Pubblicato in: 2015, Dark, Giallo, Kindle - letture digitali., Psico-Thriller, Sociale

L’eccitazione dello stalker!!

nella-mente-dellipnotistaTRAMA – Si chiama Erik Maria Bark ed è l’ipnotista più famoso di Svezia. È a lui che si rivolge la polizia quando un testimone è sotto shock e non parla. Adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui: Björn è l’unico a sapere cos’è successo veramente in casa sua, cosa è accaduto a sua moglie, Susanna, e quali siano le tracce che lui stesso ha inavvertitamente cancellato. Sa tutto, ma non riesce a ricordare. E Björn deve ricordare, in fretta. Perché Susanna è solo l’ultima vittima di un killer che sta terrorizzando Stoccolma e che presto colpirà di nuovo. Il killer osserva, assedia. Filma tutto e invia il video alla polizia, come per sfidare le forze dell’ordine. Poi entra in casa, insegue le vittime stanza dopo stanza, e uccide. Perché è la morte in persona, e ha la certezza di essere inafferrabile. Erik Maria Bark è l’unica persona in grado di scovare, nella mente di Björn, degli indizi che permettano di fermare la strage. Quello che Erik non sa è che durante l’ipnosi emergeranno dei dettagli che lo riguardano. Dettagli del suo passato. Dettagli incriminanti. Quello che Erik non sa è che l’unica persona che si fidava di lui, l’unico poliziotto capace di raccogliere la sfida del killer, non può più aiutarlo. Il poliziotto si chiama Joona Linna ed è scomparso nel nulla da un anno. È stato dichiarato morto dalle autorità. E l’ipnotista deve affrontare da solo l’orrore che si annida nella sua stessa mente.

Ho letto ‘L’ipnotista’ proprio nel corso di questo mio primo anno in Sicilia (sono arrivata il 23 maggio 2014), un bel volume devo dire, trovato nella biblioteca di Courmayeur quando ancora ero su in Valle, spedito qui a Piazza Armerina e poi letto e devo dire dietro lo pseudonimo di Lars Kepler (che sono marito e moglie) si trova un lavoro abbastanza appetibile, non eccelso eh, ma godibile. Trovando poi ‘Nella mente dell’ipnotista’ tra i titoli di Amazon è normale che la mia curiosità si sveglia..
Premettiamo che è un bel papiro, mentre ne parlavo e commentavo con Pier, sul fatto che lo trovavo un po’ lunghetto e brodoso, lui mi ha gentilmente espresso il parere che quando il lettore percepisce questa sensazione è sintomo del fatto che la trama principale è già stata eviscerata tutta e ci cerca di farla andare avanti raschiando il fondo del barile e, tutto sommato, in questo caso specifico, non gli do nemmeno così torto… e se poi ad un certo punto, mentre leggevo mi è venuto in mente anche lo stile narrativo e il marchio di fabbrica tipico di Dan Brown non posso che avvalorare questa teoria…. ma…. e c’è sempre un ma, quando ormai sei alle cozze e prosegui la lettura per forza d’inerzia, quasi annoiato e ti trovi la soluzione li, tra una riga e l’altra e senza preavviso ti sbattono in faccia gli indizi principali ed un nome non si può che rimanere letteralmente a bocca aperta e allora il discorso cambia e cambia anche la marcia di lettura, premendo anche il bottone del NOS e via sino al finale, sudato e patito, fino all’ultima goccia di sudore.

Diciamo i pro e contro però: da una parte l’avventura, le infinite indagini sfiancanti che portano un po’ dappertutto tranne che dove si doveva guardare e poi alla tanto desiderata vendetta che è il perno di questa lettura, dall’altra parte, con qualche calcolo mentale ci si rende tranquillamente conto che per tutto il volume sono disseminate licenze poetiche a profusione, ovvero situazioni con così tante variabili, che riescono ad andare comunque come ‘vuole’ l’assassino, e certe scene sono davvero troppo da digerire, ma le ho prese con un sorriso. Quasi come andare a fare la spesa col supermercato vuoto, senza nessuno che ti urta, senza bambini dalla voce così acuta da tramortirti i timpani e senza furbetti alle casse che ti guardano con aria strafottente, insomma capito no?
Al di la di queste cavolatine, anche se comunque è un argomento importante ai fini di un libro ‘serio’, direi che è una lettura godibile, un tantinello più alta del mediocre, certo, ci va un filino d’impegno per arrivare a quel circa 70% di lettura (versione e-reader) per godere dell’esplosione di tutta la faccenda e finire il libro in un soffio.
Inoltre il finale fa riflettere moltissimo e secondo me cambierà il vostro modo di passare le giornate quotidiane!!
Provatelo e se non conoscete Eric Maria Bark vi conviene prima leggere l’ipnotista —> click

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Pubblicato in: 2015, Giallo, Kindle - letture digitali., Psico-Thriller

Le vie del Signore sono infinite.

