Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali.

Particolare e intenso, sicuramente

In sette giorni possono accadere molte cose. Cose in grado di cambiarti l’esistenza o quasi. Come incontrare la propria anima gemella, rischiare di perdere il lavoro, mettere in dubbio l’affetto della tua migliore amica e fare i conti con il proprio ex.

Oltre che scoprire di essere una custode di anime.
E non una qualsiasi, ma una davvero speciale, del tipo che nasce una volta ogni secolo almeno. Ed è così che Alex, una giovane pubblicitaria alle prese con sponsor e testimonial, si imbatte in Ariel, un quasi Angelo, impegnato a fare il Traghettatore di anime, in attesa di guadagnarsi finalmente il Paradiso.
Peccato che non le sia affatto chiaro il proprio compito e che non riesca a rassegnarsi all’idea di non tentare il tutto per tutto pur di modificare i piani celesti. Perché sebbene esistano leggi imprescindibili che disciplinano un equilibrio sottile e millenario, Alex rimane pur sempre una ribelle. Soprattutto quando scopre l’identità del passeggero. Così salvare la sua anima diventa l’unica cosa che conta davvero. Anche se significa diventare una Spezza Destino e scatenare imprevedibili conseguenze.

La prosa è fresca e il testo è ben delineato; si capisce subito che l’Autrice ha studiato, oppure fa la pubblicitaria nella vita, perché ambientazione e terminologia sono del settore.
Il libro tocca diverse tematiche, anche se è evidente che il protagonista è l’Amore, il tema portante è l’Anima gemella, molto prorompente nella sua esposizione. La famiglia della protagonista è quasi allucinante, ma non per questo poco credibile: la madre una dolcissima figlia dei fiori, mentre il padre è un uomo di legge, pratico e preciso.

Probabilmente è il classico primo libro di una trilogia, che contiene davvero tanta tanta roba, peccato però che, attenzione attenzione, è un libro unico, isolato.
A parer mio la cosa è (quasi) scioccante, dal suo finale ero certa di trovarmi di fronte o a una trilogia o a una saga, mentre non esiste più nulla di questa Scrittrice, molto desolante.

La storia romantica è piuttosto incisiva, con diverse battute d’arresto, anche piuttosto forti, i personaggi, special modo alcuni, sono molto ben riusciti, i dialoghi potevano essere migliori, dal momento che in alcuni passi del libro non è immediatamente chiaro cosa stia succedendo.
Tuttavia, con i suoi pregi e difetti è indubbiamente un libro che lascia il segno e che difficilmente si potrebbe dimenticare, visti anche i temi paranormali.

Onestamente, cara Autrice, spero che tu trovi la forza per donare un proseguimento alla tua opera, quanto meno per districare alcuni nodi e concludere ciò che è rimasto in sospeso.

In conclusione, lo consiglio!

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Pubblicato in: 2018, Duologia, Fantasy, Kindle - letture digitali.

Imprevedibile come la vita

Marylya, bella e vivace principessa del Regno del Nord, deve mettere da parte la sua innata voglia di libertà ed accettare di sposare Mikelle, il principe del Regno del Sud, per rafforzare l’oramai duratura pace tra i due popoli, dopo un passato di sanguinosi conflitti. Il giovane però si rivela spietato e insensibile nei confronti della sposa, e, come se non bastasse, la sorella di Mikelle, Sadyoh, non tarda a mostrare tutta la sua ostilità e antipatia verso Marylya. L’unico ad esserle amico e pronto a sostenerla è Meros, fratellastro di Mikelle, che al fianco della principessa si troverà ad affrontare una battaglia dall’alta posta in gioco: la riconquista della pace tra i Regni.

L’incipit è coinvolgente, l’empatia per la protagonista immediata. Ci si accorge subito della cura e delle attenzioni durante la stesura di questa prima opera, che non trovo per NULLA scontata: imprevedibile, ingiusta e dolorosa come la vita.

Questa sensazione di accuratezza non fa che aumentare e la lettura si fa avvincente. Crescendo, la protagonista principessa diventa un po’ troppo testarda e spesso mi ha fatto venire davvero il nervoso, ma che vi posso dire 😉
Una cosa che ho davvero apprezzato da parte dell’Autrice è stata l’onestà nei confronti del lettore, nessun Deus Ex Machina a salvare determinate situazioni, bensì una sana gavetta di vita.

