Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Medievale, Saga, Sentimenti, Storico

Opera d’eccellenza.

L’anno è il 1945. Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan… nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire viene coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore. L’incontro con il giovane e affascinante cavaliere scozzese James Fraser la costringe a una scelta radicale tra due uomini e due vite, in epoche così diverse tra loro. Ironica, avventurosa, appassionata e molto coraggiosa, Claire è una straordinaria eroina che conquista il cuore del lettore fin dalle prime pagine.

Ho questo libro da almeno tre anni, ma una vocina mi ha sempre detto di aspettare a leggerlo, ora che l’ho finito ho capito perché: è davvero straordinario e crea dipendenza! Ma non è un libro unico.

Ammetto che ho iniziato a leggerlo per poter vedere anche la serie televisiva, ho resistito per un po’, ma alla fine mi ha acchiappato, e parecchio anche, da quel punto in poi ho cominciato a spiluccare informazioni varie;
il primo libro è talmente lungo da risultare quasi scoraggiante, sul Kindle ha una stima di lettura di oltre 20 ore, tuttavia, una volta che la storia entra dentro, è ovvio che le ore volano e, anzi, quel che c’è scritto quasi non basta.
Il punto scoraggiante è che la saga è composta da oltre 10 libri e non è nemmeno ancora terminata, da ciò è spiegato il motivo della mia esitazione iniziale, di quella vocina che mi diceva di non leggerlo.

Inoltrandoci nella lettura si capisce chiaramente l’abilità della scrittrice nella perfetta realizzazione del suo mondo, che non è soltanto suo, visto che la storia ha le sue fondamenta sulla storia reale

La battaglia di Culloden, combattuta il 16 aprile del 1746 presso Inverness, nelle Highlands, rientra in questa categoria, costituendo l’ultimo cruento scontro consumatosi sul suolo britannico, destinato a segnare il definitivo tramonto delle aspirazioni scozzesi ad affrancarsi dalla corona inglese. fonte

Di fatto il perno su cui gira e si forma la storia è proprio questo aneddoto storico, che poi considerarlo ‘aneddoto’ pare quasi offensivo, dopo aver visto la trasposizione televisiva.
La storia d’amore che è stata realizzata intorno è molto riuscita, i due protagonisti passano letteralmente le pene dell’inferno, ciò non può che rafforzare il loro amore e, nella serie (perché sto seguendo anche quella), è molto chiaro questo concetto.
Il filone amoroso che lega Claire e Frank non si capisce molto bene nel primo libro, perché la protagonista viene catapultata indietro quasi subito. Non so quando riuscirò a continuare coi libri, ma nella serie, si comincia a capire un bel po’ avanti e ovviamente, non è questa la sede per parlarne.

Come ogni buon libro di successo la trasposizione realtà/fantasia è molto credibile, quando Claire comincia ad “assaporare” i piaceri dell’epoca, tutto un mondo dimenticato si dipana di fronte a lei. E parliamo di cultura, di modo di vivere, di usi e costumi e sopratutto di credenze e magia (e quindi, ignoranza, anche), argomento che ha i suoi rivolti negativi, vedi i roghi delle streghe, per esempio.
In ogni caso, quell’epoca, per una donna era davvero una sfida pericolosa.

L’antagonista di questa storia sarà uno dei più odiati in assoluto senza dubbio, alcune sue caratteristiche saranno un conflitto molto pesante per la protagonista, creeranno dei divari piuttosto pesanti e i risvolti psicologici saranno molto profondi.

Ovviamente non saranno gli unici personaggi, questo primo libro è una storia di anni e quindi la rosa dei personaggi sarà molto ampia.

Di sicuro questo primo libro imbastisce un canovaccio storico NON indifferente. Per adesso sono andata molto avanti seguendo la serie, non escludo che leggerò anche i prossimi libri, magari acquistandoli in sconto su Amazon.

Lettura assai consigliata.

 

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Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Il posto che abbiamo nel mondo

