Pubblicato in: 2017, Archeologia Misteriosa, Misteri, Saggi e Istruzione, Storico

L’Enigma continua

BREGA-Viaggio-Enigma-cover
Il seguito del “viaggio” del Progetto Atlanticus, iniziato nel 2011 con “Genesi di un Enigma“; un mosaico composto da tessere provenienti da differenti discipline, in apparente contrasto tra di loro, come fisica e metafisica, la cui risoluzione comporta il superamento di quelle barriere tra teorie tradizionali e quelle alternative in una rinnovata alchimia, necessaria per la comprensione di quella storia segreta, ma proprio per questo affascinante, che permetterà a tutti di essere più consapevoli… e quindi più liberi, un mosaico che si dipana nel libro che presenta in un corpo organico i contributi da noi presentati nel corso di conferenze, puntate di podcast e articoli prodotti dal nostro progetto.

Un’opera divisa in cinque parti distinte, ma collegate tra di loro, che approfondiscono i temi relativi all’esperienza anunnaka sul nostro pianeta, partendo dalle loro origini, nell’ambito del dibattito tra Nibiru, Nemesis, Marte e la Terra come probabili luoghi di origine della loro razza e attraversando i millenni dell’età dell’oro fino al diluvio universale e nelle fasi immediatamente successive, sempre attraverso la figura dei tre player che abbiamo imparato a conoscere in “Genesi di un Enigma”.

In questo nuovo saggio, ideale seguito e naturale sviluppo concettuale della precedente opera “Genesi di un Enigma” , l’Autore Paolo Brega ci rende partecipi degli avvenimenti occorsi in tempi storici, ma con origini antichissime, relativi ad interventi di natura esogena al nostro Pianeta, le quali hanno lasciato “strascichi” conseguenziali sul tessuto sociale umano, i cui effetti perdurano tutt’oggi a distanza di millenni.
Con una visione multidisciplinare a 360 gradi, l’Autore, com’è sua consuetudine, mette a disposizione del lettore/ricercatore una cospicua messe di dati, indizi, prove e teorie il tutto suffragato dall’avallo di importanti scienziati e ricercatori, relativi all’intervento sull’evoluzione umana di un nutrito gruppo di extraterrestri, presumibilmente come antichi profughi di un pianeta un tempo vivo e fiorente, condannato a morte da una letale pioggia di asteroidi che distrusse l’intero ecosistema. Ossia Marte.
I marziani scampati al disastro planetario vennero conosciuti sulla Terra, dove trovarono rifugio, con l’epiteto di ‘Anunnaki’ col duplice significato, nella vetusta lingua sumera, di “Coloro Che Dal Cielo Scesero Sulla Terra” (Zecharia Sitchin) e “La Migliore Stirpe della Terra” (Biagio Russo), dando origine, con le loro vicende e vicissitudini, interagenti con l’umanità terrestre, a tutta una serie di correnti storiche, più o meno occulte o parzialmente visibili, a seconda della variabile volontà di trasparenza del potere dominante in determinati periodi storici, comprendente orientativamente un arco temporale che va dall’ancestrale Età dell’Oro di vedica memoria, fino alla grande catastrofe planetaria conosciuta come Diluvio Universale e il successivo periodo della Rinascita.
Un grande escursus toccante svariate tematiche della storia umana che, alla fine, lascia comunque riflettere in profondità sul nostro ruolo su questo Pianeta.

Annunci
Pubblicato in: 2016, Fantascienza, Misteri, MITI, Saggi e Istruzione, Storico

Sintesi di Storia Umana Negata

brega-genesi-enigmaIl libro ci conduce in un viaggio attraverso i millenni, alla ricerca di una teoria unificatrice dei numerosi enigmi dell’umanità. Traendo spunto dalle ipotesi pubblicate in passato da rinomati ufologi ed eminenti ricercatori quali Sitchin, Von Daniken e Kolosimo, l’Autore vuole identificare un filo conduttore comune in grado di fornire una risposta univoca ai vari interrogativi irrisolti della Storia.

Attraverso i segreti delle origini della razza umana e del gruppo sanguigno Zero RH-negativo, i miti di Atlantide e dei continenti perduti, i misteri delle Piramidi e delle costruzioni impossibili, la ricerca si conclude infine con una visione innovativa dei fatti della Storia recente ed attuale, spingendosi fino ad una interpretazione alternativa dell’Apocalisse di San Giovanni e delle diverse profezie riguardanti la fine dei tempi. dimostrandone la convergenza a una data ormai del tutto familiare: il 21 dicembre 2012.

Una cavalcata attraverso i millenni e le ere, che non mancherà di stupire il lettore e di lasciarlo con una visione alternativa dell’eterno quesito “chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando?” assolutamente da vertigini.

 

