Pubblicato in: 2019, Classici, Kindle - letture digitali., MITI, Poesia, Sociale

L’essenza della semplicità

Era da tempo che dovevo mettermi in pari e leggere quest’opera, famosissima ma a me sconosciuta. Ieri sera l’ho finita e nonostante non abbia l’epicità di opere che amo moltissimo come -La collina dei conigli- oppure -Spirit-, che rappresentano lunghi viaggi che arrivano al raggiungimento di uno scopo, di una pace tanto agognata, -Il piccolo principe- è lo scheletro di questi lunghi viaggi. L’essenza della semplicità.
E qui voglio fermarmi, nella sua splendida semplicità.
Per esempio alla fine della versione presa per Kindle c’è una lunghissima introspezione filosofica e morale ecc ecc ecc sui contenuti dell’opera, sul perché, sul percome, sull’Autore e a sua vita e bla bla bla bla… Ne ho parlato anche con Pier, gli ho detto che mi sono stufata ben presto di leggere sta cosa, perché è l’esatto opposto della semplicità della favola, mi piace pensare che anche il piccolo principe avrebbe sbuffato di fronte a sto testo fumoso e noioso e sarebbe presto tornato a curare la sua rosa.

Forse questa mia recensione risulterà sterile, futile e stupida, ma a me onestamente non importa, perché ho fatto mio il concetto di semplicità di questo piccolo principe e perché ho la mia rosa (ne ho addirittura due).

Ringrazio Laura Rocca per avermi spinto ad approcciarmi a quest’opera!

 

“Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”

Pubblicato in: 2019, Fantasy, Kindle - letture digitali., Medievale, Saga, Trilogia

Un punto di vista rinfrescato

Daniel ha una passione bruciante per un videogioco online, Hyperversum, che trasporta la sua fantasia nella storia. Dentro la realtà virtuale ha imparato a essere un perfetto uomo del Medioevo e conosce tutte le astuzie per superare ogni livello di gioco. Ian ha una laurea e un dottorato in storia medievale. Dalla morte dei suoi genitori è diventato parte della famiglia di Daniel. Al rientro da un soggiorno di studi in Francia, Ian raggiunge la sua “famiglia acquisita” per una cena e, naturalmente, per tornare a giocare col suo amico Daniel al loro video­game preferito. Davanti allo schermo non sono soli: ci sono il piccolo Martin, Jodie, la ragazza di Daniel, e, collegati da un altro computer, Carl e Donna. Mentre vivono la loro avventura virtuale nel Medioevo, vengono sorpresi da una tempesta che li tramortisce: Daniel, Jodie, Ian e Martin si ritrovano in Fiandra, nel bel mezzo della guerra che vede contrapposte Francia e Inghilterra. Si aprono per loro una nuova vita, nuove strade, un nuovo amore…

Hyperversum è una di quelle opere che hanno ristagnato troppo a lungo nel mio Kindle. Leggendolo sono rimasta MOLTO soddisfatta, ma capiamo perché…

Il testo è molto intrigante, il tema delle dimensioni parallele non stanca mai, è un argomento ambito, per me e Pier in modo particolare.
Le descrizioni sono vivide e lampanti, sappiamo, tramite la descrizione del volume (primo di una bella sfilza *slurp*), che i protagonisti vengono in qualche modo sbalzati quasi un secolo prima nell’ambientazione di gioco generata da uno di loro, Ian, il ragazzo più grande fra tutti, ma non sappiamo i dettagli per tutta la lettura, tranne ad un certo punto, dove l’Autrice fa intendere una determinata situazione (o più di una, dipende dal lettore), ma solo alla fine scopriremo cosa è davvero accaduto e solo in quel momento il cerchio si chiuderà con enorme soddisfazione, almeno per me.

Nel frattempo ho potuto godere di una narrazione descrittiva dell’epoca davvero molto buona, mi rendo conto che, personalmente, io ci sarei morta con tutte le fisime che ho: non mi sognerei mai di lavarmi in un catino di acqua fredda e di certo non dormirei in stanze di antichi castelli, con la fredda pietra e camere non correttamente isolate. Tolte queste cavolate personali invece, è innegabile la maestria con cui Cecilia Randall ci ha portati e guidati in un epoca comunque affascinante e di certo pura, rispetto alla frenesia che accompagna la nostra modernità.

