Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Trilogia

Storiella da spiaggia

Il mio nome è Charley Davidson e non sono una donna come le altre. Ricordo ogni singolo istante della mia esistenza, e parlo con i morti. Devo anche aiutarli a staccarsi per sempre dalla loro vita terrena. Come se ciò non bastasse, faccio l’investigatore privato. Dicono che ho un carattere esplosivo, e una determinazione che mi aiuta a non perdere di vista la realtà. Da qualche tempo, poi, una presenza eterea e oscura, sensuale e terribilmente familiare mi perseguita…
Charley è tutto fuorché una donna comune, e fra piste da seguire, tracce da decifrare e pericoli sempre in agguato, non ha un attimo di tregua… Ora la resa dei conti si avvicina, e mentre una fitta rete di misteri la avvolge sempre più, lei ha una sola certezza: niente le impedirà di andare fino in fondo per scoprire cosa si nasconde dietro le sue origini. A movimentare la sua ricerca, però, arriva lui… Ma chi è questo essere affascinante e misterioso che impedisce a Charlotte di concentrarsi, che la distrae, e che le fa sentire un desiderio che non riesce a controllare?

Eh sì, dopo -La cacciatrice di bugie- (non proprio un successo per me), ho deciso di rimanere in “attività venatoria” con -La cacciatrice di anime-
L’incipit è sbarazzino, come anche il resto dell’opera, dialoghi moderni e un personaggio che ha davvero del singolare. Un po’ fastidioso il fatto che non è ben chiaro se è un libro auto-conclusivo o se prosegue e non tutti hanno voglia di fare ricerca su Amazon per verificarlo e sì, trattasi di una trilogia, come si può apprendere da qui.

Principalmente la nostra protagonista assomiglia molto alla bellissima Melinda Gordon di Ghost Whisperer, ma poi cambia, diventa più di tendenza con un linguaggio più diretto (per usare un eufemismo ^^).
La scrittura è piacevole e la bizzarria di alcune scene, condita da metafore sulla morte e momenti molto bizzarri, rendono questo libro potenzialmente interessante, tuttavia manca qualcosa che non riesco a identificare, manca quell’ingrediente che ti lascia soddisfatto a fine lettura.

Proprio per non denigrare l’opera ci tengo a precisare che le descrizioni sono molto curate, l’autrice farcisce i dialoghi con molte azioni sia di personaggi che ambientali, e ho sempre apprezzato questa fusione tra i vari elementi, inoltre la vicende col personaggio maschile promettono bene, salvo alcune mie note personali che non starò qui a descrivere.

Concluderò questa breve recensione dicendo che sì, continuerò la trilogia, ma senza particolare urgenza.

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Pubblicato in: 2018, Autobiografia, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

Immaginavo qualcosa di differente.

«Tu sei incredibilmente empatica»: è la frase che la protagonista si sente ripetere fin da quando è bambina, a scuola come a casa. Per lei, all’inizio, è complicato capire in cosa consista veramente questa qualità. Di certo sa solo che è un talento e, forse, anche una condanna. Quando, anni dopo, il suo dono viene notato da un importante magistrato, per lei si aprono inattese porte professionali… e personali. Perché quel suo talento va ben oltre l’empatia: lei ha un orecchio assoluto per la verità, e soprattutto per la menzogna. Capisce, intuitivamente, tutto ciò che si cela dietro i racconti e dentro i silenzi delle persone. Diventa perito fonico forense, addestrandosi e affinando quel talento naturale, e nel giro di poco tempo si ritrova a lavorare sulle intercettazioni dei casi di cronaca più sconvolgenti, quelli sulla bocca di tutti, quelli che finiscono su giornali e telegiornali… Ma viverli dall’interno è una cosa diversa: tanto entusiasmante a livello professionale quanto capace di mettere a dura prova la sua resistenza emotiva. Per svolgere un lavoro così delicato, deve imparare ad ascoltare analiticamente le voci, a identificarle e a distinguere in chi parla i momenti di lucidità da quelli di autentica follia. È una cacciatrice di bugie, sì… Ma a quale prezzo? Diventa sempre più complicato conciliare il piano professionale con quello personale. È sempre più arduo “uscire” dalle storie dopo ore e ore di ascolto delle intercettazioni…

L’epilogo s’incrocia con l’incipit, per questo romanzo che, guardando la cover, sembra avere l’impostazione di un piacevole libro di narrativa, ma che così non è.
Il romanzo assume toni autobiografici, anche se non è riportato da nessuna parte e dopo una breve ricerca scopriamo che l’autrice è la stessa persona della protagonista, difatti la mia deduzione all’autobiografia è un nome, tra i vari ringraziamenti che è il medesimo di un personaggio nel racconto, che a sto punto non so quanto sia racconto e quando storia reale.

