Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

La legge del più forte.

“Avrò diciassette anni ancora per poco, poi sarò libera”, ecco cosa pensa Freya osservando i suoi genitori che inscenano la famiglia perfetta.

La sua vita potrebbe essere riassunta con due parole: apparenza e finzione. Ma quel mondo dorato non ha più nulla da offrirle e presto potrà lasciarselo alle spalle, dimenticandolo per sempre.

“Bugiarda! Non tutto. Non Chase”, la pungola la sua coscienza.

Sì, Chase, l’unico capace di fare breccia nella sua corazza, il ragazzo che le ha rovinato la vita in una notte. Per colpa di una sola debolezza, da un giorno all’altro andare a scuola è diventato un inferno e quello che era un sogno a occhi aperti è ormai un incubo sulla bocca di tutti, un bisbiglio che la perseguita.

Chase Weber — in arte Defluencer — è l’influencer più chiacchierato del momento perché non mente mai, ed è famoso proprio per le sue recensioni dissacranti, per il suo sarcasmo pungente, per la sua ribellione nei confronti del sistema.
Ma è realmente la persona che fa credere di essere? Il ragazzo sicuro che non si nasconde dietro a nulla, che non ha remore a disprezzare anche ciò che gli converrebbe acclamare, che fa e dice solo ciò che vuole davvero?

Defluencer saprà guardare oltre o farà a pezzi anche Freya?

I due si ritroveranno coinvolti in una storia difficile, schiacciati tra passione e dubbi, inebriati a tal punto da perdere il controllo e la lucidità.
In bilico tra giusto e sbagliato, verità e finzione, mondo reale e social, Freya e Chase dovranno decidere se passare la mano o rischiare.

Sarebbe ingiusto definire quest’opera esclusivamente come romance e basta, visto che si dipanano tematiche molto importanti come la famiglia e il bullismo.
Freya Villa è un’adolescente cresciuta sola nella ricchezza e seguita solo dai domestici. La disperata mancanza dell’affetto genitoriale l’ha resa più matura di tanti compagni della sua età, ha un mucchio di soldi ma sa che non li spenderà perché, come surrogato dell’amore, sono inutili, inservibili.

La madre è una stella della moda, il padre un mecenate delle comunicazioni. Entrambi ci sono solo nelle feste sociali, per dare ai media e ai social il quadretto di famiglia realizzata e perfetta, proprio come dice la descrizione del libro. Ma Freya lo sa, lei ha visto il grande amore dei suoi genitori diventare solo un fastidioso soprammobile vintage e quindi cos’ha imparato dalla vita, oltre che a cavarsela da sola? L’amore non esiste e se arriva dura solo l’attimo di una schiusa di un fiore.
E’ per questo che lei lotta per non diventare un oggetto di lusso nelle mani della madre che la vuole far diventare una star della passerella. Freya ama disegnare, Freya odia le luci.

E Chase Weber chi è? Un influencer, una bestia dei social. In apparenza.
Per due anni è stato il ragazzo perfetto con cui ha portato avanti la sua relazione immaginaria. Lui era l’amico perfetto, sapeva sempre cosa dire e cosa fare, come consolare Freya, come farla sentire se stessa e a suo agio.
Poi gli eventi l’hanno portata a conoscerlo dal vivo, ed è stato con questo che Laura Rocca ha inscenato il suo tema principale: il bullismo e il cyber bullismo.
Quello che, prima di Internet, erano scaramucce tra ragazzi, al giorno d’oggi è diventato un fenomeno reale ed estremamente dannoso (non che non lo fosse ai tempi).

Il confine tra sconto tra ragazzi e bullismo è sottile, i genitori in quanto tali devono approfondire sempre!

visita il sito

Laura Rocca dedica molto spazio a questo tema delicato, non solo nella narrazione, ma anche a fine opera. In quanto genitori moderni e assennati, dedicate del tempo a sfogliare questo sito e questo argomento. In quanto animali sociali abbiamo il dovere di vegliare sui nostri simili, dopo averlo fatto con i nostri figli che male c’è ad aiutare anche altri ragazzi che si trovano in questo incubo terribile?
Nella storia appena letta Freya era arrivata a un punto tale di disperazione che credeva di essere in torto, di essere sbagliata.

