Pubblicato in: 2018, Fantasy, Kindle - letture digitali., Quadrilogia, Saga

Finire una saga fa male…


Sembrano appartenere a un’altra vita i giorni in cui Eragon era solo un ragazzo nella fattoria dello zio, e Saphira una pietra azzurra in una radura della foresta. Da allora, Cavaliere e dragonessa hanno festeggiato insperate vittorie nel Farthen Dûr, assistito ad antiche cerimonie a Ellesméra, pianto terribili perdite a Feinster. Una sola cosa è rimasta identica: il legame indissolubile che li unisce, e la speranza di deporre Galbatorix. Non sono gli unici a essere cambiati: Roran ha perso il villaggio in cui è cresciuto, ma in battaglia si è guadagnato rispetto e un soprannome, Fortemartello; Nasuada ha assunto il ruolo di un padre morto troppo presto; il destino ha donato a Murtagh un drago, ma gli ha strappato la libertà. E ora, per la prima volta nella storia, umani, elfi, nani e Urgali marciano uniti verso Urû’baen, la fortezza del traditore Galbatorix. Nell’ultima, terribile battaglia che li attende rischiano di perdere ciò che hanno di più caro, ma poco importa: in gioco c’è una nuova Alagaèsia, e l’occasione di lasciare in eredità al suo popolo un futuro in cui la tirannia del re nero sembrerà soltanto un orribile sogno. Tutto è iniziato con “Eragon”, tutto finisce con “Inheritance”.

Con questa esperienza posso affermare che quando si finisce una saga nell’arco di un breve tempo o dopo anni, il dolore c’è, nel caso della saga di Paolini sento un vero e proprio smarrimento. Non leggerò più avventure di Eragon e Saphira e potrò solo immaginare come avranno proseguito le loro vite anche gli altri personaggi che ho imparato ad amare, ma una cosa è certa: sono grata a Paolini di averci dato un finale che va oltre la fine della grande battaglia.

Come scrivevo nella precedente recensione, l’interruzione della saga è avvenuta con la pesantezza del secondo volume: -Eldest-, che ritengo tutt’ora un fallimento visto quanto sono belli e avvincenti gli altri tre.
In quest’ultimo grande volume, molto epico e deciso, si tirano i nodi di tutto quello di cui si è parlato, oltre ad avere una chiara maturazione di gran parte dei personaggi che abbiamo conosciuto, verremo a conoscenza di qualcosa di bellissimo, una gioia e un dolore, come potremo leggere alla fine.
Ancora mi chiedo cosa abbia combinato l’autore col secondo volume…

Il libro è vissuto e sofferto, godremo delle ultime predizioni di Solembum, vedremo cose che non immaginavamo e soprattutto vedremo crescere esponenzialmente non solo cavaliere e dragonessa. Ho amato il finale che mi ha donato molti spunti di riflessione, molta nostalgia, ma anche molta speranza.
Il libro è ottimo su tutti i fronti, non ho nessuna critica, una saga (tolto -Eldest-) che merita di … riposare in pace nelle nostre librerie…

Invito tutti coloro che lo hanno finito a darmi un piccolo commento 🙂

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

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