Nessuno meglio di Annie conosce la magia di certi ingredienti. Nessuno meglio di lei sa che mescolando un pizzico di vaniglia, una spolverata di cioccolato, qualche fragola e la giusta quantità di zucchero si può cambiare una vita, far nascere un’amicizia, colmare un vuoto del cuore. È stata sua madre a insegnarglielo, è stata lei a passarle la ricetta segreta delle cupcakes. Annie era solo una bambina, e si ricorda ancora di quelle sere passate a cucinare nella grande casa dei St. Claire, a San Francisco, dove sua madre faceva la domestica. Quei dolci sono l’unico ricordo che le rimanga della madre, morta troppo presto. E di Julie, primogenita dei St. Claire, quasi una sorella per lei. Ma la loro amicizia è finita a causa di un tradimento imperdonabile. Sono passati anni da allora. Annie ha lottato per affermarsi, si è ribellata alle convenzioni, ha studiato per fare della sua passione e del suo talento un lavoro. E ce l’ha fatta. Adesso è tornata a San Francisco e vuole realizzare il suo sogno: aprire una pasticceria. C’è una sola persona in grado di aiutarla: Julie. La ragazza, ormai avviata a una brillante carriera di donna d’affari, sta per sposarsi, ma non ci pensa due volte. Aiuterà l’amica, e forse questa sarà la chance per farsi perdonare. Ma funesti e inspiegabili incidenti cominciano ad accadere, uno dopo l’altro. Qualcuno sta cercando di sabotare in tutti i modi il loro progetto. Perché i conti con il passato non sono affatto chiusi. E c’è un segreto che non è stato ancora svelato.

La storia si percepisce, intensa, già dalle primissime pagine, i personaggi sono marcati nella loro personalità, così come gli scenari e le descrizioni. A farla da padrone, il tepore e il sapore della pasticceria, nella cucina dove lavora la protagonista; è quasi impossibile non soffermarsi a farsi un po’ di crema di burro o, se si è fortunati, a trovare un buon cupcake da mangiare sul serio, divorando anche il libro! Quindi ovviamente e seriamente, sconsiglio questo genere di libri a chi non può assumere dolci o chi ha problemi relativi 🙂

Comunque, scherzi a parte, intorno ai cupcake ruota una storia in un mondo di sentimenti, al solito zeppa di cuore e sofferenza.
Abbiamo due voci narranti: la nostra pasticcera Annie e Julia, l’eccentrica donna di successo di famiglia danarosa. Come anticipato nella quarta di copertina, un grave torto è stato fatto a Annie, la quale, con una forza d’animo non da poco, ha affrontato la vita con il muso duro, ottenendo i suoi propositi e affermandosi nel mondo dei cupcake. Che cosa sia successo dieci anni prima dobbiamo scoprirlo leggendo, ma nonostante la storia sia (a volte) un pelo scontata e magari un po’ troppo frivola, a me ha lasciato un buonissimo sapore di vita, di maturità e di perdono, soprattutto, di famiglia. Credo che se a fine lettura ti dimentichi del libro letto precedentemente (comunque MOLTO bello anche quello), significa che quella storia ha funzionato, ha attecchito nel cuore dei ricordi.

E’ anche la ricerca del nostro posto, tra le righe assisteremo al divario sociale che c’è principalmente nella mente delle due giovani, quale che sia l’esito è difficile non chiedersi qual è il nostro posto in questo mondo.

Molto consigliato.

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Le strade del tè.

Quando Charlie – giornalista di successo che si è buttata a capofitto nel lavoro dopo una brutta delusione d’amore – si trasferisce a Scarborough, un caratteristico paesino nello Yorkshire, per scrivere un servizio sulle migliori sale da tè inglesi, deve fare i conti con il difficile rapporto con la sorella, che vive lì. Spesso si rifugia al Seafront, una tranquilla sala da tè con vista sul mare, dove Letty offre dolci squisiti, e lì incontra Kat, madre separata del piccolo Leo. Presto a loro due si aggiunge Seraphine, una ragazza francese, da poco giunta in Gran Bretagna per lavorare au pair, con una grande passione per la pasticceria; tra una chiacchiera e l’altra nasce l’idea di collaborare tutte al lavoro di Charlie: scovare nei dintorni localini nascosti e luoghi davvero speciali, cibi genuini preparati con abilità e dedizione.

Inizialmente lo scenario è su una giovane madre single, sul suo bambino di tre anni Leo e sulla difficile posizione economica che deve affrontare. Lei si chiama Kat. Insieme a lei potremo assaporare l’atmosfera unica del Seafront, -La casa di fronte al mare- (lo splendido locale del tè protagonista) e da quella “casa” nasceranno molte storie, mentre alcune avranno il loro lieto epilogo.

Ma andiamo per ordine, dopo Kat, conosceremo altre due giovani donne: Charlie e Seraphine. Origini differenti, problemi differenti e caratteri opposti, ma proprio per questo motivo scopriranno delle affinità ancestrali che le unirà molto, anche per merito del tè e della titolare del Seafront. Le loro storie e tendenze meritano di essere lette sfogliando il libro; così come le loro vicissitudini passate e quelle del presente, che vivono mentre leggiamo. Sono Donne forti, seppur nella loro fragilità; l’Autrice innalza senza difficoltà il valore che noi Donne possediamo, quella visione ultradimensionale unita alla determinazione che ci spinge avanti in questa vita.