Sintesi di Storia Umana Negata

A dispetto delle granitiche certezze accademico-universitarie sugli sviluppi e gli avvenimenti più importanti che hanno segnato la Storia Umana come credono (fin dalle elementari) di farcela conoscere, in realtà abbiamo una serie infinita di lacune ed enigmi irrisolti che ci trasciniamo da tempo immemore e che solo da poche decadi studiosi alternativi e controcorrente, delineano uno scenario completamente diverso. Con una panoramica a 360 gradi l’Autore di questo interessante saggio ci mostra, nei suoi tratti essenziali, la lunga e travagliata storia della nostra civiltà di umani del tipo “Sapiens-sapiens”, iniziata ufficialmente nel 3000 a.C. con l’esplosione della civiltà Sumera (termine accadico-babilonese che indicava il “Popolo dalla Testa Nera” = SAG.GIGA, abitanti Shumer, la “Terra dei Signori Giusti” = KI-EN-GI), già ricca e completa di tutte le strutture sociali, politiche, economiche e religiose che rendono una civiltà completamente formata e matura.
In realtà ufficiosamente (ma spesso e volentieri occultamente), le origini della nostra umanità affondano in ben più profonde antichità del tempo.
La tesi portante, che vuole amalgamare in una teoria unitaria (denominata TOE = Theory Of Everything) le principali teorie contrapposte in un ideale punto d’incontro tra la teoria Darwiniana, con il suo progressivo e lento sviluppo della specie animale Homo, e la teoria Creazionista di biblica memoria, che vuole questo stesso creato ex-novo da un’Entità Superiore, adombrando uno scenario ai limiti della fantascienza, sposando pienamente le interpretazioni di grandi studiosi ritenuti eretici dall’Establishment Accademico Ufficiale, quali il sumerologo Zecharia Sitchin, il biblista Mauro Biglino e divulgatori quali Peter Kolosimo, Roberto Pinotti, Walter Raymond Drake, Erich von Daniken, Richard Thompson e molti altri, tutti propugnatori della contestatissima Teoria degli Antichi Astronauti.
Tralasciando le diverse interpretazioni sull’origine cosmogonica del nostro Sistema Solare e, di conseguenza, del nostro Pianeta Natale, in sintesi, l’odierna razza umana conosciuta come “Homo Sapiens-sapiens”, sarebbe il risultato di un processo di ibridazione, mescolando DNA semi-scimmiesco di antenati umani già esistenti, quali l’Homo Erectus (qui la concessione alla teoria evoluzionistica darwiniana), con quello d’origine esogena (qui la concessione alla teoria creazionista) di uno o più esponenti di una civiltà spaziale proveniente, secondo la tesi più in voga al momento, ossia quella sitchiniana, da un lontano pianeta orbitante oltre i più remoti confini del nostro Sistema Solare, l’ancora fantomatico (perchè non è stato ancora ufficialmente scoperto) Pianeta-X (il cui segno viene doppiamente inteso sia come un’incognita, sia come numero romano 10); inoltre, da quando Plutone è stato declassato a Pianeta Nano (come Sedna o Quaoar), il Pianeta Ignoto viene denominato Pianeta IX (simile come pronuncia al precedente, ma di numerazione romana uguale a 9), detto anche Planet Nine (Pianeta Nono).
Con un’orbita fortemente ellittica questo mondo, ritenuto di dimensioni gigantesche, quasi gioviane, proverrebbe da un sistema stellare molto vicino a noi, ritenuto figlio di una stella in condizioni attuali di Nana Bruna, teorizzata da diversi astrofisici come un’antichissima Nana Gialla compagna del nostro Sole, denominata Nemesis, la quale concorrerebbe a formare con la nostra Stella Madre un Sistema Binario, condizione fra le più comuni nel Cosmo.
Mezzo milione d’anni fa circa, in alcuni territori dell’Africa Meridionale, un team di scienziati ET mette a punto, dopo vari tentativi infruttuosi, il primo esemplare di ibrido umano-terrestre/umano-alieno per usarlo come personale di servizio, inizialmente come operaio nelle miniere d’oro, uranio ed altri minerali, successivamente con gradualità, con incarichi di sempre maggiore responsabilità.
Dall’epiteto più importante che ci è stato tramandato, il sumero EN.KI (“Signore della Terra”), abbiamo l’identità dello scienziato ET che, a capo della sua equipe di collaboratori e sottoposti, ha geneticamente creato l’Homo-Sapiens-sapiens, con l’inserimento di un determinato tratto di codice genetico nel DNA dell’Homo Erectus (già esistente sul nostro Pianeta), diventando praticamente il vero Padre dell’attuale specie dominante il Pianeta Terra: l’uomo moderno.
Il proposito originario di utilizzarlo come “LU.LU”, schiavo-servitore di una specie superiore, ritenuta da questi composta da “dèi”, servì in queste condizioni di totale sottomissione soprattutto ad una fazione di ET, i cosiddetti ENLILITI, ovvero quel gruppo di ET (tramandato con l’epiteto sumero di ANUNNAKI), più rigidi e conservatori che facevano riferimento al loro comandate in capo conosciuto con l’epiteto di EN.LIL (Signore dell’Aria). Contrapposti ad essi v’erano gli ENKILITI, ossia quel gruppo di ET più tollerante e bendisposto ad uno sviluppo armonico ed equilibrato fra scienza e spiritualità dei nuovi umani, facente riferimento a EN.KI capo degli scienziati/esploratori scesi per primi sul nostro Pianeta.
Nel corso dei millenni e delle ère si sono avvicendate diverse civiltà, caratterizzate da uno sviluppo culturale, scientifico e spirituale sempre più accentuato, dando prova agli Enkiliti che la nuova specie di Sapiens era promettente e suscettibile di ulteriori miglioramenti.
Purtroppo una parte di questa umanità venne (e viene tuttora) negativamente influenzata (e funestata da una serie di conflitti tendenti ad un graduale piano di riconquista planetaria) da un’altra specie senziente tanto più terrestre quanto ben più antica, poiché diretta discendente degli antichissimi dinosauri che dominarono l’intero globo per centinaia di milioni di anni prima dell’avvento dei primi ominidi scimmieschi. Mi riferisco all’Homo Saurus, specie meglio conosciuta come Rettiliana. Con una mentalità e uno stile di vita fortemente gerarchizzato e paramilitare, hanno dato (e danno tuttora) un notevole filo da torcere ai piani di Rinascita Enkilita, inspecialmodo dopo la catastrofe planetaria tramandata col mito del Diluvio Universale, avvenuto circa 12 millenni orsono. Un evento planetario a carattere ciclico che rischiò seriamente di cancellare la vita umana dal Pianeta, un’occasione vista molto favorevolmente dagli Enliliti che vedevano nella proliferazione incontrollata dei Nuovi Umani un pericolo per la sopravvivenza del Pianeta stesso.
Allo stato attuale l’Autore vede “giocare” sullo scacchiere mondiale tre ‘Players’ principali che si contendono il futuro del Pianeta, considerato ancora fonte di preziose risorse, con o senza gli Umani per gli Enliliti e i Rettiliani Radicali (questi ultimi in contrapposizione con quelli Moderati più vicini alle politiche del Signore della Terra), con le loro “creature” per gli Enkiliti in un armonioso ed equilibrato sviluppo tecnologico & spirituale che possa portare tutti nel consesso delle altre Civiltà Galattiche che ci osservano da parecchio tempo.
In definitiva, la tesi di fondo di questo saggio è che l’uomo non è mai stato solo ed è nascostamente (ma a volte anche in modo palese) accompagnato nella sua evoluzione planetaria verso il cosiddetto “Giorno del Giudizio” di biblica memoria, nel quale i nostri materiali creatori torneranno dalle profondità del cosmo per giudicarci più o meno meritevoli dell’eredità di questo Santo Pianeta, che ne sta subendo di tutti i colori (inquinamento, scie chimiche, conflitti ed altre nefandezze).
Per poter apprezzare le tematiche prospettate dall’Autore è necessario, a mio modesto avviso, caricarsi di una buona dose di umiltà, distaccarsi dai dogmi predefiniti inculcatici fin dall’asilo, e riconoscere socraticamente la nostra sostanziale ignoranza sulla storia dell’umanità che, nonostante le “certezze” acquisite, continua ad apparire ancora costellata di enigmi e misteri che si perdono nella Notte dei Tempi.

