Pubblicato in: 2016, Narrativa, Poesia, Sentimenti, Sociale

Che ne saranno di sé stessi se io non esisterò più?

51GKKKxAcUL._SX329_BO1204203200_Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite – non posso nemmeno incominciare a spiegare l’importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo Orto di un perdigiorno – non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. L’orto di un perdigiorno si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: «Ho la dispensa piena». Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un’altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo.
Luigi Spagnol

Nell’abisso di disperazione in cui erano piombati, dopo la sciagura, potevano mai pensare a un cardellino? Ma su le loro spalle curve, sussultanti all’impeto dei singhiozzi, lui, il cardellino, – lui, lui – era venuto da sé a posarsi lieve, movendo la testolina di qua e di là, poi aveva allungato il collo, e una beccatina, di dietro, all’orecchio, come per dire che… sì, era una cosa viva di lei; viva, viva ancora, e che aveva ancora bisogno delle loro cure, dello stesso amore che avevano avuto per lei.

Il giardino non lo sa

Conoscere una Donna come Pia Pera, nel tramonto del suo essere è stato qualcosa di scoraggiante. E’ vero che andrò a leggere assolutamente tutte le cose che di lei troverò, tuttavia sarà come qualcosa che non sarà più…

Al giardino ancora non l’ho detto è una metafora sulla vita, sulle conseguenze di chi resterà dopo che ce ne saremo andati, degli esseri viventi a cui siamo legati in modo molto profondo. Il libro inizia con degli esempi riguardanti il giardino: che succederà a quella rosa quando il giardiniere quel giorno (e i giorni a venire) non si presenterà all’appuntamento? Quale pianta saprà badare a sé stessa? Molte moriranno, ma altrettante avranno l’occasione della loro vita.
Il giardiniere è Pia Pera, la quale è stata stretta nella morsa di una malattia terminale.

Un libro impostato a diario, pagine dove, nostro malgrado, assisteremo al degrado del suo corpo, che lentamente l’abbandona, la tradisce, così come lei, suo malgrado, tradisce le cure del suo giardino, affidandole a diverse mani. Mani che non sanno, mani che faranno le cose secondo i loro criteri.

Non molte pagine dopo scopriamo però per chi è profondamente preoccupata la nostra Autrice: la sua cagnolina Macchia.

Un libro stupendo, ricco di metafore e frasi da segnare, da ricordare. Mi sono trovata d’accordo su molti argomenti, come per esempio il diritto di recesso alla propria vita, senza polemica, senza sconcerto.

Un cartaceo come non ne leggevo da tempo. Ho segnato così tante frasi da averne perso il conto.
E’ un libro assolutamente da leggere!
Se siete curiosi di vedere l’album delle citazioni grafiche seguite questa pagina: VOXFORO

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Intenso come il caffè italiano

«PCome-miele-e-neve-le-tazzine-di-yokoerché batte il cuore?»
È questa la domanda che Lucia “Lou” Zarda, trentanni, si è posta per tutta la vita.
Ferita e delusa dopo la fine della storia decennale con Andrea Marini, Lou vive nel suo mondo fatto di colori e tele e di lunghe passeggiate solitarie fino alla spiaggetta che guarda al parco di Seurasaari di Helsinki, divisa tra il lavoro al Museo d’arte contemporanea e il bozzolo sicuro della sua piccola casa.

L’incontro inaspettato con il musicista che vive a pochi passi da lei, l’affascinante e misterioso Vilhelmi Niemi e i suoi verdi occhi di giada getterà mille dubbi su Lou, investendola con un turbinio di nuove emozioni, incertezze e speranze.
La voglia di lasciarsi andare si scontra con l’antica paura di non essere abbastanza.
Scappare o restare rischiando di essere ferita di nuovo?
Lasciarsi amare o rifugiarsi nella solitudine rassicurante?

Un susseguirsi di eventi inaspettati spingerà Lou a compiere una scelta che potrebbe cambiarle per sempre la vita.
Anni dopo, il destino porterà nuovamente Lou ad Helsinki, nel la terra che l’ha adottata e nella quale si sente a casa, la fredda e magica Finlandia con le sue aurore boreali e il sole di mezzanotte, dov’ è sempre stato il suo cuore.
Il ricordo di Vilhelmi, di colui che ha amato profondamente, non l’ha mai lasciata, tormentandola anche nei sogni.
Forse le loro strade si incroceranno ancora una volta e Lou troverà la risposta alla sua domanda.

Mi sono avvicinata a quest’opera perché apprezzo molto il lato grafico dell’Autrice. Quando ho iniziato a leggerlo, il Kindle mi stimava 8 ore di lettura e mi ero un po’ scoraggiata, non so perché… hum… invece lo so: vorrei smaltire la mia enorme cartella di libri da terminare 😀

Ma parliamo del libro!
Posso dire che si divide in tre parti, anche se una parte è solo raccontata al passato. Nella prima parte abbiamo le vicende di Lucia, detta Lou, in cui veniamo a conoscenza di diversi fatti che l’hanno fatta diventare quello che era, poi incontra il bello e dannato e le vicende diventano davvero di miele, alternate ad istantanee stile manga per finire alla classica commedia comica made in Italy.
Il libro ha diversi ‘refusetti’ (che ho diligentemente segnato), nella prima parte ho riscontrato alcune frasi che potevano essere scritte meglio.
Poi c’è una seconda parte. E per me è stata la fine.

Per finire di leggere il libro mi sono dovuta chiudere in bagno, perché piangevo come un idiota. Posso sopportare i romance, la sofferenza, la lontananza, ma quando ci sono di mezzo gli animali, io non trattengo il pianto. L’epilogo è scritto secondo il POV della gattina Katty (la conoscerete leggendo il libro), che riassume, secondo il suo modo di essere gatta, il vissuto dei due innamorati. A quel punto, tutta la tensione vissuta nella seconda parte, pesantissima e sofferta è esplosa in lacrimoni stile Alice nel paese delle meraviglie gigante.
Ho provato a soffermarmi qualche ora a capire come mai questo libro è così’ bello, ma bello forte eh!

