Pubblicato in: Narrativa, Vetrina dei Libri

Pietro De Sarlo -L’Ammerikano-

Titolo: L’Ammerikano
Autore: Pietro De Sarlo
Editore: Europa (Edificare universi)
Data di uscita: 22 novembre 2016
Pagine: 204;
prezzo: 9, 49 (ebook); 12, 67 (cartaceo)
ISBN-10: 8893840391

 

 

Il tranquillo scorrere della vita a Monte Saraceno, un piccolo paese dell’appennino lucano, viene sconvolto dall’arrivo di un uomo dal passato oscuro e inquietante: l’Ammerikano. Wilber Boscom, l’ultimo discendente di una coppia emigrata clandestinamente negli Stati Uniti, ha appena portato a compimento la sua personale e atroce vendetta contro una famiglia mafiosa italo-americana, gli Zambrino, ed è per questo costretto a fuggire per evitare sanguinose ritorsioni.
Ma appena l’uomo approda nel piccolo centro all’ombra dei pozzi di petrolio della Val D’Agri, il suo passato si intreccia con la placida realtà del luogo, alterandone inevitabilmente gli equilibri e innescando una sequenza di eventi che vede in Vincenzo, un suo lontano parente, un contraltare perfetto del protagonista.
La fitta trama di questo libro si snoda in modo piacevole, alternando tragedia e commedia, noir e rosa, ma tenendo sempre alto il livello emotivo della narrazione, e ciò che scorre sotto la superficie del romanzo, condotto con uno stile avvincente e al contempo ironico, è una sovrapposizione di strati splendidamente contrastanti, dove finanza e traffici internazionali si mischiano alle tradizioni e ai vizi di un’Italia che non c’è più. Che crediamo non ci sia più…

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Pubblicato in: 2017, Eco-Thriller, Fantascienza, Giallo, Misteri, Narrativa, Thriller, Vetrina dei Libri

Avventure abissali

Titolo libro ———— : I guardiani dell’isola perduta
Autore del libro ——– : Stefano Santarsiere
Genere —————— : Gialli, Noir, Thriller, Fantastico
Categoria ————— : Narrativa Italiana
Casa editrice ———– : Newton Compton
Anno di pubblicazione — : 2017

SINOSSI

Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un’altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall’uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell’incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell’arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall’altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull’esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale…