Il problema di questo libro è che la professione e la crescita professionale relativa all’autrice hanno il sapore di una vita piena e di successo, mentre il romanzo non entra in qualche categoria specifica, lascia confusi, ripeto: è un racconto di fantasia o il riassunto della propria vita?
Di sicuro, a parer mio, Alessandra Monasta non funziona bene come autrice.

Questo romanzo ha diversi problemi, è iniziato molto, molto bene, regalandoci alcuni  affreschi storici giudiziari della nostra Italia, “le nostre magagne” insomma, storie di ingiustizia farcite da nomi famosi che ancora fanno tremare di rabbia, e il romanzo sembra volgere in quella direzione, tra l’altro il libro è impostato tipo diario e non in maniera sequenziale, a volte con salti temporali che non vanno certo a favore della lettura, secondo me.

La storia sarebbe stata stimolante se rimaneva sul filone storico/giudiziario, mentre invece poi è diventato un po’ un polpettone di vita privata e pubblica e disperdendo l’interesse in troppe cose, peccato veramente.

Non credo che continuerò a leggere libri di quest’autrice, purtroppo e mi dispiace.

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

Intrecci Sufi.

Ella Rubinstein ha quarant’anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l’amore. Quando l’agenzia letteraria con cui collabora le invia il romanzo di un autore sconosciuto per un parere, di certo Ella non immagina che un oggetto tanto innocuo possa sconvolgere la sua esistenza. È così che Dolce eresia e la storia dell’immortale amicizia tra il poeta Rumi, lo “Shakespeare dell’Islam”, e il derviscio Shams, suo discepolo, entrano come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Dalla Turchia mistica all’America di una casalinga disperata, Elif Shafak tesse uno straordinario inno all’amore, alla sua inafferrabile bellezza, alla sua infinita capacità di travolgerci. E al tempo stesso una celebrazione delle storie che i libri sanno raccontare, a volte cambiandoci davvero la vita. Un grande romanzo acclamato dalla critica internazionale come il capolavoro di un talento fuori dall’ordinario.

Quando scelsi questo estratto come libro da leggere, non mi ero subito resa conto che il punto cardine fosse la religione islamica, di fatto, proprio questo tema ha fatto la differenza, dal momento che ha fatto emergere alcuni interrogativi, di quelli esistenziali.

Non ho avuto per le mani una lettura entusiastica e centrifugata come al solito, come alcuni bellissimi libri intensi letti di recente, ma di fatto non mi affretterei a considerare questo libro noioso, lo definirei invece riflessivo e anche illuminante, e chissà se la sua morale riuscirà a radicare in me uccidendo il tran-tran causato dalla monotonia e dalle incombenze quotidiane. Facendo due conti veloci non credo che però possa andare oltre lo sforzo che faccio ogni giorno per essere sempre più illuminata, non finché mi sento responsabile per la mia famiglia; il Derviscio errante e insolente del romanzo amava tutti, ma al contempo non era legato a nessuno, e a quel livello non ci sono.

Credo sia comunque una lettura utile a tutti, quell’introspezione, quel rimodellare la religione e non solo quella islamica, quella mistica riflessività sprigionata da Shams il Derviscio, può forse scuoterci dall’odierno, farci almeno capire che il mondo non è solo bianco o nero.

Le vicende si svolgono indicativamente su tre piani temporali: la vita quotidiana di Ella Rubinstein nel suo contesto famigliare; la vita Errante dello Scrittore Aziz di cui lei deve valutare l’opera per una casa editrice e, infine l’opera stessa: una storia di amore (e odio) di Sufi e musulmani (e cristiani), ambientata verso la fine del 1200.
In questa triade narrativa, talvolta, in alcuni capitoli, si affacciano personaggi apparentemente messi li a caso, individui che, come si intuisce, saranno dei tasselli piuttosto significativi del -grande e ineluttabile disegno di dio-.
Tra questi spicca una donna che, per la forza del suo animo, mi rimarrà nel cuore per molto tempo: Rosa del Deserto.

