Pubblicato in: 2017, Bambini, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

E’ un volume non convenzionale

Attenzione: questa recensione contiene spoiler.

A volte un paio di stivali rossi può aiutare ad affrontare il mondo e le proprie paure. Così è per Millie, che quando li indossa si sente forte e sicura. Ha sette anni ed è curiosa di tutto. Ha tanta voglia di fare domande, di conoscere, di scoprire. Per questo quando un giorno al centro commerciale sua madre sembra sparita, non si perde d’animo, ma cerca qualcuno che possa darle una mano a trovarla. È proprio allora che si imbatte in Karl che se ne sta seduto con lo sguardo perso nei suoi pensieri. Karl è un anziano un po’ speciale che mentre parla, digita nell’aria le parole. Solo in questo modo riesce a sentire ancora vicina sua moglie a cui un tempo scriveva parole d’amore sulla schiena. Millie si fida subito di lui e la corazza di diffidenza che Karl si è costruito intorno si scioglie grazie agli occhi sperduti e sinceri della bambina. Gli stessi occhi davanti ai quali Agatha sente nascere dentro una tenerezza ormai dimenticata. A ottant’anni non esce più di casa, dopo la morte del marito, e passa le sue giornate alla finestra a spiare i vicini. Ma appena scorge sulla strada Millie e Karl c’è qualcosa che la spinge a parlare con quei due sconosciuti, a uscire per la prima volta dalla sua solitudine. Perché Millie ha il dono unico di raggiungere il cuore delle persone. Perché il suo sorriso ingenuo e solare è capace di portare la felicità. Lì dove non ci si aspettava più di trovarla. Karl e Agatha si sentono vicini a lei come a nessun altro prima e decidono di ritrovare sua madre. E da quel momento per loro ogni cosa cambia. Scoprono che non è mai troppo tardi per vivere appieno la vita, per lasciarsi trascinare da un desiderio, per permettere all’amore di meravigliare ancora. E Millie è pronta ad imparare che non tutto ha una risposta e che questa è la magia del futuro. La magia di sapere che lungo la strada si perdono delle cose, ma che c’è sempre il modo per ritrovarle.

Ci sono modi e modi per scrivere successi e ve lo voglio dire chiaramente: Autori come Vanessa Diffenbaugh ci riescono in un modo che travolge, in un modo che rimane attaccato alla pelle per sempre. E poi ci sono Autori come questa Brooke Davis che ci provano, ma non ci riescono per nulla.
Onestamente mi sento anche ingannata, dal momento che è chiaro su quale perno giri il romanzo, inutile che aggiunga altro, chi è astuto per capire, capisca, chi non ha capito se lo provi a leggere e poi si farà la sua recensione.
Ma il nervoso mi è rimasto appiccicato e la cosa risulta negativa per l’Autrice che ha perso sicuramente una lettrice.

Ma adesso passiamo su un piano serio: il libro non è brutto e basta. E’ ottimo, se lo guardi con una certa angolazione, piuttosto di sbieco: alla fine a certe cose, nella vita, non è davvero facile dare risposta e in questo libro ci sono temi piuttosto importanti che non vanno assolutamente ignorati: la responsabilità genitoriale, il senso umano del nostro essere umani (scusate il gioco di parole), la magia dell’essere bambini (e qui alludo anche al titolo, che c’entra il perso e il ritrovato?)
La verità è che l’Autrice ci tiene incollati nella lettura con la falsa promessa del ritrovamento della madre, cosa che non avviene! Del destino della bambina un accenno sommario che liquida il tutto così… a quel punto la storia decade e a me dà noia.

Il POV è prevalentemente quello della bambina, dalla quale assisteremo alla magia strana e creativa che solo un bambino può esternare, quel mondo visto e vissuto in un certo modo, quel mondo bizzarro che assomiglia molto al Mago di Oz, quella purezza e quell’aura di innocenza che possiedono i bambini.
Ma avremo modo anche di leggere la storia anche attraverso gli altri due personaggi: Karl e Agatha, entrambi anziani, entrambi con una vena (molto grossa) di follia.

Un’altra particolarità è l’argomento della morte, inteso come perdita, tutti i personaggi che incontreremo avranno perso qualcuno e ne soffrono in modo più o meno vistoso.
Millie ha iniziato il suo quaderno delle cose morte quando è morto il suo primo cane, da lì a seguire la lista si è molto allungata e, in questa lista, ci saranno anche mosche, ragni ecc.

In conclusione, a voi la scelta di leggerlo. Io ho solo ricordato la magnificenza narrativa di Vanessa Diffenbaugh.
Alla prossima, lettori!!

