse attribuire dei colori alle vostre persona e alle vostre opere, che colori sarebbero?

Silvia: per la mia persona blu e ciclamino, per le mie opere, dire Giallo per Neckar, Blu Notte per Babilonia e Viola per La Memoria del Futuro.
Simona: Per me stessa blu nell’accezione inglese “I’m feeling blue” mentre per la mia opera direi il viola.

Credete nei corsi di scrittura creativa o nei manuali di scrittura?

Silvia: sì e no. Nel senso che possono servire se c’è un talento da affinare. Se non c’è no.
Simona: Sono d’accordo con la mia socia. Se il talento c’è fare un corso di scrittura creativa può essere utile per migliorare la tecnica ma se non c’è… qualsiasi corso non ti può salvare.

Nei premi letterari?

Silvia: Assolutamente no.
Simona: Sono scettica. Non credo che venga premiato davvero il talento e la bravura.

Che intenzioni avete per il prossimo futuro?

Silvia: tentare di trovare un lavoro stabile e continuare ad insistere con la scrittura.
Simona: trovare un lavoro e magari continuare a scrivere. Se poi l’una da di pari passo con l’altra è meglio. Ah dimenticavo: correggere il secondo libro della saga, così possiamo finalmente proporlo alle case editrici, e finire il terzo. E poi si vedrà. Perché non credo che questa saga finirà con il terzo libro.

Siete Autrici a tutti gli effetti, oppure nella vita avete avete un lavoro stabile?

Silvia: sto tentando di essere un’autrice a tutti gli effetti, ma, per quanto apprezzata, per ora paga poco.
Simona: mi piacerebbe lavorare come scrittrice ma finora non ti pagano molto…

Cosa consigliereste per inizializzare qualcuno che ama scrivere?

Silvia: di buttare giù qualcosa prima di iniziare, qualunque cosa, anche un fatto che li riguarda e poi provare ad ampliarla, creando una storia. Accettare sì consigli e critiche costruttive, ma non cambiate mai la storia che avete in mente. Mai. Dovete scrivere per voi!
Simona: Esatto. Continuate a scrivere solo per voi stessi e poi quando pensate che sia davvero buono, allora provate a proporlo. E, una cosa che ho imparato da Stephen King, “kill your darlings” Ossia se siete affezionati a qualcosa, o a un personaggio della vostra storia, non abbiate paura di tranciarla via se vedete che non funziona o che stride con il resto che avete scritto.

Vi va di raccontarci il vostro scenario ideale per produrre storie, quindi libri?

Silvia: io continuo a pensare che lo scenario ideale sia la mia montagna, a Bodone, sopra al lago di Como o sul lago stesso.
Simona: A me basta una stanza, con un computer che funziona, buona musica e zero rumore. Magari sì, qualche cinguettio non sarebbe male, ma non troppo.

A proposito di libri, vi va di regalarci qualche notizia sul tuo prossimo lavoro editoriale?

Silvia: in teoria sarebbe il seguito de La Memoria del Futuro, ovvero La Memoria del Passato.

In cosa vi “rimproverano” spesso i vostri lettori?

Silvia: confesso che non mi viene in mente nulla di significativo.
Simona: Uno dei miei lettori mi ha detto che uso troppi colloquialismi.

Nell’ambito dell’editoria, ritenete più giusto o più conveniente pubblicare sempre in digitale (eBook) oppure in cartaceo?

Silvia: l’importante è trovate un editore serio, poi vanno bene entrambi.

Quali social usate?

Silvia: Facebook, Twitter, Google+, Pinterest, Tumbrl.
Simona: Gli stessi della mia socia, compreso Tumblr, anche se ultimamente meno visto che è troppo pesante.

Che progetti avete?

Silvia: tentare di finire il terzo libro della saga de La Memoria del Tempo. Sappiamo come finirlo, solo ci manca il tempo!

Avete altri progetti ‘internettiani’ attualmente?

Silvia: Sì, abbiamo creato un anno fa un sito di cultura generale, www.overthere.it , che sta avendo un ottimo riscontro e di cui siamo molto orgogliose. Speriamo di riuscire a guadagnarci sopra qualcosa. A tal proposito siamo alla ricerca di sponsor!

Cosa consigliereste per inizializzare qualcuno che ama scrivere?

Silvia: di lasciarsi andare nello scrivere e di cercare fino a che qualcuno lo pubblicherà gratis, mai accettare di pagare!
Simona: Ecco, sono d’accordo. No all’editoria a pagamento. Non ha alcun senso.

Purtroppo, anche nel mondo dell’editoria, tira una gran brutta aria di mafia. Siete mai incappate in situazioni poco gradevoli? Il silenzio incrementa questo cancro, se avete una storia, volete condividerla?

Silvia: un editore voleva imporci di cambiare la nostra storia, quando abbiamo detto no, ha detto di non essere interessato. Un altro ha tirato fuori la storia della correzione di bozze, per obbligarci a mettere all’inizio alcune cose che si scoprivano a fini romanzo. Per me non aveva compreso la nostra storia oppure non l’aveva neanche letta. Un altro ancora aveva promesso di leggere e darci una risposta presto se avessimo letto e recensito un loro scrittore. E vorrei far presente che quando Edizioni Il Pavone ha accettato di pubblicarci ci scrisse subito: “La vostra storia è chiara e corretta”.

Grazie mille Silvia e Simona per aver passato un po’ di tempo a rispondere alle nostre domande. Nel corso di quest’intervista abbiamo purtroppo appreso la chiusura della vostra casa Editrice, ne siamo davvero rammaricati, del resto, anche tra le domande, emerge questo dato allarmante!
Incrociamo le dita!!

Silvia: Grazie a te Sonia, è stato un piacere risentirti!
Simona: Grazie per le tue domande, sono state interessanti.

Annunci
Pubblicato in: Mezz'oretta con l'Autore, Rubriche

Mezz’oretta con Pierluigi Tamanini (Wild Lebowski)

1931360_10153359857661547_7988936657858094956_nUn caloroso benvenuto Pierluigi, tu sei admin di Self-Publishing x Scrittori Italiani Indipendenti, come procede il tuo gruppo, cresce? Sono nate nuove rubriche, nuovi Scrittori?

Il gruppo su FB è nuovo e ci dedico all’incirca 10 minuti a settimana. Non è nelle mie priorità farlo crescere, ma credo sia uno strumento utilissimo e immediato per condividere informazioni sul Self-Publishing.
I miei sforzi sono concentrati soprattutto sulla mia mailing-list “Vivere scrivendo ebook”.

Quando ti si chiede che persona sei, tu dai (ovviamente) una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Qual è la tua parte oscura?

Se riuscissi a capirmi veramente, sarei un genio. La mia parte oscura? La paura: ho paura di parlare in pubblico, ho le vertigini, ho paura di fare una vita falsa e insoddisfacente.
Sono un curioso di natura e cercare nuove opportunità è “più forte di me”: la mia ricerca è ossessionante: ho fatto almeno 15 lavori diversi, ho scritto canzoni, poesie, romanzi, saggi, ho fatto (e faccio tuttora) l’editore, ultimamente sto cercando di accumulare varie fonti di reddito passivo, in modo da potermi dedicare quasi esclusivamente a viaggiare, scrivere, fotografare e stare con la mia famiglia e i miei amici.

Puoi farci una panoramica delle tue opere e, se lo gradisci, argomentarle brevemente?

I miei due romanzi di punta sono Resurrezione (romanzo breve alla Agota Kristof) e Un mucchio di parole (romanzo lungo e ambizioso dedicato a Hermann Hesse, in cui i tre protagonisti – ognuno narratore in prima persona – rappresentano tre aspetti di un unico individuo: istinto, ragione e genio).
Poi ci sono i miei saggi su come trasformare la passione per la scrittura in effettive vendite di ebook: su www.pierluigitamanini.com è possibile scaricare gratis “Come pubblicare su Amazon”.
Ci sono poi altre opere sulla crescita personale scritte assieme a P.L. Pellegrino e altri autori. (vedi indice su Amazon)

Perché la gente dovrebbe leggere i tuoi libri e, come pensi che le tue storie possano cambiare il mondo e le persone?

Ottima domanda: ho scritto i miei romanzi esattamente per condividere la mia visione della vita: credo diano una fortissima spinta motivazionale a prendere la vita e trasformarla, plasmarla, ricrearla secondo i nostri desideri più profondi.

Spesso nell’arte c’è un’impronta ‘invisibile’ che permette al lettore di riconoscere la paternità dell’opera, pensi che anche nei tuoi lavori ci sia un filo comune e quale pensi che sia?

Certo, nei miei romanzi così come in tutti i romanzi scritti con sincerità e passione, si deve distinguere la “voce” dello scrittore. Trovare la propria anima e “darle voce” è compito di ogni artista.
Purtroppo al giorno d’oggi non basta questo, è necessario – in seguito – trovare un modo per “farsi leggere”, ed è quello che spiego nei miei saggi sul self-publishing.

Qual è il tuo più bel progetto realizzato?

Sicuramente il prossimo! 😉

E la prima cosa che hai scritto nella vita?

Ho scritto un racconto lungo sui banchi di scuola, una specie di sceneggiatura per un film alla Michelangelo Antonioni, di cui ora ricordo pochissimo.

Useresti il tuo nome per sponsorizzare una causa? Cosa invece non faresti mai, con il tuo nome Autore?

Bisogna sempre pensarci bene, prima di fare da sponsor. E comunque quando ci si espone, ci sarà sempre qualcuno che qualche ragione ti darà contro.
Ad esempio il mio saggio “Felice in tre settimane” è stato spesso frainteso da amici e colleghi. Solo decine e decine di recensioni e mail mi hanno fatto capire che a un certo punto te ne devi – letteralmente – fregare. Non riuscirai mai ad accontentare tutti.
Adesso che mi sto buttando nel business delle “rendite passive” so già che molti penseranno: “Ecco, un altro artista
che si piega ai soldi e alla legge del mercato.” In realtà è esattamente il contrario: lo faccio proprio per avere delle entrate automatiche e potermi dedicare pienamente al mondo deilibri e della scrittura.

Finirà questa crisi, oppure è un cambiamento epocale?

Epocale. Inoltre credo che proprio in tempi di crisi nascano ottime opportunità.

Hai mai avuto problemi nel tuo lavoro?

Avendo cambiato lavoro in media ogni 6 mesi, sono scappato prima dell’arrivo dei problemi.

La tua esperienza è inerente al tuo lavoro oppure spazia ad altri argomenti? (programmazione, montaggi video et similia)

La mia esperienza è variegata e spero lo sarà sempre di più. Come ho già detto: sono un curioso e per me è impossibile fissare troppi paletti: la mia anima mi porta sempre a viaggiare e sperimentare personalmente nuovi orizzonti.

Se il tuo libro diventasse un film, chi vorresti come regista e nel cast?

Chapeau per la domanda!
Sono appassionatissimo di film d’autore quindi, a parte quelli già scomparsi, vorrei come regista Giorgio Diritti, Andrea Segre o Inarritu.
Tra l’altro molti mi hanno detto che i miei romanzi sembrano sceneggiature!

E che rapporti hai con la lettura? Riesci a leggere? Quali generi prediligi? Che libri rileggeresti e soprattutto: quale libro hai amato maggiormente ed ami ancora attualmente?

Ultimamente ammetto di leggere più che altro saggi in inglese sul kindle, ma ogni tanto un romanzo cartaceo me lo concedo.
I miei preferiti? Dino Buzzati con “Il deserto dei tartari”, Agota Kristof con “La trilogia della città di K” e Hermann Hess con “Narciso e Boccadoro” e “Siddharta”: tutti letti e riletti!

Un libro (o saga) di cui vorresti il proseguimento?

Il deserto dei tartari, ma sono morti sia ilprotagonista che l’autore. 🙂

11755717_10153060732681547_7513449665284344962_nBiblioteca vs Libreria?
Assolutamente Biblioteca!
E-book vs cartaceo?
Se proprio devo scegliere… cartaceo (ma al prezzo dell’ebook!)
Libri prestati vs libri regalati?
Prestati ( e restituiti!)

Spesso gli Autori hanno dei gruppi o dei cantanti beniamini, anche tu ne hai uno o più di uno?

Amo il jazz, il delta blues e il cantautorato internazionale anni 60/70.
Gruppo preferito: Beatles
Cantautore preferito: Cat Stevens

Domanda luculliana:
Una colazione con un personaggio della Disney;
Paperon de’ Paperoni?
Un pranzo con un regista
Woody Allen
Una merenda con uno Stilista
Yves Saint Laurent
Una cena con una porno star
Anche no.
E gli spaghetti di mezzanotte con chi?
Con i miei migliori amici!
Dovresti dirci, per favore, con chi e che argomento tratteresti in quei determinati momenti…
Top Secret 😉

Cosa ne pensi di questa epoca del digitale? I cartacei si estingueranno, oppure quelle Case Editrici che non si adeguano con gli e-book, vinceranno la battaglia?

Be’ il futuro è digital!

Qual è la cosa peggiore, quella che non tolleri, quella che ti fa chiudere un’amicizia?

La poca sincerità, le menzogne…

Rendersi antipatici è un’arte sottile, che alimenta la comunicazione. Credi sia vero? Quanto sei antipatico e quanto fingi di esserlo

Faccio di tutto (pure troppo) per essere simpatico, gentile e sorridere sempre!