Un pelo delusa invece, ma è una questione puramente personale, è l’aver scoperto che le basi storiche non sono pure, ma mescolate con luoghi e personaggi inventati di sana pianta. Me ne sono fatta una ragione, dal momento che questo romanzo ha davvero molti spunti da offrire, soprattutto sulle dimensioni parallele, e vi assicuro che vorrei dire di più, ma vi rovinerei il gusto di scoprire la storia!

Una delle situazioni che ho apprezzato, tra le tante, è stata anche l’evoluzione dei personaggi: la Francia del XIII secolo ha cambiato ognuno di loro, ma in effetti non è corretto definirlo cambiamento ma emersione delle potenzialità. Certo, non tutti sono diventati eroi, oppure integerrimi o paladini dell’onore, ma questo viaggio ha drasticamente cambiato ognuno di loro, in meglio o in peggio.
I dialoghi, la terminologia, i confronti tra personaggi -e i personaggi stessi- sono esposti in maniera egregia, l’Autrice non ha dimenticato di inserire gli “errori” verbali e/o comportamentali che creavano il giusto imbarazzo nei momenti giusti, esempio un pollice alzato, o un termine moderno. Il tutto è stato caratterizzato in maniera eccelsa.

Insomma, un grosso successone che per fortuna non è “figlio unico”, non mancherò di continuare la saga.

Pubblicato in: 2019, Duologia, Fantascienza, Fantasy, Il Club di Aurora, Kindle - letture digitali., Sociale

A Roma eri, a Roma ritornerai

Nella Repubblica Romana del ventottesimo secolo dalla fondazione di Roma, la giovane Silyen muove i passi della sua giovinezza. Tra poco meno di un anno diverrà adulta e, a causa del suo temperamento impulsivo, dovrà passare gli ultimi mesi della sua fanciullezza lontano da casa in un collegio di rieducazione, in una delle province romane.
Tutto il mondo conosce un’era di pace e prosperità. Non esiste più denaro e il mondo è interamente governato da Roma. Un mondo apparentemente perfetto, dove i cittadini possono circolare liberamente e la tecnologia garantisce sicurezza, svago, istruzione e persino la conquista di Marte. Ogni talento all’interno della Repubblica è incentivato e portato all’eccellenza, consentendo a tutti di integrarsi e interagire in un perfetto ingranaggio.
Eutanasia, prostituzione e il cruento rito della Purificazione del Sangue, sono tra i principali mezzi utilizzati per ottenere non solo il controllo demografico ma anche quello sulle pulsioni dell’uomo: la sessualità e l’aggressività.
I crimini sono pressoché inesistenti e i trasgressori vengono rieducati o confinati nella colonia penale di Oceania.
Attraverso gli occhi della protagonista, nella cornice naturale e spirituale del Nuovo Mondo, vivremo l’avventura, l’amicizia e l’amore.
Un Amore tormentato e travagliato, ma che affonda le sue radici lontane nel tempo vissuto anche dal punto di vista di Lucio, affascinante procuratore e maestro d’armi.
Tuttavia un Nemico, attento e implacabile, trama nell’ombra e non esiterà a servirsi, pur di realizzare i suoi scopi, delle persone che circondano la protagonista, che dovrà affrontare perdite e inversioni di ruolo repentine ed impreviste nelle persone che ama.
Questo perché, nonostante gli sforzi di Silyen e della sua famiglia per assicurarle una perfetta integrazione nel sistema, qualcosa nella sua natura sembra ostacolarla.
E nel perfetto ingranaggio, o ci si integra, o si viene eliminati….

Riassunto delle puntate precedenti di questa rubrica:
Due cuori a zonzo;

A partire dalla sinossi, molto lunga e zeppa di particolari, è semplice capire il profondo amore che lega l’Autrice Aurora Stella alla sua città del cuore: Roma.

Furens lupus sum però non è solo amore per Roma, ma anche una sagace abilità di narrazione e molta sottigliezza, elementi che fanno di questo libro qualcosa di più di un Fantasy o Fantascienza. Elementi che fanno di questo libro un monito reale verso un nostro futuro tecnologico; tuttavia se davvero la verità sulla natura umana è quella narrata da lei, questo libro servirà a salvare la nostra Anima? Potrebbe essere una chiave per nutrire speranza?
Per come la vedo io no, per esperienza mi sento di dire che nell’animo umano è insita una buona parte di malvagità, dettata dall’ignoranza spesso, ma presente, purtroppo. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”

Furens lupus sum
Ho chiesto ad Aurora come mai non ha scelto un titolo semplice e immediato come per esempio: -Lupo furente-, o impetuoso, gentilmente mi ha risposto questo:

Grazie rispondo volentieri. Il titolo è nato prima del libro (almeno la parte 2764ab urbe condita) perché volevo che il lettore sapesse subito a cosa andava incontro. Poi una delle mie editor mi ha fatto notare che un libro con questo titolo esisteva già, pur essendo di un autore che, come me, era auto-pubblicato. Così abbiamo elaborato furens lupus sum, il nome di battaglia della protagonista. In questo modo almeno si ha una panoramica più completa di tutto. Anche del carattere di Silyen.

