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Mezz’oretta con… Silvia e Simona


Ciao Silvia, benvenuta nel nostro blog di lettori! Noi ci conosciamo da veramente tanti anni, dai tempi d’oro del forum ‘Pensieri Tatuati’. Per la precisione ci siamo incontrate sotto l’oscura luna del Neckar [link]. Puoi dirci chi era la Silvia di quegli anni e come è cambiata nel corso del tempo?

[“La memoria del futuro su Amazon”]

Beh diciamo che sono un po’ più sicura di me e che ho imparato a capire di chi fidarmi e chi di no. Ai tempi mi lasciai trasportare dall’entusiasmo di pubblicare un libro e non mi resi conto che forse quella storia aveva bisogno di diverse revisioni in più.

Silvia Azzaroli è molto diversa dalla Scrittrice che è in te?

No, direi di no. Ad entrambe piace molto esplorare e ascoltare i punti di vista degli altri. E si ritrovano ad ammirare persone con ideali che magari sono all’opposto dei “nostri.”

E’ una cosa che alcuni non comprendono. Come non capiscono che non sempre quello che c’è nelle storie che scrivo riflette il mio pensiero o il mio modo di fare. O meglio è presente ma non in tutti i personaggi.

Puoi farci una panoramica delle tue opere e, se lo gradisci, argomentarle brevemente?

La Luna Oscura del Neckar nacque come gioco, frequentavo molto il mondo dello yaoi ai tempi, come valvola di sfogo e accettai di pubblicare questa storia sotto pressione di chi mi seguiva in un mio blog, che ora non c’è più peraltro. E sbagliai. Non che la rinnego, ma penso che ora la riscriverei diversamente. In fondo mi ha aiutato a crescere.

Ho sognato Babilonia invece è una cosa sento più mia, nasce da un percorso più ricco e complesso, ci misi diversi anni a scriverlo, prendendomi anche delle pause per fare le ricerche e ampliarlo.

Dell’ultima opera parlerò dopo con Simona, visto che è sua quanto mia.

Perché la gente dovrebbe leggere i tuoi libri e, come pensi che le tue storie, possano cambiare il mondo e le persone?

Questo è un domandone. Forse perché cerco di dare un messaggio positivo nonostante siano sempre storie molto drammatiche e reali. E perché spero di poter coinvolgere le persone attraverso esse, magari chissà aiutandoli a sentirsi meglio, a vivere con più serenità certi problemi, persino i più difficili.

Abbiamo visto che il tuo ultimo libro, La Memoria del Futuro pubblicato in ebook con Edizioni il Pavone [nb – purtroppo questa CE non è più attiva], lo hai scritto insieme a Simona Ingrassia. Come è stato a scrivere a quattro mani?

Silvia: Sì, abbiamo scritto questa storia insieme, che, come dicevo sopra, è tanto sua quanto mia. E per me è stato ed è molto stimolante. Credo che ci completiamo a vicenda. E’ stato difficile per me trovare qualcuno con cui aprirmi totalmente e con Simona è successo.
Simona: Abbiamo cominciato a scrivere fanfiction sulla nostra serie preferita, Fringe. E’ stata una novità per me, che ero abituata a scrivere praticamente da sola. Ci siamo trovate subito molto bene. Lei colma le mie lacune in alcuni ambiti e forse io sono brava in altri.

Spesso nell’arte c’è un’impronta ‘invisibile’ che permette al lettore di riconoscere la paternità dell’opera, pensate che anche nei vostri lavori ci sia un filo comune e quale pensate che sia?

Simona: Credo che il nostro personale filo comune sia quello di… ‘nulla è come sembra’. Abbiamo presentato tre personaggi in una certa maniera, in modo che il lettore si facesse una sua idea per poi ribaltarla subito dopo. Entrambe non amiamo i pregiudizi e penso che questo abbia influito parecchio sulla narrazione.
Silvia: Esatto. Forse per questo ci siamo divertite a demolire certi luoghi comuni e le certezze del lettore su tipologie di personaggi che, nella vita reale, forse nessuno di noi avvicinerebbe o forse no. Chissà. Tutto può accadere.