Pubblicato in: 2016, Misteri, Saggi e Istruzione

IPOTESI DI CONTROLLO MENTALE DI MASSA

mJZL4oVzXIHuUabRA5qfXcA

TITOLO:—— Il Complotto Stargate
AUTORE:—— Lynn Picknett e Clive Prince
TRADUTTORE:– Bruno Amato
EDITORE:—– Sperling & Kupfer
ANNO:——– 2002
PAGINE:—— 342
FORMATO:—– rilegato

 

SINOSSI
——-
Chi ha fornito agli antichi egizi gli strumenti tecnologici necessari per costruire opere complesse e meravigliose come la Sfinge e le piramidi? E’ solo una strana e curiosa coincidenza la somiglianza di queste ultime al complesso di Cydonia fotografato su Marte? E sono plausibili le teorie che hanno avvicinato la fiorente ed evoluta civiltà sulle rive del Nilo a quella di Atlantide, favoloso continente perduto, secondo le quali gli egizi sarebbero i discendenti di quel mondo sommerso? Con un’esposizione avvincente e articolata, densa di ricostruzioni, interviste e prove documentate, Lynn Picknett e Clive Prince affrontano una messe di quesiti che affondano le radici in un passato remotissimo e oscuro, sollevando ipotesi a tratti esaltanti e a tratti inquietanti. Infatti, avvalendosi delle testimonianze di sensitivi che affermano di essere in contatto con enigmatiche presenze spiritiche, gli autori riportano la sconvolgente teoria del complotto Stargate: un’agghiacciante congiura ordita da entità potenti e inavvicinabili che arriverebbe a minacciare non solo l’equilibrio ma anche la sopravvivenza stessa del nostro pianeta.
Chi sono e a cosa mirano queste forze occulte? Chi ha interesse a tenere nascoste tali scottanti rivelazioni e chi invece è spinto a fomentarne la diffusione? E come mai in simili vicende entrano in azione i servizi segreti britannici e statunitensi, nonché la massoneria?
Un’intrigante serie di domande che avvincono il lettore nelle spire di una trattazione mozzafiato.

IPOTESI DI CONTROLLO MENTALE DI MASSA

Parafrasando il titolo di un film con Mel Gibson “Ipotesi di complotto”, questo libro è una sorta di saggio-inchiesta sulla “presunta” Nuova Ortodossia Archeologica scritto a quattro mani da due autori che di intrighi esoterici e complotti storici se ne intendono abbastanza bene.
Lynn Picknett è una scrittrice, sceneggiatrice, esperta di paranormale, società segrete e grandi misteri del passato, mentre Clive Prince è un ricercatore indipendente appassionato di storia e di politica.

“Presunta” perchè, in realtà, in base a quanto emerge dalle minuziose ricerche di Picknett & Prince, la cosiddetta “Nuova Ortodossia” ha radici che partono, non solo da remoto passato senza età, ma culturalmente anche dal lontano 18mo secolo, si dipanano lungo il 19mo e si sviluppano prepotentemente verso la fine del 20mo, continuando fortemente anche nel nostro 21mo secolo.
In questo libro il bersaglio primario è quel fenomeno culturale di massa definito “New Age”, dai contorni sempre cangianti, sfumati e mai definiti con nettezza che, come una corrente trasversale, investe tutti i campi del sapere umano: filosofia, scienze, economia, politica, religioni e spiritualità in genere, musica, arte, ecologia, eccetera.

Ho scritto “bersaglio” perchè i due ricercatori britannici costruiscono un’inchiesta serrata dai contenuti provocatori, dissacranti e rivelanti, in breve, una sorta di complotto su scala mondiale che, partendo dalle elucubrazioni pseudo-filosofiche di esponenti della Sinarchia, dovrebbe, in teoria, portarci verso il famigerato NWO, ossia il Nuovo Ordine Mondiale, voluto fortemente dai “falchi”, cioè gli esponenti dei poteri forti dei più grandi governi mondiali.

Iniziando a mettere in evidenza tutta una serie di strane incongruenze e misteriosi errori, difficilmente comprensibili se non si guardano sotto una luce più critica, Picknett & Prince raccolgono tutta una serie di indizi che vanno ad attaccare, con argomentazioni valide e provate, le teorie (accettate acriticamente come “fatti”) di autori del calibro di Graham Hancock, Robert Bauval, Robert Temple, John Anthony West, Colin Wilson, Andrew Collins, Richard Hoagland, James Hurtak, eccetera, autori che hanno contribuito negli ultimi vent’anni a porre le basi per la cosiddetta “Nuova Egittologia”, approfondendo tematiche, in apparenza, rivoluzionarie su curiose ipotesi “controcorrente” come “Il mistero di Sirio”, “Il mistero di Orione”, “Impronte degli dèi”, “Custode della Genesi”, “Il Serpente Celeste“, “L’Enigma di Marte“, “Il Segreto di Sirio“, teorie “alternative” entrate nella mente di milioni di persone come “dati di fatto”.

Un’inchiesta che P&P conducono, scandagliando le profondità del Mare Magnum delle tanto vituperate (dal establishment scientifico ufficiale) Scienze-di-Frontiera, i cui onesti ricercatori (ne esistono) cercano faticosamente di portare una ventata di aria nuova nelle stantie atmosfere accademiche.
I due Autori, con questa indagine a 360 gradi, cercano di far comprendere al grande pubblico che c’è il forte rischio che possa avvenire la classica reazione psicologica di “buttare l’acqua sporca con tutto il bebè”.
Infatti gli Autori cercano di dimostrare nel loro “Complotto Stargate” un elenco di interessanti sorprese per quelli che sono considerati “insigni luminari” dell’Egittologia Ortodossa, quali Mark Lehner e Zahi Hawass, scoprendo che hanno correlazioni con lo SRI International e hanno tratto beneficio da organizzazioni ritenute poco scientifiche e serie, come l’A.R.E. (Association for Research and Enlightenment) fondata nel 1931 dal veggente americano Edgar Cayce e arrivando a delineare come vi sia poi uno spesso filo conduttore di natura massonica che porti ai servizi segreti di mezzo mondo, l’M15, la CIA, l’FBI, il Mossad, eccetera.

Ma, vi chiederete giustamente, tutto ciò a che pro?