5682267_294245TRAMA – Londra, una fredda notte di dicembre nell’elegante quartiere di Forest Hill. Sarah sta dormendo quando sente rientrare il marito, che sarebbe dovuto restare via per lavoro ancora qualche giorno. Ma l’uomo che trova in cucina intento a prepararsi un panino non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen, parcheggiata come al solito davanti alla casa. Sostiene di essere Stephen, e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Elemento ancora più agghiacciante, l’uomo ha il volto deturpato da orribili cicatrici. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza. Anche la polizia è convinta che Sarah sia vittima di un forte esaurimento nervoso e che non voglia accettare che il marito sia andato via di casa volontariamente e che presto tornerà. Sola e disperata, Sarah si rivolge all’unica persona che, forse, può aiutarla, il suo amico d’infanzia Mark Behrendt, psichiatra che conosce gli abissi dell’animo umano. Insieme Mark e Sarah iniziano a indagare, mentre il misterioso sconosciuto è sempre un passo avanti a loro e sembra divertirsi a tormentarli, a lasciare piccoli segnali e scomparire. Chi è l’uomo sfigurato? Che cosa vuole da Sarah?

Ero già rimasta favorevolmente colpita da ‘Il mio cuore cattivo‘, quindi, mi ero tranquillamente ripromessa di leggere ancora Wulf Dorn.
Ma mentre il primo libro letto era semplicemente stuzzichevole a livello di curiosità, questo ‘Phobia’ è stato un libro adrenalinico, nel vero senso della parola di quelli che ti inchiodano alla sedia.
Non solo la trama è avvincente, ma quel che mi fa impazzire è il suo modo di scrivere, pulito, intrigante, spiazzante.

La protagonista di questo libro rappresenta l’inconscio di tutte le Donne, perchè noi Donne siamo fatte così, sappiamo tutto, ma oscuriamo quello che mina al nostro tran tran, viviamo con quel ‘non so cos’ho’, ma in realtà lo sappiamo perfettamente e non tutte riusciamo a elaborarlo prima della catastrofe.

Dorn è uno di quelli che riesce ad inturciuniare bene bene la trama affinchè il lettore fa ipotesi su ipotesi ma non ci azzecca nemmeno su una. Saper scrivere è anche questo: essere abili nel manipolare il lettore per poi lasciarlo soddisfatto e sfinito sul letto, magari senza la tanto agognata sigaretta.

Wulf Dorn con questo volume, oltre che a costruire una trama che sta molto bene in piedi, ci ha regalato anche delle perle sulla nostra religione, chi leggerà questo libro forse si farà molte domande, io continuo a credere che Dio siamo noi, ognuno di noi, Dio è il libero arbitrio, Dio è la coscienza di ognuno di distinguere quel che è bene e quel che è male.

Leggetelo!

Pubblicato in: 2014, IL LEGGI BILE

Come trama libro direi: NO!

TRAMA – Bethany Krall è una ragazza disturbata rinchiusa in un ospedale psichiatrico in seguito all’omicidio della madre. A seguire il suo caso, dopo l’allontanamento della precedente psicologa, viene chiamata Gabrielle Fox, intenzionata a ricominciare dopo un brutto incidente che l’ha costretta sulla sedia a rotelle. Gabrielle presto scoprirà che Bethany non è solo una ragazza malata, ma è in grado di prevedere terribili sciagure che sembrano far parte di un piano più ampio che sta trascinando il mondo verso la fine.