E’ una storia su diversi piani temporali, succedono tante cose, in tanti posti, nel corso di diversi anni. E’ una storia in cui chiunque può immedesimarsi, perché ci sono alcuni punti chiave, come l’amore vero, il cambiamento drastico, le vicissitudini della vita, che ci parlano anche di noi, io, voi, i vostri conoscenti.
Tutti abbiamo una storia da raccontare.

Ho pensato e pensato, cosa mi avesse turbato così tanto, al di là della narrazione, della trama, riflettevo su tutti gli argomenti di una vita, alle decine di sfumature di caratteri che abbiamo. Poi alla fine ho capito: quello che abbiamo adesso, dobbiamo godercelo fino in fondo. Lou ha rischiato di perderlo, si è violentata l’Anima per diversi anni, perché aveva paura. Con questo libro la frase “vivi il presente” non è così scontata.

In questo libro c’è tanta roba, tantissima roba, tantissime riflessioni, qualcuna di esse ci tocca per forza.
A me ricorda il cambiamento che ho fatto: la scelta del trasferimento. Ma anche il cambiamento delle persone, facendomi ricordare un episodio della serie ‘i casi della vita’. Mi ha fatto ricordare anche i lunghi anni di rapporto a distanza avuto con l’uomo con cui finalmente convivo da due anni: il mio personale Principe di Giada 😉 noi non abbiamo una gattina nera isterica ma un coniglio bianco sofisticato e altezzoso.

Ripeto è un libro lungo, perché è una lunga storia di vita, sofferenza e scelte. E’ sicuramente un’opera al di sopra di ogni aspettativa, che merita una lettura da parte vostra.

I personaggi sono tanti e ottimi, tutti ben caratterizzati e coerenti dall’inizio alla fine, sono così reali, che sembrano saltar fuori da un momento all’altro, penso che il mio preferito sia sicuramente Simone!

La struttura narrativa è particolare, perché non espone tutto in blocco: le informazioni vengono distribuite col tempo, come ricordi, come racconti o come confidenze. Una narrativa a matrioska molto ben riuscita, senza difetti. Una lettura sorprendente adatta a tutti, non so se per maschietti vada bene, ma per noi sentimentali fanciulle sicuramente sì!

 

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

Prorompente e significativo

downloadSuccedono cose nella vita in grado di ferirci terribilmente, cose per le quali non sempre esiste una spiegazione. Accadono e basta.
Jennifer, tutto questo, lo sa fin troppo bene. Sono passati quasi tre anni dal giorno in cui la sua vita è cambiata drasticamente. Nulla è mai più tornato come prima, nemmeno lei è la stessa di un tempo. Sì è chiusa a riccio, in un silenzio ostinato dal quale si sente protetta.
In pochi sanno la sua storia, in molti la giudicano, la prendono in giro, l’allontanano. Nessuno vuole una “sfigata” come lei nella propria cerchia di amici, come se frequentarla fosse la peggiore delle condanne. Jennifer non può fare a meno di sentirsi di troppo, inadatta e fuori luogo. Si sente incompresa e diversa da tutti, o meglio… è così che gli altri la fanno sentire.
È sola e ha paura di esserlo per sempre, ma un giorno alla sua porta si presenta Cedric, un ragazzo pronto ad aiutarla. Riuscirà a fidarsi di lui?

Chissà perché ho la sensazione che l’insistenza nel celare la natura del trauma vissuto dalla protagonista (insistenza durata sino a oltre il 50% di lettura) sia essenzialmente dovuto alla questione di aver puntato sulla trama di un film di eccezionale riuscita, di cui non posso però parlarvi, per preservarvi la lettura, per evitarvi grossi spoiler.

Tuttavia è proprio questa la colonna portante, quel mistero che, pagina dopo pagina, continua a non svelarsi, acuendo in me, come il peggior giornalista di questo mondo, il desiderio di scoprire che cavolo è accaduto a questa ragazza che ‘vive nel silenzio’, che è furiosa con il mondo e che a volte pare non avere speranza.
Per gran parte della lettura pensavo (e credo di pensarlo ancora) che questo romanzo sia nella media e che avevo delle aspettative decisamente più alte. A pensarci ora non me lo ricordo nemmeno più, che cavolo mi aspettavo.

E’ scritto bene, davvero bene, e vi ho scovato solo un refuso.

La protagonista emerge in uno scomodo silenzio, fatto di grida, di cattiveria e di paura. E’ già molto saggia per i miei gusti, nonostante la giovane età, fossi stata nei suoi panni probabilmente avrei bucato parecchie gomme!

L’escalation non è malvagia, s’intuisce subito che l’Autrice ci offre una brutta avventura che pian piano si trasforma in qualcosa di bello, un’esperienza di vita (seppur traumatica).
Un professore che diventa subito un ex professore e che silenziosamente (anche lui sì) entra nel cuore della protagonista. Poi arrivano anche le prime amiche, che avranno il loro bel da fare per scorticare la corteccia difensiva della ragazza, fino poi ad arrivare al face to face con il tema del trauma. E qui sono volate lacrime. Quando ci sono di mezzo certi temi, e soprattutto la somiglianza con un film che ancora ora, al solo pensarci mi fa grondare di lacrime, io non ce la faccio a trattenermi e così sì, dannazione, alla fine ho pianto!

Tuttavia questo libro ha una particolarità: ha due finali.
Il primo, quello risolutivo con il suo trauma.
Il secondo, il tema di base di tutto il romanzo, esplode in un tripudio di verità e di sentimento: è il tema del bullismo.
Troppo spesso giustificato, troppo spesso sottovalutato.

Un focus che analizza le sfumature di questa cultura/civiltà obbligata. Un messaggio di speranza e amore, un monito per tutte le persone corrette: aprite gli occhi, siate previdenti e non sottovalutate le vittime del bullismo. Sia che siate, genitori, amici o parenti. Segnalate sempre, per fare in modo che non sia troppo tardi.

