Pubblicato in: 2016, Fantascienza

Un tuffo trekker nei “sixties”

LIBUASTCLA01Memory Primo è il nucleo centrale di un’immensa biblioteca computerizzata, una vasta rete di ricerca dislocata su vari mondi. Qui, i Pathfinder – uniche forme di intelligenza artificiale legalmente approvate dalla Federazione – controllano l’immenso flusso di dati raccolto dalle migliaia di navi di tutta la galassia.

E mentre su Memory Primo si riuniscono le più grandi menti della Federazione per l’assegnazione dei prestigiosi premi Nobel e Z-Magnees, un misterioso assassino si appresta a portare a termine la sua folle missione.

Sull’Enterprise, in una lotta contro il tempo, il Capitano Kirk dovrà prima impedire un possibile sabotaggio e poi scagionare Spock dalle accuse di tentato omicidio, nonché sovvertire i piani del perfido omicida, che tuttavia non è l’unica creatura malevola che si cela su Memory Primo…

Una lettura veloce e poco impegnativa (se non avessi i tempi contingentati e pochi pezzetti della giornata dedicati alla lettura). Nel complesso l’atmosfera l’ho sentita molto vicino al vero spirito roddenberriano di Star Trek Prima Serie, in quanto, questo romanzo, è la prosecuzione ideale dell’episodio televisivo della Serie Classica “Le Speranze di Zetar”, nel quale abbiamo la Federazione Unita dei Pianeti che si prodiga in un grande sforzo interstellare, che accomuna numerose civiltà multiplanetarie, per la creazione di una grande Biblioteca planetaria (Memory Primo) dove accumulare e conservare tutta la conoscenza delle varie civiltà stellari unite sotto le insegne della Federazione. Il centro focale della narrazione è che il planetoide scelto, un antichissimo pianeta privato per cause naturali della sua atmosfera originaria e rifiutato da altre razze stellari in cerca di eventuali risorse preziose, è stato (e continua ad essere) occupato dagli spiriti incorporei degli Zetariani, una vetusta civiltà d’esseri senzienti che si impossesserà di Mira Romaine il Capo Bibliotecario, amica e amante di Scott, il capo ingegnere della USS 1701 Enterprise.

Fra alterne vicende di varia natura, ci sarà l’immancabile lieto fine con relativo abbandono del Progetto Memory. Questo è lo scenario che fa antefatto alla storia narrata in questo romanzo, nel quale gli esseri senzienti che, insieme agli Umani/Umanoidi, gestiscono l’immensa Biblioteca (ripristinata nel suo antico progetto), i Pathfinder, creature virtuali che “vivono” nell’immenso database elettronico, devono fare fronte ad una serie di attentati che metteranno in serio pericolo la loro sopravvivenza e l’intero complesso culturale.
Un ottimo e godibile romanzo, scritto con passione (un marchio distintivo della coppia Reeves-Stevens), ricco di particolari e idee originali, e perfettamente aderente ai personaggi della famosa serie televisiva. Uno stile narrativo coinvolgente che non lascia spazio a momenti di noia, nonostante brevi tratti di prolissità nella descrizione di alcuni scenari, trascinante fino alla fine che lascia un gusto roddenberriano puramente “sixties”.

Pubblicato in: 2015, Fantascienza

Dalle tenebre della sofferenza alla Luce della consapevolezza

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Questo celebre romanzo di James Tiptree – una star della fantascienza americana da scoprire e riscoprire – è un tour de force narrativo concentrato nell’ambito di una giornata. Su Damiem, piccolo e sperduto pianeta ai margini della galassia, gli alati e indifesi Dameii cercano di dimenticare le recenti violenze per il possesso delle Lacrime di Stella. Intanto la notte si avvicina e presto sarà visibile il fronte di nova provocato dalla Stella Assassinata. Nel corso di una sola notte, le esistenze di quindici persone radunate nella Stazione di Damiem verranno stravolte da una spietata gara di intrighi e di violenze, con il cosmo turbolento come unico testimone.

AUTORE: James Tiptree Jr (pseudonimo di Alice Bradley Sheldon)
TITOLO: E SARA’ LA LUCE
Titolo Originale: Brightness Falls from the Air
COLLANA: Altri Mondi, a cura di Gianni Montanari
TRADUZIONE di: Vittorio Curtoni
ILLUSTRATORE di copertina: Vincente Segrelles
PAGINE: 312
EDITORE: Mondadori, Milano, Maggio 1986

Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta negli USA 1985, mentre in Italia viene pubblicato l’anno successivo dall’Editrice Nord nel n.333 di “Cosmo Argento”, da Mondadori nel maggio 1986 nella Collana “Altri Mondi” a cura di Gianni Montanari e nel n.125 di “Urania Collezione” nella traduzione di Vittorio Curtoni.

