Pubblicato in: 2017, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., Trilogia

Non fa il salto di qualità, purtroppo.

Emma é una ragazza semplice dall’inconsapevole fascino magnetico. La sua vita tranquilla, al confine dell’invisibilità, verrà sconvolta da un cambiamento radicale ed improvviso che la catapulterà nel complesso e violento mondo di streghe e vampiri. Un’inaspettata e travagliata transizione ne muterà in modo definitivo la natura e l’essenza trasformandola in un essere sovrannaturale mai esistito prima. Quando la straordinaria ragazza, accompagnata dai suoi amici di sempre e da un nuovo e viscerale amore, si troverà ad affrontare con coraggio la sua nuova vita imparando ad amarla e ad amare se stessa come mai prima, scoprirà di possedere uno sconfinato ed incontrastabile potere. È, questa, una appassionante ed intensa storia di amicizia, fratellanza e amore.

Di sicuro l’incipit è dotato della forza e dell’incanto della Natura in un modo davvero potente. Trovo inoltre che i personaggi siano molto ben caratterizzati e differenziati molto bene, avrei da criticare gli sviluppi di alcuni di loro, ma non sono del tutto sicura che sia necessario, direi che anche la trama è piuttosto consistente e anche molto sviluppata.
Tuttavia qualcosa, nel marasma generale di questo libro, non mi ha portato ai livelli di tangibilità che vado ricercando nella categoria Urban Fantasy, in certi tratti l’ho anche trovato un pelo stereotipato, anche se è rimasto fedele a sé stesso, indipendentemente dai piccoli cammei che ci riportano ad opere ben famose e piuttosto amate, potrei citare già un paio di nomi solo solo nel Self-Publishing.

Emma è sul filo del rasoio a livello comportamentale ma chissà come ha fatto mi è risultata un’eroina piuttosto convincente.
Il libro tocca una svariata gamma di sentimenti, dove solo l’ironia ha smosso le mie corde, il resto dei sentimenti, a parte alcune delle scene clou mi ha lasciata indifferente, in pratica tutto il motore di lettura è stato alimentato solo dalla curiosità.

Come primo volume non è malvagio, col tempo penso che continuerò la trilogia, ma non mi sento di avvicinarmi agli spin-off.
Ma vi ripeto: fatevi sempre una vostra personale idea!

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Pubblicato in: 2017, Dark, Giallo, Narrativa, Psico-Thriller, Sociale, Thriller, Vetrina dei Libri

Uomini che odiano le donne, sempre e comunque!

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Leggere questo libro è stata un’apnea emozionale!

Conoscere un nuovo Autore è sempre un po’ così, in dubbio, è come nella vita reale quando ti trovi in una nuova compagnia o comincia a frequentare nuove persone, in dubbio.

Questi sono i miei primi ricordi.
Non hanno un ordine logico, non possiamo darglielo, possiamo crearlo, ma per loro natura i ricordi non ce l’hanno. La memoria è fatta di materia onirica, un libro di storia con le pagine messe a caso.

La storia inizia “tranquilla”, se così si può dire: tranquilla, questa Napoli feroce non ci può stare! E con questo palcoscenico dal sapore crudo e autentico, veniamo a conoscenza di Alisa e Buba. E’ lei, è Alisa la protagonista assoluta di questo mondo di uomini che odiano le donne, è lei che qualcuno vuole, qualcuno che ha accumulato talmente tanto odio, fredda collera inespressa, da creare una ragnatela così fitta di mosse, da riuscire infine ad ottenere l’oggetto “dei suoi desideri”.

Il libro si alterna sapientemente tra capitoli che raccontano l’attuale tempo di narrazione, e capitoli che svelano il passato, raccontandoci dal POV (punto di vista) della protagonista stessa, ciò che ha subìto Alisa: angherie di inimmaginabili bassezze. Ma che non hanno fatto di lei un mostro. Questa protagonista femminile, così in contrasto con l’ambiente in cui è nata e cresciuta, anelava soltanto a condurre una vita “normale”, ma la vita (malavita), in certi luoghi del pianeta, assume connotazioni di normalità distorte e malate. Così Alisa è diventata un sicario.

Uccidere per vivere è una regola che ha solo due eccezioni:
niente bambini e niente di personale. Per il resto, tutto è permesso.

