Pubblicato in: 2015, Duologia, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Da Roma a New York, sulla nave dell’odio.

11421437_1652124541689729_1407204183_nYlenia ha venticinque anni ed è già profondamente delusa dagli uomini. Non crede più nell’amore e non ha alcuna fiducia nel genere maschile. Proprio per questo decide insieme alla sua amica Laura di prendersi una rivincita: sedurre i fidanzati delle ragazze che si rivolgono a lei per mettere alla prova la fedeltà dei loro uomini. Comincia tutto come un gioco eccitante, condito da un pizzico di pericolo e spregiudicatezza, ma Ylenia non tarda a rendersi conto che chi scherza col fuoco rischia di bruciarsi… E poi c’è Brian. Un incontro casuale, praticamente amore a prima vista. Ylenia tenta con tutte le proprie forze di ignorare i suoi sentimenti, per evitare l’ennesima delusione, ma l’attrazione è tale che non riesce a resistergli. E proprio quando le sue difese cominciano ad abbassarsi, anche lui, come tutti gli altri, si rivela un ragazzo da cui è meglio stare alla larga. Ylenia è a pezzi, ma c’è ancora un sogno a tenerla viva, ad aiutarla a continuare a sperare: New York…

Continuavo a rimandare l’appuntamento Brozi, perché come al solito, come tutti, ero e sono travolta dai titoli dei più disparati Autori, ma alla fine ecco qua, ho finito il libro!
Anni fa, molti anni fa (perché ahimè, sono vecchia!), ebbi una delle tante delusioni amorose e, in preda al peggior sconforto della mia vita, mi cimentai in un libro salva donne e accusa uomini: “Le 101 bugie che gli uomini dicono alle donne e perché le donne ci credono” (vedi). Perché alla fine per una buona percentuale, tra uomo e donna è irrimediabilmente così: un’eterna fuga ed un’eterna rincorsa. Il problema degli uomini è… non l’ho ancora capito!! XD quello delle Donne è la possessività ed il sospetto, ma non ci rendiamo conto che possiamo andare avanti con una verità scomoda che sappiamo riconoscere, perché NOI abbiamo i recettori, ma la ignoriamo perché siamo cotte e stracotte!

Tentazioni è un po’ così, anche se parliamo di un romanzo e non di un saggio/manuale.
Devo ammettere che certe volte avrei voluto strozzare Ylenia con la sua esagerata teoria de ‘1 solo bacio e sei fregato’, troppo, troppo esagerato e fastidioso anche.
Onestamente mi ero fatta un’idea stuzzicante di dove potesse sfociare la trama e, credo che sarebbe potuto diventare un ‘chi la fa l’aspetti’ e in un certo senso sono rimasta piuttosto delusa che questo sviluppo sia stato invece sostituito da qualcosa di più ‘dolce’.
Mi sono piaciute due cose in particolare di questo libro:
1) lo stacco da Roma a New-York, dove non avevo la più pallida idea di cosa aspettarmi e, quando ‘ho incontrato il destino’ non ho potuto fare a meno di sorridere. E’ bello perché rende il libro più ricco e sostanzioso!
2) la scena del ‘capitombolo di trama’, assolutamente a sorpresa, inaspettata e assolutamente non attesa! Naturalmente mi è piaciuta l’adrenalina che la scena in se ha fatto scaturire dal mio corpo e non la scena in sé!

Ho letto anche i ringraziamenti e le note:
1) rimango sempre ‘spaventata’ dai libri che sono stati maneggiati e rimaneggiati per anni, prima di diventare ottimi libri come questo che ho letto;
2) Sono rimasta colpita dalla notizia che Ylenia e Brian esistono veramente, sta a vedere ora che interpretazione dare ad un’affermazione del genere 😉

Ho letto Argeta Brozi, perché è lentamente entrata nel mio cuore, forse con un lento lavaggio del cervello su Facebook. Infatti, dopo che, per diversi giorni e nei momenti più disparati, mi è rimbalzato il suo nome in testa, ho incocciato un concorso, indetto dalla Butterfly Edizioni. Dopo aver scoperto che lei era ai vertici di tale casa editrice mi sono ‘divertita’ a sfogliarla meglio sul famoso social network, per poi apprendere che è anche un’Autrice! E devo dire che mi piace. Inoltre, proprio pochi giorni fa, la notizia di un seguito di questo librò è emersa attraverso un mini estratto postato sulla sua pagina!
Il libro è ovviamente consigliato!

Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Narrativa

La chiave di tutto è una sola!

241v786Il corpo non mente.
Amanda lo sa bene. Interpretare i gesti e le parole delle persone è il suo mestiere, ma nonostante questo non appena si imbatte in Darren Swan non può fare a meno di sentirsi ingannata.
Da se stessa.

La verità non fa male.
Truffatore. Ladro. Assassino. Darren Swan sa bene cos’è, ma nonostante questo nei suoi silenzi e nelle pieghe della sua anima Amanda scorge qualcosa che la spinge a studiarlo, a guardarlo.
Ad amarlo.

Tutto ha un prezzo.
Il giorno in cui Darren evade dal carcere in cui è rinchiuso accade qualcosa di impossibile.
Amanda avrà un’unica occasione e un’unica vita per entrargli nella mente e nel cuore; per portare a galla verità nascoste così a lungo da venire dimenticate e per riaprire ferite destinate a cambiare per sempre le loro vite.