Avrebbe dovuto essere un eco-Thriller, ma ahimè, è stata solo una massa di parole, righe e pagine che assomigliavano ad un rapporto d’ufficio. Un libro che andava mooolto meglio come copione per un film, allora sono certa che il punteggio sarebbe salito in alto.
Esortata dal mio compagno a proseguire, l’ho fatto, ma a differenza di lui quando lo lesse, per me non è mai partito, quindi sono delusa e francamente non lo consiglio a nessuno!
E’ anche vero che in diverse occasioni ho riso di gusto a delle battute ed anche ho preso appunti su riflessioni acute, ma per fare un buon eco-thriller, che poi parla anche del mare, non basta accozzare qualcosa a caso, ma bisogna chiamarsi Frank Schätzing! Che con la sua opera magistrale ‘Il Quinto giorno’ (seguito anche da un approfondimento relativo alla trama chiamato ‘Il mondo d’acqua’) ha davvero incollato migliaia di persone al suo mastodontico eco-thriller mozzafiato!
Purtroppo in questo libro chiamato L’ultima profezia c’è davvero poco che si salva, nemmeno i personaggi sono delineati come si deve e la ‘protagonista bambina pazza’ si rivela solo un pretesto per un unica azione comportamentale che serve per chiudere il romanzo, visto che è pazza, tutto è lecito, non ho parole, libro deludente, ho tirato un grosso sospiro di sollievo al suo termine.
Una cosa mi trova d’accordo, ma non posso approfondire poiché riguarda il delicato tema della religione, che, a mio avviso, è solo uno status mentale collettivo per credere in qualcosa più grande di noi, quando in realtà è con la nostra volontà che ci creiamo e modelliamo a NOSTRA immagine e somiglianza…

ps – QUI  i riferimenti ai libri di Schätzing clic e clic

Pubblicato in: 2014, Dark, Giallo, Psico-Thriller, Sociale

Dietro il sipario….

TRAMA – Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato downloadstorto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l’8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l’accento finlandese. C’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell’accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l’assassino vuole terminare l’opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C’è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l’ipnosi funziona.

E’ stata una lettura molto coinvolgente, dominata dalla bruciante curiosità di scoprire che diavolo c’era dietro tutto quel polpettone di storia, e difatti è stato proprio questo il problema principale: il polpettone.
Probabilmente l’Autore ha creduto che per un lavoro editoriale con quel nome ci voleva un modo di narrare altrettanto enigmatico, tipo matrioska, ma per fare una buona matrioska ci vuole del materiale buono che, a parer mio, non c’è stato. I soliti clichè tra uomo e donna hanno stonato con una professione come la sua, a tratti gli adulti sono stati ben più infantili del ragazzino in questione. Ne ho anche per il personaggio che ho ritenuto il più intrigante: il sostituto commissario, sarebbe stato un buon personaggio se l’Autore non avesse voluto ribadire in tutti i modi alcuni aspetti della sua personalità stra conditi d’ilarità.
Poteva essere un best seller, se non fosse stato per diverse sbavature, forzature e tutta quella carne al fuoco, sono rimasta un pelino male perchè il libro l’ho anche divorato in breve tempo, la chiave cruciale, la domanda fatidica: «ma chi diavolo è stato??» era la colonna portante di tutta la lettura e sì, che alla fine la sorpresa è stata tanta, così come la riflessione sulla natura umana, ma quel finale stupidino, a parer mio irreale, poteva risparmiarselo. A me personalmente sarebbe di gran lunga piaciuto un bel finale aperto, che portasse ad un libro serio, un libro trattante la mente umana e il lavoro dell’ipnotista, magari con un altro protagonista e… scritto da un’altro Autore/trice, più ferrato/a sull’argomento….
Che poi all’inizio ero convinta che la trama portasse verso una direzione che secondo me era moooolto più accattivante di ciò che ha scritto, nei commenti vi invito anche a scrivere le vostre idee su dove andava la trama secondo voi!
In sostanza? Lo consiglio lo stesso!

Pubblicato in: 2014, Psico-Thriller, Sociale

Il male più letale è l’intelligenza?

