Pubblicato in: 2019, Il Club di Aurora, Rubriche

Nati sotto il segno … de Roma

Quanto sei bella Roma quanno è sera…
Quanto sei bella Roma quanno piove…
Così cantava Venditti…

Ecco cosa ha voluto fare, secondo me, quest’Autrice: regalarci un affresco di Roma antica, questa Roma verace che solo un romano può capire. Tuttavia secondo me Aurora Stella ci è riuscita, a farci sentire un po’ di quel sapore genuino e “vecchio” anche a noi che romani non siamo.

Quanno se scherza bisogna essere seri.

Ma -Due cuori a zonzo- non è solo questo, anzi, per arrivare a questa elaborazione dobbiamo imparare a muoverci nell’ironia mentale di questa particolare Autrice.
Nel nostro incipit ci troviamo subito in una scena insolita, dove la voce narrante è quella di un gatto verace, un bel micione romanaccio. Ci descrive la scena grottesca di un individuo messo un po’ ko, che se la ronfa per le strade albeggianti di Roma.
Gli animali parlano, ma solo i lettori lo sanno, i protagonisti ovviamente non lo sanno ;), ma è quella voce narrante dei diversi protagonisti a quattro zampe che ci insegnerà un po’ di veri valori umani.
Quindi in questo libro non c’è la magia della scoperta di un’animale parlante, bensì, la magia di camminare nelle vie di Roma, nelle vie e nel suo cuore.

-Due cuori a zonzo- non è una storia che spicca di qualche particolarità, ma è unica nel suo genere per la svariata gamma di ingredienti contenuti, è come trovarsi di fronte ad un mega buffet dove ironia, sorte, rabbia, tradimento e amore. E poi ancora rammarico, delusione e via andare.
E’ tutto questo che fa di questo libro una lettura unica nel suo genere.

Ed è così che abbiamo una storia di fuga, poi di amore, di tradimento, e poi di rivalsa e pace con se stessi.
Stando attenti ci ritroveremo nella favola classica de -Gli Aristogatti-, come non immaginarla con i nostri protagonisti felini, e non solo, avremo anche un pizzico de -La carica dei 101-

Questo è davvero un libricino ricco di sentimenti e di ‘cose della vita’, cose che non fa male ricordare ogni tanto.

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Pubblicato in: 2019, Narrativa

Quasi bello ma…

È un triste risveglio per la giovane avvocatessa berlinese Diana Wagenbach. Solo la sera precedente infatti ha scoperto che suo marito l’ha di nuovo tradita e, come se non bastasse, una telefonata dall’Inghilterra la informa che la cara zia Emmely ha le ore contate e che vorrebbe vederla un’ultima volta. Non le resta che fare i bagagli e prendere il primo volo verso l’antica dimora di Tremayne House, dove i suoi avi hanno vissuto per generazioni. Diana non può sapere che cosa l’attende, non sa che in punto di morte zia Emmely le sta per consegnare un terribile segreto di famiglia, custodito gelosamente per anni. Come in un rebus, con pochi, enigmatici indizi a disposizione – una foto ingiallita che ritrae una bellissima donna di fronte a una casa tra le palme, una foglia incisa in caratteri misteriosi, una bustina di tè, una vecchia guida turistica –, a Diana è affidato il difficile compito di portare alla luce che cosa accadde tanti anni prima, nel lontano Oriente, a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle. Qualcosa che inciderà profondamente anche sul suo destino…Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, “L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.

Come fin troppo spesso dico (da semplice lettrice), il mestiere dello scrittore è un mestiere insidioso. Ho scritto un paio di cose anche io, e, per me, che sono la creatrice, sono ottimi lavori e lo saranno sempre. Ma è l’opinione della creatrice e il lettore assiduo troverà sempre incongruenze e difetti, credo che il miglior modo di scrivere sia pianificare tutto con mini riassunti.

Ma smetto di divagare, l’autrice di questo libro ha creduto che luoghi esotici, belle donne e misteri tipo caccia al tesoro facessero di questo libro un gran libro. Per me non è stato così, per me merita la sufficienza e la reputo una lettura da comodino, da leggere nei ritagli di tempo.
Un po’ mi dispiace essere tanto negativa, tanto più che ad un primo approccio di ricerca in rete, ho visto che il libro è un successo nelle recensioni, da qui infatti mi reputo una outsider, per i miei punti di vista e per le mie esigenze.