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Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

La potenza del mondo onirico

È quasi sera, l’aria è tiepida e le sfavillanti luci della Quarantottesima strada si stanno accendendo una per una. A Kate sembra quasi che stiano indicando il percorso del suo cammino. Non le manca proprio niente per essere di nuovo felice: ama il suo lavoro di musicoterapeuta e, a casa, il suo compagno Dan la sta aspettando per portarla alla grande festa che ha organizzato per festeggiare il loro fidanzamento. Ma anche se non riesce a confessarlo nemmeno a sé stessa, Kate non ha ancora superato il dolore che si nasconde nel suo passato. Perché dodici anni prima l’uomo che amava più di tutti al mondo, Patrick, suo marito, se n’era andato, all’improvviso, proprio prima di confidarle un segreto che avrebbe cambiato per sempre la loro vita. Kate non è mai riuscita a scoprire di cosa si trattasse. Eppure adesso, quando tutto sembra lontano, Patrick inizia ad apparirle in sogno. È insieme a una bambina, e stanno cercando di dirle qualcosa. All’inizio Kate crede sia solo un incubo. Ma quando per caso conosce una bambina identica a quella del sogno, capisce di non potere più ignorare il passato.
Perché negli occhi di quella ragazzina si nasconde una rivelazione sconvolgente, un segreto lontano, forse lo stesso che Patrick avrebbe voluto rivelarle anni prima. E che forse adesso può far guardare Kate al futuro con occhi nuovi. Occhi pieni di luce e gioia, come quelli che brillano di fronte a una nuova alba.

Questo libro doveva avere un altro nome, il nome di un libro che non ho ancora letto, che si intitola: -La magia delle cose perse e ritrovate-, titolo molto attinente per questa trama così intensa!

La protagonista Kate, dopo aver detto sì al suo annuncio di fidanzamento, sembrerebbe tornare felice, dopo dodici lunghi anni finalmente! Ma non è così: ha semplicemente lasciato passar il tempo, lasciandosi trasportare come una foglia sul velo liquido di un placido fiume.
-Quando all’alba saremo vicini-, ovvero quando inizieranno i sogni, così diversi da quelli tradizionali, così tremendamente nitidi e reali, le emozioni diventeranno travolgenti, forti e vivide, diventerà impossibile non sentirsi il groppo alla gola immaginando la drastica eventualità di una nostra solitudine: impossibile quindi, evitare la forte empatia nei confronti della storia di Kate.
I sogni continueranno e, i sogni, sono la chiave di volta del romanzo: trovo molto azzeccato il fatto che, in quei sogni ci si è aggrappata con i denti per riprovare (ovvio) nuovamente la gioia di stare con il marito perduto (drammaticamente perso in un incidente stradale), ma i sogni le serviranno per comprendere davvero e fino in fondo, il falso rapporto avuto con il suo attuale fidanzato Dan.

In quei sogni conoscerà sua figlia, nata dal marito perduto, in quella vita parallela dove il mondo che lei conosce è andato in direzioni diverse da “se non fosse accaduta una tale situazione“, e sarà proprio la figlia adolescente nella vita parallela che la spingerà in un percorso di ricerca che la porterà sull’orlo della follia, su una giostra cattiva di felicità e profonda depressione: perché alcune cose corrispondono a realtà? Anche quando lei era all’oscuro? Oppure che dire di luoghi nati in posti in cui lei non andava da anni? Lo avrà sentito ed elaborato inconsciamente? Oppure in quella vita qualcosa è reale?

Kate quindi, con fatica, cerca di scindere le due realtà, cercando di non piombare troppo nella delusione quando una persona che cercava non c’era più, oppure un posto dell’altra realtà non corrispondeva mentre altri sì.

Tuttavia, un lettore attento si accorgerà del fatto che il processo di guarigione è iniziato, processo che le ha donato nuova fiducia, nuove prospettive e forza per aprire la vela della sua vita e ridimensionare la rotta.
Per coloro che non se ne accorgeranno subito, l’autrice ci riserva uno dei molti sogni, ad alto contenuto simbolico, e sarà inevitabile non capire che la protagonista sta guarendo.

Sintetizzando, nel complesso è davvero un ottimo libro, per me solo un evento è piuttosto inverosimile, ma lo è per me, che sono un individuo egoista e poco sociale.
La trama è di un intensità travolgente, i personaggi sono talmente ben delineati che è difficile criticarli; le tematiche che scorrono in questo libro sono molto importanti e delicate: parliamo di adozioni, di bambini speciali esclusi dalla vita di terzi come oggetti rotti, non ha tutti è destinata la bontà d’animo che coinvolge alcuni dei personaggi di questa storia.

Il libro ricorda dolorosamente il capolavoro di Vanessa Diffenbaugh –Il linguaggio segreto dei fiori-, senza offese, non è a quel livello ma non si discosta molto, il problema è che la Diffenbaugh ha una modalità di esporre che pochissimi riescono a riprodurre.