“Una storia fuori dagli schemi. Un rapporto così tormentato e ben descritto e possiede una trama altrettanto profonda.”

Ora come ora non ricordo nemmeno più perché mi ero intestardita a leggere questo libro. Adesso, che l’ho drasticamente terminato, mi sento amareggiata e nostalgica, che novità eh?

Dunque, premettendo che il libro è indicato ad un pubblico maturo e adulto, date le diverse scene a luci veramente rosse, vorrei commentarvi questa storia, che parla di una psicologa che lavora in un carcere, la cui vita procede bene, finché un giorno, un detenuto molto particolare entra nel suo studio, e non solo nello studio!
Abbiamo quindi Amanda, la psicologa. Poi Darren, un pericolosissimo criminale. E questo è quanto ci mostra l’Autrice, nelle prime pagine.
Più la storia procede, più il quadro si fa vivido, condito di verità sgradite, disegnando il profilo del detenuto Swan, sempre più plausibile e, vi posso garantire, che i colpi di scena non mancheranno.

Ci sono diversi lati che mi sono piaciuti, perché dentro questo libro ci sono diversi aspetti della vita.
Mi è piaciuta l’evoluzione di Amanda, mi è piaciuto lo scoprirsi del ‘cattivone’ di turno, mi è piaciuta la parte lavorativa di Amanda, il suo lavoro da psicologa quindi, che secondo me traspare piuttosto bene nella narrazione.
Ma quello che ho apprezzato maggiormente è stato il sapore crudo, di come è andato avanti questo folle amore, l’Autrice non ci ha semplicemente fornito del sano e stupefacente sesso proibito, ma ci ha fornito anche una storia solida, per me mai scontata. Il rapporto tra i due non è quello di un romanzo rosa, sebbene il sentimento che provano l’uno per l’altra (ognuno vivendolo col suo carattere) è intenso, viscerale, senza respiro, ma è un rapporto sofferto, a limiti della sopportazione, un rapporto sul filo del rasoio, un rapporto consumato con i denti fisici e psicologici, un rapporto portato avanti con la forza del pensiero per l’altro, quasi mai egoistico. Andando verso la fine della storia, l’Autrice designa, con metafore sempre più intense ed originali, le vicende dei due ‘sfortunati’ protagonisti.
Ora col quadro completo, penso che si poteva dare maggiormente voce a Darren, molta più voce, tanto che mi sfiora l’idea …e se l’Autrice scrivesse un libro dal punto di vista maschile? 😉

Come critiche tecniche, un paio di refusi, qualche virgola risparmiata non sono nulla di che. Un po’ fastidiosi i cambi di tempi, ma si sopravvive lo stesso, con una struttura narrativa così violenta e passionale.

Per quanto riguarda il finale invece, quello ve lo dovete vivere voi, ho molto apprezzato la coerenza con cui la storia si chiude, mentre un Christian Gray, che da lupo diventa agnello (nel terzo volume delle sfumature), in questa storia Darren rimane tale, non si trasforma in ciò che non è, questo è stato un punto molto forte. Inoltre penso che non sia proprio facile parlare di sentimenti ‘rosa’ quando c’è di mezzo galera, malvivenza ecc. l’Autrice ci è comunque riuscita, lo possiamo scoprire strada facendo, da entrambi i personaggi.

Secondo me Sagara Lux va letta, perché ha una visuale particolare delle cose. E’ stata una grandiosa avventura, anche perché Darren rimane ‘dentro’ i pensieri per un bel po’!

 

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

Una promessa effimera.

91zbzoZLkvL._SL1500_“Nella mia prigione sento il ticchettare umido di un acquazzone, l’alito gelido del vento roborante tra le frasche e le mura del castello, lo scalpiccio delle guardie che si danno il cambio e lo scricchiolio delle assi di legno sotto il mio peso. Il mio mondo – ormai da mesi – si riduce a questo: a suoni e rumori, sensazioni, odori e null’altro.
Stesa sul pavimento, allungo le mani verso il vuoto, saggiando l’umidità dell’aria con i polpastrelli. Vorrei poter uscire di qui, cercare di capire a che punto Lui sia arrivato, poter soppesare il danno che ha arrecato al mio Regno.
E vorrei poter essere libera… ancora una volta.”

Questo non è un Fantasy, ma un narrativa fantasizzato.
Charillyon è una promessa non mantenuta, dove per promessa intendo una corposa storia Fantasy con il suo più o meno lieto fine. Charillyon non lo è.

