Pubblicato in: 2016, Classici, Kindle - letture digitali., Narrativa, Sociale

La lepre è una metafora di vita


20150324131055_coverGiornalista quarantenne a Helsinki, Vatanen ha raggiunto quel momento dell’esistenza in cui di colpo ci si chiede quel “ma perché” che si è cercato sempre di reprimere, nascondendo a se stessi e agli altri che quel grigiore a cui si è arrivati a furia di rinunciare ai sogni, di accettare compromessi, di rassegnarsi al logoramento delle amicizie, del lavoro, degli amori, quel qualcosa in cui siamo rimasti impigliati e in cui non ci riconosciamo, è in realtà la nostra vita. Una sera, tornando in macchina da un servizio fuori città con un amico fotografo, investe una lepre, che fugge ferita nella campagna. Vatanen scende dall’automobile, la trova, la cura e, sordo ai richiami dell’amico, sparisce con lei nei boschi intorno. Da quel momento inizia il racconto delle svariate, stravaganti, spesso esilaranti peripezie di Vatanen, trasformato in un vagabondo che parte all’avventura, on the road, un wanderer senza fretta e senza meta attraverso la società e la natura, in mezzo alle selvagge foreste del Nord e alle imprevedibili reti della burocrazia, sempre accompagnato dalla sua lepre come irrinunciabile talismano. E la sua divertente e paradossale fuga dal passato diventa un viaggio iniziatico verso la libertà, la scoperta che la vita può essere reinventata ogni momento e che, se la felicità è per natura anarchica e sovversiva, si può anche provare ad avere il coraggio di inseguirla. Un libro-culto nei paesi nordici che ha creato un genere nuovo: il romanzo umoristico-ecologico.

Sempre alla ricerca di storie autentiche, che raccontino la simbiosi tra uomo e Natura, mi sono buttata a capofitto in questo libro, il cui inizio, nonostante l’incidente alla lepre (ed è un’info presente nella sinossi),  mi ha fatto venire i brividi di aspettativa.
Tuttavia no, non è stata la lettura adatta a me. Posso dividere in due questo libro:
– l’inizio, poetica decisione del protagonista di non tornare nella macchina col collega;
– la fine, quando dopo tutta la narrazione accade che, finalmente il protagonista sparisce nella natura e si capisce chiaramente che non avrebbe avuto più contatti con la società (e avrei voluto cominciare a leggere il libro da li).

Tutto sommato dai, è stata una lettura abbastanza coinvolgente, escluse tre situazioni, due delle quali mi hanno fatto fisicamente stare male; paradossalmente, le vicende di questo Autore finlandese non si discostano poi un granché dalla classica comicità scadente del classico film di Natale made in Italy, quel tipo di comicità che evito come la peste, difatti a Natale, mi discosto dalla massa che corre a vedere quella tipologia di film.

D’altro canto sono stata consapevole che è un tipo di letteratura sottile di alto livello, quelle letture che vanno al di là della mia capacità di comprensione culturale che appartiene alla classe alta di lettori, purtroppo sono un essere semplice che va cercando il torpore della magia nella Natura.

“L’anno della lepre” è un libro di alta letteratura quindi, anche se io non l’ho apprezzato. Va dalla denuncia nei confronti della superficialità umana, passando da messaggi politici, sino ad arrivare alla vastità della Natura incontaminata, unico punto, insieme alla lepre, che ho amato e sognato.

Alla fine però, non ho bisogno di questi libri denuncia, so già quanta amarezza ci sia nei dintorni dell’uomo, tutto ciò che mi interessava di questo libro era il rapporto tra protagonista e lepre, che sostanzialmente, tra alti e bassi, c’è stato sino alla fine, la lepre non è morta, come ho avuto paura accadesse, è sopravvissuta. E non poteva essere altrimenti, visto ciò che rappresentava: la libertà di essere, di vivere e di decidere.
Non esprimo consigli in merito alla lettura o alla non lettura, scegliete voi in base al vostro umore.

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

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