Lei e Buba, di cui scopriremo notizie e storia dalla sapiente penna di Diego Di Dio, affronteranno questa “dannata” storia fino alla fine, quando i loro volti saranno completamente intrisi nel sangue della vendetta. Di uomini che odiano le donne. Perché di questo stiamo parlando, non di ignoranza (non del tutto), ma di cattiveria ai limiti del sopportabile, di strade a senso unico prive di qualsiasi sbocco di speranza. Perché alla fine la corruzione dei soldi entra nel sangue e ti trasforma in qualcosa che non si dovrebbe essere, qualcosa che finirà comunque male.

Non c’è spazio per la serenità nel cuore dell’uomo.

I dialoghi sono eccezionali, l’Autore ci regala molte frasi dialettali, ma è lo stile narrativo che lascia spiazzati, degno del miglior Dan Brown in circolazione e per quanto riguarda la trama? A fine lettura tremavo, ve lo giuro. Sono arrivata davanti a Pier e le uniche parole che sono riuscita a dirgli sono state queste: -ho finito- Tutt’ora mi sento intontita dalla bravura di Diego e mi sono chiesta se ridesse sotto i baffi mentre portava la trama dove lui voleva, in modo sottile. Probabilmente la mia recensione non renderà giustizia alla sua bravura. Questa storia, che non lascia spazio a niente di quello a cui sono abituata nel Fantasy, storie di realtà crude, di bisogni immediati e di disperazione abissale è forte e potente: mozzafiato è la giusta definizione. Degno del miglior Wulf Dorn. Quanti nomi che sto facendo vero? Provatelo e provate a smentirmi, quando vi dico che -Fore Morra- è un Best Seller.
Ma non è solo Napoli, non è solo camorra. -Fore Morra- rimane coi piedi per terra, ma per fortuna non è solo sangue e pallottole, come scopriremo quando conosceremo hobby e passioni di Buba. -Fore Morra- è una famiglia, qualcuno che ti prende per mano e fa di tutto per proteggerti. E’ davvero un capolavoro, 5 stelle non sono sufficienti!

Sperai di poter aiutare Pavella per i mesi a venire, ascoltando le sue rime stupide e ridendo del suo sculettare esagerato. Ma non appena il tramonto cominciò a scendere sulla stazione, Pavella disse di smettere. E io sapevo il perché.

Tutto è coerente, i personaggi sono descritti molto, molto bene. Nessun  passo poco chiaro. Una narrativa impeccabile.
Questo è nel modo più assoluto un libro da acquistare! Acquista su Amazon

Pubblicato in: 2017, Dark, Duologia, Erotico, Kindle - letture digitali., Trilogia

Assolutamente NON convenzionale.

Convivere con la consapevolezza di avere tradito il proprio cuore non è semplice per Iryna, così come non lo è stato vivere nella menzogna negli ultimi due anni.
Quello che tutti credono è falso. Non è morta. Non ha dimenticato quello che ha fatto. E non ha dimenticato lui.
Prigioniero di un pericoloso gioco di potere, schiavo dell’ambizione che ha dominato tutta la sua vita, Genz non ha tempo di pensare al passato che ha seppellito in un angolo della propria memoria; almeno finché non rivede lei.
Entrambi feriti, entrambi orgogliosi, Genz e Iryna si troveranno ancora una volta uno di fronte all’altro.
Mettere da parte il passato e riscattare se stessi non sarà affatto semplice, soprattutto perché Iryna non è stata l’unica ad avere nascosto un segreto negli ultimi anni.

Il mio “rapporto” con Sagara Lux è iniziato come molti altri: con un semplice estratto, come faccio spesso. L’estratto è tutto per me, da quello determino la scelta o lo scarto.  Sagara Lux mi conquistò, anzi, massacrò i miei sensi e la mia curiosità già col suo primo dark romance –Di carne e di piombo

Ma parliamo di -Riscatto-, questo libro è l’ultimo di una duologia e tutto inizia con –Inganno– Staremmo parlando di una trilogia denominata -Broken Souls- Ma il secondo e terzo libro sono una storia a sé stante, così come il primo che si tratta di un libro auto-conclusivo. Riassumendo, la trilogia -Broken Souls- è composta da questi libri: 1) Di Carne e di Piombo; 2) Inganno; 3) Riscatto. Tutti raggiungibili su Amazon clicca per raggiungere Amazon.