Se da domani tu potessi tornare indietro nel tempo, quali sarebbero le prime tre cose che cambieresti?

Che domandone… io non cambierei nulla: aggiungerei un vaccino universale, il virus della pace e una macchina per viaggiare nello spazio e nel tempo.
Comunque sono convinto che viviamo nella miglior epoca che sia mai esistita!

Che opinioni hai sul… paranormale? Considerando che la scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà che ci circonda e che solo pochi vedono, in pratica esiste un 96% di ‘mondo che non si vede’.

Sono scettico, ma aperto a nuovi sviluppi.

Quale creature fantastica o mitologica ti piacerebbe essere?

Atena Nike

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica, pensaci bene, quali sono i tuoi tre desideri?

Chiederai una spiccata vena creativa, una buona salute e una rendita passiva costante nel tempo.

Sembra esserci nell’uomo, come negli uccelli, un bisogno di migrazione , una vitale necessità di sentirsi altrove. Tu sei una creatura stanziale o migratoria?

MIGRATORIA!!!

Secondo te è più importante il viaggio o la meta?

IL VIAGGIO!!!

Che rapporto hai con gli Animali?

Li amo, come il genere umano e gli alberi.

Ti sei mai perso, per poi ritrovarti? Se puoi, ti va di approfondire l’aneddoto?

Continuo a perdermi e a ritrovarmi.

Hai degli scheletri nell’armadio?

Lasciamoli dove stanno, nell’armadio appunto. 🙂
No, credo di non averne, per fortuna!

Se dovessi attribuire dei colori alla tua persona e alle tue opere, che colori sarebbero?

Verde natura.

Credi nei corsi di scrittura creativa o nei manuali di scrittura? Nei premi letterari?

Credo in tutto ciò che sia sincero. E di premi letterati sinceri ne sono rimasti un paio in Italia: tra tutti il premio Calvino.
Di corsi di scrittura, segnalo la Bottega di Giulio Mozzi.

Che intenzioni hai per il prossimo futuro? Sei un Autore a tutti gli effetti, oppure nella vita hai già un lavoro stabile? Contatti con CE?

Ho un lavoro che mi occupa per più di 40 ore settimanali a tempo indeterminato. Chiaro che sarebbe mio desiderio lavorare 20 ore e scrivere il resto del tempo. Chi non lo vorrebbe?

Cosa consiglieresti per inizializzare qualcuno che ama scrivere?

1) Se sa già scrivere, gli direi vai sul mio sito www.pierluigitamanini.com
2) Se è alle prime armi, gli direi: “Fatti la gavetta scrivendo, provando e riprovando.”
Se si accontenta di scrivere saggi, allora vedi punto 1.

298978_10151228355536547_686304102_nTi va di raccontarci il tuo scenario ideale per produrre storie, quindi libri?

Il mio scenario ideale è un deserto di neve con il silenzio assoluto.

A proposito di libri, ti va di regalarci qualche notizia sul tuo prossimo lavoro editoriale?

Ne ho troppi in testa: non saprei quale citare. Sorpresa!

In cosa ti “rimproverano” spesso i tuoi lettori?

Di non scrivere il seguito di Resurrezione.

Nell’ambito dell’editoria, ritieni più giusto o più conveniente pubblicare sempre in digitale (eBook) oppure in cartaceo?

Assolutamente entrambi, come facciamo io e il mio team di autori PL Pellegrino, Gemma Doria, Veronique Maggioni e Kevin Montagna.

Il lavoro del self publisher è duro e costante, come lo svolgi? Quali social usi? Che progetti hai?

Ormai si riduce a poche ore di “lavoro” e tante ore di “studio e ricerca”.
Come social uso praticamente solo FB, ma – a dirla tutta – credo che Amazon si faccia pubblicità da sé.
Passo il tempo aggiornandomi su gruppi FB ad hoc americani e poi “traduco” le azioni in Italia.

Hai altri progetti ‘internettiani’ attualmente?

Sto creando una mailing list per trasmettere la mia passione per la “libertà finanziaria” (quella che ti permette di non lavorare per i soldi, ma di far lavorare i soldi per te!).
Voglio condividere la mia esperienza nel creare e diversificare le rendite passive per poter dedicare il proprio tempo all’arte e alla creazione artistica.
Se qualcuno è interessato, può trovare qualcosa di interessante a questo link:
http://www.pierluigitamanini.com/diversifica-rendite-passive

Che rapporti hai con altri ‘colleghi’ Self?

Ci aiutiamo moltissimo!
In particolar modo vorrei segnalare Armando Elle col quale ci sentiamo da almeno un anno, che in un solo giorno ha venduto quasi 1.000 copie di un suo ebook su Amazon!

Scriveresti qualcosa a quattro mani… 1) che cosa; 2) con chi;

Certo: magari un saggio su un argomento sulla crescita personale o il pensiero positivo con un esperto in materia.

Purtroppo, anche nel mondo dell’editoria, c’è una gran brutta aria di mafia. Sei mai incappato in situazioni poco gradevoli? Il silenzio incrementa questo cancro, se hai una storia, vuoi condividerla?

Premi letterari poco onesti. Case editrici che pubblicano solo gente già famosa o raccomandata.
Ecco cosa mi ha spinto – per fortuna – ad auto-pubblicarmi!

Grazie mille Pierluigi per aver passato un po’ di tempo a rispondere alle nostre domande!

A voi! Complimenti per quello che fate e… in bocca al lupo!

Pubblicato in: Mezz'oretta con l'Autore, Rubriche

Mezz’oretta con… Federica Martina

Quest’intervista è stata estrapolata dalla tappa del BlogTour dell’Autrice, di cui abbiamo realizzato una tappa, a questo link.
E’ noto il mio rispetto nei suoi confronti, quindi ci tenevo a lasciare un post d’onore per la nostra rubrica ‘ Mezz’oretta con l’Autore’.
Buona lettura o rilettura!
(qui invece CLICK tutto l’elenco delle tappe)

12387744_10208090628926675_499050843_n

FEDERICA MARTINA SU AMAZON
FEDERICA MARTINA SU FACEBOOK

Ciao Federica! Benvenuta sul blog -Solo 1 altra riga-
Buongiorno a te e a tutti i tuoi lettori, Sonia. Grazie di aver ospitato con cosi tanta allegria la tappa dell’intervista “senza peli sulla lingua”.

Quando ti si chiede che persona sei, tu dai (ovviamente) una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Qual è la tua parte oscura?
Beh ovviamente cerco di dare una risposta politically correct 😉 chi non lo fa?! Se dovessi spingermi a dire di me il peggio, la parte nascosta a chi legge? Sono un’inguaribile pigrona e sociopatica. Detesto la gente, i luoghi affollati e il chiasso. Già da molto piccola mi isolavo dai miei coetanei per stare chiusa in casa a farmi i fatti miei, ho faticato davvero molto nell’adolescenza a reprimere questo mio istinto. Non mi piace proprio, mi innervosisce e mi dà problemi di stomaco.
Invecchiando ho trovato nel web il compromesso… sia lode ai pc… ma ammettiamolo non si può vivere con il sedere incollato a una tastiera. Mi tocca vedere gente ogni tanto.

Ti sei mai persa, per poi ritrovarti? Se puoi, ti va di approfondire l’aneddoto?
Un po’ innocentemente sono convinta che tutti abbiano i loro momenti di crisi, chi più chi meno. Nessuno può dire di non aver vissuto un momento che cancellerebbe all’istante. Io, uno in particolare, non posso non pensarlo così: il periodo della maturità… Giugno 2005. Ero ovviamente agitatissima per l’esame che dovevo sostenere e giusto due sere prima avevo litigato in modo molto, ma molto brutto con una persona a cui tenevo davvero tantissimo. Ci ho messo talmente tanto a riprendermi quella volta che forse non sono guarita ancora del tutto nemmeno adesso dopo 10 anni.

Qual è la cosa peggiore, quella che non tolleri, quella che ti fa chiudere un’amicizia?
L’assenza di interesse. Credo che sia la forma di amicizia egoista che tollero di meno. Quando una persona ti parla sempre e solo di lei, senza mai fermarsi a chiederti “e tu? Che mi racconti?”. Quello è il genere di amicizia che tollero poco, man mano lascio che la cosa si disfi senza tentare di rimediare. Poi ovviamente la falsità e coloro che parlano alle spalle, ma quello credo che non si possa nemmeno considerare amicizia, ma banale conoscenza.

Come influisce, la scrittura, sul tuo personale mondo reale?
La scrittura fa parte del mio mondo reale. Non si può scindere davvero le due cose, almeno per me. Io scrivo perché il mondo reale non mi piace e scrivendo cambio la mia realtà. XD

Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Chi mi conosce tipo mia madre? O chi mi conosce tipo le persone che ritengo davvero amiche?
Beh, mia madre mentre sto scrivendo mi guarda male, le consumo la luce e sto ore al pc invece che stirare e fare il bucato… brontola e sbuffa. Ma a settembre quando è uscito il mio romanzo breve ha preteso che la prima copia, che mi è arrivata cartacea a casa, fosse sua. La tiene in camera da letto, sul comò. Non si può toccare. Le mie amiche scrivono a loro volta, non giudicano! Anzi ci scambiamo consulti, ansie e dubbi per aiutarci a dare il massimo.

Rendersi antipatici è un’arte sottile, che alimenta la comunicazione. Credi sia vero? Quanto sei antipatica e quanto fingi di esserlo?
Io ho un carattere difficile, magari non sembra ma è così. Ormai ne sono consapevole e non mi dispero più quando la gente si allontana. Epocale è stata una frase che mi hanno detto, quasi cinque anni fa, ad un corso di formazione che feci. Una delle ragazze con cui poi legai di più, alla domanda “qual è stata la prima impressione che hai avuto il primo giorno su di me” ha risposto che le ero sembrata fredda e ostile, che avevo guardato malissimo tutte ed ero rimasta silenziosa tutto il tempo, come se le stessi analizzando e giudicando e che quindi un po’ l’ho spaventata… dal vivo faccio paura, ma poi siamo diventate amiche. Roba da matti!!

398290_3971267603289_914940706_nSecondo te della tua vita è più importante il viaggio o la meta?
Non c’è un proverbio che dice che è il viaggio la parte più importante?! Personalmente non mi pongo certe domande filosofiche, preferisco infilarmi il pigiama e andare a dormire. Ma ad esempio, i pochi viaggi che ho fatto mi sono piaciuti tantissimo fin dal tragitto. Mi ispira, mi dà qualcosa di speciale vedere posti che scorrono veloci oltre il finestrino.

Come Donna, che desideri hai, i classici, oppure hai una visione totalmente diversa dalla massa?
Famiglia, figli e una casa. Intendi quelli come desideri classici? Allora sì! Sono tra i miei desideri, lo ammetto. Non voglio diventare chissà chi, mi basta una vita serena e con pochi problemi. Forse proprio perché non mi piace stare al centro dell’attenzione.

Se da domani tu potessi tornare indietro nel tempo, quali sarebbero le prime tre cose che cambieresti?
Dovrei pensarci per bene, lo ammetto, ma così a pelle direi: il mio esame di maturità e la risposta a uno stage che mi proposero in banca (che non accettai perché avrei dovuto andare a vivere da sola a Genova per almeno un anno) e poi credo che non farei una cosa che invece ho fatto. Giusto per vedere che cosa cambia.

Spesso nell’arte c’è un’impronta ‘invisibile’ che permette allo spettatore di riconoscere la paternità dell’opera, pensi che anche nei tuoi lavori ci sia un filo comune e quale pensi che sia?
Gli errori di grammatica e i refusi da sbadataggine valgono? No… sinceramente non ne ho idea, bisognerebbe chiederlo a chi ha letto almeno due cose mie per saperlo.

Che intenzioni hai per il prossimo futuro? Diventare Autrice a tutti gli effetti, oppure nella vita hai già un lavoro stabile?
Il prossimo futuro è incerto… chi può dire cosa capiterà da qui a due o tre giorni… boh! I miei progetti futuri però annoverano sicuramente un altro libro e la ricerca di un lavoro che mi permetta di continuare a scrivere. Di sola arte non si può vivere, soprattutto con i guadagni che ti fai con Amazon da self… quindi… tutto è possibile per ora.

Che aspettative hai, riguardo il tuo mestiere di Autrice?
Vendere tanto… e un giorno passare da una libreria e vedere un mio libro nello scaffale.

Il lavoro del self è duro e costante, come lo svolgi?
Il lavoro del self è difficilissimo perché ti manca l’editore che ti sprona e il revisore di bozze che ti consiglia. Da solo devi farti tutto tu e se sei al primo tentativo è doppiamente complicato perché non sai da dove iniziare. Se magari sei come me che hai amiche amorevoli che ti consigliano è tutta un’altra storia, ma non tutti hanno un gruppo di sostegno meraviglioso come il mio. Come lo svolgo? Come tutti, rileggendo il mio scritto fino alla nausea e poi sistemando la forma e facendolo leggere a qualcuno di cui mi fido ciecamente. O così o si salta nel vuoto…

Quali social usi?
Uso Facebook e il blog di Word Press… Twitter non mi piace, Instagram non lo ritengo adatto a un libro e poi…boh, che altri social esistono? Io sono ferma a Facebook!