Ed è solo per questo che io (su Amazon) voglio dare il massimo delle stelle consentite: se dobbiamo migliorare il mondo, possiamo cominciare leggendo questo libro!

Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Storico

Frammenti è la giusta definizione.

51Jmt6Hf99L._SX339_BO1,204,203,200_Un libro che racchiude dieci racconti brevi d’amore: piccoli frammenti che uniti, compongono il caleidoscopio di differenti sfaccettature che è questo sentimento. Non solo l’amore romantico, ma anche le altre sue forme che ne sono elemento fondamentale. C’è il sentimento che dura in eterno, quello fisico, quello impossibile, ma che è pur sempre Amore. Queste storie sono come dieci piccoli tasselli che ricomponendosi formano un puzzle: passando attraverso l’amore puro e semplice, si giunge a quello divertente e sciocco; fino alla fine, in cui si scopre che c’è anche l’Amore per se stessi.
all’interno troverete anche in anteprima un racconto di Flavia Principe dalla sua raccolta “Ah,l’Amour”

 

Sono diventata una fan di Federica Martina dopo aver letto il suo ottimo esordio ‘A causa tua‘, ambientato in un periodo storico a me vicino, nelle prime battaglie contro l’aids. Un prodotto letterario davvero riuscito.

Con quest’opera frammentaria scopro definitivamente che scrivere raccolte di racconti non è un compito così facile come si pensa.
E’ necessario dare loro uno stile unico, un filo conduttore sensato, una linea direzionale unica.

Ma diciamo due parole per ogni raccontino: 11 in totale.

1) Una notte con Felicia.
Senza dubbio la Martina si distingue sempre per originalità ed esposizione del testo. In questo primo racconto, abbiamo, su un frizzante palcoscenico, uno spettacolo emozionante con tre star davvero singolari.
La particolarità, la metafora, giungerà quando, queste bestie da palcoscenico, rientreranno nei camerini per togliersi (letteralmente e metaforicamente) i panni da superstar con cui hanno condotto lo spumeggiante spettacolo.
La cosa bella di questo racconto è che per tutto il tempo aspetti di vedere con chi passerà la notte Felicia 😉

2) E se baciassi il mio capo.
Mi ha sorpreso ritrovare la tipica ambientazione da fotoromanzo, quindi gli amanti del genere corrano a leggere questo racconto!
La scena stessa del capo, visto come bel maschione, senza maglietta che parla al cellulare, proprio nella camera di lei, ha quel nonsochè di paradossale tipico dell’era da fotoromanzo. Personalmente amo l’Autrice proprio per questo motivo: come istantanee, riporta in versione scritta, periodi del passato in cui sono passata.

3) La marionetta.
Solo per la presenza di questo racconto andrebbe comprata tutta la raccolta.
-La marionetta- è un egregia metafora sociale, il che, detto così, potrebbe essere banale. La vera chicca è il modo in cui Federica Martina espone la narrazione: in un momento ci troviamo in uno scenario tipo Pinocchio, dove c’è un Mangiafuoco cattivo che tiene imprigionata la nostra bella ballerina/marionetta, subito dopo siamo in uno scenario reale, in carne ed ossa, per poi ritrovarci di nuovo nel mondo dei giocattoli. E per tutto il tempo della narrazione è un dondolarsi da uno scenario all’altro, sino all’epilogo eccezionale, che vede la comprensione della vita, da parte della protagonista. Bellissimo!

4) Nell’ultimo battito del cuore.
Anche questo è un raccontino da 10 e lode, visto dagli occhi di una vittima. Racconta le angoscie e le brutture di un periodo storico realmente accaduto. Il punto di vista è eccezionale. La sensazione di essere lì è molto forte, così come la tragedia che colpisce i due innamorati, e non sol loro. Da leggere assolutamente.

5) I ricordi di un soldato.
Emozionante e disillusorio, spaccato di vita di un soldato, nel bel mezzo di un inferno, che ricorda la sua fanciullezza e il suo ardore di seguire le orme del padre e di divenire, come lui, un eroe. Federica Martina è molto abile nel passare da un punto di vista all’altro, esprimendo la verità che nessuno mai dice: non c’è niente di eroico nell’uccidere il tuo prossimo. Consigliatissimo anche questo racconto.

6) Un focoso pomeriggio d’amore.
E qui siamo ad un punto critico e direi dolente.
A parte il fatto che, sempre personalmente, non ho gradito questo raccontino erotico subito dopo quelli storici, ma il problema non è questo, il problema è nel testo, chiedo a tutti coloro che hanno letto l’opera di scrivermi (qui o in privato) se hanno riscontrato l’enorme presenza di refusi e mancanze.
Al di là di questo, per gli amanti degli scenari da fumetti hard, questo racconto è l’ideale.

7) Un amore al sapore di prugna.
Ironico e nonsense come solo l’amore più genuino sa rincitrullire le persone. Un po’ cortino, ma forse il succo era semplicemente lì.

8) Una passeggiata tra i ricordi.
Molto particolare anche questo piccolo racconto, dalle molteplici linee comunicative, che vede un’altro periodo storico, un periodo di malattia e morte. Tuttavia l’Autrice riesce a soprenderci infilandoci (e ci sta) un particolare interessante e sorprendente.

9) L’oleandro bianco.
A sopresa cambiamo proprio genere e mentre la lettura avanza il sospetto cresce, tuttavia solo la conferma finale ha dato ragione alle mie ipotesi. Ma domanda ot: dare carne ai bovidi non è dannoso? Huuum…

10) L’album di fotografie.
Altro racconto eccezionale, descritto in maniera divina. Un’anziana signora, ripercorre le vicende amorose di tutta una vita, attraverso il trucco del suo viso ormai decadente, rendendola comunque bellissima e forte, nei suoi tratti. Magnifica interpretazione.