L’ambientazione delle vicende viene descritta su una piccola porzione di territorio di un pianeta extra-galattico, dall’evocativo nome di Damiem, possessore di una luna senza nome ed orbitante intorno ad un sole a noi ignoto (dati segreti federali).
Sul pianeta extragalattico vivono i Dameii, una popolazione indigena dall’aspetto insettoide/umanoide, simili a libellule, esseri senzienti che per molto tempo sono stati sfruttati da umani senza né scrupoli né coscienza, per un orrendo traffico di droga chiamata ‘Lacrime di Stella’. Tale droga viene ricavata da un’essudazione del corpo dei Dameii, una sostanza che ha potenti effetti stupefacenti sugli esseri umani, soprattutto quando un Damei viene torturato per produrla. Gli Spaziali della Federazione Galattica hanno catturato o ucciso tutti i trafficanti e hanno lasciato sul pianeta alcuni guardiani che veglino sui nativi, con un’astronave militare Federale in perenne orbita di sorveglianza.

Nelle fasi finali di una guerra interstellare precedente di alcune decadi gli eventi narrati, una stella, denominata Vlyracocha, è stata trasformata in nova da una salva di missili sparati da un’astronave militare comandata da un capitano fuori di senno e per questo viene chiamata la Stella Assassinata. Il fronte della nova, distante trent’anni-luce, sta per raggiungere il pianeta Damiem e un gruppo di turisti ha il permesso-privilegio di giungere presso l’unica istallazione umana, l’Ostello dei Guardiani, per ammirare lo spettacolo del fronte della nova o per motivi relativi alle alterazioni temporali legati ad esso. Non tutti gli ospiti, però, sono ciò che sembrano e nella base dei Guardiani di Damiem inizia lentamente, ma inesorabilmente, una spirale di violenza, che sfocia in una serie di omicidi la cui causa principale è una sempre temuta recrudescenza dell’antica caccia criminale alle ‘Lacrime di Stella’, di cui si macchiano alcuni ospiti insospettabili.
Nonostante l’atmosfera a tratti magica, sognante e surreale, alternata a momenti di vero pathos o pura adrenalina, l’Autrice, molto dettagliata e ricca di particolari sui profili psicologici dei personaggi, oltre che sulla descrizione dei vari scenari, pone un’impronta tendenzialmente pessimistica con un’apparente accanimento sulle (s)fortune di tutti i personaggi di questa sorta di tragedia fantascientifica, per quanto sia strutturato come un giallo alla Agatha Christie con un finale agrodolce dalle sorprese inaspettate.
Per certuni potrebbe sembrare un pò pesante, ma la ricchezza delle sfumature che è riuscita a dare l’Autrice, oltre ad una forza narrativa abbastanza scorrevole, giustificano la lettura fino in fondo di questo romanzo dalla sensibilità tutta femminile.

Pubblicato in: condivisioni, Fantascienza, Fantasy, Parliamone? (OFF TOPIC)

Qual’è la differenza chiave tra Fantasy e Fantascienza?

Non riuscivo a capirlo da sole ed ho trovato questo piacevole articolo che secondo me risponde chiaramente. Per voi?

Articolo preso da questo link CLICK

La differenza tra fantasy e fantascienza

Il romanzo fantasy, da descrizione di Wikipedia, è:

Fantasy è un termine mutuato dalla lingua inglese con il quale si indica il genere letterario nato nell’ottocento, i cui elementi dominanti sono il mito e la fiaba.
Al contrario della narrativa fantastica tout court, che affronta l’intrusione vera o supposta dell’elemento fantastico nella nostra realtà, il fantasy descrive mondi o dimensioni immaginarie completamente avulse dal nostro mondo.
Il fantasy contemporaneo si distingue in due filoni, la sword and sorcery e l’heroic fantasy. Lo sword and sorcery deriva dal romanzo d’avventura (Jules Verne, Emilio Salgari) e nasce nella sua trasposizione fantasy dalle riviste pulp (Pulp magazine) pubblicate negli Stati Uniti fino agli anni cinquanta. Caratteristica di questo filone è la presenza di un’eroe muscolare che si muove in avventure dalla forte connotazione esotica, sulfurea e sensuale lottando con forze magiche e sovrannaturali e salvando eroine e principesse misteriose. L’apice del genere Sword and sorcery è raggiunto nei racconti di Robert Ervin Howard specialmente nei cicli di Conan il Barbaro. Il filone di heroic fantasy, o fantasy classica o high fantasy, deriva dalla letteratura di William Morris esponente del movimento ottocentesco del neogotico e si richiama direttamente al mito ed alla letteratura di corte medievale. Oltre a Morris, il principale esponente di questo filone è John Ronald Reuel Tolkien con la sua opera sulla Terra di Mezzo.

Mentre il romanzo di fantascienza:

La fantascienza (in inglese science fiction, Sci-Fi) è un tipo di narrativa (fiction) popolare di successo. Genere letterario al suo debutto, si è ben presto estesa ai fumetti, al cinema, alla radio e alla televisione, nonché ai videogiochi e ai giochi di ruolo. Nelle arti figurative è rappresentata soprattutto dall’illustrazione fantascientifica legata al mercato editoriale.
La fantascienza ha come tema fondamentale l’impatto che una scienza e/o una tecnologia (attuale o immaginaria) avrà sulla società o sull’individuo. I personaggi possono essere umani, o anche alieni, robot, cyborg o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più spesso, nel futuro.
Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo di letteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico o fantasy. Tuttavia un certo grado di plausibilità scientifica rimane un requisito essenziale.