-Riscatto- è un dark romance, con delle tematiche adatte ad un pubblico aperto e maturo, come inizio mi ha stupita un po’:  la tinta semi rosa pastello che emerge, così diversa dal timbro duro dell’Autrice, mi ha fatto credere (solo per pochi istanti), che forse i toni si sarebbero smorzati, ma il protagonista rinchiuso dietro le sbarre mi ha riportato sui binari consueti e da li è partito tutto.

Diversamente dal primo libro di Sagara -Di carne e di piombo- assolutamente viscerale e con i riflettori puntati sul rapporto morboso dei due protagonisti, tra l’altro una storia mai vista così ben strutturata (perché Sagara non scrive mere storie porno, va oltre: realizza delle impalcature molto coerenti)… dicevo il primo libro parlava di Amanda e Darren, la loro storia (sempre nell’ambito della malvivenza), è stata vissuta dall’esterno. Gli ultimi due libri, -Inganno- e -Riscatto- ci portano direttamente dentro le vicissitudini delle due famiglie. Da un lato Genz e company e dall’altro l’importante famiglia Giuliani. Entrambi famiglie ‘pericolose’.

Genz, incastrato e rinchiuso dal capofamiglia Giuliani, rimane indolente, apatico. certo non ha nessuna voglia di morire, ma nemmeno ha stimoli per uscire. Passa le sue giornate tra un’ora d’aria e un qualcuno commissionato per ammazzarlo, finché il suo ‘secondo’,  JC, a cui è stato affidato l’impero aziendale, vuole farlo uscire da questa impasse, e lo fa con l’unica cosa che interessa a Genz.

-Ci sono ‘cose’ capaci di fare impazzire un uomo-

E quando Iryna torna in scena, tutto si rivaluta, tutto su ribalta. E a Genz torna la voglia di uscire.
Ora, ci sono parecchie dinamiche da capire in questa duologia e francamente mi sento sul bilico dello spoiler, perché da un lato vorrei spiegare, dall’altro se lo faccio e qualcuno è curioso di leggere, difficilmente lo farà se spoilerizzo qualcosa.

La narrazione di Sagara è indubbiamente cresciuta. lo scopriamo leggendo tutti questi nuovi POV, così ben caratterizzati, ho trovato intrigante specialmente quello di Ivar! Ivar è talmente sfaccettato che meriterebbe uno spin off tutto suo!
Vi sono una marea di risvolti psicologici con cui venire a patti, una marea di dinamiche ‘violente’, tipiche di quel ‘tipo’ di mondo. Se da un lato la depravazione sessuale subisce un calo (del resto era inutile pompare sul sesso violento, l’Autrice sarebbe diventata scontata e noiosa come molti pseudo scrittori di mia conoscenza), il livello gestionale del capo-clan subisce un’impennata di varianti decisamente intriganti. I colpi di scena sono eccezionali e Sagara riesce a frantumarci il cuore di emozione con il personaggio forte, determinato, sfrontato e altrettanto fragile, che altri non è che Iryna, la puttana venduta che viene dalla Russia, la puttana che si innamora dello sfregiato e l’unica che gli si insinua nell’Anima, nonostante non se ne fosse nemmeno accorta.

Riscatto non è mai noioso, perché c’è moltissima carne al fuoco: il rapporto tra Genz e Iryna, tormentato oltre ogni limite, il confronto tra personaggi nuovi (e non solo adulti), dinamiche psicologiche dannatamente intriganti, sorprese accattivanti, colpi di scena talmente incredibili da dubitarne e altre situazioni che creano angoscia.

Quando ho conosciuto Iryna Semyonov, ho visto solo una puttana che articolava stratagemmi per salvarsi la pelle. Perché tutti vogliono vivere. Quello che ha passato lei, oltre alla narrazione di Sagara Lux, devasterebbe qualsiasi donna, e al di là della narrazione stessa, sappiamo tutti che esistono realtà di questo tipo, meno poetiche e più crude.
Iryna ha trasformato il suo dolore abissale nella sua forza e su questa linea non ha mai ceduto. Sagara Lux invece ci ha ricordato alcune cose che forse abbiamo dimenticato.

Sagara Lux è una bomba di Scrittrice, non ricordo più come l’ho conosciuta ma ringrazio il fato per avermela portata nel Kindle XD.
E questo libro è un omaggio a tutte le donne reali che espatriano per trovarsi all’inferno. Credo che Sagara Lux, ed io con lei, augurino a tutte queste donne di emergere e trovare la forza e perché no, anche l’amore.
Consigliato? Eccome!!