Che progetti hai?
Nell’immediato mi impegno a dare un senso a questo tour promozionale e a pubblicizzare il racconto di Natale (NDA nel momento in cui sto rispondendo alla domanda non è ancora nemmeno finito ma per il giorno in cui leggerete l’intervista spero vivamente sia già su Amazon da un po’) e poi devo rimettermi al lavoro per editare il prossimo romanzo. Chi si ferma è perduto!

Che rapporti hai con altri ‘colleghi’ Self?
Ne conosco parecchi e essendo diventata self io stessa capisco i loro problemi. Appena è uscito “A Causa tua” ho avuto la bacheca intasata di persone che scrivono che mi chiedevano come avessi fatto…e io a tutte ho risposto come. Non sono una persona cattiva se non mi si fa arrabbiare, se mi si domanda con garbo rispondo sempre allo stesso modo. Qualcuna (non dirò chi) l’ho anche editata e spronata a darsi da fare per diventare self lei stessa… sì, sto parlando di una lei. XD

E che rapporti hai con la lettura? Riesci a leggere? Quali generi prediligi? Che libri rileggeresti e soprattutto: quale libro hai amato maggiormente ed ami ancora attualmente?
Prima di iniziare a scrivere sul serio leggevo tantissimo, ma davvero tanto, tipo due o tre libri almeno. Quasi uno alla settimana. Adesso faccio molta più selezione e soprattutto leggo i proseguimenti delle saghe che ho incominciato (tipo “Il trono di spade”, per dirne uno). Leggo quasi di tutto, se la trama mi attira in quel momento e/o mi ispira il titolo lo prendo e lo leggo, non ho mai fatto molto caso alle etichette di genere. Però col tempo ho notato che i thriller e gli horror mi piacciono proprio poco, il resto leggo di tutto dallo storico al romanzetto rosa stile Harmony. Rileggo di rado perché ho davvero un sacco di arretrato, ma ho riletto almeno un paio di volte tempo fa le saghe urban fantasy che seguivo. Un libro che amo ancora attualmente dopo tanto tempo? Lover Awakened che è il terzo volume di una saga urban fantasy di cui sono appassionatissima, lo cito sempre e ne parlo allo sfinimento. Ma mi piace davvero un sacco sia lo stile dell’autrice che i personaggi, nessuno escluso (e sono parecchi, giuro).

A proposito di libri, ti va di regalarci qualche notizia sul tuo prossimo lavoro editoriale?
Come no… il prossimo libro che vorrei pubblicare sarà simile ad “A causa tua” per argomento, ma totalmente diverso. È già quasi pronto, devo editarlo e farlo leggere a qualcuno una volta sistemato, ma mentre lo scrivevo avevo un sacco di seguito. XD

Un libro (o saga) di cui vorresti il proseguimento?
Spero vivamente di leggere fino alla fine Il Trono di Spade, DEVO SAPERE chi siederà sul trono alla fine di tutto. Sono sicura che mi capite!

Biblioteca vs Libreria e perché?
Libreria. Me lo devo portare a casa e annusare in tutta calma! Per il momento sono troppo attaccata alla carta per prenderla in prestito.

Quali sono i tuoi punti di forza nella Scrittura. E le tue difficoltà?
Ho difficoltà come tutti. Chi mi consiglia, mi dice che sono sbadata e non mi accorgo delle ripetizioni. A volte scrivo frasi troppo complesse e quindi rileggendo mi ritrovo a smontare interi paragrafi per semplificare e poi… Boh! I miei pregi credo sia un po’ presto per saperli. Ma secondo i miei recensori di Amazon (fedelissimi sconosciuti che hanno recensito il mio piccolo) riesco ad emozionare e trasportare con le mie parole in luoghi del passato.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone?
Chi non mi conosce dovrebbe leggere questo libro perché bisogna agevolare l’editoria italiana e quando si legge BISOGNA ASSOLUTAMENTE lasciare una recensione. Per un self è la linfa vitale per restare a galla! Ragazze dico sul serio, recensite quello che leggete, che vi sia piaciuto o meno, che sappiate fare un analisi del testo o no… non importa! Ogni parere è importantissimo.
Questa storia può cambiare il Mondo? Dall’argomento che tratta non lo credo molto realistico, magari può spingere qualcuno a informarsi meglio sulla malattia di cui parla e a cambiare punto di vista sugli omosessuali… già smuovesse un solo lettore a informarsi di più sarebbe fantastico.

Spesso gli Autori hanno dei gruppi o dei cantanti beniamini, anche tu ne hai uno o più di uno?
Gruppi musicali non particolarmente. Da ragazzina seguivo tutte le boy band del periodo, ma praticamente si sono sciolte tutte. Ascolto abbastanza musica italiana, ma nessuno in particolare. Vado a periodi. Quindi in sintesi direi di no. Nessuno in particolare.

Hai altri progetti ‘internettiani’?
Al momento no. Ma dopo l’uscita del prossimo libro dovrò progettare sicuramente altro. XD Si accettano consigli!

Credi nei corsi di scrittura creativa o nei manuali di scrittura? Nei premi letterari?
Sì, ho partecipato a un corso di scrittura creativa l’anno passato e ho provato a cercare qualche manuale abbordabile, ma quelli che mi hanno consigliato validi hanno cifre astronomiche che al momento non posso permettermi. I premi letterari invece sono tutta un’altra questione. Non partecipo e non mi ispirano molto…

Cosa consiglieresti per inizializzare qualcuno che ama scrivere?
Di continuare a scrivere e non smettere! La pratica è la cosa migliore per evolvere e solo quando si è certi del proprio lavoro e si ha la costanza di applicarcisi con coscienza si può anche provare a fare il passo successivo. Ma solo se si è sicuri di ciò che si scrive e si fa!– 

La tua esperienza è inerente al tuo lavoro oppure spazia ad altri argomenti? (programmazione, montaggi video et similia)
La mia esperienza passata è varia. Prima di iniziare a scrivere ho frequentato gruppi di grafica, avevo anche scaricato photoshop, ma era la prova di un mese… poi non c’è più stato verso. Ho imparato a fare due cavolate e poi ho mollato perché non trovavo più nessun tutorial per destreggiarmi in modo decente. Poi ho provato anche a fare qualche video… ma usando sempre programmi on line dopo un po’ o pagavi o non potevi più usarli e quindi mi sono ritrovata a fare solo video piccoli con immagini con media player… roba semplicissima. Alla fine non so fare ne grafica ne video in modo decente, solo proprio a livello basilare. Ora mi sto dilettando con i blog, già lì ci va abilità a non impazzire con i codici html. Non c’è verso che mi rassegni… ogni tanto devo sperimentare qualcosa.

Che opinioni hai sul… paranormale? Considerando che la scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà che ci circonda e che solo pochi vedono, in pratica esiste un 96% di ‘mondo che non si vede’.
Paranormale? Tipo fantasmi e roba simile? La evito come la peste. Da piccola, dopo aver visto due scene di E.T. ho avuto incubi per un anno intero… basta dire questo per capire quanto io ne sia poco portata. Se volete farmi morire di paura non dovete portarmi a vedere un film horror, dovete portarmi in un cimitero di notte o in una casa diroccata di notte. Sempre che riusciate a convincermi a scendere dalla macchina di notte!

Quale creature fantastica o mitologica ti piacerebbe essere?
La sirena! Non c’è dubbio. Mi ha sempre affascinato il mito della creatura mezza donna, mezzo pesce. Però ammetto che i vampiri e i licantropi mi piacciono, ma se dovessi scegliere resto sulla sirena. Almeno è eterna 😉

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica, pensaci bene, quali sono i tuoi tre desideri?
Le tre S! No…Ok, scherzo… Dopo un’intervista così seriosa me l’hai servita su un piatto d’argento. Se avessi la lampada magica chiederei di sdoppiarmi. Così una scrive e una fa i lavori in casa e va a lavorare. Poi non lo so, credo mi piacerebbe trovarmi in eredità una di quelle case immerse nel verde, magari in un paesino di campagna, non bosco o montagna. Mi basta la pianura. E alla fine un bel marito ricco… così mi sovvenziona per farmi pubblicare da una Ce e sono a posto! Se devo desiderare facciamolo in grande, no?

Che rapporto hai con gli Animali?60728_10200652816426011_1715090566_n
Ho una cagnetta, Diana, che ha ispirato Reedy. Il cagnolino che tiene compagnia al protagonista alla fine del libro. Poi ho una piccola stalla con qualche coniglietto, qualche gallina e sei o sette anni fa avevo 2 oche e qualche cappone. XD A me e mio padre piacerebbe anche avere qualche capretta o pecorella… ma per adesso non lo vedo possibile con i vicini che mi ritrovo.

Hai degli scheletri nell’armadio?
Ti piacerebbe saperlo…eh?

Cosa ne pensi di questa epoca del digitale? I cartacei si estingueranno, oppure quelle Case Editrici che non si adeguano con gli e-book, vinceranno la battaglia?
Spero vivamente che i cartacei restino in vita. Per il momento sono troppo affezionata alla carta. Non dico di no agli e-book e comprendo chi ha esigenza di scegliere quel formato, ma per il momento posso ancora fare uso di quella meravigliosa opera d’arte dei cartacei e ne approfitterò finché posso. Per le CE spero che resistano e non elimino uno dei due formati a prescindere, preferisco avere la scelta.

***

Pubblicato in: Mezz'oretta con l'Autore

Mezz’oretta con… Sandra Rotondo

Benvenuti nel post a sorpresa che ospita la rubrica ‘Mezz’oretta con l’Autore’!
Sono molto emozionata di ospitare, questa volta, Sandra Rotondo e, se per caso vi state chiedendo chi sia, non vi preoccupate, ci penso io a farvela scoprire!
Il problema con queste interviste è che mi ritrovo sempre dei personaggi a tinte forti e, in questo caso, non è solo una metafora, attenzione!
Ogni volta che presento un’intervista lo faccio perché, l’Autore di turno mi ha lasciato qualcosa, non abbiamo ancora una cifra esorbitante di personaggi intervistati, per adesso.
Sandra Rotondo è su Amazon con il suo secondo lavoro editoriale ‘Il colore dell’uva matura’, un romanzo davvero spinto, che mi ha spinta ad andare avanti, quando ho capito che, oltre il sesso sfrenato, c’era un’impalcatura narrativa tale da scioccare! E’ mi ha scioccato, questo libro, mi ha stravolto, scosso e spaventata. E’ straordinario!
Ma perché continuare a chiacchierare? Intervistiamola!

ACQUISTA ‘Il colore dell’uva matura’ SU AMAZON

1393892_212536392259164_321076243_n– Ciao Sandra!
Benvenuta sul blog -Solo 1 altra riga-
Puoi parlarci di Sandra Rotondo, che persona è?

Grazie, Sonia, è un vero piacere essere tua ospite nel Blog –Solo 1 altra riga-.
Ti rispondo con questa poesia, scritta da me, che vale più di mille parole:
Le anime pure, le trovi raggomitolate su se stesse,
rannicchiate in forma fetale.
Sembrano esseri mai nati, fragili boccioli di fiamme.
Le anime pure, non si possono catturare, è peccato farlo.
Ma puoi ammirarle da lontano e sperare che si aprano a te, di loro spontanea volontà.

– Mentre Sandra Rotondo versione Autrice? Si discosta dal tuo io oppure sono fuse assieme?
La Sandra scrittrice è sferzante, graffiante, mai intimidita, pungente al punto giusto e soprattutto impudica. Io sono i personaggi, sono la loro anima e la loro sessualità, sono l’altra faccia della Luna, sono il mistero e la platealità, sono il tutto e il niente. Sono l’io, il super io e l’alter ego. Nulla mi ferma.

– Passiamo al sodo: ‘Il colore dell’uva matura’ è il tuo secondo lavoro editoriale. Le persone che lo hanno letto lo definiscono travolgente, passionale, brutale.
Com’è nato?
Da una sfida e da una promessa. La sfida era contro me stessa. Sarei stata capace di scrivere di sesso che non fosse fine a se stesso? La risposta è stata, sì, potevo farlo. La promessa, invece, era stata fatta a una delle mie lettrici, le promisi che avrei scritto un libro che avrebbe fatto impallidire le tanto amate, 50 Sfumature di Grigio e affini.

– Sempre parlando della medesima opera: la cover. Abbiamo constatato che non riesci a trovare quella dei tuoi sogni e, che nemmeno quella attuale ti soddisfa al 100%. Personalmente, ho notato che, istintivamente, vuoi uno sfondo bianco. Perché? E soprattutto, puoi descriverci quale cover desideri per questo tuo ultimo libro?
Il bianco è, per definizione, simbolo di purezza. Non potrei desiderare altro sfondo per il mio libro. Il puro in contrasto con la brutalità della violenza sessuale, di cui parlo. Michael e Maria, lo meritavano. L’uva, invece, crea il contrappunto, ma è anche, un filo conduttore, il cordone ombelicale che lega i protagonisti e la loro rinascita. Alla fine, credo che la linea scelta, sia quella più indicata. Non avrei mai messo una foto di nudo, quando il testo stesso, trabocca di sessualità. Basta leggerlo per capirlo.