Qual è il vostro più bel progetto realizzato?

Silvia: io credo questo libro. Ammetto che nel rileggerlo, mentre lo correggevano, ci siamo sentite quasi stralunate. Non ci sembrava vero di aver scritto una storia così.
Simona: A chi lo dici. Non avevo mai avuto fiducia nelle mie capacità come narratrice. Con questo libro ho dovuto ricredermi totalmente.

E la prima cosa che avete scritto nella vita?

Silvia: una specie di satira sulla nazionale di pallavolo maschile negli anni 90. Ho ancora da qualche parte i quaderni scritti a mano.
Simona: Credo che la prima cosa che abbia scritto sia stato una sorta di diario dei miei personaggi preferiti, scritto come se fossi davvero quei personaggi. Una cosa molto adolescenziale e per niente scritta bene. Da qualche parte anche io ho qualche traccia di questo.

Usereste il vostro nome per sponsorizzare una causa? Cosa invece non fareste mai, con il vostro nome di Autrici?

Simona: Parto dalle cose che io non farei come autrice ossia pubblicizzare qualcosa in netto contrasto con i miei valori personali. Sono una persona molto tollerante ma ci sono questioni su cui io non scendo a patti facilmente e, soprattutto, non cambierei mai e poi mai il mio scritto per questioni di mercato o perché mi viene imposto. Ci sono un paio di cose a cui potrei dedicare il mio nome. Una volta sognavo di poter creare una sorta di biblioteca esoterica oppure di raccogliere i diari delle persone perché non andassero persi. C’è un vero tesoro di storie la fuori ancora da raccogliere e, ecco, mi piacerebbe fare qualcosa per preservarle in qualche modo.
Silvia: Lo stesso vale per me. Non vorrei mai che il mio nome venisse usato per qualcosa che è contro i miei valori. E sul fatto di cambiare lo scritto: noi lo abbiamo rifiutato almeno due volte e siamo contente così. Quanto a sponsorizzare, beh, da medico mancato, mi piacerebbe molto aiutare Emergency e Medici Senza Frontiere, se davvero un giorno diventassi famosa!
Adesso mi accontento di aiutare tanti autori sconosciuti come noi, che cercano di uscire dall’anominato.

Finirà questa crisi, oppure è un cambiamento epocale?

Silvia: confesso di avere una gran paura che sia il primo passo per un cambiamento epocale. Ci sono troppi segnali in tal senso.
Simona: Mi trovo a quotare la mia socia. Siamo a un bivio molto pericoloso per il genere umano. Per la sua sopravvivenza in questo pianeta. C’è bisogno di un radicale cambio di rotta e temo che non siamo pronti, se mai lo saremo davvero.

Avete mai avuto problemi nel vostro lavoro?

Simona: Se si parla di ostacoli nella scrittura o nel trovare un editore che ci pubblicasse, sì, ne abbiamo avuti. E in ambito lavorativo in genere, c’è sempre qualcosa che non va.
Silvia: Purtroppo diversi e certi editori che facevano impressione.

La vostra esperienza è inerente al vostro lavoro oppure spazia ad altri argomenti (programmazione, montaggi video et similia)

Simona: No, io provengo da ambito totalmente diverso. Ho un diploma in ragioneria e ho fatto la commessa in un negozio di dischi e la segretaria. Mi piacerebbe tornare in ambito musicale, perché è la mia passione, ma la vedo molto dura. Il mercato non è confortante.
Silvia: io sarei insegnante, quindi non totalmente diversa e poi sarei un medico mancato, e tale esperienza mi è servita un po’ in questo libro.

Se il vostro libro diventasse un film, chi vorreste come regista e nel cast?