Sono un Sufi, figlio del momento presente.

Spesso nella lettura di questo volume, ho percepito note discordanti da parte dell’Autore sull’estremismo eccessivo nella lettura delle religioni, condivido appieno questo pensiero. Forse proprio perché si narra di un’altra religione questa lettura si rivela spirituale e riflessiva più di qualsiasi “visita domenicale” qualunque.
Il corpo di Shams è un involucro superfluo dinnanzi al Divino e alle infinite possibilità che si scoprono al di là di esso.

E a fine lettura una domanda banale ma sconvolgente: viviamo davvero qui e ora?

Consigliato? Secondo voi?

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Apparenze e il loro opposto.

“Oggi ho finalmente capito: non sono le novità a regalare cambiamenti, ma è l’esatto opposto. Per ottenere ciò che si desidera, ciò che fa stare bene, ciò per cui vale la pena vivere, bisogna rimboccarsi le maniche e tirare fuori le unghie. Sbagliare è provare a fare qualcosa di diverso, non fermarsi davanti alla paura, alla sensazione di non essere abbastanza capaci o pronti. L’errore è vita”.

Il volume è strutturato, capitolo dopo capitolo, da entrambi i punti di vista dei protagonisti: Catherine Shaw ed Eli Khan (Cat ed Eli), che già non è una cosa così semplice.
Per coloro che seguono l’Autrice da tempo sanno che questo libro è dedicato alle persone sovrappeso, perché l’Autrice stessa è rientrata in questa categoria, affrontandola e sconfiggendola.

Avevo già intuito nella saga de -Le Cronistorie degli Elementi- che Laura Rocca è un’Autrice particolare, con una modalità di scrittura accattivante che fa emergere immagini e sensazioni molto forti, con questo romanzo ne ho avuto la conferma: questo non è solo un volume che incita a lottare per il proprio benessere, è anche un libro ironico (in realtà mi sono sbellicata dal ridere in moltissime occasioni, quindi ironico è riduttivo). Un libro che parla di coraggio e di amicizia.
Una cosa che mi ha fatto andare letteralmente in brodo di giuggiole è stata l’abilità narrativa dell’Autrice nell’esporre la trama su due filoni narrativi: quello che accade nella realtà sociale, quella delle facciate e dell’apparenza e quella invece che accade nella nostra testa, che spesso è solo frutto delle nostre incertezze e delle parti più deboli del nostro io. Per questo Laura ha creato Erin, (un personaggio frizzante ed esplosivo): per ricordare a Cat che non può basare le sue scelte e le sue decisioni su quello che suppone con gli occhi e meno male che Erin ci sia stata così spesso!

Grazie a questo modo di scrivere di questa eccellente Autrice poliedrica ho molte aspettative su di lei, sui suoi prossimi lavori.

L’ironia di cui parlavo prima, ovvero scoppiare letteralmente a ridere in moltissime scene, predomina la prima parte del libro, questo aspetto così divertente viene smorzato nemmeno tanto lentamente dalla serietà e dall’importanza che l’amore ricopre nella nostra esistenza, anche la lettura si è fatta intensa quando ho cominciato a sentire odore di epilogo, e con essa arriva sempre anche il terrore di rimanere delusi dal finale. Per fortuna in questo volume non accade!

Per me, che non ho mai avuto problemi di obesità questo libro è stato molto importante per capire le sembianze che il cibo assume per queste persone, come se fosse davvero un’entità malvagia, vista però, come un faro di speranza e salvezza.
Per le persone che effettivamente hanno attualmente questo problema non so, spero solo che infonda loro l’energia finale per iniziare questo duro cammino, perché alla fine è davvero una questione di consapevolezza e volontà.
Io posso fare l’esempio del fumo, ero una fumatrice molto tempo fa, sempre molto tempo fa morì il mio primo cane, Skipper. Per me il vuoto fu enorme e cominciai a fumare una sigaretta dopo l’altra, proprio quello stesso giorno mi resi conto che mi sarei davvero fatta molto, molto male così feci quella promessa al mio piccolino: avrei smesso di fumare.
A distanza di oltre 15 anni non ho mai nemmeno più avuto una ricaduta, è stato il mio fioretto. Non vi dico che sia stato semplice, ma vi dico invece la stessa cosa che ha detto l’Autrice: dovete volerlo, dovete VOLERE che quella determinata cosa finisca, anche se non troverete la vostra Erin o il vostro Eli, perché la vita è solo vostra.