PER CHI FOSSE INCURIOSITO
e volesse avvicinarsi alla duologia Inganno/Riscatto, Sagara Lux ha realizzato questo cofanetto CLICK con finale alternativo e racconto inedito. Direi che è una golosità assoluta!

Pubblicato in: 2016, Dark, Trilogia

Anime Dannate… letture da brividi!

51s+3MiU22LIrlanda , anno Domini 1172
Dominio di Fairy Manor
Il duca Rhodry O’Connors viene assassinato. Sua moglie Savanne, accusata dell’omicidio, viene imprigionata nella torre di un convento. Prima di togliersi la vita in un atto di disperazione lascia una maledizione scritta col sangue sulle mura della sua cella: “Nessun O’Connors sul trono di Fairy Manor”.
Irlanda, 1993.
Celina Gandini è una restauratrice di dipinti dal passato turbolento.
Invitata a passare le vacanze a Fairy Manor dall’amica di penna Alexandra, Celina si trova suo malgrado coinvolta in una serie di omicidi e di eventi paranormali.
Al centro della vicenda lo spagnolo Rafael de Roya, che flirta con entrambe le donne, sembra nascondere segreti inconfessabili.
E il fantasma della duchessa assassina torna a chiedere vendetta, legando a sé ogni azione che Celina dovrà compiere per uscire dall’intrigo di una setta che metterà in pericolo la sua stessa vita.

L’inizio di questo primo romanzo inizia sotto il segno di tre aggettivi: rilassante, promettente e avventuroso.

La narrazione porta il lettore nelle vicende di un antico castello, Fairy Manor, ed un altrettanto antichissimo monastero, altalenandosi tra presente e passato.

Avremo quindi diversi filoni narrativi: quel che riguarda le vicende di un ducato e tutti gli intrighi che spesso vi stanno dietro. E, sempre nella medesima dimora, le vicende dei protagonisti contemporanei, alle prese con la ristrutturazione del convento ai fini commerciali.
E’ quel tipo di narrativa, molto stuzzicante, dove il lettore viene messo al corrente di fatti determinanti nella storia, mentre i protagonisti del libro sono ancora all’oscuro, così s’innesca quella curiosità di scoprire quando e come scopriranno quel fatto determinante e come influirà sulla loro psiche e sul proseguimento della storia.

C’è anche un fatto assai interessante, durante la narrazione, è inevitabile che un lettore non proprio vergine, si faccia delle precise idee di posizione dei vari protagonisti e l’Autrice sembra non curarsene molto, quasi a farmi credere che si tratti di un tranello, creato appositamente per rendere il colpo di scena ancora più pregnante, ma questo è da vedere.

E’ un fantastico affresco storico, anche se non ho la cultura (ne il tempo per fare ricerche) di sapere se è ispirato a filoni storici reali, oppure se è una creazione a sé stante; gli estratti storici che incorniciano i vari capitoli sono davvero convincenti e mistici, molto azzeccati ai fini della narrazione in questo contesto.

Il libro potrebbe essere anche auto-conclusivo, sebbene sia solo il primo di tre. Tuttavia dalla metà in poi accadono troppe cose che lasciano uno strascico di curiosità e, per quanto mi riguarda, appena posso, continuerò la storia, anche perché mi sono fatta delle opinioni precise e perché sento che ci saranno delle sorprese amare come il fiele.

In sostanza? Consigliato!

Pubblicato in: 2016, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., MITI, Narrativa, Sociale

La forza dell’Anima.

“Dodici porte” è una lunga fiaba che si snoda attraverso dodici passaggi simboleggiati dalle porte che la protagonista (Lunar) supera, 41nEdzhafuL._SX352_BO1,204,203,200_trovandosi a conoscere di volta in volta luoghi e dimensioni diverse. È un percorso di guarigione, ma anche un viaggio iniziatico alla scoperta delle sue reali origini. I personaggi e i luoghi incontrati rappresentano simbolicamente parti psichiche della protagonista e manifestazioni del percorso da compiere per superare il dolore legato al trauma subito.
Lunar è una giovane, vittima di violenza.

E’ stata una lettura talmente allucinante e surreale che no: non sono in grado di recensirla come si deve. Dimostrazione a confermare le mie parole: le 5 stelle Amazon che ho elargito senza batter ciglio.

