Pubblicato in: 2017, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., Narrativa, Trilogia

Quando tutto, si conclude.

Qualcuno è tornato a vivere su Prima Stella d’Incanto, la Dimensione distrutta.
Inquietanti rapimenti coinvolgono tutto l’Ovoide.
Il tempo dell’attesa è finito, Lunar vuole tornare alla Vita, ma per farlo dovrà affrontare la Morte. È lei a custodire Sinbad, è lei il mistero più grande.
Due storie si intrecciano e attendono il momento dell’incontro.
È l’ultima avventura, la chiusura di una vicenda intensa, la fine e l’inizio delle Vita.

Lunar lascia i Cieli Razionali in compagnia di Sky, lo Spirito Guida. Ha deciso di riportare in vita Sinbad che si trova nella Terra dei Morti. Per farlo dovrà cercare un misterioso libro, depositario di un sapere assoluto. Carte dal significato oscuro la guideranno lungo i dedali di un Labirinto che si rivelerà essere molto altro. Ma Lunar è inseguita, come tutti i Nativi di Prima Stella d’Incanto è braccata. Qualcuno è interessato ai poteri degli abitanti della Dimensione distrutta e, in particolare, ad Agav, regina di Prima Stella d’Incanto e amica di Lunar. Agav non è più ciò che molti ricordano.
Nulla è come appare in questa storia che si muove su piani fantastici, onirici, psichici.

Mi rendo conto solo ora, che, dal romanzo -Dodici Porte- sino ad ora, l’Autrice è stata ampiamente riconosciuta e ricompensata, come si può vedere sul suo sito/blog: Daisy Franchetto.

Io nel frattempo ho concluso l’avventura, che non mi ha soddisfatto come desideravo e so perfettamente perché: come il romanzo ultimo di Daisy, la vita non finisce mai, con le sue insidie, i suoi tranelli. Ma in contemporanea anche gioie immense, emozioni mistiche nascoste nel nostro io, piccole magie e anche grandi soddisfazioni. Romanzi come questo di Daisy Franchetto non possono semplicemente finire e basta.

Ad ogni modo, ognuno dei libri ha una sua impronta precisa:
– il primo è stata una ventata di freschezza, una cosa nuova, anche un po’ fuori categoria;
– il secondo, un mito con l’introduzione di uno sfondo fantasy tangibile;
– questo ultimo libro è un misto di molte cose.
Lunar non è più lei, normale, è giusto così, ma la Lunar che ho conosciuto nella casa della Loba e de La Mamà è stata l’unica Lunar che ho amato davvero, in sostanza sto dicendo che il primo libro è il mio preferito dei tre, per la sua originalità e purezza.
La Lunar di questo ultimo libro è la Lunar originale, quella che ha ripreso completo possesso della sua Anima, una donna matura ormai, oltre che la più potente veggente dell’ovoide.
Ecco, ma parliamo dell’ovoide, lo avete visto?

Io ci credo, sono certa che le dimensioni parallele siano così! Tra l’altro, noi umani siamo gli unici ignari dei veli che portano altrove, bè sì, forse non tutti 😀

Tornando al romanzo…
Sì che le note fantasy permeano l’intero romanzo, special modo nella fase iniziale, eppure le tinte fosche non si fanno attendere e già dalle prime scene clou, possiamo immaginare quello che la protagonista dovrà subire per proseguire la sua storia come sa che deve fare.

Verremo indotti a determinate riflessioni già dalla primissima prova, ma l’Autrice ci dice una cosa tra le righe, perché altre potranno sconvolgerci la visione.
In quest’ultima avventura Luna si spingerà veramente ai margini dell’accettabile. Nonostante sia successo quello che è accaduto nel finale dell’ultimo libro, la Franchetto riesce a stringerci il cuore in nuove separazioni, nuove prove e tanta incertezza.
L’Autrice descriverà scene impossibili, a parer mio, ma che saranno facili da identificare come vere.

Quest’ultimo viaggio è il mondo, i mondi descritti da Daisy Franchetto sono viaggi alchemici, esoterici, spirituali. Varchi dimensionali carichi di un proprio significato, collegati l’uno con l’altro, tutti importanti allo stesso modo.
Daisy Franchetto è da leggere!

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Pubblicato in: 2017, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., MITI, Narrativa, Sociale, Trilogia

L’unicità si trasforma in complessità

Lunar è tornata. A tre anni dall’esperienza nella Casa e dalla violenza che l’ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina. Abita da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad, su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l’anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti. Dopo l’ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c’è l’amico Sinbad a ricordarle chi lei sia. Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e il suo amico a quattro zampe a contatto con le Dimensioni parallele. Lunar e Sinbad, con l’aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rappresentati da sei lapidi bianche. Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti. Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell’inconscio.

Dove –Dodici porte– si è rivelato essere un potente percorso personale, questo nuovo volume ci fa capire che si può fare di più! E’ così Daisy Franchetto colpisce ancora.
Tra le pieghe della normalità che affligge Lunar da ormai tre anni, nel sottosuolo mistico mentale di questa eccezionale Scrittrice, nuove trame e nuovi drammi si dipanano per realizzare disegni superiori.