Zan_Dopo_PIATTO-660x1001TRAMA – Dopo la liberazione doveva essere tutto finito. Ma per Sarah non esiste ancora un “dopo”: vittima delle proprie fobie, vive rinchiusa nel suo appartamento di Manhattan. Fino a quando l’FBI non la informa che Jack Derber, accusato e imprigionato per rapimento, sta per essere rilasciato. Sarah non può consentirlo, perché lei sa. Lo sa perché lei non era da sola, in quello scantinato. Con lei c’erano altre due ragazze, Christine e Tracy, e per i primi mesi di reclusione ce n’era stata anche una terza. Per questo, Sarah deve trovare la forza di riallacciare i contatti con le altre sopravvissute. Perché quello che succede dopo è ancora più terribile.

In fondo alla quarta di copertina c’è scritto: «’Dopo’ non parla della follia degli uomini, ma della forza delle Donne», affermazione che condivido al di la di questo romanzo, tuttavia non sono del tutto convinta che la cosiddetta ‘forza delle Donne’ sia ben descritta tra queste righe, piuttosto quando la sottile crudeltà sia in un cervello di suprema intelligenza. La ‘cattiveria’ è intelligente.

Il libro non è eccelso, ma è abbastanza coinvolgente da spingere alla lettura per sapere la verità. Già, siamo tutti cacciatori della verità!
Quello che mi ha sorpreso è stato il coraggio della protagonista principale: Sarah. Nessuna delle ragazze ha ricevuto delle grazie, tutte hanno subito lesioni fisiche e psicologiche, tutte quante erano rassegnate che la morte sarebbe giunta una volta che il loro corpo sarebbe invecchiato, agghiacciante, rapite adolescenti e convinte di essere cavie per sempre. Agghiacciante.
Nel romanzo ci troviamo dieci anni dopo, ognuna di quelle ragazze ha affrontato la libertà in modi assai diversi. Sara, quella che ha subito maggiormente è anche quella che le ha salvate (piccolo spoiler assolutamente innocuo, ve lo garantisco), si spinge davvero oltre il precipizio; i capitoli si alternano al presente e al passato, scoprendo le sconvolgenti sevizie, scoprendo cos’è accaduto e come.
Dopo la libertà Sarah si è costruita il suo castello sicuro con le comodità tecnologiche più aggiornate, riuscendo a non uscire mai di casa.
Poi all’improvviso, dopo la notizia sconcertante, il cambiamento dentro di lei è categorico. Esce, prende un aereo e tutto cambia, per sempre, non senza controindicazioni ovviamente e assisteremo anche ad una scena di panico estrema, del resto come stareste voi, dopo una simile esperienza, se si può chiamare tale.
Il romanzo non è privo di svarioni, ma magari è solo questione di punti di vista, tuttavia ha davvero un qualcosa di attraente e poi, come un libro game, a pagina 353, in un riquadro in evidenza, c’è un messaggio dell’editore che introduce il gran finale, chiedendo se siamo davvero sicuri di proseguire e una volta afferrata la verità ci induce la promessa di non rivelare MAI il finale a nessuno, e credetemi, nel mezzo della trama, un simile messaggio fa venire la pelle d’oca brrrrrr.
Consigliato, sì, quanto meno per ricordarci di quanto è fragile il corpo e la mente!

Pubblicato in: 2014, Giallo, Narrativa, Psico-Thriller

Un classico da passatempo

nessuno mi credeTRAMAChi è Alexandra Moreland? Una promettente carriera di interior designer, un elegante appartamento a Manhattan, tutto il fascino dei trent’anni, Alexandra si porta dentro una voragine: due anni prima, a Central Park, il figlio Matthew è stato rapito. Da allora, lei va avanti come può, perennemente in bilico sull’orlo di un terribile precipizio. Ma proprio il giorno in cui Matthew avrebbe festeggiato il quinto compleanno, Alexandra fa una scoperta che la atterrisce: attraverso le sue carte di credito e i conti in banca, qualcuno sta cercando di agire in suo nome e distruggerle così la reputazione. Qualcuno che la conosce bene, e ha moltissime informazioni su di lei.