Consigliato!

Pubblicato in: 2017, Narrativa, Sociale, Storico, Vetrina dei Libri

“L’Ammerikano” di Pietro De Sarlo (Review Party)

Un caloroso saluto popolo libroso, anche se non sembra io e Pier continuiamo a leggere e, in questa serata, vi presentiamo questo Review Party, una interessante iniziativa di Saper Scrivere!

Pietro De Sarlo vi presenta –L’Ammerikano– un interessante libro ambientato sia nella nostra Italia, che nella ‘lontana’ America, dagli inizi del ‘900 ai giorni nostri!

Il tranquillo scorrere della vita a Monte Saraceno, un piccolo paese dell’appennino lucano, viene sconvolto dall’arrivo di un uomo dal passato oscuro e inquietante: l’Ammerikano. Wilber Boscom, l’ultimo discendente di una coppia emigrata clandestinamente negli Stati Uniti, ha appena portato a compimento la sua personale e atroce vendetta contro una famiglia mafiosa italo-americana, gli Zambrino, ed è per questo costretto a fuggire per evitare sanguinose ritorsioni.
Ma appena l’uomo approda nel piccolo centro all’ombra dei pozzi di petrolio della Val D’Agri, il suo passato si intreccia con la placida realtà del luogo, alterandone inevitabilmente gli equilibri e innescando una sequenza di eventi che vede in Vincenzo, un suo lontano parente, un contraltare perfetto del protagonista.
La fitta trama di questo libro si snoda in modo piacevole, alternando tragedia e commedia, noir e rosa, ma tenendo sempre alto il livello emotivo della narrazione, e ciò che scorre sotto la superficie del romanzo, condotto con uno stile avvincente e al contempo ironico, è una sovrapposizione di strati splendidamente contrastanti, dove finanza e traffici internazionali si mischiano alle tradizioni e ai vizi di un’Italia che non c’è più. Che crediamo non ci sia più…

Vi proponiamo qui i nostri appunti, pensieri emersi durante la lettura e opinioni varie

GEMELLI DIVERSI
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Le vie della genetica umana sono lunghe, tortuose e inestricabilmente complesse.
Due vite parallele di due uomini, di qua e di là dell’Oceano Atlantico, sottilmente legati da lontani antenati comuni e da una fisionomia quasi identica.
L’uno conduce una vita americana con un iter tipicamente WASP, in una famiglia agiata, titolare di un cantiere navale per yacht privati, e con brillanti prospettive per il futuro, salvo poi imboccare una via discendente che, fra alterne vicende, lo porterà in Europa, nella terra natale dei suoi antenati.
L’altro è l’ultimo scalcinato discendente di un’antica famiglia un tempo facoltosa che dominava con le sue ricchezze l’intero suo paese natìo. Questi, privo di ambizioni di sorta, vive all’ombra della moglie, donna di forte carattere, trascinando la sua vita nella inalterata monotonia, alternata fra la gestione di una piccola bottega d’alimentari e le chiacchere di paese, ferme nella granitica forma mentis di convinzioni rigidamente tradizionaliste e poco aperte (anche se con poche eccezioni) alle innovazioni del mondo moderno.
L’Autore, partendo da questi due personaggi, ma con l’indispensabile corredo di co-protagonisti, costruisce un veritiero affresco narrativo, la cui fluidità d’esposizione mantiene come una calamita il lettore attaccato al libro fino al finale a sorpresa (ma neanche tanto), spaziante nell’arco di un secolo, toccando temi importanti come il fenomeno dell’emigrazione di massa di innumerevoli Meridionali italici e delle loro peripezie nella traversata oceanica e dell’accoglienza non proprio lusinghiera nella patria dei WASP.
Una veloce carrellata dei primi anni del Novecento fino ai primi effetti del “Boom” economico degli Anni Sessanta, nell’Italia del grande sviluppo industriale, visto e sperimentato attraverso il filtro della società del paesino lucano di Monte Saraceno, teatro quasi unico di una genesi di Linee di Vita che dopo tante decadi, risolvono i loro nodi nel loro luogo d’origine. (Pier)

MATRIOSKA STORICA
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«Wilber non credeva ai piani dettagliati e perfettamente organizzati, ma solo a dei canovacci che richiedevano prontezza di riflessi e rapidità nel cogliere le occasioni».

Mi chiedo invece, se l’Autore abbia creato un piano perfetto per questo libro, che è una perla di lettura.
-L’Ammerikano- è una lettura per tutti i palati librofili, un libro (lungo al punto giusto) che tocca svariate tematiche: l’antichità del passato, la quotidianità di un paese, l’ironia della sorte, il dolore della perdita, i misteri di un giallo, le tinte fosche di un film mafioso e molti altri aspetti della nostra esistenza.