Quando ho letto la descrizione del libro mi sono chiesta se forse non ci fossero davvero troppe informazioni, sembrava scritto tutto lì, invece mi sono resa conto che le cose da dire sono sempre immense e non è mai semplice descriverle, proprio come la mente umana.
In questo libro la protagonista ha una ferrea fiducia nel sistema e in quello che suo padre rappresenta, la punizione che riceve, per lei, è innegabilmente inaudita e si aspetta, quasi pretende, che le persone intorno a lei rinsaviscano e la ringrazino, pure.
Quindi abbiano un tema importante, che è l’adolescenza, un tema usato in moltissime opere, in questo libro sembra rinnovato. La maestria di Aurora Stella nel descrivere la prima versione di Silyen getta una rinfrescata e invoglia alla lettura in modo potente.

Inizialmente crediamo a quello che la protagonista ci espone: il futuro è più sicuro per l’umanità e grazie alla tecnologia possiamo vivere secondo la nostra natura.

Ciò che non giova all’alveare non giova neanche all’ape.

Il male è estirpato e le brutture del mondo cancellate. Però… c’è sempre un ma. La verità verrà a galla a pari passo con la crescita e la maturità della protagonista e a questo punto vi rivelo che abbiamo in mano una duologia.

Niente capita a nessuno che questi non sia per natura in grado di reggere (Marco Aurelio)

Questa definizione batte forte alla fine di questo primo libro, quando stiamo per avventurarci nell’inferno ignobile della nostra vera natura. Riuscirà la protagonista ad andare avanti nel suo destino?

In questo libro ci sono molti elementi di fantascienza, se si compara questo libro con le opere del passato, che puntualmente sono divenute reali, si sente la paura salire, la “perfezione” del concetto di vita di quel ventottesimo secolo è affascinate come il santo Graal, ha un enorme attrattiva e le domande emergono in maniera totalmente disarmante.
In contrapposizione vi è anche il mistico mondo della Natura, descritto in maniera egregia, situato in quello che viene chiamato -Nuovo Mondo- e dove nella scintillante Roma tecnologica è visibile solo su mega schermi futuristici.

Il primo libro di questa duologia è una chicca che ogni buon divoratore di libri dovrebbe leggere!

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Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Sentimenti, Sociale

La legge del più forte.

“Avrò diciassette anni ancora per poco, poi sarò libera”, ecco cosa pensa Freya osservando i suoi genitori che inscenano la famiglia perfetta.

La sua vita potrebbe essere riassunta con due parole: apparenza e finzione. Ma quel mondo dorato non ha più nulla da offrirle e presto potrà lasciarselo alle spalle, dimenticandolo per sempre.

“Bugiarda! Non tutto. Non Chase”, la pungola la sua coscienza.

Sì, Chase, l’unico capace di fare breccia nella sua corazza, il ragazzo che le ha rovinato la vita in una notte. Per colpa di una sola debolezza, da un giorno all’altro andare a scuola è diventato un inferno e quello che era un sogno a occhi aperti è ormai un incubo sulla bocca di tutti, un bisbiglio che la perseguita.

Chase Weber — in arte Defluencer — è l’influencer più chiacchierato del momento perché non mente mai, ed è famoso proprio per le sue recensioni dissacranti, per il suo sarcasmo pungente, per la sua ribellione nei confronti del sistema.
Ma è realmente la persona che fa credere di essere? Il ragazzo sicuro che non si nasconde dietro a nulla, che non ha remore a disprezzare anche ciò che gli converrebbe acclamare, che fa e dice solo ciò che vuole davvero?

Defluencer saprà guardare oltre o farà a pezzi anche Freya?

I due si ritroveranno coinvolti in una storia difficile, schiacciati tra passione e dubbi, inebriati a tal punto da perdere il controllo e la lucidità.
In bilico tra giusto e sbagliato, verità e finzione, mondo reale e social, Freya e Chase dovranno decidere se passare la mano o rischiare.