11) Semplicemente noi.
Il racconto della collega self Flavia Principe, autrice di Chasing Rainbows.
Non è semplice commentare questo racconto senza fare spoiler, posso solo dire che è scritto in maniera intelligente. E’ un po’ come un uovo di Pasqua: ha la sopresa all’interno 🙂

———————————-
Ecco alla fine i singoli commenti sono perlopiù positivi… quindi, per terminare, secondo il mio punto di vista, che cos’hanno in comune l’uno con l’altro, tutti questi raccontini? Che almeno la metà mi ha lasciata insoddisfatta, a livello di contenuti, avrei voluto saperne di più.
Però, sinceramente, mi sento di consigliare questa raccolta, proprio per via della sua varietà di contenuti: paradossalmente proprio quello che non ho apprezzato è il punto forte della raccolta: la diversità.

Pubblicato in: 2015, Duologia, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Da Roma a New York, sulla nave dell’odio.

11421437_1652124541689729_1407204183_nYlenia ha venticinque anni ed è già profondamente delusa dagli uomini. Non crede più nell’amore e non ha alcuna fiducia nel genere maschile. Proprio per questo decide insieme alla sua amica Laura di prendersi una rivincita: sedurre i fidanzati delle ragazze che si rivolgono a lei per mettere alla prova la fedeltà dei loro uomini. Comincia tutto come un gioco eccitante, condito da un pizzico di pericolo e spregiudicatezza, ma Ylenia non tarda a rendersi conto che chi scherza col fuoco rischia di bruciarsi… E poi c’è Brian. Un incontro casuale, praticamente amore a prima vista. Ylenia tenta con tutte le proprie forze di ignorare i suoi sentimenti, per evitare l’ennesima delusione, ma l’attrazione è tale che non riesce a resistergli. E proprio quando le sue difese cominciano ad abbassarsi, anche lui, come tutti gli altri, si rivela un ragazzo da cui è meglio stare alla larga. Ylenia è a pezzi, ma c’è ancora un sogno a tenerla viva, ad aiutarla a continuare a sperare: New York…

Continuavo a rimandare l’appuntamento Brozi, perché come al solito, come tutti, ero e sono travolta dai titoli dei più disparati Autori, ma alla fine ecco qua, ho finito il libro!
Anni fa, molti anni fa (perché ahimè, sono vecchia!), ebbi una delle tante delusioni amorose e, in preda al peggior sconforto della mia vita, mi cimentai in un libro salva donne e accusa uomini: “Le 101 bugie che gli uomini dicono alle donne e perché le donne ci credono” (vedi). Perché alla fine per una buona percentuale, tra uomo e donna è irrimediabilmente così: un’eterna fuga ed un’eterna rincorsa. Il problema degli uomini è… non l’ho ancora capito!! 😄 quello delle Donne è la possessività ed il sospetto, ma non ci rendiamo conto che possiamo andare avanti con una verità scomoda che sappiamo riconoscere, perché NOI abbiamo i recettori, ma la ignoriamo perché siamo cotte e stracotte!

Tentazioni è un po’ così, anche se parliamo di un romanzo e non di un saggio/manuale.
Devo ammettere che certe volte avrei voluto strozzare Ylenia con la sua esagerata teoria de ‘1 solo bacio e sei fregato’, troppo, troppo esagerato e fastidioso anche.
Onestamente mi ero fatta un’idea stuzzicante di dove potesse sfociare la trama e, credo che sarebbe potuto diventare un ‘chi la fa l’aspetti’ e in un certo senso sono rimasta piuttosto delusa che questo sviluppo sia stato invece sostituito da qualcosa di più ‘dolce’.
Mi sono piaciute due cose in particolare di questo libro:
1) lo stacco da Roma a New-York, dove non avevo la più pallida idea di cosa aspettarmi e, quando ‘ho incontrato il destino’ non ho potuto fare a meno di sorridere. E’ bello perché rende il libro più ricco e sostanzioso!
2) la scena del ‘capitombolo di trama’, assolutamente a sorpresa, inaspettata e assolutamente non attesa! Naturalmente mi è piaciuta l’adrenalina che la scena in se ha fatto scaturire dal mio corpo e non la scena in sé!

Ho letto anche i ringraziamenti e le note:
1) rimango sempre ‘spaventata’ dai libri che sono stati maneggiati e rimaneggiati per anni, prima di diventare ottimi libri come questo che ho letto;
2) Sono rimasta colpita dalla notizia che Ylenia e Brian esistono veramente, sta a vedere ora che interpretazione dare ad un’affermazione del genere 😉

Ho letto Argeta Brozi, perché è lentamente entrata nel mio cuore, forse con un lento lavaggio del cervello su Facebook. Infatti, dopo che, per diversi giorni e nei momenti più disparati, mi è rimbalzato il suo nome in testa, ho incocciato un concorso, indetto dalla Butterfly Edizioni. Dopo aver scoperto che lei era ai vertici di tale casa editrice mi sono ‘divertita’ a sfogliarla meglio sul famoso social network, per poi apprendere che è anche un’Autrice! E devo dire che mi piace. Inoltre, proprio pochi giorni fa, la notizia di un seguito di questo librò è emersa attraverso un mini estratto postato sulla sua pagina!
Il libro è ovviamente consigliato!

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale, Storico

Uno storico avvincente (e convincente!)

vintage-dream-di-erica-stephensjpegÈ impossibile resistere al fascino di un vecchio abito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda, che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio vicino ad Astor Place, a Manhattan, si diverte a dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo del suo inconfondibile gusto.
Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso.
C’è un’unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio Novecento. Una donna forte e indipendente che ha realizzato il suo sogno di fare carriera in un prestigioso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell’amore e la profondità delle sue ferite.

La storia che ci presenta quest’Autrice, non è solo gradevole, a livello di moda vintage, ma è un pretesto affascinante per raccontarci un periodo storico (primi ‘900), dove molte questioni hanno visto l’alba del loro essere.

