Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Narrativa

Mi ha fatto passare il tempo…

La bella e risoluta Jill Clemmons ha deciso di abbandonare Adams Grove, il paesino di campagna dove è nata, per costruirsi una nuova vita in Georgia. Ma in quel remoto angolo di Virginia ha lasciato il suo affetto più grande, la nonna Pearl, che l’ha cresciuta come una figlia dopo la morte dei genitori. Il suo cuore si è allontanato anche da Garrett Malloy, il fidanzato di un tempo e una delle ragioni per cui Jill ha deciso di andarsene.

Quando tutto il paese si ritrova a piangere l’improvvisa scomparsa dell’amata Pearl, Jill ritorna ad Adams Grove per occuparsi del funerale e delle cose della nonna. La casa di Pearl custodisce però dei segreti inattesi. Segreti che riguardano il passato della nonna, ma anche il presente di Jill, e quello di Garrett. Segreti che, innescando una strana serie di eventi, faranno riavvicinare i due. Segreti che metteranno Jill di fronte a una scelta decisiva, e le insegneranno il valore più profondo dell’amore.

Sono perplessa. Sarà che leggo troppo, sarà che conosco diverse Autrici serie, sarà che sono diventata troppo pretenziosa, ma questo libro mi è piaciuto giusto il tempo di una brevissima accelerata su una pista. Boh.
La cover è accattivante e mi promette una storia di tutt’altro genere, quindi mi viene da pensare che: <sì, mettiamoci un titolo ad cazzum>, della descrizione riguardante il libro mi chiedo, verso la fine, cos’è il profondo valore dell’amore, se è come descritto nel libro, rabbrividisco.

Personaggi strampalati, nonna Pearl compresa (pace all’anima sua), persino il manzo di turno è tutto fumo e poco arrosto, poverino, non gli hanno nemmeno fatto sfogare il suo testosterone accumulato. Evito di commentare anche gli altri.
Jill, poteva essere un personaggio dalla piacevole complessità, se solo l’autrice non avesse abusato del suo “mestiere di scrittrice” usandola come marionetta a suo piacimento.
Non c’è una storia d’amore, non c’è né un giallo né un thriller, solo un’accozzaglia di eventi che servono (da un certo punto a metà del libro) per arrivare alla fine con un certo grado di curiosità. E meno male perdincirindina!! Solo quel motivo mi ha indotto a dare 3 stelle su Amazon, altrimenti ciao ciao….
Quello che mi addolora è che ho un altro libro della stessa autrice, della collana Adams Grove, e dopo questo flop rimarrà abbandonato nel mio Kindle…

Volete leggerlo? Accomodatevi e fatevi tanto caffè ehehehe

 

Pubblicato in: 2019, Narrativa

Quasi bello ma…

È un triste risveglio per la giovane avvocatessa berlinese Diana Wagenbach. Solo la sera precedente infatti ha scoperto che suo marito l’ha di nuovo tradita e, come se non bastasse, una telefonata dall’Inghilterra la informa che la cara zia Emmely ha le ore contate e che vorrebbe vederla un’ultima volta. Non le resta che fare i bagagli e prendere il primo volo verso l’antica dimora di Tremayne House, dove i suoi avi hanno vissuto per generazioni. Diana non può sapere che cosa l’attende, non sa che in punto di morte zia Emmely le sta per consegnare un terribile segreto di famiglia, custodito gelosamente per anni. Come in un rebus, con pochi, enigmatici indizi a disposizione – una foto ingiallita che ritrae una bellissima donna di fronte a una casa tra le palme, una foglia incisa in caratteri misteriosi, una bustina di tè, una vecchia guida turistica –, a Diana è affidato il difficile compito di portare alla luce che cosa accadde tanti anni prima, nel lontano Oriente, a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle. Qualcosa che inciderà profondamente anche sul suo destino…Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, “L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.