Come afferma l’Autore nella sua postfazione, questo romanzo di Fantasia, nasce da un insieme di notizie scientifiche, ai limiti dell’improbabile, riguardanti rilevamenti di misteriosi suoni provenienti dalle profondità oceaniche del Pacifico, tali da far supporre l’esistenza di una gigantesca creatura abissale (decine di volte più grande della Megattera Azzurra) o un insieme esteso di creature marine ancora ignote.
Questa notizia ebbe un’eco così vasta che riportò in auge una teoria antropologica “eretica” (per la scienza ufficiale) molto controversa, iniziata dal patologo tedesco Max Westenhofer  e dallo zoologo inglese Alister Hardy , successivamente sviluppata dalla scrittrice Elaine Morgan  oltre che dal naturalista britannico David Attenborough , e sapientemente divulgata da un documentario televisivo dell’emittente Discovery Channel  con l’inequivocabile titolo di “Sirene: il mistero svelato” .
Una tematica, questa, che fa da sfondo all’impalcatura del romanzo, la cui narrazione ho trovato molto “fluida” (giusto per restare in tema acquatico), scorrevole sì, ma, a mio modesto avviso,  troppo spezzettata, con veramente tanti stacchi (mi sembrava quasi di assistere ad una proposizione televisiva con le pause pubblicitarie già pronte!) fino a raggiungere una mole di ben 99 capitoli.
Una scelta dell’Autore o della Casa Editrice?
Inoltre ho trovato il titolo fuorviante, in quanto si narra del vasto arcipelago delle bellissime Fiji  e non di una singola isola, così come parte del sottotitolo dove recita che “la ricerca cambierà la storia”, quando in realtà sarà d’obbligo mantenere un segreto “protettivo” per le Antiche Creature.
Comunque, al di là di queste piccole incongruenze, la storia mi è piaciuta moltissimo, primo perchè ha spinto la mia memoria a far riemergere le scene di un bellissimo film di James Cameron “The Abyss” , anche se lì le creature abissali erano viste in un’ottica extraterrestre.
Secondo perchè le Fiji, insieme a tutto il vastissimo arcipelago Polinesiano (Melanesia, Micronesia, ecc.) sono sedi di antichissime strutture megalitiche (principalmente di basalto) che, per l’Archeologia Misteriosa, sono uno dei tanti “cavalli di battaglia” per l’affermazione dell’esistenza di un’antica Civiltà Globale marinara prediluviana.
Tematica, questa, per nulla ignota a personaggi come Charles Fort , il cui Autore ha di certo reso omaggio al ricercatore statunitense omonimo realmente vissuto nei primi del 1900 e dalle cui ricerche su fatti e notizie “anomale” e “dannate”, s’è sviluppata, dopo la sua scomparsa, la cosiddetta Ricerca Fortiana di notizie e fenomeni (“fortiani”) la cui esistenza stride non poco con il paradigma artificiale costruito dall’establishment accademico, che rigetta nel limbo dell’oblio questi “dannati” disturbatori del suo quieto castello di sabbia di conoscenza ufficiale.
Insomma, una ben dosata miscela di avventura, suspence, colpi di scena ed info scientifiche di vario genere, dagli effetti deleteri del sonar sui cetacei, alla chimica del cervello (umano e non) inspecialmodo nella neurologia, per finire con il classico scontro finale tra il nostro Eroe e il cattivissimo di turno con le solite mire totalitarie di controllo mentale globale, che mi ha richiamato alla memoria un altro tema, anch’esso molto controverso, del transumanesimo venuto alla ribalta qualche anno fa con il romanzo di Dan Brown “Inferno”.
Concludendo, un’ottima lettura in cui immergersi con entusiasmo e che, cosa molto importante, sensibilizza sul grande debito di amore e rispetto che noi Umani della terraferma dobbiamo alla Grande Madre Terra e alle Sue creature.
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Pubblicato in: 2017, Dark, Giallo, Narrativa, Psico-Thriller, Sociale, Thriller, Vetrina dei Libri

Uomini che odiano le donne, sempre e comunque!

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Leggere questo libro è stata un’apnea emozionale!

Conoscere un nuovo Autore è sempre un po’ così, in dubbio, è come nella vita reale quando ti trovi in una nuova compagnia o comincia a frequentare nuove persone, in dubbio.

Questi sono i miei primi ricordi.
Non hanno un ordine logico, non possiamo darglielo, possiamo crearlo, ma per loro natura i ricordi non ce l’hanno. La memoria è fatta di materia onirica, un libro di storia con le pagine messe a caso.

La storia inizia “tranquilla”, se così si può dire: tranquilla, questa Napoli feroce non ci può stare! E con questo palcoscenico dal sapore crudo e autentico, veniamo a conoscenza di Alisa e Buba. E’ lei, è Alisa la protagonista assoluta di questo mondo di uomini che odiano le donne, è lei che qualcuno vuole, qualcuno che ha accumulato talmente tanto odio, fredda collera inespressa, da creare una ragnatela così fitta di mosse, da riuscire infine ad ottenere l’oggetto “dei suoi desideri”.

Il libro si alterna sapientemente tra capitoli che raccontano l’attuale tempo di narrazione, e capitoli che svelano il passato, raccontandoci dal POV (punto di vista) della protagonista stessa, ciò che ha subìto Alisa: angherie di inimmaginabili bassezze. Ma che non hanno fatto di lei un mostro. Questa protagonista femminile, così in contrasto con l’ambiente in cui è nata e cresciuta, anelava soltanto a condurre una vita “normale”, ma la vita (malavita), in certi luoghi del pianeta, assume connotazioni di normalità distorte e malate. Così Alisa è diventata un sicario.

Uccidere per vivere è una regola che ha solo due eccezioni:
niente bambini e niente di personale. Per il resto, tutto è permesso.

Lei e Buba, di cui scopriremo notizie e storia dalla sapiente penna di Diego Di Dio, affronteranno questa “dannata” storia fino alla fine, quando i loro volti saranno completamente intrisi nel sangue della vendetta. Di uomini che odiano le donne. Perché di questo stiamo parlando, non di ignoranza (non del tutto), ma di cattiveria ai limiti del sopportabile, di strade a senso unico prive di qualsiasi sbocco di speranza. Perché alla fine la corruzione dei soldi entra nel sangue e ti trasforma in qualcosa che non si dovrebbe essere, qualcosa che finirà comunque male.