Auguri gente e… che aspettate a leggere il libro di Laura?

La scoperta del vero Amore

Continua a leggere “Apparenze e il loro opposto.”

Pubblicato in: 2018, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Saga, Sentimenti, Sociale

La verità è come l’acqua: trova sempre la via.

Abbandonata nella campagna dell’Oregon, dove la credono morta, una giovane donna sfida ogni previsione e sopravvive, ma quando si sveglia non ha alcuna idea di chi sia, o di cosa le sia successo. La donna si dà il nome di Acqua, per un piccolo tatuaggio che scopre sul suo corpo, il solo indizio di un passato che non ricorda. Accolta da Ginny Fitzgerald, una signora irascibile ma gentile che vive in una fattoria, Acqua comincia lentamente a ricostruire la propria vita. Ma mentre cerca di rimetterne insieme i frammenti, altre domande si fanno strada nella sua mente: chi è il vicino di casa che in silenzio lavora sotto il cofano della sua Barracuda? Perché Ginny non gli fa mettere piede nella sua proprietà? E perché Acqua sente di conoscerlo? Jesse Welles non sa quanto tempo ci vorrà prima che la memoria di Acqua riaffiori. Per il suo bene, Jesse spera che non accada mai. Per questo cerca di tenersi alla larga da lei. Perché avvicinarsi troppo potrebbe far riemergere cose che è meglio lasciare sepolte. Ma si sa, l’acqua trova sempre una strada per tornare in superficie…

Apprezzo moltissimo i libri che parlano della memoria perduta, anche questo non è stato da meno, anzi, su Amazon mi sono scappate le cinque stelle!

-99 giorni- è quel tipo di libro dove l’autore espone gli eventi principalmente al lettore, lasciando i personaggi un po’ all’oscuro, anche se (ovviamente) si guarda bene dal dirci quello che davvero vogliamo sapere. E’ il caso di questa storia, dove i capitoli sono alternati passato/presente. Al principio assistiamo al dramma, poi passiamo al principio della storia dove questi due ragazzi si sono incontrati e come. Mano a mano che saltelliamo temporalmente, veniamo a conoscenza dei fatti, del come si è arrivati al dramma e di un sacco di altre cose che ho trovato molto appassionanti.

E poi all’improvviso eccolo lì: la descrizione di un amore puro e travolgente.
Jesse e Alexandria.
Due giovani all’apparenza diversi, ma che scopriranno un’affinità così profonda che andrà oltre la morte, oltre la gente e oltre la paura.

Una storia che contiene molti messaggi di grande impatto sociale, una storia che sì parla di amore tra uomo e donna, ma è anche famiglia, storie ed epoche.
Alexandria Petrova è un personaggio eccezionale che nelle sue vesti iniziali è sfuggente, sensuale, intelligente, ma è nelle vesti di Acqua Fitzgerald che scopriamo chi è, che possiamo sfogliare il suo carattere e le sue caratteristiche e quando andremo nelle fase finali della storia crescerà il senso di perdita, la voglia di continuare e leggere di loro, di come continuerà la loro vita.

Molti personaggi e ben caratterizzati, molto fluido, un romanzo che tocca molto della nostra realtà.
Un romanzo che consiglio di tutto cuore!

Pubblicato in: 2017, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., Narrativa, Trilogia

Quando tutto, si conclude.

Qualcuno è tornato a vivere su Prima Stella d’Incanto, la Dimensione distrutta.
Inquietanti rapimenti coinvolgono tutto l’Ovoide.
Il tempo dell’attesa è finito, Lunar vuole tornare alla Vita, ma per farlo dovrà affrontare la Morte. È lei a custodire Sinbad, è lei il mistero più grande.
Due storie si intrecciano e attendono il momento dell’incontro.
È l’ultima avventura, la chiusura di una vicenda intensa, la fine e l’inizio delle Vita.