Quindi, seppur fantascienza e fantasy spesso si confondano tra loro (e vengano associate anche all’horror), preciso che in questo speciale di Booksblog vorremmo trattare esclusivamente di fantasy in senso stretto. Quindi di mondi di “mito e fiabe”. Le segnalazioni di libri dovrebbero essere su questo filone, senza inoltrarsi molto nel mondo dello scientifico o soprannaturale di altra fattura.

Di certo, se alla fine di questo mese i risultati saranno positivi, si potrà pensare di dedicare degli speciali anche ad altri generi di letteratura. Che ne dite?

Pubblicato in: 2015, Fantascienza, Thriller

Il limite dello Spazio

quarta di copertina. Orley Space Station (OSS), 2 agosto 2024. Vic Thorn ha pochi secondi di vita. Stava riparando lo Shuttle che doveva portarlo sulla Luna, quando un braccio meccanico lo ha colpito, limitscagliandolo nel vuoto. Mentre fluttua verso il buio della morte, Vic comprende che il suo segreto si perderà con lui nello spazio infinito. È stato un incidente, un tragico incidente. Ma cambierà tutto…

Isla de las Estrellas, oceano Pacifico, 19 maggio 2025. Il miliardario Julian Orley è un uomo che realizza sogni. È sua l’OSS, una grandiosa stazione spaziale. È suo l’ascensore che la collega alla Terra. Ed è suo il Gaia Hotel, il primo, lussuosissimo albergo costruito sulla Luna, in cui ospiterà alcune persone tra le più ricche e influenti del mondo, per offrire loro un’esperienza unica. Un viaggio che però non è soltanto una mossa propagandistica. Orley è infatti alla ricerca di finanziamenti per il suo progetto più ambizioso: estrarre e trasportare sulla Terra l’Elio-3, una fonte di energia pulita e pressoché illimitata che si ricava dalla polvere lunare. Un’impresa rivoluzionaria, che muterebbe gli scenari economici e geopolitici mondiali. Un’impresa che, per qualcuno, deve fallire…

Shanghai, Cina, 25 maggio 2025. Ormai da due giorni Chén Hóngbing non ha notizie di sua figlia Yoyo, una ragazza che non ha mai fatto mistero della sua attività di dissidente. Così si rivolge al detective Owen Jericho, chiedendogli d’indagare con la massima discrezione. Tuttavia quella che sembra una «semplice» scomparsa si rivela ben presto la prima tessera di un mosaico che si estende dall’Estremo Oriente agli Stati Uniti, dall’Europa fino al cuore segreto dell’Africa. Un mosaico che, se completato, rivelerebbe un piano che minaccia non solo il futuro della Terra, ma pure quello della Luna…

Un romanzo d’anticipazione (come si diceva una volta) decisamente molto lungo (anche più perfino del già mastodontico, quanto stupendo, “Il Quinto Giorno) ma certamente consigliabile, non solo per l’aspetto avveniristico di un futuro quasi dietro la porta, ma anche come veicolo di denuncia di certe innominabili brutture nel mondo, la cui società semi-imbarbarita attraversa sempre più pesanti crisi energetiche di sempre più vasta portata.

Tre linee narrative procedono in parallelo quasi senza contatti, fino a toccarsi, più avanti, in nuovi punti di convergenza.

Prima Linea Narrativa:
Un grande ed innovativo imprenditore che realizza il sogno anticipato da Arthur Clarke, un funzionante Ascensore Spaziale che, da un’isola equatoriale sale alla prima orbita terrestre e poi il modo di estrarre l’elio-3 dalla superficie lunare e portarlo sulla Terra alfine di produrre energia pulita in contrapposizione e forte concorrenza con i tradizionali consumi di combustibili fossili.

Seconda Linea Narrativa:
Un imprenditore di un’importante Compagnia Petrolifera, in un’inarrestabile caduta produttiva, il quale vive una profonda crisi del settore, non riuscendo ad accettare l’inevitabile discesa dal Picco Petrolifero ampiamente preconizzata decenni addietro e a venire a patti con le nuove prospettive di produzione mondiale dell’energia.

Terza Linea Narrativa:
Un investigatore britannico che da anni lavora in Cina e personalmente coinvolto in una spietata crociata contro i crimini di pedofilia che affliggono anche quella grande nazione.

Questi tre filoni narrativi proseguono contemporaneamente, accrescendosi di ulteriori particolari ed evidenziando sempre nuovi punti di contatto, fino ad amalgamarsi in un unico grande affresco, in un sapiente melange di fantascienza, thriller, poliziesco e un pizzico di cyberpunk, tutto da leggere.