«Non dovete pensare che siano i politici a dover cambiare, siete voi a dover modificare la vostra mentalità»

Ed ecco che abbiamo il vero protagonista di tutto il romanzo, abilmente narrato in stile matrioska: Wilber Boscom. Un uomo finito che cerca disperatamente la sua vendetta.
Così, in un incipit tutto casalingo…

«Vince’ tu si’ fesso»
«Rusì, e che è stato? Cosa ho fatto?»
«Vince’ tu si’ fesso e pure strunz’!»

…comincia la storia dell’Ammerikano, storia che va a intrecciarsi con l’albero genealogico della famiglia Ametrano. Una storia che amo considerare una matrioska, giacche ci ritroviamo diversi capitoli che esordiscono con la sfuriata della cara “Rusì” e proseguono, senza quasi accorgersene, a parlare del passato, inteso come vita antica, con i suoi oggetti i cui nomi è difficile ricordare, oggetti oggi sostituiti dai comuni elettrodomestici e che ti chiedi come facevano a vivere senza lavatrice oppure senza congelatore ecc… ma indovina un po’: vivevano lo stesso!
E’ che diciamocelo chiaro: ogni generazione rimpiange un passato svanito, perché viviamo in una società che è sempre più ansiosa e travolgente.

La prosa è molto scorrevole, il libro non ha MAI momenti noiosi, i personaggi rimangono fedeli alla loro personalità.; la nostra matrioska ci porta nei meandri delle vicende di molti personaggi e lo fa con notevole maestria, esplodendo in un finale totalmente spiazzante com’è giusto che sia la fine di un libro!
Voto alto per Pietro De Sarlo e grazie a Saper Scrivere, agenzia letteraria che seleziona e sostiene davvero ottimi Autori! (Sonia)

Gli altri blog partecipanti:
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Nessun cancello, nessuna serratura: click

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale, Storico

Tutto e niente.

In un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma – bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge. L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. Nella rimane affascinata da questa enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro si mantiene un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s’incontrano tra i canali di Amsterdam…

Tutto e niente, ovvero parte del motto adottato dal miniaturista. Questo è un libro strano: né bello né brutto, particolare sì, parecchio, forse non adatto a tutti i tipi di lettori ma da provare sicuramente.

In primis, l’affresco storico sull’immaginaria tela di Amsterdam è molto vivido, presente sempre tra le righe, per quanto riguarda costume e società; in secondo luogo, la trama: davvero un qualcosa di vertiginoso, coinvolgente, il desiderio sfrenato di andare avanti a scoprire chi diavolo è questo così talentuoso miniaturista; per non parlare delle numerose sotto-rame e della moltitudine di segreti: la casa respira, è viva.
Anche la casa in miniatura, regalata dal marito, è viva: è profetica e parla, anche se Petronella è troppo giovane e non sa cogliere i messaggi dietro il velo.
Parliamo un po’ di lei, credo che sia il personaggio meno riuscito, per quanto riguarda l’esposizione comportamentale, ma ci ho pensato, la causa è dovuta al fatto che noi non abbiamo potuto vederla crescere ed evolvere, quindi le sue anomalie riguardanti la sfera della maturità possono anche non essere viste come difetti, ma semplicemente come evoluzione velocizzata.
Tutti gli altri personaggi mi sono piaciuti tantissimo, così calzanti con l’epoca, ma così diversi e a loro modo ribelli. Sì, li trovo ben riusciti.

Ciò che non manca mai è la società bigotta, per fortuna anche in questa storia abbiamo delle perle di umanità, altrimenti che demoralizzazione!

Tutto il libro è cosparso di simbolismo, vi sono una moltitudine di messaggi nascosti dietro criptiche parole. Lo sbigottimento non mancherà.
Ne consiglio la lettura, è necessario farsi una propria opinione!

Pubblicato in: 2017, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa

Un pochino affettato…

Kelly Scott, artista famosa per le sue sculture in rame, è decisa a riprendere in mano la sua vita dal punto in cui, tanti anni prima, si è spezzata. Per questo lascia New York per trasferirsi a Martha’s Vineyard.
Senza conoscere il suo difficile passato, è Nora Cooper, con la sua agenzia immobiliare, a venderle la casa dei suoi sogni, ma anche dei suoi incubi. Perché non può bastare ricomprare il cottage dove Kelly ha vissuto l’unico periodo felice della sua vita per dimenticare di essere stata “la bambina in blu” ritratta da tutti i giornali mentre accompagnava in chiesa la bara di sua madre, assassinata in casa mentre lei dormiva.
Cosa ricorda Kelly di quella notte? E cosa continua a sfuggire alla sua memoria?
Dopo trent’anni i conti con il passato non sono ancora chiusi. E il ritorno di Kelly a Martha’s Vineyard costringe l’assassino a entrare di nuovo in azione per proteggere una verità rimasta nascosta per troppo tempo.

