Pubblicato in: 2014, Giallo, Narrativa, Sociale

Un pensiero molto scomodo…

dan-bown-inferno-usaTRAMAll profilo di Dante che ci guarda dalla copertina è il motore mobile di un thriller che di “infernale” ha molto. Il ritmo e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi. Non è sorprendente che lo studioso di simbologia Robert Langdon sia un esperto di Dante. È un incubo e la sua conoscenza della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita. Il professore deve scappare. Comincia una caccia all’uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel che sembra.

Un pensiero molto scomodo… ..che non credevo di trovare così in bellavista. Una di quelle ipotesi che mi sono sempre fatta se fossi ad un vertice di potere. Sì, mi sento eticamente vicina al ‘pazzo di turno’, sebbene mi manchi la cosa più importante: il genio e l’intelligenza estrema!
Al di là del tema scottante (mi stupisco che il libro non sia stato censurato) c’è il marchio magnifico di Brown, gli sconfinati viaggi nei luoghi d’Arte e l’Arte stessa, descritti così bene e con quelle emozioni così profonde che non puoi fare a meno di desiderare di fare qualsiasi cosa per intraprendere quella strada di Cultura e Bellezza.

Il marchio dei libri di Dan Brown: l’Arte. E naturalmente Tom Hanks, nei panni di Robert Langdon. Un uomo d’Arte come di azione e dopo aver visto i film, difficilmente riesco a immaginare una faccia diversa ehehehe mi sta bene comunque, almeno è un attore che amo!
Credo che questo sia il terzo di Brown che leggo nella mia vita, gli altri due sono ‘Il Codice Da Vinci’ e ‘Il Simbolo perduto’, che ho amato entrambi. Anche se quest’Autore rientra nella categoria commerciale a me è sempre piaciuto, quello che dice, come lo dice e soprattutto adoro la sua testa, deve essere bellissimo frequentare un uomo così dotato!!

Inferno è indubbiamente un altro capolavoro, lo svolgersi della trama in poche ore, la frenesia, le corse, gli agguati, l’ansia. Il suo modo di scrivere è straordinario, ti trovi a metà libro che non è ancora finita la giornata, è incredibile, non so se saprei farlo!!
Inferno è la chiave per la drastica riduzione della popolazione mondiale (o una delle chiavi).
Vorrei sapere, tra di voi che mi leggete, se trovate giusta la proliferazione del genere umano a sfavore di centinaia di razze animali. Per come ci riproduciamo e comportiamo, onestamente, non sembriamo il peggiore dei virus?
Vorrei sapere soprattutto quanti di voi mi seguiranno ancora dopo aver capito quale mente turpe abbia e per inciso: non ho figli !

Un abbraccio e grazie sempre per l’attenzione!!

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Pubblicato in: 2014, Giallo, Psico-Thriller

Perdere i ricordi ogni giorno!

anteprima-non-ti-addormentare-sj-watson-pqndmTRAMAOgni mattina Christine si sveglia senza ricordi. Non sa a chi appartenga la casa in cui si trova, l’uomo che le dorme accanto le è totalmente estraneo, e anche il suo viso, riflesso nello specchio del bagno, non solo non le è familiare, ma le sembra molto meno giovane di quanto secondo lei dovrebbe essere. È suo marito a darle quotidianamente le coordinate della sua vita, a spiegarle chi è lui, chi è lei, e che cosa le è successo anni prima, un incidente che ha modificato radicalmente la sua vita, privandola dei ricordi e costringendola a ricominciare ogni giorno in un difficile apprendimento dell’esistere. Ma Ben le dice tutto? E se è così, perché non le ha parlato del dottor Nash, un giovane neuropsichiatra deciso a studiare il suo caso, con cui Christine si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario? E perché su una pagina di questo diario Christine ha scritto “non fidarti di Ben”? Giorno dopo giorno, con l’aiuto del dottor Nash, lampi di memoria attraversano la mente di Christine, tessere baluginanti di un mosaico che fatica a ricomporsi nella sua interezza e che, con il passare del tempo, le sembra sempre più minaccioso e inquietante. Finché dal passato emergerà il vero pericolo, quello che senza che lei ne sia consapevole si è appropriato della sua vita.