Personalmente trovo sempre incredibile ed affascinante lo stile descrittivo dell’Autore che sembra montare una sorta di film, con situazioni così minuziosamente ben descritte che mi trovo molto spesso nelle condizioni di vedere le immagini mentali e i personaggi interagenti negli scenari della storia.
Nonostante la pecca di una estenuante prolissità, di cui lo si accusa da più parti, l’Autore descrive in modo preciso e decisamente affascinante le conseguenze di un possibile (e auspicato) impatto di un nuovo e rivoluzionario modo di produrre energia per le esigenze delle sempre più fameliche società mondiali, descrivendo questa situazione con grande attenzione e focalizzandosi sulle conseguenze economiche, sociali, industriali, politiche e militari che da sempre, pur di non mutare un granitico status quo, hanno opposto una resistenza, a volte anche violenta, a questo ineluttabile cambiamento.

Pubblicato in: 2015, Fantascienza, Kindle - letture digitali.

Le avventure del Signore della Terra

“La Saga del Dio Enki – ORO”
di Stefania Casamichele

TRAM51geiEb70qLA

IL PRIMO ROMANZO DEDICATO INTERAMENTE ALLA TEORIA DEGLI ANTICHI ASTRONAUTI

Il comandante Ea e la sua squadra approdano sul settimo pianeta alla ricerca esasperata dell’oro per la salvezza dell’ecosistema di Nibiru.
La scriba Ensubsar viene prelevato, stordito e presentato al cospetto del Dio Enki affinchè trascriva le sue parole per i posteri.
La giovane Adel sogna, in un giorno di pioggia, un misterioso personaggio che l’accompagnerà per il resto della sua vita.
Dopo il grande successo de ” Il pianeta degli Dei” il professor Sitchin è stato invitato ad una trasmissione televisiva per esporre le sue originali teorie creazionistiche. Quattro personaggi, quattro storie avvicenti ambientate in epoche diverse, condurrano il lettore in un viaggio spazio- temporale per giungere sino alla creazione del Lulu, un ibrido creato attraverso un intervento di ingegneria genetica per dispensare gli Antichi Astronauti dal faticoso lavoro di estrazione dell’oro.

—————————————–

La lettura di questa felice miscela romanzata, tra Fantascienza e Narrativa Moderna (la prima di una serie, mi sembra di aver capito, dato il finale aperto) è stata per me un’esperienza piacevole e simpatica, nel vedere mentalmente le vicende dei protagonisti di un paleocontatto provenienti dal fantomatico “Pianeta X”, come in una sorta di film onirico. Fantomatico non perchè non esista, ma per il semplice motivo che non ha ancora ricevuto l’imprimatur ufficiale della Comunità Scientica mondiale, nonostante già sussistano parecchi indizi, sia astronomici (vedi le ricerche di un Van Flandern), sia ipotetico probabilistici (come le simulazioni elaborate al computer dall’astronomo David Nesvorny su un gigantesco pianeta “ordinatore” del nostro Sistema Solare), per non parlare delle ricerche in campo archeologico/mitologico.

Ho trovato simpatico il percorso narrativo che si alterna su tre scenarii diversi l’uno dall’altro, ma accomunati da un elemento comune: “Coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”.
Mentre nel primo si svolgono le vicende di quel “tenerone” di Padre Enki che, come un capitano Kirk ante-litteram, atterra, o meglio, ammara sul nostro pianeta in seguito ad un messaggio lanciato da un parente che lo ha preceduto, e scopre che questa lontana palla di acqua e roccia contiene nelle sue profondità qualcosa di tanto prezioso quanto estremamente raro: l’oro.
Potrebbe sembrare una banalità, ma recenti ricerche hanno ipotizzato, con un’alta percentuale di veridicità, che il prezioso metallo si sia originato dai fenomeni conseguenti alla collisione tra due stelle di neutroni, questa, sembra, la conclusione di alcuni ricercatori dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics che hanno studiato un lampo breve di raggi gamma e la sua peculiare emissione residua. Secondo la teoria sitchiniana la nostra Terra è il risultato di una violenta collisione con alcuni corpi celesti (i satelliti di Nibiru/Pianeta-X), generando energie di potenza inimmaginabile.
Per conto mio questa scoperta dà un ulteriore sapore “duniano” alla storia del nostro Mondo-Madre, facendone il pianeta più prezioso e ambito “dell’Universo Conosciuto”.
Ma, come dicevano i Narratori di Miti e Leggende, questa è un’altra storia…

Il secondo scenario ci catapulta, con un crono-salto di mezzo milione di anni circa, al nostro presente dove un ignoto (prima del suo exploit mondiale) studioso di mitologia sumera compie una scoperta che sta per imporre una riscrittura radicale della Storia Umana. Unico neo che ho riscontrato è la brevità dei capitoletti riguardanti i momenti familiari del Dott. Sitchin e la sua consorte, ma forse è una mia deviazione dai lunghi capitoli descrittivi di “Zio Zach”.