Mentre godiamo del rapporto simbiotico tra la ragazza e il potente personaggio proveniente dal mondo Ctonio, Lunar dubita di sé stessa, permette alla dimensione terrestre di scalfire la sua vera personalità e di sminuirsi, questa è la prima delle innumerevoli metafore della Franchetto: sfaccettature multiple di quel che siamo, del danno che opera la società odierna, che sistematicamente ci mette tutti in fila come burattini.
Quando i meccanismi si mettono in moto, Lunar sa che deve andare, ma non sa in realtà che stavolta non si tratta più solo di lei;
Assisteremo a scene dolci ma anche a scene raccapriccianti, una moltitudine di personaggi nuovi ci faranno godere di nuovi punti di vista.

Sono sempre estasiata dall’abilità di Daisy Franchetto nel formulare delle metafore spirituali ed esoteriche così potenti, di descrivere dei mondi così ricchi di simbologia e significati, posso tranquillamente dire che nel panorama di mia conoscenza è l’unica nel suo genere. L’unica!

Non è un libro per tutti, è un libro per le persone che credono all’esistenza di altre cose, oltre quelle che vediamo, persone aperte di mente.
Oltre la spiritualità è stata ritagliata una storia d’amore degna di un saggio storico, e sarà proprio questa che aprirà le danze al terzo ed ultimo volume di questa eccezionale trilogia: -Tre lacrime- ed è già in mio possesso!

Daisy Franchetto è una di quelle Autrici che non rientrano in nessuna categoria, sono come quei grilli parlanti che irrompono nella nostra vita, sussurrandoci nelle orecchie verità che non ricordiamo esistere.
Meditazioni, che portano nel nucleo di noi stessi; Draghi Alchemici, potenti creature essenziali per l’equilibrio di tutte le dimensioni; Angeli vendicatori; città del peccato e moltissime altre dimensioni che ci faranno capire anche come questo pianeta (seppur solamente fisico), possa rompersi come cartapesta se si erode nei punti giusti.

Pubblicato in: 2017, Fantasy, Kindle - letture digitali., Misteri, Narrativa

Maledizioni e generazioni.

Claire, italiana d’adozione, non ha ricordi della sua infanzia, ma possiede l’abilità di leggere le memorie degli oggetti e delle persone che tocca.
Quando, per caso, si trova fra le mani una lettera di sua nonna, creduta morta da anni, si rende conto che le sono state raccontate molte bugie. I suoi genitori, infatti, non solo l’hanno tenuta lontana dalla Bretagna – sua terra d’origine – senza spiegarle le ragioni, ma le hanno nascosto che lei è la causa della loro fuga dalla Francia. Qualcosa è accaduto quando era solo una bambina. Qualcosa che non ricorda.
Determinata a capire, Claire decide di raggiungere la Bretagna.
E in quella terra di leggende, battuta da venti e tempeste, si imbatterà nei Laouenan, ricca famiglia che vive in un maniero arroccato su una scogliera. Qui scoprirà che un segreto terribile circonda l’enigmatico e taciturno proprietario da cui tanto si sente attratta, e che un filo sottile li lega.
Ma sarà solo scavando nel passato dei Laouenan, tra intrighi, rivelazioni raccapriccianti e nuove amicizie, che Claire troverà la verità su se stessa, e potrà così riprendersi ciò che ha perduto.

L’incipit ha un confortante senso di unione familiare, sebbene sia ben chiaro che quelle persone stiano subendo un grave lutto; tuttavia la percezione delle quattro mura regala una rassicurante protezione, come una copertina di Linus che ti avvolge.
Claire, rimasta accanto alla famiglia e seguendo la madre negli ultimi mesi, si ritrova ora vicino al padre, uomo distrutto che deve ricreare la sua vita e credere che non è tutto finito.
Durante una passeggiata inseme, Claire vede una lettera uscire dalla tasca del padre e, mentre lui osserva dei monumenti non resiste e la legge. E’ in quel momento che emerge la trama del libro: una Claire che ha vissuto una vita spezzata, una Claire che non può sapere nulla del luogo dov’è nata e dove ha vissuto sino all’età di otto anni. Ogni domanda sulla sua terra e su ciò che la riguardava è stata sempre tabù.
Ma Claire non è più una bambina e se il padre si ostina caparbio a celare queste verità che nemmeno la madre in punto di morte ha rivelato, allora non resta che una scelta: ritornare in Bretagna e scoprire qualcosa dalla nonna che credeva morta.
Giunta in terra natia scopre che i poteri di preveggenza che l’hanno accompagnata sin da giovane subiscono un’impennata, in contemporanea scopre che il segreto tanto accuratamente nascosto non è sufficiente a spiegare una moltitudine di cose, troppe cose.

