Pubblicato in: 2017, Dark, Giallo, Narrativa, Psico-Thriller, Sociale, Thriller, Vetrina dei Libri

Uomini che odiano le donne, sempre e comunque!

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Leggere questo libro è stata un’apnea emozionale!

Conoscere un nuovo Autore è sempre un po’ così, in dubbio, è come nella vita reale quando ti trovi in una nuova compagnia o comincia a frequentare nuove persone, in dubbio.

Questi sono i miei primi ricordi.
Non hanno un ordine logico, non possiamo darglielo, possiamo crearlo, ma per loro natura i ricordi non ce l’hanno. La memoria è fatta di materia onirica, un libro di storia con le pagine messe a caso.

La storia inizia “tranquilla”, se così si può dire: tranquilla, questa Napoli feroce non ci può stare! E con questo palcoscenico dal sapore crudo e autentico, veniamo a conoscenza di Alisa e Buba. E’ lei, è Alisa la protagonista assoluta di questo mondo di uomini che odiano le donne, è lei che qualcuno vuole, qualcuno che ha accumulato talmente tanto odio, fredda collera inespressa, da creare una ragnatela così fitta di mosse, da riuscire infine ad ottenere l’oggetto “dei suoi desideri”.

Il libro si alterna sapientemente tra capitoli che raccontano l’attuale tempo di narrazione, e capitoli che svelano il passato, raccontandoci dal POV (punto di vista) della protagonista stessa, ciò che ha subìto Alisa: angherie di inimmaginabili bassezze. Ma che non hanno fatto di lei un mostro. Questa protagonista femminile, così in contrasto con l’ambiente in cui è nata e cresciuta, anelava soltanto a condurre una vita “normale”, ma la vita (malavita), in certi luoghi del pianeta, assume connotazioni di normalità distorte e malate. Così Alisa è diventata un sicario.

Uccidere per vivere è una regola che ha solo due eccezioni:
niente bambini e niente di personale. Per il resto, tutto è permesso.

Lei e Buba, di cui scopriremo notizie e storia dalla sapiente penna di Diego Di Dio, affronteranno questa “dannata” storia fino alla fine, quando i loro volti saranno completamente intrisi nel sangue della vendetta. Di uomini che odiano le donne. Perché di questo stiamo parlando, non di ignoranza (non del tutto), ma di cattiveria ai limiti del sopportabile, di strade a senso unico prive di qualsiasi sbocco di speranza. Perché alla fine la corruzione dei soldi entra nel sangue e ti trasforma in qualcosa che non si dovrebbe essere, qualcosa che finirà comunque male.

Non c’è spazio per la serenità nel cuore dell’uomo.

I dialoghi sono eccezionali, l’Autore ci regala molte frasi dialettali, ma è lo stile narrativo che lascia spiazzati, degno del miglior Dan Brown in circolazione e per quanto riguarda la trama? A fine lettura tremavo, ve lo giuro. Sono arrivata davanti a Pier e le uniche parole che sono riuscita a dirgli sono state queste: -ho finito- Tutt’ora mi sento intontita dalla bravura di Diego e mi sono chiesta se ridesse sotto i baffi mentre portava la trama dove lui voleva, in modo sottile. Probabilmente la mia recensione non renderà giustizia alla sua bravura. Questa storia, che non lascia spazio a niente di quello a cui sono abituata nel Fantasy, storie di realtà crude, di bisogni immediati e di disperazione abissale è forte e potente: mozzafiato è la giusta definizione. Degno del miglior Wulf Dorn. Quanti nomi che sto facendo vero? Provatelo e provate a smentirmi, quando vi dico che -Fore Morra- è un Best Seller.
Ma non è solo Napoli, non è solo camorra. -Fore Morra- rimane coi piedi per terra, ma per fortuna non è solo sangue e pallottole, come scopriremo quando conosceremo hobby e passioni di Buba. -Fore Morra- è una famiglia, qualcuno che ti prende per mano e fa di tutto per proteggerti. E’ davvero un capolavoro, 5 stelle non sono sufficienti!

Sperai di poter aiutare Pavella per i mesi a venire, ascoltando le sue rime stupide e ridendo del suo sculettare esagerato. Ma non appena il tramonto cominciò a scendere sulla stazione, Pavella disse di smettere. E io sapevo il perché.