Intrigante il terzo scenario relativo ad una donna che vede irrompere nella sua vita un elemento genetico “esogeno” che richiama, senza tante velature, le “abduction” della vasta letteratura ufologica.

Insomma, come affermava, qualche decade addietro, in tempi non sospetti, un ricercatore dell’insolito, il primo enigmologo ufficialmente conosciuto, tale Charles Hoy Fort “Siamo proprietà altrui” e stiamo cominciando a prenderne coscienza solo in tempi recenti.

Ho messo 4 Stelle dal Kindle che condivido con la mia Compagna (e non 5) perchè il romanzo, nonostante l’originale ed innovativa idea di romanzare una (ancora contestata) ricerca mitico-archeologica, l’ho trovato troppo… corto!
Attendo il seguito delle mirabolanti avventure di Capitan Enki!

Pier Duelune
20:33 14/05/2015

Pubblicato in: Fantascienza

Un sogno speziato: Dune di Frank Herbert (libro e film)

000---dune

Assistetti per la prima volta al film di David Lynch nel lontano 1984 nel cinema “Fiamma” di Palermo, in occasione della sua prima uscita nazionale.
Essendo un accanito lettore di fantascienza da un decennio abbondante, già fan sfegatato del Ciclo della Fondazione di Asimov e di importanti romanzi di Sir Arthur C. Clarke (Fontane del Paradiso, Incontro con Rama, Terra Imperiale, ecc.) ed avendo ricevuto in regalo, il Natale prima, il quinto volume dell’Esalogia di Dune (Gli Eretici di Dune) da mia madre che, paradossalmente, di sci-fi et similia non gliene può infischiare un piffero stonato, mi recai a vedere il film tutto speranzoso, armato perfino, da bravo eretico anti-sistema, di mini-registratore portatile nascosto nelle capaci tasche del cappottone invernale.
Per quanto ne possano averne parlato male, inondandolo di critiche di ogni tipo, il ricordo che mi si impresse a fuoco nella memoria è stato il felice connubio tra Fantascienza (astronavi enormi, armi incredibili, alieni improbabili, mondi inconcepibili) con l’elemento Fantasy (poteri extrasensoriali, preveggenza, telecinesi, telepatia, religioni misteriche, ecc.) anche se molto ridotto rispetto al romanzo. Un particolare che mi colpì indelebilmente fu il gigantesco portale baroccamente decorato dell’immensa astronave-cargo della Gilda Spaziale, attraverso cui passavano come piccoli moscerini ordinati le astronavi della Casa Atreides per l’esodo su Arrakis.

guild-doorway--tumblr_mn5dobRVS91rkhbfho1_500
Un altro ricordo che mi è rimasto (grazie anche al riascolto dell’audio-cassetta da 120 minuti su cui avevo registrato clandestinamente l’intero film) è stato un coro di protesta ironica (del tipo: “eehhh… esagerata!”) di un gruppo di giovani presenti in sala al sentire la Principessa Irulan che annunciava che le vicende che si andavano a narrare erano ambientate nell’anno 10191 non sapendo, gli sciocchi, che quello era l’anno basato sul computo della Gilda Spaziale, da quando, cioè, erano cominciati i viaggi spaziali con questa Compagnia e che c’erano altri 10.000 anni di Storia Umana alle spalle. Quindi si veniva catapultati in uno scenario ignoto di un lontanissimo futuro di oltre 20.000 anni.
Certamente, comunque, l’atmosfera davvero “magica”, in uno stile (scoprirò poi) tipicamente “lynchano” rinfocolò, se già non bastava, la mia passione per la lettura dei romanzi di Fantascienza, atteggiamento che mi indusse a comprare in edicola TUTTI i fascicoli della mitica “Grande Enciclopedia della Fantascienza” in 11 argentati volumi.

Successivamente, grazie al proliferare delle video-cassette, ebbi modo di rivedere il film molte volte, tanto da divenire in breve tempo il mio film preferito, ritrovandomi così in quella situazione di chi prima ha visto il film e poi letto il romanzo. Mi è capitato più volte, anche con pietre miliari come “2001 Odissea Nello Spazio”, prima vidi il film di Kubrick (all’epoca ero più giovinetto e ci andai con mio padre, che non mi rivelò mai le sue impressioni in merito) e poi lessi il romanzo di Clarke. Devo dire che la mia Fantasia, nel corso della lettura, non ne soffrì in modo particolare, per cui il mio “film” mentale me lo godetti tutto. 😉

Tentare di scrivere una recensione su Dune che possa essere esaustiva e chiarificatrice, a mio modesto avviso, sarebbe come l’improbabile tentativo di raccogliere in un cucchiaino tutti i granelli di sabbia del Deserto del Sahara, tali e tante sono le ramificazioni che si dipartono dallo sterminato arazzo creato da Frank Herbert.
Non per niente grandi nomi di fama mondiale hanno tributato il loro ammirato plauso al nostro “Genio delle Sabbie”:

Il puro piacere dell’invenzione e della narrativa ad altissimo livello.
Isaac Asimov

Un mondo che nessuno ha ancora saputo ricreare con tale perfezione.
James Cameron