Nella descrizione troviamo: -Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, “L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.- posso rispondere decisamente -ma anche no- peccato però che non posso spiegarne i motivi a causa degli spoiler evidenti, ma credetemi, se anche voi a fine libro avrete gli occhi sbarluccicanti per le emozioni di emulare la giovane Grace, antenata della protagonista, allora siete meno normali di me.

Se devo esprimere il mio gradimento, posso dire che mi ha preso davvero nella parte centrale, nel clou della storia di Grace, ovviamente i capitoli dedicati a Diana e “compagno” (alcuni non tutti) per me potevano anche essere eliminati, ci voleva un editor serio…
Parliamo della parte iniziale, Diana “cognome impronunciabile” scopre l’ennesimo tradimento del suo scialbo marito e quindi in un impeto d’ira fa a pezzi il soggiorno e si addormenta piangendo sul divano. Bè, sapete come si scrive cliscè? No, forse era clischè? Ah ok, la parola esatta è cliché. Ecco, e il tradimento è solo il primo di tanti altri che troverete nel testo. Ma pazienza, è davvero una “gran opera”, che non finisce nella categoria -IL LEGGI BILE- solo per poco.
Ok parlavamo della parte iniziale, oltre i cliché tanta confusione, poi si stabilizza per incasinarsi di nuovo alla fine.

Comunque, sì lo so recensione un po’ scazzata, ho fatto fatica a scrivere qualcosa, ultimamente i libri che non mi soddisfano mi lasciano nervosa e questo è uno di questi.
A voi la scelta di immergervi oppure no 😉

Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Il linguaggio segreto del cibo

Il profumo di vaniglia e cioccolato riempie la stanza in soffici ondate sovrapposte all’aroma pungente e speziato della cannella. È lunedì, nel ristorante di Lillian è giorno di chiusura, e come ogni settimana si tengono le lezioni del corso di cucina. Circondata dagli allievi, Lillian è in piedi dietro al piano di lavoro: muove delicatamente le mani, sta per aggiungere l’ultimo tocco, l’ingrediente segreto, e poi la torta sarà pronta. Pronta ad addolcire un momento di tristezza, a suggellare una promessa, a regalare un briciolo di felicità. Nessuno meglio di Lillian conosce la magia degli ingredienti, nessuno meglio di lei sa che a volte basta una tazza di cioccolata per cambiare un po’ la vita. Era solo una bambina quando, grazie a una misteriosa ricetta donatale da Abuelita, la donna della bottega delle spezie, ha salvato sua madre. Sono passati anni da allora, anni in cui ha combattuto, ha sofferto, si è ribellata, a volte ha perso ogni certezza, tranne una: la fiducia nella magica alchimia del cibo. È per questo che il suo ristorante, con piatti sempre diversi, è un luogo speciale, dove si ritrovano ricordi perduti, si stringono promesse d’amore o nasce un’amicizia. Lo sanno bene gli allievi del corso di cucina, tutti alla ricerca dell’ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. Come Claire, giovane madre insicura, o Tom, che ha appena perso la moglie; Chloe, ragazza maldestra e vitale; Isabelle, che non ricorda nulla tranne le ricette. Per tutti loro Lillian ha la soluzione: sa che le tortillas restituiscono il gusto piccante dell’avventura, che una soffice glassa può far dimenticare un tradimento e che un ragù al pomodoro schiude le porte di un nuovo amore. Quello che non sa, o che a volte perde di vista, è la ricetta giusta per lei.

In effetti confesso che il titolo della recensione potrebbe risultare banale, ma sappiate che la mia prima scelta era orientata verso -La donna che sussurrava al cibo- davvero fico eh?
Ma non sono qui per ridicolizzare questo libro, messi da parte gli scherzi, ritengo che sia una buona lettura, con solo un paio di scossoni noiosi, insufficienti per impedirmi di leggere ancora opere di quest’autrice, le cui metafore sono poetiche come il suono e la visione più bella di un uccello del paradiso, oltre che originali e calzanti.

La “maestra” del cibo la conosciamo in giovane età, la madre della bambina aveva subìto un trauma: l’abbandono del marito, e la sua mente si era letteralmente rifugiata nei libri, per sfuggire al dolore del fallimento coniugale era diventata una lettrice compulsiva e questa volta non è una metafora.