Ovviamente non parlerà soltanto di Donne, o di amore, ma coglierà anche diverse sfumature sociali che l’Autrice ha voluto evidenziare e il tè non smette mai di ruotare intorno a tutta la storia. A tutte le storie, in verità.
Tutto questo dona un’aura vintage a questo libro che ho letto con entusiasmo e non so se è stato per il tè e le cerimonie che ruotano intorno ad esso oppure per la fluidità del romanzo, so soltanto che merita di essere letto.

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Apparenze e il loro opposto.

“Oggi ho finalmente capito: non sono le novità a regalare cambiamenti, ma è l’esatto opposto. Per ottenere ciò che si desidera, ciò che fa stare bene, ciò per cui vale la pena vivere, bisogna rimboccarsi le maniche e tirare fuori le unghie. Sbagliare è provare a fare qualcosa di diverso, non fermarsi davanti alla paura, alla sensazione di non essere abbastanza capaci o pronti. L’errore è vita”.

Il volume è strutturato, capitolo dopo capitolo, da entrambi i punti di vista dei protagonisti: Catherine Shaw ed Eli Khan (Cat ed Eli), che già non è una cosa così semplice.
Per coloro che seguono l’Autrice da tempo sanno che questo libro è dedicato alle persone sovrappeso, perché l’Autrice stessa è rientrata in questa categoria, affrontandola e sconfiggendola.

Avevo già intuito nella saga de -Le Cronistorie degli Elementi- che Laura Rocca è un’Autrice particolare, con una modalità di scrittura accattivante che fa emergere immagini e sensazioni molto forti, con questo romanzo ne ho avuto la conferma: questo non è solo un volume che incita a lottare per il proprio benessere, è anche un libro ironico (in realtà mi sono sbellicata dal ridere in moltissime occasioni, quindi ironico è riduttivo). Un libro che parla di coraggio e di amicizia.
Una cosa che mi ha fatto andare letteralmente in brodo di giuggiole è stata l’abilità narrativa dell’Autrice nell’esporre la trama su due filoni narrativi: quello che accade nella realtà sociale, quella delle facciate e dell’apparenza e quella invece che accade nella nostra testa, che spesso è solo frutto delle nostre incertezze e delle parti più deboli del nostro io. Per questo Laura ha creato Erin, (un personaggio frizzante ed esplosivo): per ricordare a Cat che non può basare le sue scelte e le sue decisioni su quello che suppone con gli occhi e meno male che Erin ci sia stata così spesso!

Grazie a questo modo di scrivere di questa eccellente Autrice poliedrica ho molte aspettative su di lei, sui suoi prossimi lavori.

L’ironia di cui parlavo prima, ovvero scoppiare letteralmente a ridere in moltissime scene, predomina la prima parte del libro, questo aspetto così divertente viene smorzato nemmeno tanto lentamente dalla serietà e dall’importanza che l’amore ricopre nella nostra esistenza, anche la lettura si è fatta intensa quando ho cominciato a sentire odore di epilogo, e con essa arriva sempre anche il terrore di rimanere delusi dal finale. Per fortuna in questo volume non accade!

Per me, che non ho mai avuto problemi di obesità questo libro è stato molto importante per capire le sembianze che il cibo assume per queste persone, come se fosse davvero un’entità malvagia, vista però, come un faro di speranza e salvezza.
Per le persone che effettivamente hanno attualmente questo problema non so, spero solo che infonda loro l’energia finale per iniziare questo duro cammino, perché alla fine è davvero una questione di consapevolezza e volontà.
Io posso fare l’esempio del fumo, ero una fumatrice molto tempo fa, sempre molto tempo fa morì il mio primo cane, Skipper. Per me il vuoto fu enorme e cominciai a fumare una sigaretta dopo l’altra, proprio quello stesso giorno mi resi conto che mi sarei davvero fatta molto, molto male così feci quella promessa al mio piccolino: avrei smesso di fumare.
A distanza di oltre 15 anni non ho mai nemmeno più avuto una ricaduta, è stato il mio fioretto. Non vi dico che sia stato semplice, ma vi dico invece la stessa cosa che ha detto l’Autrice: dovete volerlo, dovete VOLERE che quella determinata cosa finisca, anche se non troverete la vostra Erin o il vostro Eli, perché la vita è solo vostra.

Auguri gente e… che aspettate a leggere il libro di Laura?

La scoperta del vero Amore

Continua a leggere “Apparenze e il loro opposto.”

Pubblicato in: 2018, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Saga, Sentimenti, Sociale

La verità è come l’acqua: trova sempre la via.