Libro nella media, lo reputo una buona compagnia estiva.
È il mio primo libro di questa Autrice, probabilmente trattasi di una collana dedicata ad una Signora di nome Nora Cooper (molto simile ad una Jessica B. Fletcher).
Nella prima parte del libro ho avuto paura di un banalissimo giallo molto semplice da risolvere, fortunatamente no, ci troviamo con diversi stratagemmi per tenere alta l’attenzione.
Qualche difetto:
– alcune parti poco credibili;
– un po’ troppo affettato e costruito;
– il mistero è talmente imbrogliato che verso la fine ci vuole una buona dose di impegno per capirlo e, vista la “leggerezza” che dovrebbe possedere questo libro è esagerato, secondo me.
Ad ogni modo ripeto, è una lettura interessante, si desidera proprio vedere che fine farà questa bambina in blu!

Pubblicato in: 2017, Duologia, Giallo, Misteri, Narrativa, Storico, Thriller

Duologia Etrusca

97888009788084-i-guardiani-della-storia-cop-web-HV9IS75R.jpgÈ bionda, combattiva, porta spesso tacchi alti, dorme quattro ore per notte e adora gli animali, soprattutto il suo bellissimo gatto nero, l’unico a dividere con lei l’appartamento londinese. È Katherine Sinclaire, direttore generale della 9Sense Publishing, una delle più potenti case editrici mondiali. Ancora per poco però, perché quell’impero sta per crollare. Convocata d’urgenza da Bruce Aron, l’amministratore delegato, Katherine si trova di fronte a una scena raccapricciante: Bruce si è sparato un colpo in testa. E prima di morire le ha lasciato una chiavetta usb con scritto “Fighter”, il nome con cui amava chiamarla. È il primo di una serie di indizi sempre più inquietanti che da Londra condurranno Katherine al lago di Bolsena, in uno dei siti archeologici più misteriosi della storia. Accompagnata dall’enigmatico Jethro Blake, Katherine si ritroverà nelle viscere della Terra, al centro di un cerimoniale oscuro appartenuto a una delle civiltà più affascinanti mai esistite: gli Etruschi. Ma che cosa lega la 9Sense Publishing a quel sito inesplorato? Qual era il segreto di Bruce? E quale terribile sacrificio sta per essere compiuto?

62288cÈ passato un anno dall’intrigo in cui Katherine Sinclaire ha rischiato di perdere la vita. Ma l’incubo sta per tornare: durante la presentazione del primo romanzo della brillante manager, un uomo si spara di fronte a lei, dopo averle consegnato un simbolo cifrato. Katherine si trova di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una misteriosa donna vissuta nel Medioevo. Addentrandosi nei cunicoli sotterranei usati dagli eretici, Katherine scoprirà che quei passaggi custodiscono uno dei più straordinari segreti della storia. In un tumultuoso viaggio dalla Bretagna, la terra delle maree, ai nascondigli prealpini di Fra Dolcino, Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile ma fortissimo… più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c’è ritorno.

L’Autrice Elisabetta Cametti riesce, cosa da tenere comunque in considerazione, a trascinare il lettore con una forza narrativa e descrittiva da sembrare un fiume in piena. Onestamente una buona prima parte del Primo Volume (I Guardiani della Storia) l’ho trovato una sorta di lunghissimo prologo sulle attività editoriali della protagonista (forse un aspetto autobiografico dell’A.) che, a mio modo di vedere, ha appesantito non poco l’attesa del vero inizio della storia avventurosa di K, fino al momento del suo ingiustificato licenziamento dall’azienda in cui lavorava, che sancisce la partenza effettiva delle sue avventure, dando la stura ad un flusso di colpi di scena, molti dei quali al cardiopalma. Il tema portante su cui scorrono i vari scenari è un tema, quello etrusco, poco esplorato dalla gran parte di persone generiche come noi, imbevute di cultura generica (e molto spesso superficiale), le cui poche nozioni si fermano a pochi sporadici accenni storici appresi alle medie inferiori o al liceo. Una tematica che, invece, meriterebbe una maggiore attenzione sugli affascinanti misteri della Civiltà Etrusca che, nonostante decadi di approfonditi studi su questo antichissimo popolo italico, continuano a permanere misteriose zone d’ombra sullo stile di vita, sulla religione, sulle conoscenze nelle quali eccelsero tanto da influenzare i popoli successivi con cui coabitarono quella parte centrale della penisola italica, secoli prima che nascesse l’astro di Roma.
La protagonista K affronta, in modo più evidente nel Secondo Volume (K nel mare del tempo), avventure e peripezie quasi sempre sul filo del rasoio, mettendo quasi a rischio la sua vita, per lo più trascinata dagli eventi, ma talvolta per personali colpi di testa, alfine di raggiungere il “Perchè” finale, nascosto in una visione d’origine medievale, che ha scatenato questa ridda di vicende che l’hanno portata a vivere ai limiti dell’impossibile e dell’impensabile.
Un’ottima duologia Etrusca dal ritmo serrato e dai ricchi colpi di scena, che tengono il lettore incollato alle pagine fino alla soluzione finale.
Divorata in pochi giorni e per “digerirla” bene mi sono preparato una tisana dell’Istituto Erboristico L’Angelica… 😉