In questa storia però anche Lillian aveva subito un trauma: aveva perso un padre. Fortunatamente, da bambina creativa quale era non si è lasciata andare nel dolore, ma ha reagito, è diventata una madre lei stessa, occupandosi della sua genitrice e il destino l’ha avvicinata al cibo. Dopo aver conosciuto la fortuita Sciamana del fato, quelle persone chiave per cui la vita viene salvata, il cibo per lei è diventato una sfida: ovvero risvegliare sua madre dal magico mondo fatato della narrazione. Ci è riuscita? Dovrete scoprirlo leggendo.

Ma la trama non è questa, bensì solo una componente, perché Lillian è ora una meravigliosa donna, titolare di un ristorante particolare, locale dove ciclicamente si tengono dei corsi molto speciali, dove le persone si intersecano come ingredienti e dove diventano dei piatti prelibati.
Qual è il vero ingrediente segreto di Lillian? Ve lo siete chiesto davvero?

Il finale è particolare, nessun picco di emozione, di delusione e/o altre sensazioni, credo sia il finale giusto.
Forse l’unico sentimento provato è che non avrei letto nient’altro della magica Lillian, per fortuna ho scoperto che c’è almeno un altro libro dove si continuerà a parlare della scuola degli ingredienti segreti ❤
Continuerò a leggere? Domanda retorica.

Pubblicato in: 2018, Humor, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale, Spin-Off

Laura non è di certo un disastro: tutto il contrario!

«Quando ti rendi conto che la vita è un attimo, inizi a sperare che quell’attimo duri per sempre».

Mentre riordino il mio studio, mi ritrovo per le mani quell’assurdo diario iniziato una vita fa. La tentazione di pareggiare i conti col mio passato è forte e alla fine cedo, impugno la penna e…

Giovedì 7 dicembre

Caro diario,
Chi sta meglio di me ed Eli?
Domani partiremo per una splendida vacanza sulla neve, e io non vedo l’ora.
Quest’anno insieme…

Sto per aggiungere qualche altra riga, ma Eli compare sulla porta e mi esorta ad andare a riposare almeno qualche ora prima della partenza. Tra il diario ed Eli, sceglierò sempre Eli per ovvie ragioni, per cui getto il vecchio quaderno sulla scrivania e afferro la sua mano.

Lunedì 11 dicembre

Caro diario,
mi sa che porti un po’ sfiga, non ti si può davvero dire niente!
DI-SÀ-STRO.
Definizione: 
Sciagura, calamità, vasto evento avverso, e sue conseguenze.
Derivato di astro, col prefisso dis– peggiorativo. Cattiva stella. 

Otto lettere, tre sillabe, dettagli insignificanti, piccole cose che possono cambiarti e capovolgerti la vita.
Perché il disastro sta all’amore, come io sto a Eli.
Non avete capito niente? Figurarsi io.
Be’, capirete.

Ci sono coppie che vivono felici tutta la vita, alcune di loro si cornificano, altre sono sincere; ci sono anche coppie che non si creeranno mai perché la sfiga non ha mai limiti; ci sono coppie che si rompono e come inseparabili si lasciano andare nell’oblio, coppie malate che si lasciano e si riprendono all’infinito… e poi ci sono Cat ed Eli (si legge Ilai ^^), loro fanno parte delle coppie allucinanti e Laura Rocca vi spiegherà il perché in questo bellissimo e straziante (non sempre) spin-off.

Ritrovare questi due personaggi, conosciuti in questo volume –La scoperta del vero amore-, libro davvero eccezionale, come tutti quelli di Laura Rocca, è stato come rivedere dei vecchi e amati amici. Leggere un po’ della loro quotidianità ha fatto bene al mio ego da lettrice, almeno sino a quando il loro cronometro del #chebellocrearsicasini si è nuovamente attivato! Così anziché godersi il loro primo Natale insieme, dopo i patimenti vissuti nel libro precedente, si feriscono e si dilaniano l’anima nel loro gorgo degli equivoci. Indubbiamente il finale sarà al sapore di cioccolato è ovvio, come potrebbe essere diversamente, ma per arrivarci vi sfido a non farvi un bel pianto nella scena clou, quella più ironica e dolorosa del libro. Che poi Laura me lo deve spiegare come ha fatto a realizzare una scena così estrema, da entrambi i lati (tragedia e ironia), fatto sta che (per infliggermi più dolore) me la son letta due volte, anche per capirne i meccanismi.