I nostri Picknett & Prince, nella loro inchiesta, vogliono farci partecipi dell’attuazione di un grande piano “cospirazionistico” orchestrato come un gigantesco “Esperimento sulle Masse”, il cui input era iniziato con gli “esperimenti” mentali del dottor Andrija Puharich negli Anni Sessanta con il celebre paragnosta Uri Geller e poi con i cosidetti “Ragazzi dello spazio”, nel quale le popolazioni del nostro pianeta sono al centro dell’attenzione di una congiura ordita fra le alte sfere del potere mondiale, da entità potenti e inavvicinabili, (il cosiddetto “Consiglio dei Nove” di provenienza siriano-stellare) che arriverebbe a minacciare la sopravvivenza stessa del nostro pianeta.
Ovviamente si possono non condividere alcuni aspetti del libro, ciononostante rimane la minuziosa analisi che illumina spietatamente molte strane inesattezze (ad esempio l’asserzione di Robert Temple che la celebre Sfinge di Giza sia stata in origine un cane accucciato -relativo al dio Anubi– posto a guardia delle piramidi; o che la luce della stella Sirio illuminasse, in certi momenti dell’anno, l’occhio del defunto faraone nella Grande Piramide attraverso i cosiddetti “Condotti d’aerazione” -convinzione tipicamente massonica-, postulata da Robert Bauval), di tutte quelle teorie alle quali facciamo riferimento per la “Nuova” Egittologia.

Considerato che viene messa in evidenza la presunta origine extraterrestre dei messaggi provenienti da un’entità ultraterrena definita il “Consiglio dei Nove”, di cui il dottor Puharich tentò di far credere che avesse una correlazione con l’Enneade di Eliopoli in Egitto, i due Autori trattano un’altra tematica molto sentita all’interno del movimento NewAge, ossia il contattismo, una versione moderna di certi aspetti dello spiritismo di fine ottocento, con il quale i nostri cospiratori mondialisti neo-sinarchici cercano di instillare la convinzione che un gruppo gerarchico di civiltà aliene, conosciuto come la “Grande Fratellanza Bianca” oppure “Federazione Galattica”, sia qui per “aggiustare” la nostra linea genetico-evolutiva che, nel corso dei millenni si è un tantino deteriorata e ci ha fatto diventare i brutti sfruttatori e predatori di questa bella Casa Planetaria che è la nostra amata Terra.

Tutto bene allora, sono giunti i “salvatori” dalle stelle?

Per quanto possa sembrare piuttosto allettante questa visione alla Star Trek, una delle tante note stonate è che nel novero dei “prescelti” per il salvataggio della nostra specie “Umana”, non figurano i Negri, gli Zingari e, di norma, tutti coloro che non rientrano negli standard WASP.
A voi le inevitabili conclusioni.
Il fenomeno del contattismo, in genere con entità aliene, si è diffuso in tutto il mondo, interessando (più o meno in buona fede) numerose persone e, dunque, anche nella nostra Penisola Italica, evidenziato da personaggi di spicco (quanto pittoreschi) quali Maurizio Cavallo, Germana Grosso, Eugenio Siragusa e, “last but not least” un certo Arbel che nei primi Anni Duemila fece parlare molto di sé presso alcuni newsgroup e vari forum telematici, affermando di essere lui stesso un extraterrestre proveniente da un pianeta (Ghemu) orbitante attorno a Sirio e di essere a capo di una flotta spaziale con l’appellativo di Comandante Ashtar Sheran e si è incarnato sul nostro pianeta per avviare la procedura di selezione per il salvataggio dei “prescelti” Umani (Bianchi) prima della “imminente” (nel 2001) guerra contro i Rettiliani che dominano predatoriamente il pianeta.
Inutile aggiungere che tutti questi personaggi si inseriscono nel vasto campo di “sperimentazioni di manipolazione mentale” messo in atto già da molti decenni.

Vista la “miscela” tra Egitto, entità ultraterrene, antichi dèi del passato (più o meno remoto) e civiltà extraterrestri, non poteva mancare, nella nostra inchiesta britannica, una carrellata delle nuove teorie postulate dai ricercatori summenzionati (Hancock, Bauval, Hoagland) che metterebbero in relazione il quarto pianeta del sistema solare, Marte e le sue misteriose strutture (apparentemente) artificiali disseminate un pò qui un pò là sulla superficie marziana e, nello specifico, nella regione di Cydonia, con la sua Faccia e le sue curiose piramidi pentagonali.
Evidenziando la curiosa e un pò sospetta insistenza su una quasi obbligatoria connessione con la civiltà egizia, Picknett & Prince ci guidano abilmente in un’interessante analisi, avvalendosi di tutta una serie di personaggi, tra cui James Hurtak, Ron L. Hubbard e Gene Roddenberry ed anche coloro (Vincent Di Pietro e Greg Molenaar) che analizzarono le prime foto del Volto marziano e le anomalie delle varie strutture artificiali, rilevate dalla sonda Viking-1 nel 1976.

Insomma, questo saggio-inchiesta è uno di quei libri che (se piace il genere) leggi tutto di un fiato, avvincente, intrigante, agghiacciante e preoccupante in alcune sue parti, ed è proprio questo “Complotto Stargate” che può destare nel lettore un rinnovato interesse, il porsi nuovi quesiti alla luce delle analisi in esso contenute, al limite quasi della paranoia. E per certi passaggi, il “quasi”, si può togliere di sicuro. Comunque, se ci si mette nell’ottica della frase “dove c’è fumo, c’è anche arrosto”, sospendendo con attenzione l’incredulità, ognuno di noi può tentare di crearsi una soggettiva interpretazione e dando la stura ad ulteriori approfondimenti, guardando la realtà che ci circonda con un filtro più analitico e meno credulone.

Pubblicato in: Misteri, Saggi e Istruzione

Eredi d’una civiltà prediluviana

Copia-di-ancientalien_coverSulle Orme degli Avi è un testo di Mauro Paoletti che riscrive la storia del nostro pianeta evocando e riscoprendo memorie perdute dietro cui si celano presenze ‘impossibili’, reperti anacronisctici e fuori dal tempo come gli OOPARTs, conoscenze e miti senza tempo, continenti perduti e visitatori cosmici civilizzatori dell’umanità.

Molto del nostro passato è andato irrimediabilmente perduto. Sono stati dimenticati i narratori e le storie che raccontavano perché a quel tempo niente è stato scritto o perché gli scritti sono andati perduti o distrutti.