Amanda è la protagonista della storia, almeno una delle diverse che compariranno, gestisce questo negozio vintage, che va relativamente bene. Il primo evento narrato nel libro è il cosiddetto ‘giorno di caccia’, ovvero dove la protagonista si procura il materiale: presso persone anziane et similia.
Valutando quel vecchio baule sente qualcosa di strano in un manicotto di una giacca, è un diario e ovviamente non può fare a meno di ‘rubarlo’.

A quel punto ecco un’altra delle protagoniste del romanzo: Olive Westcott, giovane donna di ceto sociale alto, in procinto di trasferirsi nella città col proprio padre. Notiamo subito che Olive è una ragazza dal forte ‘accento’ indipendente, sebbene cerchi di rimanere riservata nei confronti di suo padre, per non ‘ferirlo’.

Non accade subito, ma le vicende delle due donne s’intrecciano sempre di più e Amanda sente sempre più la necessità di andare avanti e scoprire sempre di più le avventure, fortunate e sfortunate, della bella Olive.

Moltissime vicende accadono, molta morale su cui riflettere, ma il punto forte di questo bellissimo romanzo è la parte storica che (anche se non ho ritenuto opportuno confutare) è molto accurata, curiosa, avvincente e soprattutto fa riflettere, tanto per citare qualche evento storico:
– la lotta politica per valorizzare la Donna;
– l’evoluzione del mercato a favore della Donna (l’escalation dei prodotti per il viso, in un contesto sociale in cui solo le prostitute li usavano);
– Lo sforzo della Donna di attingere a quelle informazioni vitali che spettano loro di diritto;
– La nascita dell’elettricità;
– ecc. ecc.
Vi sono cenni storici che affermano che una Donna non poteva soggiornare in un hotel se non maritata. Oppure la Donna non doveva lavorare, se lo faceva apparteneva a ceti sociali bassi. Oppure la scarsissima informazione sessuale (normale direi a quei tempi) e moltissime altre cose che al giorno d’oggi fa sgranare gli occhi per lo sconcerto.
E’ un libro scritto da una Donna che parla di Donne!

Direi che è stata una lettura fantastica, moltissime cose sulla trama (di entrambe le donne) non le ho potute citare, per ovvie ragioni, ma saranno quelle vicende ad emozionare, saranno le loro scelte a far vibrare di curiosità e a volte anche di sdegno! I riferimenti storici sono moltissimi e piacevoli.
Piccola delusione: il finale. Non che sia brutto, ma lascia un po’ così, insoddisfatti.

“Chi crea tutte queste regole che stabiliscono come si debbano comportare gli uomini e le donne? Dio? E’ la stessa ingiustizia che consente agli uomini di fumare nei ristoranti, di prendere una stanza in un albergo senza che venga posto in dubbio la loro moralità, di svolgere lavori meglio pagati e di avere il diritto di votare! Non penso che a Dio interessi chi fuma nei ristoranti, ma agli uomini sì. Sembra che creino queste regole a loro piacimento. E perché io dovrei vivere in base a regole che avvantaggiano chi le ha create a mio danno? Angelina ha ragione. Le donne devono stabilire le loro regole.” (Olive Westcott)

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

Un romanzo che ti fa amare le persone!

copertineÈ notte e la nebbia è illuminata a tratti dai fari delle macchine che sfrecciano accanto a lei. Letty si asciuga l’ennesima lacrima e preme ancora più forte il piede sull’acceleratore. Deve correre il più lontano possibile, fuggire da tutti i suoi sbagli, è la cosa migliore per tutti. Perché la sua vita è stata difficile, ha inanellato una serie di errori uno dietro l’altro e adesso tutte le sue paure sono tornate a tormentarla, senza lasciarle una via di scampo. Intanto, ormai molte miglia lontano, i suoi due figli, Alex e la piccola Luna, stanno dormendo serenamente. Non sanno che la mamma li ha lasciati da soli nel loro letto, schiacciata dal terrore di non essere una buona madre. Convinta che senza di lei Alex e Luna saranno più felici. Quando Alex si sveglia e si accorge che Letty non c’è più, capisce che non deve farsi prendere dal panico. Deve occuparsi della sorellina e seguire le regole. Perché Alex ha quindici anni ed è solo un ragazzino, ma è dovuto crescere in fretta per aiutare sua madre Letty e i suoi occhi troppo spesso tristi. A volte guarda verso il cielo e sogna di volare via, in un posto dove l’azzurro del cielo li possa di nuovo colorare di felicità. La sua passione sono la matematica e lo studio delle rotte migratorie degli uccelli. Da loro ha imparato che non importa quanto voli lontano, c’è sempre un modo per tornare a casa. Alex sa che deve trovare il modo di far tornare anche la sua mamma.

Indubbiamente, Vanessa Diffenbaugh,‎ ha ancora molto da dire!
Vorrei iniziare questi miei pensieri sul libro, soffermandomi sui ringraziamenti a fine storia. Sono rimasta molto, molto colpita, nell’apprendere le sue enormi difficoltà a terminare questo secondo libro, senza contare che ci ha impiegato 4 anni! E’ emerso, nel testo, che il romanzo non funzionava, non rendeva come lei aveva immaginato. Molti amici sono venuti in suo soccorso, infatti, ad un certo punto, dice chiaramente di aver smontato il romanzo, riscrivendolo quasi per intero.
Mi ha scioccato, perché sto vivendo un periodo di concorsi, dove realizzo trame in un mese o poco meno, sebbene anche io, abbia nel cassetto, un groviglio di storia che, arrabbiata e abbandonata, attende che io vi rimetta mano.

Nelle prime pagine del libro della Diffenbaugh‎ osserviamo una donna che, letteralmente, prende la macchina e fugge, abbandonando nella casa, i suoi due figli. Sconcerto!
Quindi, si va avanti per un po’, seguendo i due filoni narrativi:
1) la fuga della madre, in favore di una ricerca, che non è ancora chiara;
2) il risveglio dei figli. Alex, il più grandicello, di 15 anni, comprende che, per la seconda volta nella sua vita, sarebbe nuovamente rimasto da solo, a badare alla sorellina più piccola, per giorni indefiniti.