Come fin troppo spesso dico (da semplice lettrice), il mestiere dello scrittore è un mestiere insidioso. Ho scritto un paio di cose anche io, e, per me, che sono la creatrice, sono ottimi lavori e lo saranno sempre. Ma è l’opinione della creatrice e il lettore assiduo troverà sempre incongruenze e difetti, credo che il miglior modo di scrivere sia pianificare tutto con mini riassunti.

Ma smetto di divagare, l’autrice di questo libro ha creduto che luoghi esotici, belle donne e misteri tipo caccia al tesoro facessero di questo libro un gran libro. Per me non è stato così, per me merita la sufficienza e la reputo una lettura da comodino, da leggere nei ritagli di tempo.
Un po’ mi dispiace essere tanto negativa, tanto più che ad un primo approccio di ricerca in rete, ho visto che il libro è un successo nelle recensioni, da qui infatti mi reputo una outsider, per i miei punti di vista e per le mie esigenze.

Nella descrizione troviamo: -Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, “L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.- posso rispondere decisamente -ma anche no- peccato però che non posso spiegarne i motivi a causa degli spoiler evidenti, ma credetemi, se anche voi a fine libro avrete gli occhi sbarluccicanti per le emozioni di emulare la giovane Grace, antenata della protagonista, allora siete meno normali di me.

Se devo esprimere il mio gradimento, posso dire che mi ha preso davvero nella parte centrale, nel clou della storia di Grace, ovviamente i capitoli dedicati a Diana e “compagno” (alcuni non tutti) per me potevano anche essere eliminati, ci voleva un editor serio…
Parliamo della parte iniziale, Diana “cognome impronunciabile” scopre l’ennesimo tradimento del suo scialbo marito e quindi in un impeto d’ira fa a pezzi il soggiorno e si addormenta piangendo sul divano. Bè, sapete come si scrive cliscè? No, forse era clischè? Ah ok, la parola esatta è cliché. Ecco, e il tradimento è solo il primo di tanti altri che troverete nel testo. Ma pazienza, è davvero una “gran opera”, che non finisce nella categoria -IL LEGGI BILE- solo per poco.
Ok parlavamo della parte iniziale, oltre i cliché tanta confusione, poi si stabilizza per incasinarsi di nuovo alla fine.

Comunque, sì lo so recensione un po’ scazzata, ho fatto fatica a scrivere qualcosa, ultimamente i libri che non mi soddisfano mi lasciano nervosa e questo è uno di questi.
A voi la scelta di immergervi oppure no 😉

Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Il linguaggio segreto del cibo

Il profumo di vaniglia e cioccolato riempie la stanza in soffici ondate sovrapposte all’aroma pungente e speziato della cannella. È lunedì, nel ristorante di Lillian è giorno di chiusura, e come ogni settimana si tengono le lezioni del corso di cucina. Circondata dagli allievi, Lillian è in piedi dietro al piano di lavoro: muove delicatamente le mani, sta per aggiungere l’ultimo tocco, l’ingrediente segreto, e poi la torta sarà pronta. Pronta ad addolcire un momento di tristezza, a suggellare una promessa, a regalare un briciolo di felicità. Nessuno meglio di Lillian conosce la magia degli ingredienti, nessuno meglio di lei sa che a volte basta una tazza di cioccolata per cambiare un po’ la vita. Era solo una bambina quando, grazie a una misteriosa ricetta donatale da Abuelita, la donna della bottega delle spezie, ha salvato sua madre. Sono passati anni da allora, anni in cui ha combattuto, ha sofferto, si è ribellata, a volte ha perso ogni certezza, tranne una: la fiducia nella magica alchimia del cibo. È per questo che il suo ristorante, con piatti sempre diversi, è un luogo speciale, dove si ritrovano ricordi perduti, si stringono promesse d’amore o nasce un’amicizia. Lo sanno bene gli allievi del corso di cucina, tutti alla ricerca dell’ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. Come Claire, giovane madre insicura, o Tom, che ha appena perso la moglie; Chloe, ragazza maldestra e vitale; Isabelle, che non ricorda nulla tranne le ricette. Per tutti loro Lillian ha la soluzione: sa che le tortillas restituiscono il gusto piccante dell’avventura, che una soffice glassa può far dimenticare un tradimento e che un ragù al pomodoro schiude le porte di un nuovo amore. Quello che non sa, o che a volte perde di vista, è la ricetta giusta per lei.