Nessuno ha il diritto di entrare così aggressivamente dentro le persone, ognuno di noi deve riuscire a trovare la forza di fermarsi e dividere la realtà delle cose dalla fantasia malata delle persone che fanno branco contro un individuo.

Nella storia non avremo solo questo argomento, dal momento che è anche un romance, alcune scene saranno vissute in modo molto esplicito e comunque si toccheranno anche altri argomenti, come l’omosessualità.

Freya si dimostrerà essere una ragazza piena di inventiva, di talento e soprattutto di pazienza.
Chase, nonostante il suo carattere assurdo, si rivela essere un personaggio forte e plausibile e, avanzando nella lettura, anche uno dei genitori si riscatterà, in un modo tutto suo e dovrete leggerlo per sapere chi è dei due. 😉

La storia d’amore alla fine non sarà perfetta, perché il principe azzurro non esiste. Tutto è frutto delle nostre scelte e delle nostre azioni e sopratutto del nostro impegno nel far si che le cose vadano, proseguano in un modo o nell’altro, aggiustando il tiro ogni giorno e riconoscendo sempre le nostre imperfezioni.

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Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza…”

 

Arianna Palazzetti, superba voce del magnifico booktrailer del libro!

Carlotta Pantani, editor fissa dell’Autrice.

Pamela Menichini, grafica eccellente, anch’essa diventata fissa dell’Autrice 🙂

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Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Narrativa

Mi ha fatto passare il tempo…

La bella e risoluta Jill Clemmons ha deciso di abbandonare Adams Grove, il paesino di campagna dove è nata, per costruirsi una nuova vita in Georgia. Ma in quel remoto angolo di Virginia ha lasciato il suo affetto più grande, la nonna Pearl, che l’ha cresciuta come una figlia dopo la morte dei genitori. Il suo cuore si è allontanato anche da Garrett Malloy, il fidanzato di un tempo e una delle ragioni per cui Jill ha deciso di andarsene.

Quando tutto il paese si ritrova a piangere l’improvvisa scomparsa dell’amata Pearl, Jill ritorna ad Adams Grove per occuparsi del funerale e delle cose della nonna. La casa di Pearl custodisce però dei segreti inattesi. Segreti che riguardano il passato della nonna, ma anche il presente di Jill, e quello di Garrett. Segreti che, innescando una strana serie di eventi, faranno riavvicinare i due. Segreti che metteranno Jill di fronte a una scelta decisiva, e le insegneranno il valore più profondo dell’amore.

Sono perplessa. Sarà che leggo troppo, sarà che conosco diverse Autrici serie, sarà che sono diventata troppo pretenziosa, ma questo libro mi è piaciuto giusto il tempo di una brevissima accelerata su una pista. Boh.
La cover è accattivante e mi promette una storia di tutt’altro genere, quindi mi viene da pensare che: <sì, mettiamoci un titolo ad cazzum>, della descrizione riguardante il libro mi chiedo, verso la fine, cos’è il profondo valore dell’amore, se è come descritto nel libro, rabbrividisco.

Personaggi strampalati, nonna Pearl compresa (pace all’anima sua), persino il manzo di turno è tutto fumo e poco arrosto, poverino, non gli hanno nemmeno fatto sfogare il suo testosterone accumulato. Evito di commentare anche gli altri.
Jill, poteva essere un personaggio dalla piacevole complessità, se solo l’autrice non avesse abusato del suo “mestiere di scrittrice” usandola come marionetta a suo piacimento.
Non c’è una storia d’amore, non c’è né un giallo né un thriller, solo un’accozzaglia di eventi che servono (da un certo punto a metà del libro) per arrivare alla fine con un certo grado di curiosità. E meno male perdincirindina!! Solo quel motivo mi ha indotto a dare 3 stelle su Amazon, altrimenti ciao ciao….
Quello che mi addolora è che ho un altro libro della stessa autrice, della collana Adams Grove, e dopo questo flop rimarrà abbandonato nel mio Kindle…

Volete leggerlo? Accomodatevi e fatevi tanto caffè ehehehe

 

Pubblicato in: 2019, Il Club di Aurora, Rubriche

Nati sotto il segno … de Roma

Quanto sei bella Roma quanno è sera…
Quanto sei bella Roma quanno piove…
Così cantava Venditti…

Ecco cosa ha voluto fare, secondo me, quest’Autrice: regalarci un affresco di Roma antica, questa Roma verace che solo un romano può capire. Tuttavia secondo me Aurora Stella ci è riuscita, a farci sentire un po’ di quel sapore genuino e “vecchio” anche a noi che romani non siamo.