Non c’è spazio per la serenità nel cuore dell’uomo.

I dialoghi sono eccezionali, l’Autore ci regala molte frasi dialettali, ma è lo stile narrativo che lascia spiazzati, degno del miglior Dan Brown in circolazione e per quanto riguarda la trama? A fine lettura tremavo, ve lo giuro. Sono arrivata davanti a Pier e le uniche parole che sono riuscita a dirgli sono state queste: -ho finito- Tutt’ora mi sento intontita dalla bravura di Diego e mi sono chiesta se ridesse sotto i baffi mentre portava la trama dove lui voleva, in modo sottile. Probabilmente la mia recensione non renderà giustizia alla sua bravura. Questa storia, che non lascia spazio a niente di quello a cui sono abituata nel Fantasy, storie di realtà crude, di bisogni immediati e di disperazione abissale è forte e potente: mozzafiato è la giusta definizione. Degno del miglior Wulf Dorn. Quanti nomi che sto facendo vero? Provatelo e provate a smentirmi, quando vi dico che -Fore Morra- è un Best Seller.
Ma non è solo Napoli, non è solo camorra. -Fore Morra- rimane coi piedi per terra, ma per fortuna non è solo sangue e pallottole, come scopriremo quando conosceremo hobby e passioni di Buba. -Fore Morra- è una famiglia, qualcuno che ti prende per mano e fa di tutto per proteggerti. E’ davvero un capolavoro, 5 stelle non sono sufficienti!

Sperai di poter aiutare Pavella per i mesi a venire, ascoltando le sue rime stupide e ridendo del suo sculettare esagerato. Ma non appena il tramonto cominciò a scendere sulla stazione, Pavella disse di smettere. E io sapevo il perché.

Tutto è coerente, i personaggi sono descritti molto, molto bene. Nessun  passo poco chiaro. Una narrativa impeccabile.
Questo è nel modo più assoluto un libro da acquistare! Acquista su Amazon

Pubblicato in: 2017, Kindle - letture digitali., Narrativa

Una storia di cicli, insieme alle api

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicultrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Ma adesso il destino ha deciso di darle un’altra possibilità. C’è un’eredità che l’aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore può essere davvero libero.

Di sicuro, rapportando la precedente lettura a questa, ho avuto la conferma che il libro giusto al momento giusto diventa un best-seller del cuore. Però questo libro di Cristina Caboni, un best-seller lo è veramente!

Qualcuno di voi ricorda, nel 2011, l’uscita strepitosa e dilagante del libro-esordio di Vanessa Diffenbaugh: -Il linguaggio segreto dei fiori-? Vi ricordate di Victoria? Lei parlava attraverso i fiori e l’unico modo per avvicinarsi a lei erano i fiori.
Cristina Caboni è la versione italiana del talento e della maestrìa della Diffenbaugh. Cristina Caboni ha scritto un capolavoro ambientato in un isola della nostra Italia: la Sardegna.

Questa è una storia di strappi, ma è anche una storia di ritorni e di ritrovamenti. Conosciamo Angelica su un camper in viaggio per la Francia e con lei ci sono un cane e un gatto. Fa l’apicultrice itinerante e non rimane in un posto più di quello che deve, perché dopo lo strappo con la sua terra, la Sardegna, nessun posto le ha mai donato pace e crede che viaggiare sia l’unica scelta possibile per vivere. Insieme alle api, insieme alla conoscenza che le ha donato la sua mentore Margherita Senes.
Ma Angelica è stata vittima di bugie, un mare di bugie. E quanto la prima di queste emergerà insieme alla sua eredità, uno dopo l’altro i pezzi di stabilità che si era costruita per proteggersi dalla disperazione sono crollati, polverizzandosi davanti alle sue prospettive.
Ma è quando torna in Sardegna che tutto cambia, o forse, che tutto ritorna a ricominciare dopo essere stata strappata via dalla sua terra e, insieme all’eredità ricevuta, conosceremo una moltitudine di personaggi più o meno importanti che le faranno capire di non essere MAI stata invisibile, una nessuno, come lei credeva di essere. Buoni o cattivi che sono, i personaggi con cui si confronterà, evocheranno una serie di situazioni umane reali, toccanti, profondi come la cultura evocata dalle anziane donne, ma anche giovani.

