Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Storico

Frammenti è la giusta definizione.

51Jmt6Hf99L._SX339_BO1,204,203,200_Un libro che racchiude dieci racconti brevi d’amore: piccoli frammenti che uniti, compongono il caleidoscopio di differenti sfaccettature che è questo sentimento. Non solo l’amore romantico, ma anche le altre sue forme che ne sono elemento fondamentale. C’è il sentimento che dura in eterno, quello fisico, quello impossibile, ma che è pur sempre Amore. Queste storie sono come dieci piccoli tasselli che ricomponendosi formano un puzzle: passando attraverso l’amore puro e semplice, si giunge a quello divertente e sciocco; fino alla fine, in cui si scopre che c’è anche l’Amore per se stessi.
all’interno troverete anche in anteprima un racconto di Flavia Principe dalla sua raccolta “Ah,l’Amour”

 

Sono diventata una fan di Federica Martina dopo aver letto il suo ottimo esordio ‘A causa tua‘, ambientato in un periodo storico a me vicino, nelle prime battaglie contro l’aids. Un prodotto letterario davvero riuscito.

Con quest’opera frammentaria scopro definitivamente che scrivere raccolte di racconti non è un compito così facile come si pensa.
E’ necessario dare loro uno stile unico, un filo conduttore sensato, una linea direzionale unica.

Ma diciamo due parole per ogni raccontino: 11 in totale.

1) Una notte con Felicia.
Senza dubbio la Martina si distingue sempre per originalità ed esposizione del testo. In questo primo racconto, abbiamo, su un frizzante palcoscenico, uno spettacolo emozionante con tre star davvero singolari.
La particolarità, la metafora, giungerà quando, queste bestie da palcoscenico, rientreranno nei camerini per togliersi (letteralmente e metaforicamente) i panni da superstar con cui hanno condotto lo spumeggiante spettacolo.
La cosa bella di questo racconto è che per tutto il tempo aspetti di vedere con chi passerà la notte Felicia 😉

2) E se baciassi il mio capo.
Mi ha sorpreso ritrovare la tipica ambientazione da fotoromanzo, quindi gli amanti del genere corrano a leggere questo racconto!
La scena stessa del capo, visto come bel maschione, senza maglietta che parla al cellulare, proprio nella camera di lei, ha quel nonsochè di paradossale tipico dell’era da fotoromanzo. Personalmente amo l’Autrice proprio per questo motivo: come istantanee, riporta in versione scritta, periodi del passato in cui sono passata.

3) La marionetta.
Solo per la presenza di questo racconto andrebbe comprata tutta la raccolta.
-La marionetta- è un egregia metafora sociale, il che, detto così, potrebbe essere banale. La vera chicca è il modo in cui Federica Martina espone la narrazione: in un momento ci troviamo in uno scenario tipo Pinocchio, dove c’è un Mangiafuoco cattivo che tiene imprigionata la nostra bella ballerina/marionetta, subito dopo siamo in uno scenario reale, in carne ed ossa, per poi ritrovarci di nuovo nel mondo dei giocattoli. E per tutto il tempo della narrazione è un dondolarsi da uno scenario all’altro, sino all’epilogo eccezionale, che vede la comprensione della vita, da parte della protagonista. Bellissimo!

4) Nell’ultimo battito del cuore.
Anche questo è un raccontino da 10 e lode, visto dagli occhi di una vittima. Racconta le angoscie e le brutture di un periodo storico realmente accaduto. Il punto di vista è eccezionale. La sensazione di essere lì è molto forte, così come la tragedia che colpisce i due innamorati, e non sol loro. Da leggere assolutamente.

5) I ricordi di un soldato.
Emozionante e disillusorio, spaccato di vita di un soldato, nel bel mezzo di un inferno, che ricorda la sua fanciullezza e il suo ardore di seguire le orme del padre e di divenire, come lui, un eroe. Federica Martina è molto abile nel passare da un punto di vista all’altro, esprimendo la verità che nessuno mai dice: non c’è niente di eroico nell’uccidere il tuo prossimo. Consigliatissimo anche questo racconto.

6) Un focoso pomeriggio d’amore.
E qui siamo ad un punto critico e direi dolente.
A parte il fatto che, sempre personalmente, non ho gradito questo raccontino erotico subito dopo quelli storici, ma il problema non è questo, il problema è nel testo, chiedo a tutti coloro che hanno letto l’opera di scrivermi (qui o in privato) se hanno riscontrato l’enorme presenza di refusi e mancanze.
Al di là di questo, per gli amanti degli scenari da fumetti hard, questo racconto è l’ideale.

7) Un amore al sapore di prugna.
Ironico e nonsense come solo l’amore più genuino sa rincitrullire le persone. Un po’ cortino, ma forse il succo era semplicemente lì.

8) Una passeggiata tra i ricordi.
Molto particolare anche questo piccolo racconto, dalle molteplici linee comunicative, che vede un’altro periodo storico, un periodo di malattia e morte. Tuttavia l’Autrice riesce a soprenderci infilandoci (e ci sta) un particolare interessante e sorprendente.

9) L’oleandro bianco.
A sopresa cambiamo proprio genere e mentre la lettura avanza il sospetto cresce, tuttavia solo la conferma finale ha dato ragione alle mie ipotesi. Ma domanda ot: dare carne ai bovidi non è dannoso? Huuum…

10) L’album di fotografie.
Altro racconto eccezionale, descritto in maniera divina. Un’anziana signora, ripercorre le vicende amorose di tutta una vita, attraverso il trucco del suo viso ormai decadente, rendendola comunque bellissima e forte, nei suoi tratti. Magnifica interpretazione.

11) Semplicemente noi.
Il racconto della collega self Flavia Principe, autrice di Chasing Rainbows.
Non è semplice commentare questo racconto senza fare spoiler, posso solo dire che è scritto in maniera intelligente. E’ un po’ come un uovo di Pasqua: ha la sopresa all’interno 🙂

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Ecco alla fine i singoli commenti sono perlopiù positivi… quindi, per terminare, secondo il mio punto di vista, che cos’hanno in comune l’uno con l’altro, tutti questi raccontini? Che almeno la metà mi ha lasciata insoddisfatta, a livello di contenuti, avrei voluto saperne di più.
Però, sinceramente, mi sento di consigliare questa raccolta, proprio per via della sua varietà di contenuti: paradossalmente proprio quello che non ho apprezzato è il punto forte della raccolta: la diversità.

