Pubblicato in: 2016, Kindle - letture digitali., Storico

Il lato brutale della Storia


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Titolo:  La guerra degli dei. La profezia del serpente piumato
Autore:    Hancock Graham
Traduttore: Bisanti M.
Editore: Newton Compton
Prezzo: € 12,00
Anno: 2015
Pagine: 528
Formato: rilegato

SINOSSI
Lunghe ombre oscure sembrano addensarsi intorno al tragico destino dei mexica: la profezia del ritorno di Quetzalcoatl, dio rappresentato come un Serpente Piumato, coincide stranamente con lo sbarco sulle coste americane di Cortés e dei suoi uomini. E se Montezuma cerca di placare le divinità indigene con un sacrificio umano, la Santa Inquisizione sta progettando di compiere un bagno di sangue ancora più agghiacciante. Eppure, tra battaglie brutali e sanguinose, l’amore e l’amicizia possono sopravvivere ai massacri: Tozi, una giovane mexica che ha visto morire molti dei suoi cari, userà tutti i suoi poteri magici per salvare le persone che ama; Pepillo, un orfano spagnolo agli ordini di un sadico frate domenicano, viene preso sotto l’ala di Cortés e comincia a imparare ciò che serve per diventare un conquistatore. Divisi dallo scontro delle loro rispettive civiltà, riusciranno i due a sfuggire alla violenza o soccomberanno sotto i colpi della guerra tra indigeni e conquistadores?

Il lato brutale della Storia

A dispetto del titolo, qui non abbiamo scenarii da antiche civiltà perdute, come l’Autore ci ha abituati con i suoi precedenti saggi (“Custode della Genesi” oppure “Impronte degli Dei”) o conflitti globali con armi fantastiche e mirabolanti Vimana, tanto cari all’Archeologia Spaziale. No. Qui abbiamo uno scontro cruento e durissimo fra due civiltà, entrambe “decadute” dagli antichi splendori di un lontano passato: quella mesoamericana degli Atzechi con i loro riti sanguinari dedicati ad una pseudo-divinità affamata di dolore umano conosciuta come “Colibrì” (in azteco “Huitzichilopochtli”), contro quella occidentale proveniente dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, i celebri Conquistadores comandati dal leggendario Hernan Cortez che, anche lui, seguiva, sia gli ordini del monarca di Spagna, sia con zelo missionario, gli ordini “divini” della stessa eggregora maligna sotto le mentite spoglie del suo santo protettore, San Pietro. Ora, aldilà dello stile narrativo scorrevole e accattivante, l’Autore, con questo romanzo storico, lancia un messaggio affatto “politically correct”, facendo cadere l’ipocrita maschera di certa storiografia addolcita, dove, in primo luogo, forte delle sue ricerche sullo sciamanesimo (“Sciamani”), fa intuire che certe “teofanie” non hanno nulla di spirituale, ma talune entità ultraterrene che non si fanno scrupolo di “giocare” con la credulità ingenua ed infantile di certa parte dell’umanità.
In secondo luogo, non si tiene conto delle sofferenze degli esseri umani di qualunque latitudine e nel quale si evidenzia tutta la brutalità che deriva dalla sopaffazione del più forte sui più deboli (da entrambe le parti), non lesinando in dettagli descrittivi al limite dell’orrore e del disgusto (che, per alcuni tratti mi ha rammentato il film di Mel Gibson “Apocalypto”). Ciononostante è una storia resa affascinante anche da un dosaggio accorto dei vari episodi temporali attraverso cui si dipana tutta la vicenda del primo arrivo di Cortez sulle Nuove Terre e le sue difficoltà di incontri-scontri con le popolazioni locali che, per un tragico scherzo del destino, vedono e credono in lui e nei suoi uomini il tanto inutilmente atteso dio dell’Abbondanza Quetzacoatl, con tutte le conseguenze che la Storia ci ha insegnato. Ma non tutti hanno veramente capito…

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Autore:

Considerato che l'atto del leggere è, in sostanza, un afflusso di pensieri di altri autori, che dalla carta, oltre che da altri mezzi, giungono attraverso gli occhi alla nostra mente, influenzando i nostri pensieri e stimolandone di nuovi, per cui leggere equivale a pensare, per parafrasare Cartesio "Leggo dunque Sono". Una parte di me "esiste" nella trama dei vari libri che leggo, in ogni scenario che si sviluppa come un film nella mia mente. Ogni volta che leggo un libro, io sono al cinema e se la lettura è appassionante, il distaccarmi da esso è una violenza su me stesso. Leggere per me è importante, come mangiare o respirare, oltre che viaggiare "senza mai muoversi".

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