In questo libro c’è il meraviglioso mondo delle api, di cui l’Autrice ci dona anche informazioni curiose e piacevoli, come il graditissimo ricettario finale, da stampare e provare, nei più disparati casi! Come le api, che compongono un nucleo, anche le donne di Sardegna avvolgeranno Angelica nella loro protezione e rassicurazione.
Un misto di saggezza, sogni e decisioni definitive. Una storia di amore, di amicizia, ma anche di madri e figlie e di comprensione. Una storia di rinascita.
Un libro che mi ha emozionato come pochi nella mia vita e di sicuro Cristina Caboni ha una nuova fan! Grazie per avermi fatta sognare!

Pubblicato in: 2017, Animali, Fantasy, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

Sublimi mondi in miniatura!

Quando Flora 717 emerge dalla sua celletta, nella Sala degli Arrivi, il suo destino sembra già tracciato. È un’ape operaia: la sua è la casta più umile dell’alveare, dove il lavoro e il sacrificio sono considerate le più alte virtù. Ma qualcosa, una mutazione, la distingue dalle sue sorelle, rendendola al contempo una minaccia e una risorsa irrinunciabile per la sua comunità. Poco a poco, Flora si fa strada nella gerarchia spietata dell’alveare. Il coraggio e la devozione dimostrati nel proteggere e servire la Regina le aprono addirittura le porte delle sue stanze private, ma lì Flora scopre qualcosa che non avrebbe dovuto sapere… Una minaccia incombe sull’alveare, ma il pericolo più grande, Flora ormai l’ha capito, viene proprio dal suo interno. Di chi fidarsi? Non certo delle misteriose Sacerdotesse della Salvia che tramano nei recessi dell’alveare e controllano le menti di tutte le sorelle. Flora non può rischiare, tanto più che lei stessa nasconde un segreto. Un istinto più forte della sua indole servile conduce ormai le sue azioni, mettendola in conflitto con la sua natura, il suo cuore e la sua società. Per Flora sarà il momento di prendere in mano il suo destino e quello del suo mondo.

Quando lessi, qualche anno fa, –Parlando con le Api-, trovai una storia fantastica, che narrava le vicende di alcune persone intrecciate con la vita quotidiana delle api. Ricordo che, l’emozione fu talmente intensa, che ho finito il libro tra le lacrime, tanto che l’ho trovato coinvolgente. In particolare ricordo questa sensazione, molto forte, dell’ape vista come pet, come animale domestico, come amico insomma.

-Bees -la fortezza delle Api- invece, ci porta sin dentro il loro complesso modo di vivere, ci dona una storia non meno intensa, dove le api si svelano in tutta la loro prorompente intelligenza, in questo mondo antropomorfico.

Ma andiamo per ordine: la frase promozionale sulla copertina – “La fattoria degli animali incontra la generazione di Hunger Games”- Attenzione, ci sta citare il capolavoro di Orwell (che presto dovrò leggere anche io), ma, per favore, vorrei ardentemente sapere cosa c’entra Hunger Games con quest’opera!? Hunger Games è un vero distopico a tutti gli effetti, dove ci troviamo di fronte ad una grande élite di potere e ricchezza e diversi villaggi di fame e povertà, però funziona così da 100 anni, fino a quando non arriva la ‘ghiandaia imitatrice’, ovvero colei che modificherà e spezzerà il regime governativo attuale. Il tutto si snoda in una trilogia trasposta anche sui grandi schermi (e molto bella anche!)
Bees è tutt’altra storia, qui vige la legge della Natura.

Secondo punto.
Come nella lettura di -Parlando con le Api-, ricordo l’amarezza e la delusione nel constatare le recensioni scadenti presenti su Amazon. Recensioni che nemmeno esistono più, visto che hanno rimosso il libro, rimettendolo l’anno dopo e facendo perdere le poche recensioni che aveva. Ho dovuto persino rimettere la mia.
Anche in questo libro -Bees-, uscito quasi da due anni, ho letto solo recensioni al di sotto delle mie aspettative: alcune non positive, alcune (scusate) insignificanti, una soltanto merita.