La scrittura è fluida e la caratterizzazione dei personaggi buona, non eccellente per certi versi ma in mezzo a tante situazioni la trovo accettabile, le diverse sfumature comportamentali hanno tamponato alcune “situazioni affrettate”, forse ho trovato un pò veloce il finale, forse, non so se sono soddisfatta o se avrei preferito una maggiore complessità come il resto del romanzo, ma non è una certezza, solo una sensazione, o forse una scusa per dire che avrei letto molto di più.

Leggerò anche il secondo, sicuro!

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Emanuela Navone pre-ordina Cronache di Charma (1 volume)

PRE-ORDINA

Tre ragazze.
Un destino in comune.
Le sorti di un Regno appese a un filo.

L’Equilibrio che governa Charma e i suoi popoli da ere sta per essere infranto. Sebastian Herden Mellyes, Reggente di Eartha, sta per liberare il suo popolo dalla lunga prigionia che lo ha imposto a vivere sotto terra, e finalmente potrà vendicarsi dei Regni che lo hanno confinato a un’esistenza da reclusi, primo fra tutti il potente Kaulta Landa, guidato dai Sovrani Axel. Grazie all’inganno, Sebastian getterà negli avversari il seme della discordia per volgere gli eventi a suo favore.
Solo le tre Colonne di Veltantel potranno ristabilire gli Equilibri su Charma ed evitare l’insorgere di una sanguinosa guerra: la Dea Eletta, la Matrice e la Grande Saggia.
Solo il loro Potere, riunito, potrà ripristinare la Barriera eretta contro l’avanzata di Eartha.

In bilico su un filo sempre più sottile, le avventure di Dravien, Eva e Mairam si intrecciano fino a unirsi in un unico, definitivo, destino.

Tornerà la pace su Charma e sui suoi popoli? O è destinata a perire sotto un altro Periodo Buio?

 

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Quadrilogia, Saga

Finire una saga fa male…

Sembrano appartenere a un’altra vita i giorni in cui Eragon era solo un ragazzo nella fattoria dello zio, e Saphira una pietra azzurra in una radura della foresta. Da allora, Cavaliere e dragonessa hanno festeggiato insperate vittorie nel Farthen Dûr, assistito ad antiche cerimonie a Ellesméra, pianto terribili perdite a Feinster. Una sola cosa è rimasta identica: il legame indissolubile che li unisce, e la speranza di deporre Galbatorix. Non sono gli unici a essere cambiati: Roran ha perso il villaggio in cui è cresciuto, ma in battaglia si è guadagnato rispetto e un soprannome, Fortemartello; Nasuada ha assunto il ruolo di un padre morto troppo presto; il destino ha donato a Murtagh un drago, ma gli ha strappato la libertà. E ora, per la prima volta nella storia, umani, elfi, nani e Urgali marciano uniti verso Urû’baen, la fortezza del traditore Galbatorix. Nell’ultima, terribile battaglia che li attende rischiano di perdere ciò che hanno di più caro, ma poco importa: in gioco c’è una nuova Alagaèsia, e l’occasione di lasciare in eredità al suo popolo un futuro in cui la tirannia del re nero sembrerà soltanto un orribile sogno. Tutto è iniziato con “Eragon”, tutto finisce con “Inheritance”.

Con questa esperienza posso affermare che quando si finisce una saga nell’arco di un breve tempo o dopo anni, il dolore c’è, nel caso della saga di Paolini sento un vero e proprio smarrimento. Non leggerò più avventure di Eragon e Saphira e potrò solo immaginare come avranno proseguito le loro vite anche gli altri personaggi che ho imparato ad amare, ma una cosa è certa: sono grata a Paolini di averci dato un finale che va oltre la fine della grande battaglia.