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Pubblicato in: 2015, Fantasy, Kindle - letture digitali., Quadrilogia

Un ingrediente ricercato!

01 Gli Eredi di Atlas - Copertina DEFScozia. Promesse di successo, di lavoro e di risposte, aiuto per una fuga: così uno sconosciuto convince un’aspirante cantante, un marinaio, una studentessa e un rampollo ricoverato in una clinica psichiatrica, a seguirlo su un’isola che è ovunque e in nessun luogo: OgniDove.
Là Aisha, Dean, Aurora e Duncan scopriranno il vero motivo per il quale sono stati condotti con l’inganno ai margini del mondo: la storia è incompleta. I dieci Reggenti dell’antica Atlas, all’apice della grandezza, si sono dati battaglia fino all’annientamento ma il loro potere sugli elementi non è andato perduto. Non sarà facile accettare di essere Eredi di un così gravoso fardello: tra dubbi e insicurezze, aiutati dagli abitanti di OgniDove, discendenti dei superstiti di Atlas, i ragazzi cominceranno l’addestramento per risvegliare le loro facoltà.
Ma gli elementi sono cinque: dove si trova l’Erede dell’Etere? E quali sono i piani degli Altri Eredi? Inizierà così una lotta contro il tempo alla ricerca dell’Etere.

Ho iniziato questa sorprendente lettura, seguendo il gruppo di lettura sul gruppo di sostegno SPI: Self Publishing Italia. Su Facebook.

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Smaniosamente vorrei subito soffermarmi sull’ingrediente ricercato, secondo la mia opinione. E qui però, devo citare un’altra opera in cui ho trovato questo prezioso elemento: La trilogia della scacchiera nera di Miki Monticelli.
Ma qual è questo ingrediente segreto che accomuna queste due opere?
Eh, grazie. E’ mica facile spiegarlo, ci proverò in poche parole.
Nella mia vita mi sono imbattuta in moltissime opere Fantasy di spicco e molto originali, ma leggendole, si sa, che sono mondi a sé stanti, metti che parliamo anche di altre dimensioni (per chi crede alla teoria del 96%), ma sono avventure che non sono qui e ora.

Nel romanzo della Santiago e in quello della Monticelli abbiamo ragazzi, al cui interno dimorano antiche Anime che, non prendono completamente il sopravvento sul corpo per dovere di trama, oppure non sono ‘semplicemente’ supereroi che acquisiscono un potere.
Il modo di scrivere e di esporre di queste due Autrici, portano il lettore nello stato di credere che qui, sulla terra, in questa casa fra 5 anni ci si sveglia e si viene a sapere che siamo predestinati a qualcosa (in generis), ma siamo sempre noi stessi, col nostro carattere di merda (ci stava lol), con i nostri problemi fisici e le nostre insicurezze.
So che la spiegazione non sarà sicuramente stata tutta quella chiarezza che io speravo, alla fine sarà una questione di sensazioni. Una questione di pelle.

Il risultato finale è che questo libro va letto, lo stra consiglio.

Difatti, mi sembra tutto quello che c’è da dire su questo primo di quattro libri (eh si! Sul gruppo SPI, l’Autrice ci ha regalato questa bella anticipazione!)

I personaggi sono distinti egregiamente, secondo me, l’interazione tra loro e l’ambiente creato sono molto credibili. I dialoghi sono buoni e in certi momenti spiccano per originalità.

Non so quanto vi ci vorrà a voi per innamorarvi di Duncan, io all’inizio volevo riempirlo di sberle, ma da un certo punto ho capito che era troppo figo (sì: figo!). Mi ha ricordato tantissimo Squall Leonharth di FFVIII! Anche se Duncan è più complesso 🙂
C’è solo una cosa che mi stona e non potrò parlarne con voi perché vi farei spoiler. Quanto terminerete il libro potrete commentare per vedere se raggiungerete la mia stessa perplessità.
C’è un’altro aspetto che ho apprezzato moltissimo: l’imprevedibilità della trama. Sovente mi capita di fare illazioni e considerazioni su possibili diramazioni, ma la Santiago scrive in un modo che impedisce al lettore di fare supposizioni.
Poche questioni di contro, come per esempio la mancanza di suddivisioni tra le varie scene. Ma onestamente alla fine non mi importa. Tra l’altro il secondo ed il terzo sono già disponibili negli store e mi … prudono le manine!
Se lo consiglio? Assolutamente sì!

Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Sociale

Diffida dai tuoi amici e abbraccia i tuoi nemici.

coverIryna non ha altra alternativa che crederlo quando si ritrova con una pistola puntata alla tempia e l’uomo che ha tradito davanti agli occhi. È per questo che si presta a un gioco terribile, perché sa di avere un unico modo per salvarsi: non pensare a quello che le verrà chiesto in cambio.

«Accadeva sempre, quando ripensavo al giorno in cui avevo sfiorato la morte. Era stato allora che avevo capito.
Non erano mai i nostri nemici a farci del male»

Ho incontrato Sagara Lux con la sua prima opera ‘Di carne e di piombo’, che mi ha completamente travolto nella sua morbosa descrizione dell’amore vero. Un amore autentico che non avevo ancora mai visto descritto così, come ha scelto di descriverlo lei. (mia recensione)
Poi in seguito è uscito anche ‘Inganno’, l’opera che mi sto accingendo a commentare e che avrei letto certo, non so quando, ma lo avrei fatto.
E’ successo poi che mi sono trovata coinvolta in questo ‘blitz’, una sorta di Blog Tour con alcune differenze.
Così è cominciata la mia avventura con ‘Inganno’: con la svogliatezza. Perché (e tutti lo sanno) non è mai facile accogliere nuovi personaggi di uno stesso autore quando quelli che ci hanno travolto il cuore palpitano ancora, più vivi che mai. Ma ho iniziato a leggere e l’ho fatto in un modo cruento: la violenza. La mia tenacia è stata ricompensata dall’abilità sottile di quest’Autrice! Questo può essere considerato un Best Seller!