In effetti confesso che il titolo della recensione potrebbe risultare banale, ma sappiate che la mia prima scelta era orientata verso -La donna che sussurrava al cibo- davvero fico eh?
Ma non sono qui per ridicolizzare questo libro, messi da parte gli scherzi, ritengo che sia una buona lettura, con solo un paio di scossoni noiosi, insufficienti per impedirmi di leggere ancora opere di quest’autrice, le cui metafore sono poetiche come il suono e la visione più bella di un uccello del paradiso, oltre che originali e calzanti.

La “maestra” del cibo la conosciamo in giovane età, la madre della bambina aveva subìto un trauma: l’abbandono del marito, e la sua mente si era letteralmente rifugiata nei libri, per sfuggire al dolore del fallimento coniugale era diventata una lettrice compulsiva e questa volta non è una metafora.

In questa storia però anche Lillian aveva subito un trauma: aveva perso un padre. Fortunatamente, da bambina creativa quale era non si è lasciata andare nel dolore, ma ha reagito, è diventata una madre lei stessa, occupandosi della sua genitrice e il destino l’ha avvicinata al cibo. Dopo aver conosciuto la fortuita Sciamana del fato, quelle persone chiave per cui la vita viene salvata, il cibo per lei è diventato una sfida: ovvero risvegliare sua madre dal magico mondo fatato della narrazione. Ci è riuscita? Dovrete scoprirlo leggendo.

Ma la trama non è questa, bensì solo una componente, perché Lillian è ora una meravigliosa donna, titolare di un ristorante particolare, locale dove ciclicamente si tengono dei corsi molto speciali, dove le persone si intersecano come ingredienti e dove diventano dei piatti prelibati.
Qual è il vero ingrediente segreto di Lillian? Ve lo siete chiesto davvero?

Il finale è particolare, nessun picco di emozione, di delusione e/o altre sensazioni, credo sia il finale giusto.
Forse l’unico sentimento provato è che non avrei letto nient’altro della magica Lillian, per fortuna ho scoperto che c’è almeno un altro libro dove si continuerà a parlare della scuola degli ingredienti segreti ❤
Continuerò a leggere? Domanda retorica.

Pubblicato in: 2018, Humor, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale, Spin-Off

Laura non è di certo un disastro: tutto il contrario!

«Quando ti rendi conto che la vita è un attimo, inizi a sperare che quell’attimo duri per sempre».

Mentre riordino il mio studio, mi ritrovo per le mani quell’assurdo diario iniziato una vita fa. La tentazione di pareggiare i conti col mio passato è forte e alla fine cedo, impugno la penna e…

Giovedì 7 dicembre

Caro diario,
Chi sta meglio di me ed Eli?
Domani partiremo per una splendida vacanza sulla neve, e io non vedo l’ora.
Quest’anno insieme…

Sto per aggiungere qualche altra riga, ma Eli compare sulla porta e mi esorta ad andare a riposare almeno qualche ora prima della partenza. Tra il diario ed Eli, sceglierò sempre Eli per ovvie ragioni, per cui getto il vecchio quaderno sulla scrivania e afferro la sua mano.

Lunedì 11 dicembre

Caro diario,
mi sa che porti un po’ sfiga, non ti si può davvero dire niente!
DI-SÀ-STRO.
Definizione: 
Sciagura, calamità, vasto evento avverso, e sue conseguenze.
Derivato di astro, col prefisso dis– peggiorativo. Cattiva stella. 

