Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale, Storico

Uno storico avvincente (e convincente!)

vintage-dream-di-erica-stephensjpegÈ impossibile resistere al fascino di un vecchio abito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda, che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio vicino ad Astor Place, a Manhattan, si diverte a dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo del suo inconfondibile gusto.
Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso.
C’è un’unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio Novecento. Una donna forte e indipendente che ha realizzato il suo sogno di fare carriera in un prestigioso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell’amore e la profondità delle sue ferite.

La storia che ci presenta quest’Autrice, non è solo gradevole, a livello di moda vintage, ma è un pretesto affascinante per raccontarci un periodo storico (primi ‘900), dove molte questioni hanno visto l’alba del loro essere.

Amanda è la protagonista della storia, almeno una delle diverse che compariranno, gestisce questo negozio vintage, che va relativamente bene. Il primo evento narrato nel libro è il cosiddetto ‘giorno di caccia’, ovvero dove la protagonista si procura il materiale: presso persone anziane et similia.
Valutando quel vecchio baule sente qualcosa di strano in un manicotto di una giacca, è un diario e ovviamente non può fare a meno di ‘rubarlo’.

A quel punto ecco un’altra delle protagoniste del romanzo: Olive Westcott, giovane donna di ceto sociale alto, in procinto di trasferirsi nella città col proprio padre. Notiamo subito che Olive è una ragazza dal forte ‘accento’ indipendente, sebbene cerchi di rimanere riservata nei confronti di suo padre, per non ‘ferirlo’.

Non accade subito, ma le vicende delle due donne s’intrecciano sempre di più e Amanda sente sempre più la necessità di andare avanti e scoprire sempre di più le avventure, fortunate e sfortunate, della bella Olive.

Moltissime vicende accadono, molta morale su cui riflettere, ma il punto forte di questo bellissimo romanzo è la parte storica che (anche se non ho ritenuto opportuno confutare) è molto accurata, curiosa, avvincente e soprattutto fa riflettere, tanto per citare qualche evento storico:
– la lotta politica per valorizzare la Donna;
– l’evoluzione del mercato a favore della Donna (l’escalation dei prodotti per il viso, in un contesto sociale in cui solo le prostitute li usavano);
– Lo sforzo della Donna di attingere a quelle informazioni vitali che spettano loro di diritto;
– La nascita dell’elettricità;
– ecc. ecc.
Vi sono cenni storici che affermano che una Donna non poteva soggiornare in un hotel se non maritata. Oppure la Donna non doveva lavorare, se lo faceva apparteneva a ceti sociali bassi. Oppure la scarsissima informazione sessuale (normale direi a quei tempi) e moltissime altre cose che al giorno d’oggi fa sgranare gli occhi per lo sconcerto.
E’ un libro scritto da una Donna che parla di Donne!

Direi che è stata una lettura fantastica, moltissime cose sulla trama (di entrambe le donne) non le ho potute citare, per ovvie ragioni, ma saranno quelle vicende ad emozionare, saranno le loro scelte a far vibrare di curiosità e a volte anche di sdegno! I riferimenti storici sono moltissimi e piacevoli.
Piccola delusione: il finale. Non che sia brutto, ma lascia un po’ così, insoddisfatti.

“Chi crea tutte queste regole che stabiliscono come si debbano comportare gli uomini e le donne? Dio? E’ la stessa ingiustizia che consente agli uomini di fumare nei ristoranti, di prendere una stanza in un albergo senza che venga posto in dubbio la loro moralità, di svolgere lavori meglio pagati e di avere il diritto di votare! Non penso che a Dio interessi chi fuma nei ristoranti, ma agli uomini sì. Sembra che creino queste regole a loro piacimento. E perché io dovrei vivere in base a regole che avvantaggiano chi le ha create a mio danno? Angelina ha ragione. Le donne devono stabilire le loro regole.” (Olive Westcott)

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