Abbandonata nella campagna dell’Oregon, dove la credono morta, una giovane donna sfida ogni previsione e sopravvive, ma quando si sveglia non ha alcuna idea di chi sia, o di cosa le sia successo. La donna si dà il nome di Acqua, per un piccolo tatuaggio che scopre sul suo corpo, il solo indizio di un passato che non ricorda. Accolta da Ginny Fitzgerald, una signora irascibile ma gentile che vive in una fattoria, Acqua comincia lentamente a ricostruire la propria vita. Ma mentre cerca di rimetterne insieme i frammenti, altre domande si fanno strada nella sua mente: chi è il vicino di casa che in silenzio lavora sotto il cofano della sua Barracuda? Perché Ginny non gli fa mettere piede nella sua proprietà? E perché Acqua sente di conoscerlo? Jesse Welles non sa quanto tempo ci vorrà prima che la memoria di Acqua riaffiori. Per il suo bene, Jesse spera che non accada mai. Per questo cerca di tenersi alla larga da lei. Perché avvicinarsi troppo potrebbe far riemergere cose che è meglio lasciare sepolte. Ma si sa, l’acqua trova sempre una strada per tornare in superficie…

Apprezzo moltissimo i libri che parlano della memoria perduta, anche questo non è stato da meno, anzi, su Amazon mi sono scappate le cinque stelle!

-99 giorni- è quel tipo di libro dove l’autore espone gli eventi principalmente al lettore, lasciando i personaggi un po’ all’oscuro, anche se (ovviamente) si guarda bene dal dirci quello che davvero vogliamo sapere. E’ il caso di questa storia, dove i capitoli sono alternati passato/presente. Al principio assistiamo al dramma, poi passiamo al principio della storia dove questi due ragazzi si sono incontrati e come. Mano a mano che saltelliamo temporalmente, veniamo a conoscenza dei fatti, del come si è arrivati al dramma e di un sacco di altre cose che ho trovato molto appassionanti.

E poi all’improvviso eccolo lì: la descrizione di un amore puro e travolgente.
Jesse e Alexandria.
Due giovani all’apparenza diversi, ma che scopriranno un’affinità così profonda che andrà oltre la morte, oltre la gente e oltre la paura.

Una storia che contiene molti messaggi di grande impatto sociale, una storia che sì parla di amore tra uomo e donna, ma è anche famiglia, storie ed epoche.
Alexandria Petrova è un personaggio eccezionale che nelle sue vesti iniziali è sfuggente, sensuale, intelligente, ma è nelle vesti di Acqua Fitzgerald che scopriamo chi è, che possiamo sfogliare il suo carattere e le sue caratteristiche e quando andremo nelle fase finali della storia crescerà il senso di perdita, la voglia di continuare e leggere di loro, di come continuerà la loro vita.

Molti personaggi e ben caratterizzati, molto fluido, un romanzo che tocca molto della nostra realtà.
Un romanzo che consiglio di tutto cuore!

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Il profumo da indossare.

Elena non si fida di nessuno. Ha perso ogni certezza e non crede più nell’amore. Elena da sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n’è andata via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e carezze. Da allora ha potuto contare solo su sé stessa. Da allora ha chiuso le porte delle sue emozioni. Adesso che ha ventisei anni il destino continua a metterla alla prova, ma il suo dono speciale le indica la strada da seguire. Una strada che la porta a Parigi, la capitale del profumo, dove le fragranze si preparano ancora secondo un’arte antica. Le sue creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire ed esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per riconquistare un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la serenità. Ma non è ancora riuscita a creare l’essenza per fare pace con il suo passato, per avere il coraggio di perdonare. C’è un’unica persona che ha la chiave per entrare nella sua anima e guarire le sue ferite: Cail. Cail che conosce la fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo. Perché anche il seme più acerbo, quando il sole arriva a riscaldarlo, trova la forza di sbocciare.

[attenzione, contiene uno spoiler a cui è stato applicato colore bianco, per leggerlo dovete selezionarlo]

«Per rappresentarci, il profumo su misura deve parlare di noi. Questo è ciò che dobbiamo avere ben chiaro. Chi siamo? Cosa vogliamo? Cosa ci piace? Cosa non ci piace?»

Ho preso questo libro sulle note stupende de -La custode del miele e delle api-, con una buona dose di aspettativa, ma non ho fatto i conti con il fatto che sempre di esordio si trattava e non tutti gli esordi lasciano il segno; così come non tutti gli incipit sono d’effetto e con quel giusto tocco di mordente che necessitano per acchiappare un lettore.
Se non avessi già letto un libro della Caboni, probabilmente avrei lasciato perdere, dal momento che ho trovato questo incipit piuttosto scadente, con una prosa ordinaria, che fa pensare ad una trama scadente, inoltre l’Autrice, non so perché, inserisce una scena di facile fraintendimento che potrebbe innervosire chi legge, come ha fatto con me.