Letty è scappata alla ricerca di sua madre (la nonna dei bambini), la quale a sua volta è scappata anche lei, in cerca del marito (il nonno dei bambini), che, arrivato ad una certa età, ha semplicemente deciso di ritornare nella sua casa natia, in Messico.
Infine Letty la intercetta (sua madre), ma anziché riportarla a casa (e fra poco scopriremo perché), prosegue il viaggio alla ricerca, in Messico, della tenuta di famiglia, dove avrebbero trovato il fuggitivo. Un viaggio spossante e massacrante.

E’ qui, che tutto diventa più chiaro, proprio durante la sofferta e devastante scelta della madre di Letty, di rimanere accanto al marito (e di separarsi dai nipoti).
Letty, ovviamente, fa di tutto pur di riportarsela indietro, anche le cose più crudeli. Ma perché voleva riportarla indietro?
Perché Letty non si è mai occupata dei suoi figli, la vera madre di Alex e Luna è sempre stata Maria Elena, la nonna.
Letty ha il terrore di ‘maneggiare’ i suoi figli, e durante la narrazione scopriremo il perché.
Da questo sconvolgente punto, inizia la storia vera, che vede una giovane donna rimboccarsi le maniche, perché, volente o nolente, dovrà imparare ad occuparsi dei suoi figli.
La storia che si dipanerà, sarà un crescendo di emozioni e di evoluzioni, da quella prima sera in cui Letty cerca di nutrire i suoi figli, mettendo cose metalliche nel forno a microonde e facendo danni inimmaginabili. Da quel primo disastro, Letty cercherà di imparare ad essere la migliore madre per i suoi figli!
Anche quando sarà corteggiata da due uomini, il suo scopo rimarrà sempre quello.

Vanessa Diffenbaugh ha la particolarità di esporre delicati temi sociali in trame mozzafiato, trame così coinvolgenti, trame che ti stringono il cuore. Trame forti e coincise.

Nel primo libro ‘Il linguaggio segreto dei fiori’, abbiamo affrontato il delicato tema delle adozioni, in una trama dove abbiamo appreso i problemi e le lacune reali delle adozioni in una determinata parte del mondo.
In questo libro invece parliamo di persone, persone con problemi di permessi. Il problema dell’immigrazione.
Entrambi i libri però, ci hanno mostrato donne che hanno avuto grosse problematiche con i propri figli ed io mi chiedo perché, dal momento che l’Autrice, tra le righe dei suoi ringraziamenti, parla dei suoi figli in modo normale.
Forse un giorno le farò questa domanda!

In questo romanzo i protagonisti sono loro tre, la madre e i due figli, ma non mancherà l’occasione di conoscere altre persone, con altri problemi, con altri caratteri. Bravissima l’Autrice nella descrizione delle personalità delle persone che compaiono nel libro.

Per adesso la Vanessa mantiene alte le prospettive, per adesso i suoi libri rientrano in quelli che bisogna leggere e collezionare assolutamente.
Speriamo che per il prossimo non dovremo aspettare tutti questi anni!

Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

E’ stata una lettura … al massacro!

Adatto a un pubblico adulto. V.M. di 18 anni.
“Noi siamo ciò che siamo grazie a coloro che sono passati prima di noi. Nel mondo a taluni è dato di soffrire, ad altri di amare. E poiché non posso camminare con le mani, uso la pianta dei miei piedi per sentire tutto quello che ti ho appena detto”, è con questa unica frase che l’autrice ci introduce nel mondo di Michael Lacroix, un uomo uscito dalla fantasia di una donna.
Michael Lacroix ha tutto quello che un uomo possa desiderare, bellezza ricchezza e potere. Ma non distingue l’amore dal puro sesso, lui stesso dice, Combatto ogni sacrosanto giorno per proteggere i miei confini, tra sanità mentale e totale pazzia. E’ il demone che è in lui a guidare le sue scelte, anni di lavaggi mentali e torture psicologiche sessuali. Ma quando nella sua vita compare Maria, lui assumerà le sembianze di un Cristo in croce, alla disperata ricerca della redenzione.
Il colore dell’uva matura nasce dal desiderio di dimostrare che si può scrivere di sessualità, ponendo come base problematiche di difficile gestione. Il libro porterà la dicitura V.M. di 18 anni, ma solo perché per legge mi sento di tutelare il lettore. Chiunque si accosti al libro deve essere informato che sarà usato un linguaggio nudo e crudo, sia per la descrizione di alcune parti anatomiche, sia per la descrizione di esplicite scene sessuali. Nulla sarà fuori contesto, la linea seguita è parte della crescita interiore del personaggio maschile, di cui sono la portavoce. Sandra Rotondo

Quando ho visto questo titolo ed ho letto la sinossi sono rimasta scioccata e arrabbiata, detesto i riferimenti religiosi, poi ho cominciato l’estratto ed ho pensato che fosse una storia alla cinquanta sfumature, special modo dopo l’inizio devastante, come uno schiaffo in pieno viso; quando poi il destino mi ha invogliato a comprarlo e dopo qualche giorno ho iniziato a leggerlo ho pensato che il protagonista maschile, Michael Lecroix, fosse un autentico spasso!
Sebbene questo libro abbia una buona soglia di scurrilità, Lecroix compreso, non ho potuto fare a meno di innamorarmi del carattere, completamente folle, di quest’ultimo. Ma non nel senso del desiderio fisico, ma come amico di bevute, ahhh sì! Ci sarebbe stato magnificamente come mio compagno di bevute (magari con una me di 15 anni più giovane ^^).

Quindi andando avanti a leggere le aspettative aumentavano, volevo continuare a bearmi di questo sexy, pazzo, furioso e del suo modo cazzuto di vivere ed affrontare la vita, infatti dopo la mia prima impressione legata alla trilogia delle sfumature, il romanzo ha preso una piega tutta sua, tutta personale.