Simona: Credimi abbiamo avuto dei “muse” per i volti dei nostri personaggi ma non abbiamo mai pensato a un regista. Però se dovessi proprio scegliere… uno che conosce la materia scifi molto bene. Per esempio Duncan Jones, regista di Moon potrebbe andare. Per il cast lascio che sia la mia socia a parlare.
Silvia: Per il regista sono d’accordo con la socia. In alternativa metterei Wim Wenders o Wes Anderson. Per il cast abbiamo in mente: Joshua Jackson, Cate Blanchett, Eduardo Noriega, Bruno Ganz, Juliette Binoche, Sebastian Roché e Catalina Sandino Moreno.

E che rapporti avete con la lettura? Riuscite a leggere? Quali generi prediligete? Che libri rileggereste e soprattutto: quale libro avete amato maggiormente ed amate ancora attualmente?

Simona: Sono quella che si potrebbe definire una forte lettrice. Mi viene da ridere ogni volta che sento i sondaggi che vogliono i lettori forti in Italia leggono mediamente 5 libri l’anno. Io quella soglia non solo la supero ma la brucio. Quando ero ragazzina e non avevo internet, arrivavo persino a 30/40 libri in media l’anno. Adesso sono calata della metà. Però non potrei fare a meno di leggere, riesco anche nelle situazioni di emergenza. I libri che mi hanno lasciato un segno sono tanti. Ultimamente mi sono ripromessa di colmare le mie lacune degli scritti di Oliver Sacks. Ho appena finito di leggere la sua seconda biografia In movimento ed è stato triste. Triste perché l’ho finito, e quando finisce un ottimo libro ti senti in un certo senso orfano, e anche perché lui ormai non c’è più. E trovarne uno che sia così sarà molto difficile.
Silvia: anche io leggo tantissimo, non quanto vorrei a dire il vero. Credo che leggere aiuti ad ampliare la mente e non lo dico solo da scrittrice. La lettura sazia e nel contempo amplifica la mia voglia di conoscere e viaggiare. Ultimamente sto leggendo la saga di un collega, Luca Rossi e intanto leggo Il mondo secondo Bob. Sono due generi molto diversi e mi stanno piacendo parecchio. Rossi ha uno stile totalmente diverso dal nostro, è divertente e molto stimolante leggere qualcuno che ha una visione totalmente diversa sulla fantascienza, anche se non così differente. Il Mondo secondo Bob parla di una storia vera, dell’amicizia tra un gatto e un uomo e di come si siano salvati a vicenda. Mi sento molto vicina perché so cosa significa avere un gatto accanto, so quanto può dare un micio in termini di affetto.

Un libro (o saga) di cui vorreste il proseguimento?

Simona: C’è un autore che io adoro. Si chiama Dean Koontz e ha creato un personaggio magnifico: Odd Thomas. Sfortunatamente per noi non tutti i libri che riguardano questo personaggio così particolare sono stati tradotti in italiano. Ecco mi piacerebbe fosse possibile vederli finalmente.
Silvia: Sto pensando a due opere totalmente diverse. Mi piacerebbe leggere il seguito di Sei ragazze sotto Rete, ma dubito che uscirà mai, essendo un libro degli anni 60. E mi piacerebbe molto vedere il seguito di Due ragazzi per un computer: lo lessi alle medie, fu uno dei primi approcci letterari alla fantascienza e credo che un autore di oggi potrebbe raccontare bene il seguito delle vicende.

Biblioteca vs Libreria?
E-book vs cartaceo?
Libri prestati vs libri regalati?

Simona: Il 95% dei libri che leggo li ho presi in prestito dalla biblioteca. Quindi preferisco questa. Se non altro faccio sempre delle scoperte interessanti, anche se non le avevo in previsione. Sono per il libro cartaceo anche perché sono pochissimo tecnologica, non ho il Kindle e quindi mi riuscirebbe difficile leggere l’e-book negli ambienti in cui di solito leggo.
Libri regalati. Il prestito tra amici è pericoloso. Rischi di perdere l’amicizia e, con esso il libro.
Silvia: sì, anche io leggo di più i cartacei, so che può sembrare assurdo visto che abbiamo pubblicato in ebook. Mi sto sforzando di usare la nuova tecnologia, tramite Kindle per pc, che è comodo e mi sta aiutando, ma il fascino del cartaceo è insuperabile. E anche io prendo più libri in prestito, più che altro per mancanza di soldi.