Sono rimasta piacevolmente colpita dal fatto che, dietro un romanzo di narrativa erotica, non solo possiamo godere di un personaggio carismatico appena accennato nel volume ‘Di carne e di piombo’ – dove per’altro la tematica trattata era altrettanto scottante- ma senza mezzi termini, attravero Iryna, possiamo leggere la disperazione, la determinazione e la voglia di vivere di tutte quelle ragazze dell’est che, vendute o rapite, conducono una vita d’inferno, con il corpo e l’anima violata. Attraverso le vicissitudini di Iryna Semyonov possiamo ascoltare la voce di vendetta di queste donne!

«Avanzai lenta, sinuosa. Ondeggiare sui tacchi era più facile. Farlo a piedi nudi e su un terreno che non si conosceva era una sfida pericolosa.
Io non ero come le altre.
E non lo sarei mai stata»

Il mio principale problema, quando incontro Autrici Esordienti come Sagara Lux è che mi incazzo come una biscia, perché penso ad altre autrici già affermate che vengono osannate per presunti best seller, che a mio avviso, sono delle sonore schifezze, con personaggi di cartone che fanno cose assurde solo perché la trama lo richiede. Non farò nomi, per non creare polemiche, ma chi mi conosce intimamente sa qual è l’autrice che io ho designato a rappresentare questa categoria, che io reputo un vero disastro.
Poi ci sono Autrici eccellenti, come la protagonista di questa recensione: Sagara Lux, che devono lottare e sgomitare per farsi conoscere, per farsi notare e per farsi leggere.

Ma in sostanza perché diamine leggere i suoi libri? Escludendo ‘Di carne e di piombo’ che ha i suoi pregi e i suoi punti di forza, che ho (forse malamente) descritto qui e rimanendo focalizzati su ‘Inganno’, ci sono così tanti motivi per leggerlo, che non so da dove cominciare!

– I capitoli, rispetto al precedente lavoro sono stavolta belli chiari, con i vari punti di vista, che regalano una panoramica introspettiva di entrambi i personaggi, rendendo difficile determinare il bene e il male; perché è vero che Iryna è la vittima, tra le righe, mentre Genz invece è il carnefice, ma con un approfondimento tale è difficile prendere le parti!
Inoltre, oltre i capitoli dedicati ai due personaggi principali, ne emerge uno che da ampia dimostrazione dell’abilità della Lux: J.C.
I capitoli a lui dedicati, che illustrano i retro di un personaggio, che all’inizio è solo marginale, sono una chicca!
Lui prenderà posizioni maggiori nella prossima trama?

-Le scene sono descritte in maniera tanto vivida quanto cruda. Dopo un inizio storia angosciante e sofferto vediamo la protagonista interagire nella sua torre d’avorio (con le spine!), dove una volta dopo l’altra, Genz, ne abusa in ogni modo possibile. Tuttavia accade qualcosa di inaspettato, special modo quando la torre si crepa, regalando una via di fuga. Ad un certo punto però la prigionia non è più solo nel corpo, ma anche nella mente.
Le varie interazioni tra i personaggi sono dettate da una linea narrativa ben definita, nessun personaggio fa qualcosa solo per dovere di trama. Ogni azione ed ogni pensiero sono dettati dal momento, dal vissuto personale del personaggio, in base al carattere dell’individuo. E’ questo un’altro aspetto che mi ha affascinata, nel momento del bisogno, nei vari colpi di scena, l’Autrice non ha mai usato lo stratagemma Deus ex-machina! Tutti i suoi personaggi hanno fatto delle cose in basa alla linea della trama e il loro personale carattere. Ed io adoro sta cosa!

– C’è qualcosa che mi ha smosso dentro, qualcosa che non ho ancora del tutto afferrato. Anche se ho ben chiari un paio di punti che collegano le due opere, sento che, della Lux, qualcosa ancora mi sfugge.
1) I suoi amori non sono mai all’acqua di rose, c’è sempre qualcosa di violento, qualcosa di superiore, eppure sono amori profondi, amori veri, unici;
2) Un’altra questione spinosa è questa situazione malavitosa, descritta in maniera magistrale, con scene doc, fornendo un altro punto di collegamento tra i due romanzi. Ci sono tipologie di scene criminali che mi fanno emergere la curiosità di sapere come e perché l’Autrice ne sia così a proprio agio. Perché si muove così bene in questo mondo di inganni e tradimenti?

Ho cercato di leggere con una veste critica, cercando buchi nella trama e nella narrativa, ma a parte qualche refuso la storia regge molto bene.
A questo punto devo purtroppo dichiarare di essere ufficialmente sua fan!

«Era innegabile: così come una parte di lei non desiderava altro che credermi, una parte di me voleva sinceramente cambiare le cose, ma nessuno di noi era un mondo soltanto. Noi avevamo milioni di mondi dentro noi stessi, alcuni collidevano generando rabbia e risentimento; altri vorticavano a un ritmo così veloce da impedirci di pensare ed altri ancora acquisivano un senso e una direzione soltanto quando non rimanevano inascoltati. Erano questi a determinare le nostre scelte. Giorno dopo giorno. Ed erano incontrollabili»

 

Pubblicato in: 2015, Fantascienza

Dalle tenebre della sofferenza alla Luce della consapevolezza

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Questo celebre romanzo di James Tiptree – una star della fantascienza americana da scoprire e riscoprire – è un tour de force narrativo concentrato nell’ambito di una giornata. Su Damiem, piccolo e sperduto pianeta ai margini della galassia, gli alati e indifesi Dameii cercano di dimenticare le recenti violenze per il possesso delle Lacrime di Stella. Intanto la notte si avvicina e presto sarà visibile il fronte di nova provocato dalla Stella Assassinata. Nel corso di una sola notte, le esistenze di quindici persone radunate nella Stazione di Damiem verranno stravolte da una spietata gara di intrighi e di violenze, con il cosmo turbolento come unico testimone.

AUTORE: James Tiptree Jr (pseudonimo di Alice Bradley Sheldon)
TITOLO: E SARA’ LA LUCE
Titolo Originale: Brightness Falls from the Air
COLLANA: Altri Mondi, a cura di Gianni Montanari
TRADUZIONE di: Vittorio Curtoni
ILLUSTRATORE di copertina: Vincente Segrelles
PAGINE: 312
EDITORE: Mondadori, Milano, Maggio 1986

Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta negli USA 1985, mentre in Italia viene pubblicato l’anno successivo dall’Editrice Nord nel n.333 di “Cosmo Argento”, da Mondadori nel maggio 1986 nella Collana “Altri Mondi” a cura di Gianni Montanari e nel n.125 di “Urania Collezione” nella traduzione di Vittorio Curtoni.