Inizia così il suo viaggio alla scoperta della Bretagna, alla ricerca di ricordi e di visioni, alla mercé di un’ancestrale terrore che l’attanaglia quando si avvicina ad un misterioso monolite.
Questo libro è non solo una rivelazione di eccellente Scrittura ma un vero e proprio elogio al paranormale. Una storia molto originale e soprattutto MOLTO coinvolgente. Una storia raccontata molto bene, dalle tinte fosche e oscure, che non lascia nessun interrogativo finale, dal momento che la conclusione rivela tutto quello che è emerso durante la lettura.

Un libro eccezionale che ha delle recensioni che non merita. Un libro che va letto assolutamente, per farsi una propria idea personale!

Pubblicato in: 2017, Giallo, Kindle - letture digitali., Misteri, Narrativa, Trilogia

Affettato e banale

Mirash D’Amati è una ragazza come tante altre, con la passione per l’arte e il giornalismo. Conduce un’esistenza ordinaria, tra l’università e il giornale presso cui lavora; almeno fin quando non rischia di essere investita da un’automobile, vicino alla stazione ferroviaria di Anzio. Da quel momento in poi il soprannaturale entra prepotentemente nella sua vita. Attorno a lei cominciano a verificarsi strani fenomeni. Riesce a vedere lo spirito di un bambino, un’entità sconvolgente che sembra voglia richiamare la sua attenzione. Nel frattempo, suo zio Lorenzo, operatore della Squadra mobile della Polizia di Roma, si trova a fare i conti con la scomparsa di un giovane in Villa Doria Pamphilj, antico parco del capoluogo. Misteriosi eventi conducono Mirash ai Proximis, un’organizzazione mondiale preposta al mantenimento dell’equilibrio tra la sfera visibile e quella invisibile. Qui conosce Morgana, a capo della sezione italiana dei Proximis, Anastasia, Ludovic e Kageshi, affascinante ed enigmatico ragazzo dal volto sfregiato, che col suo carattere irritante, le rende la vita ancor più difficile. Ma la soglia tra spiriti e viventi è sempre più sottile. Mirash è costretta a rimettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto; a prendere in mano la situazione, lottando contro un pericolo letale che rischia di stravolgere la sua vita e quella degli altri.

Abbiamo una categoria qui sul blog, dove mettiamo i libri che consideriamo spazzatura ed è solo per pochi motivi che questo titolo non finisce lì, mi spiace anche perché quando lessi l’estratto ricordo che ero molto entusiasta.

L’elogio sul mondo sovrannaturale è evidente, così come il rimprovero nei confronti del genere umano che, automatizzando sempre più, sta perdendo la capacità di vedere oltre il velo; questi sono alcuni dei motivi che mi hanno fatto apprezzare l’opera.
Però la prosa è poco amichevole e troppo tecnica, colma di termini più aulici che alla moda, che sarebbero più indicati per gli urban fantasy moderni; le emozioni trapelano pochissimo, molti passi che dovrebbero avere un tono emozionale importante sembrano solo una lista della spesa.
Il libro è tutto e non è niente, ovvero inizia col paranormale e poi pretende di diventare un giallo (in questo caso specifico anche piuttosto scadente).
La storia d’amore nasce solo per esigenza di trama, non c’è coinvolgimento, le scene sono sulla soglia del ridicolo.
Poi, oltre le cavolate che ho incontrato è emerso (più di una volta) che le persone artistiche erano le più sensibili a vedere questo mondo, ma il padre descritto come eccellente scultore (quindi creativo) non vede un ciuffolo. Certe cose mi fanno saltare i nervi.

Ragazzi e ragazze se volete farvi del male leggete pure questo libro.

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Il profumo da indossare.

Elena non si fida di nessuno. Ha perso ogni certezza e non crede più nell’amore. Elena da sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n’è andata via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e carezze. Da allora ha potuto contare solo su sé stessa. Da allora ha chiuso le porte delle sue emozioni. Adesso che ha ventisei anni il destino continua a metterla alla prova, ma il suo dono speciale le indica la strada da seguire. Una strada che la porta a Parigi, la capitale del profumo, dove le fragranze si preparano ancora secondo un’arte antica. Le sue creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire ed esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per riconquistare un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la serenità. Ma non è ancora riuscita a creare l’essenza per fare pace con il suo passato, per avere il coraggio di perdonare. C’è un’unica persona che ha la chiave per entrare nella sua anima e guarire le sue ferite: Cail. Cail che conosce la fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo. Perché anche il seme più acerbo, quando il sole arriva a riscaldarlo, trova la forza di sbocciare.

[attenzione, contiene uno spoiler a cui è stato applicato colore bianco, per leggerlo dovete selezionarlo]

«Per rappresentarci, il profumo su misura deve parlare di noi. Questo è ciò che dobbiamo avere ben chiaro. Chi siamo? Cosa vogliamo? Cosa ci piace? Cosa non ci piace?»