Ci troviamo invece di fronte ad un romanzo (breve) impregnato di simbologia, intriso di sofferenza e dolore, che rasenta la follia.
Una storia dedicata alla Donna, intesa come potenza e resistenza, sebbene il nostro corpo sia più fragile e delicato, noi riusciamo a sopportare una soglia del dolore che gli uomini forse non possono nemmeno immaginare.
C’è anche da sottolineare una questione che mi sta molto a cuore per farvi capire che non è che non mi sia piaciuto questo libro, anche se tutt’ora non riesco bene a definire quali sentimenti io provi.
L’Autrice ha usato un’esca che solo in pochi sanno usare in maniera così proficua, un’Autrice che l’ha usata magistralmente è Jacqueline Carey.
Talvolta il lieto fine deve passare attraverso un tunnel di indicibili sofferenze, è quello che succede alla Principessa di questo libro, Armònia. Le vicende iniziali infatti ci sbattono in una cella angusta, fetida, e scena dopo scena ci rendiamo conto che esiste anche in questo storia un cattivo tremendo, che si chiama (guarda un po’) Grave.
Lo stato della Principessa, come apprendiamo leggendo, è già precario, sia a livello fisico che a livello mentale, ma sebbene Armònia sia sull’orlo della follia, sa per certo che mai accetterà i ricatti di quello che era diventato a tutti gli effetti un mostro. Fortunatamente l’eroe di turno, con un abile colpo di scacchi, riesce a salvare la Principessa e quando si pensa che finalmente arriva qualcosa di bello, può mettersi l’animo in pace perché la storia continua piena di terrore e oscurità per un bel pezzo, perché un lieto fine c’è anche qui, ve lo dico subito per non spaventarvi ulteriormente. Ma non è un bel finale di quelli che ti lasciano il cuore pieno di gioia, scordatevelo!
L’autrice, nei ringraziamenti, ci spiega com’è nata la sua idea per questo romanzo breve e apprendiamo che si trovava in vacanza, felicissima e serena, ed è qui che, turbata, mi chiedo come sia potuto uscire un vissuto colmo di tormenti, dove le cose brutte, orribili, non succedono solo a chi sta intorno al protagonista, ma anche al protagonista stesso e vi posso garantire che ne sono uscita davvero sconvolta, ancora ora ho in mente quelle brutture e mi sento male sino al midollo e non capisco come non sia completamente uscita di senno, questa Principessa. Così mi sono detta: sarà un’elogio alla Donna secondo il punto di vista dell’autrice, e ,se ci penso bene, ci sta.
Charillyon è un racconto amaro come la vita, dove le cose brutte sono orribili come nella vita e dove alla fine bisogna essere davvero forti d’animo per ricostruire e convivere con quello che hai subito.
La conferma credo proprio che sia in quell’ultimo simbolo finale, che apprenderete se volete leggerlo.

E’ la prima volta che non riesco a definire chiaramente cosa provo per un determinato libro,  sono sempre così certa, come il sole di giorno e la luna di notte.

Charillyon mi ha ricordato che la vita è piena di insidie ma, che se vogliamo e ci impegniamo, anche sbagliando, possiamo provare a trovare la felicità, convivendo con il mostro del dolore.
C’è solo una piccola critica, ad un certo punto la voce narrante cambia e non è segnalato, creando un certo fastidio e confusione…
Dopotutto mi sento di consigliarlo vivamente, questo libro si discosta dall’etichetta.
Poi sappiatemi dire!

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Narrativa

Che strano, questo essere umani…

Madrid. La luce si riflette sulle immense pareti a specchio del palazzo. Emma guarda dalla sua scrivania il mondo che si perde in quell’intenso bagliore. Fare l’impiegata in una grande azienda non è mai stata la sua aspirazione. Ma Emma deve ricominciare dopo il fallimento della sua storia d’amore e del sogno di diventare una scrittrice. Il posto di assistente è arrivato al momento giusto. Eppure quel lavoro non è come se l’aspettava. Il suo capo, Sebastiàn Trenas, passa le giornate a leggere libri: nessuna telefonata, nessuna riunione. Emma non riesce a spiegarselo, ma il suo sesto senso le suggerisce di non fare domande. Fino a quando, mettendo in ordine certe vecchie carte, smuove qualcosa che doveva rimanere nascosto. Da allora tutto cambia: Trenas perde la carica di vicepresidente e dopo pochi giorni muore. Emma si sente in colpa e ha paura di quello che le sta accadendo intorno. Perché nulla è come appare. E ora che due oscuri personaggi, due fratelli manager di successo, hanno sostituito il suo capo, la ragazza è convinta che i suoi sospetti siano fondati e che sia necessario scavare nel passato. Un passato che parla di bugie e segreti, di amori clandestini e di adozioni difficili. Solo in sé stessa Emma può trovare il coraggio per svelare il mistero. Perché c’è chi vuole che su ogni cosa ricada il silenzio. Un silenzio a cui Emma ha deciso di dare finalmente una voce.

Iniziare un libro nuovo di Clara Sanchez è come andare a casa di mamma, sapendo che lei cucinerà il tuo piatto preferito e domandosi quali nuovi ospiti siederanno alla tua tavola.
Ho letto ogni libro uscito della Sanchez, il mio esordio con lei è anche il mio preferito: ‘La voce invisibile del vento’, poi ho letto anche gli altri ma quello resterà sempre nel mio cuore, come libro che mi ha fatto innamorare di Clara Sanchez.
In ogni sua opera c’è stato un tema portante, un significato di qualcosa, una specifica morale.
Le mille luci del mattino ha voluto osannare ‘la vita’, l’imprevedibile percorso della vita.
Emma è la protagonista di questo nuovo libro, saremo insieme a lei nel suo percorso all’interno della mistica Torre di Vetro.