L’ambientazione delle vicende viene descritta su una piccola porzione di territorio di un pianeta extra-galattico, dall’evocativo nome di Damiem, possessore di una luna senza nome ed orbitante intorno ad un sole a noi ignoto (dati segreti federali).
Sul pianeta extragalattico vivono i Dameii, una popolazione indigena dall’aspetto insettoide/umanoide, simili a libellule, esseri senzienti che per molto tempo sono stati sfruttati da umani senza né scrupoli né coscienza, per un orrendo traffico di droga chiamata ‘Lacrime di Stella’. Tale droga viene ricavata da un’essudazione del corpo dei Dameii, una sostanza che ha potenti effetti stupefacenti sugli esseri umani, soprattutto quando un Damei viene torturato per produrla. Gli Spaziali della Federazione Galattica hanno catturato o ucciso tutti i trafficanti e hanno lasciato sul pianeta alcuni guardiani che veglino sui nativi, con un’astronave militare Federale in perenne orbita di sorveglianza.

Nelle fasi finali di una guerra interstellare precedente di alcune decadi gli eventi narrati, una stella, denominata Vlyracocha, è stata trasformata in nova da una salva di missili sparati da un’astronave militare comandata da un capitano fuori di senno e per questo viene chiamata la Stella Assassinata. Il fronte della nova, distante trent’anni-luce, sta per raggiungere il pianeta Damiem e un gruppo di turisti ha il permesso-privilegio di giungere presso l’unica istallazione umana, l’Ostello dei Guardiani, per ammirare lo spettacolo del fronte della nova o per motivi relativi alle alterazioni temporali legati ad esso. Non tutti gli ospiti, però, sono ciò che sembrano e nella base dei Guardiani di Damiem inizia lentamente, ma inesorabilmente, una spirale di violenza, che sfocia in una serie di omicidi la cui causa principale è una sempre temuta recrudescenza dell’antica caccia criminale alle ‘Lacrime di Stella’, di cui si macchiano alcuni ospiti insospettabili.
Nonostante l’atmosfera a tratti magica, sognante e surreale, alternata a momenti di vero pathos o pura adrenalina, l’Autrice, molto dettagliata e ricca di particolari sui profili psicologici dei personaggi, oltre che sulla descrizione dei vari scenari, pone un’impronta tendenzialmente pessimistica con un’apparente accanimento sulle (s)fortune di tutti i personaggi di questa sorta di tragedia fantascientifica, per quanto sia strutturato come un giallo alla Agatha Christie con un finale agrodolce dalle sorprese inaspettate.
Per certuni potrebbe sembrare un pò pesante, ma la ricchezza delle sfumature che è riuscita a dare l’Autrice, oltre ad una forza narrativa abbastanza scorrevole, giustificano la lettura fino in fondo di questo romanzo dalla sensibilità tutta femminile.

Pubblicato in: 2015, Duologia, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Da Roma a New York, sulla nave dell’odio.

11421437_1652124541689729_1407204183_nYlenia ha venticinque anni ed è già profondamente delusa dagli uomini. Non crede più nell’amore e non ha alcuna fiducia nel genere maschile. Proprio per questo decide insieme alla sua amica Laura di prendersi una rivincita: sedurre i fidanzati delle ragazze che si rivolgono a lei per mettere alla prova la fedeltà dei loro uomini. Comincia tutto come un gioco eccitante, condito da un pizzico di pericolo e spregiudicatezza, ma Ylenia non tarda a rendersi conto che chi scherza col fuoco rischia di bruciarsi… E poi c’è Brian. Un incontro casuale, praticamente amore a prima vista. Ylenia tenta con tutte le proprie forze di ignorare i suoi sentimenti, per evitare l’ennesima delusione, ma l’attrazione è tale che non riesce a resistergli. E proprio quando le sue difese cominciano ad abbassarsi, anche lui, come tutti gli altri, si rivela un ragazzo da cui è meglio stare alla larga. Ylenia è a pezzi, ma c’è ancora un sogno a tenerla viva, ad aiutarla a continuare a sperare: New York…

Continuavo a rimandare l’appuntamento Brozi, perché come al solito, come tutti, ero e sono travolta dai titoli dei più disparati Autori, ma alla fine ecco qua, ho finito il libro!
Anni fa, molti anni fa (perché ahimè, sono vecchia!), ebbi una delle tante delusioni amorose e, in preda al peggior sconforto della mia vita, mi cimentai in un libro salva donne e accusa uomini: “Le 101 bugie che gli uomini dicono alle donne e perché le donne ci credono” (vedi). Perché alla fine per una buona percentuale, tra uomo e donna è irrimediabilmente così: un’eterna fuga ed un’eterna rincorsa. Il problema degli uomini è… non l’ho ancora capito!! XD quello delle Donne è la possessività ed il sospetto, ma non ci rendiamo conto che possiamo andare avanti con una verità scomoda che sappiamo riconoscere, perché NOI abbiamo i recettori, ma la ignoriamo perché siamo cotte e stracotte!

Tentazioni è un po’ così, anche se parliamo di un romanzo e non di un saggio/manuale.
Devo ammettere che certe volte avrei voluto strozzare Ylenia con la sua esagerata teoria de ‘1 solo bacio e sei fregato’, troppo, troppo esagerato e fastidioso anche.
Onestamente mi ero fatta un’idea stuzzicante di dove potesse sfociare la trama e, credo che sarebbe potuto diventare un ‘chi la fa l’aspetti’ e in un certo senso sono rimasta piuttosto delusa che questo sviluppo sia stato invece sostituito da qualcosa di più ‘dolce’.
Mi sono piaciute due cose in particolare di questo libro:
1) lo stacco da Roma a New-York, dove non avevo la più pallida idea di cosa aspettarmi e, quando ‘ho incontrato il destino’ non ho potuto fare a meno di sorridere. E’ bello perché rende il libro più ricco e sostanzioso!
2) la scena del ‘capitombolo di trama’, assolutamente a sorpresa, inaspettata e assolutamente non attesa! Naturalmente mi è piaciuta l’adrenalina che la scena in se ha fatto scaturire dal mio corpo e non la scena in sé!