Quanno se scherza bisogna essere seri.

Ma -Due cuori a zonzo- non è solo questo, anzi, per arrivare a questa elaborazione dobbiamo imparare a muoverci nell’ironia mentale di questa particolare Autrice.
Nel nostro incipit ci troviamo subito in una scena insolita, dove la voce narrante è quella di un gatto verace, un bel micione romanaccio. Ci descrive la scena grottesca di un individuo messo un po’ ko, che se la ronfa per le strade albeggianti di Roma.
Gli animali parlano, ma solo i lettori lo sanno, i protagonisti ovviamente non lo sanno ;), ma è quella voce narrante dei diversi protagonisti a quattro zampe che ci insegnerà un po’ di veri valori umani.
Quindi in questo libro non c’è la magia della scoperta di un’animale parlante, bensì, la magia di camminare nelle vie di Roma, nelle vie e nel suo cuore.

-Due cuori a zonzo- non è una storia che spicca di qualche particolarità, ma è unica nel suo genere per la svariata gamma di ingredienti contenuti, è come trovarsi di fronte ad un mega buffet dove ironia, sorte, rabbia, tradimento e amore. E poi ancora rammarico, delusione e via andare.
E’ tutto questo che fa di questo libro una lettura unica nel suo genere.

Ed è così che abbiamo una storia di fuga, poi di amore, di tradimento, e poi di rivalsa e pace con se stessi.
Stando attenti ci ritroveremo nella favola classica de -Gli Aristogatti-, come non immaginarla con i nostri protagonisti felini, e non solo, avremo anche un pizzico de -La carica dei 101-

Questo è davvero un libricino ricco di sentimenti e di ‘cose della vita’, cose che non fa male ricordare ogni tanto.

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Pubblicato in: 2019, Narrativa

Quasi bello ma…

È un triste risveglio per la giovane avvocatessa berlinese Diana Wagenbach. Solo la sera precedente infatti ha scoperto che suo marito l’ha di nuovo tradita e, come se non bastasse, una telefonata dall’Inghilterra la informa che la cara zia Emmely ha le ore contate e che vorrebbe vederla un’ultima volta. Non le resta che fare i bagagli e prendere il primo volo verso l’antica dimora di Tremayne House, dove i suoi avi hanno vissuto per generazioni. Diana non può sapere che cosa l’attende, non sa che in punto di morte zia Emmely le sta per consegnare un terribile segreto di famiglia, custodito gelosamente per anni. Come in un rebus, con pochi, enigmatici indizi a disposizione – una foto ingiallita che ritrae una bellissima donna di fronte a una casa tra le palme, una foglia incisa in caratteri misteriosi, una bustina di tè, una vecchia guida turistica –, a Diana è affidato il difficile compito di portare alla luce che cosa accadde tanti anni prima, nel lontano Oriente, a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle. Qualcosa che inciderà profondamente anche sul suo destino…Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, “L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.

Come fin troppo spesso dico (da semplice lettrice), il mestiere dello scrittore è un mestiere insidioso. Ho scritto un paio di cose anche io, e, per me, che sono la creatrice, sono ottimi lavori e lo saranno sempre. Ma è l’opinione della creatrice e il lettore assiduo troverà sempre incongruenze e difetti, credo che il miglior modo di scrivere sia pianificare tutto con mini riassunti.

Ma smetto di divagare, l’autrice di questo libro ha creduto che luoghi esotici, belle donne e misteri tipo caccia al tesoro facessero di questo libro un gran libro. Per me non è stato così, per me merita la sufficienza e la reputo una lettura da comodino, da leggere nei ritagli di tempo.
Un po’ mi dispiace essere tanto negativa, tanto più che ad un primo approccio di ricerca in rete, ho visto che il libro è un successo nelle recensioni, da qui infatti mi reputo una outsider, per i miei punti di vista e per le mie esigenze.