Per fortuna, con il proseguimento della lettura, l’atmosfera cambia e in crescendo anche; gli intrecci che cominciano ad avvenire alzano indubbiamente l’indice di gradimento.
A parte il piccolo, fastidioso problema del doppio spazio a dividere le scene temporali che manca proprio, direi che questo libro si sviluppa in un modo molto intenso.
Ad ogni inizio capitolo ci ritroviamo un trafiletto dedicato ad una pianta, a fine libro abbiamo un ricco dizionario di piante con relativo uso.
Oltre a dimostrare una buonissima competenza in materia, grazie agli studi e alle persone che l’hanno istruita e acculturata, l’Autrice realizza una trama a mio parere impeccabile, per quello su Amazon le ho messo cinque stelle!

I tratti caratteriali dei personaggi sono molto plausibili, le vicende molto ben costruite, così come i paesaggi magici della Provenza.

[spoiler]
Una cosa che mi è piaciuta tantissimo è stato il messaggio che la Caboni ha inviato, il quale racconta la gravidanza come ulteriore passaggio di maturità dell’individuo femminile, come se la donna avesse la facoltà di fare due passaggi nella vita: il primo dopo l’adolescenza, il secondo, durante e dopo la gravidanza. Nel caso della protagonista Elena, l’aumentare vertiginosamente le proprie capacità relative alla sua professione; come se la gravidanza esaltasse le facoltà latenti dell’individuo Donna.[spoiler]

Una storia d’amore del tutto particolare, una storia dove i profumi raggiungono livelli tali di intensità, da divenire quasi corporei, quasi come individui pensanti. Un mondo dove i profumi si indossano, dove si sposano perfettamente con il tipo di persona che siamo: veramente profumi dell’Anima!
Di sicuro con Cristina Caboni continuerò!

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

La potenza del mondo onirico

È quasi sera, l’aria è tiepida e le sfavillanti luci della Quarantottesima strada si stanno accendendo una per una. A Kate sembra quasi che stiano indicando il percorso del suo cammino. Non le manca proprio niente per essere di nuovo felice: ama il suo lavoro di musicoterapeuta e, a casa, il suo compagno Dan la sta aspettando per portarla alla grande festa che ha organizzato per festeggiare il loro fidanzamento. Ma anche se non riesce a confessarlo nemmeno a sé stessa, Kate non ha ancora superato il dolore che si nasconde nel suo passato. Perché dodici anni prima l’uomo che amava più di tutti al mondo, Patrick, suo marito, se n’era andato, all’improvviso, proprio prima di confidarle un segreto che avrebbe cambiato per sempre la loro vita. Kate non è mai riuscita a scoprire di cosa si trattasse. Eppure adesso, quando tutto sembra lontano, Patrick inizia ad apparirle in sogno. È insieme a una bambina, e stanno cercando di dirle qualcosa. All’inizio Kate crede sia solo un incubo. Ma quando per caso conosce una bambina identica a quella del sogno, capisce di non potere più ignorare il passato.
Perché negli occhi di quella ragazzina si nasconde una rivelazione sconvolgente, un segreto lontano, forse lo stesso che Patrick avrebbe voluto rivelarle anni prima. E che forse adesso può far guardare Kate al futuro con occhi nuovi. Occhi pieni di luce e gioia, come quelli che brillano di fronte a una nuova alba.

Questo libro doveva avere un altro nome, il nome di un libro che non ho ancora letto, che si intitola: -La magia delle cose perse e ritrovate-, titolo molto attinente per questa trama così intensa!

La protagonista Kate, dopo aver detto sì al suo annuncio di fidanzamento, sembrerebbe tornare felice, dopo dodici lunghi anni finalmente! Ma non è così: ha semplicemente lasciato passar il tempo, lasciandosi trasportare come una foglia sul velo liquido di un placido fiume.
-Quando all’alba saremo vicini-, ovvero quando inizieranno i sogni, così diversi da quelli tradizionali, così tremendamente nitidi e reali, le emozioni diventeranno travolgenti, forti e vivide, diventerà impossibile non sentirsi il groppo alla gola immaginando la drastica eventualità di una nostra solitudine: impossibile quindi, evitare la forte empatia nei confronti della storia di Kate.
I sogni continueranno e, i sogni, sono la chiave di volta del romanzo: trovo molto azzeccato il fatto che, in quei sogni ci si è aggrappata con i denti per riprovare (ovvio) nuovamente la gioia di stare con il marito perduto (drammaticamente perso in un incidente stradale), ma i sogni le serviranno per comprendere davvero e fino in fondo, il falso rapporto avuto con il suo attuale fidanzato Dan.