Sarebbe ingiusto definire quest’opera esclusivamente come romance e basta, visto che si dipanano tematiche molto importanti come la famiglia e il bullismo.
Freya Villa è un’adolescente cresciuta sola nella ricchezza e seguita solo dai domestici. La disperata mancanza dell’affetto genitoriale l’ha resa più matura di tanti compagni della sua età, ha un mucchio di soldi ma sa che non li spenderà perché, come surrogato dell’amore, sono inutili, inservibili.

La madre è una stella della moda, il padre un mecenate delle comunicazioni. Entrambi ci sono solo nelle feste sociali, per dare ai media e ai social il quadretto di famiglia realizzata e perfetta, proprio come dice la descrizione del libro. Ma Freya lo sa, lei ha visto il grande amore dei suoi genitori diventare solo un fastidioso soprammobile vintage e quindi cos’ha imparato dalla vita, oltre che a cavarsela da sola? L’amore non esiste e se arriva dura solo l’attimo di una schiusa di un fiore.
E’ per questo che lei lotta per non diventare un oggetto di lusso nelle mani della madre che la vuole far diventare una star della passerella. Freya ama disegnare, Freya odia le luci.

E Chase Weber chi è? Un influencer, una bestia dei social. In apparenza.
Per due anni è stato il ragazzo perfetto con cui ha portato avanti la sua relazione immaginaria. Lui era l’amico perfetto, sapeva sempre cosa dire e cosa fare, come consolare Freya, come farla sentire se stessa e a suo agio.
Poi gli eventi l’hanno portata a conoscerlo dal vivo, ed è stato con questo che Laura Rocca ha inscenato il suo tema principale: il bullismo e il cyber bullismo.
Quello che, prima di Internet, erano scaramucce tra ragazzi, al giorno d’oggi è diventato un fenomeno reale ed estremamente dannoso (non che non lo fosse ai tempi).

Il confine tra sconto tra ragazzi e bullismo è sottile, i genitori in quanto tali devono approfondire sempre!

visita il sito

Laura Rocca dedica molto spazio a questo tema delicato, non solo nella narrazione, ma anche a fine opera. In quanto genitori moderni e assennati, dedicate del tempo a sfogliare questo sito e questo argomento. In quanto animali sociali abbiamo il dovere di vegliare sui nostri simili, dopo averlo fatto con i nostri figli che male c’è ad aiutare anche altri ragazzi che si trovano in questo incubo terribile?
Nella storia appena letta Freya era arrivata a un punto tale di disperazione che credeva di essere in torto, di essere sbagliata.

Nessuno ha il diritto di entrare così aggressivamente dentro le persone, ognuno di noi deve riuscire a trovare la forza di fermarsi e dividere la realtà delle cose dalla fantasia malata delle persone che fanno branco contro un individuo.

Nella storia non avremo solo questo argomento, dal momento che è anche un romance, alcune scene saranno vissute in modo molto esplicito e comunque si toccheranno anche altri argomenti, come l’omosessualità.

Freya si dimostrerà essere una ragazza piena di inventiva, di talento e soprattutto di pazienza.
Chase, nonostante il suo carattere assurdo, si rivela essere un personaggio forte e plausibile e, avanzando nella lettura, anche uno dei genitori si riscatterà, in un modo tutto suo e dovrete leggerlo per sapere chi è dei due. 😉

La storia d’amore alla fine non sarà perfetta, perché il principe azzurro non esiste. Tutto è frutto delle nostre scelte e delle nostre azioni e sopratutto del nostro impegno nel far si che le cose vadano, proseguano in un modo o nell’altro, aggiustando il tiro ogni giorno e riconoscendo sempre le nostre imperfezioni.

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Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza…”

 

Arianna Palazzetti, superba voce del magnifico booktrailer del libro!

Carlotta Pantani, editor fissa dell’Autrice.

Pamela Menichini, grafica eccellente, anch’essa diventata fissa dell’Autrice 🙂

Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Narrativa

Mi ha fatto passare il tempo…

La bella e risoluta Jill Clemmons ha deciso di abbandonare Adams Grove, il paesino di campagna dove è nata, per costruirsi una nuova vita in Georgia. Ma in quel remoto angolo di Virginia ha lasciato il suo affetto più grande, la nonna Pearl, che l’ha cresciuta come una figlia dopo la morte dei genitori. Il suo cuore si è allontanato anche da Garrett Malloy, il fidanzato di un tempo e una delle ragioni per cui Jill ha deciso di andarsene.