Lunar lascia i Cieli Razionali in compagnia di Sky, lo Spirito Guida. Ha deciso di riportare in vita Sinbad che si trova nella Terra dei Morti. Per farlo dovrà cercare un misterioso libro, depositario di un sapere assoluto. Carte dal significato oscuro la guideranno lungo i dedali di un Labirinto che si rivelerà essere molto altro. Ma Lunar è inseguita, come tutti i Nativi di Prima Stella d’Incanto è braccata. Qualcuno è interessato ai poteri degli abitanti della Dimensione distrutta e, in particolare, ad Agav, regina di Prima Stella d’Incanto e amica di Lunar. Agav non è più ciò che molti ricordano.
Nulla è come appare in questa storia che si muove su piani fantastici, onirici, psichici.

Mi rendo conto solo ora, che, dal romanzo -Dodici Porte- sino ad ora, l’Autrice è stata ampiamente riconosciuta e ricompensata, come si può vedere sul suo sito/blog: Daisy Franchetto.

Io nel frattempo ho concluso l’avventura, che non mi ha soddisfatto come desideravo e so perfettamente perché: come il romanzo ultimo di Daisy, la vita non finisce mai, con le sue insidie, i suoi tranelli. Ma in contemporanea anche gioie immense, emozioni mistiche nascoste nel nostro io, piccole magie e anche grandi soddisfazioni. Romanzi come questo di Daisy Franchetto non possono semplicemente finire e basta.

Ad ogni modo, ognuno dei libri ha una sua impronta precisa:
– il primo è stata una ventata di freschezza, una cosa nuova, anche un po’ fuori categoria;
– il secondo, un mito con l’introduzione di uno sfondo fantasy tangibile;
– questo ultimo libro è un misto di molte cose.
Lunar non è più lei, normale, è giusto così, ma la Lunar che ho conosciuto nella casa della Loba e de La Mamà è stata l’unica Lunar che ho amato davvero, in sostanza sto dicendo che il primo libro è il mio preferito dei tre, per la sua originalità e purezza.
La Lunar di questo ultimo libro è la Lunar originale, quella che ha ripreso completo possesso della sua Anima, una donna matura ormai, oltre che la più potente veggente dell’ovoide.
Ecco, ma parliamo dell’ovoide, lo avete visto?

Io ci credo, sono certa che le dimensioni parallele siano così! Tra l’altro, noi umani siamo gli unici ignari dei veli che portano altrove, bè sì, forse non tutti 😀

Tornando al romanzo…
Sì che le note fantasy permeano l’intero romanzo, special modo nella fase iniziale, eppure le tinte fosche non si fanno attendere e già dalle prime scene clou, possiamo immaginare quello che la protagonista dovrà subire per proseguire la sua storia come sa che deve fare.

Verremo indotti a determinate riflessioni già dalla primissima prova, ma l’Autrice ci dice una cosa tra le righe, perché altre potranno sconvolgerci la visione.
In quest’ultima avventura Luna si spingerà veramente ai margini dell’accettabile. Nonostante sia successo quello che è accaduto nel finale dell’ultimo libro, la Franchetto riesce a stringerci il cuore in nuove separazioni, nuove prove e tanta incertezza.
L’Autrice descriverà scene impossibili, a parer mio, ma che saranno facili da identificare come vere.

Quest’ultimo viaggio è il mondo, i mondi descritti da Daisy Franchetto sono viaggi alchemici, esoterici, spirituali. Varchi dimensionali carichi di un proprio significato, collegati l’uno con l’altro, tutti importanti allo stesso modo.
Daisy Franchetto è da leggere!

Pubblicato in: 2017, Dark, Fantasy, Kindle - letture digitali., MITI, Narrativa, Sociale, Trilogia

L’unicità si trasforma in complessità

Lunar è tornata. A tre anni dall’esperienza nella Casa e dalla violenza che l’ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina. Abita da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad, su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l’anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti. Dopo l’ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c’è l’amico Sinbad a ricordarle chi lei sia. Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e il suo amico a quattro zampe a contatto con le Dimensioni parallele. Lunar e Sinbad, con l’aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rappresentati da sei lapidi bianche. Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti. Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell’inconscio.