Tutto è coerente, i personaggi sono descritti molto, molto bene. Nessun  passo poco chiaro. Una narrativa impeccabile.
Questo è nel modo più assoluto un libro da acquistare! Acquista su Amazon

Pubblicato in: 2016, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Psico-Thriller, Sociale, Thriller

E se tutti fossero ‘il maggiordomo’??

816OrDkrFqLLa vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata.
Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile.
Decisamente il debutto dell’anno nel mondo anglosassone, ai vertici di tutte le classifiche.

Sono diversi mesi ormai che storgo il naso di fronte a casi editoriali, libri acclamati et similia. La ragazza del treno è uno di questi ma sono entusiasta di dire che vale tutto il clamore, tutto il parlare.

Rachel è alcolizzata, ma non è spoiler giacché è nella sinossi, si tratta di una donna devastata, che non ha più né speranze, né risorse, che non riesce nel modo più assoluto a ‘dimenticare’ Tom.
Tom è l’ex marito di Rachel, durante la lettura, emergono i motivi che hanno portato alla distruzione il loro matrimonio, i quali hanno incentivato l’alcolismo di Rachel.
Anna è la nuova moglie di Tom, insieme realizzano una bella famigliola, ma purtroppo non riescono ad essere pienamente felici perchè Rachel li stalkerizza entrambi. Tom cerca in tutti i modi di rifarsi una vita cercando di non ferire Rachel.
Poi ci sono altri personaggi interessantissimi.

Parliamo di Rachel, mi è stata sulle scatole per molte pagine, ma cercate di guardarla con occhi comprensivi: beve sino a annullarsi la memoria e quando beve fa parecchi danni.
Ogni giorno Rachel prende il treno e non vede l’ora di passare davanti alla villetta di Jess e Jason, una coppia qualunque che vive proprio nella città dove ora vivono il suo ex la nuova moglie.
Rachel è una donna perduta ormai, l’alcol è il suo unico confidente. Jess e Jason ovviamente sono nomi fittizi, che lei ha attribuito loro; ogni giorno li scruta, li osserva: per lei sono la coppia perfetta, si amano e si ameranno per sempre, perchè sono fatti l’uno per l’altra.
Purtroppo un giorno, in quella veranda vede qualcosa che non rientra nel quotidiano, da quel giorno le cose precipitano in oscuri meandri sporchi di alcol e sangue. Ma Rachel non ricorda, più beve e meno riesce a ricostruire.
Che cosa è successo quel sabato fatidico? E’ stata lei? Oppure no?

In un romanzo di carattere avvincente, con diversi punti di vista, una storia che sembra zeppa di ‘maggiordomi’ (frase metaforica per definire l’assassino), viene difficile ad un certo punto non lasciarsi coinvolgere dalla trama e, se non avete appuntamenti di lavoro, rischiate di fare sera senza accorgervene.
Un libro che non perde occasione di lanciare messaggi denuncia sulla società odierna, sulla donna che deve per forza procreare, sull’alcolismo, sull’amore e sulla fiducia, frasi geniali che lasciano di stucco ed una scrittura fluida e chiara, fanno si che questo romanzo sia un Best Seller. Un thriller psicologico accattivante e morboso.
Un libro da leggere assolutamente!

Pubblicato in: 2016, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa

Un tema inusuale: pirati.

51IdI1jJbmL1670. In un clima di scontri per la colonizzazione del Nuovo Mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O’Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l’isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull’isola. IL tutto sotto l’occhio vigile di una nave pirata ancorata all’orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.

Avevo un conto in sospeso con questo primo libro (a quanto pare sono in totale 5) già da un bel po’ e siccome sta facendo un gran giro tra blogger e youtubers alla fine mi sono ritagliata qualche ora e, no, non ha attecchito, almeno per me.
Sono una lettrice accanita, come molti di voi e nel corso degli anni ho acquisito una sorta di prescienza che mi permette di comprendere in poche pagine se un libro può interessarmi oppure no. Difatti Jolly Roger, quando qualche mese fa mi è capitato tra le mani è dolorosamente entrato in questa categoria.
Esclusi un paio di strafalcioni, refusi e piccoli errori, questo libro si fa leggere e, personalmente, non lo trovo scontato. Di sicuro di questi tempi la figura del pirata è senz’altro inusuale 😉

Tanti personaggi da studiare, nazioni e categorie da scegliere, come in una scacchiera, risvolti imprevisti e un mistero sepolto nella giungla, fanno sì, che questo primo libro risulti interessante. Una critica sulla giungla, per me, è il non averla descritta nel vivo, la giungla è fuoco verde sotto pelle, un luogo di animali meravigliosi, in questo libro c’erano solo zanzare….