 

Pubblicato in: Narrativa, Vetrina dei Libri

Pietro De Sarlo -L’Ammerikano-

Titolo: L’Ammerikano
Autore: Pietro De Sarlo
Editore: Europa (Edificare universi)
Data di uscita: 22 novembre 2016
Pagine: 204;
prezzo: 9, 49 (ebook); 12, 67 (cartaceo)
ISBN-10: 8893840391

 

 

Il tranquillo scorrere della vita a Monte Saraceno, un piccolo paese dell’appennino lucano, viene sconvolto dall’arrivo di un uomo dal passato oscuro e inquietante: l’Ammerikano. Wilber Boscom, l’ultimo discendente di una coppia emigrata clandestinamente negli Stati Uniti, ha appena portato a compimento la sua personale e atroce vendetta contro una famiglia mafiosa italo-americana, gli Zambrino, ed è per questo costretto a fuggire per evitare sanguinose ritorsioni.
Ma appena l’uomo approda nel piccolo centro all’ombra dei pozzi di petrolio della Val D’Agri, il suo passato si intreccia con la placida realtà del luogo, alterandone inevitabilmente gli equilibri e innescando una sequenza di eventi che vede in Vincenzo, un suo lontano parente, un contraltare perfetto del protagonista.
La fitta trama di questo libro si snoda in modo piacevole, alternando tragedia e commedia, noir e rosa, ma tenendo sempre alto il livello emotivo della narrazione, e ciò che scorre sotto la superficie del romanzo, condotto con uno stile avvincente e al contempo ironico, è una sovrapposizione di strati splendidamente contrastanti, dove finanza e traffici internazionali si mischiano alle tradizioni e ai vizi di un’Italia che non c’è più. Che crediamo non ci sia più…

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Pubblicato in: 2017, Eco-Thriller, Fantascienza, Giallo, Misteri, Narrativa, Thriller, Vetrina dei Libri

Avventure abissali

Titolo libro ———— : I guardiani dell’isola perduta
Autore del libro ——– : Stefano Santarsiere
Genere —————— : Gialli, Noir, Thriller, Fantastico
Categoria ————— : Narrativa Italiana
Casa editrice ———– : Newton Compton
Anno di pubblicazione — : 2017

SINOSSI

Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un’altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall’uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell’incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell’arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall’altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull’esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale…