Quando tutto il paese si ritrova a piangere l’improvvisa scomparsa dell’amata Pearl, Jill ritorna ad Adams Grove per occuparsi del funerale e delle cose della nonna. La casa di Pearl custodisce però dei segreti inattesi. Segreti che riguardano il passato della nonna, ma anche il presente di Jill, e quello di Garrett. Segreti che, innescando una strana serie di eventi, faranno riavvicinare i due. Segreti che metteranno Jill di fronte a una scelta decisiva, e le insegneranno il valore più profondo dell’amore.

Sono perplessa. Sarà che leggo troppo, sarà che conosco diverse Autrici serie, sarà che sono diventata troppo pretenziosa, ma questo libro mi è piaciuto giusto il tempo di una brevissima accelerata su una pista. Boh.
La cover è accattivante e mi promette una storia di tutt’altro genere, quindi mi viene da pensare che: <sì, mettiamoci un titolo ad cazzum>, della descrizione riguardante il libro mi chiedo, verso la fine, cos’è il profondo valore dell’amore, se è come descritto nel libro, rabbrividisco.

Personaggi strampalati, nonna Pearl compresa (pace all’anima sua), persino il manzo di turno è tutto fumo e poco arrosto, poverino, non gli hanno nemmeno fatto sfogare il suo testosterone accumulato. Evito di commentare anche gli altri.
Jill, poteva essere un personaggio dalla piacevole complessità, se solo l’autrice non avesse abusato del suo “mestiere di scrittrice” usandola come marionetta a suo piacimento.
Non c’è una storia d’amore, non c’è né un giallo né un thriller, solo un’accozzaglia di eventi che servono (da un certo punto a metà del libro) per arrivare alla fine con un certo grado di curiosità. E meno male perdincirindina!! Solo quel motivo mi ha indotto a dare 3 stelle su Amazon, altrimenti ciao ciao….
Quello che mi addolora è che ho un altro libro della stessa autrice, della collana Adams Grove, e dopo questo flop rimarrà abbandonato nel mio Kindle…

Volete leggerlo? Accomodatevi e fatevi tanto caffè ehehehe

 

Pubblicato in: 2019, Il Club di Aurora, Rubriche

Nati sotto il segno … de Roma

Quanto sei bella Roma quanno è sera…
Quanto sei bella Roma quanno piove…
Così cantava Venditti…

Ecco cosa ha voluto fare, secondo me, quest’Autrice: regalarci un affresco di Roma antica, questa Roma verace che solo un romano può capire. Tuttavia secondo me Aurora Stella ci è riuscita, a farci sentire un po’ di quel sapore genuino e “vecchio” anche a noi che romani non siamo.

Quanno se scherza bisogna essere seri.

Ma -Due cuori a zonzo- non è solo questo, anzi, per arrivare a questa elaborazione dobbiamo imparare a muoverci nell’ironia mentale di questa particolare Autrice.
Nel nostro incipit ci troviamo subito in una scena insolita, dove la voce narrante è quella di un gatto verace, un bel micione romanaccio. Ci descrive la scena grottesca di un individuo messo un po’ ko, che se la ronfa per le strade albeggianti di Roma.
Gli animali parlano, ma solo i lettori lo sanno, i protagonisti ovviamente non lo sanno ;), ma è quella voce narrante dei diversi protagonisti a quattro zampe che ci insegnerà un po’ di veri valori umani.
Quindi in questo libro non c’è la magia della scoperta di un’animale parlante, bensì, la magia di camminare nelle vie di Roma, nelle vie e nel suo cuore.

-Due cuori a zonzo- non è una storia che spicca di qualche particolarità, ma è unica nel suo genere per la svariata gamma di ingredienti contenuti, è come trovarsi di fronte ad un mega buffet dove ironia, sorte, rabbia, tradimento e amore. E poi ancora rammarico, delusione e via andare.
E’ tutto questo che fa di questo libro una lettura unica nel suo genere.

Ed è così che abbiamo una storia di fuga, poi di amore, di tradimento, e poi di rivalsa e pace con se stessi.
Stando attenti ci ritroveremo nella favola classica de -Gli Aristogatti-, come non immaginarla con i nostri protagonisti felini, e non solo, avremo anche un pizzico de -La carica dei 101-

Questo è davvero un libricino ricco di sentimenti e di ‘cose della vita’, cose che non fa male ricordare ogni tanto.