Come scrivevo nella precedente recensione, l’interruzione della saga è avvenuta con la pesantezza del secondo volume: -Eldest-, che ritengo tutt’ora un fallimento visto quanto sono belli e avvincenti gli altri tre.
In quest’ultimo grande volume, molto epico e deciso, si tirano i nodi di tutto quello di cui si è parlato, oltre ad avere una chiara maturazione di gran parte dei personaggi che abbiamo conosciuto, verremo a conoscenza di qualcosa di bellissimo, una gioia e un dolore, come potremo leggere alla fine.
Ancora mi chiedo cosa abbia combinato l’autore col secondo volume…

Il libro è vissuto e sofferto, godremo delle ultime predizioni di Solembum, vedremo cose che non immaginavamo e soprattutto vedremo crescere esponenzialmente non solo cavaliere e dragonessa. Ho amato il finale che mi ha donato molti spunti di riflessione, molta nostalgia, ma anche molta speranza.
Il libro è ottimo su tutti i fronti, non ho nessuna critica, una saga (tolto -Eldest-) che merita di … riposare in pace nelle nostre librerie…

Invito tutti coloro che lo hanno finito a darmi un piccolo commento 🙂

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Quadrilogia, Saga

Felice di averlo ripreso!

Molte cose sono cambiate nella vita di Eragon da quando l’uovo di Saphira è comparso sulla Grande Dorsale: suo zio è stato ucciso, Brom si è sacrificato per proteggerlo dai Ra’zac, il fratello che non sapeva di avere si è rivelato uno dei suoi peggiori nemici. Molte cose sono cambiate, altre no: Galbatorix opprime ancora Alagaësia e il giovane Cavaliere e la sua dragonessa rimangono l’ultima speranza di detronizzarlo. Ma Eragon è davvero all’altezza di questo compito? Murtagh e Castigo si sono dimostrati avversari pericolosi; il sangue di cui si è macchiato tormenta le sue notti insonni; l’arma che gli era stata donata non è più nelle sue mani. E non c’è tempo per tornare dagli elfi, non c’è tempo per riposare, non c’è tempo per trovare una nuova spada: Katrina è nelle mani di Galbatorix, e per salvarla bisogna entrare nell’Helgrind, dove ogni giorno si compiono orribili sacrifici umani…

La scoperta di questa saga avviene decisamente in un tempo lontano, molti anni prima della creazione di questo blog e, a malincuore, non esistono recensioni dei primi due, ma ovviamente ricordo come sono stati!
“Eragon”, piacevole scoperta, legato in qualche modo a mia madre, che da anni ci ha lasciati. Il primo libro è stato molto emozionante, grazie anche alla trasposizione cinematografica, che ammetto ho apprezzato. Un fantasy curato che non si dimentica.
Il secondo “Eldest”, oddio, mi spiace anche parlarne male, ma è stato proprio a causa di questo secondo volume che mi sono arenata e interrotta nel proseguimento della saga. In poche parole “Eldest” è stato una noia mortale, pesante in un modo intollerabile.

A distanza di così tanti anni sono davvero felice di aver ricominciato, perché 1) grazie al film, anche se è rimasto l’unico film (peccato 😦 ) le epiche immagini dei personaggi ci accompagnano durante la lettura e sembra di sentirli parlare, questi bellissimi personaggi. 2) In secondo luogo è stata una lettura eccezionale che non fa che confermare una teoria che diventa sempre più vivida in me: le recensioni non servono a un tubo. Non servono perché le persone sono talmente diverse e hanno talmente aspettative differenti che a 10 può piacere, ma ad altri 20 invece no, come ho potuto constatare su Amazon, per esempio: certe opinioni ti fanno cascare le braccia.

Ma soffermiamoci a parlare del perché, secondo me è una lettura favolosa…

Tornare nuovamente nella narrazione del vibrante e profondo legame tra Drago e Cavaliere è come ritrovare un amico che non vedi da troppi anni, quella percezione di gioia e di rinnovata amicizia sono sensazioni molto forti durante la lettura.
Eragon, anche se non ha perso l’abitudine di commettere azioni troppo azzardate (proprio come disse Brom: “… una parte di prodezza e tre di stoltezza…”), lo trovo molto maturato, in grado di gestire la pressione, a suo agio nel prendere decisioni complesse e rischiose, oltre che discutibili. Ciò che lo rende adulto è in qualche modo la sua “insicurezza”, questo consultarsi spesso con Saphira, non fanno di lui un debole né uno scriteriato troppo sicuro di sé. Del resto i Draghi possiedono una saggezza millenaria, ed è giusto che la fusione tra i due si faccia sempre più fitta.