Nella descrizione troviamo: -Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, “L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.- posso rispondere decisamente -ma anche no- peccato però che non posso spiegarne i motivi a causa degli spoiler evidenti, ma credetemi, se anche voi a fine libro avrete gli occhi sbarluccicanti per le emozioni di emulare la giovane Grace, antenata della protagonista, allora siete meno normali di me.

Se devo esprimere il mio gradimento, posso dire che mi ha preso davvero nella parte centrale, nel clou della storia di Grace, ovviamente i capitoli dedicati a Diana e “compagno” (alcuni non tutti) per me potevano anche essere eliminati, ci voleva un editor serio…
Parliamo della parte iniziale, Diana “cognome impronunciabile” scopre l’ennesimo tradimento del suo scialbo marito e quindi in un impeto d’ira fa a pezzi il soggiorno e si addormenta piangendo sul divano. Bè, sapete come si scrive cliscè? No, forse era clischè? Ah ok, la parola esatta è cliché. Ecco, e il tradimento è solo il primo di tanti altri che troverete nel testo. Ma pazienza, è davvero una “gran opera”, che non finisce nella categoria -IL LEGGI BILE- solo per poco.
Ok parlavamo della parte iniziale, oltre i cliché tanta confusione, poi si stabilizza per incasinarsi di nuovo alla fine.

Comunque, sì lo so recensione un po’ scazzata, ho fatto fatica a scrivere qualcosa, ultimamente i libri che non mi soddisfano mi lasciano nervosa e questo è uno di questi.
A voi la scelta di immergervi oppure no 😉

Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Il linguaggio segreto del cibo

Il profumo di vaniglia e cioccolato riempie la stanza in soffici ondate sovrapposte all’aroma pungente e speziato della cannella. È lunedì, nel ristorante di Lillian è giorno di chiusura, e come ogni settimana si tengono le lezioni del corso di cucina. Circondata dagli allievi, Lillian è in piedi dietro al piano di lavoro: muove delicatamente le mani, sta per aggiungere l’ultimo tocco, l’ingrediente segreto, e poi la torta sarà pronta. Pronta ad addolcire un momento di tristezza, a suggellare una promessa, a regalare un briciolo di felicità. Nessuno meglio di Lillian conosce la magia degli ingredienti, nessuno meglio di lei sa che a volte basta una tazza di cioccolata per cambiare un po’ la vita. Era solo una bambina quando, grazie a una misteriosa ricetta donatale da Abuelita, la donna della bottega delle spezie, ha salvato sua madre. Sono passati anni da allora, anni in cui ha combattuto, ha sofferto, si è ribellata, a volte ha perso ogni certezza, tranne una: la fiducia nella magica alchimia del cibo. È per questo che il suo ristorante, con piatti sempre diversi, è un luogo speciale, dove si ritrovano ricordi perduti, si stringono promesse d’amore o nasce un’amicizia. Lo sanno bene gli allievi del corso di cucina, tutti alla ricerca dell’ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. Come Claire, giovane madre insicura, o Tom, che ha appena perso la moglie; Chloe, ragazza maldestra e vitale; Isabelle, che non ricorda nulla tranne le ricette. Per tutti loro Lillian ha la soluzione: sa che le tortillas restituiscono il gusto piccante dell’avventura, che una soffice glassa può far dimenticare un tradimento e che un ragù al pomodoro schiude le porte di un nuovo amore. Quello che non sa, o che a volte perde di vista, è la ricetta giusta per lei.

In effetti confesso che il titolo della recensione potrebbe risultare banale, ma sappiate che la mia prima scelta era orientata verso -La donna che sussurrava al cibo- davvero fico eh?
Ma non sono qui per ridicolizzare questo libro, messi da parte gli scherzi, ritengo che sia una buona lettura, con solo un paio di scossoni noiosi, insufficienti per impedirmi di leggere ancora opere di quest’autrice, le cui metafore sono poetiche come il suono e la visione più bella di un uccello del paradiso, oltre che originali e calzanti.

La “maestra” del cibo la conosciamo in giovane età, la madre della bambina aveva subìto un trauma: l’abbandono del marito, e la sua mente si era letteralmente rifugiata nei libri, per sfuggire al dolore del fallimento coniugale era diventata una lettrice compulsiva e questa volta non è una metafora.