Non mi stancherò mai, MAI, di asserire che Laura Rocca ha un modo unico di scrivere e porre trama e concetti, l’abilità che mostra, le riflessioni che emergono dalle sue storie. Confermo ciò che una lettrice ha detto di lei: se un  libro è firmato Laura Rocca ormai posso acquistarlo a occhi chiusi.

 

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Trilogia

Non regge il confronto con il primo della saga.

9788830436480_0_0_2644_75C’è il sole che splende, il cielo è limpido e dovrebbe essere un giorno di festa per l’Istituto per Orfani Irrecuperabili e Senza Speranza Edgar Allan Poe. Ma all’orizzonte incombono già nubi nere, cariche di presagi… e di magia. I tre fratelli Kate, Michael ed Emma detestano quell’orfanotrofio diroccato, il cibo puzzolente, la direttrice che li vessa di continuo… Ma è l’ultimo riparo per quei tre ragazzi che il destino ha messo al centro di una trama oscura e pericolosa. C’è un tremendo potere sulle loro tracce, un’entità malvagia che ha già rapito i loro genitori e li ha costretti a nascondersi. L’unica via per la salvezza è scovare e riunire i misteriosi Libri dell’Inizio. Per fortuna, uno è già in loro possesso: ed è proprio all’Atlante di smeraldo che la maggiore, Kate, dovrà ricorrere per fuggire dal pericolo, scomparendo nelle pieghe del tempo, per essere catapultata a New York alla fine dell’Ottocento, proprio nel momento in cui il mondo degli umani e quello della magia sono sull’orlo di una terribile scissione. Ed è lì che incontra un enigmatico e affascinante ragazzo, il cui destino sembra fatalmente legato al suo… Intanto, rimasti soli, Michael ed Emma dovranno intraprendere la ricerca del secondo libro, l’Atlante di fuoco, perché è destino di Michael esserne il Custode. Ma per conquistarne il potere e salvare le sorelle, Michael deve imparare ad affrontare le proprie paure peggiori. E deve agire in fretta, perché il Ferale Magnus è pronto a tutto…

Come da titolo, questo primo libro non regge per nulla il confronto con l’esordio. Il primo libro, oltre al sapore di nuova storia, è stato decisamente più dinamico e fluido.
Il secondo libro non è malvagio, ma manca di mordente e si slega spesso, come una maionese impazzita.
Molte buone idee che non vengono valorizzate in modo giusto e quindi si perdono un po’ come se fossero notizie di seconda mano;

Alcuni concetti sorprendono, come la descrizione dei libri magici, che sono i cardini dell’esistenza: il tempo, la vita e la morte.

In questo secondo libro è il fratello ad essere protagonista, ma la narrazione delle sue vicende mi sarà piaciuta al 40%.

In effetti, pensandoci, non so scrivere molto su questo libro mediano. Credo che terminerò la saga, anche se non so quando.

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Misteri, Narrativa, Sociale

«Un tempo la natura era il centro»

Chiunque tu sia.
In qualunque cosa tu creda.
Tutto sta per cambiare.
Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile.
Da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo?

Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch.

Con questo libro ho capito almeno due cose: la prima è che il nostro amato professore sta invecchiando e la sua esistenza narrativa potrebbe finire prima di quel che credo; la seconda cosa è che lo scheletro narrativo mi ha un po’ stufato, ma forse non c’è altra scelta per Dan Brown.
Tolti questi due punti non posso evitare di dire che anche questa volta ha scritto un libro mozzafiato, che ahimè, non è così tanto campato per aria….

Chi siamo? Ovvero come è arrivata la vita?
E dove andiamo? Ovvero in cosa si evolverà la nostra specie?

La storia sarà gentile con me, perché intendo scriverla io.

Questa volta il Professor Langdon ha per le mani l’antitesi della sua materia. Dan Brown è uno specialista nello scrivere narrativa coinvolgente, quest’opera ha il sapore frenetico di questa asfissiante società tecnologica, dove pare che avverrà il duello finale tra Scienza e Religione.
Io sono schierata con il brillante futurologo e chiedo scusa in anticipo a tutti i praticanti religiosi che stanno per leggere le mie opinioni a riguardo.
Anche se non condivido tutta quanta la sua estrema passione (Edmond Kirsch)… Siamo sinceri dai, sono decenni che abbiamo già gli strumenti per formulare i fatti: un dio come artefice dietro tutto quel che abbiamo? Ma per cortesia, i contrasti sono ovunque, nella religione. Ma ovviamente ogni lettore prenderà le sue posizioni.