Il meglio. Oltre ogni genere letterario e ogni epoca.
Stephen King

Senza Dune, Guerre Stellari non sarebbe mai esistito.
George Lucas

Dune è parte integrante del mio universo fantastico.
Steven Spielberg

E’ evidente che un “quid” particolarmente speciale il Nostro FH è riuscito a trasmettere e a colpire l’Immaginario Creativo di questi Autori, come anche quello Collettivo del vasto pubblico. Ciononostante, in Europa (e soprattutto in Italia) le sue influenze “sabbiose” non hanno fatto granché presa, non solo il film, ma a maggior ragione il romanzo. Mentre in America l’Esalogia fa parte di diritto dei corsi universitari di Letteratura.
A mio avviso questo è da imputarsi al fatto che, ancora oggi, ma, soprattutto nelle ultime decadi del XX secolo, la Fantascienza è riconoscibile solo in pirotecniche battaglie nello spazio o azioni rocambolesche su pianeti fantasmagorici (vedi Guerre Stellari o i più recenti Avatar o Capitan Harlock), per cui resta pochissimo spazio verso tematiche ecologiche (come il millenario sforzo dei Fremen di rinverdire il loro pianeta), spirituali (come il fortissimo senso di religiosità di questo popolo del deserto), economico-politiche (come la bramosia insaziabile della nobiltà imperiale verso la Spezia, sostanza prodotta dai grandi vermi nelle oscure profondità delle sabbie di Dune, la quale, opportunamente trattata, risulta essere una sorta di droga “geriatrica” capace, cioè, di allungare la vita a chi la assume, pagando, però, con una pesante tossico-dipendenza e quindi costretto a prenderne dosi continue; di conseguenza, essendo Dune l’unico pianeta in tutto l’Universo Conosciuto ad esser fonte di questa sostanza, il prezzo di acquisto raggiunge letteralmente cifre stellari; attorno ad esso gira l’intera economia imperiale, le cui Grandi Case Nobiliari si contendono a colpi di guerre private il privilegio, “moderato” dall’Imperatore, di comandare l’estrazione di Spezia su Dune).
E come se non bastasse un quadro già di per sè fosco e complicato, si aggiungono le varie trame, intrighi e complotti di varia natura ed esito, in cui sono coinvolte, oltre alle varie casate nobiliari, anche un ordine semi-segreto prettamente femminile, le temutissime Bene Gesserit,

benegesserit

le quali, dietro l’apparente utilità politica per l’Impero in quanto insostuibili Veridiche (capaci, cioè di distinguere la verità dalla menzogna in chi parla), gestiscono dietro le quinte di questa ribalta sociale pseudo-medievale, un complesso sistema di controllo delle linee genetiche dell’intera razza umana fin’allora presente, alla spasmodica ricerca di una sorta di ‘super-uomo’ che sia in grado di ricordare le sue Ascendenze, sia maschili sia femminili, controllando il quale possono avere il potere assoluto sull’intera umanità che, nel corso di decine di migliaia di anni s’è sparpagliata in migliaia di sistemi solari (e non sull’intera galassia, come viene riportato nel web erroneamente).
Un altro aspetto peculiare di queste donne particolarissime (la loro Sorellanza è stata una delle primissime Scuole Mentali sorte dopo il terribile Jihad Butleriano, la cosiddetta Guerra Santa contro le Macchine Senzienti – le altre sono quella della Gilda Spaziale che addestra i suoi Navigatori e quella dei Mentat, i Computer Umani), è il loro controllo totale sulle funzioni psico-neurobiologiche del loro corpo, utilizzando una tecnica antichissima chiamata Prana-Bindu (che nel film di Lynch viene trasformata nella “Weird Way”, la “Tecnica Estraniante” associata ai Moduli Estranianti, una specie di pistole ad energia sonica).