In quei sogni conoscerà sua figlia, nata dal marito perduto, in quella vita parallela dove il mondo che lei conosce è andato in direzioni diverse da “se non fosse accaduta una tale situazione“, e sarà proprio la figlia adolescente nella vita parallela che la spingerà in un percorso di ricerca che la porterà sull’orlo della follia, su una giostra cattiva di felicità e profonda depressione: perché alcune cose corrispondono a realtà? Anche quando lei era all’oscuro? Oppure che dire di luoghi nati in posti in cui lei non andava da anni? Lo avrà sentito ed elaborato inconsciamente? Oppure in quella vita qualcosa è reale?

Kate quindi, con fatica, cerca di scindere le due realtà, cercando di non piombare troppo nella delusione quando una persona che cercava non c’era più, oppure un posto dell’altra realtà non corrispondeva mentre altri sì.

Tuttavia, un lettore attento si accorgerà del fatto che il processo di guarigione è iniziato, processo che le ha donato nuova fiducia, nuove prospettive e forza per aprire la vela della sua vita e ridimensionare la rotta.
Per coloro che non se ne accorgeranno subito, l’autrice ci riserva uno dei molti sogni, ad alto contenuto simbolico, e sarà inevitabile non capire che la protagonista sta guarendo.

Sintetizzando, nel complesso è davvero un ottimo libro, per me solo un evento è piuttosto inverosimile, ma lo è per me, che sono un individuo egoista e poco sociale.
La trama è di un intensità travolgente, i personaggi sono talmente ben delineati che è difficile criticarli; le tematiche che scorrono in questo libro sono molto importanti e delicate: parliamo di adozioni, di bambini speciali esclusi dalla vita di terzi come oggetti rotti, non ha tutti è destinata la bontà d’animo che coinvolge alcuni dei personaggi di questa storia.

Il libro ricorda dolorosamente il capolavoro di Vanessa Diffenbaugh –Il linguaggio segreto dei fiori-, senza offese, non è a quel livello ma non si discosta molto, il problema è che la Diffenbaugh ha una modalità di esporre che pochissimi riescono a riprodurre.

Consigliato!

Pubblicato in: 2016, Narrativa, Poesia, Sentimenti, Sociale

Che ne saranno di sé stessi se io non esisterò più?

51GKKKxAcUL._SX329_BO1204203200_Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite – non posso nemmeno incominciare a spiegare l’importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo Orto di un perdigiorno – non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. L’orto di un perdigiorno si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: «Ho la dispensa piena». Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un’altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo.
Luigi Spagnol

Nell’abisso di disperazione in cui erano piombati, dopo la sciagura, potevano mai pensare a un cardellino? Ma su le loro spalle curve, sussultanti all’impeto dei singhiozzi, lui, il cardellino, – lui, lui – era venuto da sé a posarsi lieve, movendo la testolina di qua e di là, poi aveva allungato il collo, e una beccatina, di dietro, all’orecchio, come per dire che… sì, era una cosa viva di lei; viva, viva ancora, e che aveva ancora bisogno delle loro cure, dello stesso amore che avevano avuto per lei.

Il giardino non lo sa

Conoscere una Donna come Pia Pera, nel tramonto del suo essere è stato qualcosa di scoraggiante. E’ vero che andrò a leggere assolutamente tutte le cose che di lei troverò, tuttavia sarà come qualcosa che non sarà più…

Al giardino ancora non l’ho detto è una metafora sulla vita, sulle conseguenze di chi resterà dopo che ce ne saremo andati, degli esseri viventi a cui siamo legati in modo molto profondo. Il libro inizia con degli esempi riguardanti il giardino: che succederà a quella rosa quando il giardiniere quel giorno (e i giorni a venire) non si presenterà all’appuntamento? Quale pianta saprà badare a sé stessa? Molte moriranno, ma altrettante avranno l’occasione della loro vita.
Il giardiniere è Pia Pera, la quale è stata stretta nella morsa di una malattia terminale.

Un libro impostato a diario, pagine dove, nostro malgrado, assisteremo al degrado del suo corpo, che lentamente l’abbandona, la tradisce, così come lei, suo malgrado, tradisce le cure del suo giardino, affidandole a diverse mani. Mani che non sanno, mani che faranno le cose secondo i loro criteri.

Non molte pagine dopo scopriamo però per chi è profondamente preoccupata la nostra Autrice: la sua cagnolina Macchia.

Un libro stupendo, ricco di metafore e frasi da segnare, da ricordare. Mi sono trovata d’accordo su molti argomenti, come per esempio il diritto di recesso alla propria vita, senza polemica, senza sconcerto.