– Se ‘Il colore dell’uva matura’ diventasse un film, chi vorresti come regista e nel cast?
Di sicuro, ne sceglierei uno che non abbia paura ha mostrare un testo integrale in una regia. Credo che sceglierei Jean Jaques Annoud, che tra l’altro è francese, nazione che ospita la trama del libro, con la sua Valle della Loira, definito il giardino della Francia. Per il cast, accetto suggerimenti.

– Premettendo che, io sono ancora a digiuno della lettura di ‘Emma, l’ape regina’, cosa mi diresti per invogliarmi alla lettura?
Se hai amato Michael, ti innamorerai di Adrien Northman, il fuco con istinti sessuali umani. Non aggiungo altro, devi leggerlo, lo trovi gratis su Kindle store di Amazon.

– Che intenzioni hai per il prossimo futuro? Diventare Autrice a tutti gli effetti, oppure nella vita hai già un lavoro stabile?
Di stabile non vi è nulla, infatti, non ho un lavoro, e non nascondo che vorrei diventare scrittrice a tutti gli effetti. Sognare non costa nulla e io sono una grande sognatrice. Esserlo è indispensabile per affrontare questo mestiere.

– Ti va di raccontarci il tuo scenario ideale per produrre storie, quindi libri?
Più che uno scenario, necessito di tranquillità mentale, di grandi silenzi, di estraneità alla quotidianità. Quando scrivo mi isolo, creo il nulla, divento isola di me stessa. Solo così posso essere in grado di creare.

– A proposito di libri, ti va di regalarci qualche notizia sul tuo prossimo lavoro editoriale?
Ho dato luce a tre nuovi libri, tre storie che si differenziano l’una dall’altra. Tre nuovi amori a cui sto dando respiro, devo solo capire a chi dare la priorità. Ma questo solo dopo aver scritto il seguito del primo fantasy, il cui titolo sarà “Emma L’Ape Regina: Le verità nascoste, volume II.

– Il lavoro del self pulisher è duro e costante, come lo svolgi? Quali social usi? Che progetti hai?
Chi pubblica self parte svantaggiato, nei confronti di chi ha un libro in cartaceo, e questo è un dato di fatto per tutti coloro che hanno creduto in questa scelta: ma è anche vero che non sottostai alle regole di nessuno, e per me, questo conta più di ogni altra cosa. La libertà è un bene irrinunciabile.

– Che rapporti hai con altri ‘colleghi’ Self?
Personalmente ho buonissimi rapporti, ad oggi avrò letto più di cinquanta autori auto pubblicati, di cui rilascio feedback, nei vari gruppi di lettura. Perché prima di essere una scrittrice, sono una a cui piace leggere.

– E che rapporti hai con la lettura? Riesci a leggere? Quali generi prediligi? Che libri rileggeresti e soprattutto: quale libro hai amato maggiormente ed ami ancora attualmente?
Amo leggere e leggo molto, e, soprattutto, lo faccio senza pregiudizio alcuno. Classici, erotici, fantasy, romanzi rosa, gialli, trhiller, storici, l’importante è che catturino il mio lato passionale, non pretendo altro. La storia deve tenermi incollata, desiderare di rimanere sveglia per finire di leggere, catturarmi nelle maglie della storia raccontata. La banalità, invece, mi disturba e non poco. Io sono per eccellenza una Harry Potteriana, amo la Rowling come fosse la mia amante.

– Un libro (o saga) di cui vorresti il proseguimento?
Come dicevo pocanzi, avrei voluto che la saga di Harry Potter, continuasse.

– Spesso nei libri c’è un’impronta ‘invisibile’ che permette al lettore di riconoscere la paternità dell’opera, pensi che anche nei tuoi lavori ci sia un filo comune e quale pensi che sia?
Sessualità e religiosità, sono due caratteri che mi distinguono. In entrambi i libri, pubblicati troverai il mio imprinting. Trovo che i due concetti siano fortemente legati, ma è un discorso molto vasto per essere affrontato, in poche righe.

– Cosa ne pensi di questa epoca del digitale? I cartacei si estingueranno, oppure quelle Case Editrici che non si adeguano con gli e-book, vinceranno la battaglia?
Io sono a favore delle foreste, il polmone del mondo, per me non conta altro. Per anni ho letto cartacei, ora sono votata all’e-book, e non solo perché ho pubblicato in questa forma, lo faccio per rispetto dell’ambiente e se farò stampare un libro, dovrò farlo in carta riciclata.

– E sempre in merito a questo argomento, Sandra Rotondo, com’è messa? Contatti da Case Editrici? Esistono cartacei dei tuoi lavori?
Sì, esiste ancora un cartaceo della vecchia versione di Emma L’Ape Regina La Rivelazione, ma non consiglio di acquistarlo. La versione precedente si discosta da quella odierna, scaricabile da Amazon, in cui sono state inserite nuove pagine inedite.

– Hai mai avuto problemi nel tuo lavoro?
Non fino ad oggi e spero di non averne mai.

11215769_470470493132418_1658591894913318413_nPasserei ora a qualche domanda un po’ più intima e personale…
– Qual è la cosa peggiore, quella che non tolleri, quella che ti fa chiudere un’amicizia?
Il termine amicizia è un termine vasto, molti lo confondono con la semplice conoscenza. Come diceva Riccardo Cocciante, in una nota canzone: perche un amico se lo svegli di notte
è capitato già, esce in pigiama e prende anche le botte e poi te le ridà… Quello che non sa scendere di notte, mi fa chiudere l’amicizia.

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica, pensaci bene, quali sono i tuoi tre desideri?
Salute, amore, tranquillità.

– Che rapporto hai con gli Animali?
Il più bel rapporto che esista al mondo. Ho smesso di mangiarli. Da cinque anni ho abbracciato la filosofia vegana, ed è la scelta più sensata che abbia mai fatto in tutta la mia vita.

– Ti sei mai persa, per poi ritrovarti? Se puoi, ti va di approfondire l’aneddoto?
Mi sono persa la notte del 21 ottobre del lontano 2009. Erano le 23,25, di un’orrenda serata, quando il referto medico veterinario, riportava l’avvenuto decesso, per soppressione, del mio fedele amico Leo, il mio cane, il mio Daimon, la mia anima in forma animale. Da allora, sono ancora alla ricerca di me stessa.

– Finirà questa crisi, oppure è un cambiamento epocale?
La crisi finirà solo quando scenderemo in piazza per riprenderci ciò che ci appartiene. La vita, la libertà e l’onore. Solo allora ci sarà il cambiamento epocale. Questo è solo l’inizio.

– Direi che è tutto Sandra, ti ringrazio per la tua disponibilità! 🍇

Sono io che devo ringraziare te, Sonia. E un grazie a tutti coloro che vorranno leggermi.
—-
Se siete interessati ora potete leggere che ne penso del libro 🙂 CLICK

 

Pubblicato in: BlogTour, Mezz'oretta con l'Autore

Silvia Marchesini – Blog Tour

Silvia Marchesini BlogTour

Con Silvia Marchesini viene lanciata questa nuova rubrica dedicata a chi ama Scrivere ed anche a chi ama Leggere, in questa prima tappa scopriremo un po’ di cosa parla il primo libro di questa duologia, curioseremo anche un pochino nella vita dell’Autrice e ci godremo un piccolo stralcio del primo volume!

11822692_10204300830754950_5193005934134297939_n
CLICCA L’IMMAGINE PER LEGGERE MEGLIO

Tra il dire e il fare c’è di mezzo …
Dopo un prologo che descrive una pura scena fatata, ci ritroviamo di fronte ad una delle protagoniste della storia, Frida, che, isolata in uno scenario montano innevato, legge un libro, con quella forte atmosfera intima e appartata, proprio come nella scena de ‘La Storia infinita’, chi non ricorda l’intramontabile Bastian accampato nello soffitta della scuola?
La nostra protagonista però non è una ragazzina, ma una giovane donna di quasi trent’anni; la scena in cui ci imbattiamo ci aiuta indicativamente ad inquadrarla e ad inserirla in un contesto del tutto inusuale.

Frida ama leggere, ama storie e Leggende; Frida è una ragazza buona; Frida non ha ancora trovato un fidanzato.

Lavora stagionalmente in un rifugio di montagna e già dalle prime righe ci troviamo in un contesto particolare: Frida ama leggere storie di fantasia sì, ama sognare e cerca tra le righe dei libri il suo Principe Azzurro, ma sulla soglia dei trent’anni ritiene che c’è una bella differenza tra leggere e credervi. Nelle prime righe del romanzo, in cui lei compare, la vediamo appartata in un paesaggio montano, d’inverno, assorta nella lettura di un libro fattole trovare dal Sig. Garsi, che vi dico tranquillamente non vedrete mai comparire come personaggio attivo, ma solo sempre come comparsa nella storia. Molto interessanti invece le sue figlie, cresciute rispettose nei confronti della Natura e soprattutto molto ‘credenti’, leggendo scoprirete come e cosa!
Saranno loro ad aprire la via a Frida, saranno loro le vere sapienti e sagge.
Il libro è costellato di spiegazioni di natura varia, di nomi di creature e di leggende che attirano l’attenzione come una calamita. E’ intuibile che l’Autrice abbia fatto molte ricerche, tra le righe del romanzo veniamo catapultati in un mondo magico di neve, di boschi e di creature; alcune buone, alcune cattive ed altre imparziali.
Questo posto è Fardan.
E attraverso l’abilità narrativa di Silvia Marchesini, vivremo sia la parte magica, che la parte reale, vista dai semplici umani. L’orrore e lo splendore del suo mondo Fantasy si sposa magnificamente con la parte ‘urban’ del romanzo.
Le scene sono descritte in modo formidabile: semplici ed impattanti, il problema sta nel fatto che sono così coinvolgenti da indurre la rilettura di certi passi, per poterne godere a pieno il significato e la visione mentale. L’Autrice dona alle sue parole lo stesso potere che hanno le sue creature fatate. Poche volte mi capita di resistere all’impulso di proseguire la lettura per fermarmi a rileggere dei passi; la narrazione del libro assomiglia per certi versi ad una lunga poesia, ricolma di emozioni.
Infatti, capitoli come quello che vede partire due dei protagonisti per la missione, è poesia allo stato puro. Lo scenario si spezza in due versioni:
1) L’universo magico gestito da Blaidd;
2) L’universo reale, ma non privo di magia, dove abitano gli animali, in quel bosco ricolmo di suoni e di voci, di vento e di profumi.
Ecco, questo volevo anche dire. Silvia Marchesini è riuscita distintamente a narrare di due mondi divisi dalla magia. Due mondi che in realtà sono uno soltanto: Fardan. Ma che Silvia ha saputo magistralmente descrivere e narrare, sia dal punto di vista umano, che da quello magico.

Blaidd. Un personaggio che ancora prima di conoscere aveva, tra i suoi fan, una fama spettacolare. In questo primo libro (si tratta di una duologia) l’ho scoperto e conosciuto.
Blaidd è un personaggio particolare e non posso svelare molto su di lui, dovete leggere, scoprirlo tra le righe. Per una buona metà del libro è descritto come un Dio. Di una bellezza intramontabile, le sue apparizioni sono come quei disegni senza tempo di Artisti famosi. Il carattere volubile, capriccioso e inarrivabile di Blaidd, tipico delle creature fatate, è sempre coerente con sé stesso, il che non è affatto difficile vista la sua proverbiale imprevedibilità! Credo che il suo mito nasca dal fatto che per oltre metà del libro vive e si svela attraverso gli occhi e le opinioni di Frida, avvalorando la sensazione di creatura mitologica e meravigliosa; il fatto di vederlo spesso tramite gli occhi di Frida, avvalora le sensazioni del suo status ‘non umano’ e sappiamo molto poco di quello che sente o che è in realtà. Ed è proprio per questo motivo che questo primo libro è bello due volte: dopo aver appreso quel che ci serve per farci un idea della storia che stiamo leggendo, giungeremo poi, oltre la prima metà del libro, per scoprire che Blaidd è molto più di uno splendido arazzo irraggiungibile e verremo messi al corrente della sua storia. A quel punto ci accorgeremo che, dietro quel bel faccino in copertina, non c’è solo un ‘bastardo’. Da lì ad innamorarsi non ci vuole molto, ma questo è un processo personale e ve lo dovete vivere attraverso la lettura, ricordando, cosa molto importante, che questo non è principalmente un romance, almeno secondo il mio punto di vista.

Oltre a tutto quello che ho enumerato sin’ora c’è anche da aggiungere che la narrazione epica non impedisce all’Autrice di regalarci sorrisi sinceri e parecchie scene piuttosto ironiche, grazie ad esse si può anche allentare la tensione della trama, rilassandoci e svagandoci un po’.
Un gioco mortale gestito da un Dio, costellato di rune celtiche cariche di significati, che una dopo l’altra dovranno essere interpretate ed usate per arrivare alla successiva prova.
Poi l’amore proibito tra due creature, che forse si basa solo su miti e leggende e che in questo libro assisteremo alla sua la nascita, forse un po’ troppo semplicistica a parer mio. (confido che nel secondo libro scenari e situazioni descritti si completino e diano un maggiore significato allo storico e crudele gioco secolare di quello che chiamano “ingannatore”).
Moltissimi personaggi tutti da scoprire, molte nozioni sulle leggende del luogo e soprattutto molte emozioni ed un finale degno della poesia raccontata nel libro.
Ho molte aspettative per il prossimo libro che mi comprerò quanto prima.