Attraverso di lei conosceremo le diverse storie dei personaggi che animano la storia, lei sarà una sorta di ‘giornalista involontaria’ oppure un prete nel confessionale che ascolta le confessioni dei peccatori, solo che non attribuirà nessun ave maria ne altre preghiere, perché Emma sarà solo una segretaria.
Non sarò falsa osannando questo nuovo libro con commenti inventati, diciamoci la verità: non è stato impattante come gli altri.
Ma poco m’importa, amo il modo in cui la Sanchez scrive, amo le sue metafore ed i suoi personaggi, amo come mescola astratto e fisico, amo la Sanchez, punto.
La lettura è scorrevole, si ci trova solo ad un certo punto in cui ti accorgi improvvisamente che ti stai annoiando, fortunatamente dura poco, perché poi il livello di interesse sale nuovamente ai livelli alti.
Intrecci di persone, strane amicizie, soste mistiche nei bagni e un’atmosfera pregnante di follia metropolitana per questo nuovo lavoro editoriale!
Da leggere? Perché no?

Pubblicato in: 2015, Fantasy, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Ogni nostra, favola personale.

unnamed
Dopo una brillante carriera come editor, la quarantenne Brianda Gonzaga viene improvvisamente licenziata. Tutte le sue certezze crollano in un attimo, ma decide di non lasciarsi abbattere e di rifugiarsi, come ha sempre fatto, nel mondo delle possibilità infinite, quello delle storie. E dopo aver consultato gli adorati libri come un oracolo, sceglie di seguire la via che le hanno indicato: senza pensarci due volte prende un volo per il nord della Spagna, noleggia un’auto e si lancia in una nuova, sconosciuta avventura alla riscoperta di se stessa. Ma il destino ha in serbo per lei ancora grandi sorprese… Ben presto si troverà così a lavorare nella libreria di Nuba – un paesino incantato lungo il Cammino di Santiago – come braccio destro di Lorenzo, lo storico libraio che diventa subito il suo migliore amico e la sua guida spirituale. Ma anche l’amore farà capolino da dietro un angolo e sarà inatteso, travolgente e la turberà nel profondo. E alla fine… Alla fine succederà qualcosa di meraviglioso…

E’ un libro dalle molte metafore, prima fra tutte la nostra vita vista come una favola, con tutti i personaggi classici annessi, come Hansel e Gretel, Cappuccetto, i tre porcellini ecc.
Brianda ha un feroce stop nella sua vita di editor (pare che la crisi sia arrivata anche dentro il libro ahimè) e mentre era convinta che quello sarebbe stato il lavoro con cui sarebbe anche andata in pensione si è ritrovata in un ristorante di lusso col suo capo con dessert finale andato a male: licenziata.
Ora, dal momento che nei svariati momenti bui della sua vita, si è sempre rivolta ai libri per cercare aiuto, anche quando ha perso drasticamente i suoi genitori a diciotto anni, in un incidente stradale, anche in quel cruciale momento di panico e incertezza doveva assolutamente farsi guidare dai suoi amati libri, così, dopo un primo giro di bibliomanzia, nel riporre il libro scorge dalla sua libreria un volantino svolazzare a terra: quello è il suo destino e lei lo prende letteralmente sul serio e senza aspettare. il giorno dopo è già su un aereo lasciando il suo appartamento di Madrid e il suo cellulare spento, sul tavolo.

Giunta a destinazione, come in ogni favola che si rispetti, perde la strada e casualmente, molto a corto di benzina, raggiunge un belvedere incantato e da li, si dispiega in tutta la sua magica bellezza Nuba, poco più in la sulla strada un cartello di cedesi attività libreria, è palese che quella è la via indicata dai suoi amati libri.
E se fino ad ora non fosse stata una lettura abbastanza interessante l’Autrice, molto scaltra a parer mio, ci regala una storia d’amore intrigante e allucinante, perché Brianda, dopo qualche settimana alla ‘Lucus Docendi’ (il nome della libreria), come apprendista, si ricorda improvvisamente della macchina a noleggio e deve provvedere a concludere il contratto.
Così, si ritrova a guidare in mezzo ad un temporale violentissimo per raggiungere la cittadina vicina, sicchè ad un certo punto, sulla strada, scorge un fuoristrada fermo e da brava persona, s’inoltra sotto la pioggia in cerca di possibili persone in difficoltà. Dopo aver gridato diverse volte per attirare l’attenzione, un uomo, incappucciato di tutto punto,

[SPOILER]

piomba su di lei, trascinandola con urgenza e gentilezza attraverso il bosco, sino ad un capanno. Dopo alcune scene in cui si era assolutamente certi che non sarebbe successo nulla (altro elogio all’Autrice per la sua scaltrezza), esplode all’improvviso la fiamma della passione e lì, dentro al capanno, al caldo e protetta dal feroce temporale, Brianda ha il rapporto più strano e romantico della sua vita!! Sono rimasta quasi pietrificata dalla sorpresa.

[SPOILER]

E al di la del fatto che NON è questa la cosa meravigliosa che le succederà, questo strano amore diventerà il perno portante di tutto il racconto, perché da lì in poi avrà diversi incontri casuali e imprevedibili con quest’uomo e questi incontri casuali avverranno per tutto il resto del romanzo, per questo riflettendo, credo che non sia un romanzo adatto da ometto, bensì da femminuccia, ma non fatevi tuttavia condizionare dalle mie parole e provate sempre, sempre e ancora sempre a leggere un libro se vi intriga.