Mi sono lasciata trasportare dalla trama, così similare al precedente libro che avevo letto, che, a differenza di questo, aveva l’aria più frizzante e sgarzellina.
Devo ammettere che questo è stato davvero un Signor Romanzo, proprio di quelli al cardiopalma, di quelli che prendi anche mentre stai mangiando!
L’impostazione era particolare e sono sincera, cercavo di smantellarla, così, tanto per punzecchiare l’autorevolezza dell’Autore.
La prima parte era narrata, poi è subentrata un’altra parte che erano le pagine di diario della protagonista, cercavo di trovare buchi tra la modalità di trascrizione da diario rispetto all’esposizione della trama e no, non ci sono riuscita, era troppo avvincente, per fare una cosa del genere dovrei rileggerlo e di nuovo no, la mia cerchia dei riletti ha delle rigide regole J
Christine ha avuto un brutto incidente che l’ha quasi portata alla morte, sebbene la vita che ha recuperato non è che fosse proprio ‘wow’.
Iniziamo il libro con la chiamata del Dottore, chiamata che diventerà frequente, perché lui sa dove tiene nascosto il diario che la Donna ha iniziato dietro suo suggerimento, nella nuova terapia che ha iniziato di nascosto dal marito.
Ma la vita di Christine è strana, il suo Dottore lo sa, ogni giorno deve passare del tempo, prima che lei recuperi gli avvenimenti dalle preziose pagine del suo diario, perché Christine quando va a dormire resetta tutto, tutto, tutto quello che ha fatto quel giorno, compresi i ricordi recuperati dal passato.
Da oltre metà libro si percepiscono finalmente i fili della matassa irrigidirsi ed è li che la lettura si fa frenetica. La verità, voglio solo la verità!!
Come di consueto i lettori più affamati ed esperti sentono quale che sarà l’epilogo, la bravura dello Scrittore sta proprio nel saper dare diversi ami a noi poveri drogati di libri e no, non ho capito cosa sarebbe accaduto alla fine, non proprio bene, ma non vale la pena comunque AHHAHAHHAH
Grande lettura, eccezionale!!

Pubblicato in: 2014, Dark, Giallo, Psico-Thriller

Chi non guarda sotto il letto prima di dormire?

indexTRAMA – C’è un vuoto nella memoria di Dorothea. Quella sera voleva uscire a tutti i costi ma i suoi l’avevano costretta a fare la babysitter al fratello minore mentre loro erano a teatro. Ricorda che lui non ne voleva sapere di dormire e urlava come un pazzo. Ricorda una telefonata che l’aveva sconvolta, ricorda di aver perso la testa, e poi più niente. Più niente fino agli occhi sbarrati del fratellino, senza più vita. C’è un abisso in quel vuoto di memoria, un abisso che parole come “arresto cardiaco” non riescono a colmare. Perché la verità è che lei non ricorda cosa sia successo. Solo adesso, dopo mesi di ospedale psichiatrico, di terapie, di psicologi, ha raggiunto faticosamente un equilibrio precario. Ha cambiato casa, scuola, città: si aggrappa alla speranza di una vita normale. Ma una notte vede in giardino un ragazzo terrorizzato che le chiede aiuto e poi scompare senza lasciare traccia. E quando, dopo qualche giorno, Dorothea scopre l’identità del ragazzo e viene a sapere che in realtà lui si sarebbe suicidato prima del loro incontro, le sembra di impazzire di nuovo. I fantasmi del passato si uniscono a quelli del presente precipitandola in un incubo atroce in cui non capisce di chi si può fidare, e in cui la sua peggiore nemica potrebbe rivelarsi proprio lei stessa…