Ho apprezzato non poco anche l’impegno dell’autore di offrirci delle scene per nulla scontate: è evidente lo studio che c’è dietro per descrivere al meglio, per esempio, strategie militari originali (credetemi, rendono il volume decisamente un’opera d’eccellenza). Così come le battaglie quindi, abbiamo una definizione quasi perfetta di determinati personaggi-chiave, come Nasuada. Se Eragon è un bellissimo personaggio, anche lei credetemi non è da meno. Aggiungerei alla lista anche altri personaggi dalle caratteristiche marcate, ma credo che abbiate capito che cosa intendo dire.

Altra parte del libro, di una epicità straordinaria, di cui non posso discorrere perché è davvero un grosso spoiler, ma per stuzzicarvi la voglia di leggere questo terzo libro di Paolini vi voglio dire che c’entra col titolo stesso 😉

In questo libro avremo veramente tante avventure e tante scoperte, Paolini sperimenta una cosa nuova e lo fa con successo: dividere Drago e Cavaliere per ottenere scopi diversi e lo fa in maniera originale.
Ma non c’è solo questo, Paolini sviscera i canoni tirannici del gran cattivo, inoltre ci imbatteremo in concetti molto profondi e l’Autore riuscirà a farci soffrire anche per alcuni dei nemici descritti.

In sostanza questa terza lettura è diversa totalmente dal 2 libro e leggendo i ringraziamenti dell’Autore stesso mi chiedo se “Eldest” è stato brutto per la mancanza di collaboratori oppure il contrario.

Ad ogni modo ho già iniziato l’ultimo, è giusto mettere la parola fine a questa avventura e speriamo che parte dei miei presentimenti si avveri!

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Saga

Autrice self d’eccellenza

Appreso il contenuto della prima parte di Profezia, Aidan e Celine possono finalmente prepararsi per la spedizione nel Regno dell’Acqua, ma raggiungere il Castello sembra sempre più difficile.

Non esiste spiegazione alle ingerenze improvvise del nemico sul territorio. Le protezioni sembrano attive, ma le Forze del Vuoto riescono a penetrare e a seminare il panico tra gli abitanti del Regno. Tentando di varcare i confini protetti, Celine realizza che il Male annienta le sue capacità e il suo compagno, non avendo ancora recuperato i poteri da Prescelto, non è in grado di fornirle sufficiente supporto.

Aidan, intuendo le vere ragioni del nemico, decide che è giunto il momento di agire, di dimostrare al mondo, e a se stesso, che è davvero degno di essere uno dei Prescelti. Tenendo Celine all’oscuro del pericolo al quale ha deciso di esporsi, combatterà una guerra molto più significativa di quella per riconquistare il Regno, ma dovrà valutare con attenzione ogni scelta poiché il peso delle sue azioni ricadrà su tutti, specialmente su colei che ama.

[questa recensione è stata scritta tenendo conto degli eventi dei precedenti libri, quindi occhio ai possibili spoiler]
E siamo al penultimo capitolo di questa strabiliante saga. Le abilità narrative di quest’Autrice ci hanno regalato nuovamente un volume delizioso, anzi, direi che è il migliore tra tutti quelli scritti sino ad ora, e per chi ha la fortuna di conoscerla virtualmente, avrà appreso alcune sue particolarità che fanno maggiormente apprezzare quello che lei ha creato: l’esalogia self Urban Fantasy da top ten degli ultimi 5 anni è un prodotto studiato meticolosamente, frutto di precisi schemi scritti, che conducono alla fine di questa avvincente storia!
Ovviamente non è solo quello, non tutti gli scrittori utilizzano lo stile usato così bene da Laura Rocca, io per esempio sono una scrittrice (quando scrivo!) che crea dal caos, la cui storia si crea da sola, mentre chi riesce a stabilire tutto e scrivere degli schemi chiari come nel caso di quest’Autrice, il risultato è di un’eccezionalità oserei dire UNICA.

Ma il lettore scaltro sa che c’è di più: le ore passate a studiare e fare ricerche e poi una qualità che non è di dominio pubblico: saper scrivere.