Le mie prime impressioni, leggiucchiando qua e là, mi facevano pensare di trovarmi di fronte ad un libro di narrativa, dove avrei trovato una giovane donna ‘violata’, che deve ricostruire Anima e corpo e in effetti è così. Ma la violenza subìta non è la causa dell’incontro con ‘La Mamà’ e La Loba, in quella casa stranissima. La violenza subìta è solo il primo passo del percorso delle dodici porte che Lunar dovrà affrontare. Me lo ripeto, perché sono ancora frastornata dalla fine lettura: la violenza subìta non è la causa scatenante del percorso, ma l’inizio del percorso stesso. E soprattutto è anche un Fantasy.

Daisy Franchetto mi stordisce  e mi ‘uccide’ così, completamente disarmata e impreparata di fronte ad un eccellente opera narrativa che in tutto e per tutto è una matrioska di storie, di vite e di traumi. Ed ecco che, tra i vari riferimenti che si vanno cercando e scoprendo (i soliti confronti letterali) si riesce a dare una definizione del filone principale: una sorta di ‘Alice nel paese delle meraviglie’, o forse dell’orrore; un esempio è Alma, la rappresentazione del Brucaliffo 😉
Ma in questo libro non c’è solo Alice. Ho trovato anche le gotiche atmosfere di ‘La Bella e la Bestia’, durante la seconda entrata (quella conscia) nella casa : la scrittura e l’ambientazione sono talmente coinvolgenti, che arrivano come un dardo nell’Anima e lo senti proprio, quel ‘qualcosa’ che palpita nel tentativo di accendersi, come un’eco di qualcosa di mistico, dentro di noi.

Il problema (sarebbe meglio dire pregio) di quest’opera è che è farcita deliziosamente di esoterismo, simbolismo, riferimenti storici ecc (che purtroppo un’ignorante come me non può carpire a fondo). Ma non è tanto questo, piuttosto che appaiono tutti egregiamente amalgamati nella ricchissima trama. Sì, la trama è ricchissima di elementi di riflessione, di avventure, ricchissima di personaggi e delle loro vicissitudini e non è uno di quei libri pallosi, scritti pesantemente.

Daisy Franchetto ha ri-scritto senza dubbio un classico come ‘Alice nel paese delle meraviglie’, un’opera che ha tutte le carte in regola per andare sui grandi schermi. Un’opera che, dati i suoi contenuti così profondi e evolutivi, non discosta molto da un ‘Signore degli Anelli’.

Ok, mi direte voi. Tutto lì? No, non è tutto lì, ora sparo qualche critica e la sparo pesante, proprio per il pregio dell’opera: è il peggior libro che mi sia capitato sino ad ora, come presenza di refusi e dimenticanze, o frasi scritte non proprio scorrevoli, inoltre, l’incipit non è potente come il resto del libro. Se non avessi avuto un patto da rispettare, sicuramente avrei cestinato questo volume e, signori miei, sono felice di aver avuto quel patto, perché i refusi si possono eliminare e l’incipit rafforzare, ma una storia così non è facile trovarla.
Ma soffermiamoci un momento su refusi, frasi mal costruite e magari traballanti, dal momento che il libro è edito da una CE, che cavolo di CE è? Il mio collega (e compagno di vita) di blog, sostiene che la colpa risiede nella conversione testo/Amazon, ma andiamo, diavolo!! Sto leggendo libri sul Kindle da più di un anno e refusi ne trovo sempre, ma perché ho la sensazione che quest’opera è priva di editing?

Al di là di tutto è un testo che va assolutamente letto, se siete amanti dei percorsi surrealistici ed evolutivi, delle ambientazioni che fanno vibrare l’Anima, della ricchezza di trama. INSOMMA dovete leggerlo perché ho bisogno di sapere cosa ne pensate voi!

Pubblicato in: 2015, Dark, Giallo, Kindle - letture digitali., Psico-Thriller, Sociale

L’eccitazione dello stalker!!