Il tempo ha cancellato le testimonianze e gli eventi bellici e catastrofici hanno contribuito alla loro dispersione. Perfino il progresso ha collaborato al cambiamento. Il cemento ha posto le sue fondamenta sulle rovine del passato, le moderne città sono state edificate sui resti di quelle più antiche, nascondendo le vestigia dei popoli che hanno calpestato questo suolo prima di noi.

Questo libro è uno sguardo nell’abisso dove tutto ha avuto inizio e tutto avrà fine, un luogo avvolto dalle tenebre dove è celata la luce della conoscenza. Per questo vaghiamo, spinti dalla nostra innata curiosità, alla ricerca del nostro passato e di quella luce cui sentiamo di appartenere. La luce emessa dall’energia vitale, da quella forza che governa e regola le leggi dell’universo che noi consideriamo divina e personifichiamo in un essere supremo capace di creare.

E’ un buon saggio davvero molto ricco di elementi e dati che l’establishment scientifico si guarda bene dal trattare se non, nei rari casi in cui è “costretto” dalla notorietà del momento, con irridente disprezzo e assoluta negazione dell’esistenza dell’oggetto che va contro la linea cronologica ufficiale.
L’Autore Mauro Paoletti descrive bene, con scorrevolezza, senza essere troppo prolisso e con dovizia di particolari tutte le cosiddette stranezze di cui è costellato il nostro Pianeta.
Il tema dominante, a mio avviso, è la teoria, neanche tanto campata in aria, dell’esistenza in un lontano passato, ben prima del cosiddetto Inizio della Storia (arbitrariamente fissata con la nascita della civiltà Sumera), di una civiltà avanzata a carattere globale, padrona dei mari e degli oceani e tecnologicamente superiore alla nostra, esistente fino a quello che tutte le popolazioni del mondo conoscono come Diluvio Universale e corrispondente verosimilmente alla fine dell’ultima grande glaciazione di Wurm.
Se come diceva Agatha Christie, tre indizi fanno una prova, di indizi e prove ne è davvero costellato l’intero globo terracqueo, con monumenti per lo più megalitici, città sepolte o sommerse, oggetti e reperti “fuori posto” cronologicamente parlando e centinaia di leggende, miti e resoconti storico-popolari che hanno varcato il buio dei millenni per giungere fino a noi che, come i Greci di Solone commiserati dal sacerdote egizio di Sais, nell’opera di Platone, siamo un popolo “giovane” senza memoria del “vero” e “reale” passato che la nostra specie umana ha subìto decine e/o centinaia di millenni prima, in quella cosiddetta “Preistoria” che l’ufficialità accademica si rifiuta di considerare diversa da un gruppo di ominidi cavernicoli.
Testo interessante ed illuminante. Da leggere per documentarsi meglio.

Pubblicato in: 2015, Saggi e Istruzione

Genesi reinterpretata

 I testi sacri e i racconti del mito non rivelano solamente una preziosa testimonianza morale, né possono essere unicamente considerati un’affascinante creazione fantastica. Per il professor Zecharia Sitchin, uno dei pochi studiosi in grado di decifrare le iscrizioni cuneiformi, rappresentano soprattutto la memoria di un sorprendente sapere tecnologico che riverbera di nuova luce il passato della civiltà umana.

In questa ricostruzione che giunge fino al cuore del genere umano, alla radice ultima della nostra storia, molti straordinari successi della scienza moderna rappresentano antiche conoscenze perdute nel nostro ieri più remoto. Conoscenze che hanno consentito a popoli da tempo scomparsi di descrivere accuratamente dettagli del nostro sistema solare che noi solo ora stiamo scoprendo grazie all’esplorazione dello spazio siderale. I racconti di Adamo ed Eva, del diluvio che sconvolse la terra, della pioggia di fuoco su Sodoma e Gomorra, di luccicanti messaggeri celesti narrano in realtà tutta un’altra storia.

Titolo: La Genesi
Autore: Zecharia Sitchin
Traduttore: Giulia Amici
Prezzo: € 10.00
Editore: Gruppo Editoriale Futura
Data pubblicazione: Dicembre 1995
Formato: Libro – Pag 386

In questo saggio, il sumerologo Zecharia Sitchin , propone una rivisitazione dei testi sumerici, rileggendoli non più in senso metaforico o mitico, bensì dando credibilità a quanto riportato in moltissime tavolette, analizzando il tutto dal punto di vista della conoscenza tecnologica, medica e astronomica contemporanea e riprende, con nuovi elementi scientifici e astronomici di recente acquisizione, il tema a lui caro trattato nel suo primo saggio “Il Dodicesimo Pianeta” nel lontano 1976, ovvero la nascita e formazione del nostro Sistema Solare e della nostra Terra, con la partecipazione di un corpo celeste di provenienza esterna di grosse dimensioni. Altro tema molto importante è la scottante ipotesi della nascita della specie Homo Sapiens, ramificazione tratta con molta probabilità da un’altra specie autoctona di ominide denominata Homo Erectus. L’aspetto eretico di quest’ipotesi consiste nella teorizzazione di un intervento esterno di una civiltà extraterrestre che ha creato questa specie particolare di ominidi attraverso la manipolazione genetica.
In altri termini, la conclusione che ne scaturisce è che la nascita della società umana, come noi la conosciamo attraverso lo studio della Storia, è il frutto e la conseguenza dell’interazione tra esponenti di questa razza aliena denominata da Sitchin con l’epiteto sumero di Anunnaki e gli esseri umani con cui sono venuti in contatto che li hanno venerati come dèi. In pratica, tutte le grandi religioni mondiali che si sono sviluppate in seguito, nel corso della storia umana, sono interpretabili come svariate rielaborazioni di un grande Culto del Cargo su scala planetaria.
In tutto il saggio i vari argomenti vengono affrontati con minuziosa serietà e meticolosa attenzione ai dettagli, amalgamando il tutto con uno stile discorsivo di facile comprensione e di notevole impatto psicologico, in quanto mette alle strette tutta una serie di convinzioni e pseudo-certezze acquisite dalla cosiddetta Cultura Generale, molto vicina ai dogmi dell’establishment scientifico e religioso dell’attuale civiltà.