La Scienza e la Religione non sono rivali,
sono solo due lingue.

La grande verità che ci verrà svelata in questo libro l’abbiamo già incocciata altrove, a ereditarla sono i nuovi nati di questo secolo, sono loro che avranno il nuovo mondo di Edmond Kirsch tra le mani, spetterà a loro capire come gestirlo, ma forse molti di noi vecchi avranno la fortuna di vedere qualcosa, anche se onestamente, quel qualcosa lo stiamo già vedendo.

La nostra è una cultura basata sulle immagini

Dan Brown è un Autore molto controverso, chi lo odia, chi lo ama, a me piace moltissimo e in questo suo ultimo lavoro i punti di riflessione non saranno solo riferiti alle domande esistenziali, chiavi della storia:
Chi siamo?
E dove andiamo?
A me è tornata in mente l’ansia che mi sale quando provo a immaginare di “passeggiare” nell’Universo, dove non c’è una fine, il concetto stesso di infinito, se provo ad elaborarlo è come se il mio cervello tendesse ad andare in tilt. Come si fa ad immaginare una cosa che non ha fine?

Il libro merita comunque di esser letto.

 

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa

Vite perdute nella storia

È il 1913 e sulla costa dell’Inghilterra una nave è pronta a salpare per l’Australia. A bordo una bambina di quattro anni, Nell, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace, che dovrebbe prendersi cura di lei e l’abbandona, invece, sul ponte. Dopo una traversata che sembra infinita, la piccola Nell si ritrova sperduta nel porto di Maryborough. Sarà Hugh, il capitano del porto, a proteggere ed accogliere come figlia quella bimba smarrita, una creatura che sembra piovuta dal cielo a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Solo la sera del ventunesimo compleanno Nell apprende dal padre il segreto delle sue origini. Ossessionata dai ricordi confusi di un’epoca lontana, Nell decide di partire alla ricerca della sua vera identità. La ricerca la porta in Cornovaglia, dove sorge la tenuta di Blackhurst, un tempo proprietà della nobile famiglia Mountrachet. La donna comincia a ricostruire la propria storia, ma all’improvviso è costretta a rinunciare. Nel 2005, alla morte di Nell, sua nipote Cassandra riceve un’eredità inaspettata: un cottage inglese, nel cui giardino dimenticato è sepolta la memoria di un passato oscuro: quello della sua custode, Eliza Makepeace, autrice di fiabe inquietanti, e dei Mountrachet. Quel luogo conserva un fascino misterioso e Cassandra decide di riportarlo allo splendore di un tempo. Ma quando inizia a scavare tra le erbacce non immagina che, alla fine, sarà proprio il giardino a restituirle la verità sulle proprie radici, e a sciogliere l’antico enigma della bambina perduta.

 

Questo libro è stato interessante, ma per conto mio ha avuto un problema fastidioso: avendo diversi scenari, sia a livello temporale che di personaggi, nella prima metà del libro si ha una certa difficoltà a sincronizzare la propria attenzione cerebrale a sintonizzarsi su ogni cambio di scena. Per fortuna poi i pezzi s’incastrano e ad ogni scenario si identifica subito il filo temporale.
Sostanzialmente è un buon libro, sebbene vengano tralasciati alcuni quesiti chiave, che secondo me andavano sbrogliati, ma i misteri che trasudano dalla trama sopperiscono a questa mancanza e ad un certo punto anche per il lettore diventa imperativo conoscere la verità su quella bambina dai capelli rossi.

In mezzo a queste trame ne emerge una, quella antica, da cui emergono interessanti spunti di vita sociale e morale e dove tra l’altro, a sprazzi, si rivela un’ignoranza sessuale dettata dall’epoca, che ai giorni nostri fa sicuramente sorridere.
Oppure la rigida etichetta comportamentale, di cui si fa scudo la zia Adeline e non sono gli unici due esempi.

Chi si è lasciato coinvolgere da questo libro, forse avrà provato le mie stesse sensazioni finali, di inseguire una ricerca analoga nelle pieghe del tempo, per farsi avvolgere dalla sorpresa e dalla curiosità degli eventi che sono accaduti prima di noi.

E’ sicuramente una lettura accattivante, probabilmente poteva essere migliore, non è questa la sede per giudicare, ma quando si arriva al finale cala una pace tranquilla, di quelle che restituisce la frase: -giustizia è fatta-

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Medievale, Saga, Sentimenti, Storico

Opera d’eccellenza.