All’inizio ero piuttosto sospettosa e timorosa di avere tra le mani un sonoro flop, ma è stata la maestria dell’Autore nella narrazione che mi ha spinto abbastanza avanti da capire che la sensazione provata era solo un’esca e ovviamente ci sono abboccata 🙂
Non ho potuto, inoltre, fare a meno di ricordare con emozione la trama di ‘The Labyrinth’, forse non tutti lo conoscono, ma Sarah era l’adolescente (abbandonata dalla madre naturale per motivi futili) obbligata a stare a casa, la sera dell’anniversario di papà e matrigna, per fare da baby sitter a Toby, il suo piccolo fratellastro e, al culmine della frustrazione, dice le paroline magiche per far sì che gli gnomi se lo portino via. E così che inizia la sua avventura nel Labirinto di Jareth, il Re degli Gnomi! Un classico fondamentale insomma!

Nel libro però, abbiamo a che fare con una quasi maggiorenne, sicchè tutto quello che sappiamo ci viene proposto come ricordo, di ciò che è accaduto (fa parte della sua terapia riempire quel buco). Come apprendiamo dalla trama Doro (come le piace farsi chiamare) entra nella categoria dei folli per ‘quel qualcosa che è successo quella sera’ e noi, possiamo solo fare supposizioni su quale che sia la verità, e questo pensierò ci renderà la lettura avvincente sino alla fine, almeno parlo per me!
Quindi abbiamo un giallo ed uno psico-thriller, e se pensiamo che l’Autore è pratico della tematica (psicologia) possiamo solo che farci venire l’acquolina in bocca!!
Ma la pazzia di Doro non è il suo unico ‘problema’. La ragazza ha un dono innato, ereditato dal nonno, che si chiama sinestesia, che lo so, anche leggendo su wikpedia non è di facile comprensione, è un qualcosa che ha a che fare con le percezioni sensoriali ed il modo di percepire i colori.
Il trauma e la sinestesia rendono molto difficile la vita a Doro, che nonostante abbia cambiato vita e città purtroppo tutto il mondo e paese: togliersi un etichetta è piuttosto complicato se sei già stata nel reparto psichiatria!
Il mio cuore cattivo è davvero un’avventura curiosa, che nasconde un messaggio molto importante, messaggio che non posso rivelare poichè fa parte dell’iddilio della fine! Posso solo invitarvi a commentare una volta che avete anche voi finito il libro 🙂
Buona lettura!!

Pubblicato in: 2009, Giallo, Narrativa, Sentimenti

La distorsione del color Smeraldo

TRAMA – Londra, 1904. Non era così che Sophie si era immaginata l’incontro con il maritla_musica_delle_farfalle_rachel_kingo dopo tutti quei mesi di lontananza. Nessuno slancio, nessun abbraccio appassionato. L’uomo che trova sulla banchina della stazione non è neppure l’ombra del giovane gentleman che ha sposato: coperto di cicatrici, emaciato, Thomas la fissa con occhi freddi, sgranati come per lo spavento, e non muove un passo verso di lei. Soprattutto, è incapace – o si rifiuta – di parlare. L’Amazzonia..  Per Thomas era l’occasione di una vita: collezionista di farfalle sin da quando era bambino, era convinto che in Brasile avrebbe trovato un esemplare mitico caratterizzato da ali di colore innaturalmente asimmetrico.
Ora la giovane donna è disposta a tutto pur di penetrare il mistero che gli ha sigillato le labbra e il cuore. Frugando in segreto tra i suoi diari di viaggio, Sophie si addentrerà in una storia di passione e ossessione e in un mondo esotico tanto seducente quanto brutale.

(libro letto il 5 maggio del 2009)
Con questo libro non si può dire che sia subito scattato il colpo di fulmine. Mi trovavo in libreria, in un periodo col pallino del risparmio. Avevo tre libri in mano e per l’indecisione non ne presi nessuno. A casa me ne son pentita e la sera stessa mi è venuta una tale ‘febbre’ che dopo 2 giorni mi son ritrovata in quella libreria e l’ho acquistato.

Dunque, le prime pagine sono col tempo presente, il che lo ritengo sempre difficoltoso per la lettura. Fortunatamente apprendo che al presente ci sono solo alcuni capitoli.