Otto lettere, tre sillabe, dettagli insignificanti, piccole cose che possono cambiarti e capovolgerti la vita.
Perché il disastro sta all’amore, come io sto a Eli.
Non avete capito niente? Figurarsi io.
Be’, capirete.

Ci sono coppie che vivono felici tutta la vita, alcune di loro si cornificano, altre sono sincere; ci sono anche coppie che non si creeranno mai perché la sfiga non ha mai limiti; ci sono coppie che si rompono e come inseparabili si lasciano andare nell’oblio, coppie malate che si lasciano e si riprendono all’infinito… e poi ci sono Cat ed Eli (si legge Ilai ^^), loro fanno parte delle coppie allucinanti e Laura Rocca vi spiegherà il perché in questo bellissimo e straziante (non sempre) spin-off.

Ritrovare questi due personaggi, conosciuti in questo volume –La scoperta del vero amore-, libro davvero eccezionale, come tutti quelli di Laura Rocca, è stato come rivedere dei vecchi e amati amici. Leggere un po’ della loro quotidianità ha fatto bene al mio ego da lettrice, almeno sino a quando il loro cronometro del #chebellocrearsicasini si è nuovamente attivato! Così anziché godersi il loro primo Natale insieme, dopo i patimenti vissuti nel libro precedente, si feriscono e si dilaniano l’anima nel loro gorgo degli equivoci. Indubbiamente il finale sarà al sapore di cioccolato è ovvio, come potrebbe essere diversamente, ma per arrivarci vi sfido a non farvi un bel pianto nella scena clou, quella più ironica e dolorosa del libro. Che poi Laura me lo deve spiegare come ha fatto a realizzare una scena così estrema, da entrambi i lati (tragedia e ironia), fatto sta che (per infliggermi più dolore) me la son letta due volte, anche per capirne i meccanismi.

Non mi stancherò mai, MAI, di asserire che Laura Rocca ha un modo unico di scrivere e porre trama e concetti, l’abilità che mostra, le riflessioni che emergono dalle sue storie. Confermo ciò che una lettrice ha detto di lei: se un  libro è firmato Laura Rocca ormai posso acquistarlo a occhi chiusi.

 

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Misteri, Narrativa, Sociale

«Un tempo la natura era il centro»

Chiunque tu sia.
In qualunque cosa tu creda.
Tutto sta per cambiare.
Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile.
Da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo?

Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch.

Con questo libro ho capito almeno due cose: la prima è che il nostro amato professore sta invecchiando e la sua esistenza narrativa potrebbe finire prima di quel che credo; la seconda cosa è che lo scheletro narrativo mi ha un po’ stufato, ma forse non c’è altra scelta per Dan Brown.
Tolti questi due punti non posso evitare di dire che anche questa volta ha scritto un libro mozzafiato, che ahimè, non è così tanto campato per aria….

Chi siamo? Ovvero come è arrivata la vita?
E dove andiamo? Ovvero in cosa si evolverà la nostra specie?

La storia sarà gentile con me, perché intendo scriverla io.

Questa volta il Professor Langdon ha per le mani l’antitesi della sua materia. Dan Brown è uno specialista nello scrivere narrativa coinvolgente, quest’opera ha il sapore frenetico di questa asfissiante società tecnologica, dove pare che avverrà il duello finale tra Scienza e Religione.
Io sono schierata con il brillante futurologo e chiedo scusa in anticipo a tutti i praticanti religiosi che stanno per leggere le mie opinioni a riguardo.
Anche se non condivido tutta quanta la sua estrema passione (Edmond Kirsch)… Siamo sinceri dai, sono decenni che abbiamo già gli strumenti per formulare i fatti: un dio come artefice dietro tutto quel che abbiamo? Ma per cortesia, i contrasti sono ovunque, nella religione. Ma ovviamente ogni lettore prenderà le sue posizioni.