Personalmente, per quanto mi riguarda, ho due personaggi agli opposti di gradimento: 1) Sidevester; 2) Isaac. A voi la curiosità di indovinare chi mi piace e chi detesto :))

E’ una lettura particolare e sta sempre al gusto personale giudicarla. Quindi ricordatevi sempre di pensare con la vostra testa e non dimentichiamo che io resto sempre una outsider ^___^

Alla prossima!

Pubblicato in: 2016, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa

Perché mi ricorda Shining?

10-3+SettembreA Sarah piace il silenzio assoluto della sera che avvolge l’isola di Skye. Le piace muoversi piano nella penombra e accarezzare delicatamente i biondi capelli della sua bambina di sette anni, Kirstie, che si è appena addormentata. Mentre osserva le sue manine che stringono il cuscino, Sarah ripensa a quando quelle mani si stringevano a quelle, identiche, della sorella gemella Lydia. Niente le distingueva: stesse lentiggini, stessi occhi azzurro ghiaccio, stesso sorriso giocoso. Ma, un anno prima, Lydia è morta improvvisamente e ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quell’isola spersa nel mare di Scozia. Lì, tra scogliere impervie e cieli immensi, Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità. Eppure, mentre si avvicina l’inverno, Kirstie è sempre più strana.
Diventa silenziosa, riflessiva, improvvisamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa.
Cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

 

Non è stato un fallimento ma ci è andato vicino, oserei dire che, mi sarebbe piaciuto leggere il libro cominciando dalla fine.

Doveva essere un thriller psicologico, ma le scene della presunta presenza (di tanto in tanto) della gemella defunta (e non è spoiler) non mi facevano completamente accapponare la pelle, perché da un certo punto in poi puntavo solo a scoprire la verità, salvo poi rimanerne delusa: mi è sembrato che sia stata buttata lì per forza, insomma: il comportamento finale di un personaggio mi è sembrato stonare tantissimo con il disegno di ‘coppia felice’ che c’è stato sin dall’inizio, che pi è vero, tanto felice non era.
Per non parlare di Shining, diamine! Ogni tanto si leggeva nella trama l’odio e il desiderio di uccidere del proprio compagno/a, cose del tipo: osservare martelli, oppure accogliere con un falso sorriso il marito in cucina con un coltello nascosto dietro la schiena (tanto non lo vedo eh =.=).
Quando ho scelto questo libro, sognavo di venire travolta da una trama avvincente e curiosa con l’affascinante mondo dei gemelli, come accadde con il libro ‘La tredicesima storia‘, ah quella sì che è stata una lettura al cardiopalma.
Poteva essere un bellissimo libro, anche perché vi erano delle metafore e dei giochi sulla morale per nulla malvagi, soprattutto nella vita di coppia ed anche sugli usi e costumi della società. Senza escludere il gioco di insicurezza della gemella rimasta: chi era delle due?
Ho notato anche delle incongruenze con l’uso dei tempi, sappiatemi dire se anche per voi è così.

Concludendo non lo consiglierei.

Pubblicato in: 2016, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa

La Lisbeth dei libri no, dai.

Limprevedibile-piano-della-scrittrice-senza-nomeDietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: da piccoli indizi che sembrano insignificanti, coglie l’essenza di una persona, riesce a mettersi nei suoi panni, pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un’empatia profonda, un intuito raffinato, uno spirito di osservazione fuori dal comune, sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ne ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un’importante casa editrice. Scrive libri per altri. L’autore le consegna la sua idea, il materiale su cui documentarsi e lei riempie le pagine delle stesse identiche parole che avrebbe utilizzato lui. Un lavoro svolto nell’ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare di persona gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda ad una crisi di ispirazione.

Questo libro faceva parte dell’élite di volumi a cui facevo il filo da mesi, quando l’ho comprato scontato poi, ero felicissima. Però non riuscivo mai ad iniziarlo, perché sono felicemente sposata con la categoria Self Publisher. Non riuscivo sino a pochi giorni fa. Poi l’ho iniziato. E l’ho finito.
Attenzione, la mia non è cattiveria gratuita, ma un tentativo di analisi, sebbene sappia fin troppo bene quali siano i miei limiti culturali e spero che questo volume contenga messaggi e notizie sottili che io sicuramente non avrò capito.
Quel che ho capito invece è che è un libro per le masse.