Come afferma l’Autore nella sua postfazione, questo romanzo di Fantasia, nasce da un insieme di notizie scientifiche, ai limiti dell’improbabile, riguardanti rilevamenti di misteriosi suoni provenienti dalle profondità oceaniche del Pacifico, tali da far supporre l’esistenza di una gigantesca creatura abissale (decine di volte più grande della Megattera Azzurra) o un insieme esteso di creature marine ancora ignote.
Questa notizia ebbe un’eco così vasta che riportò in auge una teoria antropologica “eretica” (per la scienza ufficiale) molto controversa, iniziata dal patologo tedesco Max Westenhofer  e dallo zoologo inglese Alister Hardy , successivamente sviluppata dalla scrittrice Elaine Morgan  oltre che dal naturalista britannico David Attenborough , e sapientemente divulgata da un documentario televisivo dell’emittente Discovery Channel  con l’inequivocabile titolo di “Sirene: il mistero svelato” .
Una tematica, questa, che fa da sfondo all’impalcatura del romanzo, la cui narrazione ho trovato molto “fluida” (giusto per restare in tema acquatico), scorrevole sì, ma, a mio modesto avviso,  troppo spezzettata, con veramente tanti stacchi (mi sembrava quasi di assistere ad una proposizione televisiva con le pause pubblicitarie già pronte!) fino a raggiungere una mole di ben 99 capitoli.
Una scelta dell’Autore o della Casa Editrice?
Inoltre ho trovato il titolo fuorviante, in quanto si narra del vasto arcipelago delle bellissime Fiji  e non di una singola isola, così come parte del sottotitolo dove recita che “la ricerca cambierà la storia”, quando in realtà sarà d’obbligo mantenere un segreto “protettivo” per le Antiche Creature.
Comunque, al di là di queste piccole incongruenze, la storia mi è piaciuta moltissimo, primo perchè ha spinto la mia memoria a far riemergere le scene di un bellissimo film di James Cameron “The Abyss” , anche se lì le creature abissali erano viste in un’ottica extraterrestre.
Secondo perchè le Fiji, insieme a tutto il vastissimo arcipelago Polinesiano (Melanesia, Micronesia, ecc.) sono sedi di antichissime strutture megalitiche (principalmente di basalto) che, per l’Archeologia Misteriosa, sono uno dei tanti “cavalli di battaglia” per l’affermazione dell’esistenza di un’antica Civiltà Globale marinara prediluviana.
Tematica, questa, per nulla ignota a personaggi come Charles Fort , il cui Autore ha di certo reso omaggio al ricercatore statunitense omonimo realmente vissuto nei primi del 1900 e dalle cui ricerche su fatti e notizie “anomale” e “dannate”, s’è sviluppata, dopo la sua scomparsa, la cosiddetta Ricerca Fortiana di notizie e fenomeni (“fortiani”) la cui esistenza stride non poco con il paradigma artificiale costruito dall’establishment accademico, che rigetta nel limbo dell’oblio questi “dannati” disturbatori del suo quieto castello di sabbia di conoscenza ufficiale.
Insomma, una ben dosata miscela di avventura, suspence, colpi di scena ed info scientifiche di vario genere, dagli effetti deleteri del sonar sui cetacei, alla chimica del cervello (umano e non) inspecialmodo nella neurologia, per finire con il classico scontro finale tra il nostro Eroe e il cattivissimo di turno con le solite mire totalitarie di controllo mentale globale, che mi ha richiamato alla memoria un altro tema, anch’esso molto controverso, del transumanesimo venuto alla ribalta qualche anno fa con il romanzo di Dan Brown “Inferno”.
Concludendo, un’ottima lettura in cui immergersi con entusiasmo e che, cosa molto importante, sensibilizza sul grande debito di amore e rispetto che noi Umani della terraferma dobbiamo alla Grande Madre Terra e alle Sue creature.
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Pubblicato in: 2017, Dark, Giallo, Narrativa, Psico-Thriller, Sociale, Thriller, Vetrina dei Libri

Uomini che odiano le donne, sempre e comunque!

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Leggere questo libro è stata un’apnea emozionale!

Conoscere un nuovo Autore è sempre un po’ così, in dubbio, è come nella vita reale quando ti trovi in una nuova compagnia o comincia a frequentare nuove persone, in dubbio.

Questi sono i miei primi ricordi.
Non hanno un ordine logico, non possiamo darglielo, possiamo crearlo, ma per loro natura i ricordi non ce l’hanno. La memoria è fatta di materia onirica, un libro di storia con le pagine messe a caso.

La storia inizia “tranquilla”, se così si può dire: tranquilla, questa Napoli feroce non ci può stare! E con questo palcoscenico dal sapore crudo e autentico, veniamo a conoscenza di Alisa e Buba. E’ lei, è Alisa la protagonista assoluta di questo mondo di uomini che odiano le donne, è lei che qualcuno vuole, qualcuno che ha accumulato talmente tanto odio, fredda collera inespressa, da creare una ragnatela così fitta di mosse, da riuscire infine ad ottenere l’oggetto “dei suoi desideri”.

Il libro si alterna sapientemente tra capitoli che raccontano l’attuale tempo di narrazione, e capitoli che svelano il passato, raccontandoci dal POV (punto di vista) della protagonista stessa, ciò che ha subìto Alisa: angherie di inimmaginabili bassezze. Ma che non hanno fatto di lei un mostro. Questa protagonista femminile, così in contrasto con l’ambiente in cui è nata e cresciuta, anelava soltanto a condurre una vita “normale”, ma la vita (malavita), in certi luoghi del pianeta, assume connotazioni di normalità distorte e malate. Così Alisa è diventata un sicario.

Uccidere per vivere è una regola che ha solo due eccezioni:
niente bambini e niente di personale. Per il resto, tutto è permesso.

Lei e Buba, di cui scopriremo notizie e storia dalla sapiente penna di Diego Di Dio, affronteranno questa “dannata” storia fino alla fine, quando i loro volti saranno completamente intrisi nel sangue della vendetta. Di uomini che odiano le donne. Perché di questo stiamo parlando, non di ignoranza (non del tutto), ma di cattiveria ai limiti del sopportabile, di strade a senso unico prive di qualsiasi sbocco di speranza. Perché alla fine la corruzione dei soldi entra nel sangue e ti trasforma in qualcosa che non si dovrebbe essere, qualcosa che finirà comunque male.

Non c’è spazio per la serenità nel cuore dell’uomo.