Dove –Dodici porte– si è rivelato essere un potente percorso personale, questo nuovo volume ci fa capire che si può fare di più! E’ così Daisy Franchetto colpisce ancora.
Tra le pieghe della normalità che affligge Lunar da ormai tre anni, nel sottosuolo mistico mentale di questa eccezionale Scrittrice, nuove trame e nuovi drammi si dipanano per realizzare disegni superiori.

Mentre godiamo del rapporto simbiotico tra la ragazza e il potente personaggio proveniente dal mondo Ctonio, Lunar dubita di sé stessa, permette alla dimensione terrestre di scalfire la sua vera personalità e di sminuirsi, questa è la prima delle innumerevoli metafore della Franchetto: sfaccettature multiple di quel che siamo, del danno che opera la società odierna, che sistematicamente ci mette tutti in fila come burattini.
Quando i meccanismi si mettono in moto, Lunar sa che deve andare, ma non sa in realtà che stavolta non si tratta più solo di lei;
Assisteremo a scene dolci ma anche a scene raccapriccianti, una moltitudine di personaggi nuovi ci faranno godere di nuovi punti di vista.

Sono sempre estasiata dall’abilità di Daisy Franchetto nel formulare delle metafore spirituali ed esoteriche così potenti, di descrivere dei mondi così ricchi di simbologia e significati, posso tranquillamente dire che nel panorama di mia conoscenza è l’unica nel suo genere. L’unica!

Non è un libro per tutti, è un libro per le persone che credono all’esistenza di altre cose, oltre quelle che vediamo, persone aperte di mente.
Oltre la spiritualità è stata ritagliata una storia d’amore degna di un saggio storico, e sarà proprio questa che aprirà le danze al terzo ed ultimo volume di questa eccezionale trilogia: -Tre lacrime- ed è già in mio possesso!

Daisy Franchetto è una di quelle Autrici che non rientrano in nessuna categoria, sono come quei grilli parlanti che irrompono nella nostra vita, sussurrandoci nelle orecchie verità che non ricordiamo esistere.
Meditazioni, che portano nel nucleo di noi stessi; Draghi Alchemici, potenti creature essenziali per l’equilibrio di tutte le dimensioni; Angeli vendicatori; città del peccato e moltissime altre dimensioni che ci faranno capire anche come questo pianeta (seppur solamente fisico), possa rompersi come cartapesta se si erode nei punti giusti.

Pubblicato in: 2017, Fantasy, Kindle - letture digitali., Misteri, Narrativa

Maledizioni e generazioni.

Claire, italiana d’adozione, non ha ricordi della sua infanzia, ma possiede l’abilità di leggere le memorie degli oggetti e delle persone che tocca.
Quando, per caso, si trova fra le mani una lettera di sua nonna, creduta morta da anni, si rende conto che le sono state raccontate molte bugie. I suoi genitori, infatti, non solo l’hanno tenuta lontana dalla Bretagna – sua terra d’origine – senza spiegarle le ragioni, ma le hanno nascosto che lei è la causa della loro fuga dalla Francia. Qualcosa è accaduto quando era solo una bambina. Qualcosa che non ricorda.
Determinata a capire, Claire decide di raggiungere la Bretagna.
E in quella terra di leggende, battuta da venti e tempeste, si imbatterà nei Laouenan, ricca famiglia che vive in un maniero arroccato su una scogliera. Qui scoprirà che un segreto terribile circonda l’enigmatico e taciturno proprietario da cui tanto si sente attratta, e che un filo sottile li lega.
Ma sarà solo scavando nel passato dei Laouenan, tra intrighi, rivelazioni raccapriccianti e nuove amicizie, che Claire troverà la verità su se stessa, e potrà così riprendersi ciò che ha perduto.