Sto avendo per le mani davvero tanti libri di Autori Indie (Self Publisher), libri che mi danno soddisfazione, che quando finisco di leggere mi fanno sentire come un vulcano in eruzione, libri di un’originalità sottile. Adoro la categoria degli Autori indipendenti e, nel mio piccolo, continuerò a battermi per loro!

Ma torniamo a ‘l’imprevedibile piano della scrittrice senza nome’. Dov’è sto piano?
Ma non è stato questo ad infastidirmi.
La mia prassi di scelta dei libri avviene sempre tramite estratto (benedico gli e-book), in questo estratto in particolare, non ero arrivata al riferimento di Lisbeth Salander, perché forse avrei valutato meglio la mia scelta. Posso capire che l’Autrice abbia avuto il desiderio di dare, alla sua Ghostwriter, connotazioni, somiglianza fisica e caratteriale della travagliata protagonista della saga Millennium, per motivi che non riesco nemmeno ad immaginare. Ci sta una volta, così, per dare un’idea al lettore.
Ma quando la cosa è ripetuta, dalla trama, dai personaggi e dalla protagonista stessa, mi innervosisco e dico: la Lisbeth dei libri non si può vedere.
Tra l’altro l’argomento principale (libri ed editoria), mischiato ad un personaggio controverso come Lisbeth è proprio inaccettabile (sempre a parer mio).

Inizialmente la trama ci rivela, nella più totale aura di invisibilità, la Dottoressa Sarca, che fa anche un certo effetto, emozionante, eccitante. Poi il personaggio muore, o forse viene posseduto dall’interpretazione di Lisbeth Salander (sì, la continua nomina della ragazza dark è voluta), perché ci ritroviamo tra le mani cazzi e mazzi ed una ragazza metal/dark e volgare. Come ce la vedo la Dottoressa Sarca così? No, non ci riesco.
Non che la trama non mi piaccia, anzi. Anche le interazioni tra i personaggi e la scelta umoristica che risalta sovente, tra le righe, il colpo di scena, la ribalta della protagonista e allora cosa c’è che non va?
Probabilmente (a livello personale) non posso vedere una ghostwriter nei panni della Salander, anche perché, avendo visto il film e le scene davvero forti in esso contenute, non ce la faccio proprio.

Non è un cattivo libro, ma ripeto, secondo me è un libro per la massa.

Alla fine possiamo leggere anche un’interessante intervista all’Autrice stessa e per certi versi mi è molto piaciuto quello che ho letto, le sue risposte insomma, special modo la radiografia che facciamo in automatico noi donne verso gli uomini che incontriamo.
Purtroppo ho anche visto che dopo l’imprevedibile piano ci saranno dei seguiti e non so capire il sentimento che ho provato nel saperlo: positivo, negativo? Boo!
Che dirvi? Al solito, fatevi sempre un’idea vostra e poi passate a dirmela ^^

Pubblicato in: 2015, Dark, Giallo, Kindle - letture digitali., Psico-Thriller, Sociale

L’eccitazione dello stalker!!

nella-mente-dellipnotistaTRAMA – Si chiama Erik Maria Bark ed è l’ipnotista più famoso di Svezia. È a lui che si rivolge la polizia quando un testimone è sotto shock e non parla. Adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui: Björn è l’unico a sapere cos’è successo veramente in casa sua, cosa è accaduto a sua moglie, Susanna, e quali siano le tracce che lui stesso ha inavvertitamente cancellato. Sa tutto, ma non riesce a ricordare. E Björn deve ricordare, in fretta. Perché Susanna è solo l’ultima vittima di un killer che sta terrorizzando Stoccolma e che presto colpirà di nuovo. Il killer osserva, assedia. Filma tutto e invia il video alla polizia, come per sfidare le forze dell’ordine. Poi entra in casa, insegue le vittime stanza dopo stanza, e uccide. Perché è la morte in persona, e ha la certezza di essere inafferrabile. Erik Maria Bark è l’unica persona in grado di scovare, nella mente di Björn, degli indizi che permettano di fermare la strage. Quello che Erik non sa è che durante l’ipnosi emergeranno dei dettagli che lo riguardano. Dettagli del suo passato. Dettagli incriminanti. Quello che Erik non sa è che l’unica persona che si fidava di lui, l’unico poliziotto capace di raccogliere la sfida del killer, non può più aiutarlo. Il poliziotto si chiama Joona Linna ed è scomparso nel nulla da un anno. È stato dichiarato morto dalle autorità. E l’ipnotista deve affrontare da solo l’orrore che si annida nella sua stessa mente.