Un cartaceo come non ne leggevo da tempo. Ho segnato così tante frasi da averne perso il conto.
E’ un libro assolutamente da leggere!
Se siete curiosi di vedere l’album delle citazioni grafiche seguite questa pagina: VOXFORO

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Intenso come il caffè italiano

«PCome-miele-e-neve-le-tazzine-di-yokoerché batte il cuore?»
È questa la domanda che Lucia “Lou” Zarda, trentanni, si è posta per tutta la vita.
Ferita e delusa dopo la fine della storia decennale con Andrea Marini, Lou vive nel suo mondo fatto di colori e tele e di lunghe passeggiate solitarie fino alla spiaggetta che guarda al parco di Seurasaari di Helsinki, divisa tra il lavoro al Museo d’arte contemporanea e il bozzolo sicuro della sua piccola casa.

L’incontro inaspettato con il musicista che vive a pochi passi da lei, l’affascinante e misterioso Vilhelmi Niemi e i suoi verdi occhi di giada getterà mille dubbi su Lou, investendola con un turbinio di nuove emozioni, incertezze e speranze.
La voglia di lasciarsi andare si scontra con l’antica paura di non essere abbastanza.
Scappare o restare rischiando di essere ferita di nuovo?
Lasciarsi amare o rifugiarsi nella solitudine rassicurante?

Un susseguirsi di eventi inaspettati spingerà Lou a compiere una scelta che potrebbe cambiarle per sempre la vita.
Anni dopo, il destino porterà nuovamente Lou ad Helsinki, nel la terra che l’ha adottata e nella quale si sente a casa, la fredda e magica Finlandia con le sue aurore boreali e il sole di mezzanotte, dov’ è sempre stato il suo cuore.
Il ricordo di Vilhelmi, di colui che ha amato profondamente, non l’ha mai lasciata, tormentandola anche nei sogni.
Forse le loro strade si incroceranno ancora una volta e Lou troverà la risposta alla sua domanda.

Mi sono avvicinata a quest’opera perché apprezzo molto il lato grafico dell’Autrice. Quando ho iniziato a leggerlo, il Kindle mi stimava 8 ore di lettura e mi ero un po’ scoraggiata, non so perché… hum… invece lo so: vorrei smaltire la mia enorme cartella di libri da terminare 😀

Ma parliamo del libro!
Posso dire che si divide in tre parti, anche se una parte è solo raccontata al passato. Nella prima parte abbiamo le vicende di Lucia, detta Lou, in cui veniamo a conoscenza di diversi fatti che l’hanno fatta diventare quello che era, poi incontra il bello e dannato e le vicende diventano davvero di miele, alternate ad istantanee stile manga per finire alla classica commedia comica made in Italy.
Il libro ha diversi ‘refusetti’ (che ho diligentemente segnato), nella prima parte ho riscontrato alcune frasi che potevano essere scritte meglio.
Poi c’è una seconda parte. E per me è stata la fine.

Per finire di leggere il libro mi sono dovuta chiudere in bagno, perché piangevo come un idiota. Posso sopportare i romance, la sofferenza, la lontananza, ma quando ci sono di mezzo gli animali, io non trattengo il pianto. L’epilogo è scritto secondo il POV della gattina Katty (la conoscerete leggendo il libro), che riassume, secondo il suo modo di essere gatta, il vissuto dei due innamorati. A quel punto, tutta la tensione vissuta nella seconda parte, pesantissima e sofferta è esplosa in lacrimoni stile Alice nel paese delle meraviglie gigante.
Ho provato a soffermarmi qualche ora a capire come mai questo libro è così’ bello, ma bello forte eh!

E’ una storia su diversi piani temporali, succedono tante cose, in tanti posti, nel corso di diversi anni. E’ una storia in cui chiunque può immedesimarsi, perché ci sono alcuni punti chiave, come l’amore vero, il cambiamento drastico, le vicissitudini della vita, che ci parlano anche di noi, io, voi, i vostri conoscenti.
Tutti abbiamo una storia da raccontare.

Ho pensato e pensato, cosa mi avesse turbato così tanto, al di là della narrazione, della trama, riflettevo su tutti gli argomenti di una vita, alle decine di sfumature di caratteri che abbiamo. Poi alla fine ho capito: quello che abbiamo adesso, dobbiamo godercelo fino in fondo. Lou ha rischiato di perderlo, si è violentata l’Anima per diversi anni, perché aveva paura. Con questo libro la frase “vivi il presente” non è così scontata.

In questo libro c’è tanta roba, tantissima roba, tantissime riflessioni, qualcuna di esse ci tocca per forza.
A me ricorda il cambiamento che ho fatto: la scelta del trasferimento. Ma anche il cambiamento delle persone, facendomi ricordare un episodio della serie ‘i casi della vita’. Mi ha fatto ricordare anche i lunghi anni di rapporto a distanza avuto con l’uomo con cui finalmente convivo da due anni: il mio personale Principe di Giada 😉 noi non abbiamo una gattina nera isterica ma un coniglio bianco sofisticato e altezzoso.