Il romanzo è strutturato in due fasi principali:

* La narrazione dello stato attuale.
* E le vicende che accaddero prima.

Queste diverse fasi temporali si snodano in capitoli sparsi (saltuari) del romanzo.

Quel che mi ha attratto maggiormente di questa storia è che si svolge in uno dei luoghi che più mi fanno vibrare al mondo: le Foreste Pluviali. Infatti il protagonista è un appassionato di farfalle. Non uno scienziato con tanto di crismi e diplomi, ma un uomo la cui passione è nata sin da giovanissimo, e si è ugualmente fatto la sua cultura.

Un riccone dell’epoca offre sussistenza e denari ad un gruppo di persone, ognuna specializzata in un determinato settore, Thomas è incredulo all’idea di poter entrare in questa equipe, e parte per l’Amazzonia, con la benedizione della moglie Sophie.

Per tutto il romanzo si respira l’atmosfera magica degli Alberi e degli Animali del luogo. Un ambiente tanto mozzafiato quanto ostile per l’uomo (almeno quello civilizzato), un esempio ne è la formica di fuoco.

Thomas è alla ricerca di una farfalla mitologica a cui vuole dare il nome scientifico (in latino) della sua consorte.

A 3/4 del romanzo la poesia e la magia della Foresta Pluviale subiscono un crollo pauroso. Thomas rimane pericolosamente invischiato in movimenti politici, sporchi giri di soldi e terribili atti vandalici.

L’autrice tuttavia, trova il modo, nella sua narrazione, di riportare Thomas in patria dove lo aspetta Sophie, traboccante di gioia.

Purtroppo la donna troverà un uomo diverso da quello che conosceva: sporco, emaciato e con seri problemi comportamentali.

Thomas non parla più.

Ed è proprio qui che comincia la loro storia. Una storia di disperazione e dolore, una vera storia d’amore originale. Quelle storie d’amore vissute e raccontate con maestria, storie d’amore dotate delle problematiche che tutte le coppie hanno, hanno avuto e avranno.

Pubblicato in: 2013, Giallo, MITI, Narrativa, Sentimenti

Quel che sarà dopo la morte…

Parlando-con-le-api-di-Peggy-Hesketh-Neri-Pozza_main_image_objectTRAMA – Albert Honig preferisce la compagnia delle sue api a quella delle persone. Un giorno le sue vicine di casa, anche loro apicoltrici e per questo conosciute in paese come “le signore delle api”, vengono uccise in una rapina ed è proprio lui a trovarne i corpi. Le domande di un investigatore riporteranno alla luce un passato che lo stesso Albert sembrava aver rimosso.

E’ un libro fresco, stampato a giugno di quest’anno ed era lì sul tavolo della biblioteca, proviamolo, mi son detta.
L’ho finito un oretta fa, non so se dire capolavoro rendo l’idea, o forse come al solito i libri vanno letti quando è il momento di farlo e per qualcuno di specifico, ultimamente me ne capitano di queste fortune.

La storia inizia con un anziano signore e poco dopo qualche pagina sappiamo di trovarci di fronte ad un giallo. Non mi sono affezionata subito ad Albert, me ne sono accorta in un certo momento del libro quando ho sentito di volergli bene. Come tutti gli anziani rielabolara vita, gesta e decisioni col senno della saggezza e lui, povero, ne aveva molti di rimpianti.

Il punto focale, come descrive il titolo, sono le Api. Queste meravigliose, industriose piccole Api che secondo le stime andranno ad estinguersi all’incirca nel 2030 e l’uomo seguirà lo stesso destino qualche anno dopo.
L’Autrice oltre ad essersi districata egregiamente nella categoria del giallo fa altrettanto abilmente girare tutto il volume intorno alla vita delle Api, regalandoci una nozione per ogni capitolo e molte, moltissime informazioni di svariata natura sulla loro vita e sulle loro evoluzioni. lo fa così bene che le arnie con le loro preziose abitanti diventano come animali domestici a cui siamo profondamente affezionati e a cui dedichiamo tutta la nostra vita ed energie. Fa venire una voglia spasmodica di diventare apicoltori.