nella-mente-dellipnotistaTRAMA – Si chiama Erik Maria Bark ed è l’ipnotista più famoso di Svezia. È a lui che si rivolge la polizia quando un testimone è sotto shock e non parla. Adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui: Björn è l’unico a sapere cos’è successo veramente in casa sua, cosa è accaduto a sua moglie, Susanna, e quali siano le tracce che lui stesso ha inavvertitamente cancellato. Sa tutto, ma non riesce a ricordare. E Björn deve ricordare, in fretta. Perché Susanna è solo l’ultima vittima di un killer che sta terrorizzando Stoccolma e che presto colpirà di nuovo. Il killer osserva, assedia. Filma tutto e invia il video alla polizia, come per sfidare le forze dell’ordine. Poi entra in casa, insegue le vittime stanza dopo stanza, e uccide. Perché è la morte in persona, e ha la certezza di essere inafferrabile. Erik Maria Bark è l’unica persona in grado di scovare, nella mente di Björn, degli indizi che permettano di fermare la strage. Quello che Erik non sa è che durante l’ipnosi emergeranno dei dettagli che lo riguardano. Dettagli del suo passato. Dettagli incriminanti. Quello che Erik non sa è che l’unica persona che si fidava di lui, l’unico poliziotto capace di raccogliere la sfida del killer, non può più aiutarlo. Il poliziotto si chiama Joona Linna ed è scomparso nel nulla da un anno. È stato dichiarato morto dalle autorità. E l’ipnotista deve affrontare da solo l’orrore che si annida nella sua stessa mente.

Ho letto ‘L’ipnotista’ proprio nel corso di questo mio primo anno in Sicilia (sono arrivata il 23 maggio 2014), un bel volume devo dire, trovato nella biblioteca di Courmayeur quando ancora ero su in Valle, spedito qui a Piazza Armerina e poi letto e devo dire dietro lo pseudonimo di Lars Kepler (che sono marito e moglie) si trova un lavoro abbastanza appetibile, non eccelso eh, ma godibile. Trovando poi ‘Nella mente dell’ipnotista’ tra i titoli di Amazon è normale che la mia curiosità si sveglia..
Premettiamo che è un bel papiro, mentre ne parlavo e commentavo con Pier, sul fatto che lo trovavo un po’ lunghetto e brodoso, lui mi ha gentilmente espresso il parere che quando il lettore percepisce questa sensazione è sintomo del fatto che la trama principale è già stata eviscerata tutta e ci cerca di farla andare avanti raschiando il fondo del barile e, tutto sommato, in questo caso specifico, non gli do nemmeno così torto… e se poi ad un certo punto, mentre leggevo mi è venuto in mente anche lo stile narrativo e il marchio di fabbrica tipico di Dan Brown non posso che avvalorare questa teoria…. ma…. e c’è sempre un ma, quando ormai sei alle cozze e prosegui la lettura per forza d’inerzia, quasi annoiato e ti trovi la soluzione li, tra una riga e l’altra e senza preavviso ti sbattono in faccia gli indizi principali ed un nome non si può che rimanere letteralmente a bocca aperta e allora il discorso cambia e cambia anche la marcia di lettura, premendo anche il bottone del NOS e via sino al finale, sudato e patito, fino all’ultima goccia di sudore.

Diciamo i pro e contro però: da una parte l’avventura, le infinite indagini sfiancanti che portano un po’ dappertutto tranne che dove si doveva guardare e poi alla tanto desiderata vendetta che è il perno di questa lettura, dall’altra parte, con qualche calcolo mentale ci si rende tranquillamente conto che per tutto il volume sono disseminate licenze poetiche a profusione, ovvero situazioni con così tante variabili, che riescono ad andare comunque come ‘vuole’ l’assassino, e certe scene sono davvero troppo da digerire, ma le ho prese con un sorriso. Quasi come andare a fare la spesa col supermercato vuoto, senza nessuno che ti urta, senza bambini dalla voce così acuta da tramortirti i timpani e senza furbetti alle casse che ti guardano con aria strafottente, insomma capito no?
Al di la di queste cavolatine, anche se comunque è un argomento importante ai fini di un libro ‘serio’, direi che è una lettura godibile, un tantinello più alta del mediocre, certo, ci va un filino d’impegno per arrivare a quel circa 70% di lettura (versione e-reader) per godere dell’esplosione di tutta la faccenda e finire il libro in un soffio.
Inoltre il finale fa riflettere moltissimo e secondo me cambierà il vostro modo di passare le giornate quotidiane!!
Provatelo e se non conoscete Eric Maria Bark vi conviene prima leggere l’ipnotista —> click

Pubblicato in: 2015, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., Trilogia

Strutturato male, secondo me. (vol.3)