-Bees – la fortezza delle Api- è uno straordinario percorso fin dentro l’alveare, la narrazione è ricca di nozioni biologiche e comportamentali riguardanti il mondo delle api: è eccezionale osservare, tramite la protagonista, come questi magici insetti, interagiscano tra loro tramite olfatto, codici comportamentali, chimica, contatti fisici e mentali, danze, vibrazioni e molto altro.
E’ magico!

Tutte le api nascono uguali (per quelle imperfette vedremo dopo), ma nel mondo di Flora 717, capiamo che sono divise per caste, ognuna di queste caste ha attitudini specifiche per un determinato compito: le bottinatrici, quelle più famose che tutti conosciamo; le balie (casta del cardo), appassionate e dedite alle larve in tutte le fasi di crescita. Le Cardo, tra l’altro, sono una casta nobile, quelle più vicine alla Regina, la quale depone qualcosa come 1000 uova al giorno. Poi ci sono caste che si occupano del cibo, altre che si occupano del trasporto del miele, altre adibite solo alla produzione di cera, fino a giungere a caste meno piacevoli come ‘la polizia della fertilità’, e qui rispondo alla parentesi sulle api imperfette (qui forse la menzione a Hunger Games, per la brutalità di determinate scene), la casta delle Sacerdotesse della Salvia, mistiche e angoscianti e tante altre… Tutte queste caste, hanno parti di loro atrofizzate e parti invece (relative alla loro mansione) vive e pulsanti.
Ovviamente facciamo questa precisazione: non sono né un’autorità nel settore, né una neofita riguardo al meraviglioso mondo delle api, quindi non  posso dire e sapere con certezza quali dati sono scientificamente reali e quali invece frutto della magnifica narrazione dell’Autrice. Alcuni comportamenti li conosco con certezza, come le ‘bollenti attenzioni ‘ riservate ad ospiti non graditi :)) Ma andiamo avanti.

Flora 717. Nasce appartenente alla casta più umile dell’alveare: spazzina! Ma è diversa dalle sue sorelle. Loro hanno la lingua atrofizzata e non parlano correttamente, lei sì; loro hanno l’impulso di pulire e pulire e pulire e stanno sino alle antenne in mezzo a cadaveri (e in un alveare, lo vedremo, c’è una mortalità altissima), feci e deiezioni varie e sono viste con disprezzo e disgusto, ma di contro sono fondamentali per l’alveare. Flora no, lei vuole di più. Anela al sapere e al volare, anela a qualcosa che infrange la legge primaria dell’alveare stesso. E’ un eretica, ma è anche la protagonista di questo libro che difficilmente non ameremo.
Lei affronterà un percorso di crescita, che l’Autrice ha sfruttato per mostrarci l’alveare nei suoi particolari, Flora sarà addirittura al cospetto della Regina e per qualche ora sarà la sua damigella, visiterà persino la biblioteca reale! (anche qui una trovata bellissima per mostrare al lettore la mente e la cultura dell’Alveare).
La narrazione, come dicevo prima, è di una bellezza rara! L’incipit tra l’altro, identifica la posizione e appartenenza dell’alveare, ovviamente è di proprietà umana, questo stesso incipit sarà un delicato finale, ma non di quelli che ti fanno piangere, bensì di quelli che ti lasciano soddisfatta e serena.
Attraverso Flora, scopriamo come la mente dell’alveare e i codici (vibrazionali e olfattivi), agiscano prima ancora che la definizione prenda forma nella mente. Come per esempio durante l’attacco all’alveare, Flora si troverà con un forte impulso aggressivo e con  il pungiglione tirato fuori. Vi sono molte di queste scene, dove il corpo reagisce prima della mente (diversamente dall’uomo) scene che trovo fantastiche!
Ma perché Flora è diversa? Vorrei che trovaste la risposta voi stessi, immergendovi in questa lettura sublime!
Una narrazione a parer mio eccezionale, troviamo anche interazioni con specie diverse, che trovo molto attinenti. Passeremo un anno insieme a Flora e sverneremo con le sue sorelle, ruotando nel Glomere, fino al risveglio primaverile, regalandoci una Flora più saggia e acuta. I personaggi sono molti, dovremmo sorbirci anche l’arroganza dei fuchi: spocchiosi e superbi, ma l’Autrice ci regala una storia tenera anche a questo riguardo.