11889976_10204384276041030_5164370530260185689_o
CLICCA L’IMMAGINE PER LEGGERE MEGLIO

Mezz’oretta con Silvia Marchesini

Per cominciare…  a beneficio di tutti coloro che non ti conoscono mettiamo il link della tua biografia CLICK
Il successo di un Autore a cosa è dovuto, secondo il tuo personale punto di vista?
Il successo di un autore, a mio parere, dipende da molteplici fattori. Innanzitutto, se si parla di successo editoriale e commerciale, temo che al giorno d’oggi la cosa non sempre riguardi la bravura dell’autore. Troviamo sempre più spesso, libri ben al di sotto dei normali standard qualitativi, che però hanno un grande successo, dovuto solo al marketing e al potere delle grandi case editrici. Se rimaniamo invece tra gli esordienti, il discorso è ben diverso. Qui, senza pubblicità e senza supporto, o quasi, devi per forza dimostrare quanto vali e questo puoi farlo solo se metti anima e corpo in ciò che fai. Per scrivere bene, credo serva prima di tutto un po’ di talento innato e poi tantissima umiltà, tanta voglia di imparare e migliorarsi e nessuna paura di ammettere i propri limiti, bensì la volontà di superarli. Nessuno nasce scrittore, se hai talento, devi sudare per imparare a usarlo, di questo sono fermamente convinta.

In quest’epoca dove tutti possono scrivere (e pubblicare) ma pochi sono Scrittori, secondo te, come si riconosce un lavoro ‘decente’ da uno no?
Quanto detto prima, ci porta a questa seconda domanda. Un lavoro ben fatto è un lavoro curato, studiato ed editato come si deve. La scrittura è ispirazione, certo, con l’ispirazione si inizia a scrivere, si buttano fuori idee ed emozioni, ma poi il tutto va rivisto, educato e reso fruibile da chi non era nella tua testa mentre scrivevi e dunque ha bisogno di strumenti per capire e godere di ciò che legge. Ci sono moltissime regole da seguire per scrivere un testo di valore e non posso elencarle tutte, ma se un libro ti tiene incollato alle pagine, non ti delude, anzi ti sorprende, non ti fa sentire perso mentre leggi, ti mostra le immagini come fosse un film e ti fa entrare in contatto con i personaggi, tanto da sentirli vivi, allora è un buon libro.

Che altri generi letterari maneggi oltre al Fantasy in cui pensi di cimentarti?
Le mie letture preferite appartengono senza dubbio all’universo fantasy (classico e urban perlopiù), ma amo leggere anche i classici, i romanzi d’avventura, i mistery e gli storici, però non credo che potrei mai cimentarmi, come scrittrice, in qualcosa che non sia fantasy. Ci ho provato, ora ad esempio sto scrivendo un libro molto diverso dai due precedenti, ma l’elemento fantastico è la molla che fa scaturire le mie emozioni, la chiave per sviluppare la trama e il motore che mi fa amare i miei personaggi. Non potrei farne a meno.

Qual’è il tuo libro preferito in assoluto?
Il mio libro preferito in assoluto è La Storia Infinita di Michael Ende. È grazie a quel libro se sono ciò che sono e se scrivo ciò che scrivo.

La scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà più vasta, qual’è la tua opinione e come pensi si possa spostare il velo per ‘vedere’?
Io non sono un’amante delle statistiche, ma sono convinta che attorno a noi ci sia ben più di ciò che i nostri occhi possono vedere. I cultori della tradizione popolare affermano che la magia svanisce quando noi smettiamo di crederci, che non vedremo mai qualcosa se non siamo convinti che esista. Dopo aver letto decine di libri sull’argomento, credo abbiano ragione. Il segreto sta nel guardare con gli occhi del bambino, che sa meravigliarsi di qualunque cosa e che non pone limiti alla propria immaginazione.

Cosa ne pensi di questo mondo frenetico che ha sostituito il cartaceo con l’e-book e soprattutto soppiantato l’editoria classica in favore di metodi più intuitivi e dal risultato più immediato?
Io temo di essere, purtroppo o per fortuna (decidi tu), una conservatrice. Non credo che amerò mai gli e-book e penso che la tecnologia sia una gran cosa, ma non quando soppianta i piaceri della vita. Tenere in mano un libro, respirarne l’odore, sentire il rumore delle pagine… nessun aggeggio elettronico mi darà mai un simile piacere. Ora la sparo grossa: se non fosse troppo faticoso e dispendioso in termini di tempo, scriverei i miei libri a mano, anziché usare il pc.

Abbiamo appreso della tua passione di sommelier, se dovessi consigliare un vino ai tuoi lettori, quale sarebbe? Per entrambi i libri?
Un vino da abbinare ai miei libri? Domanda non facile. Forse a entrambi bisognerebbe abbinare un vino rosso, morbido, caldo, dolce e persistente, di quelli che ti accarezzano la gola e il palato come amanti impetuosi e ti lasciano un’eco lunga e piacevolmente struggente. Per fare qualche nome: Recioto della Valpolicella, Vin Santo Occhio di Pernice, Moscato Rosa Trentino, Primitivo di Manduria dolce naturale, Montefalco Sagrantino Passito.

Tra i tuoi hobby vi è anche il giardinaggio, sei sul classico oppure sei riuscita a coltivare specie esotiche? E che ne pensi delle piante insettivore?
Purtroppo l’hobby del giardinaggio l’ho dovuto un pochino abbandonare. Qualche anno fa ho cambiato casa e ho lasciato mio malgrado il mio adorato giardino. Dove abito ora ho poco spazio, quindi mi dedico a piante semplici e di certo non esotiche, dato il clima piuttosto rigido dei nostri inverni. Una delle mie piante preferite è la camelia e sono particolarmente orgogliosa del noce che ho in giardino, albero notoriamente carico di significati esoterici. Non ho mai avuto piante insettivore e ti dirò che le trovo un tantino inquietanti, seppur di notevole fascino.

Le persone che desiderano conoscerti dove possono andare, su Internet? Inteso come posti virtuali tra siti e forum (non tuoi personali) che frequenti assiduamente.
Io non sono un animale da web. Anni fa frequentavo diversi forum, ma da quando scrivo, ho abbandonato tutto il resto, per mancanza di tempo. L’unico modo per seguirmi è attraverso la mia pagina Facebook.

Quali sono i tuoi obbiettivi più importanti, per i prossimi (diciamo) sei mesi?
Chi mi conosce sa che non amo fare progetti. C’è stato un tempo in cui i progetti erano la mia ragione d’essere, poi la vita ti insegna che lei fa esattamente ciò che vuole e se ne frega di quanto tu ti impegni a progettare. Perciò ora vivo alla giornata e al massimo programmo il fine settimana, ma solo se ho qualcosa di veramente importante da fare. Da qui a sei mesi non ho la più pallida idea di dove sarò. Scriverò di certo, magari avrò finito ciò che ho in cantiere e forse avrò anche l’occasione di tenere un corso di scrittura creativa, se la cosa andrà in porto. Lo spero, ma non pongo limiti alla provvidenza.

Ti va di svelarci qualche segreto su tue eventuali future creazioni?
A proposito di progetti letterari (in questo caso, la parola progetto ha un diverso significato), sono a buon punto con il mio terzo libro. Parliamo sempre di urban fantasy, con un pizzico di mistery e qualcosa di avventura. Per capirci, l’idea è quella di una specie di romanzo alla Dan Brown, ma con elementi fantastici e l’immancabile nota romance. Stavolta ho scomodato figure storiche realmente esistite attorno al sedicesimo secolo nel nord-est della nostra penisola: i Benandanti. Si trattava di gruppi di uomini e donne che viaggiavano di paese in paese offrendo servizi in cambio di cibo e alloggio. Erano perlopiù guaritori e sapevano difendere la gente comune dai malefici delle streghe. In pratica avevano più o meno le stesse caratteristiche di streghe e stregoni, solo che erano figure positive, ricevevano il loro incarico direttamente da un Arcangelo e combattevano il male. L’Inquisizione naturalmente finì per assimilarli alle streghe e cominciò a perseguitarli. Ci sono molte testimonianze dei loro processi negli archivi storici di diverse città del nord e uno in particolare è presente anche nell’Archivio di Stato a Parma. Da qui ho preso spunto per raccontare la mia storia. L’ispirazione poi si è estesa più a sud, fino alla Toscana, più precisamente all’Abbazia di San Galgano e alla storia della beatificazione del santo omonimo, che mi ha offerto molti spunti. Infine, mi sono fatta un giro virtuale nella mitologia greco-romana, soprattutto per quanto riguarda il mito della Diana Italica, dettagliatamente descritto da Frazer ne Il Ramo d’Oro. Insomma, una bella schiera di miti, leggende e anche vera storia, nostrani. Giusto per essere un po’ creativi.

A proposito di libri…
Perché scrivere Fantasy?
Scrivo fantasy perché è così che vedo il mondo. Mi spiego. Non sono né folle, né ingenua, ma ho bisogno di qualcosa che renda sopportabile la realtà. Uno dei miei scrittori preferiti è Terry Brooks e lui sostiene che tutti gli autori fantasy, ad un certo punto, entrano a far parte del mondo che hanno creato. Io concordo con lui e posso dire che si tratta di un processo naturale, inevitabile e senza dubbio meraviglioso. La sensazione che ne deriva è impareggiabile e non vi rinuncerei per nulla al mondo.

Come pensi che, il tuo libro possa cambiare il singolo lettore e di conseguenza, come potrebbe cambiare il mondo?
Sinceramente non credo che i miei libri possano cambiare la gente e tanto meno il mondo. Non sono abbastanza presuntuosa per pensarlo, anche se, senza dubbio, chiunque venga rapito da un libro, alla fine ne esce un po’ diverso. Il mio desiderio è semplicemente quello di scrivere per intrattenere, raccontando una bella storia e possibilmente, regalare emozioni e far sognare. Ognuno è libero di “leggere” ciò che vuole nei miei libri, di trarne l’insegnamento che preferisce e di trovare il significato che più gli aggrada. Io non insegno niente a nessuno, se non a tenere aperto quel famoso occhio interiore che permette di vedere quello che non c’è.

Pensi che nella tua storia ci sia qualcosa di assolutamente non visto, nel panorama Fantasy?
Io sono del tutto convinta che la ricerca dell’originalità a tutti i costi sia una grandissima perdita di tempo. Dopo secoli di letteratura, davvero è possibile pensare che esista ancora qualcosa di non detto? Io non lo credo. Credo però che ci siano molti modi di presentare le proprie creazioni ed essere originali, rispettando ovviamente il proprio stile narrativo, forse è possibile. Nei miei primi due libri, io traggo spunto per i personaggi dalla tradizione popolare orale dell’Appennino Parmense. Non ho idea se qualcuno l’abbia già fatto, di certo non è un argomento comune, ma non è per questo motivo che l’ho scelto. Ciò che mi interessava era riscoprire questa mitologia nascosta che in pochi conoscono e renderla accessibile a tanti, attraverso una storia. Se questo può essere considerato originale, allora lo sono anche i miei libri.

Chi inviteresti a pranzo, per presentare il tuo libro?
Con quale Autore andresti a cena per realizzare un libro a quattro mani?
Prima di tutto vorrei invitare un giornalista o un critico letterario, per avere un po’ più di visibilità, poi inviterei un regista, per proporgli una sceneggiatura. Se devo sognare, almeno sogno in grande… Se invece potessi condividere un’esperienza di scrittura con un altro autore, credo che sceglierei un’amica e non qualcuno famoso. Il processo creativo è troppo intimo e personale per condividerlo con chiunque, quindi dovrebbe essere qualcuno con cui sono in sintonia, qualcuno senza velleità da prima donna, come potrebbe invece essere un autore famoso. Cito due compagne di scuderia, tipo Chiara Panzuti e Anna Giraldo, con cui penso di avere anche molto in comune.

Com’è nato il personaggio maschile?
Blaidd è nato leggendo uno di quei libri a cui accennavo poco fa, riguardanti le leggende popolari appenniniche. Ho trovato solo brevi accenni alla misteriosa figura del Pastore dei Lupi, ma sono bastati a suscitare la mia curiosità e mettere in moto il processo creativo. Anzi, ammetto che l’intero libro è nato grazie alla figura di Blaidd. Dopo aver scoperto l’esistenza di questa mitica creatura, un giorno, vagavo su Internet in cerca di immagini che mi potessero ispirare e ne ho trovata una che rispecchiava alla perfezione l’idea che mi ero fatta di questo personaggio. Quel disegno sembrava uscito direttamente dalla mia immaginazione e mi ha colpito come un pugno. Così, di getto, ho scritto la scena dell’incontro tra Blaidd e Frida, senza nemmeno avere l’idea di una trama e da lì tutto è cominciato.