weirding-module
Herbert, che l’aveva adattata alla sua narrazione col riferimento al sistema nervoso umano in un rigido addestramento mentale, aveva preso degli spunti dall’antica India tantrica, riferendosi al Centro Bindu o chakra Bindu (il corrispondente ottavo chakra) che si trova nella profondità del cervello. Secondo la tradizione tantrica, in questa parte del cervello c’è una piccola cavità la quale contiene una goccia di liquido. La sede del Bindu è l’apice della nuca dove i bramini portano il codino.
Gli sperimentatori Hindu hanno osservato che durante l’attivazione del Bindu, all’altezza dell’ipotalamo, si costituiscono delle Vibrazioni che si condensano gradualmente verso l’apice della nuca, costituendo costantemente un’Energia Spirale, le Vibrazioni della quale si espandono in tutto il corpo. Questa struttura si costituisce come sistema vibratorio energetico, il quale è essenzialmente una manifestazione del Conscio.
Grazie alla loro capacità di controllare le funzioni enzimatiche cellulari, come il resto delle funzioni biologiche  del corpo, le Bene Gesserit sono in grado di decidere il sesso del nascituro, come infatti era stato ordinato a Lady Jessica di generare una figlia femmina al Duca Leto per poterla accoppiare, una volta raggiunta la sua maturità, al figlio maschio della rivale Casata Harkonnen e “risanare l’antica frattura”.
Ma siccome in un preteso universo logico, coerente, preordinato e prevedibile, come diceva FH, il Vero Universo è sempre un passo al di là della logica umana, l’imponderabile e l’imprevedibile sono comunque in agguato. L’inafferrabile Fattore “X” è il quasi sempre sottovalutato potere dell’Amore, sentimento che Lady Jessica provava fortissimo per il suo Duca e volle accontentarlo, dandogli un figlio maschio… “Paul… Paul Atreides”.
Questo semplice atto di volontà dettato dalla profonda intensità del sentimento, dà il via ad una valanga di vicende che coinvolgono tre Casate Nobiliari, di cui una è quella regnante dei Corrino, il misconosciuto popolo dei Fremen con il loro segreto sulla Spezia, i vertici della Sorellanza delle Bene Gesserit che si vedono direttamente coinvolte in un progetto che non sembra attenersi alle loro aspettative, la stessa Compagnia di Trasporti Interstellari, la Gilda Spaziale che si vede in serio pericolo di sopravvivenza nel momento in cui viene paventata dai ribelli dell’inafferrabile Muad’Dib l’interruzione definitiva della produzione di Spezia, che è necessaria ai Navigatori per viaggiare nello Spazio.

Il finale nelle due versioni (l’una filmica, l’altra cartacea) differiscono in modo sostanziale. Mentre nel romanzo l’eroe è un ragazzino adolescente di 17 anni che raggiunge, quasi suo malgrado, traguardi che riteneva inimmaginabili, ovvero vendicare suo padre, conquistare il Trono Imperiale del Leone Dorato, restituire la libertà a un popolo oppresso da millenni a lui prima ignoto, e soprattutto, il raggiungimento di uno stato di consapevolezza interiore allargata mai raggiunto da nessun essere umano… nel film lynchano troviamo un ragazzone praticamente adulto, con una voluminosa chioma cotonata di resistenza granitica (non un solo capello fuori posto nonostante le traversie), raggiunge tutti i traguardi poc’anzi elencati e in più un tocco di divinità: fa cadere la pioggia. Il primissimo piano degli occhi azzurri di Paul Atreides fanno (o dovrebbero far) capire che col suo potere mentale super-sviluppato, ha la capacità di comandare sul Tempo e lo Spazio e di trasferire le acque degli oceani di Caladan nei cieli di Arrakis, donando in modo spettacolare quanto definitivo la sua Acqua al popolo che ha adottato come leader indiscusso oltre che atteso Messia.

dune rain

Per concludere questo lungo papiro, posso solo aggiungere che, ancora a distanza di 30 anni dal film e di 50 dal primo romanzo, la fascinosa attrattiva di questa Saga è rimasta inalterata, come si può constatare dalla proliferazione su internet di numerosi siti dedicati a Dune, per lo più stranieri e in maggioranza anglo-americani, ma anche in Italia, dal lontano 2004 fa bella mostra di sè e dei suoi interessanti contenuti, una Comunità virtuale di “drogati” di Mélange che si raccoglie sia nel sito-portale di Dune Italia,

duneita-logocornice_154

sia nel gruppo presente su FaceBook, nel quale si raccolgono notizie, impressioni e immagini di vario tipo sul nostro Duniverso… Bi-la Kaifa

-Pier-

Pubblicato in: 2013, Fantascienza, MITI, Sentimenti

Sirius – umana comprensione

SiriusTRAMA – Sirius e Plaxy sono cresciuti insieme e si amano profondamente, ma in questo mondo non c’è posto per il loro amore. Le differenze tra loro, così grandi da aver persino diviso le loro strade per lungo tempo, non gli permetteranno di vivere questo amore alla luce del sole, e la censura della società si abbatterà su questo sentimento, stroncandolo per sempre. Descritto così “Sirius”, romanzo di fantascienza anomalo e bellissimo di Olaf Stapledon, scrittore e filosofo britannico scomparso nel 1950, sembra quasi un libro d’amore. Ma in “Sirius” c’è molto, molto più di questo.

(finito 18/03/2013)

Spesso i libri datati non mi attraggono per niente, anche i libri che non sono datati ma ho comprato mesi prima… talvolta…
Questo non solo è datato (1982) ma è anche fuori genere per me: fantascienza. Essendo un tema a me caro, ho inziato e finito questa storia.

Il libro accende i riflettori con la nascita di un individuo, all’interno di una corposa famiglia. E’ chiaro da subito che intorno a questa creatura aleggino entusiasmo e gioia e ci avventuriamo pian piano nella conoscenza di questa creatura, che sin dai primi mesi instaura un rapporto particolare con una delle sue sorelle: Plaxy.
La curiosità la fa da padrone e non ci vuole molto che mi affeziono a quest’individuo che con le sue difficoltà va comunque avanti nella scoperta di se stesso, della sua famiglia e del mondo.