Scrivere questa recensione è stato impegnativo, mentre la lettura è stata un susseguirsi di ore al sole vissute molto bene. Credevo di avere capito il finale, ma poi ho capito che anche l’Autrice si era accorta che il finale era prevedibile e ci ha regalato una variante che ho adorato, mi ha fatto venire i brividi, perché dice molte cose, non solo narrative.
Sicuramente una lettura da 10 e lode, sappiatemi dire se volete provarci!
Lo stra-consiglio!

Pubblicato in: Classici, Kindle - letture digitali., Narrativa

Un libro adatto per questo periodo

5923503_357632Impastare, mescolare, montare. Un’onda di cioccolato, un pizzico di cannella, una spolverata di zucchero. Apparentemente sembra facile preparare una torta. Eppure un dolce non è solo un dolce: è soprattutto una dimostrazione d’amore. Come una fetta di pane fatto in casa è un gesto che fa sentire importante chi si ama.
In un’affascinante tenuta di campagna dove l’odore delle spezie e dei profumi si diffonde nelle ampie sale e nel giardino, sono tutti in gara per diventare il degno erede di Kathleen Eaden, denominata «La regina della cucina», autrice di un famosissimo ricettario che dagli anni Sessanta ha ispirato intere generazioni.

E’ soprattutto uno straordinario viaggio nelle Donne, attraverso le Donne, passando dalla cucina e da tutto ciò che concerne quell’ambiente.
Anche se in questa gara c’è anche un uomo, ritengo che questo libro sia un elogio formidabile al concetto di essere Donna, con tutto ciò che concerne l’essere una Donna: l’infanzia, l’adolescenza, la maturità, per poi passare dal matrimonio e i conseguenti figli, con tutti i problemi derivanti.

Jennifer, Vicky, Mike, Claire e Karen. Personalità diverse, problemi diversi. Si troveranno gomito a gomito in un luogo storico dove dovranno dimostrare di poter prendere le redini di Mrs. Eaden, simbolo di perfezione assoluta come concetto di Donna di famiglia.

Ogni capitolo ci regala alcune pagine del libro in questione. Parole bellissime e piene di amore. Ma attraverso le vicissitudini di questa eroina e quelle dei concorrenti in gara, verremo a conoscenza di moltissime storie, moltissimi traumi, finendo con una verità assoluta: gli ingredienti dell’amore, il sapore della vita perfetta, non hanno segreti così irraggiungibili. Niente è perfetto, ma tutto può esserlo se si è disposti a mettersi in gioco.

Un libro straordinario che racconta molto e lo fa con maestria e dolcezza. Con malizia e scaltrezza. Di sicuro lo trovo ideale per periodi come questo

Pubblicato in: 2016, Giallo, Kindle - letture digitali., Narrativa, Psico-Thriller, Sociale, Thriller

E se tutti fossero ‘il maggiordomo’??

816OrDkrFqLLa vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata.
Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile.
Decisamente il debutto dell’anno nel mondo anglosassone, ai vertici di tutte le classifiche.

Sono diversi mesi ormai che storgo il naso di fronte a casi editoriali, libri acclamati et similia. La ragazza del treno è uno di questi ma sono entusiasta di dire che vale tutto il clamore, tutto il parlare.

Rachel è alcolizzata, ma non è spoiler giacché è nella sinossi, si tratta di una donna devastata, che non ha più né speranze, né risorse, che non riesce nel modo più assoluto a ‘dimenticare’ Tom.
Tom è l’ex marito di Rachel, durante la lettura, emergono i motivi che hanno portato alla distruzione il loro matrimonio, i quali hanno incentivato l’alcolismo di Rachel.
Anna è la nuova moglie di Tom, insieme realizzano una bella famigliola, ma purtroppo non riescono ad essere pienamente felici perchè Rachel li stalkerizza entrambi. Tom cerca in tutti i modi di rifarsi una vita cercando di non ferire Rachel.
Poi ci sono altri personaggi interessantissimi.