L’anno è il 1945. Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan… nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire viene coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore. L’incontro con il giovane e affascinante cavaliere scozzese James Fraser la costringe a una scelta radicale tra due uomini e due vite, in epoche così diverse tra loro. Ironica, avventurosa, appassionata e molto coraggiosa, Claire è una straordinaria eroina che conquista il cuore del lettore fin dalle prime pagine.

Ho questo libro da almeno tre anni, ma una vocina mi ha sempre detto di aspettare a leggerlo, ora che l’ho finito ho capito perché: è davvero straordinario e crea dipendenza! Ma non è un libro unico.

Ammetto che ho iniziato a leggerlo per poter vedere anche la serie televisiva, ho resistito per un po’, ma alla fine mi ha acchiappato, e parecchio anche, da quel punto in poi ho cominciato a spiluccare informazioni varie;
il primo libro è talmente lungo da risultare quasi scoraggiante, sul Kindle ha una stima di lettura di oltre 20 ore, tuttavia, una volta che la storia entra dentro, è ovvio che le ore volano e, anzi, quel che c’è scritto quasi non basta.
Il punto scoraggiante è che la saga è composta da oltre 10 libri e non è nemmeno ancora terminata, da ciò è spiegato il motivo della mia esitazione iniziale, di quella vocina che mi diceva di non leggerlo.

Inoltrandoci nella lettura si capisce chiaramente l’abilità della scrittrice nella perfetta realizzazione del suo mondo, che non è soltanto suo, visto che la storia ha le sue fondamenta sulla storia reale

La battaglia di Culloden, combattuta il 16 aprile del 1746 presso Inverness, nelle Highlands, rientra in questa categoria, costituendo l’ultimo cruento scontro consumatosi sul suolo britannico, destinato a segnare il definitivo tramonto delle aspirazioni scozzesi ad affrancarsi dalla corona inglese. fonte

Di fatto il perno su cui gira e si forma la storia è proprio questo aneddoto storico, che poi considerarlo ‘aneddoto’ pare quasi offensivo, dopo aver visto la trasposizione televisiva.
La storia d’amore che è stata realizzata intorno è molto riuscita, i due protagonisti passano letteralmente le pene dell’inferno, ciò non può che rafforzare il loro amore e, nella serie (perché sto seguendo anche quella), è molto chiaro questo concetto.
Il filone amoroso che lega Claire e Frank non si capisce molto bene nel primo libro, perché la protagonista viene catapultata indietro quasi subito. Non so quando riuscirò a continuare coi libri, ma nella serie, si comincia a capire un bel po’ avanti e ovviamente, non è questa la sede per parlarne.

Come ogni buon libro di successo la trasposizione realtà/fantasia è molto credibile, quando Claire comincia ad “assaporare” i piaceri dell’epoca, tutto un mondo dimenticato si dipana di fronte a lei. E parliamo di cultura, di modo di vivere, di usi e costumi e sopratutto di credenze e magia (e quindi, ignoranza, anche), argomento che ha i suoi rivolti negativi, vedi i roghi delle streghe, per esempio.
In ogni caso, quell’epoca, per una donna era davvero una sfida pericolosa.

L’antagonista di questa storia sarà uno dei più odiati in assoluto senza dubbio, alcune sue caratteristiche saranno un conflitto molto pesante per la protagonista, creeranno dei divari piuttosto pesanti e i risvolti psicologici saranno molto profondi.

Ovviamente non saranno gli unici personaggi, questo primo libro è una storia di anni e quindi la rosa dei personaggi sarà molto ampia.

Di sicuro questo primo libro imbastisce un canovaccio storico NON indifferente. Per adesso sono andata molto avanti seguendo la serie, non escludo che leggerò anche i prossimi libri, magari acquistandoli in sconto su Amazon.

Lettura assai consigliata.