Quando ormai mi accorgo di essere palesemente vicina a questa creatura, mi ritrovo immersa nella sua adolescenza, con tutte le conseguenze del caso. Affronto le crisi d’identità insieme a lui, le sue curiosità, le sue aspettative e la sua grande ossessione, che è anche anatomicamente la sua mancanza per natura: le mani che contraddistinguono l’homo sapiens.
Sì perchè questa creatura, Sirius, è un cane.
Unico prodotto riuscito con estremo successo (conoscerete Sirius leggendolo) di uno scenziato, che è il leader di questa famiglia. Unico tentativo riuscito. Un unico Sirius, un uomo nei panni di un cane, con la sua coscienza, la sua esperienza e il suo spirito.
Mi sento in ogni caso di lanciare una protesta per il sottofondo scientifico a me sgradito: gli esperimenti prima e dopo Sirius, che non sono raccontati nel libro, ma che saltano in testa a qualsiasi appassionato lettore dotato della minima fantasia. Aspetto che comunque è stato sovrastato dalla sottile bravura dell’Autore, nel ricreare questo eccezionale personaggio.

Sirius, sin da piccolo risulta essere tenace e testardo nel suo conflitto/amore nei confronti di Plaxy, la sorella, con cui diventa ben presto chiaro esserci un rapporto che va al di là di comuni fratelli, ma che (lo vedremo in seguito) MAI rasenterà il proibito, poichè sarà presto chiaro che Plaxy e Sirius saranno sempre e per sempre legati da un amore pulito, cosciente della loro diversità fisica. Perchè l’uno compensa l’altro e viceversa. Per sempre si preoccuperanno l’uno dell’altra, attraverso sì la gentilezza e l’affetto, ma talvolta anche attraverso l’astio e l’odio, ma sempre e consapevolmente uniti nell’Anima.

[da qui in poi presenza di spoiler]
E così che in questo libro scorriamo la vita di Sirius attraverso la biografia (scritta da un personaggio nemmeno tanto secondario) che tra le crisi, le scoperte, i dolori e la perdita viene riconosciuto per quello che è infine: un’individuo colto e gentile, perchè Sirius sebbene nei panni di un cane è un uomo complesso e fine, arriverà a gestire addirittura una fattoria, coadiuvando il vecchio ormai stanco fattore.
Proseguendo la lettura ci ritroveremo anche in mezzo alla guerra, dove il padre di Sirius muore in seguito all’esplosione di una bomba. Quando poi, dopo mesi, anche l’ultimo genitore muore sembra che ‘finalmente‘ Plaxy e Sirius trovino la voglia e l’occasione di stare insieme e lavorare fianco a fianco…
Ed è qui che l’ignoranza, cattiveria e LA FALSA RELIGIONE, minano e sporcano il loro rapporto unico, separandoli nuovamente, perchè così impone la società ipocrita e perbenista.
La coscienza umana di Sirius fa di tutto per far partire Plaxy in serenità, ma ormai il meccanismo negativo della gente già avviato e gli attacchi del popolo nei confronti di Sirius non accennano a placarsi, sebbene il vecchio Fattore si fosse prodigato all’estremo per salvaguardare un Sirius che lui vedeva per quello che era: una persona volenterosa, genuina e buona d’animo.
Finchè un giorno l’autocontrollo di Sirius si rompe definitivamente venendo ‘posseduto dalla sua natura di lupo‘ (come lui la definisce anche in altre occasioni),
Tuttavia, solo e senza la sua Anima gemella si perde e commette atti irrevocabili.
Avvertita con un telegramma Plaxy accorre in aiuto del vecchio fattore che la mette al corrente della sparizione totale di Sirius, mettendo Plaxy in uno stato di puro terrore, che parte nella lunga ricerca di un Sirius selvatico che ha completamente perso la ragione.
Dopo diverse notti in cui i due si ritrovano e sembra che sono ad un passo dalla salvezza, quando l’intero mondo lo voleva morto, l’intero mondo infine ci riuscì.
L’immagine che mi è rimasta tra le lacrime è di un cane con cui mai più si potrà dialogare (perchè Sirius parlava anche se in una modulazione tutta sua e ci voleva un bel po’ per imparare il suo modo di parlare inglese), un’individuo unico nel suo genere che mai più ri-esisterà. Così la parte Plaxy/Sirius muore per sempre, la Plaxy che sin da piccola era sempre stata un pò animale si spegne perdendo per sempre quella sua stupenda e unica caratteristica restando soltanto e per il resto di lei, soltanto umana. Come se con la morte del suo fratello d’Anima si fosse per sempre chiusa la porta mistica che le conferiva dei poteri in più rispetto ad un semplice umano.
Morto Sirius, Plaxy moriva diventando solo una semplice umana, che alla fine, come la gran parte della gente, si sposava e continuava la sua ‘piatta’ vita.

Molto molto consigliato anche perchè per arrivare alla comprensione delle mie parole dovete vivere tutte le fasi della vita di Sirius…