Quando è arrivata Maria, non capivo bene che cavolo avesse di speciale sta tipa.
Ma… e si sa, il ma è sempre in agguato, devo ammettere che Sandra Rotondo è una narratrice con le contropalle. Non so che intenzioni specifiche avesse, se solo un racconto denuncia oppure altro, fatto sta che in questo romanzo c’è una vita intera (o forse due?), anche scrivere questa recensione, per me non è semplice, c’è così tanta carne al fuoco, così tanto entusiasmo da non sapere bene l’ordine in cui scrivere.
Va bene ci provo…

– Michael Lecroix. Un tizio super-ricco che fa sbellicare dalle risate. Un tizio che scopa così tanto da far venire il voltastomaco, nemmeno Grey secondo me era così infoiato. Ma poi c’è Michael, (un’altro aspetto dello stesso individuo), di cui abbiamo già capito l’andazzo nelle prime righe della storia, ma credetemi quello è solo un assaggio, perché Sandra, strada facendo, ci fa vedere l’infanzia allucinante di questo personaggio, così allucinante che è difficile da digerire. Viene proprio da chiedersi come il protagonista non sia diventato un serial killer coi genitori che ha avuto!!

– Maria Cerri. Questa ragassuola, figlia adottiva del maggiordomo/amico che ha una sfrenata voglia di realizzare il ‘sogno francese’. Una ragazza apparentemente insulsa, ma che apparizione dopo apparizione metterà letteralmente in ginocchio il protagonista maschile, il gran sciupa-femmine!
Quello che sto dicendo non è spoiler, chiunque legga un po’, ci arriva sin dal principio che se c’è un tizio e poi una tizia, alla fine poi…
Il problema di Maria è che la sua figura è sospetta sin dal principio, mi crea scompenso, lo crea anche al protagonista, lui stesso lo dice, che è sconcertante, ed io mi chiedo come cavolo sia possibile che a 19 anni sia così… abile? Ma la bravura dell’autrice sta anche qui, non fa sospettare niente, sino al devastante finale, quando è inevitabile resistere alla commozione e le lacrime non possono essere trattenute.

Maria è la mela sull’albero nel giardino dell’Eden!

Ho letto diverse recensioni in cui per un motivo o per un altro mi immedesimo e così ho pensato che è quasi impossibile far capire attraverso una pseudo recensione cos’è il libro di Sandra Rotondo. E’ carnale, esattamente come le scene di sesso descritte. E’ carnale nel suo esporre tragedie che esistono, purtroppo, esistono!!
A chi non da fastidio il sesso esplicito ne consiglio la lettura, Sandra Rotondo ha tanto da dire e lo dice bene, mostra solo quello che vuole mostrare lei, quando lo dice lei e al momento che desidera, è molto abile nella scrittura, ti fa ridere per qualche pagina per poi stroncarti con qualche avvenimento che si fatica ad inserire in un contesto ‘di fantasia’, sino al gran finale che vi posso garantire non sono riuscita a leggere tutto di seguito, ero sconvolta e a metà della verità ho smesso di leggere perché mi veniva da piangere ed ho capito tante cose, di quelle che diceva il maggiordomo. Un gran personaggio anche lui! Poi però l’ho terminato, il libro.

La metafora del colore dell’uva matura è un simbolo di dualità, come un TAO. La metafora della Sirena è sublime per descrivere le sensazioni dell’innamoramento.
Questo libro solca dentro.
Ora vediamo, se qualche Artista di Cover, decide di regalarne all’autrice una come si deve!

Pubblicato in: 2015, Fantasy, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Ogni nostra, favola personale.

unnamed
Dopo una brillante carriera come editor, la quarantenne Brianda Gonzaga viene improvvisamente licenziata. Tutte le sue certezze crollano in un attimo, ma decide di non lasciarsi abbattere e di rifugiarsi, come ha sempre fatto, nel mondo delle possibilità infinite, quello delle storie. E dopo aver consultato gli adorati libri come un oracolo, sceglie di seguire la via che le hanno indicato: senza pensarci due volte prende un volo per il nord della Spagna, noleggia un’auto e si lancia in una nuova, sconosciuta avventura alla riscoperta di se stessa. Ma il destino ha in serbo per lei ancora grandi sorprese… Ben presto si troverà così a lavorare nella libreria di Nuba – un paesino incantato lungo il Cammino di Santiago – come braccio destro di Lorenzo, lo storico libraio che diventa subito il suo migliore amico e la sua guida spirituale. Ma anche l’amore farà capolino da dietro un angolo e sarà inatteso, travolgente e la turberà nel profondo. E alla fine… Alla fine succederà qualcosa di meraviglioso…

E’ un libro dalle molte metafore, prima fra tutte la nostra vita vista come una favola, con tutti i personaggi classici annessi, come Hansel e Gretel, Cappuccetto, i tre porcellini ecc.
Brianda ha un feroce stop nella sua vita di editor (pare che la crisi sia arrivata anche dentro il libro ahimè) e mentre era convinta che quello sarebbe stato il lavoro con cui sarebbe anche andata in pensione si è ritrovata in un ristorante di lusso col suo capo con dessert finale andato a male: licenziata.
Ora, dal momento che nei svariati momenti bui della sua vita, si è sempre rivolta ai libri per cercare aiuto, anche quando ha perso drasticamente i suoi genitori a diciotto anni, in un incidente stradale, anche in quel cruciale momento di panico e incertezza doveva assolutamente farsi guidare dai suoi amati libri, così, dopo un primo giro di bibliomanzia, nel riporre il libro scorge dalla sua libreria un volantino svolazzare a terra: quello è il suo destino e lei lo prende letteralmente sul serio e senza aspettare. il giorno dopo è già su un aereo lasciando il suo appartamento di Madrid e il suo cellulare spento, sul tavolo.