Ho letto anche i ringraziamenti e le note:
1) rimango sempre ‘spaventata’ dai libri che sono stati maneggiati e rimaneggiati per anni, prima di diventare ottimi libri come questo che ho letto;
2) Sono rimasta colpita dalla notizia che Ylenia e Brian esistono veramente, sta a vedere ora che interpretazione dare ad un’affermazione del genere 😉

Ho letto Argeta Brozi, perché è lentamente entrata nel mio cuore, forse con un lento lavaggio del cervello su Facebook. Infatti, dopo che, per diversi giorni e nei momenti più disparati, mi è rimbalzato il suo nome in testa, ho incocciato un concorso, indetto dalla Butterfly Edizioni. Dopo aver scoperto che lei era ai vertici di tale casa editrice mi sono ‘divertita’ a sfogliarla meglio sul famoso social network, per poi apprendere che è anche un’Autrice! E devo dire che mi piace. Inoltre, proprio pochi giorni fa, la notizia di un seguito di questo librò è emersa attraverso un mini estratto postato sulla sua pagina!
Il libro è ovviamente consigliato!

Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Narrativa

La chiave di tutto è una sola!

241v786Il corpo non mente.
Amanda lo sa bene. Interpretare i gesti e le parole delle persone è il suo mestiere, ma nonostante questo non appena si imbatte in Darren Swan non può fare a meno di sentirsi ingannata.
Da se stessa.

La verità non fa male.
Truffatore. Ladro. Assassino. Darren Swan sa bene cos’è, ma nonostante questo nei suoi silenzi e nelle pieghe della sua anima Amanda scorge qualcosa che la spinge a studiarlo, a guardarlo.
Ad amarlo.

Tutto ha un prezzo.
Il giorno in cui Darren evade dal carcere in cui è rinchiuso accade qualcosa di impossibile.
Amanda avrà un’unica occasione e un’unica vita per entrargli nella mente e nel cuore; per portare a galla verità nascoste così a lungo da venire dimenticate e per riaprire ferite destinate a cambiare per sempre le loro vite.

“Una storia fuori dagli schemi. Un rapporto così tormentato e ben descritto e possiede una trama altrettanto profonda.”

Ora come ora non ricordo nemmeno più perché mi ero intestardita a leggere questo libro. Adesso, che l’ho drasticamente terminato, mi sento amareggiata e nostalgica, che novità eh?

Dunque, premettendo che il libro è indicato ad un pubblico maturo e adulto, date le diverse scene a luci veramente rosse, vorrei commentarvi questa storia, che parla di una psicologa che lavora in un carcere, la cui vita procede bene, finché un giorno, un detenuto molto particolare entra nel suo studio, e non solo nello studio!
Abbiamo quindi Amanda, la psicologa. Poi Darren, un pericolosissimo criminale. E questo è quanto ci mostra l’Autrice, nelle prime pagine.
Più la storia procede, più il quadro si fa vivido, condito di verità sgradite, disegnando il profilo del detenuto Swan, sempre più plausibile e, vi posso garantire, che i colpi di scena non mancheranno.

Ci sono diversi lati che mi sono piaciuti, perché dentro questo libro ci sono diversi aspetti della vita.
Mi è piaciuta l’evoluzione di Amanda, mi è piaciuto lo scoprirsi del ‘cattivone’ di turno, mi è piaciuta la parte lavorativa di Amanda, il suo lavoro da psicologa quindi, che secondo me traspare piuttosto bene nella narrazione.
Ma quello che ho apprezzato maggiormente è stato il sapore crudo, di come è andato avanti questo folle amore, l’Autrice non ci ha semplicemente fornito del sano e stupefacente sesso proibito, ma ci ha fornito anche una storia solida, per me mai scontata. Il rapporto tra i due non è quello di un romanzo rosa, sebbene il sentimento che provano l’uno per l’altra (ognuno vivendolo col suo carattere) è intenso, viscerale, senza respiro, ma è un rapporto sofferto, a limiti della sopportazione, un rapporto sul filo del rasoio, un rapporto consumato con i denti fisici e psicologici, un rapporto portato avanti con la forza del pensiero per l’altro, quasi mai egoistico. Andando verso la fine della storia, l’Autrice designa, con metafore sempre più intense ed originali, le vicende dei due ‘sfortunati’ protagonisti.
Ora col quadro completo, penso che si poteva dare maggiormente voce a Darren, molta più voce, tanto che mi sfiora l’idea …e se l’Autrice scrivesse un libro dal punto di vista maschile? 😉

Come critiche tecniche, un paio di refusi, qualche virgola risparmiata non sono nulla di che. Un po’ fastidiosi i cambi di tempi, ma si sopravvive lo stesso, con una struttura narrativa così violenta e passionale.

Per quanto riguarda il finale invece, quello ve lo dovete vivere voi, ho molto apprezzato la coerenza con cui la storia si chiude, mentre un Christian Gray, che da lupo diventa agnello (nel terzo volume delle sfumature), in questa storia Darren rimane tale, non si trasforma in ciò che non è, questo è stato un punto molto forte. Inoltre penso che non sia proprio facile parlare di sentimenti ‘rosa’ quando c’è di mezzo galera, malvivenza ecc. l’Autrice ci è comunque riuscita, lo possiamo scoprire strada facendo, da entrambi i personaggi.

Secondo me Sagara Lux va letta, perché ha una visuale particolare delle cose. E’ stata una grandiosa avventura, anche perché Darren rimane ‘dentro’ i pensieri per un bel po’!

 

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale, Storico

Uno storico avvincente (e convincente!)

vintage-dream-di-erica-stephensjpegÈ impossibile resistere al fascino di un vecchio abito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda, che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio vicino ad Astor Place, a Manhattan, si diverte a dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo del suo inconfondibile gusto.
Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso.
C’è un’unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio Novecento. Una donna forte e indipendente che ha realizzato il suo sogno di fare carriera in un prestigioso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell’amore e la profondità delle sue ferite.