In quest’avventura, come gli stessi spiriti hanno rivelato, è Aidan la chiave per la salvezza del popolo dei Custodi degli Elementi, ma che cosa dovrà fare? Ah, cari lettori, non ho controllato, ma questo libro mi pare sensibilmente più lungo dei precedenti e i contenuti sono come al solito al cardiopalma. Sarà l’ennesimo viaggio ricco di trame e di sotto-trame che si intersecano perfettamente col filone chiave.
In questo volume Laura ci dona tante cose, ma il rapporto che Aidan e Celine possono vivere in totale libertà sarà minato da moltissimi fattori. Più sfortunati di un Romeo e una Giulietta, cercheranno disperatamente di amarsi, ma senza potervi riuscire a causa di un problema tremendo, forse Romeo e Giulietta non hanno sofferto così tanto!!

Ho appreso che Aidan è stato il primo personaggio nella mente di Laura, prima che lei cominciasse a buttare su carta i primi schemi e quindi quello che dovrebbe aver maggiore risalto, ora, non conosco la percentuale di fan di uno e dell’altra, ma Celine, la sua crescita, le sue scelte, è una Regina e una persona che io adoro totalmente e non faccio altro che dirlo. Ma in questo libro si supera (e non lo credevo possibile), in mezzo a ‘sto casino che devono risolvere col male e tutto quello che ne consegue, lei fa di tutto per scegliere le parole adatte, per lasciare ad Aidan la possibilità di esercitare i suoi diritti e non solo, di essere totalmente uomo e degno della fiducia di lei.
Questo amore che descrive Laura, anche senza farciture di scene esplicite (che se scritte bene fanno gola) è un amore puro e lucente, privo dei difetti e dell’egocentrismo umano, dell’egoismo umano. Un amore che fa sognare e che mi ha fatto brillare gli occhi come un manga giapponese.

Ma in questo libro c’è di più, per me, intesa come fan di Laura, che ama conversarci sui social, c’è stato molto di più: data la sua visione del “cattivo”, su cui mi sono soffermata in diverse recensioni precedenti della stessa saga, una visione MOLTO particolare, che non scinde con il suo opposto, ma diventa quasi un “elemento” che ha diritto di essere, cosa che sappiamo bene, nessuno dotato di un po’ di buon senso agogna. Eppure la sensazione che il male ha diritto di bruciare la nostra amata terra prende il sopravvento in un modo assurdo. E’ come se qualcosa uscisse dal libro e ti risucchiasse lentamente…
Ecco, tutto questo ingolosisce la mia natura di lettrice in merito al progetto di Laura di scrivere un libro dal punto di vista della cattiva. Ho moltissime aspettative.

E per finire di commentare questo libro, se fate ancora parte di coloro che NON conoscono né la saga né l’Autrice, che ve lo dico a fare? Provvedete!

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booktrailer

Pubblicato in: 2017, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., Narrativa, Trilogia

Quando tutto, si conclude.

Qualcuno è tornato a vivere su Prima Stella d’Incanto, la Dimensione distrutta.
Inquietanti rapimenti coinvolgono tutto l’Ovoide.
Il tempo dell’attesa è finito, Lunar vuole tornare alla Vita, ma per farlo dovrà affrontare la Morte. È lei a custodire Sinbad, è lei il mistero più grande.
Due storie si intrecciano e attendono il momento dell’incontro.
È l’ultima avventura, la chiusura di una vicenda intensa, la fine e l’inizio delle Vita.

Lunar lascia i Cieli Razionali in compagnia di Sky, lo Spirito Guida. Ha deciso di riportare in vita Sinbad che si trova nella Terra dei Morti. Per farlo dovrà cercare un misterioso libro, depositario di un sapere assoluto. Carte dal significato oscuro la guideranno lungo i dedali di un Labirinto che si rivelerà essere molto altro. Ma Lunar è inseguita, come tutti i Nativi di Prima Stella d’Incanto è braccata. Qualcuno è interessato ai poteri degli abitanti della Dimensione distrutta e, in particolare, ad Agav, regina di Prima Stella d’Incanto e amica di Lunar. Agav non è più ciò che molti ricordano.
Nulla è come appare in questa storia che si muove su piani fantastici, onirici, psichici.