I dialoghi sono eccezionali, l’Autore ci regala molte frasi dialettali, ma è lo stile narrativo che lascia spiazzati, degno del miglior Dan Brown in circolazione e per quanto riguarda la trama? A fine lettura tremavo, ve lo giuro. Sono arrivata davanti a Pier e le uniche parole che sono riuscita a dirgli sono state queste: -ho finito- Tutt’ora mi sento intontita dalla bravura di Diego e mi sono chiesta se ridesse sotto i baffi mentre portava la trama dove lui voleva, in modo sottile. Probabilmente la mia recensione non renderà giustizia alla sua bravura. Questa storia, che non lascia spazio a niente di quello a cui sono abituata nel Fantasy, storie di realtà crude, di bisogni immediati e di disperazione abissale è forte e potente: mozzafiato è la giusta definizione. Degno del miglior Wulf Dorn. Quanti nomi che sto facendo vero? Provatelo e provate a smentirmi, quando vi dico che -Fore Morra- è un Best Seller.
Ma non è solo Napoli, non è solo camorra. -Fore Morra- rimane coi piedi per terra, ma per fortuna non è solo sangue e pallottole, come scopriremo quando conosceremo hobby e passioni di Buba. -Fore Morra- è una famiglia, qualcuno che ti prende per mano e fa di tutto per proteggerti. E’ davvero un capolavoro, 5 stelle non sono sufficienti!

Sperai di poter aiutare Pavella per i mesi a venire, ascoltando le sue rime stupide e ridendo del suo sculettare esagerato. Ma non appena il tramonto cominciò a scendere sulla stazione, Pavella disse di smettere. E io sapevo il perché.

Tutto è coerente, i personaggi sono descritti molto, molto bene. Nessun  passo poco chiaro. Una narrativa impeccabile.
Questo è nel modo più assoluto un libro da acquistare! Acquista su Amazon

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa

Una storia di cicli, insieme alle api

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicultrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Ma adesso il destino ha deciso di darle un’altra possibilità. C’è un’eredità che l’aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore può essere davvero libero.

Di sicuro, rapportando la precedente lettura a questa, ho avuto la conferma che il libro giusto al momento giusto diventa un best-seller del cuore. Però questo libro di Cristina Caboni, un best-seller lo è veramente!

Qualcuno di voi ricorda, nel 2011, l’uscita strepitosa e dilagante del libro-esordio di Vanessa Diffenbaugh: -Il linguaggio segreto dei fiori-? Vi ricordate di Victoria? Lei parlava attraverso i fiori e l’unico modo per avvicinarsi a lei erano i fiori.
Cristina Caboni è la versione italiana del talento e della maestrìa della Diffenbaugh. Cristina Caboni ha scritto un capolavoro ambientato in un isola della nostra Italia: la Sardegna.

Questa è una storia di strappi, ma è anche una storia di ritorni e di ritrovamenti. Conosciamo Angelica su un camper in viaggio per la Francia e con lei ci sono un cane e un gatto. Fa l’apicultrice itinerante e non rimane in un posto più di quello che deve, perché dopo lo strappo con la sua terra, la Sardegna, nessun posto le ha mai donato pace e crede che viaggiare sia l’unica scelta possibile per vivere. Insieme alle api, insieme alla conoscenza che le ha donato la sua mentore Margherita Senes.
Ma Angelica è stata vittima di bugie, un mare di bugie. E quanto la prima di queste emergerà insieme alla sua eredità, uno dopo l’altro i pezzi di stabilità che si era costruita per proteggersi dalla disperazione sono crollati, polverizzandosi davanti alle sue prospettive.
Ma è quando torna in Sardegna che tutto cambia, o forse, che tutto ritorna a ricominciare dopo essere stata strappata via dalla sua terra e, insieme all’eredità ricevuta, conosceremo una moltitudine di personaggi più o meno importanti che le faranno capire di non essere MAI stata invisibile, una nessuno, come lei credeva di essere. Buoni o cattivi che sono, i personaggi con cui si confronterà, evocheranno una serie di situazioni umane reali, toccanti, profondi come la cultura evocata dalle anziane donne, ma anche giovani.

In questo libro c’è il meraviglioso mondo delle api, di cui l’Autrice ci dona anche informazioni curiose e piacevoli, come il graditissimo ricettario finale, da stampare e provare, nei più disparati casi! Come le api, che compongono un nucleo, anche le donne di Sardegna avvolgeranno Angelica nella loro protezione e rassicurazione.
Un misto di saggezza, sogni e decisioni definitive. Una storia di amore, di amicizia, ma anche di madri e figlie e di comprensione. Una storia di rinascita.
Un libro che mi ha emozionato come pochi nella mia vita e di sicuro Cristina Caboni ha una nuova fan! Grazie per avermi fatta sognare!