Spesso gli Autori hanno dei gruppi o dei cantanti beniamini, anche voi ne avete uno o più di uno?

Simona: Come ho detto prima sono una grande appassionata di musica. E i miei gusti sono abbastanza schizofrenici. Posso passare dal metal all’ambiente senza nessun problema. Sono fan di Peter Gabriel dal lontano 1986. Mi piacciono le cose sperimentali, buona parte del libro è stato scritto avendo in sottofondo i Carbon Based Lifeforms, una band svedese di musica elettronica virata all’ambiente. Altri momenti invece avevo la colonna sonora del film diretto da Fincher “La ragazza con il tatuaggio del dragone” ad opera di Trent Reznor, un vero artista nel disegnare atmosfere decisamente inquiete.
Silvia: Sono fan da quando ero ragazza di Lucio Battisti, passione ereditata da mamma, ho sempre amato il suo stile particolare, mescolato ai testi classici di Mogol. Con il tempo ho iniziato ad amare cantanti moderne come Elisa, Carmen Consoli e Giorgia, tutte dalla voce particolare, che hanno saputo scrivere testi niente affatto banali. All’estero ho amato per un certo periodo i R.E.M., di recente ho riscoperto i Queen e grazie alla socia sto scoprendo Peter Gabriel e svariati cantanti che non conoscevo.
Adoro poi le musiche di John Williams, da brava Star Wars Nerd, oltre al nostro Morricone e in generale tutti i compositori di colonne sonore suggestive mi piacciono parecchio, come ad esempio Howard Shore
Simona: Credo che dovresti provare Max Richter. Ha fatto la colonna sonora di Valzer con Bashir e altre composizioni assolutamente divine. Per non parlare di Olafur Arnalds che ha vinto il Bafta per la musica della serie BBC Broadchurch. Scusate la digressione ma dovevo dirlo. * ridacchia *
Silvia: lo farò socia 😛

Domanda luculliana: Una colazione con un personaggio della Disney; Un pranzo con un regista; Una merenda con uno Stilista; Una cena con una porno star; E gli spaghetti di mezzanotte con chi? Dovreste dirci, per favore, con chi e che argomento trattereste in quei determinati momenti…

Simona: Farei colazione con Merida. Ho sempre avuto un debole per i rossi e le rosse di capelli. Inoltre mi piace il suo spirito indomito e il fatto di non volersi per forza piegare alle convenzioni. E, magari, mi farei dare anche due lezioni di tiro con l’arco. Il pranzo… se non ci fossero problemi di lingua credo che mi piacerebbe trascorrerlo con Wim Wenders, parlando dei suoi progetti, della sua visione del mondo e di come vede questi ultimi eventi soprattutto lui che ha fatto un film come Fino alla fine del mondo in cui riunisce tutto il mondo attraverso un viaggio ma anche il dialogo tra culture diverse. Non saprei con chi fare merenda. Purtroppo la moda l’ho sempre seguita pochissimo. Forse Valentino ma non saprei di cosa potremmo parlare. Farei una cena con Rocco Siffredi. Da quel poco che ho visto sembra una persona molto intelligente con cui vale la pena fare due chiacchiere in assoluta libertà.
Gli spaghetti di mezzanotte… beh ci vuole un musicista. Magari proprio il mio mito Peter Gabriel? Magari ci scapperebbe anche una piccola conversazione sulla sua musica, con la possibilità di sentire qualcosa che sta componendo. “Non avere paura di sognare in grande, caro” (cit da Inception). E posso aggiungere un momento? Mi piacerebbe tanto fare una seduta di meditazione con David Lynch. Credo che ne uscirebbero delle visioni molto interessanti.
Silvia: visto che Merida mi è stata rubata (e dire che le ho fatte incontrare io 😛 ), mi piacerebbe fare due chiacchiere con Sebastian della Sirenetta. Essendo due sfigati penso che ci troveremmo a nostro agio. Io però non sono così stonata, anzi ho pure una bella voce!
In alternativa con Anacleto!
Il regista ecco forse con Richard Linklater, autore del mio film preferito, Prima dell’Alba. Credo che avremmo una visione molto simile sull’amore e sul mondo
Uhm stilista forse con Dolce & Gabbana, per il solo gusto di poterli sgridare riguardo all’anoressia delle modelle!
Porno star mi sarebbe piaciuto Moana. Mi ha sempre fatto molta tenerezza. Credo avrebbe avuto bisogno di un vero amico.
Spaghetti di mezzanotte? Con Licia Maglietta. Adoro quella donna. La trovo divertente e spiritosa, oltre che molto intelligente. E’ una delle nostre migliori attrici. Sono certa che apprezzerebbe gli spaghetti aglio, olio e peperoncino con un bel Brunello di Montalcino!