Qual’è la tua scaletta personale di promozione e divulgazione delle tue opere?
Promuovere la propria opera, per un autore emergente, non è semplice. I canali sono pochi e se aggiungi che io manco totalmente di capacità imprenditoriali, la cosa si fa ardua. La casa editrice Linee Infinite, pur con mezzi limitati, fa moltissimo per i suoi autori, organizzando presentazioni e invitandoci e fiere ed eventi letterari. Poi per il resto, tocca a noi. Io ho organizzato personalmente diverse presentazioni, ho proposto il libro alle librerie, ho contattato il giornale locale per farlo recensire e ho creato una pagina su Facebook, più che altro per pubblicizzare gli eventi e pubblicare book trailer e foto. A tutto questo, si aggiungono le opportunità fornite dai blogger, ai quali sarò sempre molto grata.

Se il tuo libro diventasse un film, chi vorresti come regista e nel cast?
Bella domanda. Alla regia credo vorrei David Yates, mentre per il cast, non sarebbe semplice trovare qualcuno che incarni la perfezione di Blaidd. L’unico a possedere una sorta di bellezza androgina come la sua, è Jonathan Rhys Meyers. Frida potrebbe essere Natalie Portman, Efreet me lo immagino tipo Liam Hemsworth, Sabrina somiglia a Jennifer Lawrence, mentre per Sirio potrei scegliere Hayden Christensen. Poi, per Dorcha sarebbe perfetta Nikki Reed, per Snair Scarlett Johansson, per Arian, Megan Fox e per Virna, lo so, fa ridere, ma a me viene in mente Angela Lansbury.

Per concludere ti vorrei domandare: che cosa diresti in poche parole ad una persona per convincerla a leggere almeno il tuo primo libro?
Dato che, come dicevo, sono una pessima venditrice, probabilmente non convincerei nessuno… ma se dovessi provare, direi che il mio libro è adatto a chi ha voglia di intraprendere un viaggio in un mondo molto vicino al nostro eppure invisibile, un mondo antico e nuovo allo stesso tempo, dove le regole non esistono e dove le passioni esplodono con la forza di un uragano. È un’avventura emozionante e un’intensa storia d’amore, è un inno alla natura incontaminata e un invito a scoprire la magia nascosta in un’antica leggenda.

a Rafflecopter giveaway

Non perdetevi neanche una tappa, ecco il resto del calendario!
27/08- Intervista, estratto, booktrailer 1 romanzo e apertura blogtour con giveawey – Sonia “Solo Un Altra Riga”https://solo1altrariga.wordpress.com/
28/08 – Frida si racconta – Paola “books what else”
http://bookswhatelse-it.blogspot.it/
29/08 – Blaidd si racconta – Consuelo “My Secret Diary”http://themydiarysecret.blogspot.it/
30/08 – Sabrina si racconta – Angela “Lovingbooks”
http://www.angelawriter90.wordpress.com
31/08 – Efreet si racconta – Anna “L’acquarello di un attimo”http://lacquerellodiunattimo.blogspot.it
01/09 – Intervista, con estratto e booktrailer 2 romanzo – Doriana “la biblioteca di Persephone”http://labibliotecadipersephone.blogspot.it/
02/09 – Dorcha si racconta – Elisa “the enchanted Library”http://lalibreriaincantatadiselene.blogspot.it/
03/09 – Elvira si racconta – Ilenia “Libri Di Cristallo”
http://libridicristallo.blogspot.it/
04/09 – Sirio si racconta…

Pubblicato in: Mezz'oretta con l'Autore

Mezz’oretta con… Atelier Grafico!

Stasera intervista a sorpresa, che mi ha dato modo di scoprire diverse cose, come per esempio che dietro ad Atelier c’è anche un’Autrice, di cui ho letto un libro! Com’è piccolo il mondo!!
Inoltre ho fatto anche un salto nel passato, ai primordi, quando è nato Internet, io c’ero, l’ho visto evolversi dall’analogico (e già allora avrei dovuto capire il mio destino, visto che pur di stare in rete pagavo delle bollette salatissime).
Vi lascio all’intervista, buona scoperta!

ACQUISTA E SEGUI LORENA SU AMAZON

10600380_772767752759480_1999359410456447019_n

Chi è Atelier Grafico?
Atelier Grafico è il marchio dietro al quale si nasconde Lorena Laurenti, grafica con oltre quindici anni di esperienza. Si rivolge a chiunque abbia necessità di avere un servizio grafico altamente professionale, ma soprattutto a chi ha un sogno da realizzare. Il sogno è quella scintilla che dà intensità alla vita, rendendo ogni giorno sempre più unico. Atelier Grafico vuole accompagnare i suoi clienti passo dopo passo nella sua realizzazione.

Qualche parola su Lorena Laurenti
Mentre frequentavo l’istituto d’arte (1993/1998), ho iniziato a collaborare con studi fotografici per il ritocco o il restauro di foto antiche. Avevo sedici anni a quel tempo. Dopo la maturità ho iniziato a lavorare in un istituto come insegnante di informatica, in particolare per i programmi di grafica. Io ero un’autodidatta con la passione per la tecnologia. Il mio primo vero lavoro a tempo pieno è stato a Treviso, nel settore web; ho proseguito poi con un’azienda di creazione shopping bags, dove sono rimasta per sette anni. Lì ho appreso tutte le mie conoscenze relative al mondo della prestampa e della stampa. Un vero grafico si può definire tale solo se sa cosa implica la stampa, altrimenti il progetto sarà bellissimo ma non realizzabile. In seguito sono stata assunta come creativa in una nota azienda di articoli per motociclisti. Ho avuto la fortuna di creare campagne pubblicitarie e cataloghi che hanno fatto il giro del mondo. Dopo aver collaborato per diversi anni con questa realtà, ho deciso di dedicarmi ai miei sogni, iniziando a scrivere seriamente e portando avanti progetti personali. Nel 2014 ho aperto ufficialmente Atelier Grafico.

E soprattutto: cos’è Atelier?
Atelier è solo un nome che però definisce quello che faccio: così come un sarto cuce su misura l’abito, io creo grafiche mirate per soddisfare non solo il mio cliente, ma soprattutto le persone a cui si rivolge. Spesso chi non lavora nel settore ha delle idee confuse, non riesce a esprimere il messaggio da far giungere. Atelier Grafico funge anche da consulente, evitando di fare mero lavoro di composizione.

Spesso nell’arte c’è un’impronta ‘invisibile’ che permette allo spettatore di riconoscere la paternità dell’opera, pensi che anche nei tuoi lavori ci sia un filo comune e quale pensi che sia?
Credo di sì, ogni artista ha un suo tocco personale. Sinceramente non saprei identificare il mio, però di certo, rispetto a tanti altri, posso dire di avere un occhio particolare per le proporzioni e le centrature. I “grafici moderni”, quelli nati solo dal computer che non hanno mai corretto a mano un impianto stampa, non sanno nemmeno la differenza tra centratura matematica o ottica. Da queste piccole cose si riconosce il lavoro di un vero professionista.

Come affronti quest’epoca frenetica del digitale? Se hai cominciato ai primordi di Internet, che differenza percepisci tra allora e ora?
Credo che la differenza sostanziale di adesso, rispetto a dieci anni fa, sia che ora tutti si credono grafici. A volte vedo lavori semplicemente orrendi difesi a spada tratta. Una volta c’era più rispetto per il lavoro dei professionisti. Come lo affronto? Semplice, non lo affronto. Io faccio il mio lavoro e i clienti che ne percepiscono il valore continuano a venire da me. Non ho bisogno di abbassare i prezzi in modo ridicolo o di pubblicizzarmi troppo, mi basta il passaparola. Non cerco la quantità ma la qualità.

Quali sono gli attuali prodotti che offri al tuo pubblico? E in futuro?
Al momento ho due tipi di clienti in particolare: aziende e autori di libri. Con le aziende lavoro molto per la creazione di loghi e cataloghi, per seguire poi le fasi di stampa, con gli scrittori invece il lavoro è prettamente creativo, spesso richiede fotoritocco e tavoletta grafica.
Il futuro… chi lo sa, resto curiosa.

Come ti classifichi, nel mercato, più o meno come posizione, per quanto riguarda il listino prezzi?
Questo è un argomento critico. Credo che i miei prezzi siano molto onesti, ovvero garantiscono a me di continuare a lavorare senza rimetterci ma, al tempo stesso, non sono proibitivi per i clienti.
Purtroppo ci sono grafici (o presunti tali) che creano copertine che richiederebbero due o tre giorni di lavoro a cifre ridicole. Mi è capitato che una casa editrice che si forniva da uno di questi mi chiedesse lo stesso trattamento. Ovviamente ho rifiutato. Chi si rivolge a un professionista dovrebbe capire il valore del servizio; come dicevo prima, preferisco la qualità alla quantità. Un grafico sottopagato di base non crede nelle sue capacità. Dall’altro frangente, trovo irrispettosi i prezzi assurdamente alti. Di norma quantifico le ore di lavoro necessarie e do un valore al tempo. Né più né meno.

Che tipo di materiale vendi? Solo digitale o anche fisico?
Solo digitale, ma accompagno i clienti anche nelle fasi di stampa e nella scelta dei materiali, indicando l’azienda o il servizio più appropriato. A volte mi capita di fare l’ordine di stampa direttamente per agevolare il mio acquirente.

Hai in serbo qualcosa di innovativo da proporre al pubblico?
In questi anni sono diventata molto brava con la manipolazione delle foto, questa cosa gioca spesso a favore degli autori di libri che, per limitare i costi, devono scegliere immagini a uso non esclusivo. In pratica sono il Frankenstein della grafica: posso unire teste, corpi e fare un bel bricolage, magari ridisegnando a mano i capelli. In pochi riescono a realizzare effetti del genere in maniera verosimile.

Non avete idea di quante amiche mi chiedano di ritoccare le loro foto!

Spesso, una vetrina fisica sponsorizza l’imprenditore, un luogo dove esporre i propri lavori e rendere disponibili i propri contatti. Tu ne hai una? In caso negativo, pensi che ti agevolerebbe una simile idea?
Ho sito, pagina Facebook e Pinterest. Qui si trovano varie gallerie di lavori.

http://www.atelier-grafico.it/
https://www.facebook.com/AtelierGraficoWeb
https://www.pinterest.com/ateliergrafico/

Qual è il tuo più bel progetto realizzato?
Ognuno in qualche modo è speciale e unico, difficile scegliere!

Atelier Grafico ha intenzione di espandersi?
Per il momento no, ma in futuro non si sa mai.

Useresti Atelier per sponsorizzare una causa? Cosa invece non faresti mai, con il marchio Atelier Grafico?
Non credo. Atelier è nato e deve continuare a essere un lavoro nel quale creare “sogni su misura”, non lo snaturerei unendolo ad attività di altro genere.

Quando rivedi le tue creazioni, a distanza di tempo, cosa provi?
Come tutti gli artisti tendo a maturare nel tempo, sono in continuo aggiornamento e miglioramento, per cui a volte capita di trovare i difetti nelle opere datate. Ma ammetto che in certi lavori “intramontabili” resta una grande soddisfazione.

La copertina ideale di Atelier Grafico, quale immagine rappresenterebbe?
Se intendi lo stile, non ne ho uno che prediligo. Ogni lavoro è la possibilità e la sfida per fare qualcosa di nuovo.

Quanti social network rappresentano la tua attività?
Google + https://plus.google.com/u/0/b/109095890686953321571/109095890686953321571/posts
Facebook https://www.facebook.com/AtelierGraficoWeb
Pinterest https://www.pinterest.com/ateliergrafico/

Qual è la tua modalità di lavoro, il programma (o i programmi) in uso. L’ispirazione arriva sempre? Descriviti al lavoro, come in un libro!
Dipende molto dal tipo di lavoro, prendiamo la realizzazione di una cover per un libro. Innanzitutto faccio compilare una scheda all’autore con una serie infinita di domande che vanno dal genere del libro alla descrizione dei personaggi. Siccome la copertina deve piacere al cliente, il cliente deve dirmi tutto quello che ha in mente: come la vedrebbe, se ce ne sono altre che gli piacciono o se ama uno stile in particolare. Appreso questo, posso fare delle proposte. Cerco di fare un lavoro molto mirato per cui indago accuratamente nella parte iniziale. A volte, in caso di personaggi specifici, invito proprio l’autore a ricercare con me il volto del modello più adatto. In altri casi, oltre alla sinossi, leggo tutto il libro (operazione non sempre possibile). Ho clienti storici che mi danno carta bianca, altri con idee molto precise che vogliono una realizzazione mirata.
Una volta capita l’impostazione, faccio una ricerca di immagini da assemblare e, raggiunta una rosa di possibilità, le sottopongo al cliente.
Solo in quel momento inizio a lavorare con la grafica. Il lavoro di ricerca occupa almeno il 50/60% del tempo.
I programmi di norma sono Photoshop e Illustrator. Dispongo di una tavoletta grafica di alto livello e di uno scanner per eventuali dettagli disegnati a mano. Capita raramente, ma posso disegnare e dipingere anche su carta.
Un po’ come la scrittura, l’ispirazione va e viene, se ho una giornata “no”, chiudo e aspetto il giorno successivo.

Quando hai compreso che potevi fare questo lavoro? Che istruzioni hai alle spalle? È stato difficile iniziare?
Ho iniziato ad appassionarmi al disegno fin dall’asilo. Ce l’ho nel sangue, credo. Dopo essermi diplomata come maestra d’arte in arti applicate ho iniziato a usare il computer da autodidatta. Il resto me l’ha insegnato il lavoro sul campo.