La Scienza e la Religione non sono rivali,
sono solo due lingue.

La grande verità che ci verrà svelata in questo libro l’abbiamo già incocciata altrove, a ereditarla sono i nuovi nati di questo secolo, sono loro che avranno il nuovo mondo di Edmond Kirsch tra le mani, spetterà a loro capire come gestirlo, ma forse molti di noi vecchi avranno la fortuna di vedere qualcosa, anche se onestamente, quel qualcosa lo stiamo già vedendo.

La nostra è una cultura basata sulle immagini

Dan Brown è un Autore molto controverso, chi lo odia, chi lo ama, a me piace moltissimo e in questo suo ultimo lavoro i punti di riflessione non saranno solo riferiti alle domande esistenziali, chiavi della storia:
Chi siamo?
E dove andiamo?
A me è tornata in mente l’ansia che mi sale quando provo a immaginare di “passeggiare” nell’Universo, dove non c’è una fine, il concetto stesso di infinito, se provo ad elaborarlo è come se il mio cervello tendesse ad andare in tilt. Come si fa ad immaginare una cosa che non ha fine?

Il libro merita comunque di esser letto.

 

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa

Vite perdute nella storia

È il 1913 e sulla costa dell’Inghilterra una nave è pronta a salpare per l’Australia. A bordo una bambina di quattro anni, Nell, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace, che dovrebbe prendersi cura di lei e l’abbandona, invece, sul ponte. Dopo una traversata che sembra infinita, la piccola Nell si ritrova sperduta nel porto di Maryborough. Sarà Hugh, il capitano del porto, a proteggere ed accogliere come figlia quella bimba smarrita, una creatura che sembra piovuta dal cielo a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Solo la sera del ventunesimo compleanno Nell apprende dal padre il segreto delle sue origini. Ossessionata dai ricordi confusi di un’epoca lontana, Nell decide di partire alla ricerca della sua vera identità. La ricerca la porta in Cornovaglia, dove sorge la tenuta di Blackhurst, un tempo proprietà della nobile famiglia Mountrachet. La donna comincia a ricostruire la propria storia, ma all’improvviso è costretta a rinunciare. Nel 2005, alla morte di Nell, sua nipote Cassandra riceve un’eredità inaspettata: un cottage inglese, nel cui giardino dimenticato è sepolta la memoria di un passato oscuro: quello della sua custode, Eliza Makepeace, autrice di fiabe inquietanti, e dei Mountrachet. Quel luogo conserva un fascino misterioso e Cassandra decide di riportarlo allo splendore di un tempo. Ma quando inizia a scavare tra le erbacce non immagina che, alla fine, sarà proprio il giardino a restituirle la verità sulle proprie radici, e a sciogliere l’antico enigma della bambina perduta.

 

Questo libro è stato interessante, ma per conto mio ha avuto un problema fastidioso: avendo diversi scenari, sia a livello temporale che di personaggi, nella prima metà del libro si ha una certa difficoltà a sincronizzare la propria attenzione cerebrale a sintonizzarsi su ogni cambio di scena. Per fortuna poi i pezzi s’incastrano e ad ogni scenario si identifica subito il filo temporale.
Sostanzialmente è un buon libro, sebbene vengano tralasciati alcuni quesiti chiave, che secondo me andavano sbrogliati, ma i misteri che trasudano dalla trama sopperiscono a questa mancanza e ad un certo punto anche per il lettore diventa imperativo conoscere la verità su quella bambina dai capelli rossi.

In mezzo a queste trame ne emerge una, quella antica, da cui emergono interessanti spunti di vita sociale e morale e dove tra l’altro, a sprazzi, si rivela un’ignoranza sessuale dettata dall’epoca, che ai giorni nostri fa sicuramente sorridere.
Oppure la rigida etichetta comportamentale, di cui si fa scudo la zia Adeline e non sono gli unici due esempi.