Fate-delle-Tenebre-Holly-Black-Cover-italianaTerzo ed ultimo libro della trilogia -Fate delle Tenebre- ‘La guerra delle Fate’
Cosa volevano tutti dopo aver letto il primo libro? Leggere nel secondo libro il proseguimento delle avventure di Kaye, Roiben e company, invece cosa ci siamo trovati? Personaggi nuovi in una trama avvincente solo il 30% circa. La mia speranza ricadeva su questo volume in cui tutti i personaggi si elaboravano ed intricavano in un super mega finale da lasciarti senza fiato, invece cosa abbiamo: il proseguimento delle avventuree di Kaye, Roiben e C. dove solo uno dei personaggi del secondo libro spicca “per utilità”. E allora cosa c’è che non va? Non so, ma qualcosa stona. Forse poteva essere una duologia, eliminando tutta la trama sconnessa del secondo libro, non saprei, fatto sta che il primo libro ha un sapore delizioso, poi qualcosa cambia.
Di positivo c’è da dire che l’Autrice scrive bene, sì, indubbiamente ti coinvolge. Sebbene nel suo mondo tutte le creature fatate sono comunque ‘maligne’, pazienza, c’è del buono in qualche perla solitaria qua e la.
Non mi sento di sconsigliarlo.

Pubblicato in: 2015, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., Trilogia

Sono perplessa o delusa? (vol.1)

TRAMA – Val, infuriata con la madre, parte per New York e decide di perdere l’ultimo treno che la riporterebbe a casa. Nella grande città è attratta da un gruppo di squatters che vivono nel labirinto di gallerie della metrimage_bookopolitana ma il fascino dei nuovi amici ha qualcosa di oscuro e incantato: Lolli parla di mostri che abitano i tunnel e si inietta una polvere scintillante che ha il potere di far danzare le ombre, Luis sostiene di stringere patti con creature che nessun altro vede, e il fragile Dave lascia che Val lo accompagni a fare una misteriosa consegna… a una donna che al posto dei piedi ha zoccoli di capra. In quel mondo di creature fatate in esilio, Val si ritrova presto coinvolta in una serie di strane morti.

Secondo libro della trilogia -Fate nelle tenebre-

O è una lanterna per lucciole oppure la Black intersecherà magistralmente un volume che parla vagamente di fate ma che col primo libro non ha nulla a che vedere o quanto meno è discostato.
Oltre che a presentare personaggi nuovi, questi non incrociano nemmeno la strada dei vecchi personaggi (se non alla fine via), a malapena si parla del Re della Corte delle Tenebre.
Il pretesto per fa andare la trama là dov’è andata è abbastanza buono, tuttavia lo svolgimento di quella trama diventa pensante e vomitevole, il libro diventa interessante solo a pochi passi dalla fine.
Spero che non sia un riempibuco dell’Autrice perché altrimenti la mia stima scenderebbe piuttosto in basso.
Volevo brevemente scrivere due parole sparute su questo capitolo dato che mi sono già inoltrata nell’ultimo, dove finalmente si riparla di Kaje, di Roiben ecc ecc…
Incrocio le dita.

Pubblicato in: 2015, Dark, Fantasy, Trilogia

L’organigramma del bene e del male.

27430TRAMA – La sedicenne Kaye si era quasi abituata a seguire le peregrinazioni della madre aspirante rock star da un locale fumoso all’altro. Ma adesso è tornata a vivere dalla nonna, ritrovando gli amici d’infanzia e i suoi fatati compagni di gioco, che si rivelano meno immaginari di quanto credesse. Per aver soccorso un misterioso cavaliere dai capelli d’argento, Kaye sarà coinvolta nella lotta tra il Regno delle Tenebre e quello della Luce, dove regine avide e orchi crudeli si contendono l’obbedienza delle fate dei boschi.

Holly Black, credo che, se non già subito, questo sarà un nome che verrà sussurrato dai discepoli del Fantasy. La Black ha messo mani nelle cronache di Spiderwick, di recente è uscito un certo Magisterium e nel frattempo la Mondadori ha rilanciato in supersconto diverse trilogie più o meno conosciute, tra cui questa. (grazie librolandia)
Io ho preso il primo libro molti anni fa, ritrovandomelo ‘casualmente’ tra le mani in queste settimane… Il nuovo, cioè la trilogia ha una copertina diversa.