Ho letto ‘L’ipnotista’ proprio nel corso di questo mio primo anno in Sicilia (sono arrivata il 23 maggio 2014), un bel volume devo dire, trovato nella biblioteca di Courmayeur quando ancora ero su in Valle, spedito qui a Piazza Armerina e poi letto e devo dire dietro lo pseudonimo di Lars Kepler (che sono marito e moglie) si trova un lavoro abbastanza appetibile, non eccelso eh, ma godibile. Trovando poi ‘Nella mente dell’ipnotista’ tra i titoli di Amazon è normale che la mia curiosità si sveglia..
Premettiamo che è un bel papiro, mentre ne parlavo e commentavo con Pier, sul fatto che lo trovavo un po’ lunghetto e brodoso, lui mi ha gentilmente espresso il parere che quando il lettore percepisce questa sensazione è sintomo del fatto che la trama principale è già stata eviscerata tutta e ci cerca di farla andare avanti raschiando il fondo del barile e, tutto sommato, in questo caso specifico, non gli do nemmeno così torto… e se poi ad un certo punto, mentre leggevo mi è venuto in mente anche lo stile narrativo e il marchio di fabbrica tipico di Dan Brown non posso che avvalorare questa teoria…. ma…. e c’è sempre un ma, quando ormai sei alle cozze e prosegui la lettura per forza d’inerzia, quasi annoiato e ti trovi la soluzione li, tra una riga e l’altra e senza preavviso ti sbattono in faccia gli indizi principali ed un nome non si può che rimanere letteralmente a bocca aperta e allora il discorso cambia e cambia anche la marcia di lettura, premendo anche il bottone del NOS e via sino al finale, sudato e patito, fino all’ultima goccia di sudore.

Diciamo i pro e contro però: da una parte l’avventura, le infinite indagini sfiancanti che portano un po’ dappertutto tranne che dove si doveva guardare e poi alla tanto desiderata vendetta che è il perno di questa lettura, dall’altra parte, con qualche calcolo mentale ci si rende tranquillamente conto che per tutto il volume sono disseminate licenze poetiche a profusione, ovvero situazioni con così tante variabili, che riescono ad andare comunque come ‘vuole’ l’assassino, e certe scene sono davvero troppo da digerire, ma le ho prese con un sorriso. Quasi come andare a fare la spesa col supermercato vuoto, senza nessuno che ti urta, senza bambini dalla voce così acuta da tramortirti i timpani e senza furbetti alle casse che ti guardano con aria strafottente, insomma capito no?
Al di la di queste cavolatine, anche se comunque è un argomento importante ai fini di un libro ‘serio’, direi che è una lettura godibile, un tantinello più alta del mediocre, certo, ci va un filino d’impegno per arrivare a quel circa 70% di lettura (versione e-reader) per godere dell’esplosione di tutta la faccenda e finire il libro in un soffio.
Inoltre il finale fa riflettere moltissimo e secondo me cambierà il vostro modo di passare le giornate quotidiane!!
Provatelo e se non conoscete Eric Maria Bark vi conviene prima leggere l’ipnotista —> click

Pubblicato in: 2015, Fantasy, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Ogni nostra, favola personale.

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Dopo una brillante carriera come editor, la quarantenne Brianda Gonzaga viene improvvisamente licenziata. Tutte le sue certezze crollano in un attimo, ma decide di non lasciarsi abbattere e di rifugiarsi, come ha sempre fatto, nel mondo delle possibilità infinite, quello delle storie. E dopo aver consultato gli adorati libri come un oracolo, sceglie di seguire la via che le hanno indicato: senza pensarci due volte prende un volo per il nord della Spagna, noleggia un’auto e si lancia in una nuova, sconosciuta avventura alla riscoperta di se stessa. Ma il destino ha in serbo per lei ancora grandi sorprese… Ben presto si troverà così a lavorare nella libreria di Nuba – un paesino incantato lungo il Cammino di Santiago – come braccio destro di Lorenzo, lo storico libraio che diventa subito il suo migliore amico e la sua guida spirituale. Ma anche l’amore farà capolino da dietro un angolo e sarà inatteso, travolgente e la turberà nel profondo. E alla fine… Alla fine succederà qualcosa di meraviglioso…