SINOSSI —> I testi sacri delle principali religioni mondiali e i racconti mitologici non rivelano solamente una preziosa testimonianza morale. Per Zecharia Sitchin rappresentano la memoria di un sapere tecnologico che riverbera di nuova luce il passato della civiltà umana. In questa ricostruzione molti successi della scienza moderna rappresentano antiche conoscenze perdute. Conoscenze che hanno consentito a popoli da tempo scomparsi di descrivere accuratamente dettagli del nostro sistema solare che noi solo ora stiamo scoprendo grazie all’esplorazione dello spazio siderale. I racconti di Adamo ed Eva, della pioggia di fuoco su Sodoma e Gomorra, di luccicanti messaggeri celesti, narrano in realtà un’altra storia. E fanno di scienza e mito due facce della stessa medaglia.
Descrizione di La Genesi
Una nuova interpretazione dimostra che gli antichi possedevano straordinarie conoscenze tecnologiche. 3.000.000 di copie vendute nel mondo.
Gli antichi come potevano conoscere dettagli del nostro sistema solare che è stato possibile comprendere solo grazie alle modernissime sonde spaziali? Esisteva l’informatica, 5.000 anni fa? La scienza moderna riscopre quello che le prime civiltà della terra già sapevano. Un testo autorevole che indaga sulle origini dell’umanità.
In questa opera affascinante, Zecharia Sitchin riesamina gli insegnamenti degli antichi alla luce delle ultime rivelazioni scientifiche, per scoprire che la scienza moderna sta solo faticosamente mettendosi al passo con le conoscenze che gli antichi possedevano migliaia di anni fa.
Tecnologia moderna o antica scienza? Adamo è stato il primo essere umano concepito in provetta?
Eva è stata la prima a beneficiare delle tecniche del trapianto di organi?
Sodoma e Gomorra sono state distrutte dalla fusione nucleare? Esisteva l’informatica, cinquemila anni fa?
Come potevano gli antichi conoscere dettagli del nostro sistema solare, che le più sofisticate sonde lanciate nello spazio hanno scoperto soltanto oggi?
Forse le più recenti scoperte della scienza, come l’ingegneria genetica e la tecnologia più avanzata, sono solo riscoperte di quello che le prime civiltà della Terra già sapevano, tremila anni prima della nascita di Cristo.

Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Misteri, Saggi e Istruzione

Silenziosa Luna

Benvenuti sull’Astronave Luna: il misterioso gigante che orbita intorno alla Terra, un corpo celeste che non appartiene all’uomo.

Questo libro è probabilmente il primo studio che riunisce le domande che in tutto il mondo molti ricercatori hanno posto sul satellite terrestre. Forse il primo testo che risponde tramite una teoria unificata, svelando il Grande Segreto.

“La Luna non è un satellite naturale ma un oggetto proveniente da un altro sistema planetario.Leggendo Il Mistero della Luna si comprendono i paradossi astronomici, i fatti controversi, gli enigmi insoluti con decine di fotografie che per la prima volta vengono pubblicate e commentate. Dopodiché la vostra concezione dell’astronomia non sarà più la stessa!” (L’autore)

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna?
(Canto notturno di un pastore errante dell’Asia – Giacomo Leopardi)

In questo saggio “Il Mistero della Luna” l’Autore greco Sotiris Sofias ci espone, con un ritmo serrato, con dovizia di particolari e con una visione a 360 gradi, le sue convinzioni circa l’origine extrasolare del nostro satellite, basandosi sull’analisi dei dati fisico-orbitali del corpo celeste, curiosamente molto diversi dagli altri satelliti del Sistema Solare e così anche per le sue origini, ancora fonte di accesi dibattiti nella nostra comunità scientifica. Le varie teorie formulate circa la sua formazione si scontrano regolarmente con le caratteristiche peculiari della nostra Luna, tanto da indurre a credere che sia proprio un corpo estraneo giunto nei pressi della Terra da lontane profondità cosmiche.
Eppure, nonostante certe diversità, la Luna mostra anche caratteristiche che l’accomunano al nostro Pianeta Madre. Com’è possibile?
L’Autore, considerando, dunque, le sue anomalie fisiche ed orbitali, avanza l’ipotesi-convinzione che il nostro satellite provenga da un’altra stella, una Nana Gialla G2V, identica al nostro Sole, attorno alla quale orbitava come primo pianeta, simile al nostro Mercurio.
Un’antica civiltà nata molto prima della nostra comparsa sulla Terra, avrebbe trasformato il loro “Mercurio” in un planetoide cavo in modo da utilizzarlo come una sorta di gigantesca arca spaziale in cui rifugiarsi, per salvare la loro specie dall’imminente morte per vecchiaia della loro Stella Madre, di miliardi di anni più antica della nostra.
Questi ET viaggiarono nel cosmo all’interno del loro planetoide-Arca e si diressero senza indugio verso la nostra Stella, attorno alla quale, avevano scoperto in precedenza l’esistenza di due pianeti adatti alla vita: i nostri Marte e Terra. Spingendo il loro planetoide artificiale con potenti motori AG (che l’Autore greco ritiene di averli individuati in due grandi crateri sub-equatoriali del lato buio della Luna), giungono nei pressi del Terzo Pianeta dal Sole e, con opportune e delicate correzioni orbitali, si stabiliscono in un’orbita geosincrona ad una distanza media di 400 mila km. Il momento della loro comparsa lo si potrebbe collocare (e questo è un dato che mi porta a un certo grado di persuasione circa la sua validità) in un periodo in cui secondo antichi autori, quali Pindaro o Diodoro Siculo riportavano la conoscenza della presenza, molti millenni orsono, in una regione della Grecia arcaica, tale Arcadia, di una popolazione denominata Pelasgi definiti Preseleniti, in quanto, nella loro epoca la Luna ancora non esisteva.
Se per certi versi il suo impianto mi convince, per altri mi risulta un pò meno, perchè la sua teoria extrasolare cozza con quella intrasolare di Zecharia Sitchin che, per quanto possa apparire altrettanto eretica agli occhi dell’establishment scientifico, propugna l’origine della Luna come pianeta-compagno del pianeta acquatico TIAMAT, il quale venne distrutto, secondo la mitologia-cosmogonia sumero babilonese, da un altro corpo celeste (il famoso Nibiru, appellativo sumerico che significa “Pianeta dell’Attraversamento”), creando da un lato la Fascia degli Asteroidi e, dall’altro lato, gettando in un’orbita più bassa, verso il Sole, la metà rimanente di Tiamat (nome sumerico che significa “Vergine della Vita”), accompagnata, in questa sorta di spodestamento, dal fedele Kingu suo satellite naturale. Quest’ultimo diverrà la nostra Luna in orbita permanente alla nuova versione ridotta di Tiamat, ossia la Terra.
Per cui è difficile conciliare i due scenari dei due studiosi: o la Luna c’era fin dall’inizio con la nostra Terra, oppure non c’era.
Oltre a ciò, le analisi delle foto lunari rilasciate dalla NASA e bollate come dei grossolani falsi creati in studio, lo ammetto, mi lasciano un pò perplesso. Considerare i filmati che vidi da ragazzino quando, alla tivvù in bianco e nero, il mitico giornalista RAI Tito Stagno, commentava le gesta di Armstrong e Aldrin sul suolo lunare, tutta una messinscena creata in un set cinematografico alla “Capricorn One”, mi brucia tutta la nostalgica meraviglia di quei giorni epocali.
Ma, tant’è. Girando per internet le cosiddette anomalie lunari, più o meno artificiali, non si contano più.
Considerando che gli ambienti militari erano ossessionati dalla segretezza da cui era caratterizzato il clima da Guerra Fredda degli Anni 60, e considerando che gli astronauti erano prima di tutto dei militari, non è poi tanto strano che abbiano censurato foto e filmati, manipolandoli artigianalmente, prima di darli in pasto al pubblico mondiale in attesa. A mio avviso, comunque, gli astronauti sulla Luna, ci sono andati per davvero, ma hanno subìto (come afferma lo stesso Sofias) delle forti limitazioni (costringendo la NASA a ricorrere ad attori su un set lunare FINTO già predisposto nel Nevada per “rattoppare” una missione REALE che rischiava seriamente di crollare nel disastro più completo) da “presenze” che non hanno gradito la loro intromissione su quella che considerano da migliaia di anni casa loro.
Nel complesso, in definitiva, un buon saggio che si lascia leggere agevolmente e, per conto mio, tutto d’un fiato.