Cosa ne pensate di questa epoca del digitale? I cartacei si estingueranno, oppure quelle Case Editrici che non si adeguano con gli e-book, vinceranno la battaglia?

Simona: Non credo che i libri cartacei si estingueranno totalmente. Credo che potrebbe avvenire come per il vinile. Che non è stato soppiantato totalmente né dal cd, né dal file mp3. Però le Case Editrici si devono svegliare secondo me. C’è in giro un sacco di gente davvero talentuosa per cui nessuno spende un minimo di attenzione o di energia. Ed è un peccato.
Più che cercare il prossimo caso letterario, dovrebbero andare alla ricerca di una buona storia da raccontare. Perché alla fine è questo che fa tirare avanti la letteratura.
Silvia: Neanche io credo che gli e-book possano soppiantare il cartaceo. Credo che in qualche modo andranno di pari passo. E concordo: bisogna cercare qualcuno che sappia raccontare storie che restano nel cuore e nell’anima delle persone, non casi eclatanti che alla fine non lasciano nulla.

Qual è la cosa peggiore, quella che non tollerate, quella che vi fa chiudere un’amicizia?

Simona: La mancanza di sincerità. Se non ti puoi fidare di quella persona, allora non vale nemmeno la pena averla accanto tra gli amici.
Silvia: Sì, la sincerità è assolutamente essenziale. Noi siamo diventate amiche discutendo di tutto e ancora adesso ci facciamo delle belle discussioni e così deve sempre essere. Mai tenersi dentro le cose.

Rendersi antipatici è un’arte sottile, che alimenta la comunicazione. Credete sia vero? Quanto siete antipatiche e quanto fingete di esserlo?

Simona: Forse abbiamo un concetto diverso di antipatia. Io con una persona antipatica non riuscirei mai a conversare tranquillamente. Ammetto che però qualche volta risulto antipatica, soprattutto quando vedo che ci sono persone che non hanno capito nulla delle mie serie preferite o che, per motivi deliranti loro, si dimenticano dei pezzi della storia. E allora divento stile maestrina dalla penna rossa, facendo notare anche le cose ovvie. Però preferisco l’arma sottile dell’ironia. Fare delle battute taglienti è forse la cosa migliore che si possa fare.
Silvia: Fingere no, non del tutto almeno. Come Simo non sopporto chi non comprende, per motivi assolutamente futili (shipper vade retro), le nostre serie preferite o i film che amo, dicendo poi di apprezzarli. E quando se ne escono con: “Ah ma ho diritto alla mia opinione” mi salta la mosca al naso. Uno ha diritto alla sua opinione se la argomenta, non se sbatte i piedi e pretende che l’universo giri intorno ai propri parti mentali. E allora con questa gente bisogna per forza scherzarsi sopra.

Se da domani voi potreste tornare indietro nel tempo, quali sarebbero le prime tre cose che cambiereste?