Albert aveva sposato le sue Api.

Il libro è davvero piacevole, l’ho letto in soli tre giorni. Non è privo di colpi di scena ed è strutturato ‘a ritroso’, ovvero il completare della storia man mano che le indagini proseguono.
I personaggi principali sono Albert, l’inizialmente ‘misteriosa’ Claire e il commissario. Ma abbiamo anche i genitori di Albert, quelli di Claire, la sorella di Claire ed altri di sfuggevole ‘importanza’.

Come esordio Peggy Hesketh ha fatto un botto, mi auguro che continui a scrivere!

ps – Ho fatto un salto su aNobii e capisco che ci sono pochi commenti perchè è un libro molto nuovo. Ma che amarezza scoprire che su 5 commenti solo uno è positivo… poi mi chiedo perchè le Api si estinguono piano piano…

Pubblicato in: 2013, Giallo, Sociale

Normale ma non eccezionale. Ma rispetto per la storia!

TRAMA – Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che noIl profumo delle foglie di limone1n è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti.
Bello devo dire che è stato bello. Confermo che adoro come scrive la Sanchez, tuttavia rispetto a ‘La voce invisibile del Vento’ questo non mi ha fatto volare. Indubbiamente il tema è molto, molto delicato e non si ci può fantasticare troppo, ma come dice mio padre l’unico modo per comprendere davvero quello che è stato quel periodo devastante che è il nazismo lo si deve aver vissuto.

Immaginare di essere spogliati dei propri averi, della propria dignità e della propria intimità ed essere usati come carne da macello per i più merdosi esperimenti fa male. Ma credo che sia più devastante quando succede veramente. Quindi che mi si dica che in questo libro viene a galla qualcosa di sconvolgente rispondo ‘mapperfavore!’
La lettura scorre davvero bene, i personaggi sono fatti veramente bene e la cosa che più ti fa andare avanti è la curiosità di sapere.
Abbiamo un finale inaspettato per un tema del genere, abbiamo anche una piccola sorpresa che lascia aperta la porta dei ‘se’ e dei ‘ma’.
Magari per chi è acerbo del tema può anche apparire soprendente, in ogni caso un libro consigliato!

Pubblicato in: 2013, Fantasy, Giallo

«l’eccezionale» Medium dai capelli rossi!

eterna-alvarez-fanucci-280x439TRAMA – Londra, 1888. Annabel Lovelace è cresciuta nel cimitero di Highgate, e non conosce nulla al di fuori delle sue alte mura. Abbandonata a soli quattro anni dalla madre, ha come unico affetto la cara zia Heather. Senza di lei non potrebbe affrontare il terribile zio Tom, custode del cimitero. A sei anni, dopo aver sofferto di cuore sin dal primo anno di vita, il medico di famiglia le prescrive una medicina che dovrà accompagnarla per sempre… Sei gocce di digitale purpurea per mantenerla in vita, sei gocce rosse come il sangue che la strapperanno alla morte. Insieme alle preziose gocce, arriverà per Annabel una sorpresa sconvolgente, che marcherà la sua esistenza fino alla fine dei suoi giorni: è in grado di comunicare con l’aldilà, di dare voce a coloro che l’hanno persa per sempre. Ed è in questa sensazione di incredulità che Annabel sentirà che il suo cuore malato riuscirà a riempirsi di vero amore se solo potesse capire chi è quell’uomo che perseguita i suoi sogni.