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Pubblicato in: 2019, Narrativa

Quasi bello ma…

È un triste risveglio per la giovane avvocatessa berlinese Diana Wagenbach. Solo la sera precedente infatti ha scoperto che suo marito l’ha di nuovo tradita e, come se non bastasse, una telefonata dall’Inghilterra la informa che la cara zia Emmely ha le ore contate e che vorrebbe vederla un’ultima volta. Non le resta che fare i bagagli e prendere il primo volo verso l’antica dimora di Tremayne House, dove i suoi avi hanno vissuto per generazioni. Diana non può sapere che cosa l’attende, non sa che in punto di morte zia Emmely le sta per consegnare un terribile segreto di famiglia, custodito gelosamente per anni. Come in un rebus, con pochi, enigmatici indizi a disposizione – una foto ingiallita che ritrae una bellissima donna di fronte a una casa tra le palme, una foglia incisa in caratteri misteriosi, una bustina di tè, una vecchia guida turistica –, a Diana è affidato il difficile compito di portare alla luce che cosa accadde tanti anni prima, nel lontano Oriente, a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle. Qualcosa che inciderà profondamente anche sul suo destino…Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, “L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.

Come fin troppo spesso dico (da semplice lettrice), il mestiere dello scrittore è un mestiere insidioso. Ho scritto un paio di cose anche io, e, per me, che sono la creatrice, sono ottimi lavori e lo saranno sempre. Ma è l’opinione della creatrice e il lettore assiduo troverà sempre incongruenze e difetti, credo che il miglior modo di scrivere sia pianificare tutto con mini riassunti.

Ma smetto di divagare, l’autrice di questo libro ha creduto che luoghi esotici, belle donne e misteri tipo caccia al tesoro facessero di questo libro un gran libro. Per me non è stato così, per me merita la sufficienza e la reputo una lettura da comodino, da leggere nei ritagli di tempo.
Un po’ mi dispiace essere tanto negativa, tanto più che ad un primo approccio di ricerca in rete, ho visto che il libro è un successo nelle recensioni, da qui infatti mi reputo una outsider, per i miei punti di vista e per le mie esigenze.

Nella descrizione troviamo: -Appassionante, pieno di emozioni, travolgente, “L’ isola delle farfalle” racconta la storia che ognuno di noi sogna un giorno di vivere.- posso rispondere decisamente -ma anche no- peccato però che non posso spiegarne i motivi a causa degli spoiler evidenti, ma credetemi, se anche voi a fine libro avrete gli occhi sbarluccicanti per le emozioni di emulare la giovane Grace, antenata della protagonista, allora siete meno normali di me.

Se devo esprimere il mio gradimento, posso dire che mi ha preso davvero nella parte centrale, nel clou della storia di Grace, ovviamente i capitoli dedicati a Diana e “compagno” (alcuni non tutti) per me potevano anche essere eliminati, ci voleva un editor serio…
Parliamo della parte iniziale, Diana “cognome impronunciabile” scopre l’ennesimo tradimento del suo scialbo marito e quindi in un impeto d’ira fa a pezzi il soggiorno e si addormenta piangendo sul divano. Bè, sapete come si scrive cliscè? No, forse era clischè? Ah ok, la parola esatta è cliché. Ecco, e il tradimento è solo il primo di tanti altri che troverete nel testo. Ma pazienza, è davvero una “gran opera”, che non finisce nella categoria -IL LEGGI BILE- solo per poco.
Ok parlavamo della parte iniziale, oltre i cliché tanta confusione, poi si stabilizza per incasinarsi di nuovo alla fine.

Comunque, sì lo so recensione un po’ scazzata, ho fatto fatica a scrivere qualcosa, ultimamente i libri che non mi soddisfano mi lasciano nervosa e questo è uno di questi.
A voi la scelta di immergervi oppure no 😉

Pubblicato in: 2019, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale

Il linguaggio segreto del cibo

Il profumo di vaniglia e cioccolato riempie la stanza in soffici ondate sovrapposte all’aroma pungente e speziato della cannella. È lunedì, nel ristorante di Lillian è giorno di chiusura, e come ogni settimana si tengono le lezioni del corso di cucina. Circondata dagli allievi, Lillian è in piedi dietro al piano di lavoro: muove delicatamente le mani, sta per aggiungere l’ultimo tocco, l’ingrediente segreto, e poi la torta sarà pronta. Pronta ad addolcire un momento di tristezza, a suggellare una promessa, a regalare un briciolo di felicità. Nessuno meglio di Lillian conosce la magia degli ingredienti, nessuno meglio di lei sa che a volte basta una tazza di cioccolata per cambiare un po’ la vita. Era solo una bambina quando, grazie a una misteriosa ricetta donatale da Abuelita, la donna della bottega delle spezie, ha salvato sua madre. Sono passati anni da allora, anni in cui ha combattuto, ha sofferto, si è ribellata, a volte ha perso ogni certezza, tranne una: la fiducia nella magica alchimia del cibo. È per questo che il suo ristorante, con piatti sempre diversi, è un luogo speciale, dove si ritrovano ricordi perduti, si stringono promesse d’amore o nasce un’amicizia. Lo sanno bene gli allievi del corso di cucina, tutti alla ricerca dell’ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. Come Claire, giovane madre insicura, o Tom, che ha appena perso la moglie; Chloe, ragazza maldestra e vitale; Isabelle, che non ricorda nulla tranne le ricette. Per tutti loro Lillian ha la soluzione: sa che le tortillas restituiscono il gusto piccante dell’avventura, che una soffice glassa può far dimenticare un tradimento e che un ragù al pomodoro schiude le porte di un nuovo amore. Quello che non sa, o che a volte perde di vista, è la ricetta giusta per lei.