Mi rendo conto solo ora, che, dal romanzo -Dodici Porte- sino ad ora, l’Autrice è stata ampiamente riconosciuta e ricompensata, come si può vedere sul suo sito/blog: Daisy Franchetto.

Io nel frattempo ho concluso l’avventura, che non mi ha soddisfatto come desideravo e so perfettamente perché: come il romanzo ultimo di Daisy, la vita non finisce mai, con le sue insidie, i suoi tranelli. Ma in contemporanea anche gioie immense, emozioni mistiche nascoste nel nostro io, piccole magie e anche grandi soddisfazioni. Romanzi come questo di Daisy Franchetto non possono semplicemente finire e basta.

Ad ogni modo, ognuno dei libri ha una sua impronta precisa:
– il primo è stata una ventata di freschezza, una cosa nuova, anche un po’ fuori categoria;
– il secondo, un mito con l’introduzione di uno sfondo fantasy tangibile;
– questo ultimo libro è un misto di molte cose.
Lunar non è più lei, normale, è giusto così, ma la Lunar che ho conosciuto nella casa della Loba e de La Mamà è stata l’unica Lunar che ho amato davvero, in sostanza sto dicendo che il primo libro è il mio preferito dei tre, per la sua originalità e purezza.
La Lunar di questo ultimo libro è la Lunar originale, quella che ha ripreso completo possesso della sua Anima, una donna matura ormai, oltre che la più potente veggente dell’ovoide.
Ecco, ma parliamo dell’ovoide, lo avete visto?

Io ci credo, sono certa che le dimensioni parallele siano così! Tra l’altro, noi umani siamo gli unici ignari dei veli che portano altrove, bè sì, forse non tutti 😀

Tornando al romanzo…
Sì che le note fantasy permeano l’intero romanzo, special modo nella fase iniziale, eppure le tinte fosche non si fanno attendere e già dalle prime scene clou, possiamo immaginare quello che la protagonista dovrà subire per proseguire la sua storia come sa che deve fare.

Verremo indotti a determinate riflessioni già dalla primissima prova, ma l’Autrice ci dice una cosa tra le righe, perché altre potranno sconvolgerci la visione.
In quest’ultima avventura Luna si spingerà veramente ai margini dell’accettabile. Nonostante sia successo quello che è accaduto nel finale dell’ultimo libro, la Franchetto riesce a stringerci il cuore in nuove separazioni, nuove prove e tanta incertezza.
L’Autrice descriverà scene impossibili, a parer mio, ma che saranno facili da identificare come vere.

Quest’ultimo viaggio è il mondo, i mondi descritti da Daisy Franchetto sono viaggi alchemici, esoterici, spirituali. Varchi dimensionali carichi di un proprio significato, collegati l’uno con l’altro, tutti importanti allo stesso modo.
Daisy Franchetto è da leggere!

Pubblicato in: 2017, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., MITI, Narrativa, Sociale, Trilogia

L’unicità si trasforma in complessità

Lunar è tornata. A tre anni dall’esperienza nella Casa e dalla violenza che l’ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina. Abita da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad, su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l’anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti. Dopo l’ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c’è l’amico Sinbad a ricordarle chi lei sia. Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e il suo amico a quattro zampe a contatto con le Dimensioni parallele. Lunar e Sinbad, con l’aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rappresentati da sei lapidi bianche. Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti. Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell’inconscio.

Dove –Dodici porte– si è rivelato essere un potente percorso personale, questo nuovo volume ci fa capire che si può fare di più! E’ così Daisy Franchetto colpisce ancora.
Tra le pieghe della normalità che affligge Lunar da ormai tre anni, nel sottosuolo mistico mentale di questa eccezionale Scrittrice, nuove trame e nuovi drammi si dipanano per realizzare disegni superiori.

Mentre godiamo del rapporto simbiotico tra la ragazza e il potente personaggio proveniente dal mondo Ctonio, Lunar dubita di sé stessa, permette alla dimensione terrestre di scalfire la sua vera personalità e di sminuirsi, questa è la prima delle innumerevoli metafore della Franchetto: sfaccettature multiple di quel che siamo, del danno che opera la società odierna, che sistematicamente ci mette tutti in fila come burattini.
Quando i meccanismi si mettono in moto, Lunar sa che deve andare, ma non sa in realtà che stavolta non si tratta più solo di lei;
Assisteremo a scene dolci ma anche a scene raccapriccianti, una moltitudine di personaggi nuovi ci faranno godere di nuovi punti di vista.