Parliamo di Rachel, mi è stata sulle scatole per molte pagine, ma cercate di guardarla con occhi comprensivi: beve sino a annullarsi la memoria e quando beve fa parecchi danni.
Ogni giorno Rachel prende il treno e non vede l’ora di passare davanti alla villetta di Jess e Jason, una coppia qualunque che vive proprio nella città dove ora vivono il suo ex la nuova moglie.
Rachel è una donna perduta ormai, l’alcol è il suo unico confidente. Jess e Jason ovviamente sono nomi fittizi, che lei ha attribuito loro; ogni giorno li scruta, li osserva: per lei sono la coppia perfetta, si amano e si ameranno per sempre, perchè sono fatti l’uno per l’altra.
Purtroppo un giorno, in quella veranda vede qualcosa che non rientra nel quotidiano, da quel giorno le cose precipitano in oscuri meandri sporchi di alcol e sangue. Ma Rachel non ricorda, più beve e meno riesce a ricostruire.
Che cosa è successo quel sabato fatidico? E’ stata lei? Oppure no?

In un romanzo di carattere avvincente, con diversi punti di vista, una storia che sembra zeppa di ‘maggiordomi’ (frase metaforica per definire l’assassino), viene difficile ad un certo punto non lasciarsi coinvolgere dalla trama e, se non avete appuntamenti di lavoro, rischiate di fare sera senza accorgervene.
Un libro che non perde occasione di lanciare messaggi denuncia sulla società odierna, sulla donna che deve per forza procreare, sull’alcolismo, sull’amore e sulla fiducia, frasi geniali che lasciano di stucco ed una scrittura fluida e chiara, fanno si che questo romanzo sia un Best Seller. Un thriller psicologico accattivante e morboso.
Un libro da leggere assolutamente!

Pubblicato in: 2016, Animali, Narrativa

‘Possedere’ un coniglio….

41kckqDwbuLUn racconto ispirato a una storia vera.
Un Bianconiglio in grado di insegnare come prendersi cura di lui.

Un testo che affronta la vita e le problematiche che scaturiscano dall’avere la meravigliosa creatura chiamata coniglio.
Un narrazione che non perde occasione di istruire sulla tipologia e sui bisogni di questi silenti animali, anche se la dico tutta, le primissime due cose da fare sono trovare un veterinario esperto in esotici e abbonarsi al gruppo su Facebook “Coniglio codino a pon pon” (attenzione, state alla larga da “Aiutiamo e conosciamo i conigli”: è infetto da hacker)
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edit del 3/08: gruppo ricreato, lo troverete a questo link
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Tornando al racconto, l’ho trovato abbastanza scorrevole, la lunga avventura serena del coniglio (con i suoi alti e bassi) è intervallata da continui riferimenti tecnici, a mio avviso, importanti per spronare chiunque di voi che desideri una creatura come il coniglio, ricordatevi che, come tutti gli animali, se mai sceglierete di prenderlo, non va assolutamente relegato in una gabbia, lui è un animale gregario e se non optate per la coppia assicuratevi di conoscere le cose basilari per capire se potete o meno convivere con una bestiola del genere.

Noi ne possediamo uno ed è la nostra gioia, con il nostro coniglio siamo andati ben oltre l’allegro rapporto narrato in questo libro: il coniglio è in grado di arrivare dove nessun animale è mai arrivato, almeno, per me è stato così.
Una lettura lampo (racconto breve), un libro gradevole, nonostante la disavventura finale, tanta amarezza se la cosa è accaduta davvero.

Pubblicato in: 2016, Classici, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

La lepre è una metafora di vita

20150324131055_coverGiornalista quarantenne a Helsinki, Vatanen ha raggiunto quel momento dell’esistenza in cui di colpo ci si chiede quel “ma perché” che si è cercato sempre di reprimere, nascondendo a se stessi e agli altri che quel grigiore a cui si è arrivati a furia di rinunciare ai sogni, di accettare compromessi, di rassegnarsi al logoramento delle amicizie, del lavoro, degli amori, quel qualcosa in cui siamo rimasti impigliati e in cui non ci riconosciamo, è in realtà la nostra vita. Una sera, tornando in macchina da un servizio fuori città con un amico fotografo, investe una lepre, che fugge ferita nella campagna. Vatanen scende dall’automobile, la trova, la cura e, sordo ai richiami dell’amico, sparisce con lei nei boschi intorno. Da quel momento inizia il racconto delle svariate, stravaganti, spesso esilaranti peripezie di Vatanen, trasformato in un vagabondo che parte all’avventura, on the road, un wanderer senza fretta e senza meta attraverso la società e la natura, in mezzo alle selvagge foreste del Nord e alle imprevedibili reti della burocrazia, sempre accompagnato dalla sua lepre come irrinunciabile talismano. E la sua divertente e paradossale fuga dal passato diventa un viaggio iniziatico verso la libertà, la scoperta che la vita può essere reinventata ogni momento e che, se la felicità è per natura anarchica e sovversiva, si può anche provare ad avere il coraggio di inseguirla. Un libro-culto nei paesi nordici che ha creato un genere nuovo: il romanzo umoristico-ecologico.