Silvia: la prima che farei di tutto per convincermi a non lasciare medicina, anche se so sarebbe stata durissima. La seconda penso che andrei nel 1400 e aiuterei Lorenzo il Magnifico a unire l’Italia. E l’ultima salverei la vita a John Lennon.
Simona: Credo che avrei fatto il viaggio aereo da sola da Reggio Calabria a Genova per fare quel benedetto esame per entrare nel corso di giornalismo. La seconda: Tornerei indietro per convincere me stessa a fare lingue alle superiori e non ragioneria. Con il senno di poi, purtroppo devo dire che ero portata e che avrei dovuto seguire quella strada. La terza: cercherei di salvare la vita a Bobby Kennedy sventando l’attentato.

Che opinioni avete sul… paranormale? Considerando che la scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà che ci circonda e che solo pochi vedono, in pratica esiste un 96% di ‘mondo che non si vede’.

Silvia: va bene un non è vero ma ci credo? Battute a parte, ammetto di essere molto affascinata dal paranormale, sarà perché ho sempre sentito, a livello epidermico, se mi potevo fidare o meno delle persone (e non sempre davo retta a queste sensazioni) e capivo se mi mentivano. Chiamalo sesto senso. Come credente percepisco quel mondo che non si vede mettiamola così e ho sempre amato le storie che ne parlavano. Per quanto apprezzi la razionalità credo che da sola non possa bastare a spiegare il tutto, ma nel contempo vado con i piedi di piombo su queste cose trascendentali.
Simona: Mi affido al mio quinto senso e mezzo. Sto scherzando. Diciamo che sono molto aperta alla questione ma anche attenta a non farmi fregare. Ci sono un sacco di ciarlatani ma anche di persone che davvero hanno qualcosa in più. E sai da cosa riconosci quest’ultime? Dal fatto che, in genere, non ne vogliono quasi parlare. Non perché si vergognano, anzi, ma perché sanno che si tratta di percezioni particolari che non tutti comprenderebbero, anzi la maggior parte della gente ne è spaventata.

Quale creature fantastica o mitologica vi piacerebbe essere?

Silvia: una fata, da bambina mi ci travestivo sempre, ma vorrei anche le ali eh!
Simona: Un elementale del fuoco. Per bruciare tutto quello che non mi va o le persone che mi stanno sulle scatole.

Avete trovato la leggendaria Lampada Magica, pensateci bene, quali sono i tuoi tre desideri?

Silvia: Sistemare i problemi lavoratavi di questo paese per tutti; rendere inservibili ogni tipo di arma; andare a vivere in una casa sul lago di Como(ma mi “accontento” della casetta reale in montagna dei miei!) dove scrivere in santa pace con Simo, la mia famiglia e i miei amici.
Simona: Soldi. Per me e per la mia famiglia. Non per essere ricchi ma semplicemente per vivere dignitosamente senza troppe preoccupazioni. Ovviamente con i soldi anche niente magagne con le tasse.
Due: Niente più armi di nessun tipo.
Tre: una casa sul lago o in un posto tranquillo dove la tecnologia arriva ma non il resto delle scocciature per poter scrivere in santa pace, senza che nessuno mi critichi o pretenda chissà cosa.

Sembra esserci nell’uomo, come negli uccelli, un bisogno di migrazione , una vitale necessità di sentirsi altrove. Voi siete una creatura stanziate o migratoria?

Silvia: Ho passato entrambe le fasi e credo di essere un misto. A volte ho bisogno di andare in giro, altre volte di chiudermi in casa e non vedere nessuno.
Simona: Sono anni che ormai non faccio un viaggio, ad eccezione di andare a Milano. Mi piacerebbe vedere diversi posti ancora prima di andarmene dal mondo. In genere però preferisco starmene a casa con la mia musica, i libri e una connessione internet.

Secondo voi è più importante il viaggio o la meta?

Silvia: entrambe le cose. Il viaggio rende la meta più bella e appagante. E la meta ci può spingere a cercarne un’altra, a non fermarci. “Imagine the impossibilities” (Cit Fringe)
Simona: Entrambe anche per me.