E’ un libro dalle molte metafore, prima fra tutte la nostra vita vista come una favola, con tutti i personaggi classici annessi, come Hansel e Gretel, Cappuccetto, i tre porcellini ecc.
Brianda ha un feroce stop nella sua vita di editor (pare che la crisi sia arrivata anche dentro il libro ahimè) e mentre era convinta che quello sarebbe stato il lavoro con cui sarebbe anche andata in pensione si è ritrovata in un ristorante di lusso col suo capo con dessert finale andato a male: licenziata.
Ora, dal momento che nei svariati momenti bui della sua vita, si è sempre rivolta ai libri per cercare aiuto, anche quando ha perso drasticamente i suoi genitori a diciotto anni, in un incidente stradale, anche in quel cruciale momento di panico e incertezza doveva assolutamente farsi guidare dai suoi amati libri, così, dopo un primo giro di bibliomanzia, nel riporre il libro scorge dalla sua libreria un volantino svolazzare a terra: quello è il suo destino e lei lo prende letteralmente sul serio e senza aspettare. il giorno dopo è già su un aereo lasciando il suo appartamento di Madrid e il suo cellulare spento, sul tavolo.

Giunta a destinazione, come in ogni favola che si rispetti, perde la strada e casualmente, molto a corto di benzina, raggiunge un belvedere incantato e da li, si dispiega in tutta la sua magica bellezza Nuba, poco più in la sulla strada un cartello di cedesi attività libreria, è palese che quella è la via indicata dai suoi amati libri.
E se fino ad ora non fosse stata una lettura abbastanza interessante l’Autrice, molto scaltra a parer mio, ci regala una storia d’amore intrigante e allucinante, perché Brianda, dopo qualche settimana alla ‘Lucus Docendi’ (il nome della libreria), come apprendista, si ricorda improvvisamente della macchina a noleggio e deve provvedere a concludere il contratto.
Così, si ritrova a guidare in mezzo ad un temporale violentissimo per raggiungere la cittadina vicina, sicchè ad un certo punto, sulla strada, scorge un fuoristrada fermo e da brava persona, s’inoltra sotto la pioggia in cerca di possibili persone in difficoltà. Dopo aver gridato diverse volte per attirare l’attenzione, un uomo, incappucciato di tutto punto,

[SPOILER]

piomba su di lei, trascinandola con urgenza e gentilezza attraverso il bosco, sino ad un capanno. Dopo alcune scene in cui si era assolutamente certi che non sarebbe successo nulla (altro elogio all’Autrice per la sua scaltrezza), esplode all’improvviso la fiamma della passione e lì, dentro al capanno, al caldo e protetta dal feroce temporale, Brianda ha il rapporto più strano e romantico della sua vita!! Sono rimasta quasi pietrificata dalla sorpresa.

[SPOILER]

E al di la del fatto che NON è questa la cosa meravigliosa che le succederà, questo strano amore diventerà il perno portante di tutto il racconto, perché da lì in poi avrà diversi incontri casuali e imprevedibili con quest’uomo e questi incontri casuali avverranno per tutto il resto del romanzo, per questo riflettendo, credo che non sia un romanzo adatto da ometto, bensì da femminuccia, ma non fatevi tuttavia condizionare dalle mie parole e provate sempre, sempre e ancora sempre a leggere un libro se vi intriga.

Brianda nella sua personale favola, avrà tutti gli ingredienti del caso: il lupo, la strega cattiva, l’angelo custode, un padre ecc ecc. Perché il libri l’hanno condotta in una nuova vita ma spetta a lei impugnare le armi a sua disposizione e combattere per guadagnarsi il suo posto.
Ad un certo punto il libro da Fantasy/Narrativa e romantico si trasforma in giallo e mistero, rendendo ancora più intrigante tutta la storia, infatti nelle ultime pagine ho faticato davvero a fare le dovute pause per vivere anche la mia, di vita, e fare le cose quotidiane e…. alla fine succede qualcosa di meraviglioso!
Consigliatissimo, andrò anche a vedere se esistono altri libri di quest’Autrice!