Sempre alla ricerca di storie autentiche, che raccontino la simbiosi tra uomo e Natura, mi sono buttata a capofitto in questo libro, il cui inizio, nonostante l’incidente alla lepre (ed è un’info presente nella sinossi),  mi ha fatto venire i brividi di aspettativa.
Tuttavia no, non è stata la lettura adatta a me. Posso dividere in due questo libro:
– l’inizio, poetica decisione del protagonista di non tornare nella macchina col collega;
– la fine, quando dopo tutta la narrazione accade che, finalmente il protagonista sparisce nella natura e si capisce chiaramente che non avrebbe avuto più contatti con la società (e avrei voluto cominciare a leggere il libro da li).

Tutto sommato dai, è stata una lettura abbastanza coinvolgente, escluse tre situazioni, due delle quali mi hanno fatto fisicamente stare male; paradossalmente, le vicende di questo Autore finlandese non si discostano poi un granché dalla classica comicità scadente del classico film di Natale made in Italy, quel tipo di comicità che evito come la peste, difatti a Natale, mi discosto dalla massa che corre a vedere quella tipologia di film.

D’altro canto sono stata consapevole che è un tipo di letteratura sottile di alto livello, quelle letture che vanno al di là della mia capacità di comprensione culturale che appartiene alla classe alta di lettori, purtroppo sono un essere semplice che va cercando il torpore della magia nella Natura.

“L’anno della lepre” è un libro di alta letteratura quindi, anche se io non l’ho apprezzato. Va dalla denuncia nei confronti della superficialità umana, passando da messaggi politici, sino ad arrivare alla vastità della Natura incontaminata, unico punto, insieme alla lepre, che ho amato e sognato.

Alla fine però, non ho bisogno di questi libri denuncia, so già quanta amarezza ci sia nei dintorni dell’uomo, tutto ciò che mi interessava di questo libro era il rapporto tra protagonista e lepre, che sostanzialmente, tra alti e bassi, c’è stato sino alla fine, la lepre non è morta, come ho avuto paura accadesse, è sopravvissuta. E non poteva essere altrimenti, visto ciò che rappresentava: la libertà di essere, di vivere e di decidere.
Non esprimo consigli in merito alla lettura o alla non lettura, scegliete voi in base al vostro umore.

Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Narrativa

Racconto nel racconto

cover (1)Cosa succederebbe se potessi vivere davvero il tuo libro preferito?
Questo è quello che succede a Claudia quando il fidanzato Mattia decide di farle una proposta di matrimonio regalandole un racconto scritto con le proprie mani. Claudia legge le avventure di Silvia e Corrado, una ragazza in cerca di lavoro e il cantante di una rock band i cui destini si incroceranno fino a far scoppiare l’amore e, senza volerlo, si ritrova catapultata all’interno del racconto.
Riuscirà a viverlo da spettatrice oppure si farà vincere dalla tentazione di diventarne la protagonista?

Un racconto di eccezionale morale nel modo più assoluto.
Il discorso è che (a mio avviso), una buona parte iniziale del libro è un poco acerba a livello di descrizione narrativa, a volte mi sembrava una specie di lista e non lo dico per cattiveria, sempre a parer mio, azioni e ambientazione non si fondevano bene tra loro. Peccato perchè poi ad un certo punto è diventato davvero avvincente e ricco di emozioni. Ero estasiata quando ho capito dove l’Autrice sarebbe andata a parare, inoltre è ben curato e leggendo dalla metà a finire è percepibile l’attenzione verso i particolari.
Ma a farla da padrona è la magnifica morale che tocca davvero tutti: è bene guardarsi dentro ogni tanto, perché l’arroganza e la gelosia non danno frutti, solo perdite.
Brava, brava Monica Gabellini, continua a scrivere!