Chi si è lasciato coinvolgere da questo libro, forse avrà provato le mie stesse sensazioni finali, di inseguire una ricerca analoga nelle pieghe del tempo, per farsi avvolgere dalla sorpresa e dalla curiosità degli eventi che sono accaduti prima di noi.

E’ sicuramente una lettura accattivante, probabilmente poteva essere migliore, non è questa la sede per giudicare, ma quando si arriva al finale cala una pace tranquilla, di quelle che restituisce la frase: -giustizia è fatta-

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Il posto che abbiamo nel mondo

Nessuno meglio di Annie conosce la magia di certi ingredienti. Nessuno meglio di lei sa che mescolando un pizzico di vaniglia, una spolverata di cioccolato, qualche fragola e la giusta quantità di zucchero si può cambiare una vita, far nascere un’amicizia, colmare un vuoto del cuore. È stata sua madre a insegnarglielo, è stata lei a passarle la ricetta segreta delle cupcakes. Annie era solo una bambina, e si ricorda ancora di quelle sere passate a cucinare nella grande casa dei St. Claire, a San Francisco, dove sua madre faceva la domestica. Quei dolci sono l’unico ricordo che le rimanga della madre, morta troppo presto. E di Julie, primogenita dei St. Claire, quasi una sorella per lei. Ma la loro amicizia è finita a causa di un tradimento imperdonabile. Sono passati anni da allora. Annie ha lottato per affermarsi, si è ribellata alle convenzioni, ha studiato per fare della sua passione e del suo talento un lavoro. E ce l’ha fatta. Adesso è tornata a San Francisco e vuole realizzare il suo sogno: aprire una pasticceria. C’è una sola persona in grado di aiutarla: Julie. La ragazza, ormai avviata a una brillante carriera di donna d’affari, sta per sposarsi, ma non ci pensa due volte. Aiuterà l’amica, e forse questa sarà la chance per farsi perdonare. Ma funesti e inspiegabili incidenti cominciano ad accadere, uno dopo l’altro. Qualcuno sta cercando di sabotare in tutti i modi il loro progetto. Perché i conti con il passato non sono affatto chiusi. E c’è un segreto che non è stato ancora svelato.

La storia si percepisce, intensa, già dalle primissime pagine, i personaggi sono marcati nella loro personalità, così come gli scenari e le descrizioni. A farla da padrone, il tepore e il sapore della pasticceria, nella cucina dove lavora la protagonista; è quasi impossibile non soffermarsi a farsi un po’ di crema di burro o, se si è fortunati, a trovare un buon cupcake da mangiare sul serio, divorando anche il libro! Quindi ovviamente e seriamente, sconsiglio questo genere di libri a chi non può assumere dolci o chi ha problemi relativi 🙂

Comunque, scherzi a parte, intorno ai cupcake ruota una storia in un mondo di sentimenti, al solito zeppa di cuore e sofferenza.
Abbiamo due voci narranti: la nostra pasticcera Annie e Julia, l’eccentrica donna di successo di famiglia danarosa. Come anticipato nella quarta di copertina, un grave torto è stato fatto a Annie, la quale, con una forza d’animo non da poco, ha affrontato la vita con il muso duro, ottenendo i suoi propositi e affermandosi nel mondo dei cupcake. Che cosa sia successo dieci anni prima dobbiamo scoprirlo leggendo, ma nonostante la storia sia (a volte) un pelo scontata e magari un po’ troppo frivola, a me ha lasciato un buonissimo sapore di vita, di maturità e di perdono, soprattutto, di famiglia. Credo che se a fine lettura ti dimentichi del libro letto precedentemente (comunque MOLTO bello anche quello), significa che quella storia ha funzionato, ha attecchito nel cuore dei ricordi.