Giunta a destinazione, come in ogni favola che si rispetti, perde la strada e casualmente, molto a corto di benzina, raggiunge un belvedere incantato e da li, si dispiega in tutta la sua magica bellezza Nuba, poco più in la sulla strada un cartello di cedesi attività libreria, è palese che quella è la via indicata dai suoi amati libri.
E se fino ad ora non fosse stata una lettura abbastanza interessante l’Autrice, molto scaltra a parer mio, ci regala una storia d’amore intrigante e allucinante, perché Brianda, dopo qualche settimana alla ‘Lucus Docendi’ (il nome della libreria), come apprendista, si ricorda improvvisamente della macchina a noleggio e deve provvedere a concludere il contratto.
Così, si ritrova a guidare in mezzo ad un temporale violentissimo per raggiungere la cittadina vicina, sicchè ad un certo punto, sulla strada, scorge un fuoristrada fermo e da brava persona, s’inoltra sotto la pioggia in cerca di possibili persone in difficoltà. Dopo aver gridato diverse volte per attirare l’attenzione, un uomo, incappucciato di tutto punto,

[SPOILER]

piomba su di lei, trascinandola con urgenza e gentilezza attraverso il bosco, sino ad un capanno. Dopo alcune scene in cui si era assolutamente certi che non sarebbe successo nulla (altro elogio all’Autrice per la sua scaltrezza), esplode all’improvviso la fiamma della passione e lì, dentro al capanno, al caldo e protetta dal feroce temporale, Brianda ha il rapporto più strano e romantico della sua vita!! Sono rimasta quasi pietrificata dalla sorpresa.

[SPOILER]

E al di la del fatto che NON è questa la cosa meravigliosa che le succederà, questo strano amore diventerà il perno portante di tutto il racconto, perché da lì in poi avrà diversi incontri casuali e imprevedibili con quest’uomo e questi incontri casuali avverranno per tutto il resto del romanzo, per questo riflettendo, credo che non sia un romanzo adatto da ometto, bensì da femminuccia, ma non fatevi tuttavia condizionare dalle mie parole e provate sempre, sempre e ancora sempre a leggere un libro se vi intriga.

Brianda nella sua personale favola, avrà tutti gli ingredienti del caso: il lupo, la strega cattiva, l’angelo custode, un padre ecc ecc. Perché il libri l’hanno condotta in una nuova vita ma spetta a lei impugnare le armi a sua disposizione e combattere per guadagnarsi il suo posto.
Ad un certo punto il libro da Fantasy/Narrativa e romantico si trasforma in giallo e mistero, rendendo ancora più intrigante tutta la storia, infatti nelle ultime pagine ho faticato davvero a fare le dovute pause per vivere anche la mia, di vita, e fare le cose quotidiane e…. alla fine succede qualcosa di meraviglioso!
Consigliatissimo, andrò anche a vedere se esistono altri libri di quest’Autrice!

Pubblicato in: 2014, Narrativa, Sentimenti, Sociale

Un concerto di valori

TRAMA – Seduta sul divano, Juliet ha un solo desiderio: nascondersi. Dalla sua famiglia, dagli amici, da sua madre. E fare fPIccoli-passi-di-felicitainta che suo marito Ben non se ne sia andato per sempre. Ma c’è qualcuno che non ha la minima intenzione di permetterglielo: ha le orecchie spettinate, la coda che scodinzola di continuo e due occhi color nocciola che non smettono di fissarla un momento. Si tratta di Minton, il cane di Ben. Ha bisogno di lei, ora più che mai. Ma non c’è solo lui. C’è anche Coco,  il labrador che sua madre ha ben pensato di affidarle per il weekend.
Trascinata da questa strana coppia, al parco scopre un mondo nuovo fatto di codici, linguaggi, luoghi suoi propri, dove le persone si chiamano con i nomi dei loro cani: il mondo dei dog-sitter. Piano piano Juliet sente di avere un intuito particolare e un modo tutto suo di farsi capire dai quattrozampe. In men che non si dica, tutti vogliono che sia lei a occuparsi dei loro piccoli amici. Per tutti loro Juliet ha trovato il segreto della felicità, ora manca solo lei. Ma forse sarà proprio Minton a farle capire la strada, passo dopo passo.

Questo è stato il mio libro a cavallo tra la Val D’Aosta e la Sicilia, come ho scritto qualche post fa, il problema è che ci ho messo davvero troppo a leggerlo, ma attenzione: non perché non fosse bello!
Juliet rimpiange il suo Ben che ‘se ne è andato per sempre’ e quel sempre ha un solo significato: è rimasta vedova.
Lo scenario che ci troviamo è quello di una giovane donna, buttata su un divano a guardarsi uno talk-show dietro l’altro con il piccolo Terrier acciambellato in mezzo alle gambe, fino a che una serie di personaggi di affaccia (metaforicamente e fisicamente) sull’uscio della sua porta, nella sua vita e nella narrazione della storia.
La prima è sua madre, la cui invadenza presto sarà vista come una necessita genitoriale di vedere i propri figli felici, poi conosceremo altri membri della famiglia e nuovi amici che coinvolgeranno sempre di più Juliet in nuove attività, primo in assoluto il mestiere del dog-sitter.
Piccoli passi di felicità sono quindi le passeggiate con sempre più cani, sono i lenti progressi dopo le pesanti ricadute nel baratro del dolore, i piccoli passi di consapevolezza di una Juliet nel mondo: un anno per soffrire e per poi rifiorire, questo le avevano detto gli specialisti.
Il centro del suo universo è il piccolo Terrier di Ben, già sconvolto per la perdita del padrone, Minton sarà la chiave di guarigione definitiva, verso il finale.

Un libro davvero ottimo per il suo concerto di valori: amore, amicizia, famiglia, sentimenti.
Interessante la metabolizzazione che l’Autrice ha fatto vivere alla nostra protagonista, proprio riguardo al rapporto di coppia con Ben, consiglio vivamente la lettura.
Un libro che lascia un buon sapore in bocca, un libro che come auspicio personale mi augura piccoli passi di felicità in questa mia nuova vita con il mio compagno umano e coniglioso.

Grazie a tutti quelli che mi seguono!