In questa storia però anche Lillian aveva subito un trauma: aveva perso un padre. Fortunatamente, da bambina creativa quale era non si è lasciata andare nel dolore, ma ha reagito, è diventata una madre lei stessa, occupandosi della sua genitrice e il destino l’ha avvicinata al cibo. Dopo aver conosciuto la fortuita Sciamana del fato, quelle persone chiave per cui la vita viene salvata, il cibo per lei è diventato una sfida: ovvero risvegliare sua madre dal magico mondo fatato della narrazione. Ci è riuscita? Dovrete scoprirlo leggendo.

Ma la trama non è questa, bensì solo una componente, perché Lillian è ora una meravigliosa donna, titolare di un ristorante particolare, locale dove ciclicamente si tengono dei corsi molto speciali, dove le persone si intersecano come ingredienti e dove diventano dei piatti prelibati.
Qual è il vero ingrediente segreto di Lillian? Ve lo siete chiesto davvero?

Il finale è particolare, nessun picco di emozione, di delusione e/o altre sensazioni, credo sia il finale giusto.
Forse l’unico sentimento provato è che non avrei letto nient’altro della magica Lillian, per fortuna ho scoperto che c’è almeno un altro libro dove si continuerà a parlare della scuola degli ingredienti segreti ❤
Continuerò a leggere? Domanda retorica.

Pubblicato in: 2018, Humor, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale, Spin-Off

Laura non è di certo un disastro: tutto il contrario!

«Quando ti rendi conto che la vita è un attimo, inizi a sperare che quell’attimo duri per sempre».

Mentre riordino il mio studio, mi ritrovo per le mani quell’assurdo diario iniziato una vita fa. La tentazione di pareggiare i conti col mio passato è forte e alla fine cedo, impugno la penna e…

Giovedì 7 dicembre

Caro diario,
Chi sta meglio di me ed Eli?
Domani partiremo per una splendida vacanza sulla neve, e io non vedo l’ora.
Quest’anno insieme…

Sto per aggiungere qualche altra riga, ma Eli compare sulla porta e mi esorta ad andare a riposare almeno qualche ora prima della partenza. Tra il diario ed Eli, sceglierò sempre Eli per ovvie ragioni, per cui getto il vecchio quaderno sulla scrivania e afferro la sua mano.

Lunedì 11 dicembre

Caro diario,
mi sa che porti un po’ sfiga, non ti si può davvero dire niente!
DI-SÀ-STRO.
Definizione: 
Sciagura, calamità, vasto evento avverso, e sue conseguenze.
Derivato di astro, col prefisso dis– peggiorativo. Cattiva stella. 

Otto lettere, tre sillabe, dettagli insignificanti, piccole cose che possono cambiarti e capovolgerti la vita.
Perché il disastro sta all’amore, come io sto a Eli.
Non avete capito niente? Figurarsi io.
Be’, capirete.

Ci sono coppie che vivono felici tutta la vita, alcune di loro si cornificano, altre sono sincere; ci sono anche coppie che non si creeranno mai perché la sfiga non ha mai limiti; ci sono coppie che si rompono e come inseparabili si lasciano andare nell’oblio, coppie malate che si lasciano e si riprendono all’infinito… e poi ci sono Cat ed Eli (si legge Ilai ^^), loro fanno parte delle coppie allucinanti e Laura Rocca vi spiegherà il perché in questo bellissimo e straziante (non sempre) spin-off.

Ritrovare questi due personaggi, conosciuti in questo volume –La scoperta del vero amore-, libro davvero eccezionale, come tutti quelli di Laura Rocca, è stato come rivedere dei vecchi e amati amici. Leggere un po’ della loro quotidianità ha fatto bene al mio ego da lettrice, almeno sino a quando il loro cronometro del #chebellocrearsicasini si è nuovamente attivato! Così anziché godersi il loro primo Natale insieme, dopo i patimenti vissuti nel libro precedente, si feriscono e si dilaniano l’anima nel loro gorgo degli equivoci. Indubbiamente il finale sarà al sapore di cioccolato è ovvio, come potrebbe essere diversamente, ma per arrivarci vi sfido a non farvi un bel pianto nella scena clou, quella più ironica e dolorosa del libro. Che poi Laura me lo deve spiegare come ha fatto a realizzare una scena così estrema, da entrambi i lati (tragedia e ironia), fatto sta che (per infliggermi più dolore) me la son letta due volte, anche per capirne i meccanismi.