Ho preso questo libro sulle note stupende de -La custode del miele e delle api-, con una buona dose di aspettativa, ma non ho fatto i conti con il fatto che sempre di esordio si trattava e non tutti gli esordi lasciano il segno; così come non tutti gli incipit sono d’effetto e con quel giusto tocco di mordente che necessitano per acchiappare un lettore.
Se non avessi già letto un libro della Caboni, probabilmente avrei lasciato perdere, dal momento che ho trovato questo incipit piuttosto scadente, con una prosa ordinaria, che fa pensare ad una trama scadente, inoltre l’Autrice, non so perché, inserisce una scena di facile fraintendimento che potrebbe innervosire chi legge, come ha fatto con me.

Per fortuna, con il proseguimento della lettura, l’atmosfera cambia e in crescendo anche; gli intrecci che cominciano ad avvenire alzano indubbiamente l’indice di gradimento.
A parte il piccolo, fastidioso problema del doppio spazio a dividere le scene temporali che manca proprio, direi che questo libro si sviluppa in un modo molto intenso.
Ad ogni inizio capitolo ci ritroviamo un trafiletto dedicato ad una pianta, a fine libro abbiamo un ricco dizionario di piante con relativo uso.
Oltre a dimostrare una buonissima competenza in materia, grazie agli studi e alle persone che l’hanno istruita e acculturata, l’Autrice realizza una trama a mio parere impeccabile, per quello su Amazon le ho messo cinque stelle!

I tratti caratteriali dei personaggi sono molto plausibili, le vicende molto ben costruite, così come i paesaggi magici della Provenza.

[spoiler]
Una cosa che mi è piaciuta tantissimo è stato il messaggio che la Caboni ha inviato, il quale racconta la gravidanza come ulteriore passaggio di maturità dell’individuo femminile, come se la donna avesse la facoltà di fare due passaggi nella vita: il primo dopo l’adolescenza, il secondo, durante e dopo la gravidanza. Nel caso della protagonista Elena, l’aumentare vertiginosamente le proprie capacità relative alla sua professione; come se la gravidanza esaltasse le facoltà latenti dell’individuo Donna.[spoiler]

Una storia d’amore del tutto particolare, una storia dove i profumi raggiungono livelli tali di intensità, da divenire quasi corporei, quasi come individui pensanti. Un mondo dove i profumi si indossano, dove si sposano perfettamente con il tipo di persona che siamo: veramente profumi dell’Anima!
Di sicuro con Cristina Caboni continuerò!

Pubblicato in: 2017, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale, Thriller

Le maschere degli altri…

Tyler è un ragazzo speciale. E non perché è affetto da una rarissima malattia genetica che lo costringe a vivere al buio, quasi sempre nella sua stanza, senza altri contatti con l’esterno che non siano i familiari e Internet. No, Tyler è un ragazzo speciale perché, nonostante tutto ciò, è sicuro che prima o poi troverà il suo posto nel mondo. È lì fuori, da qualche parte, che lo aspetta. Lui deve solo cogliere l’occasione giusta per dimostrare agli altri, in particolare a sua madre, che nella vita se la può cavare anche da solo. Ed è per questo che, quando in un freddo pomeriggio di pioggia, la figlia dei suoi vicini scompare nel nulla, Tyler si mette in testa di risolvere il mistero e, all’insaputa di tutti, la notte inizia a uscire di casa per andare a caccia d’indizi, scoprendo così i piccoli, grandi segreti degli abitanti del quartiere. Ma, a poco a poco, si renderà conto che è proprio la sua famiglia a nascondere i segreti più pericolosi. Dodici anni fa, la vita di Eve Lattimore è cambiata per sempre. Seduta in un asettico studio medico, con in grembo il figlio di due anni e stringendo la mano del marito per farsi forza, ha ascoltato la diagnosi: per Tyler, anche la minima esposizione alla luce del sole potrebbe essere fatale. Da allora, ogni mattina prima che sia l’alba, Eve si assicura che il figlio finisca la colazione in tempo e ritorni in camera sua, dove le finestre sono schermate con pesanti tende nere. Poi chiude la porta a chiave, per riaprirla solo dopo il tramonto. Proteggere Tyler dalla luce è la missione di Eve. Una missione che lei non abbandonerà nemmeno quando, in un freddo pomeriggio di pioggia, commetterà una leggerezza imperdonabile e dovrà scegliere tra suo figlio e la verità. Eletto dalla critica americana come uno dei migliori romanzi dell’anno, La luce dopo il tramonto ci coinvolge in una storia profondamente autentica, animata da due personaggi a loro modo straordinari − Tyler, un outsider che vede il mondo da una prospettiva spiazzante e senza ipocrisie, e Eve, una madre che ha rinunciato a tutto per dedicarsi al figlio −, e che solleva degli interrogativi che prima o poi tutti noi ci troviamo ad affrontare. Fino a che punto è giusto spingersi per proteggere le persone che amiamo? Fino a che punto è giusto che le nostre paure condizionino la vita dei nostri figli?