L’incipit ha un confortante senso di unione familiare, sebbene sia ben chiaro che quelle persone stiano subendo un grave lutto; tuttavia la percezione delle quattro mura regala una rassicurante protezione, come una copertina di Linus che ti avvolge.
Claire, rimasta accanto alla famiglia e seguendo la madre negli ultimi mesi, si ritrova ora vicino al padre, uomo distrutto che deve ricreare la sua vita e credere che non è tutto finito.
Durante una passeggiata inseme, Claire vede una lettera uscire dalla tasca del padre e, mentre lui osserva dei monumenti non resiste e la legge. E’ in quel momento che emerge la trama del libro: una Claire che ha vissuto una vita spezzata, una Claire che non può sapere nulla del luogo dov’è nata e dove ha vissuto sino all’età di otto anni. Ogni domanda sulla sua terra e su ciò che la riguardava è stata sempre tabù.
Ma Claire non è più una bambina e se il padre si ostina caparbio a celare queste verità che nemmeno la madre in punto di morte ha rivelato, allora non resta che una scelta: ritornare in Bretagna e scoprire qualcosa dalla nonna che credeva morta.
Giunta in terra natia scopre che i poteri di preveggenza che l’hanno accompagnata sin da giovane subiscono un’impennata, in contemporanea scopre che il segreto tanto accuratamente nascosto non è sufficiente a spiegare una moltitudine di cose, troppe cose.

Inizia così il suo viaggio alla scoperta della Bretagna, alla ricerca di ricordi e di visioni, alla mercé di un’ancestrale terrore che l’attanaglia quando si avvicina ad un misterioso monolite.
Questo libro è non solo una rivelazione di eccellente Scrittura ma un vero e proprio elogio al paranormale. Una storia molto originale e soprattutto MOLTO coinvolgente. Una storia raccontata molto bene, dalle tinte fosche e oscure, che non lascia nessun interrogativo finale, dal momento che la conclusione rivela tutto quello che è emerso durante la lettura.

Un libro eccezionale che ha delle recensioni che non merita. Un libro che va letto assolutamente, per farsi una propria idea personale!

Pubblicato in: 2017, Giallo, Kindle - letture digitali., Misteri, Narrativa, Trilogia

Affettato e banale

Mirash D’Amati è una ragazza come tante altre, con la passione per l’arte e il giornalismo. Conduce un’esistenza ordinaria, tra l’università e il giornale presso cui lavora; almeno fin quando non rischia di essere investita da un’automobile, vicino alla stazione ferroviaria di Anzio. Da quel momento in poi il soprannaturale entra prepotentemente nella sua vita. Attorno a lei cominciano a verificarsi strani fenomeni. Riesce a vedere lo spirito di un bambino, un’entità sconvolgente che sembra voglia richiamare la sua attenzione. Nel frattempo, suo zio Lorenzo, operatore della Squadra mobile della Polizia di Roma, si trova a fare i conti con la scomparsa di un giovane in Villa Doria Pamphilj, antico parco del capoluogo. Misteriosi eventi conducono Mirash ai Proximis, un’organizzazione mondiale preposta al mantenimento dell’equilibrio tra la sfera visibile e quella invisibile. Qui conosce Morgana, a capo della sezione italiana dei Proximis, Anastasia, Ludovic e Kageshi, affascinante ed enigmatico ragazzo dal volto sfregiato, che col suo carattere irritante, le rende la vita ancor più difficile. Ma la soglia tra spiriti e viventi è sempre più sottile. Mirash è costretta a rimettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto; a prendere in mano la situazione, lottando contro un pericolo letale che rischia di stravolgere la sua vita e quella degli altri.

Abbiamo una categoria qui sul blog, dove mettiamo i libri che consideriamo spazzatura ed è solo per pochi motivi che questo titolo non finisce lì, mi spiace anche perché quando lessi l’estratto ricordo che ero molto entusiasta.

L’elogio sul mondo sovrannaturale è evidente, così come il rimprovero nei confronti del genere umano che, automatizzando sempre più, sta perdendo la capacità di vedere oltre il velo; questi sono alcuni dei motivi che mi hanno fatto apprezzare l’opera.
Però la prosa è poco amichevole e troppo tecnica, colma di termini più aulici che alla moda, che sarebbero più indicati per gli urban fantasy moderni; le emozioni trapelano pochissimo, molti passi che dovrebbero avere un tono emozionale importante sembrano solo una lista della spesa.
Il libro è tutto e non è niente, ovvero inizia col paranormale e poi pretende di diventare un giallo (in questo caso specifico anche piuttosto scadente).
La storia d’amore nasce solo per esigenza di trama, non c’è coinvolgimento, le scene sono sulla soglia del ridicolo.
Poi, oltre le cavolate che ho incontrato è emerso (più di una volta) che le persone artistiche erano le più sensibili a vedere questo mondo, ma il padre descritto come eccellente scultore (quindi creativo) non vede un ciuffolo. Certe cose mi fanno saltare i nervi.