Non mi stancherò mai, MAI, di asserire che Laura Rocca ha un modo unico di scrivere e porre trama e concetti, l’abilità che mostra, le riflessioni che emergono dalle sue storie. Confermo ciò che una lettrice ha detto di lei: se un  libro è firmato Laura Rocca ormai posso acquistarlo a occhi chiusi.

 

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Trilogia

Non regge il confronto con il primo della saga.

9788830436480_0_0_2644_75C’è il sole che splende, il cielo è limpido e dovrebbe essere un giorno di festa per l’Istituto per Orfani Irrecuperabili e Senza Speranza Edgar Allan Poe. Ma all’orizzonte incombono già nubi nere, cariche di presagi… e di magia. I tre fratelli Kate, Michael ed Emma detestano quell’orfanotrofio diroccato, il cibo puzzolente, la direttrice che li vessa di continuo… Ma è l’ultimo riparo per quei tre ragazzi che il destino ha messo al centro di una trama oscura e pericolosa. C’è un tremendo potere sulle loro tracce, un’entità malvagia che ha già rapito i loro genitori e li ha costretti a nascondersi. L’unica via per la salvezza è scovare e riunire i misteriosi Libri dell’Inizio. Per fortuna, uno è già in loro possesso: ed è proprio all’Atlante di smeraldo che la maggiore, Kate, dovrà ricorrere per fuggire dal pericolo, scomparendo nelle pieghe del tempo, per essere catapultata a New York alla fine dell’Ottocento, proprio nel momento in cui il mondo degli umani e quello della magia sono sull’orlo di una terribile scissione. Ed è lì che incontra un enigmatico e affascinante ragazzo, il cui destino sembra fatalmente legato al suo… Intanto, rimasti soli, Michael ed Emma dovranno intraprendere la ricerca del secondo libro, l’Atlante di fuoco, perché è destino di Michael esserne il Custode. Ma per conquistarne il potere e salvare le sorelle, Michael deve imparare ad affrontare le proprie paure peggiori. E deve agire in fretta, perché il Ferale Magnus è pronto a tutto…

Come da titolo, questo libro non regge per nulla il confronto con l’esordio. Il primo libro, oltre al sapore di nuova storia, è stato decisamente più dinamico e fluido.
Il secondo libro non è malvagio, ma manca di mordente e si slega spesso, come una maionese impazzita.
Molte buone idee che non vengono valorizzate in modo giusto e quindi si perdono un po’ come se fossero notizie di seconda mano;

Alcuni concetti sorprendono, come la descrizione dei libri magici, che sono i cardini dell’esistenza: il tempo, la vita e la morte.

In questo secondo libro è il fratello ad essere protagonista, ma la narrazione delle sue vicende mi sarà piaciuta al 40%.

In effetti, pensandoci, non so scrivere molto su questo libro mediano. Credo che terminerò la saga, anche se non so quando.

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Misteri, Narrativa, Sociale

«Un tempo la natura era il centro»

Chiunque tu sia.
In qualunque cosa tu creda.
Tutto sta per cambiare.
Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile.
Da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo?

Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch.

Con questo libro ho capito almeno due cose: la prima è che il nostro amato professore sta invecchiando e la sua esistenza narrativa potrebbe finire prima di quel che credo; la seconda cosa è che lo scheletro narrativo mi ha un po’ stufato, ma forse non c’è altra scelta per Dan Brown.
Tolti questi due punti non posso evitare di dire che anche questa volta ha scritto un libro mozzafiato, che ahimè, non è così tanto campato per aria….

Chi siamo? Ovvero come è arrivata la vita?
E dove andiamo? Ovvero in cosa si evolverà la nostra specie?

La storia sarà gentile con me, perché intendo scriverla io.

Questa volta il Professor Langdon ha per le mani l’antitesi della sua materia. Dan Brown è uno specialista nello scrivere narrativa coinvolgente, quest’opera ha il sapore frenetico di questa asfissiante società tecnologica, dove pare che avverrà il duello finale tra Scienza e Religione.
Io sono schierata con il brillante futurologo e chiedo scusa in anticipo a tutti i praticanti religiosi che stanno per leggere le mie opinioni a riguardo.
Anche se non condivido tutta quanta la sua estrema passione (Edmond Kirsch)… Siamo sinceri dai, sono decenni che abbiamo già gli strumenti per formulare i fatti: un dio come artefice dietro tutto quel che abbiamo? Ma per cortesia, i contrasti sono ovunque, nella religione. Ma ovviamente ogni lettore prenderà le sue posizioni.