Se ce l’ho fatta io, possono farcela tutti… ma non è un percorso veloce. Per diventare un grafico serio occorrono anni di esperienza. Io amo questo lavoro quasi quanto amo scrivere.

Cosa consiglieresti per iniziare invece, a qualcuno molto dotato?
Una persona dotata per la grafica dovrebbe essere oltre a fantasiosa estremamente “pulita” e precisa nel lavoro. Serve gusto e ordine. Se questa persona non ha la possibilità di imparare direttamente in un’azienda, consiglierei un corso approfondito dove si possano fare anche esercitazioni pratiche.

Finirà questa crisi, oppure è un cambiamento epocale?
La crisi non esiste, c’è solo un modo diverso di fare e gestire le cose. Conosco aziende che in questi anni hanno triplicato il fatturato. Chi si siede muore, bisogna evolversi, sempre.

Hai mai avuto problemi nel tuo lavoro?
Essere free-lance non è facile; ci sono mesi in cui si ha tanto lavoro da non sapere come gestirlo, altri in cui c’è poco e nulla. Bisogna dosare fondi e risorse. Io, facendo anche la scrittrice, approfitto dei periodi “calmi” per portare avanti i miei progetti personali.

La tua esperienza è inerente al tuo lavoro oppure spazia ad altri argomenti (programmazione, montaggi video et similia)
Mi diletto con i video, ma non mi ritengo una professionista in materia, tanto è vero che spesso li realizzo solo per me.

https://www.youtube.com/watch?v=dE_HRGDiZFQ

Di’ qualcosa agli utenti per convincerli a rivolgersi a te.
Non devono chiedere a me, ma ai clienti con cui già lavoro! Il passaparola è la migliore pubblicità.

photoDue chiacchiere con Lorena Laurenti

Tre parole per descrivere Lorena?
Poliedrica, estroversa, intraprendente.

Lorena versione Autrice, ti va di parlarcene?
Ho iniziato a scrivere nel 2011, più o meno. Così, di punto in bianco. Avevo una storia in mente da anni e mi sono detta “scrivo un libro!”. Poi i libri sono diventati tre. Sono stata una dei primi self-publisher italiani e, nel 2012, TRI è rimasto per mesi ai primi posti tra i best-seller Amazon. Nel 2013 e nel 2014 è uscito Nero Assoluto, urban fantasy ambientato nella mia “città adottiva”, Treviso. Questo febbraio, come aperta provocazione, ho scritto un racconto “game”: 50 sfumature… di libri. Attualmente sto scrivendo Figli del Sole, sequel di Nero Assoluto che spero di far uscire prima di Natale. Tra i progetti futuri c’è un restyling di TRI sia nei contenuti sia nella grafica (ogni tanto ci vuole!) e un nuovo libro molto “provocante”: Fission. Di questo ho già scritto le prime cento pagine, ma ho bisogno di elaborare più lentamente l’idea.

Mi ritengo una scrittrice “evolutiva” perché dietro alle mie storie young adult ci sono verità e insegnamenti che voglio trasmettere al lettore: ognuno saprà coglierli in base alla sua apertura mentale.

Se il tuo libro diventasse un film, chi vorresti come regista e nel cast?
Regista non saprei, però vedrei molto bene Tri diviso in quattro film (mica mi accontento di poco io!) e zeppo di effetti speciali. Attrice immancabile sarebbe Emma Watson.

Che rapporti hai con la lettura?
Leggo ogni sera prima di dormire, leggo più che posso e di più generi, anche se prediligo il fantastico.

Un libro (o saga) di cui vorresti il proseguimento?
Harry Potter. Ma sembra lo facciano, vero?

Qual è la cosa peggiore, quella che non tolleri, quella che ti fa chiudere un’amicizia?
La falsità, il sentirmi presa in giro.

Che opinioni hai sul… paranormale? Considerando che la scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà che ci circonda e che solo pochi vedono, in pratica esiste un 96% di ‘mondo che non si vede’.
Io vedo il mondo che non si vede ogni giorno. In effetti io non scrivo fantasy, descrivo la mia realtà. Credo nella magia, nelle energie sottili, nell’essere umano come Dio di se stesso. Pratico tecniche energetiche, meditazione e uso le onde quantiche per cambiare la mia realtà. Fuori dagli schemi convenzionali, sono una persona molto spirituale. Tutto questo cerco di trasmetterlo tra le righe.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica, pensaci bene, quali sono i tuoi tre desideri?
Saper leggere nel pensiero a comando, volare, teletrasportarmi.

Che rapporto hai con gli Animali?
Ne ho molto rispetto, vedo l’anima che c’è in loro. Pur non essendo vegetariana, cerco di limitare al massimo la carne e di non comprare accessori superflui di pelle o altri oggetti che derivino dalla loro sofferenza. Sono affine ai gatti.

Ti sei mai persa, per poi ritrovarti? Se puoi, ti va di approfondire l’aneddoto?
Spesso. Sono una persona che vuole evolversi, sto facendo un percorso di crescita interiore. Credo nella reincarnazione e baso la mia vita sull’idea che tutto ci serve per migliorarci, sia le cose belle sia le brutte. Noi siamo padroni del nostro destino e tutto quello che ci accade non dipende da fattori esterni ma dal nostro volere (anche quelle cose per cui di solito si dice “che sfortuna!”). Con questo presupposto, si ha la piena responsabilità delle proprie azioni. In una domanda precedente mi hai chiesto qual è la cosa peggiore che mi fa chiudere un’amicizia. Ho dato una risposta che, in effetti, per me corrisponde al vero, ma oltre quella risposta la prima cosa a cui ho pensato è stata: “Se una persona si dimostra falsa con me, mi fa vedere un mio specchio. Vuol dire che devo lavorare su me stessa. In realtà dovrei ringraziare quella persona.” Ecco, nella mia vita faccio di continuo questi ragionamenti. Il bello è che ci si può alzare ogni mattina con stupore… perdersi per poi ritrovarsi.

Hai degli scheletri nell’armadio?
Tanti, di questa vita e di vite passate, ma un pezzetto alla volta cerco di toglierli.

Grazie per questa opportunità!

———————————————
Ed io ringrazio te Lorena, per avermi dato la possibilità di conoscerti meglio!
PS – la domanda sulle vetrina fisica era riferita ad un negozio/esposizione, in strada 😉

Pubblicato in: Mezz'oretta con l'Autore

Mezz’oretta con … Laura Rocca!!

61ilyc+rjsL._UX250_

ACQUISTA E SEGUI LAURA SU AMAZON

L’AUTRICE

A beneficio di chi non ti conosce, vogliamo riportare la tua bio, presente sul tuo sito a questo link —> CLICK

Buonasera tutti e ringrazio anticipatamente tutti coloro che passeranno questo momento con noi e Laura, qui sotto l’intervista, la pubblico un momento prima per farvela leggere tranquilli. Dalle 19 Laura sarà on line per una mezz’oretta e potete confrontarvi con lei !
Spesso gli Autori hanno dei gruppi o dei cantanti beniamini, anche tu ne hai uno o più di uno?
Attualmente non più del dovuto, avevo un cantante che adoravo, Roy Khan dei Kamelot, ma purtroppo si è ritirato. Per il resto sento tanta musica, ma non c’è nessuno che seguo con particolare partecipazione. Parlando di attori Jamie Campbell Bower.

Qual è la cosa peggiore, quella che non tolleri, quella che ti fa chiudere un’amicizia?
Il comodo, rendersi conto che le persone ti apprezzano solo quando gli servi per qualcosa. La seconda cosa è la banalità/essere senza opinioni. Le persone che, quando interagiscono con me, non hanno un’opinione forte sulle cose mi stufano. Si può essere perplessi o dubbiosi su qualcosa, ma se su ogni argomento che tocchi è così io mi stufo, mi sembra di parlare con un comodino.

Hai delle aspettative ora che il ‘peggio’ è passato e puoi goderti i frutti della tua pubblicazione, vuoi condividerle con noi?
Non trovo che il peggio sia passato, né che sia il momento di sedersi, anzi è il momento di lavorare il doppio per promuovere il libro. Io non sono nessuno e non mi aspetto che i lettori arrivino a frotte standomene “seduta comoda” ad attenderli.

Hai fatto un grosso lavoro di socializzazione, dando la possibilità a molti di avvicinarsi alla tua persona reale e lo hai fatto soprattutto per curiosità e non per promuoverti, è stato questo il grande segreto del tuo successo, oppure pensi che sia stato qualcos’altro?
Non c’è stato nulla di calcolato, io sono semplicemente me stessa nel bene e nel male. Penso che sia questo ad essere arrivato alle persone che leggono il blog.

Celine aveva un rimpianto, Laura ne ha qualcuno?
Sicuramente quello di non aver obbligato i miei genitori a iscrivermi al liceo classico anziché ragioneria.

Nel primo libro parliamo di ‘un mondo che non vedi’ ma, la scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà che ci circonda e che solo pochi vedono, in pratica esiste un 96% di ‘mondo che non si vede’ qual’è la tua opinione in merito, al di la del romanzo?
Credo che sicuramente non usiamo tutto il potenziale del nostro cervello.

E’ emerso da precedenti incontri, la tua abilità nei lavori artistici, tipo fimo, ti va di parlarcene e di mostrarci qualcosa?
Sono una persona estremamente creativa e mi piace inventarmi sempre qualcosa di nuovo. Il fimo ed il lavoro di ricostruzione unghie in gel sono tra le cose che preferisco. Non lo faccio a livello professionale, ma solo per me stessa e per divertirmi.
Alcuni esempi: Bruco su foglia, Follettina, Folletta natalizia, Orecchini cioccolatino.

Ami l’epoca vittoriana e questo fatto è emerso anche nel tuo libro. Puoi svelarci se il tuo amore ha condizionato anche l’arredamento della tua casa? Magari mostrandoci qualche angolo?
No, la mia casa è arredata in stile puramente moderno, occorrono troppi soldi per arredare una casa in stile vittoriano senza prendere cose che possano sembrare “finte” .

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica, pensaci bene, quali sono i tuoi 3 desideri?
1) Diventare una scrittrice famosa;
2) poter mangiare solo pasta senza ingrassare mai;
3) tornare di dieci anni indietro e averne 25. Non inteso come tornare alla mia vita di quando avevo 25 anni, semplicemente essere me stessa ora con la vita che faccio, ma avere 25 anni.

Sappiamo del tuo amore per degli animali non comuni, come hanno influito e in che modo sulla tua mentalità da scrittrice? Vorresti raccontarci un po’ di loro e che cosa vorresti dire a chi decide di comprare una di queste creature? E come è entrato il furetto nella tua vita?
Il furetto è entrato nella mia vita perché Federico, il mio compagno, ne aveva uno e quando siamo andati a convivere lo ha portato con sé. E’ un animale che ti entra sotto pelle e che difficilmente riesce a uscire dal tuo cuore una volta che ci è entrato. Sarebbe impossibile dare dei consigli ai lettori sul furetto in poche righe, vi consiglio, prima di prenderne uno di: informarvi, informarvi e informarvi. Quando avrete finito riprendere da capo perché non sarà abbastanza. Il furetto è tutto fuorché un animale di facile gestione. Se pensate sia un animale da gabbia toglietevelo dalla testa; deve vivere in casa libero come il gatto. Se qualcuno volesse maggiori info è libro di contattarmi in privato. Per sapere cosa è un furetto per me consiglio la lettura di questi due post:
https://raccontidalpassato.wordpress.com/2015/03/30/il-mio-migliore-amico/
https://raccontidalpassato.wordpress.com/2015/04/18/chi-e-il-furetto/

IL LIBRO E LA SAGA

Nel libro ci troviamo di fronte a nozioni importanti come alchimia, cromoterapia ecc Ti ricordi quali titoli ti sono serviti per le tue ricerche?
In realtà ho fatto ben poche ricerche, tutto quello che ho scritto è puramente di mia fantasia. L’unica cosa che ho cercato sono stati i nomi esatti degli strumenti come le beute o il raccordo gocciolatore, ma l’ho fatto semplicemente guardando su un catalogo on-line di vendita di questi oggetti. Il sito era questo http://spazianistore.it/categorie/2/Vetreria-soffiata

Hai detto che i prossimi libri si svolgeranno in mondi a se stanti, escludendo il primo, e gli altri quattro per i quattro regni (appunto). L’ultimo cosa racconterà?
Non svelerò di certo di cosa parlerà il libro conclusivo della saga!

Venezia, la descrivi talmente bene che, non essendo la tua città, ci viene da chiederci che rapporto hai con essa?
Io amo Venezia, è l’unica città al mondo dove non si fatica a immaginare, girando per le strade, di vivere davvero in un’altra epoca. E’ per me un posto di grande fascino e se fosse un po’ meno distante penso ci andrei ripetutamente durante l’anno.

Senza incorrere in spoiler, Celine avrà un evoluzione fisica percepibile, nella descrizione narrativa, oppure resterà più o meno invariata dalla diciottenne che conosciamo?
Non avrà grossi cambiamenti fisici.

Molti Autori hanno creato delle loro mappe, come mai non ne abbiamo una anche per il tuo mondo? Verrà inserita nei prossimi volumi?
Era mia intenzione farla fare ma purtroppo ci sono stati dei problemi da parte di chi doveva eseguire il lavoro ed ormai era troppo tardi per trovare un’altra persona. Ho già preso in considerazione l’idea di trovare il modo di inserirla, mi piacerebbe averne una anche per tutti gli altri Regni che andrò a descrivere.