 

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Saga

Intenso e soffocante

Anno nuovo, vita nuova. A Emma Hataway non è mai sembrato più vero da quando, ripresi i sensi in un letto d’ospedale, è costretta a fare i conti con un’amnesia che ha cancellato buona parte dei suoi ricordi.Cosa è accaduto la notte di Capodanno? Louis è stato davvero sconfitto o tornerà per avere la sua vendetta? Perché non ricorda più nulla di Alec, amico d’infanzia da sempre? Le sorelle Hataway cercano di tornare alla vita di tutti i giorni tra nuove dinamiche famigliari, vecchi amori e ricordi che sfuggono senza lasciarsi afferrare. Una minaccia, però, incombe sulla loro famiglia e si intreccia con un destino al quale sembra impossibile sfuggire. Alec Stevens è sopravvissuto alla notte di Capodanno e ora deve fare i conti con un fratello ingombrante, molte domande e una ragazza alla quale ha salvato la vita, che conosce da sempre ma di cui non ricorda granché.Riuscirà a riportare a galla ciò che ha dimenticato e che lo tormenta? Che cosa nasconde veramente il ritorno del fratello Justin?Una ricerca non priva di ostacoli, contro il tempo e contro qualcosa che sembra impossibile arrestare.

Difficile recensione per questo secondo libro, il quale pare non sia quello conclusivo, tuttavia, anche nella pagina e sito dell’Autrice non ho trovato traccia di notizie conclusive e questo è un fattore negativo per la causa.
In quest’epoca di auto-business e di social, lasciare nell’incertezza i propri fan non è proprio una gran tattica commerciale, ma parliamo del libro, che anche se mi è piaciuto ho comunque diverse critiche, per fortuna non dal punto di vista narrativo.

I contenuti, ecco la mia critica principale. Penso che comunque (se mai uscirà è inteso), terminerò la saga, ma le stelle date a questo capitolo di transizione sono solo 3, rispetto alle 4 del precedente. L’atmosfera è sempre stata perennemente angosciante e in situazione di suspence; è vero che sono emersi altri dati, che hanno aggiunto altra curiosità, è vero che l’amore perfetto descritto nel libro ha portato e invitato a riflessioni e dato ai romantici molto di cui sognare, ma ad ogni modo il libro è un enorme mattone che rimane sullo stomaco, soprattutto e sottolineo soprattutto, dal fatto che non si hanno notizie sul proseguimento dal 10 febbraio 2016, converrete che non è rassicurante. Non far sapere nulla ai fan è un gesto irrispettoso verso di loro, verso di noi, perché, purtroppo, anche a me rimane la curiosità di arrivare al finale.

A voi la scelta di intraprendere questa strada.

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Saga

Streghe dell’epoca moderna

Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eileen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre Kate e a Miranda, la misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate. Le Hataway non sono donne normali, ma streghe costrette a nascondere la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono obbedienza. Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina per aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec.
Da allora i tre sono inseparabili nonostante Emma sia costretta a nascondere il segreto che più le sta a cuore. Non è l’unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perché il padre è scomparso all’improvviso senza lasciare traccia? Una storia d’amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia.

L’incipit è coinvolgente, i ricordi schizzano subito alla serie super amata e famosa Streghe (Charmed), seppur la trama di questo libro ha in comune con la serie solo, appunto, le streghe.
Complessivamente la narrazione è incisiva, per me ha solo un difetto: l’autrice chiama gli stessi personaggi in modi diversi (mamma, Kate, Caterina, Miranda, nonna), questo crea fastidio e confusione, perlomeno nella prima parte del libro, fino a quando ovviamente impariamo a riconoscere i personaggi intimamente.

La trama è sicuramente molto stimolante, non ci troviamo davanti soltanto ad una mera storia d’amore (seppure struggente e intensa), le dinamiche famigliari sono curate bene, anche se forse sono un pelo intricate, difatti a un certo punto si perde un po’ il filo di chi è figlio di chi oppure nipote e/o altro, ma la lettura prosegue ugualmente.
Anche se i capitoli sono sempre dal POV di Emma e Alec, l’autrice ha sondato abbastanza bene anche i caratteri delle sorelle di Emma: Eileen e Constance e mi sono spesso chiesta come sarebbe stato ricco e interessante se vi fossero stati dei capitoli interamente dedicati a loro due.

L’atmosfera paranormale, opportunamente nascosta a noi poveri “babbani” è curata bene, usi e costumi che compaiono nelle azioni quotidiane della famiglia Hataway sono suggestivi e intriganti. L’evoluzione della crescita delle ragazze va di pari passo con l’emergere di alcuni misteri nascosti con dedizione, sacrificio e impegno. Per anni.

Emma è speciale e lo scoprirà sulla sua pelle.

La storia dovrebbe concludersi in una duologia, devo verificare, ho già acquistato il secondo perché, secondo me, vale la pena.