Brianda nella sua personale favola, avrà tutti gli ingredienti del caso: il lupo, la strega cattiva, l’angelo custode, un padre ecc ecc. Perché il libri l’hanno condotta in una nuova vita ma spetta a lei impugnare le armi a sua disposizione e combattere per guadagnarsi il suo posto.
Ad un certo punto il libro da Fantasy/Narrativa e romantico si trasforma in giallo e mistero, rendendo ancora più intrigante tutta la storia, infatti nelle ultime pagine ho faticato davvero a fare le dovute pause per vivere anche la mia, di vita, e fare le cose quotidiane e…. alla fine succede qualcosa di meraviglioso!
Consigliatissimo, andrò anche a vedere se esistono altri libri di quest’Autrice!

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

In che cosa si trasforma il brutto anatroccolo?

una-ragazza-come-meClara ha 14 anni, è svogliata nello studio e chiusa in un mondo tutto suo, in conflitto con sua madre e ormai rassegnata a non avere nessun dialogo con suo padre.
Costretta a passare tutta l’estate in una scuola sperduta tra le montagne, si ritrova con il cugino Moreno che non vede dall’età di 5 anni, ma che diventerà per lei un vero amico, quasi un fratello. Li accomuna il fatto di avere entrambi dei genitori troppo impegnati così come i brutti voti che prendono a scuola. Ma le cose possono cambiare, se si conosce la verità.
Troverà l’amore, inaspettato e innocente. Troverà un professore, un po’ speciale, che non la giudicherà e saprà scorgere in lei qualcosa di più di una ragazzina svogliata. Troverà la sua collocazione nel mondo. E troverà anche se stessa.

Ho letto molti libri con atmosfera scolastica, vedi Twilight, uno dei più famosi, ma mai, e sottolineo mai, nessun libro ha riportato l’esatta atmosfera “di uno di noi”, come la intendo io.
Sono stata strappata e riportata indietro nel tempo, travolta dai ricordi più lontani: il doposcuola, il collegio, ecc. Col senno di poi, nonostante io cercassi sempre di estraniarmi, di diventare di vetro, di essere nessuno, con l’arrivo dell’età adulta ho compreso che sono stati gli anni migliori della mia vita e forse, se avessi fatto come la protagonista di questo romanzo, sarei diventata anche io uno splendido Cigno, piuttosto che restare anatroccolo.
Purtroppo avevo promesso all’Autrice che sarei stata spietata fin nei minimi particolari, quello che non avevo compreso è stato il totale coinvolgimento nella trama, così, la mia presunta analisi, se ne è andata a farsi friggere.

Molto abile, l’Autrice, non solo nel dare un titolo al libro che aumenta le riflessioni finali, ma anche molto brava nella descrizione dei personaggi, non vorrei azzardare (e non lo so) ma i personaggi sono così descritti bene che mi viene da pensare che questa sia un’Autobiografia.
Il personaggio di Clara, sebbene all’inizio faccia piuttosto venire il nervoso, con l’evolversi della narrazione si schiude, come un fiore primaverile, ed anche se l’input iniziale lo abbia ricevuto dal suo cugino ritrovato, non manca di impegnarsi anche in prima persona, senza farsi illusioni, stringendo i denti con determinazione.

In questo libro c’è molto di me, anche se sfortunatamente sono ancora una ‘sfigata’, e ci sono molte scene che mi hanno fatto battere il cuore dall’emozione, come la conversazione tra Clara e Mirco, in cui lui, evidentemente più ‘navigato’, espone chiaramente la situazione, lasciando una Clara senza parole, ammutolita, salvo poi riprendersi in extremis e salvare il rapporto. Mi hanno ricordato il mio ‘primo fidanzato’, ero giovane e ‘ritardata’ (perché ritardata mi ci sono sentita anche io, anzi, mi ci sento tutt’ora), ci passavamo dieci anni, lui quasi 30 io 18: una pischella. Lui mi parlava di impegno e relazione seria mentre io proprio non capivo, come se mi parlasse in un’altra lingua, come potevo capire se non avevo fatto le mie esperienze? Quel ragazzo uscì dalla mia vita, ero chiaramente fuori luogo e spaventata, così mi allontanai.
Clara è stata molto più in gamba di me, a quanto ho letto, e tutto sommato anche io, perchè l’uomo che ho ora è quello giusto per me!! (che è anche il mio compagno di blog).

Non so se questa sia una pseudo recensione oppure un traghetto dei ricordi, non ho mai parlato della mia vita personale in maniera così profonda in un commento ad un libro, ma la storia di Clara è un po’ così…. [cit] la storia di una ragazza letteralmente terrorizzata dalla vita che (sottolineiamo: grazie ai genitori) scopre che la vita è oltre un paio di cuffie ed una stanza, impara ad interagire con le persone e diventa consapevole della sua mente e del suo corpo, una ragazza dolce, buona, che difficilmente giudica ma facilmente perdona.
Questo libro parla di “sfigati” intesi come persone insicure, introverse, nel caso della protagonista Clara, come emerge nella narrazione del romanzo: la dislessia, se non individuata per tempo (a circa 7/8 anni), distrugge l’autostima con notevoli e disastrose conseguenze, l’Autrice del libro l’ha addirittura scoperta in età adulta, non so quali siano state le sue vicissitudini ma, dalla sua biografia non emergono differenze emarginanti, quindi prima di farsi strane idee informiamoci ulteriormente.
Quindi, questa, è anche una storia sulla dislessia!
Ora rimuginerò per giorni, cercando di capire come posso diventare anche io un Cigno meraviglioso come la protagonista del romanzo.
Grazie Sara Tricoli, per questa meravigliosa lettura.