E’ anche la ricerca del nostro posto, tra le righe assisteremo al divario sociale che c’è principalmente nella mente delle due giovani, quale che sia l’esito è difficile non chiedersi qual è il nostro posto in questo mondo.

Molto consigliato.

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Le strade del tè.

Quando Charlie – giornalista di successo che si è buttata a capofitto nel lavoro dopo una brutta delusione d’amore – si trasferisce a Scarborough, un caratteristico paesino nello Yorkshire, per scrivere un servizio sulle migliori sale da tè inglesi, deve fare i conti con il difficile rapporto con la sorella, che vive lì. Spesso si rifugia al Seafront, una tranquilla sala da tè con vista sul mare, dove Letty offre dolci squisiti, e lì incontra Kat, madre separata del piccolo Leo. Presto a loro due si aggiunge Seraphine, una ragazza francese, da poco giunta in Gran Bretagna per lavorare au pair, con una grande passione per la pasticceria; tra una chiacchiera e l’altra nasce l’idea di collaborare tutte al lavoro di Charlie: scovare nei dintorni localini nascosti e luoghi davvero speciali, cibi genuini preparati con abilità e dedizione.

Inizialmente lo scenario è su una giovane madre single, sul suo bambino di tre anni Leo e sulla difficile posizione economica che deve affrontare. Lei si chiama Kat. Insieme a lei potremo assaporare l’atmosfera unica del Seafront, -La casa di fronte al mare- (lo splendido locale del tè protagonista) e da quella “casa” nasceranno molte storie, mentre alcune avranno il loro lieto epilogo.

Ma andiamo per ordine, dopo Kat, conosceremo altre due giovani donne: Charlie e Seraphine. Origini differenti, problemi differenti e caratteri opposti, ma proprio per questo motivo scopriranno delle affinità ancestrali che le unirà molto, anche per merito del tè e della titolare del Seafront. Le loro storie e tendenze meritano di essere lette sfogliando il libro; così come le loro vicissitudini passate e quelle del presente, che vivono mentre leggiamo. Sono Donne forti, seppur nella loro fragilità; l’Autrice innalza senza difficoltà il valore che noi Donne possediamo, quella visione ultradimensionale unita alla determinazione che ci spinge avanti in questa vita.

Ovviamente non parlerà soltanto di Donne, o di amore, ma coglierà anche diverse sfumature sociali che l’Autrice ha voluto evidenziare e il tè non smette mai di ruotare intorno a tutta la storia. A tutte le storie, in verità.
Tutto questo dona un’aura vintage a questo libro che ho letto con entusiasmo e non so se è stato per il tè e le cerimonie che ruotano intorno ad esso oppure per la fluidità del romanzo, so soltanto che merita di essere letto.

Pubblicato in: 2018, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Psico-Thriller, Thriller

Gli abissi della psiche

Un matrimonio quasi perfetto in cui niente è come sembra. Una verità che non dovrebbe mai venire a galla.
Hannah è una pubblicitaria inglese che vive a New York, è una donna indipendente e di successo e una single convinta.
Ma quando incontra il brillante, affascinante, sexy Mark, tutte le sue convinzioni di un tempo cominciano a sgretolarsi. Nel giro di pochi mesi i due si sposano, e lei lascia il suo lavoro oltreoceano per tornare a vivere in Inghilterra accanto a lui. Hannah non sembra scontenta di questo cambio di vita, anzi: il matrimonio va a gonfie vele, abita con il marito in una casa da sogno in una delle zone più belle di Londra e lui la ricopre di attenzioni. Un giorno, però, Mark parte per un viaggio d’affari negli Stati Uniti e non torna quando previsto. Le ore di ritardo diventano giorni e al telefono lui non risponde. Il loro conto corrente è stato svuotato e più Hannah indaga per capire cosa sta succedendo, più le sue certezze si fanno labili, lasciando spazio a dubbi insistenti. Combattuta tra paura, rabbia e dolore, la donna incomincia a scavare nella vita del marito, spinta da una domanda ricorrente: chi è veramente l’uomo che ha sposato?