Ragazzi e ragazze se volete farvi del male leggete pure questo libro.

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti

Il profumo da indossare.

Elena non si fida di nessuno. Ha perso ogni certezza e non crede più nell’amore. Elena da sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n’è andata via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e carezze. Da allora ha potuto contare solo su sé stessa. Da allora ha chiuso le porte delle sue emozioni. Adesso che ha ventisei anni il destino continua a metterla alla prova, ma il suo dono speciale le indica la strada da seguire. Una strada che la porta a Parigi, la capitale del profumo, dove le fragranze si preparano ancora secondo un’arte antica. Le sue creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire ed esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per riconquistare un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la serenità. Ma non è ancora riuscita a creare l’essenza per fare pace con il suo passato, per avere il coraggio di perdonare. C’è un’unica persona che ha la chiave per entrare nella sua anima e guarire le sue ferite: Cail. Cail che conosce la fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo. Perché anche il seme più acerbo, quando il sole arriva a riscaldarlo, trova la forza di sbocciare.

[attenzione, contiene uno spoiler a cui è stato applicato colore bianco, per leggerlo dovete selezionarlo]

«Per rappresentarci, il profumo su misura deve parlare di noi. Questo è ciò che dobbiamo avere ben chiaro. Chi siamo? Cosa vogliamo? Cosa ci piace? Cosa non ci piace?»

Ho preso questo libro sulle note stupende de -La custode del miele e delle api-, con una buona dose di aspettativa, ma non ho fatto i conti con il fatto che sempre di esordio si trattava e non tutti gli esordi lasciano il segno; così come non tutti gli incipit sono d’effetto e con quel giusto tocco di mordente che necessitano per acchiappare un lettore.
Se non avessi già letto un libro della Caboni, probabilmente avrei lasciato perdere, dal momento che ho trovato questo incipit piuttosto scadente, con una prosa ordinaria, che fa pensare ad una trama scadente, inoltre l’Autrice, non so perché, inserisce una scena di facile fraintendimento che potrebbe innervosire chi legge, come ha fatto con me.

Per fortuna, con il proseguimento della lettura, l’atmosfera cambia e in crescendo anche; gli intrecci che cominciano ad avvenire alzano indubbiamente l’indice di gradimento.
A parte il piccolo, fastidioso problema del doppio spazio a dividere le scene temporali che manca proprio, direi che questo libro si sviluppa in un modo molto intenso.
Ad ogni inizio capitolo ci ritroviamo un trafiletto dedicato ad una pianta, a fine libro abbiamo un ricco dizionario di piante con relativo uso.
Oltre a dimostrare una buonissima competenza in materia, grazie agli studi e alle persone che l’hanno istruita e acculturata, l’Autrice realizza una trama a mio parere impeccabile, per quello su Amazon le ho messo cinque stelle!

I tratti caratteriali dei personaggi sono molto plausibili, le vicende molto ben costruite, così come i paesaggi magici della Provenza.

[spoiler]
Una cosa che mi è piaciuta tantissimo è stato il messaggio che la Caboni ha inviato, il quale racconta la gravidanza come ulteriore passaggio di maturità dell’individuo femminile, come se la donna avesse la facoltà di fare due passaggi nella vita: il primo dopo l’adolescenza, il secondo, durante e dopo la gravidanza. Nel caso della protagonista Elena, l’aumentare vertiginosamente le proprie capacità relative alla sua professione; come se la gravidanza esaltasse le facoltà latenti dell’individuo Donna.[spoiler]

Una storia d’amore del tutto particolare, una storia dove i profumi raggiungono livelli tali di intensità, da divenire quasi corporei, quasi come individui pensanti. Un mondo dove i profumi si indossano, dove si sposano perfettamente con il tipo di persona che siamo: veramente profumi dell’Anima!
Di sicuro con Cristina Caboni continuerò!