Sono sempre estasiata dall’abilità di Daisy Franchetto nel formulare delle metafore spirituali ed esoteriche così potenti, di descrivere dei mondi così ricchi di simbologia e significati, posso tranquillamente dire che nel panorama di mia conoscenza è l’unica nel suo genere. L’unica!

Non è un libro per tutti, è un libro per le persone che credono all’esistenza di altre cose, oltre quelle che vediamo, persone aperte di mente.
Oltre la spiritualità è stata ritagliata una storia d’amore degna di un saggio storico, e sarà proprio questa che aprirà le danze al terzo ed ultimo volume di questa eccezionale trilogia: -Tre lacrime- ed è già in mio possesso!

Daisy Franchetto è una di quelle Autrici che non rientrano in nessuna categoria, sono come quei grilli parlanti che irrompono nella nostra vita, sussurrandoci nelle orecchie verità che non ricordiamo esistere.
Meditazioni, che portano nel nucleo di noi stessi; Draghi Alchemici, potenti creature essenziali per l’equilibrio di tutte le dimensioni; Angeli vendicatori; città del peccato e moltissime altre dimensioni che ci faranno capire anche come questo pianeta (seppur solamente fisico), possa rompersi come cartapesta se si erode nei punti giusti.

Pubblicato in: 2017, Fantasy, Kindle - letture digitali., Misteri, Narrativa

Maledizioni e generazioni.

Claire, italiana d’adozione, non ha ricordi della sua infanzia, ma possiede l’abilità di leggere le memorie degli oggetti e delle persone che tocca.
Quando, per caso, si trova fra le mani una lettera di sua nonna, creduta morta da anni, si rende conto che le sono state raccontate molte bugie. I suoi genitori, infatti, non solo l’hanno tenuta lontana dalla Bretagna – sua terra d’origine – senza spiegarle le ragioni, ma le hanno nascosto che lei è la causa della loro fuga dalla Francia. Qualcosa è accaduto quando era solo una bambina. Qualcosa che non ricorda.
Determinata a capire, Claire decide di raggiungere la Bretagna.
E in quella terra di leggende, battuta da venti e tempeste, si imbatterà nei Laouenan, ricca famiglia che vive in un maniero arroccato su una scogliera. Qui scoprirà che un segreto terribile circonda l’enigmatico e taciturno proprietario da cui tanto si sente attratta, e che un filo sottile li lega.
Ma sarà solo scavando nel passato dei Laouenan, tra intrighi, rivelazioni raccapriccianti e nuove amicizie, che Claire troverà la verità su se stessa, e potrà così riprendersi ciò che ha perduto.

L’incipit ha un confortante senso di unione familiare, sebbene sia ben chiaro che quelle persone stiano subendo un grave lutto; tuttavia la percezione delle quattro mura regala una rassicurante protezione, come una copertina di Linus che ti avvolge.
Claire, rimasta accanto alla famiglia e seguendo la madre negli ultimi mesi, si ritrova ora vicino al padre, uomo distrutto che deve ricreare la sua vita e credere che non è tutto finito.
Durante una passeggiata inseme, Claire vede una lettera uscire dalla tasca del padre e, mentre lui osserva dei monumenti non resiste e la legge. E’ in quel momento che emerge la trama del libro: una Claire che ha vissuto una vita spezzata, una Claire che non può sapere nulla del luogo dov’è nata e dove ha vissuto sino all’età di otto anni. Ogni domanda sulla sua terra e su ciò che la riguardava è stata sempre tabù.
Ma Claire non è più una bambina e se il padre si ostina caparbio a celare queste verità che nemmeno la madre in punto di morte ha rivelato, allora non resta che una scelta: ritornare in Bretagna e scoprire qualcosa dalla nonna che credeva morta.
Giunta in terra natia scopre che i poteri di preveggenza che l’hanno accompagnata sin da giovane subiscono un’impennata, in contemporanea scopre che il segreto tanto accuratamente nascosto non è sufficiente a spiegare una moltitudine di cose, troppe cose.