E’ da molto tempo che leggo senza prendere un solo appunto e non + indice negativo. Devo ammettere che è stata una lettura molto accattivante;
coinvolgente la prosa e anche e soprattutto l’impostazione della trama perché sino alla fine non hai la certezza di cosa stia davvero succedendo.

Le vicende girano prevalentemente intorno ad Hannah, la quale, come descritto nella quarta di copertina, si è sposata con un uomo “perfetto”; Hannah, per motivi psicologici, prima di allora non aveva siglato l’eterno amore con nessuno. E’ stato il fratello, con la quale ha un ottimo rapporto di fiducia, che le ha aperto gli occhi, in modo un po’ brusco ma lo ha fatto. Proprio quello stesso fratello si sente in colpa quando Hannah in pochi mesi corona il sogno di ogni donna.

Questo libro è una storia mozzafiato che sonda le profondità della psiche, in diversi settori come la famiglia, il rapporto personale ecc
Non l’ho trovato per nulla scontato, piuttosto direi scaltro, l’Autrice è stata abile nell’offuscare la verità, fino alla fine.

Ottimo libro da leggere.

 

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Trilogia

Storiella da spiaggia

Il mio nome è Charley Davidson e non sono una donna come le altre. Ricordo ogni singolo istante della mia esistenza, e parlo con i morti. Devo anche aiutarli a staccarsi per sempre dalla loro vita terrena. Come se ciò non bastasse, faccio l’investigatore privato. Dicono che ho un carattere esplosivo, e una determinazione che mi aiuta a non perdere di vista la realtà. Da qualche tempo, poi, una presenza eterea e oscura, sensuale e terribilmente familiare mi perseguita…
Charley è tutto fuorché una donna comune, e fra piste da seguire, tracce da decifrare e pericoli sempre in agguato, non ha un attimo di tregua… Ora la resa dei conti si avvicina, e mentre una fitta rete di misteri la avvolge sempre più, lei ha una sola certezza: niente le impedirà di andare fino in fondo per scoprire cosa si nasconde dietro le sue origini. A movimentare la sua ricerca, però, arriva lui… Ma chi è questo essere affascinante e misterioso che impedisce a Charlotte di concentrarsi, che la distrae, e che le fa sentire un desiderio che non riesce a controllare?

Eh sì, dopo -La cacciatrice di bugie- (non proprio un successo per me), ho deciso di rimanere in “attività venatoria” con -La cacciatrice di anime-
L’incipit è sbarazzino, come anche il resto dell’opera, dialoghi moderni e un personaggio che ha davvero del singolare. Un po’ fastidioso il fatto che non è ben chiaro se è un libro auto-conclusivo o se prosegue e non tutti hanno voglia di fare ricerca su Amazon per verificarlo e sì, trattasi di una trilogia, come si può apprendere da qui.

Principalmente la nostra protagonista assomiglia molto alla bellissima Melinda Gordon di Ghost Whisperer, ma poi cambia, diventa più di tendenza con un linguaggio più diretto (per usare un eufemismo ^^).
La scrittura è piacevole e la bizzarria di alcune scene, condita da metafore sulla morte e momenti molto bizzarri, rendono questo libro potenzialmente interessante, tuttavia manca qualcosa che non riesco a identificare, manca quell’ingrediente che ti lascia soddisfatto a fine lettura.

Proprio per non denigrare l’opera ci tengo a precisare che le descrizioni sono molto curate, l’autrice farcisce i dialoghi con molte azioni sia di personaggi che ambientali, e ho sempre apprezzato questa fusione tra i vari elementi, inoltre la vicende col personaggio maschile promettono bene, salvo alcune mie note personali che non starò qui a descrivere.

Concluderò questa breve recensione dicendo che sì, continuerò la trilogia, ma senza particolare urgenza.