Fàs, il cattivone della tua storia, è un termine sempre gaelico oppure ha altre fonti?
Vuol dire Vuoto in Gaelico, è riportato nel dizionario alla fine del libro.

Se il tuo libro diventasse un film, chi vorresti come regista e nel cast?
Sinceramente ci sono cose mi interessano molto di più, soprattutto per evitare che il film diventi una porcheria come troppi che ho visto. Non cederei mai i diritti del libro per un film a meno di non avere l’ultima parola su tutto, specialmente sul copione e la sceneggiatura, questo implica anche il cast ed in quel caso ci penserò.

Nel mercato attuale, quale tipologia di gadget desidereresti venisse creata per prima?
Sarebbe indubbiamente meraviglioso avere una rappresentazione reale dei talismani.

Esiste una copia cartacea del tuo esordio: ‘Le Cronistorie degli elementi – il mondo che non vedi?
No.

In tutta onestà, puoi dirci a cosa ti sei ispirata per alcuni tratti di questo libro? Noi abbiamo visto diversi omaggi, tra libri e videogiochi.
Non c’è stato qualcosa in particolare, ho cercato di cogliere il meglio di tutto quello che ho letto. Mi spiego meglio. Leggendo moltissimi libri di questo genere ho spesso colto molte cose che mi piacevano un sacco e cose che non mi piacevano per nulla; immedesimandomi in queste descrizioni o situazioni ho sempre pensato a come le avrei volute perché fossero perfette per me. Posso dirti che mi sono ispirata al modo di scrivere di J.K Rowling, che ammiro infinitamente per la perfezione assoluta della sua coerenza su ogni più piccolo dettaglio. Come ad esempio un oggetto di Silente che poi nell’ultimo libro servirà a Ron; questo vuol dire che anche lei, come me, aveva pensato a tutto sin da subito e questa per me è l’unica maniera coerente di procedere. Sinceramente sui videogiochi ho la mente vuota a riguardo, mi piacerebbe sapere cosa ti ha fatto sovvenire perché non mi sono ispirata a nessun videogame, probabilmente i giochi a cui pensi tu non li ho nemmeno mai giocati!

Non perdi occasione di enumerare le specialità di Aidan, ma, in questo volume è Celine la vera bomba, un personaggio talmente descritto bene da credere reale, perché Aidan è così scialbo? Ci puoi svelare qualche bocconcino informativo che ci faccia desiderare di conoscerlo meglio?
Non si può raccontare tutto di ogni personaggio nel primo libro di una saga. Aidan ha moltissimo a che fare con la storia, ma tutto ciò che riguarda lui verrà svelato e conosciuto molto, molto lentamente.

Hai espresso e spiegato i problemi riguardo all’editing in diversi commenti nei blog, ti va di raccontarci le tue serate da autodidatta? Che metodo hai usato (strumenti di word, programmi on line), vorremmo ricordare insieme a te le fatiche nel terminare il libro.
Ho usato solo “gli occhi” e il correttore di word per cercare tutti quei classici refusi di battitura, tipo una doppia mancante o due lettere invertite. Ho inoltre usato lo strumento di word “cerca” per cercare tutti i “si” del romanzo per distinguerli dai “sì” affermativi, tutti e “li” e i “lì”, i “se” e i “sé” . Il motivo per cui non ho usufruito di un editing professionale è che non mi potevo permettere di spendere la cifra richiesta. Essendo una mole enorme di pagine la cifra richiesta era davvero elevata.

L’uscita del tuo libro è stata un successo sin dal principio, ora, per non far ‘rattristare’ i lettori in lunghe attese si necessita trovare un editore serio, come intendi muoverti?
Mi ha stupito moltissimo il boom di vendite del libro, onestamente non me lo aspettavo proprio. Avevo già proposto il mio libro ad alcuni editori, ma non è stato preso in considerazione, magari non lo ha mai nemmeno letto qualcuno, difficile da dire. Credo che, se il libro dovesse assestarsi ad una certa posizione, al di là del botto iniziale, varrebbe la pena di ricontattare questi signori segnalando la cosa.

Parlaci di Amazon, come ti sei trovata nella procedura di caricamento del libro?
E’ tutto molto semplice ed immediato, inoltre, se post pubblicazione notate un errore nel file, potete modificarlo quante volte volete, senza limite alcuno, entro 12 ore dalla vostra modifica il testo on-line avrà le correzioni da voi apportate.

IL LIBRO e… il CIBO!
Di tutti i piatti succulenti e manicaretti vari apparsi nel primo libro e per i libri futuri, verrà creato un volume a parte con tutte le ricette complete?
Chissà, magari se un giorno avrò un editore potrebbe essere un simpatico gadget per i lettori.

Ci puoi svelare come sia possibile che Buonia possa espletare tutti quei compiti da sola? Chiunque cucini realmente conosce la tempistica necessaria, quindi le possibilità sono tre; 1) licenza poetica; 2) A quale ristorante si rivolge? 3) Dietro c’è Kaina che esterna la sua seconda dote positiva.
Quando Aidan porta Celine alla villa viene specificato che ci sono un sacco di altri residenti, anche se non le vengono presentati personalmente. Semplicemente Buonia dirige il tutto, ma ci sono altri domestici.

Ora una domanda seria: non hai mai pensato che fosse contraddittorio per dei custodi della natura banchettare con cibi di provenienza animale? E poi, che impatto pensi abbia, suoi tuoi futuri lettori vegani, quella profusione di alimenti non compatibili? Tu sai che questo argomento si espande sempre di più.
Si tratta di Custodi degli Elementi e non della natura. Non credo sia contraddittorio. Se esiste un popolo fortemente legato alla natura, alla vita e al rispetto di ogni singolo essere vivente possiamo citare i Na’vi, il popolo di Avatar, eppure anche loro cacciano gli animali, quando li uccidono li ringraziano e si scusano. Per loro il concetto di morte come lo intendiamo noi non esiste, quando qualcuno muore va da Eywa che è un specie di tutto cosmico, che si rivela esistere realmente ed essere dotata di una sua coscienza. Eywa è per i Na’vi la Grande Madre, fatta di tutte le cose viventi: essa non prende le parti di nessuno, ma protegge l’equilibrio della vita. Richiami a Eywa si incontrano in ogni aspetto della vita quotidiana e sociale dei Na’vi, dalla preghiera con cui si ringrazia una preda uccisa e le si augura di riunirsi a Eywa allo tsaheylu, dalla tsahik, (l’interprete del volere di Eywa), al fatto che i Na’vi seppelliscono i loro defunti assieme ad un atorika, un seme dell’Albero delle Anime, affinché possano ritornare a Eywa. È convinzione dei Na’vi che Eywa provveda ad ogni loro bisogno agendo sulla fauna e sulla flora di Pandora inclusi gli stessi Na’vi, cosa che trova parziale riscontro nella straordinaria stabilità demografica dei Na’vi in interi millenni. Andando oltre questo, che è solo un esempio di civiltà fortemente legata alla natura e alla vita, posso dirti che il libro è un Fantasy e non un libro di propaganda animalista. Nella presentazione dei banchetti spesso ci sono sia portate vegetali che non, semplicemente non viene spiegato chi mangia cosa poiché io ritengo che ognuno sia libero di fare le sue scelte e mangiare ciò che vuole senza per questo dover essere giudicato da qualcuno. Io stessa non ho mai mangiato pesce in vita mia, il solo odore mi ripugna e ho affermato spesso nei vari blog, tra i commenti, che il sapore di sangue e di cadavere che sento nella carne mi disgusta. Per cui Celine mangia tutto. Mai avrei voluto creare un personaggio del quale, qualcuno, avrebbe potuto accusarmi di aver fatto una copia a mia immagine e somiglianza e oltretutto a scopi propagandistici, sia per un verso che per un altro. Inoltre la società dei Custodi è ambientata in un tempo che non è quello odierno. Mi spiego meglio. I Custodi, a Gallaibh, non interagiscono con il mondo, non hanno tv, non hanno supermercati, non hanno allevamenti intensivi, vivono come si viveva mille anni fa, con il fabbro, il conciatore di pelli, il negozio di candele e via dicendo. Non c’è il concetto di cibo che esiste nella nostra società. Il libro è ambientato ai giorni nostri, ma loro non sono una società che vive a giorni nostri.

DOMANDE EXTRA

Racconti del passato, un opera scritta per passione e per farti conoscere. Ci metterai ancora mano? Hai qualcosa di goloso da dirci sulla sua evoluzione?
Al momento Racconti dal passato andrà in vacanza. Continuerò solo con la pubblicazione fissa del romanzo a puntate, ma gli articoli d’approfondimento riprenderanno a settembre. Noto sempre più che i blog, in vista dell’estate, si stanno svuotando. Sempre meno gente sta davanti al pc, specialmente il sabato e la domenica è un vero mortorio. Non voglio che persone realmente interessate a ciò che scrivo si perdano gli articoli quindi ho deciso di aspettare a pubblicarne altri. Continuerò invece con la pubblicazione di Lady Jessica per non lasciare i lettori senza seguito così a lungo.
Dopo il romanzo su Lady Jessica è previsto un romanzo su Abby, la sua più cara amica e sorella di Michael. Va detto, per onestà, che non garantisco che questo romanzo inizierà appena terminerà Lady Jessica.
Il seguito delle “Cronistorie degli Elementi” ~ “ Il Regno dell’Aria” vedrà iniziare la sua stesura definitiva a settembre, quindi, fino a che non sarà terminato, non ho intenzione di dedicarmi ad un altro romanzo. Diverso è per gli articoli di approfondimento sul vittoriano che, non richiedendo una componente di fantasia da parte mia, proseguiranno con regolarità. Ovviamente se potessi vivere del solo scrivere la cosa assumerebbe tutto un altro aspetto, avendo più tempo a disposizione e non dovendo lavorare, potrei dedicare tutta la giornata alla scrittura anziché solo poche ore la sera. Per cui, se siete miei avidi lettori, affrettatevi a diffondere le Cronistorie, fate in modo che i vostri amici lo comprino e ne parlino, insomma, aiutatemi a sfondare!

Sul tuo blog, appunto Racconti del Passato, sono previste nuove rubriche, nuovi racconti? Hai dei progetti per lui?
Come ho detto, quando finirà “Lady Jessica” seguirà la pubblicazione di un altro romanzo su Abby.

Hai altri progetti ‘intenettiani’?
Al momento direi di no. Desideravo aprire un canale you tube, ma ho troppo poco tempo, non riuscirei a gestire il tutto.

DOMANDE SPOILER SUL LIBRO

Matteo non vedeva sul serio la vera forma di Mercurio o anche quella era una recita da parte sua?
Il caso di Mercurio non viene approfondito, ma viene fatto intuire; non si tratta solo di un’illusione. Celine stessa, quando lo rivede la prima volta, si domanda come sia possibile non averne percepito il reale peso o la reale dimensione. Quando entra nella stanza lei, inizialmente, lo vede come un animale, come sempre. Poco per volta lo vede cambiare perché lui sta mutando davanti a tutti, non è un’illusione è un mutamento di forma.

Tra i vari personaggi di questo libro che abbiamo imparato ad amare ed odiare, ci puoi dire, sei puoi con un semplice sì o no, se qualcuno di loro si lascerà tentare dal tradimento?
No, direi che è uno svelare troppo.

In una precedente intervista a Celine (a questo link), lei ha affermato di avere un rimpianto per una cosa che poteva fare e non ha fatto, con un semplice sì o no, puoi dirci se parlava di un rapporto completo con Aidan?
Nì, è qualcosa di molto di più.

Durante l’epilogo Aidan ripensa a ciò che ha visto quando Celine è entrata in contatto con gli spiriti, il fatto che questa cosa non è ben chiara nella narrazione è volontaria? Lo sapremo nei prossimi volumi?
Sì, è una precisa scelta di storyline che non se ne sappia di più al momento.
CONCLUSIONE
Ora, vorrei concludere con un argomento molto molto, delicato: sia durante la lettura generale, che durante il capitolo Bonus dopo l’epilogo, la fantasia, penso, che abbia galoppato furiosa un po’ in tutti i tuoi lettori, sullo strano personaggio di Matteo e di Fàs, con tutti quei dialoghi enigmatici. Noi non ti chiederemo nulla in merito che tu non voglia dirci, ma, date le circostanze di incertezza sulla tempistica delle tue prossime uscite, ti andrebbe di regalarci un brano del prossimo volume?
Il Libro è uscito la settimana scorsa, mi sembra un po’ prematuro mettersi a regalare capitoli bonus in più ai lettori. No al momento non ritengo opportuno snocciolare altro sul futuro del libro, queste cose vanno usate nel tempo e con sapienza, il cottimo stanca tutti.

——————————
Infine io ti ringrazio, Laura, preparare quest’intervista è stato un vero piacere. Sinceramente!
Lascio le persone con un ultimo link, una delle tue tappe (secondo me) più riuscite e penso che possa aiutare le prossime perle nascenti che pubblicheranno i loro lavori! Le recensioni della libraria

Per chi vuole ulteriormente approfondire ecco TUTTE le puntate del BlogTour —> CLICK