Premetto che quando ho visto la sfilza di libri pubblicati dall’Autrice (questo è il primo che leggo di lei) mi sono spaventata immaginando decine di volumi senza corpo, noiosi e tutti in serie, invece bisogna ammettere che è stata una lettura coinvolgente e soprattutto sorprendente, difatti non ho avuto nessuna ‘premonizione’ su eventuali soluzioni, se non quando anche l’Autrice stessa stava ormai arrivando alla conclusione. E brava l’Autrice J
Poi per carità, magari leggendone altri scopro che in realtà… ma non pensiamoci ora.
Attenzione però eh, nonostante i complimenti a questa scrittrice, non vuol dire che non abbia delle critiche da fare. Per esempio, al livello sentimentale ho percepito questo libro come qualcosa di più della media, perché ho vissuto libri che mi hanno veramente smosso molto di più, in cui mi sono sentita molto più affine, e che mi hanno indotto riflessioni più personali, e questo blog contiene pensieri su diversi di loro.
Questo è stato il classico libro passatempo, quasi come se anche l’Autrice stessa l’avesse scritto perché aveva questa storia da buttar giù, i dialoghi dei personaggi si sono salvati in extremis, ci è mancato poco che non rientrassero nella categoria da me più odiata e a volte gli sbalzi di location mi creavano un po’ di smemorandum su chi fosse tale personaggio nella determinata scena.

In conclusione è stata una lettura ‘ordinaria’, senza particolari esclamazioni o note di riguardo, se volete leggerlo bene, altrimenti esistono libri più ‘wow’ eheheheh

Pubblicato in: 2014, Giallo, Psico-Thriller

Perdere i ricordi ogni giorno!

anteprima-non-ti-addormentare-sj-watson-pqndmTRAMAOgni mattina Christine si sveglia senza ricordi. Non sa a chi appartenga la casa in cui si trova, l’uomo che le dorme accanto le è totalmente estraneo, e anche il suo viso, riflesso nello specchio del bagno, non solo non le è familiare, ma le sembra molto meno giovane di quanto secondo lei dovrebbe essere. È suo marito a darle quotidianamente le coordinate della sua vita, a spiegarle chi è lui, chi è lei, e che cosa le è successo anni prima, un incidente che ha modificato radicalmente la sua vita, privandola dei ricordi e costringendola a ricominciare ogni giorno in un difficile apprendimento dell’esistere. Ma Ben le dice tutto? E se è così, perché non le ha parlato del dottor Nash, un giovane neuropsichiatra deciso a studiare il suo caso, con cui Christine si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario? E perché su una pagina di questo diario Christine ha scritto “non fidarti di Ben”? Giorno dopo giorno, con l’aiuto del dottor Nash, lampi di memoria attraversano la mente di Christine, tessere baluginanti di un mosaico che fatica a ricomporsi nella sua interezza e che, con il passare del tempo, le sembra sempre più minaccioso e inquietante. Finché dal passato emergerà il vero pericolo, quello che senza che lei ne sia consapevole si è appropriato della sua vita.

Mi sono lasciata trasportare dalla trama, così similare al precedente libro che avevo letto, che, a differenza di questo, aveva l’aria più frizzante e sgarzellina.
Devo ammettere che questo è stato davvero un Signor Romanzo, proprio di quelli al cardiopalma, di quelli che prendi anche mentre stai mangiando!
L’impostazione era particolare e sono sincera, cercavo di smantellarla, così, tanto per punzecchiare l’autorevolezza dell’Autore.
La prima parte era narrata, poi è subentrata un’altra parte che erano le pagine di diario della protagonista, cercavo di trovare buchi tra la modalità di trascrizione da diario rispetto all’esposizione della trama e no, non ci sono riuscita, era troppo avvincente, per fare una cosa del genere dovrei rileggerlo e di nuovo no, la mia cerchia dei riletti ha delle rigide regole J
Christine ha avuto un brutto incidente che l’ha quasi portata alla morte, sebbene la vita che ha recuperato non è che fosse proprio ‘wow’.
Iniziamo il libro con la chiamata del Dottore, chiamata che diventerà frequente, perché lui sa dove tiene nascosto il diario che la Donna ha iniziato dietro suo suggerimento, nella nuova terapia che ha iniziato di nascosto dal marito.
Ma la vita di Christine è strana, il suo Dottore lo sa, ogni giorno deve passare del tempo, prima che lei recuperi gli avvenimenti dalle preziose pagine del suo diario, perché Christine quando va a dormire resetta tutto, tutto, tutto quello che ha fatto quel giorno, compresi i ricordi recuperati dal passato.
Da oltre metà libro si percepiscono finalmente i fili della matassa irrigidirsi ed è li che la lettura si fa frenetica. La verità, voglio solo la verità!!
Come di consueto i lettori più affamati ed esperti sentono quale che sarà l’epilogo, la bravura dello Scrittore sta proprio nel saper dare diversi ami a noi poveri drogati di libri e no, non ho capito cosa sarebbe accaduto alla fine, non proprio bene, ma non vale la pena comunque AHHAHAHHAH
Grande lettura, eccezionale!!