La storia che ci presenta quest’Autrice, non è solo gradevole, a livello di moda vintage, ma è un pretesto affascinante per raccontarci un periodo storico (primi ‘900), dove molte questioni hanno visto l’alba del loro essere.

Amanda è la protagonista della storia, almeno una delle diverse che compariranno, gestisce questo negozio vintage, che va relativamente bene. Il primo evento narrato nel libro è il cosiddetto ‘giorno di caccia’, ovvero dove la protagonista si procura il materiale: presso persone anziane et similia.
Valutando quel vecchio baule sente qualcosa di strano in un manicotto di una giacca, è un diario e ovviamente non può fare a meno di ‘rubarlo’.

A quel punto ecco un’altra delle protagoniste del romanzo: Olive Westcott, giovane donna di ceto sociale alto, in procinto di trasferirsi nella città col proprio padre. Notiamo subito che Olive è una ragazza dal forte ‘accento’ indipendente, sebbene cerchi di rimanere riservata nei confronti di suo padre, per non ‘ferirlo’.

Non accade subito, ma le vicende delle due donne s’intrecciano sempre di più e Amanda sente sempre più la necessità di andare avanti e scoprire sempre di più le avventure, fortunate e sfortunate, della bella Olive.

Moltissime vicende accadono, molta morale su cui riflettere, ma il punto forte di questo bellissimo romanzo è la parte storica che (anche se non ho ritenuto opportuno confutare) è molto accurata, curiosa, avvincente e soprattutto fa riflettere, tanto per citare qualche evento storico:
– la lotta politica per valorizzare la Donna;
– l’evoluzione del mercato a favore della Donna (l’escalation dei prodotti per il viso, in un contesto sociale in cui solo le prostitute li usavano);
– Lo sforzo della Donna di attingere a quelle informazioni vitali che spettano loro di diritto;
– La nascita dell’elettricità;
– ecc. ecc.
Vi sono cenni storici che affermano che una Donna non poteva soggiornare in un hotel se non maritata. Oppure la Donna non doveva lavorare, se lo faceva apparteneva a ceti sociali bassi. Oppure la scarsissima informazione sessuale (normale direi a quei tempi) e moltissime altre cose che al giorno d’oggi fa sgranare gli occhi per lo sconcerto.
E’ un libro scritto da una Donna che parla di Donne!

Direi che è stata una lettura fantastica, moltissime cose sulla trama (di entrambe le donne) non le ho potute citare, per ovvie ragioni, ma saranno quelle vicende ad emozionare, saranno le loro scelte a far vibrare di curiosità e a volte anche di sdegno! I riferimenti storici sono moltissimi e piacevoli.
Piccola delusione: il finale. Non che sia brutto, ma lascia un po’ così, insoddisfatti.

“Chi crea tutte queste regole che stabiliscono come si debbano comportare gli uomini e le donne? Dio? E’ la stessa ingiustizia che consente agli uomini di fumare nei ristoranti, di prendere una stanza in un albergo senza che venga posto in dubbio la loro moralità, di svolgere lavori meglio pagati e di avere il diritto di votare! Non penso che a Dio interessi chi fuma nei ristoranti, ma agli uomini sì. Sembra che creino queste regole a loro piacimento. E perché io dovrei vivere in base a regole che avvantaggiano chi le ha create a mio danno? Angelina ha ragione. Le donne devono stabilire le loro regole.” (Olive Westcott)

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

Le cause del cuore…

11009977_10207167709174258_1539903742449835246_nUn uomo adulto e serio come Brian non avrebbe mai creduto di poter vivere un amore così vivido, spregiudicato e intenso come gli è successo con Noah. La vita gli ha riservato questo privilegio e, adesso, che tutto questo è finito, Brian deve trovare un modo per non cedere. Con lo sfondo colorato e palpitante della Los Angeles degli anni ottanta, con i pregiudizi, i tabù e le nuove sfide che il tempo gli proporrà. Senza mai smettere di amare.

Diciamocela tutta: non ero in vena in questo periodo di leggere un tema simile, o meglio, ero io ad essermi fatta l’idea della trama che pensavo di incontrare, stile yaoi, ma così non è stato, nel modo più assoluto.

Cominciamo dal principio, già, proprio quello, che, a parer mio, non funziona. E’ noioso e troppo mieloso, quasi fastidioso (anche senza il quasi dai). Ma è solo una sensazione passeggera, ben presto il tutto si amalgamerà.

Ad agganciarmi ed affascinarmi, inducendomi a metterlo nella lista da leggere è stata una metafora molto particolare, che mai ho incontrato nella mia vita. Una metafora divisa in due, che si completa nel secondo pezzo, facendoti completare anche un concetto di due pagine prima. Non so se l’Autrice l’abbia creata di proposito, ma è comunque molto bella!

Ben presto però, quel noioso inizio si dimentica, in favore di una maggiore conoscenza del personaggio narrante, dello scenario e delle vicissitudini. Ben presto, la trama si delinea, chiara e limpida, mentre leggiamo e incameriamo.

La storia di Federica Martina, racconta, attraverso personaggi omosessuali e, soprattutto, attraverso la memoria di Brian, che, parlando in prima persona, racconta, in stile diario, quel che è stato del suo compagno.
Insieme ad altri personaggi, descritti attraverso le parole del protagonista, scopriamo che l’Autrice è riuscita a realizzare una storia di narrativa solida, che racconta, anche se nell’immaginario, eventi realmente accaduti ed è chiaro che dietro questo volume c’è una buona dose di ricerca. E’ chiaro che c’è un desiderio di raccontare, attraverso la voce degli ‘invisibili’, quello che è stato l’inizio di questa tremenda malattia che è l’AIDS, che è vicina a molti, coinvolti e non coinvolti.

Federica Martina è un’Autrice con la A maiuscola, non è la prima volta che mi stupisce e non credevo certo che lo facesse con un libro di narrativa di questo genere!
Qui si parla sì di omosessuali, ma soprattutto di umanità, senso di fratellanza e di sentimenti, che non sono diversi da quelli di un etero. In questo libro Federica lo spiega molto bene.

Si giunge alle fasi finali con un forte senso di appartenenza, proprio come un eroe di un Fantasy classico e qui sta la bravura di Federica: personaggi forti, pregnanti ed un finale bellissimo, degno di un essere umano!