Allora, due parole sull’aspetto clinico della malattia di cui si parla: Xeroderma pigmentoso.
Attenzione ad aprire la pagina di wikipedia perché la foto è piuttosto impressionante! Nel libro, il nostro protagonista Tyler è ancora intatto, sebbene molti dei suoi amici e moltissimi casi nel mondo non siano nelle stesse condizioni di grazia, ovvero degli adolescenti ormonalmente in subbuglio e ben dotati fisicamente, ma sorvoliamo, per dovere di trama è meglio così, vista la foto per esempio su Wikipedia.

Ok, parliamo un po’ in generale del libro; pare che ultimamente ho sfiga a scegliere i titoli fra le mie oltre 40 pagine di Kindle, perché anche questo, come l’altro letto (vedi rece giù), ha un finale insoddisfacente.
Peccato, mi ruga, dal momento che già dalla sinossi ci si trova di fronte ad un titolo molto accattivante, così come la copertina, un mix perfetto per attirare l’attenzione!

E’ con il compleanno di Tyler che inizia la narrazione, nei suoi sedici anni, ma è di notte che scopriamo la sua vera vita, quando all’insaputa di tutti e con tutte le precauzioni del caso esce nella notte, con la sua coltre di magia, nei boschi tra cervi incantanti, nascosto agli occhi di tutti, mentre con la sua macchina fotografica realizza scatti unici e irripetibili. E’ un ragazzo adolescente affetto da una malattia scomoda e, sebbene sia consapevole di quello che può fare e che invece non può, si scontra con il cambiamento del suo corpo e della sua mente.

Insieme e Tyler c’è Melissa, sorella maggiore, di cui non capiamo approfonditamente la natura psicologica e comportamentale, ma si analizzano solo alcune cose fondamentali, legate appunto alla narrazione.

C’è anche Eve, una madre che deve dividersi in due: una figlia sana e un figlio no. Quindi le dinamiche cambiano, le conversazioni e in comportamenti pure, ma sempre presente per entrambi.
Ma Eve è molto di più: è una donna che ha convinto i vicini a mettere lampade non alogene, che ha modificato la casa, che usa l’inventiva per creare per Tyler un mondo il più soddisfacente possibile.

Infine c’è un padre assente, che, chissà come, sia accaduto che la vita lo ha portato così lontano, mentalmente e fisicamente.

La narrazione è davvero travolgente, le descrizioni e le dinamiche familiari molto vivide, i personaggi sono ottimamente designati, la terribile scena che vivremo,  che già da sola serve a elettrizzare la lettura è solo la punta dell’iceberg. Perché in questo libro non c’è solo la malattia rara, i valori della famiglia, ma anche le maschere della gente, la falsità, la convenienza migliore ecc.

Finale a parte ne consiglio davvero la lettura!

Pubblicato in: Narrativa, Vetrina dei Libri

Armando Bonato Casolaro -Ultima birra al Curlies Bar-

Titolo: Ultima birra al Curlies Bar
Autore: Armando Bonato Casolaro
Editore: Historica Edizioni
Data di uscita: 18 maggio 2017
Pagine: 270; prezzo: € 17,00
ISBN-10: 8894870189; ISBN-13: 978-8894870183

 

Gabriel Estevan è un uomo dal fascino un po’ noncurante, di chi sembra mai del tutto presente, mai del tutto a suo agio in questo mondo. Ma è soprattutto uno stimato direttore d’orchestra che nel giorno del suo quarantaduesimo compleanno lascia improvvisamente il suo lavoro. Muovendosi all’interno di un mondo che, benché affascinante, non gli appartiene, fatto di sfarzo e donne bellissime ma anche di sotterfugi e corruzione, Gabriel si troverà a gestire, anche suo malgrado, una serie di eventi che provengono dal passato e che lo porteranno fino in India, alla ricerca di un amico scomparso. Un pressante commissario di polizia, un padre domenicano, una ballerina francese, un amico sassofonista, una giornalista, sono solo alcuni dei personaggi che contribuiranno a rendere intrigante la vicenda, arricchita da concerti in cui spiccano le arie più famose della musica classica sulle note di Wagner, Debussy e Ravel.

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Pubblicato in: 2017, Bambini, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

E’ un volume non convenzionale

Attenzione: questa recensione contiene spoiler.