La Scienza e la Religione non sono rivali,
sono solo due lingue.

La grande verità che ci verrà svelata in questo libro l’abbiamo già incocciata altrove, a ereditarla sono i nuovi nati di questo secolo, sono loro che avranno il nuovo mondo di Edmond Kirsch tra le mani, spetterà a loro capire come gestirlo, ma forse molti di noi vecchi avranno la fortuna di vedere qualcosa, anche se onestamente, quel qualcosa lo stiamo già vedendo.

La nostra è una cultura basata sulle immagini

Dan Brown è un Autore molto controverso, chi lo odia, chi lo ama, a me piace moltissimo e in questo suo ultimo lavoro i punti di riflessione non saranno solo riferiti alle domande esistenziali, chiavi della storia:
Chi siamo?
E dove andiamo?
A me è tornata in mente l’ansia che mi sale quando provo a immaginare di “passeggiare” nell’Universo, dove non c’è una fine, il concetto stesso di infinito, se provo ad elaborarlo è come se il mio cervello tendesse ad andare in tilt. Come si fa ad immaginare una cosa che non ha fine?

Il libro merita comunque di esser letto.

 

Pubblicato in: 2018, Kindle - letture digitali., Narrativa

Vite perdute nella storia

È il 1913 e sulla costa dell’Inghilterra una nave è pronta a salpare per l’Australia. A bordo una bambina di quattro anni, Nell, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace, che dovrebbe prendersi cura di lei e l’abbandona, invece, sul ponte. Dopo una traversata che sembra infinita, la piccola Nell si ritrova sperduta nel porto di Maryborough. Sarà Hugh, il capitano del porto, a proteggere ed accogliere come figlia quella bimba smarrita, una creatura che sembra piovuta dal cielo a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Solo la sera del ventunesimo compleanno Nell apprende dal padre il segreto delle sue origini. Ossessionata dai ricordi confusi di un’epoca lontana, Nell decide di partire alla ricerca della sua vera identità. La ricerca la porta in Cornovaglia, dove sorge la tenuta di Blackhurst, un tempo proprietà della nobile famiglia Mountrachet. La donna comincia a ricostruire la propria storia, ma all’improvviso è costretta a rinunciare. Nel 2005, alla morte di Nell, sua nipote Cassandra riceve un’eredità inaspettata: un cottage inglese, nel cui giardino dimenticato è sepolta la memoria di un passato oscuro: quello della sua custode, Eliza Makepeace, autrice di fiabe inquietanti, e dei Mountrachet. Quel luogo conserva un fascino misterioso e Cassandra decide di riportarlo allo splendore di un tempo. Ma quando inizia a scavare tra le erbacce non immagina che, alla fine, sarà proprio il giardino a restituirle la verità sulle proprie radici, e a sciogliere l’antico enigma della bambina perduta.

 

Questo libro è stato interessante, ma per conto mio ha avuto un problema fastidioso: avendo diversi scenari, sia a livello temporale che di personaggi, nella prima metà del libro si ha una certa difficoltà a sincronizzare la propria attenzione cerebrale a sintonizzarsi su ogni cambio di scena. Per fortuna poi i pezzi s’incastrano e ad ogni scenario si identifica subito il filo temporale.
Sostanzialmente è un buon libro, sebbene vengano tralasciati alcuni quesiti chiave, che secondo me andavano sbrogliati, ma i misteri che trasudano dalla trama sopperiscono a questa mancanza e ad un certo punto anche per il lettore diventa imperativo conoscere la verità su quella bambina dai capelli rossi.

In mezzo a queste trame ne emerge una, quella antica, da cui emergono interessanti spunti di vita sociale e morale e dove tra l’altro, a sprazzi, si rivela un’ignoranza sessuale dettata dall’epoca, che ai giorni nostri fa sicuramente sorridere.
Oppure la rigida etichetta comportamentale, di cui si fa scudo la zia Adeline e non sono gli unici due esempi.