Se dovete leggerlo? Direi proprio di sì!!

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

Un romanzo che ti fa amare le persone!

copertineÈ notte e la nebbia è illuminata a tratti dai fari delle macchine che sfrecciano accanto a lei. Letty si asciuga l’ennesima lacrima e preme ancora più forte il piede sull’acceleratore. Deve correre il più lontano possibile, fuggire da tutti i suoi sbagli, è la cosa migliore per tutti. Perché la sua vita è stata difficile, ha inanellato una serie di errori uno dietro l’altro e adesso tutte le sue paure sono tornate a tormentarla, senza lasciarle una via di scampo. Intanto, ormai molte miglia lontano, i suoi due figli, Alex e la piccola Luna, stanno dormendo serenamente. Non sanno che la mamma li ha lasciati da soli nel loro letto, schiacciata dal terrore di non essere una buona madre. Convinta che senza di lei Alex e Luna saranno più felici. Quando Alex si sveglia e si accorge che Letty non c’è più, capisce che non deve farsi prendere dal panico. Deve occuparsi della sorellina e seguire le regole. Perché Alex ha quindici anni ed è solo un ragazzino, ma è dovuto crescere in fretta per aiutare sua madre Letty e i suoi occhi troppo spesso tristi. A volte guarda verso il cielo e sogna di volare via, in un posto dove l’azzurro del cielo li possa di nuovo colorare di felicità. La sua passione sono la matematica e lo studio delle rotte migratorie degli uccelli. Da loro ha imparato che non importa quanto voli lontano, c’è sempre un modo per tornare a casa. Alex sa che deve trovare il modo di far tornare anche la sua mamma.

Indubbiamente, Vanessa Diffenbaugh,‎ ha ancora molto da dire!
Vorrei iniziare questi miei pensieri sul libro, soffermandomi sui ringraziamenti a fine storia. Sono rimasta molto, molto colpita, nell’apprendere le sue enormi difficoltà a terminare questo secondo libro, senza contare che ci ha impiegato 4 anni! E’ emerso, nel testo, che il romanzo non funzionava, non rendeva come lei aveva immaginato. Molti amici sono venuti in suo soccorso, infatti, ad un certo punto, dice chiaramente di aver smontato il romanzo, riscrivendolo quasi per intero.
Mi ha scioccato, perché sto vivendo un periodo di concorsi, dove realizzo trame in un mese o poco meno, sebbene anche io, abbia nel cassetto, un groviglio di storia che, arrabbiata e abbandonata, attende che io vi rimetta mano.

Nelle prime pagine del libro della Diffenbaugh‎ osserviamo una donna che, letteralmente, prende la macchina e fugge, abbandonando nella casa, i suoi due figli. Sconcerto!
Quindi, si va avanti per un po’, seguendo i due filoni narrativi:
1) la fuga della madre, in favore di una ricerca, che non è ancora chiara;
2) il risveglio dei figli. Alex, il più grandicello, di 15 anni, comprende che, per la seconda volta nella sua vita, sarebbe nuovamente rimasto da solo, a badare alla sorellina più piccola, per giorni indefiniti.

Letty è scappata alla ricerca di sua madre (la nonna dei bambini), la quale a sua volta è scappata anche lei, in cerca del marito (il nonno dei bambini), che, arrivato ad una certa età, ha semplicemente deciso di ritornare nella sua casa natia, in Messico.
Infine Letty la intercetta (sua madre), ma anziché riportarla a casa (e fra poco scopriremo perché), prosegue il viaggio alla ricerca, in Messico, della tenuta di famiglia, dove avrebbero trovato il fuggitivo. Un viaggio spossante e massacrante.

E’ qui, che tutto diventa più chiaro, proprio durante la sofferta e devastante scelta della madre di Letty, di rimanere accanto al marito (e di separarsi dai nipoti).
Letty, ovviamente, fa di tutto pur di riportarsela indietro, anche le cose più crudeli. Ma perché voleva riportarla indietro?
Perché Letty non si è mai occupata dei suoi figli, la vera madre di Alex e Luna è sempre stata Maria Elena, la nonna.
Letty ha il terrore di ‘maneggiare’ i suoi figli, e durante la narrazione scopriremo il perché.
Da questo sconvolgente punto, inizia la storia vera, che vede una giovane donna rimboccarsi le maniche, perché, volente o nolente, dovrà imparare ad occuparsi dei suoi figli.
La storia che si dipanerà, sarà un crescendo di emozioni e di evoluzioni, da quella prima sera in cui Letty cerca di nutrire i suoi figli, mettendo cose metalliche nel forno a microonde e facendo danni inimmaginabili. Da quel primo disastro, Letty cercherà di imparare ad essere la migliore madre per i suoi figli!
Anche quando sarà corteggiata da due uomini, il suo scopo rimarrà sempre quello.

Vanessa Diffenbaugh ha la particolarità di esporre delicati temi sociali in trame mozzafiato, trame così coinvolgenti, trame che ti stringono il cuore. Trame forti e coincise.

Nel primo libro ‘Il linguaggio segreto dei fiori’, abbiamo affrontato il delicato tema delle adozioni, in una trama dove abbiamo appreso i problemi e le lacune reali delle adozioni in una determinata parte del mondo.
In questo libro invece parliamo di persone, persone con problemi di permessi. Il problema dell’immigrazione.
Entrambi i libri però, ci hanno mostrato donne che hanno avuto grosse problematiche con i propri figli ed io mi chiedo perché, dal momento che l’Autrice, tra le righe dei suoi ringraziamenti, parla dei suoi figli in modo normale.
Forse un giorno le farò questa domanda!

In questo romanzo i protagonisti sono loro tre, la madre e i due figli, ma non mancherà l’occasione di conoscere altre persone, con altri problemi, con altri caratteri. Bravissima l’Autrice nella descrizione delle personalità delle persone che compaiono nel libro.

Per adesso la Vanessa mantiene alte le prospettive, per adesso i suoi libri rientrano in quelli che bisogna leggere e collezionare assolutamente.
Speriamo che per il prossimo non dovremo aspettare tutti questi anni!

Pubblicato in: 2015, Erotico, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

E’ stata una lettura … al massacro!