Che rapporto avete con gli Animali?

Silvia: molto bello, avendo i miei una casa in montagna da quando ero bambina, ho spesso vissuto a contatto con la natura e anche il paese dove vivo è campagna. Gli animali sono parte integrante del mio mondo. E non potrei vivere senza di loro. Quando due anni fa morì Fuji, il mio bel micetto, fu un terribile trauma. Non del tutto sanato anche se poco dopo sono arrivati i suoi eredi, Fujiko e Jiji, femmina e maschio, due adorabili pesti.
Simona: Buono. Ho avuto un gatto per quindici anni e, chissà, prima o poi riuscirò ad averne un altro.

Vi siete mai siete perse, per poi ritrovarvi?

Silvia: sì, diverse volte
Simona: Credo di essere attualmente un po’ persa.

Se potete, vi va di approfondire l’aneddoto?

Silvia: forse il momento più difficile è stato qualche anno fa, negli Stati Uniti. Un viaggio molto difficile per me. Purtroppo non andò come speravo. E mi ha lasciato diverse cicatrici addosso.
Simona: Credo di star cominciando a dare una sorta di direzione, se così posso dire, scrivendo ma non so se mi farà perdere ancora di più o ritrovare.

Avete degli scheletri nell’armadio?

Silvia: forse, chissà…
Simona: Forse. O forse no.

Siete donne da borsetta o marsupio?

Silvia: tutto sommato ancora borsetta XD
Simona: Marsupio o zaino.

Shopping in negozi di vestiti o librerie?
Potete rispondere ampliando…

Silvia: Sicuramente più da librerie, resto affascinata dalle antiche librerie, dall’odore della carta. E mi piace sfogliare libri che non conosco, per scoprirli, per vedere se fanno per me. Ma ogni tanto mi capita di comprare anche dei vestiti o delle scarpe se sono di luna giusta.
Oggi, per esempio, ho visto delle scarpe stupende, ma erano davvero troppo care!
Simona: Decisamente più da librerie. Le scarpe le compro solo se ne ho bisogno e quando non sono troppo care. Invece nelle librerie mi ci immergo, anche se poi non compro nulla.

Se dovesse attribuire dei colori alle vostre persona e alle vostre opere, che colori sarebbero?

Silvia: per la mia persona blu e ciclamino, per le mie opere, dire Giallo per Neckar, Blu Notte per Babilonia e Viola per La Memoria del Futuro.
Simona: Per me stessa blu nell’accezione inglese “I’m feeling blue” mentre per la mia opera direi il viola.

Credete nei corsi di scrittura creativa o nei manuali di scrittura?

Silvia: sì e no. Nel senso che possono servire se c’è un talento da affinare. Se non c’è no.
Simona: Sono d’accordo con la mia socia. Se il talento c’è fare un corso di scrittura creativa può essere utile per migliorare la tecnica ma se non c’è… qualsiasi corso non ti può salvare.

Nei premi letterari?

Silvia: Assolutamente no.
Simona: Sono scettica. Non credo che venga premiato davvero il talento e la bravura.

Che intenzioni avete per il prossimo futuro?

Silvia: tentare di trovare un lavoro stabile e continuare ad insistere con la scrittura.
Simona: trovare un lavoro e magari continuare a scrivere. Se poi l’una da di pari passo con l’altra è meglio. Ah dimenticavo: correggere il secondo libro della saga, così possiamo finalmente proporlo alle case editrici, e finire il terzo. E poi si vedrà. Perché non credo che questa saga finirà con il terzo libro.

Siete Autrici a tutti gli effetti, oppure nella vita avete avete un lavoro stabile?

Silvia: sto tentando di essere un’autrice a tutti gli effetti, ma, per quanto apprezzata, per ora paga poco.
Simona: mi piacerebbe lavorare come scrittrice ma finora non ti pagano molto…

Cosa consigliereste per inizializzare qualcuno che ama scrivere?