Il mondo fatato di Holly Black è una copia del mondo in cui viviamo, la differenza sta che gli individui del mondo fatato possono essere buoni o malvagi così, senza una ragione precisa. Sono come noi, ma senza l’ipocrisia di nascondere la loro vera essenza. Sono selvaggi come gli elementi della Natura.
Ma attenzione, perchè questa non vuole essere una critica negativa, questo è l’aspetto che mi ha colpito maggiormente, c’è anche da vivere (leggendo appunto), il rapporto che verrà a crearsi tra i due personaggi, che posso tranquillamente scindere in due linee come in un organigramma: l’amore e la politica. E non solo quello, ci sarà anche da vivere il percorso accidentato della ragazza, una piccola Alice allo sbando.
Insomma, questo primo libro è un bell’organigramma!
Sono felice altresì, leggendo tra le righe di ringraziamento, che l’Autrice ha mutato il suo target di lettura verso un pubblico più adulto che young, non sarebbe stata la stessa cosa altrimenti tra i due… ehehehe e ora fatevi tutte le strane idee che volete ma dovete leggerlo per sapere XD.

Lo stile narrativo è indubbiamente coinvolgente, dal momento che ieri sera non riuscivo a staccarmi per andare a letto ed oggi ho pranzato leggendo.
Credo che la situazione affascinante sia appunto l’impatto che la fantasia ha sulla realtà, Le cronache di Spiderwick narravano questo e lo facevano credere come il bianco su nero.
E’ chiaro che io sono una sostenitrice dell’Altro 96% (noi viviamo solo il 4% di una realtà inimmaginabile), così come è chiaro che l’uomo moderno ha divieto di accesso a questi Universi paralleli a causa della frenesia odierna, a causa di questa società frenetica, questa società del diavolo.

Tornando a questo libro (pubblicato nel 2005, poi ‘Le fate sotto la città’  nel 2006, mentre ‘La guerra delle fate’ non era stato tradotto sino a quest’edizione) voglio dire che mi ha lasciato un buon sapore in bocca, la base socio/politica tra le due fazioni la trovo curiosa e stimolante, andrò sicuramente avanti perché voglio continuare a scoprire la visione del bene e del male dell’Autrice e perché no, voglio scoprire fin dove si spingerà il rapporto tra i due, scoprire quali sgambetti avrà intenzione di fargli fare la Black e soprattutto pregusto il finale, con la curiosità di sapere cosa mi lascerà! Quindi sì, acquisterò l’intera trilogia della Mondadori!

Pubblicato in: 2014, Dark, Fantasy, Saga, Trilogia

Giungere alla fine, come al solito!

TRAMA – Clary era convinta di essere una ragazza come tante e invece non solo è una Shadowhunter, ushadowhunters_citta_di_vetro_cassandra_clarena cacciatrice di demoni, ma ha anche l’eccezionale potere di creare rune magiche. Per salvare sua madre,, Clary deve addentrarsi nella Città di Vetro, luogo d’origine degli Shadowhunters, insieme al fratello Jace e al suo migliore amico Simon. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i suoi poteri per distruggerli, l’unica possibilità per gli Shadowhunters è stringere un patto con i nemici di sempre: i Figli della Notte, i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto poco a poco di quanto sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al più presto i suoi nuovi poteri. L’amore è un peccato mortale… e i segreti del passato rischiano di essere fatali.

La maledizione del finale colpisce un’alta percentuale di volumi, con il suo senso di angoscia per la perdita dei nostri beniamini, un po’ come essere lasciati: è un trauma, quasi sempre. Solo il finale di Hunger Games è riuscito a farmi chiudere con consapevolezza, senza quel senso di ansia da nostalgia!

Sin dal primo libro ho percepito l’eredità della saga di Twilight, a volte anche infastidita, fortunatamente l’ondata di astuzia dell’Autrice ha avuto la meglio anche per quest’ultimo volume, o forse ero talmente esagitata di leggere l’epilogo che ho bellamente ignorato eventuali segnali, fatto sta che mi è piaciuto molto. Tra tutti i personaggi quello che è stato più ‘denudato’  è stato proprio il ‘bellimbusto’ e ‘forte’ Jace, che è arrivato alla fine dopo aver dato davvero tutto, e, forse, è stato quello che magari ha deluso un pochino, ma si sa, gli eroi restano tali!
Magistrale interpretazione con il sovrannaturale, cavoli quanto ho esultato, non riuscivo ad immaginare che sarebbe finita così, che meraviglia!
Per quanto riguarda il finale, ho visto che i tre a seguire proseguiranno (anche) le vicende dei due, speriamo che riesca a tenere il passo con questi precedenti tre, per quanto mi riguarda con gli Shadowhunters faccio una pausa e molto prossimamente entreranno nella mia lista Kindle!

Thnaks and Stay Tuned!