Chi si è lasciato coinvolgere da questo libro, forse avrà provato le mie stesse sensazioni finali, di inseguire una ricerca analoga nelle pieghe del tempo, per farsi avvolgere dalla sorpresa e dalla curiosità degli eventi che sono accaduti prima di noi.

E’ sicuramente una lettura accattivante, probabilmente poteva essere migliore, non è questa la sede per giudicare, ma quando si arriva al finale cala una pace tranquilla, di quelle che restituisce la frase: -giustizia è fatta-

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Medievale, Saga, Sentimenti, Storico

Opera d’eccellenza.

L’anno è il 1945. Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan… nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire viene coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore. L’incontro con il giovane e affascinante cavaliere scozzese James Fraser la costringe a una scelta radicale tra due uomini e due vite, in epoche così diverse tra loro. Ironica, avventurosa, appassionata e molto coraggiosa, Claire è una straordinaria eroina che conquista il cuore del lettore fin dalle prime pagine.

Ho questo libro da almeno tre anni, ma una vocina mi ha sempre detto di aspettare a leggerlo, ora che l’ho finito ho capito perché: è davvero straordinario e crea dipendenza! Ma non è un libro unico.

Ammetto che ho iniziato a leggerlo per poter vedere anche la serie televisiva, ho resistito per un po’, ma alla fine mi ha acchiappato, e parecchio anche, da quel punto in poi ho cominciato a spiluccare informazioni varie;
il primo libro è talmente lungo da risultare quasi scoraggiante, sul Kindle ha una stima di lettura di oltre 20 ore, tuttavia, una volta che la storia entra dentro, è ovvio che le ore volano e, anzi, quel che c’è scritto quasi non basta.
Il punto scoraggiante è che la saga è composta da oltre 10 libri e non è nemmeno ancora terminata, da ciò è spiegato il motivo della mia esitazione iniziale, di quella vocina che mi diceva di non leggerlo.

Inoltrandoci nella lettura si capisce chiaramente l’abilità della scrittrice nella perfetta realizzazione del suo mondo, che non è soltanto suo, visto che la storia ha le sue fondamenta sulla storia reale

La battaglia di Culloden, combattuta il 16 aprile del 1746 presso Inverness, nelle Highlands, rientra in questa categoria, costituendo l’ultimo cruento scontro consumatosi sul suolo britannico, destinato a segnare il definitivo tramonto delle aspirazioni scozzesi ad affrancarsi dalla corona inglese. fonte

Di fatto il perno su cui gira e si forma la storia è proprio questo aneddoto storico, che poi considerarlo ‘aneddoto’ pare quasi offensivo, dopo aver visto la trasposizione televisiva.
La storia d’amore che è stata realizzata intorno è molto riuscita, i due protagonisti passano letteralmente le pene dell’inferno, ciò non può che rafforzare il loro amore e, nella serie (perché sto seguendo anche quella), è molto chiaro questo concetto.
Il filone amoroso che lega Claire e Frank non si capisce molto bene nel primo libro, perché la protagonista viene catapultata indietro quasi subito. Non so quando riuscirò a continuare coi libri, ma nella serie, si comincia a capire un bel po’ avanti e ovviamente, non è questa la sede per parlarne.

Come ogni buon libro di successo la trasposizione realtà/fantasia è molto credibile, quando Claire comincia ad “assaporare” i piaceri dell’epoca, tutto un mondo dimenticato si dipana di fronte a lei. E parliamo di cultura, di modo di vivere, di usi e costumi e sopratutto di credenze e magia (e quindi, ignoranza, anche), argomento che ha i suoi rivolti negativi, vedi i roghi delle streghe, per esempio.
In ogni caso, quell’epoca, per una donna era davvero una sfida pericolosa.

L’antagonista di questa storia sarà uno dei più odiati in assoluto senza dubbio, alcune sue caratteristiche saranno un conflitto molto pesante per la protagonista, creeranno dei divari piuttosto pesanti e i risvolti psicologici saranno molto profondi.

Ovviamente non saranno gli unici personaggi, questo primo libro è una storia di anni e quindi la rosa dei personaggi sarà molto ampia.

Di sicuro questo primo libro imbastisce un canovaccio storico NON indifferente. Per adesso sono andata molto avanti seguendo la serie, non escludo che leggerò anche i prossimi libri, magari acquistandoli in sconto su Amazon.

Lettura assai consigliata.