Inizia così il suo viaggio alla scoperta della Bretagna, alla ricerca di ricordi e di visioni, alla mercé di un’ancestrale terrore che l’attanaglia quando si avvicina ad un misterioso monolite.
Questo libro è non solo una rivelazione di eccellente Scrittura ma un vero e proprio elogio al paranormale. Una storia molto originale e soprattutto MOLTO coinvolgente. Una storia raccontata molto bene, dalle tinte fosche e oscure, che non lascia nessun interrogativo finale, dal momento che la conclusione rivela tutto quello che è emerso durante la lettura.

Un libro eccezionale che ha delle recensioni che non merita. Un libro che va letto assolutamente, per farsi una propria idea personale!

Pubblicato in: 2017, Fantasy, Kindle - letture digitali., Quadrilogia, Saga, Trilogia

Un mondo nuovo e coinvolgente!!

Twelve ha dodici anni e non è mai uscita dall’orfanotrofio Moser, alla periferia della grande città di Danubia. Non sa chi siano i suoi genitori e non ha nemmeno un nome: solo un numero, Twelve, appunto, perché è stata la dodicesima trovatella del suo anno. A Danubia ci sono diciotto Accademie: quella dei Musicanti e quella degli Alchimisti, quella degli Scribi e quella dei Servitori… Ed è proprio questo il sogno di Twelve: frequentare l’Accademia di Servizio e diventare una cameriera, magari una hostess in divisa impeccabile in una delle ville della città. Dopo uno strano esame di ammissione, per Twelve viene finalmente il momento di lasciare l’orfanotrofio e realizzare il suo sogno. Ma la carrozza su cui sta viaggiando finisce nel fiume per un’esplosione: un complotto porta Twelve in un’Accademia ben diversa, che sui registri della città non compare. La Diciannovesima. Nella grande città di Danubia, in un’isola abbandonata, si nasconde infatti una scuola proibita, di cui nessuno conosce l’esistenza. E lei è stata scelta per farne parte.

Quello che potrebbe essere scambiato per una storia parallela del mitico maghetto, oppure per un semplice libro Fantasy per ragazzi, si rivela invece un sottile e continuo messaggio metaforico sulla vita e perché no: per la vita!
Io chi sono veramente? Cosa amo maggiormente? Cosa diventerò da grande?
Domande legittime che ci poniamo anche in età adulta. Ma Twelve ha ancora solo 12 anni, nata e cresciuta in un orfanotrofio chiamato Moser, non ha mai visto altro che l’edificio e, dai tetti, insieme al suo amico inseparabile Stephen, uno scorcio della città di Danubia,
Le selezioni porteranno la ragazza fuori dalle mura per la prima volta e il semplice scorcio osservato dai tetti diventa una realtà tangibile nelle sue mani; dai responsi delle selezioni (ovvero la destinazione finale di un individuo) pare che Twelve possa realizzare il suo sogno di diventare una cameriera e chissà, poter servire sui quei dirigibili di classe che ha sempre visto da lontano.
Ma il regio selezionatore ha capito che il vero sogno di Twelve non è quello, le caratteristiche della ragazza la includono come allieva della Diciannovesima Accademia, quella che non esiste sui registri: l’accademia fantasma.

Dopo la quarantena, Twelve prenderà atto della realtà che la circonda, entrerà nel suo branco, sarà vittima di violenza (non nel senso estremo del termine) e infine riuscirà anche a scappare, fuga che, come potrete scoprire, sarà solo un buco nell’acqua e che metteranno Twelve nell’occhio del mirino.
La ragazza subirà ricatti, capirà meglio le parole del suo capobranco e si farà una promessa che il lettore accorto capirà essere reale e farà immaginare nei prossimi volumi un’escalation di maturità dei personaggi non indifferente, oltre che un filo narrativo molto emozionante.

Non si tratta di un Fantasy scialbo, le descrizioni sono molto accurate, i paesaggi molto ben disegnati, le metafore molto coinvolgenti. Continuerò di sicuro anche se ho notato l’evolversi di una tecnica piuttosto sgradevole nel commercio dei libri, ovvero il primo volume in digitale e poi tutti gli altri solo in cartaceo, temo che diventerà una pratica diffusa.

alla prossima!!