Due punti fermi e coincisi subito subito:
1) buona idea, farcita però da buchi tecnici e logici. Smorfia di disgusto per i lettori esigenti;
2) a contrariare il punto sopra il libro contiene quel nonsochè che cattura;

Ho accolto questo libro con una buona dose di entuasiasmo, nonostante le screpolature tecniche riscontrate già durante le prime battute, che poi andando avanti piano piano tutto viene in qualche modo motivato (tutto o quasi tutto)!
Difatti ho cominciato a trovare l’idea molto originale (una medium molto dotata ai tempi di Jack lo squartatore) fino a quando, un bel po’ avanti nella storia esplode un amore impossibile e qui vorrei fare una piccola considerazione:
Credo che la Meyer del fenomeno Twilight abbia toccato i vertici emozionali con la sua quadrilogia incentrata su Isabella Swan ed Edward Cullen (un’umana ed un vampiro) perchè mi è capitato spesso di imbattermi in libri in cui erano più che chiari i riferimenti twilightiani. Alcuni li ho abbandonati clamorosamente, questo invece mi ha in qualche modo ‘fregata’. Forse anche perchè è mia semi convinzione che l’Autrice non l’abbia proprio fatto apposta. E’ capitato, è successo perchè dopo Twilight è difficile differenziarsi con classe in fatto d’amore, chiudiamo la parentesi prima di fare degli spoiler :))

La narrazione è piacevole, nel libro a parer mio viene dato maggior risalto all’aspetto estetico, d’impatto sicuramente, rispetto all’introspezione interiore del personaggio e, a volte, anche gli stacchi tra una scena e l’altra sono estremi, quasi come se si unissero a forza.
Tuttavia Eterna è un buon libro, godibile e completo (completo inteso che non ha proseguimenti). E’ un fantasy ma riesce bene anche come giallo, e se avrete una rivelazione durante le prime 100 pagine non preoccupatevi, ne avrete altre!
Non vi aspettate un romanzo epico perchè non lo è. E’ una lettura godibile e sicuramente da avere nelle proprie memorie ma è pur sempre un romanzetto da prendere con le pinze, del resto sapete che non bisogna MAI, e dico mai dare adito alle impressioni altrui e fare affidamento solo alle proprie no? Quindi forza andate a prenderlo in prestito in biblioteca!

Pubblicato in: 2012, Giallo

Interpretazioni

la_tredicesima_storiaTRAMA – Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall’oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta il giorno in cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, la incarica di scrivere la sua biografia ufficiale. Margaret parte alla volta dell’isolata magione dell’anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire, e rimane immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare… “La tredicesima storia” dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l’una nell’altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.

Ci sono eventi che rimangono nascosti, dicono che i panni sporchi sia meglio lavarli in casa… A casa Angelfield non è così, non è stato così.
La tredicesima storia racconta 3 generazioni di follia e di tesori nascosti nella nebbia!
Una delle protagoniste, la famosissima autrice narrata nel libro: Vida Winter, chiede <Lei ha paura dei fantasmi?>
Ma ciò che mi ha inchiodato alla sedia a leggere è stata una parte della lettera che la Winter aveva scritto alla biografa per convincerla a scrivere la sua storia, la sua ultima storia. Tra le righe della lettera che Margaret ricevette (la biografa) , Miss Winter le raccontò, tra le altre cose, di un ennesimo giornalista che un giorno si presentò nella sua magione chiedendo a Miss Winter: <mi racconti la verità…>
La verità…
Per una scrittrice che ha passato la sua intera esistenza a dichiarare la sua verità in mille modi differenti…
Quel giovane veniva in casa sua per avere la verità?
… <mi racconti la verità…> … ha galleggiato per tutta la durata del romanzo sino a quando inevitabilmente la nebbia piano piano si è diradata scoprendo tutte le verità!

Naturalmente dopo 30 pagine il mio rapimento è stato completo e sono nate quindi le classiche domande, come per esempio chissà se ha scritto altro prima o dopo… purtroppo questo è il suo primo e per ora ultimo libro e, visto che è un titolo del 2007 qualcosa mi fa pensare che ‘La tredicesima storia’ sarà la nostra unica, grande avventura. Davvero peccato, perchè, tranne qualche scollatura e qualche strano buco tecnico nella struttura della storia è, anche, un giallo avvincente. Da metà in poi a me ha letteralmente ‘chiamato’ ogni volta che facevo altro, inducendomi a fermarmi per leggere… Spero succeda anchea voi, sappiatemi dire 🙂