Pubblicato in: 2015, Giallo, Kindle - letture digitali., Psico-Thriller

Le vie del Signore sono infinite.

5682267_294245TRAMA – Londra, una fredda notte di dicembre nell’elegante quartiere di Forest Hill. Sarah sta dormendo quando sente rientrare il marito, che sarebbe dovuto restare via per lavoro ancora qualche giorno. Ma l’uomo che trova in cucina intento a prepararsi un panino non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen, parcheggiata come al solito davanti alla casa. Sostiene di essere Stephen, e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Elemento ancora più agghiacciante, l’uomo ha il volto deturpato da orribili cicatrici. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza. Anche la polizia è convinta che Sarah sia vittima di un forte esaurimento nervoso e che non voglia accettare che il marito sia andato via di casa volontariamente e che presto tornerà. Sola e disperata, Sarah si rivolge all’unica persona che, forse, può aiutarla, il suo amico d’infanzia Mark Behrendt, psichiatra che conosce gli abissi dell’animo umano. Insieme Mark e Sarah iniziano a indagare, mentre il misterioso sconosciuto è sempre un passo avanti a loro e sembra divertirsi a tormentarli, a lasciare piccoli segnali e scomparire. Chi è l’uomo sfigurato? Che cosa vuole da Sarah?

Ero già rimasta favorevolmente colpita da ‘Il mio cuore cattivo‘, quindi, mi ero tranquillamente ripromessa di leggere ancora Wulf Dorn.
Ma mentre il primo libro letto era semplicemente stuzzichevole a livello di curiosità, questo ‘Phobia’ è stato un libro adrenalinico, nel vero senso della parola di quelli che ti inchiodano alla sedia.
Non solo la trama è avvincente, ma quel che mi fa impazzire è il suo modo di scrivere, pulito, intrigante, spiazzante.

La protagonista di questo libro rappresenta l’inconscio di tutte le Donne, perchè noi Donne siamo fatte così, sappiamo tutto, ma oscuriamo quello che mina al nostro tran tran, viviamo con quel ‘non so cos’ho’, ma in realtà lo sappiamo perfettamente e non tutte riusciamo a elaborarlo prima della catastrofe.

Dorn è uno di quelli che riesce ad inturciuniare bene bene la trama affinchè il lettore fa ipotesi su ipotesi ma non ci azzecca nemmeno su una. Saper scrivere è anche questo: essere abili nel manipolare il lettore per poi lasciarlo soddisfatto e sfinito sul letto, magari senza la tanto agognata sigaretta.

Wulf Dorn con questo volume, oltre che a costruire una trama che sta molto bene in piedi, ci ha regalato anche delle perle sulla nostra religione, chi leggerà questo libro forse si farà molte domande, io continuo a credere che Dio siamo noi, ognuno di noi, Dio è il libero arbitrio, Dio è la coscienza di ognuno di distinguere quel che è bene e quel che è male.

Leggetelo!

Pubblicato in: 2014, Dark, Giallo, Psico-Thriller, Sociale

Dietro il sipario….

TRAMA – Si chiama Erik Maria Bark ed era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa è andato downloadstorto e la sua vita è stata a un passo dal crollo. Ha promesso pubblicamente di non praticare mai più l’ipnosi e per dieci anni ha mantenuto quella promessa. Fino a oggi. Oggi è l’8 dicembre, è una notte assediata dalla neve ed è lo squillo del telefono a svegliarlo di colpo. A chiamarlo è Joona Linna, un commissario della polizia criminale con l’accento finlandese. C’è un paziente che ha bisogno di lui. È un ragazzo di nome Josef Ek che ha appena assistito al massacro della sua famiglia: la mamma e la sorellina sono state accoltellate davanti ai suoi occhi, e lui stesso è stato ritrovato in un lago di sangue, vivo per miracolo. Josef è ricoverato in grave stato di choc, non comunica con il mondo esterno. Ma è il solo testimone dell’accaduto e bisogna interrogarlo ora. Perché l’assassino vuole terminare l’opera uccidendo la sorella maggiore di Josef, scomparsa misteriosamente. C’è solo un modo per ottenere qualche indizio: ipnotizzare Josef subito. Mentre attraversa in auto una Stoccolma che non è mai stata così buia e gelida, Erik sa già che infrangerà la sua promessa. Accetterà di ipnotizzare Josef. Perché, dentro di sé, sa di averne bisogno. Sa quanto gli è mancato il suo lavoro. Sa che l’ipnosi funziona.