A volte un paio di stivali rossi può aiutare ad affrontare il mondo e le proprie paure. Così è per Millie, che quando li indossa si sente forte e sicura. Ha sette anni ed è curiosa di tutto. Ha tanta voglia di fare domande, di conoscere, di scoprire. Per questo quando un giorno al centro commerciale sua madre sembra sparita, non si perde d’animo, ma cerca qualcuno che possa darle una mano a trovarla. È proprio allora che si imbatte in Karl che se ne sta seduto con lo sguardo perso nei suoi pensieri. Karl è un anziano un po’ speciale che mentre parla, digita nell’aria le parole. Solo in questo modo riesce a sentire ancora vicina sua moglie a cui un tempo scriveva parole d’amore sulla schiena. Millie si fida subito di lui e la corazza di diffidenza che Karl si è costruito intorno si scioglie grazie agli occhi sperduti e sinceri della bambina. Gli stessi occhi davanti ai quali Agatha sente nascere dentro una tenerezza ormai dimenticata. A ottant’anni non esce più di casa, dopo la morte del marito, e passa le sue giornate alla finestra a spiare i vicini. Ma appena scorge sulla strada Millie e Karl c’è qualcosa che la spinge a parlare con quei due sconosciuti, a uscire per la prima volta dalla sua solitudine. Perché Millie ha il dono unico di raggiungere il cuore delle persone. Perché il suo sorriso ingenuo e solare è capace di portare la felicità. Lì dove non ci si aspettava più di trovarla. Karl e Agatha si sentono vicini a lei come a nessun altro prima e decidono di ritrovare sua madre. E da quel momento per loro ogni cosa cambia. Scoprono che non è mai troppo tardi per vivere appieno la vita, per lasciarsi trascinare da un desiderio, per permettere all’amore di meravigliare ancora. E Millie è pronta ad imparare che non tutto ha una risposta e che questa è la magia del futuro. La magia di sapere che lungo la strada si perdono delle cose, ma che c’è sempre il modo per ritrovarle.

Ci sono modi e modi per scrivere successi e ve lo voglio dire chiaramente: Autori come Vanessa Diffenbaugh ci riescono in un modo che travolge, in un modo che rimane attaccato alla pelle per sempre. E poi ci sono Autori come questa Brooke Davis che ci provano, ma non ci riescono per nulla.
Onestamente mi sento anche ingannata, dal momento che è chiaro su quale perno giri il romanzo, inutile che aggiunga altro, chi è astuto per capire, capisca, chi non ha capito se lo provi a leggere e poi si farà la sua recensione.
Ma il nervoso mi è rimasto appiccicato e la cosa risulta negativa per l’Autrice che ha perso sicuramente una lettrice.

Ma adesso passiamo su un piano serio: il libro non è brutto e basta. E’ ottimo, se lo guardi con una certa angolazione, piuttosto di sbieco: alla fine a certe cose, nella vita, non è davvero facile dare risposta e in questo libro ci sono temi piuttosto importanti che non vanno assolutamente ignorati: la responsabilità genitoriale, il senso umano del nostro essere umani (scusate il gioco di parole), la magia dell’essere bambini (e qui alludo anche al titolo, che c’entra il perso e il ritrovato?)
La verità è che l’Autrice ci tiene incollati nella lettura con la falsa promessa del ritrovamento della madre, cosa che non avviene! Del destino della bambina un accenno sommario che liquida il tutto così… a quel punto la storia decade e a me dà noia.

Il POV è prevalentemente quello della bambina, dalla quale assisteremo alla magia strana e creativa che solo un bambino può esternare, quel mondo visto e vissuto in un certo modo, quel mondo bizzarro che assomiglia molto al Mago di Oz, quella purezza e quell’aura di innocenza che possiedono i bambini.
Ma avremo modo anche di leggere la storia anche attraverso gli altri due personaggi: Karl e Agatha, entrambi anziani, entrambi con una vena (molto grossa) di follia.

Un’altra particolarità è l’argomento della morte, inteso come perdita, tutti i personaggi che incontreremo avranno perso qualcuno e ne soffrono in modo più o meno vistoso.
Millie ha iniziato il suo quaderno delle cose morte quando è morto il suo primo cane, da lì a seguire la lista si è molto allungata e, in questa lista, ci saranno anche mosche, ragni ecc.

In conclusione, a voi la scelta di leggerlo. Io ho solo ricordato la magnificenza narrativa di Vanessa Diffenbaugh.
Alla prossima, lettori!!

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

La potenza del mondo onirico

È quasi sera, l’aria è tiepida e le sfavillanti luci della Quarantottesima strada si stanno accendendo una per una. A Kate sembra quasi che stiano indicando il percorso del suo cammino. Non le manca proprio niente per essere di nuovo felice: ama il suo lavoro di musicoterapeuta e, a casa, il suo compagno Dan la sta aspettando per portarla alla grande festa che ha organizzato per festeggiare il loro fidanzamento. Ma anche se non riesce a confessarlo nemmeno a sé stessa, Kate non ha ancora superato il dolore che si nasconde nel suo passato. Perché dodici anni prima l’uomo che amava più di tutti al mondo, Patrick, suo marito, se n’era andato, all’improvviso, proprio prima di confidarle un segreto che avrebbe cambiato per sempre la loro vita. Kate non è mai riuscita a scoprire di cosa si trattasse. Eppure adesso, quando tutto sembra lontano, Patrick inizia ad apparirle in sogno. È insieme a una bambina, e stanno cercando di dirle qualcosa. All’inizio Kate crede sia solo un incubo. Ma quando per caso conosce una bambina identica a quella del sogno, capisce di non potere più ignorare il passato.
Perché negli occhi di quella ragazzina si nasconde una rivelazione sconvolgente, un segreto lontano, forse lo stesso che Patrick avrebbe voluto rivelarle anni prima. E che forse adesso può far guardare Kate al futuro con occhi nuovi. Occhi pieni di luce e gioia, come quelli che brillano di fronte a una nuova alba.