Adatto a un pubblico adulto. V.M. di 18 anni.
“Noi siamo ciò che siamo grazie a coloro che sono passati prima di noi. Nel mondo a taluni è dato di soffrire, ad altri di amare. E poiché non posso camminare con le mani, uso la pianta dei miei piedi per sentire tutto quello che ti ho appena detto”, è con questa unica frase che l’autrice ci introduce nel mondo di Michael Lacroix, un uomo uscito dalla fantasia di una donna.
Michael Lacroix ha tutto quello che un uomo possa desiderare, bellezza ricchezza e potere. Ma non distingue l’amore dal puro sesso, lui stesso dice, Combatto ogni sacrosanto giorno per proteggere i miei confini, tra sanità mentale e totale pazzia. E’ il demone che è in lui a guidare le sue scelte, anni di lavaggi mentali e torture psicologiche sessuali. Ma quando nella sua vita compare Maria, lui assumerà le sembianze di un Cristo in croce, alla disperata ricerca della redenzione.
Il colore dell’uva matura nasce dal desiderio di dimostrare che si può scrivere di sessualità, ponendo come base problematiche di difficile gestione. Il libro porterà la dicitura V.M. di 18 anni, ma solo perché per legge mi sento di tutelare il lettore. Chiunque si accosti al libro deve essere informato che sarà usato un linguaggio nudo e crudo, sia per la descrizione di alcune parti anatomiche, sia per la descrizione di esplicite scene sessuali. Nulla sarà fuori contesto, la linea seguita è parte della crescita interiore del personaggio maschile, di cui sono la portavoce. Sandra Rotondo

Quando ho visto questo titolo ed ho letto la sinossi sono rimasta scioccata e arrabbiata, detesto i riferimenti religiosi, poi ho cominciato l’estratto ed ho pensato che fosse una storia alla cinquanta sfumature, special modo dopo l’inizio devastante, come uno schiaffo in pieno viso; quando poi il destino mi ha invogliato a comprarlo e dopo qualche giorno ho iniziato a leggerlo ho pensato che il protagonista maschile, Michael Lecroix, fosse un autentico spasso!
Sebbene questo libro abbia una buona soglia di scurrilità, Lecroix compreso, non ho potuto fare a meno di innamorarmi del carattere, completamente folle, di quest’ultimo. Ma non nel senso del desiderio fisico, ma come amico di bevute, ahhh sì! Ci sarebbe stato magnificamente come mio compagno di bevute (magari con una me di 15 anni più giovane ^^).

Quindi andando avanti a leggere le aspettative aumentavano, volevo continuare a bearmi di questo sexy, pazzo, furioso e del suo modo cazzuto di vivere ed affrontare la vita, infatti dopo la mia prima impressione legata alla trilogia delle sfumature, il romanzo ha preso una piega tutta sua, tutta personale.

Quando è arrivata Maria, non capivo bene che cavolo avesse di speciale sta tipa.
Ma… e si sa, il ma è sempre in agguato, devo ammettere che Sandra Rotondo è una narratrice con le contropalle. Non so che intenzioni specifiche avesse, se solo un racconto denuncia oppure altro, fatto sta che in questo romanzo c’è una vita intera (o forse due?), anche scrivere questa recensione, per me non è semplice, c’è così tanta carne al fuoco, così tanto entusiasmo da non sapere bene l’ordine in cui scrivere.
Va bene ci provo…

– Michael Lecroix. Un tizio super-ricco che fa sbellicare dalle risate. Un tizio che scopa così tanto da far venire il voltastomaco, nemmeno Grey secondo me era così infoiato. Ma poi c’è Michael, (un’altro aspetto dello stesso individuo), di cui abbiamo già capito l’andazzo nelle prime righe della storia, ma credetemi quello è solo un assaggio, perché Sandra, strada facendo, ci fa vedere l’infanzia allucinante di questo personaggio, così allucinante che è difficile da digerire. Viene proprio da chiedersi come il protagonista non sia diventato un serial killer coi genitori che ha avuto!!

– Maria Cerri. Questa ragassuola, figlia adottiva del maggiordomo/amico che ha una sfrenata voglia di realizzare il ‘sogno francese’. Una ragazza apparentemente insulsa, ma che apparizione dopo apparizione metterà letteralmente in ginocchio il protagonista maschile, il gran sciupa-femmine!
Quello che sto dicendo non è spoiler, chiunque legga un po’, ci arriva sin dal principio che se c’è un tizio e poi una tizia, alla fine poi…
Il problema di Maria è che la sua figura è sospetta sin dal principio, mi crea scompenso, lo crea anche al protagonista, lui stesso lo dice, che è sconcertante, ed io mi chiedo come cavolo sia possibile che a 19 anni sia così… abile? Ma la bravura dell’autrice sta anche qui, non fa sospettare niente, sino al devastante finale, quando è inevitabile resistere alla commozione e le lacrime non possono essere trattenute.

Maria è la mela sull’albero nel giardino dell’Eden!

Ho letto diverse recensioni in cui per un motivo o per un altro mi immedesimo e così ho pensato che è quasi impossibile far capire attraverso una pseudo recensione cos’è il libro di Sandra Rotondo. E’ carnale, esattamente come le scene di sesso descritte. E’ carnale nel suo esporre tragedie che esistono, purtroppo, esistono!!
A chi non da fastidio il sesso esplicito ne consiglio la lettura, Sandra Rotondo ha tanto da dire e lo dice bene, mostra solo quello che vuole mostrare lei, quando lo dice lei e al momento che desidera, è molto abile nella scrittura, ti fa ridere per qualche pagina per poi stroncarti con qualche avvenimento che si fatica ad inserire in un contesto ‘di fantasia’, sino al gran finale che vi posso garantire non sono riuscita a leggere tutto di seguito, ero sconvolta e a metà della verità ho smesso di leggere perché mi veniva da piangere ed ho capito tante cose, di quelle che diceva il maggiordomo. Un gran personaggio anche lui! Poi però l’ho terminato, il libro.

La metafora del colore dell’uva matura è un simbolo di dualità, come un TAO. La metafora della Sirena è sublime per descrivere le sensazioni dell’innamoramento.
Questo libro solca dentro.
Ora vediamo, se qualche Artista di Cover, decide di regalarne all’autrice una come si deve!