-Pier-

Pubblicato in: Misteri, Saggi e Istruzione

Gli “alieni” siamo noi

Immagine

Per quanto il titolo possa indurre a pensare che sia un saggio sulla Archeologia Misteriosa (o fanta-archeologia, archeologia spaziale, pre-astronautica, ecc.), con antichissimi resti di remote civiltà più o meno aliene (anche se alcuni argomenti vengono all’interno trattati), in realtà, leggendo il titolo originale (“Alien Dawn: An Investigation into the Contact Experience”) si viene a sapere la vera tematica trattata nel libro: “L’alba aliena: un’investigazione sull’esperienza del Contatto”. Quindi abbiamo tematiche relative a contatti alieni di tutti e quattro i Tipi, “abduction” (prelievi forzosi) compresi, con conseguenti reazioni di copertura da parte di autorità impaurite da un fenomeno mondiale apparentemente incontrollabile.
L’approccio all’argomento da parte dell’Autore si sviluppa in diverse fasi d’indagine:

1- terrena e reale, con raccolta di dati strumentali (radar, sonar, con personale tecnico/militare, sia aereo, sia terrestre, sia marino), avvistamenti luminosi anomali e tracce incontrovertibili sul terreno; talvolta anche oggetti pseudo-metallici).

2- psicologico, con l’analisi di testimonianze che mettono in evidenza una sorta di crisi d’identità dei testimoni e di fenomeni mentali che tirano in ballo la presenza di un Inconscio Collettivo, teorizzato da Jung, che accomuna tutti gli abitanti del pianeta.

3- parapsicologico, con la comparazione degli effetti psico-fisico-mentali dei testimoni (in molti casi “prelevati”), fra cui chiaroveggenza, precognizione, deformazioni temporali, ecc., con i miti e le leggende del folklore popolare tramandato nei millenni, con entità conosciute nella storia come Elfi, Gnomi, Fate e simili.

4- mistico-spirituale, con l’analisi di un accrescimento di consapevolezza cosciente che tende a superare determinati limiti imposti da questa realtà, per effettuare una sorta di “salto quantico” in una meta-realtà migliore dell’attuale.

5- scientifico d’avanguardia: lo studio più attento e consapevole di un tipo di fisica, quella quantistica, che nelle ultime decadi sta progressivamente soppiantando la vecchia visione meccanicistica del 19mo secolo, con osservazioni, intuizioni e scoperte rigorosamente scientifiche che sembrano avvicinarsi ineluttabilmente agli antichi concetti filosofici dei Taoisti e dei Buddisti dell’Estremo Oriente.

In definitiva, l’Autore, cercando di analizzare questo sfuggente fenomeno con un’ottica a 360 gradi, offre una panoramica diversa su questa vicenda di strani “alieni” che sono un pò extraterrestri, un pò extra-dimensionali, un pò meta-terrestri (noi in un remoto futuro), un pò endo-terrestri (tipo il popolo di Agharti) e un pò psico-mentali, sui rapimenti (anche generazionali), sulle ibridazioni umano-aliene, fino al risultato finale, in cui i cosiddetti “alieni” sono sostanzialmente buoni e agiscono secondo un Piano prestabilito per permetterci di uscire da una sorta di impasse energetico-mentale e compiere un liberatorio salto evolutivo.

Il testo è scorrevole, narrato in prima persona, Wilson mette sì molta “carne al fuoco”, ma è funzionale a comprendere la visione di un vasto mosaico che interessa l’intera Umanità.
Egli tende ad insistere, soprattutto verso la fine, che ognuno di noi è potenzialmente un essere senziente dai grandi poteri mentali, elencando casi di telecinesi, teletrasporto, bilocazione, telepatia, precognizione, psicometria, chiaroveggenza viaggiante (“remote-viewing”), levitazione extracorporea (“Out Of Body Experience”) e non-extra.
Solo che non ne siamo realmente coscienti, perchè siamo in qualche misteriosa maniera “auto-ipnotizzati” dal lato analitico, logico-razionale e calcolatore dell’Emisfero Cerebrale Sinistro (ECS) e di conseguenza la maggioranza delle persone “normali” ha serie difficoltà a superare quella che per loro è la Barriera dell’Incredulità.

Avendo letto in precedenza testi fondamentali come “Il Tao Della Fisica” di Fritjof Capra, sulle insospettabili connessioni tra la scienza moderna occidentale e l’antico misticismo orientale sulla incredibile natura della Realtà, posso tranquillamente affermare che il libro di Colin Wilson riesce pienamente a soddisfare sia la mia parte “razionale” dell’ECS, che quella onirico-mistica dell’ECD; dandomi da analizzare sotto una Luce Diversa migliaia di “verità”, tante piccole testimonianze che, come tasselli, concorrono a formare un grande mosaico esplicativo, come i singoli pezzetti di una lastra olografica riescono a mantenere l’Immagine Originaria.
Non a caso una delle teorie più in voga è quella che vuole il nostro Universo essere di natura olografica e strutturato come un’immenso cervello.