In effetti confesso che il titolo della recensione potrebbe risultare banale, ma sappiate che la mia prima scelta era orientata verso -La donna che sussurrava al cibo- davvero fico eh?
Ma non sono qui per ridicolizzare questo libro, messi da parte gli scherzi, ritengo che sia una buona lettura, con solo un paio di scossoni noiosi, insufficienti per impedirmi di leggere ancora opere di quest’autrice, le cui metafore sono poetiche come il suono e la visione più bella di un uccello del paradiso, oltre che originali e calzanti.

La “maestra” del cibo la conosciamo in giovane età, la madre della bambina aveva subìto un trauma: l’abbandono del marito, e la sua mente si era letteralmente rifugiata nei libri, per sfuggire al dolore del fallimento coniugale era diventata una lettrice compulsiva e questa volta non è una metafora.

In questa storia però anche Lillian aveva subito un trauma: aveva perso un padre. Fortunatamente, da bambina creativa quale era non si è lasciata andare nel dolore, ma ha reagito, è diventata una madre lei stessa, occupandosi della sua genitrice e il destino l’ha avvicinata al cibo. Dopo aver conosciuto la fortuita Sciamana del fato, quelle persone chiave per cui la vita viene salvata, il cibo per lei è diventato una sfida: ovvero risvegliare sua madre dal magico mondo fatato della narrazione. Ci è riuscita? Dovrete scoprirlo leggendo.

Ma la trama non è questa, bensì solo una componente, perché Lillian è ora una meravigliosa donna, titolare di un ristorante particolare, locale dove ciclicamente si tengono dei corsi molto speciali, dove le persone si intersecano come ingredienti e dove diventano dei piatti prelibati.
Qual è il vero ingrediente segreto di Lillian? Ve lo siete chiesto davvero?

Il finale è particolare, nessun picco di emozione, di delusione e/o altre sensazioni, credo sia il finale giusto.
Forse l’unico sentimento provato è che non avrei letto nient’altro della magica Lillian, per fortuna ho scoperto che c’è almeno un altro libro dove si continuerà a parlare della scuola degli ingredienti segreti ❤
Continuerò a leggere? Domanda retorica.

Pubblicato in: 2018, Humor, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sentimenti, Sociale, Spin-Off

Laura non è di certo un disastro: tutto il contrario!

«Quando ti rendi conto che la vita è un attimo, inizi a sperare che quell’attimo duri per sempre».

Mentre riordino il mio studio, mi ritrovo per le mani quell’assurdo diario iniziato una vita fa. La tentazione di pareggiare i conti col mio passato è forte e alla fine cedo, impugno la penna e…

Giovedì 7 dicembre

Caro diario,
Chi sta meglio di me ed Eli?
Domani partiremo per una splendida vacanza sulla neve, e io non vedo l’ora.
Quest’anno insieme…

Sto per aggiungere qualche altra riga, ma Eli compare sulla porta e mi esorta ad andare a riposare almeno qualche ora prima della partenza. Tra il diario ed Eli, sceglierò sempre Eli per ovvie ragioni, per cui getto il vecchio quaderno sulla scrivania e afferro la sua mano.

Lunedì 11 dicembre

Caro diario,
mi sa che porti un po’ sfiga, non ti si può davvero dire niente!
DI-SÀ-STRO.
Definizione: 
Sciagura, calamità, vasto evento avverso, e sue conseguenze.
Derivato di astro, col prefisso dis– peggiorativo. Cattiva stella. 

Otto lettere, tre sillabe, dettagli insignificanti, piccole cose che possono cambiarti e capovolgerti la vita.
Perché il disastro sta all’amore, come io sto a Eli.
Non avete capito niente? Figurarsi io.
Be’, capirete.