E’ stata una lettura molto coinvolgente, dominata dalla bruciante curiosità di scoprire che diavolo c’era dietro tutto quel polpettone di storia, e difatti è stato proprio questo il problema principale: il polpettone.
Probabilmente l’Autore ha creduto che per un lavoro editoriale con quel nome ci voleva un modo di narrare altrettanto enigmatico, tipo matrioska, ma per fare una buona matrioska ci vuole del materiale buono che, a parer mio, non c’è stato. I soliti clichè tra uomo e donna hanno stonato con una professione come la sua, a tratti gli adulti sono stati ben più infantili del ragazzino in questione. Ne ho anche per il personaggio che ho ritenuto il più intrigante: il sostituto commissario, sarebbe stato un buon personaggio se l’Autore non avesse voluto ribadire in tutti i modi alcuni aspetti della sua personalità stra conditi d’ilarità.
Poteva essere un best seller, se non fosse stato per diverse sbavature, forzature e tutta quella carne al fuoco, sono rimasta un pelino male perchè il libro l’ho anche divorato in breve tempo, la chiave cruciale, la domanda fatidica: «ma chi diavolo è stato??» era la colonna portante di tutta la lettura e sì, che alla fine la sorpresa è stata tanta, così come la riflessione sulla natura umana, ma quel finale stupidino, a parer mio irreale, poteva risparmiarselo. A me personalmente sarebbe di gran lunga piaciuto un bel finale aperto, che portasse ad un libro serio, un libro trattante la mente umana e il lavoro dell’ipnotista, magari con un altro protagonista e… scritto da un’altro Autore/trice, più ferrato/a sull’argomento….
Che poi all’inizio ero convinta che la trama portasse verso una direzione che secondo me era moooolto più accattivante di ciò che ha scritto, nei commenti vi invito anche a scrivere le vostre idee su dove andava la trama secondo voi!
In sostanza? Lo consiglio lo stesso!

Pubblicato in: 2014, Giallo, Narrativa, Psico-Thriller

Un classico da passatempo

nessuno mi credeTRAMAChi è Alexandra Moreland? Una promettente carriera di interior designer, un elegante appartamento a Manhattan, tutto il fascino dei trent’anni, Alexandra si porta dentro una voragine: due anni prima, a Central Park, il figlio Matthew è stato rapito. Da allora, lei va avanti come può, perennemente in bilico sull’orlo di un terribile precipizio. Ma proprio il giorno in cui Matthew avrebbe festeggiato il quinto compleanno, Alexandra fa una scoperta che la atterrisce: attraverso le sue carte di credito e i conti in banca, qualcuno sta cercando di agire in suo nome e distruggerle così la reputazione. Qualcuno che la conosce bene, e ha moltissime informazioni su di lei.

Premetto che quando ho visto la sfilza di libri pubblicati dall’Autrice (questo è il primo che leggo di lei) mi sono spaventata immaginando decine di volumi senza corpo, noiosi e tutti in serie, invece bisogna ammettere che è stata una lettura coinvolgente e soprattutto sorprendente, difatti non ho avuto nessuna ‘premonizione’ su eventuali soluzioni, se non quando anche l’Autrice stessa stava ormai arrivando alla conclusione. E brava l’Autrice J
Poi per carità, magari leggendone altri scopro che in realtà… ma non pensiamoci ora.
Attenzione però eh, nonostante i complimenti a questa scrittrice, non vuol dire che non abbia delle critiche da fare. Per esempio, al livello sentimentale ho percepito questo libro come qualcosa di più della media, perché ho vissuto libri che mi hanno veramente smosso molto di più, in cui mi sono sentita molto più affine, e che mi hanno indotto riflessioni più personali, e questo blog contiene pensieri su diversi di loro.
Questo è stato il classico libro passatempo, quasi come se anche l’Autrice stessa l’avesse scritto perché aveva questa storia da buttar giù, i dialoghi dei personaggi si sono salvati in extremis, ci è mancato poco che non rientrassero nella categoria da me più odiata e a volte gli sbalzi di location mi creavano un po’ di smemorandum su chi fosse tale personaggio nella determinata scena.

In conclusione è stata una lettura ‘ordinaria’, senza particolari esclamazioni o note di riguardo, se volete leggerlo bene, altrimenti esistono libri più ‘wow’ eheheheh