Questo libro doveva avere un altro nome, il nome di un libro che non ho ancora letto, che si intitola: -La magia delle cose perse e ritrovate-, titolo molto attinente per questa trama così intensa!

La protagonista Kate, dopo aver detto sì al suo annuncio di fidanzamento, sembrerebbe tornare felice, dopo dodici lunghi anni finalmente! Ma non è così: ha semplicemente lasciato passar il tempo, lasciandosi trasportare come una foglia sul velo liquido di un placido fiume.
-Quando all’alba saremo vicini-, ovvero quando inizieranno i sogni, così diversi da quelli tradizionali, così tremendamente nitidi e reali, le emozioni diventeranno travolgenti, forti e vivide, diventerà impossibile non sentirsi il groppo alla gola immaginando la drastica eventualità di una nostra solitudine: impossibile quindi, evitare la forte empatia nei confronti della storia di Kate.
I sogni continueranno e, i sogni, sono la chiave di volta del romanzo: trovo molto azzeccato il fatto che, in quei sogni ci si è aggrappata con i denti per riprovare (ovvio) nuovamente la gioia di stare con il marito perduto (drammaticamente perso in un incidente stradale), ma i sogni le serviranno per comprendere davvero e fino in fondo, il falso rapporto avuto con il suo attuale fidanzato Dan.

In quei sogni conoscerà sua figlia, nata dal marito perduto, in quella vita parallela dove il mondo che lei conosce è andato in direzioni diverse da “se non fosse accaduta una tale situazione“, e sarà proprio la figlia adolescente nella vita parallela che la spingerà in un percorso di ricerca che la porterà sull’orlo della follia, su una giostra cattiva di felicità e profonda depressione: perché alcune cose corrispondono a realtà? Anche quando lei era all’oscuro? Oppure che dire di luoghi nati in posti in cui lei non andava da anni? Lo avrà sentito ed elaborato inconsciamente? Oppure in quella vita qualcosa è reale?

Kate quindi, con fatica, cerca di scindere le due realtà, cercando di non piombare troppo nella delusione quando una persona che cercava non c’era più, oppure un posto dell’altra realtà non corrispondeva mentre altri sì.

Tuttavia, un lettore attento si accorgerà del fatto che il processo di guarigione è iniziato, processo che le ha donato nuova fiducia, nuove prospettive e forza per aprire la vela della sua vita e ridimensionare la rotta.
Per coloro che non se ne accorgeranno subito, l’autrice ci riserva uno dei molti sogni, ad alto contenuto simbolico, e sarà inevitabile non capire che la protagonista sta guarendo.

Sintetizzando, nel complesso è davvero un ottimo libro, per me solo un evento è piuttosto inverosimile, ma lo è per me, che sono un individuo egoista e poco sociale.
La trama è di un intensità travolgente, i personaggi sono talmente ben delineati che è difficile criticarli; le tematiche che scorrono in questo libro sono molto importanti e delicate: parliamo di adozioni, di bambini speciali esclusi dalla vita di terzi come oggetti rotti, non ha tutti è destinata la bontà d’animo che coinvolge alcuni dei personaggi di questa storia.

Il libro ricorda dolorosamente il capolavoro di Vanessa Diffenbaugh –Il linguaggio segreto dei fiori-, senza offese, non è a quel livello ma non si discosta molto, il problema è che la Diffenbaugh ha una modalità di esporre che pochissimi riescono a riprodurre.

Consigliato!

Pubblicato in: 2017, Narrativa, Sociale, Storico, Vetrina dei Libri

“L’Ammerikano” di Pietro De Sarlo (Review Party)

Un caloroso saluto popolo libroso, anche se non sembra io e Pier continuiamo a leggere e, in questa serata, vi presentiamo questo Review Party, una interessante iniziativa di Saper Scrivere!

Pietro De Sarlo vi presenta –L’Ammerikano– un interessante libro ambientato sia nella nostra Italia, che nella ‘lontana’ America, dagli inizi del ‘900 ai giorni nostri!

Il tranquillo scorrere della vita a Monte Saraceno, un piccolo paese dell’appennino lucano, viene sconvolto dall’arrivo di un uomo dal passato oscuro e inquietante: l’Ammerikano. Wilber Boscom, l’ultimo discendente di una coppia emigrata clandestinamente negli Stati Uniti, ha appena portato a compimento la sua personale e atroce vendetta contro una famiglia mafiosa italo-americana, gli Zambrino, ed è per questo costretto a fuggire per evitare sanguinose ritorsioni.
Ma appena l’uomo approda nel piccolo centro all’ombra dei pozzi di petrolio della Val D’Agri, il suo passato si intreccia con la placida realtà del luogo, alterandone inevitabilmente gli equilibri e innescando una sequenza di eventi che vede in Vincenzo, un suo lontano parente, un contraltare perfetto del protagonista.
La fitta trama di questo libro si snoda in modo piacevole, alternando tragedia e commedia, noir e rosa, ma tenendo sempre alto il livello emotivo della narrazione, e ciò che scorre sotto la superficie del romanzo, condotto con uno stile avvincente e al contempo ironico, è una sovrapposizione di strati splendidamente contrastanti, dove finanza e traffici internazionali si mischiano alle tradizioni e ai vizi di un’Italia che non c’è più. Che crediamo non ci sia più…