Ci sono coppie che vivono felici tutta la vita, alcune di loro si cornificano, altre sono sincere; ci sono anche coppie che non si creeranno mai perché la sfiga non ha mai limiti; ci sono coppie che si rompono e come inseparabili si lasciano andare nell’oblio, coppie malate che si lasciano e si riprendono all’infinito… e poi ci sono Cat ed Eli (si legge Ilai ^^), loro fanno parte delle coppie allucinanti e Laura Rocca vi spiegherà il perché in questo bellissimo e straziante (non sempre) spin-off.

Ritrovare questi due personaggi, conosciuti in questo volume –La scoperta del vero amore-, libro davvero eccezionale, come tutti quelli di Laura Rocca, è stato come rivedere dei vecchi e amati amici. Leggere un po’ della loro quotidianità ha fatto bene al mio ego da lettrice, almeno sino a quando il loro cronometro del #chebellocrearsicasini si è nuovamente attivato! Così anziché godersi il loro primo Natale insieme, dopo i patimenti vissuti nel libro precedente, si feriscono e si dilaniano l’anima nel loro gorgo degli equivoci. Indubbiamente il finale sarà al sapore di cioccolato è ovvio, come potrebbe essere diversamente, ma per arrivarci vi sfido a non farvi un bel pianto nella scena clou, quella più ironica e dolorosa del libro. Che poi Laura me lo deve spiegare come ha fatto a realizzare una scena così estrema, da entrambi i lati (tragedia e ironia), fatto sta che (per infliggermi più dolore) me la son letta due volte, anche per capirne i meccanismi.

Non mi stancherò mai, MAI, di asserire che Laura Rocca ha un modo unico di scrivere e porre trama e concetti, l’abilità che mostra, le riflessioni che emergono dalle sue storie. Confermo ciò che una lettrice ha detto di lei: se un  libro è firmato Laura Rocca ormai posso acquistarlo a occhi chiusi.

 

Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Trilogia

Non regge il confronto con il primo della saga.

9788830436480_0_0_2644_75C’è il sole che splende, il cielo è limpido e dovrebbe essere un giorno di festa per l’Istituto per Orfani Irrecuperabili e Senza Speranza Edgar Allan Poe. Ma all’orizzonte incombono già nubi nere, cariche di presagi… e di magia. I tre fratelli Kate, Michael ed Emma detestano quell’orfanotrofio diroccato, il cibo puzzolente, la direttrice che li vessa di continuo… Ma è l’ultimo riparo per quei tre ragazzi che il destino ha messo al centro di una trama oscura e pericolosa. C’è un tremendo potere sulle loro tracce, un’entità malvagia che ha già rapito i loro genitori e li ha costretti a nascondersi. L’unica via per la salvezza è scovare e riunire i misteriosi Libri dell’Inizio. Per fortuna, uno è già in loro possesso: ed è proprio all’Atlante di smeraldo che la maggiore, Kate, dovrà ricorrere per fuggire dal pericolo, scomparendo nelle pieghe del tempo, per essere catapultata a New York alla fine dell’Ottocento, proprio nel momento in cui il mondo degli umani e quello della magia sono sull’orlo di una terribile scissione. Ed è lì che incontra un enigmatico e affascinante ragazzo, il cui destino sembra fatalmente legato al suo… Intanto, rimasti soli, Michael ed Emma dovranno intraprendere la ricerca del secondo libro, l’Atlante di fuoco, perché è destino di Michael esserne il Custode. Ma per conquistarne il potere e salvare le sorelle, Michael deve imparare ad affrontare le proprie paure peggiori. E deve agire in fretta, perché il Ferale Magnus è pronto a tutto…

Come da titolo, questo libro non regge per nulla il confronto con l’esordio. Il primo libro, oltre al sapore di nuova storia, è stato decisamente più dinamico e fluido.
Il secondo libro non è malvagio, ma manca di mordente e si slega spesso, come una maionese impazzita.
Molte buone idee che non vengono valorizzate in modo giusto e quindi si perdono un po’ come se fossero notizie di seconda mano;

Alcuni concetti sorprendono, come la descrizione dei libri magici, che sono i cardini dell’esistenza: il tempo, la vita e la morte.

In questo secondo libro è il fratello ad essere protagonista, ma la narrazione delle sue vicende mi sarà piaciuta al 40%.

In effetti, pensandoci, non so scrivere molto su questo libro mediano. Credo che terminerò la saga, anche se non so quando.