Silvia: di buttare giù qualcosa prima di iniziare, qualunque cosa, anche un fatto che li riguarda e poi provare ad ampliarla, creando una storia. Accettare sì consigli e critiche costruttive, ma non cambiate mai la storia che avete in mente. Mai. Dovete scrivere per voi!
Simona: Esatto. Continuate a scrivere solo per voi stessi e poi quando pensate che sia davvero buono, allora provate a proporlo. E, una cosa che ho imparato da Stephen King, “kill your darlings” Ossia se siete affezionati a qualcosa, o a un personaggio della vostra storia, non abbiate paura di tranciarla via se vedete che non funziona o che stride con il resto che avete scritto.

Vi va di raccontarci il vostro scenario ideale per produrre storie, quindi libri?

Silvia: io continuo a pensare che lo scenario ideale sia la mia montagna, a Bodone, sopra al lago di Como o sul lago stesso.
Simona: A me basta una stanza, con un computer che funziona, buona musica e zero rumore. Magari sì, qualche cinguettio non sarebbe male, ma non troppo.

A proposito di libri, vi va di regalarci qualche notizia sul tuo prossimo lavoro editoriale?

Silvia: in teoria sarebbe il seguito de La Memoria del Futuro, ovvero La Memoria del Passato.

In cosa vi “rimproverano” spesso i vostri lettori?

Silvia: confesso che non mi viene in mente nulla di significativo.
Simona: Uno dei miei lettori mi ha detto che uso troppi colloquialismi.

Nell’ambito dell’editoria, ritenete più giusto o più conveniente pubblicare sempre in digitale (eBook) oppure in cartaceo?

Silvia: l’importante è trovate un editore serio, poi vanno bene entrambi.

Quali social usate?

Silvia: Facebook, Twitter, Google+, Pinterest, Tumbrl.
Simona: Gli stessi della mia socia, compreso Tumblr, anche se ultimamente meno visto che è troppo pesante.

Che progetti avete?

Silvia: tentare di finire il terzo libro della saga de La Memoria del Tempo. Sappiamo come finirlo, solo ci manca il tempo!

Avete altri progetti ‘internettiani’ attualmente?

Silvia: Sì, abbiamo creato un anno fa un sito di cultura generale, www.overthere.it , che sta avendo un ottimo riscontro e di cui siamo molto orgogliose. Speriamo di riuscire a guadagnarci sopra qualcosa. A tal proposito siamo alla ricerca di sponsor!

Cosa consigliereste per inizializzare qualcuno che ama scrivere?

Silvia: di lasciarsi andare nello scrivere e di cercare fino a che qualcuno lo pubblicherà gratis, mai accettare di pagare!
Simona: Ecco, sono d’accordo. No all’editoria a pagamento. Non ha alcun senso.

Purtroppo, anche nel mondo dell’editoria, tira una gran brutta aria di mafia. Siete mai incappate in situazioni poco gradevoli? Il silenzio incrementa questo cancro, se avete una storia, volete condividerla?

Silvia: un editore voleva imporci di cambiare la nostra storia, quando abbiamo detto no, ha detto di non essere interessato. Un altro ha tirato fuori la storia della correzione di bozze, per obbligarci a mettere all’inizio alcune cose che si scoprivano a fini romanzo. Per me non aveva compreso la nostra storia oppure non l’aveva neanche letta. Un altro ancora aveva promesso di leggere e darci una risposta presto se avessimo letto e recensito un loro scrittore. E vorrei far presente che quando Edizioni Il Pavone ha accettato di pubblicarci ci scrisse subito: “La vostra storia è chiara e corretta”.

Grazie mille Silvia e Simona per aver passato un po’ di tempo a rispondere alle nostre domande. Nel corso di quest’intervista abbiamo purtroppo appreso la chiusura della vostra casa Editrice, ne siamo davvero rammaricati, del resto, anche tra le domande, emerge questo dato allarmante!
Incrociamo le dita!!

Silvia: Grazie a te Sonia, è stato un piacere risentirti!
Simona: Grazie per le tue domande, sono state interessanti.

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

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