Ripeto è un libro lungo, perché è una lunga storia di vita, sofferenza e scelte. E’ sicuramente un’opera al di sopra di ogni aspettativa, che merita una lettura da parte vostra.

I personaggi sono tanti e ottimi, tutti ben caratterizzati e coerenti dall’inizio alla fine, sono così reali, che sembrano saltar fuori da un momento all’altro, penso che il mio preferito sia sicuramente Simone!

La struttura narrativa è particolare, perché non espone tutto in blocco: le informazioni vengono distribuite col tempo, come ricordi, come racconti o come confidenze. Una narrativa a matrioska molto ben riuscita, senza difetti. Una lettura sorprendente adatta a tutti, non so se per maschietti vada bene, ma per noi sentimentali fanciulle sicuramente sì!

 

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

Prorompente e significativo

downloadSuccedono cose nella vita in grado di ferirci terribilmente, cose per le quali non sempre esiste una spiegazione. Accadono e basta.
Jennifer, tutto questo, lo sa fin troppo bene. Sono passati quasi tre anni dal giorno in cui la sua vita è cambiata drasticamente. Nulla è mai più tornato come prima, nemmeno lei è la stessa di un tempo. Sì è chiusa a riccio, in un silenzio ostinato dal quale si sente protetta.
In pochi sanno la sua storia, in molti la giudicano, la prendono in giro, l’allontanano. Nessuno vuole una “sfigata” come lei nella propria cerchia di amici, come se frequentarla fosse la peggiore delle condanne. Jennifer non può fare a meno di sentirsi di troppo, inadatta e fuori luogo. Si sente incompresa e diversa da tutti, o meglio… è così che gli altri la fanno sentire.
È sola e ha paura di esserlo per sempre, ma un giorno alla sua porta si presenta Cedric, un ragazzo pronto ad aiutarla. Riuscirà a fidarsi di lui?

Chissà perché ho la sensazione che l’insistenza nel celare la natura del trauma vissuto dalla protagonista (insistenza durata sino a oltre il 50% di lettura) sia essenzialmente dovuto alla questione di aver puntato sulla trama di un film di eccezionale riuscita, di cui non posso però parlarvi, per preservarvi la lettura, per evitarvi grossi spoiler.

Tuttavia è proprio questa la colonna portante, quel mistero che, pagina dopo pagina, continua a non svelarsi, acuendo in me, come il peggior giornalista di questo mondo, il desiderio di scoprire che cavolo è accaduto a questa ragazza che ‘vive nel silenzio’, che è furiosa con il mondo e che a volte pare non avere speranza.
Per gran parte della lettura pensavo (e credo di pensarlo ancora) che questo romanzo sia nella media e che avevo delle aspettative decisamente più alte. A pensarci ora non me lo ricordo nemmeno più, che cavolo mi aspettavo.

E’ scritto bene, davvero bene, e vi ho scovato solo un refuso.

La protagonista emerge in uno scomodo silenzio, fatto di grida, di cattiveria e di paura. E’ già molto saggia per i miei gusti, nonostante la giovane età, fossi stata nei suoi panni probabilmente avrei bucato parecchie gomme!

L’escalation non è malvagia, s’intuisce subito che l’Autrice ci offre una brutta avventura che pian piano si trasforma in qualcosa di bello, un’esperienza di vita (seppur traumatica).
Un professore che diventa subito un ex professore e che silenziosamente (anche lui sì) entra nel cuore della protagonista. Poi arrivano anche le prime amiche, che avranno il loro bel da fare per scorticare la corteccia difensiva della ragazza, fino poi ad arrivare al face to face con il tema del trauma. E qui sono volate lacrime. Quando ci sono di mezzo certi temi, e soprattutto la somiglianza con un film che ancora ora, al solo pensarci mi fa grondare di lacrime, io non ce la faccio a trattenermi e così sì, dannazione, alla fine ho pianto!

Tuttavia questo libro ha una particolarità: ha due finali.
Il primo, quello risolutivo con il suo trauma.
Il secondo, il tema di base di tutto il romanzo, esplode in un tripudio di verità e di sentimento: è il tema del bullismo.
Troppo spesso giustificato, troppo spesso sottovalutato.

Un focus che analizza le sfumature di questa cultura/civiltà obbligata. Un messaggio di speranza e amore, un monito per tutte le persone corrette: aprite gli occhi, siate previdenti e non sottovalutate le vittime del bullismo. Sia che siate, genitori, amici o parenti. Segnalate sempre, per fare in modo che non sia troppo tardi.

Ed è solo per questo che io (su Amazon) voglio dare il massimo delle stelle consentite: se dobbiamo migliorare il mondo, possiamo cominciare leggendo questo libro!