Vi proponiamo qui i nostri appunti, pensieri emersi durante la lettura e opinioni varie

GEMELLI DIVERSI
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Le vie della genetica umana sono lunghe, tortuose e inestricabilmente complesse.
Due vite parallele di due uomini, di qua e di là dell’Oceano Atlantico, sottilmente legati da lontani antenati comuni e da una fisionomia quasi identica.
L’uno conduce una vita americana con un iter tipicamente WASP, in una famiglia agiata, titolare di un cantiere navale per yacht privati, e con brillanti prospettive per il futuro, salvo poi imboccare una via discendente che, fra alterne vicende, lo porterà in Europa, nella terra natale dei suoi antenati.
L’altro è l’ultimo scalcinato discendente di un’antica famiglia un tempo facoltosa che dominava con le sue ricchezze l’intero suo paese natìo. Questi, privo di ambizioni di sorta, vive all’ombra della moglie, donna di forte carattere, trascinando la sua vita nella inalterata monotonia, alternata fra la gestione di una piccola bottega d’alimentari e le chiacchere di paese, ferme nella granitica forma mentis di convinzioni rigidamente tradizionaliste e poco aperte (anche se con poche eccezioni) alle innovazioni del mondo moderno.
L’Autore, partendo da questi due personaggi, ma con l’indispensabile corredo di co-protagonisti, costruisce un veritiero affresco narrativo, la cui fluidità d’esposizione mantiene come una calamita il lettore attaccato al libro fino al finale a sorpresa (ma neanche tanto), spaziante nell’arco di un secolo, toccando temi importanti come il fenomeno dell’emigrazione di massa di innumerevoli Meridionali italici e delle loro peripezie nella traversata oceanica e dell’accoglienza non proprio lusinghiera nella patria dei WASP.
Una veloce carrellata dei primi anni del Novecento fino ai primi effetti del “Boom” economico degli Anni Sessanta, nell’Italia del grande sviluppo industriale, visto e sperimentato attraverso il filtro della società del paesino lucano di Monte Saraceno, teatro quasi unico di una genesi di Linee di Vita che dopo tante decadi, risolvono i loro nodi nel loro luogo d’origine. (Pier)

MATRIOSKA STORICA
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«Wilber non credeva ai piani dettagliati e perfettamente organizzati, ma solo a dei canovacci che richiedevano prontezza di riflessi e rapidità nel cogliere le occasioni».

Mi chiedo invece, se l’Autore abbia creato un piano perfetto per questo libro, che è una perla di lettura.
-L’Ammerikano- è una lettura per tutti i palati librofili, un libro (lungo al punto giusto) che tocca svariate tematiche: l’antichità del passato, la quotidianità di un paese, l’ironia della sorte, il dolore della perdita, i misteri di un giallo, le tinte fosche di un film mafioso e molti altri aspetti della nostra esistenza.

«Non dovete pensare che siano i politici a dover cambiare, siete voi a dover modificare la vostra mentalità»

Ed ecco che abbiamo il vero protagonista di tutto il romanzo, abilmente narrato in stile matrioska: Wilber Boscom. Un uomo finito che cerca disperatamente la sua vendetta.
Così, in un incipit tutto casalingo…

«Vince’ tu si’ fesso»
«Rusì, e che è stato? Cosa ho fatto?»
«Vince’ tu si’ fesso e pure strunz’!»

…comincia la storia dell’Ammerikano, storia che va a intrecciarsi con l’albero genealogico della famiglia Ametrano. Una storia che amo considerare una matrioska, giacche ci ritroviamo diversi capitoli che esordiscono con la sfuriata della cara “Rusì” e proseguono, senza quasi accorgersene, a parlare del passato, inteso come vita antica, con i suoi oggetti i cui nomi è difficile ricordare, oggetti oggi sostituiti dai comuni elettrodomestici e che ti chiedi come facevano a vivere senza lavatrice oppure senza congelatore ecc… ma indovina un po’: vivevano lo stesso!
E’ che diciamocelo chiaro: ogni generazione rimpiange un passato svanito, perché viviamo in una società che è sempre più ansiosa e travolgente.

La prosa è molto scorrevole, il libro non ha MAI momenti noiosi, i personaggi rimangono fedeli alla loro personalità.; la nostra matrioska ci porta nei meandri delle vicende di molti personaggi e lo fa con notevole maestria, esplodendo in un finale totalmente spiazzante com’è giusto che sia la fine di un libro!
Voto alto per Pietro De Sarlo e grazie a Saper Scrivere, agenzia letteraria che seleziona e sostiene davvero ottimi Autori! (Sonia)

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