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Narrativa

Le stagioni della vita.

TRAMA – Ristampato dopo cinquant’anni in Gran Bretagna, viene finalmente tradottgiardiniere_OKMC+defo per la prima volta anche in Italia questo umoristico romanzo dedicato al giardinaggio come arte di vivere. Ne è protagonista Herbert Pinnegar, un trovatello nato sul finire dell’era vittoriana che viene adottato da una donna di buon cuore già madre di sei figli. A scuola Bert resta spesso da solo, è goffo e impacciato a causa di una gamba più corta dell’altra ma, grazie alla protezione affettuosa della sua insegnante, trascorre un’infanzia serena tra i campi e i fiori selvatici, che ama più di ogni altra cosa. Dopo aver vinto la sua prima gara floreale, Bert ottiene dalla giovane signora Charteris l’opportunità di lavorare nel giardino della sua villa. Inizia così la sua straordinaria carriera che, da semplice apprendista, lo porterà a diventare il “Vecchio Gramigna”, ovvero il leggendario capo giardiniere della tenuta, il giudice più stimato in qualsiasi competizione florovivaistica della contea, nonché il mago delle coltivazioni bizzarre, con le sue fragole in aprile e la capacità di far nascere fiori impensabili nel freddo clima d’Inghilterra. Mentre da fuori arrivano gli echi della Storia, tra guerre e cambiamenti sociali epocali, all’interno della Grande Villa il Vecchio Gramigna compie anno dopo anno i suoi piccoli miracoli, frutto di una cura puntigliosa e di una notevole testardaggine, che lo porta a ingaggiare vere e proprie dispute con la sua padrona…

E’ la storia di un neonato abbandonato per una malformazione alla gamba e la coppia che lo adotta aveva già diversi figli, ma testuali parole della madre adottiva: «quando si hanno già sei figli uno in più non fa differenza».
Così Bert cresce, conscio della vita, del mondo, e della sua malformazione.
Il ragazzino stupido non è, con le idee ben chiare sa benissimo che fare l’agricoltore non sarebbe stata la sua vita, anche perché loro, gli agricoltori, erano ‘un pericolo per lui’, in quanto non poteva cogliere liberamente fiori di campo senza che loro lo inseguissero o gli gridassero dietro, quindi, erano il terrore puro per lui, non poter studiare la flora lo faceva star male, perché la passione dei fiori per Bert arriva molto presto nella sua vita.
La passione però non sarebbe bastata se sulla sua strada non fosse capitata Clara Charteris, che non manca di adocchiarlo e capire il suo potenziale, e quando arriva il momento cruciale in cui i ragazzi diventano uomini e scelgono il loro lavoro, lui non manca di essere molto chiaro in merito, ma è stato grazie alla Signora che è finito a lavorare nei giardini della grande Villa.
Capo-giardiniere non si diventa così, senza gavetta, tuttavia già da ragazzino Bert riesce a sorprendere ed indispettire il capo-giardiniere dell’epoca, il quale non manca di rimproverarlo, stizzito e colto sul vivo.
La Signora Charteris, che non ha mai smesso di indirizzarlo, stimolarlo e acculturarlo, lo ha monitorato per tutta la sua adolescenza ed oltre e quando il periodo vittoriano finisce, Bert Pinnegar ‘sale al trono’.
Durante l’epoca edoardiana il rapporto tra il nuovo capo-giardiniere e la padrona di casa si fa intenso e a volte anche stizzoso, i giardinieri erano ‘cosa strana’ soleva dire Clara…
E mentre il romanzo da semplice lettura sboccia come l’orchidea più stupefacente, la lettura diventa commovente, perché negli anni, nel parco-giardino senza tempo dell’era di Pinnegar, regna la pace, la bellezza e l’armonia, mentre le guerre infuriano e le genti diventano affamate.
Ma nulla dura per sempre.
Bert e Clara non si passavano molti anni quando si conobbero la prima volta, quando lui vinse la sua prima mostra nella categoria giovanile e quando lei comincia ad avere sull’ottantina mentre lui dieci circa di meno, la stanchezza e la vecchiaia subentrano insidiose, fino al giorno in cui è evidente che la Signora Charteris non può più gestire la proprietà dando via a cambiamenti, alle intrusioni, a persone moleste e ad agenti furbetti, che lo imbrogliano facendo sì che Bert Pinnegar perda tutto!
Tutto.
Dopo una vita di amore incondizionato nei confronti di quei giardini vogliono semplicemente sbarazzarsi delle scarpe vecchie.
Ma quando hai oltre settant’anni e un bel gruzzoletto da parte non ti preoccupi più di tanto e accetti, tuo malgrado, la cattiva sorte. Tuttavia non andrà così, perché se pianti molti semi e li curi con amore, prima o poi l’immensa pianta del mistico fagiolo magico ti apre le porte a mondi nuovi, ma non vi dirò quale finale ha questo libro perché voglio farvi fare lo stesso percorso che ho fatto io.
Un percorso di quasi cent’anni di storia, di sentimenti delicati e di furiose tempeste, di una Donna che si è fatta coraggio ed è andata avanti, della sensibilità e del sesto senso che le Donne possiedono e delle epoche che cambiano e che, nostro malgrado, dobbiamo accettare, perché così va il mondo.