Pubblicato in: 2014, Dark, Giallo, Psico-Thriller

Chi non guarda sotto il letto prima di dormire?

indexTRAMA – C’è un vuoto nella memoria di Dorothea. Quella sera voleva uscire a tutti i costi ma i suoi l’avevano costretta a fare la babysitter al fratello minore mentre loro erano a teatro. Ricorda che lui non ne voleva sapere di dormire e urlava come un pazzo. Ricorda una telefonata che l’aveva sconvolta, ricorda di aver perso la testa, e poi più niente. Più niente fino agli occhi sbarrati del fratellino, senza più vita. C’è un abisso in quel vuoto di memoria, un abisso che parole come “arresto cardiaco” non riescono a colmare. Perché la verità è che lei non ricorda cosa sia successo. Solo adesso, dopo mesi di ospedale psichiatrico, di terapie, di psicologi, ha raggiunto faticosamente un equilibrio precario. Ha cambiato casa, scuola, città: si aggrappa alla speranza di una vita normale. Ma una notte vede in giardino un ragazzo terrorizzato che le chiede aiuto e poi scompare senza lasciare traccia. E quando, dopo qualche giorno, Dorothea scopre l’identità del ragazzo e viene a sapere che in realtà lui si sarebbe suicidato prima del loro incontro, le sembra di impazzire di nuovo. I fantasmi del passato si uniscono a quelli del presente precipitandola in un incubo atroce in cui non capisce di chi si può fidare, e in cui la sua peggiore nemica potrebbe rivelarsi proprio lei stessa…

All’inizio ero piuttosto sospettosa e timorosa di avere tra le mani un sonoro flop, ma è stata la maestria dell’Autore nella narrazione che mi ha spinto abbastanza avanti da capire che la sensazione provata era solo un’esca e ovviamente ci sono abboccata 🙂
Non ho potuto, inoltre, fare a meno di ricordare con emozione la trama di ‘The Labyrinth’, forse non tutti lo conoscono, ma Sarah era l’adolescente (abbandonata dalla madre naturale per motivi futili) obbligata a stare a casa, la sera dell’anniversario di papà e matrigna, per fare da baby sitter a Toby, il suo piccolo fratellastro e, al culmine della frustrazione, dice le paroline magiche per far sì che gli gnomi se lo portino via. E così che inizia la sua avventura nel Labirinto di Jareth, il Re degli Gnomi! Un classico fondamentale insomma!

Nel libro però, abbiamo a che fare con una quasi maggiorenne, sicchè tutto quello che sappiamo ci viene proposto come ricordo, di ciò che è accaduto (fa parte della sua terapia riempire quel buco). Come apprendiamo dalla trama Doro (come le piace farsi chiamare) entra nella categoria dei folli per ‘quel qualcosa che è successo quella sera’ e noi, possiamo solo fare supposizioni su quale che sia la verità, e questo pensierò ci renderà la lettura avvincente sino alla fine, almeno parlo per me!
Quindi abbiamo un giallo ed uno psico-thriller, e se pensiamo che l’Autore è pratico della tematica (psicologia) possiamo solo che farci venire l’acquolina in bocca!!
Ma la pazzia di Doro non è il suo unico ‘problema’. La ragazza ha un dono innato, ereditato dal nonno, che si chiama sinestesia, che lo so, anche leggendo su wikpedia non è di facile comprensione, è un qualcosa che ha a che fare con le percezioni sensoriali ed il modo di percepire i colori.
Il trauma e la sinestesia rendono molto difficile la vita a Doro, che nonostante abbia cambiato vita e città purtroppo tutto il mondo e paese: togliersi un etichetta è piuttosto complicato se sei già stata nel reparto psichiatria!
Il mio cuore cattivo è davvero un’avventura curiosa, che nasconde un messaggio molto importante, messaggio che non posso rivelare poichè fa parte dell’iddilio della fine! Posso solo invitarvi a commentare una volta che avete anche voi finito il libro 🙂
Buona lettura!!