Il libro, dunque, è scritto davvero bene, con una bibliografia molto ricca, decine di autori citati, il quadro delineato da Wilson, con la descrizione di tante esperienze diverse (essendosi documentato approfonditamente dimostra come va scritto un libro “giornalistico”), prende forma e consistenza logica che ti porta a pensarla come lui. Consapevolmente.

QUARTA DI COPERTINA – Dai segreti degli antichi Egizi e dei Dogon africani ai più controversi episodi di contatto alieno in ogni parte del mondo, dalla Porta del Sole di Tiahuanaco all’analisi dei recenti casi di abduction, un entusiasmante viaggio in uno dei più dibattuti enigmi del nostro tempo: esiste vita intelligente in altri pianeti o in altri mondi? E questi mondi sono in contatto con il nostro?
In occasione di un convegno negli Stati Uniti, Colin Wilson incontra John Mack, uno psichiatra che ha lavorato a lungo con persone che sostengono di essere state protagoniste di contatto del terzo e del quarto tipo. Dopo l’iniziale scetticismo, da quella serrata conversazione prende il via una meticolosa ricerca che analizza una moltitudine di eventi misteriosi: antichi dei, mostri leggendari, inesplicabili fenomeni, viaggi psichici, salti temporali, clamorosi casi di “rapimento”. Fino a una suggestiva soluzione finale.

-Pier- (finito di leggere a febbraio 2014)

Pubblicato in: 2008, Saggi e Istruzione

Un’altro ‘saggio’ Saggio!

copj170.aspTRAMA – Frank Schätzing accompagna il lettore in un viaggio sopra e sotto i mari per scoprire la relazione che lega gli esseri umani allo straordinario “mondo d’acqua” che occupa i sette decimi del nostro pianeta. Una strana relazione, fatta di odio e amore, di romanticismo e d’ignoranza, di curiosità e di mistero. Come funziona questo enorme “sistema” da cui tutti proveniamo e di cui sappiamo ancora pochissimo? Com’è stato possibile che abbia dato origine alla vita? Perché l’evoluzione ha imboccato la strada che ha portato all’uomo e non quella che ci avrebbe reso simili a un materassino gonfiabile pieno d’acqua? E ancora: da dove viene tutta quest’acqua? Cosa succede quando il mare decide di ribellarsi all’uomo? Qual è il futuro del mare e perché è così legato al nostro? Con competenza scientifica, ironia e semplicità, Schätzing risponde a tutte queste domande (e a moltissime altre), fa attraversare miliardi di anni, stupisce e fa capire, diverte e fa riflettere.

(libro letto il 3 novembre 2008)

Dopo l’emozionante avventura trascorsa con ‘Il Quinto Giorno’, Schätzing continua la sua crociata informativa a difesa del mare con passione e vitalità. Seppure seguendo un altra strategia, ‘Il Mondo d’Acqua’ può considerarsi un volume di supporto al primo avvincente romanzo, suddiviso in quattro parti:

l’altro ieri… – Tratta una breve introduzione alla nascita del Pianeta e racconta lo scenario con cui è nata l’idea di questo libro.

ieri… – L’autore ancora una volta ci regala un volume al pari di un testo scolastico, pieno zeppo di informazioni, ma soprattutto colmo di amore nei confronti del mare, affronta in maniera fascinosa e competente le diverse fasce evolutive, insegnando al lettore il significato di alcune terminologie, un po’ di geologia, un po’ di zoologia etc. Per gli acerbi appassionati del liquido blu sarà una golosità ed un forte stimolo a proseguire lo studio. Si potranno anche leggere argomenti correlati (storielle, leggende e nozioni storiche) inseriti in un contesto atto a una miglior comprensione,

oggi… – A cominciare dalle nostre passeggiate sulla luna, alla costruzione, sperimentazione ed invio di satelliti nello spazio, fino all’approfondimento dell’intervista fatta a Schätzing riguardo il suo ‘salvataggio’ di alcune persone dallo tsunami. Persone che avevano letto il suo Quinto giorno! (pagina 230 del libro) Quale miracolo la diffusione delle informazioni vero?

L’autore tira le somme dei risultati ottenuti fino ad oggi, con i pro e contro. Addirittura potremmo leggere come fare un primo soccorso in caso di contatto con la Caravella Portoghese.

Insomma questo capitolo è un piacevole documentario in versione scritta che vi racconta di quel meraviglioso Pianeta che è il mare. Un consiglio: prendete carta e penna!

Domani… – Approfondimenti su temi attuali come ad esempio la clonazione, ma svela anche misteri mitologici, per esempio: lo sapete che l’Unicorno esiste per davvero? Potete rispondere a questo quesito lasciandoci un commento, oppure potete scoprirlo leggendo il libro (volete un aiutino vero?).

Sarà anche necessario sfatare alcune credenze popolari. Pelle di serpente, cavallucci marini in polvere, zanne di elefante ecc. Forse è vero che curano i vostri mali, ma lo farebbe anche una mentina se solo voi foste convinti. È vero che gli animali fanno cose ben più terrificanti (non è detto) rispetto a quello che fa l’uomo ma l’uomo accelera la scomparsa delle specie in modo così drastico da impedire il ripristino di un equilibrio naturale (pag 318 a metà).

In questo capitolo faremo un giro anche tra le scoperte come la tecnologia, i watt e altre conquiste dell’uomo.

dopodomani… – Aihmè… nemmeno Schätzing è in grado di dire come sarà questo nostro dopodomani, come noi è in grado solo di fare supposizioni.

Ma voglio terminare con allegria, dicendovi che l’intero volume affronta la tematica con estrema ironia, ed alla fine anche voi immaginerete Miss Evoluzione come una provocante e spietata donzella in carriera.

Ci tengo a precisare che il volume è leggibile indipendentemente dalla lettura de ‘Il Quinto Giorno’.

Conclusione… – Infine potremmo godere di un utile glossario con 74 termini, atto a regalarci una migliore informazione dei termini incontrati durante questa lettura.

Inoltre abbiamo una tavola cronologica ed una sezione dove trovare i link consigliati da Schätzing.