Le storie a ritroso come questa e come un’altra che ho letto e che è presente qui nel blog, cioè Parlando con api, hanno un sapore unico, un gusto che va assaggiato di tanto in tanto.
Buone letture.

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Narrativa

Il mio paradiso

_robin-sloan-1367344540Con Robin Sloan si realizza un felice connubio tra MT (Modo Tradizionale) di acquisire Conoscenza dai Libri e MI (Modo Innovativo) rappresentato dall’universo in continua espansione dei computer. Un modo pacifico di unire insieme l’Antico Mondo Cartaceo con il Nuovo Mondo Digitale-Elettronico, anche se non mancano momenti d’incomprensione e di scaramucce tra chi è ancora tenacemente attaccato all’Antica Via e non accetta le innovazioni del genio umano, e chi vorrebbe creare una gigantesca Enciclopedia Mondiale digitalizzando tutto lo Scibile Umano.

Una narrazione in prima persona, brillante e descrittiva, che cattura l’attenzione del lettore fin dalla prima pagina e lo tiene inestricabilmente incollato fino all’ultima. In un vortice inarrestabile tra libroni ultra-antichi, scaffalature da free-climbing, “ragni” scansionatori, misteriosi adepti bibliofili di un altrettanto misteriosa setta segreta e sbirciate vertiginose in un futuro high-tech quasi a portata di “touch”, l’Autore ci condurrà, bit dopo bit, carattere dopo carattere, verso quello che è sempre stato il motore primario di ogni sano Lettore-ttrice: l’amore sconfinato per i Libri.

-Pier-

TRAMA – La crisi ha centrifugato Clay Jannon fuori dalla sua vita di rampante web designer di San Francisco, e la sua innata curiosità, la sua abilità ad arrampicarsi come una scimmia su per le scale, nonché una fortuita coincidenza l’hanno fatto atterrare sulla soglia di una strana libreria, dove viene immediatamente assunto per il turno… di notte. Ma dopo pochi giorni di lavoro, Clay si rende conto che la libreria è assai più bizzarra di quanto non gli fosse sembrato all’inizio. I clienti sono pochi, ma tornano in continuazione e soprattutto non comprano mai nulla: si limitano a consultare e prendere in prestito antichi volumi collocati su scaffali quasi irraggiungibili. È evidente che il negozio è solo una copertura per qualche attività misteriosa… Clay si butta a capofitto nell’analisi degli strani comportamenti degli avventori e coinvolge in questa ricerca tutti i suoi amici più o meno nerd, più o meno di successo, fra cui una bellissima ragazza, geniaccio di Google… E quando alla fine si decide a confidarsi con il proprietario della libreria, il signor Penumbra, scoprirà che il mistero va ben oltre i confini angusti del negozio in cui lavora… Fra codici misteriosi, società segrete, pergamene antiche e motori di ricerca, Robin Sloan ha cesellato un romanzo d’amore e d’avventura sui libri che lancia una sfida alla nostra curiosità, al nostro desiderio di un’esperienza nuova ed elettrizzante. Un viaggio in quell’universo magico che è una libreria.

Pubblicato in: 2014, Narrativa, Sentimenti, Sociale

Un concerto di valori

TRAMA – Seduta sul divano, Juliet ha un solo desiderio: nascondersi. Dalla sua famiglia, dagli amici, da sua madre. E fare fPIccoli-passi-di-felicitainta che suo marito Ben non se ne sia andato per sempre. Ma c’è qualcuno che non ha la minima intenzione di permetterglielo: ha le orecchie spettinate, la coda che scodinzola di continuo e due occhi color nocciola che non smettono di fissarla un momento. Si tratta di Minton, il cane di Ben. Ha bisogno di lei, ora più che mai. Ma non c’è solo lui. C’è anche Coco,  il labrador che sua madre ha ben pensato di affidarle per il weekend.
Trascinata da questa strana coppia, al parco scopre un mondo nuovo fatto di codici, linguaggi, luoghi suoi propri, dove le persone si chiamano con i nomi dei loro cani: il mondo dei dog-sitter. Piano piano Juliet sente di avere un intuito particolare e un modo tutto suo di farsi capire dai quattrozampe. In men che non si dica, tutti vogliono che sia lei a occuparsi dei loro piccoli amici. Per tutti loro Juliet ha trovato il segreto della felicità, ora manca solo lei. Ma forse sarà proprio Minton a farle capire la strada, passo dopo passo.

Questo è stato il mio libro a cavallo tra la Val D’Aosta e la Sicilia, come ho scritto qualche post fa, il problema è che ci ho messo davvero troppo a leggerlo, ma attenzione: non perché non fosse bello!
Juliet rimpiange il suo Ben che ‘se ne è andato per sempre’ e quel sempre ha un solo significato: è rimasta vedova.
Lo scenario che ci troviamo è quello di una giovane donna, buttata su un divano a guardarsi uno talk-show dietro l’altro con il piccolo Terrier acciambellato in mezzo alle gambe, fino a che una serie di personaggi di affaccia (metaforicamente e fisicamente) sull’uscio della sua porta, nella sua vita e nella narrazione della storia.
La prima è sua madre, la cui invadenza presto sarà vista come una necessita genitoriale di vedere i propri figli felici, poi conosceremo altri membri della famiglia e nuovi amici che coinvolgeranno sempre di più Juliet in nuove attività, primo in assoluto il mestiere del dog-sitter.
Piccoli passi di felicità sono quindi le passeggiate con sempre più cani, sono i lenti progressi dopo le pesanti ricadute nel baratro del dolore, i piccoli passi di consapevolezza di una Juliet nel mondo: un anno per soffrire e per poi rifiorire, questo le avevano detto gli specialisti.
Il centro del suo universo è il piccolo Terrier di Ben, già sconvolto per la perdita del padrone, Minton sarà la chiave di guarigione definitiva, verso il finale.

Un libro davvero ottimo per il suo concerto di valori: amore, amicizia, famiglia, sentimenti.
Interessante la metabolizzazione che l’Autrice ha fatto vivere alla nostra protagonista, proprio riguardo al rapporto di coppia con Ben, consiglio vivamente la lettura.
Un libro che lascia un buon sapore in bocca, un libro che come auspicio personale mi augura piccoli passi di felicità in questa mia nuova vita con il mio compagno umano e coniglioso.

Grazie a tutti quelli che mi seguono!

Pubblicato in: 2014, Narrativa

Le cose che sorprendono me…

COSE-CHE-SAI-DI-ME.JPG_offerta_big

Le cose che sai di me è una caccia alle streghe ‘moderna’, quel che non tutti sanno è che l’argomento principale della Sanchez non è poi tutta sta fantascienza. Per chi ha dimestichezza con spirito e affini sa che il corpo umano è circondato da sette raggi, che la propria energia interagisce con le altre in modi assai diversi, dal protettivo estremo di una mamma col proprio bimbo sino all’aggressività più assoluta, trovandoci quindi alle forme di vampirismo. Se ci ragionate un po’ scommetto che trovereste davvero molteplici esempi di persone che ‘vogliono risucchiarvi’, ma non è un gioco, vi fanno davvero del male, vi sfibrano, vi rubano l’energia!

QUESTA RECENSIONE CONTIENE SPOILER

TRAMAPatricia è sull’aereo che la sta riportando a casa, a Madrid. All’improvviso la sconosciuta che le è seduta accanto le dice una cosa che la sconvolge: “Qualcuno vuole la tua morte”. Patricia è colpita da quella rivelazione, ma poi ripensa alla sua vita e si tranquillizza.  Eppure a Patricia, tornata alla routine di sempre, iniziano a succedere banali imprevisti che giorno dopo giorno si trasformano in piccoli incidenti. Incidenti che stravolgono le sue abitudini e il suo lavoro. Non può fare a meno di ripensare alla donna dell’aereo e alle sue parole.  Vuole sapere se è davvero in pericolo.


…le cose che sorprendono me sono:
– l’indissolubile tradimento all’interno della coppia, da una parte o dall’altra, così non mi schiero da nessun sesso e
– l’assoluta certezza di aver letto il libro senza quella spasmodica necessità di smascherare o individuare il colpevole di turno;

                                
nel secondo caso sono rimasta piacevolmente sorpresa di leggere il libro come se fosse una amico intimo che snocciola preziose perle sulla vita e sul modo meraviglioso in cui percepiamo cose e persone attraverso l’energia e le micro-espressioni. La maggior parte dei casi abbiamo «già compreso tutto», ma spesso tacciamo, volontariamente per timidezza o insicurezza, oppure per negazione inconscia, esempio la morte prossima di una persona cara. E’ stato un viaggio emozionante tra praticità della vita quotidiana e spiritualità su percorsi odorosi di pozioni e ricolmi di talismani.

Nel primo caso invece l’assoluta certezza che o uno o l’altro prima o poi tradisca e questo mi pone una ardente curiosità sul fatto che il mio compagno non mi vuole tradire nemmeno se glielo chiedo. Sarà vero? Forse un giorno lo scoprirò.
ma sono rimasta davvero colpita dal motivo del tradimento di lui. Non si trattava di attrazione fisica ma di (a sua volta) tradimento da parte di lei, per aver usato i soldi come protezione, per avergli mentito, soprattutto per la disonestà nei confronti del suo (pseudo?) lavoro Artistico, comprensibilissimo direi, se manca la fiducia e l’onestà in una coppia è impossibile amarsi nell’Anima.

Al di là dello spoiler e del mio punto di vista riconfermo quest’Autrice come una delle mie preferite, anche se lo ammetto, di tutti i suoi libri mi manca quella trascendenza profonda trovata SOLO in ‘La voce invisibile del vento’. Non c’era solo la parte (interessantissima) di come lavora il cervello, ma quel finale unico, che mostra quel tipo di coppia che io reputo ideale, quel concetto di sacrificio per il bene della famiglia è stato unico nel suo genere!!
Spero che questa Autrice vada avanti, con le sue idee brillanti e gli argomenti più disparati!