Pubblicato in: creazioni di Sonia e Pier

Lo zuccone sornione


[La storia fa parte del concorso “Sfida di scrittura creativa del Raynor’s Hall – Bando III” con tema ad estrazione “Zucche”. Termine di consegna delle storie 27 ottobre.]

Effettivamente il tema assomiglia vagamente alla storia scorsa, ma non potevo farmi scappare quest’occasione. Perché questa è una storia autobiografica a tutti gli effetti, nomi compresi, domani 22 ottobre, mia madre avrebbe compiuto 70 anni, mi manca da morire e la voglio rivivere attraverso la mia creatività!

MammaMod

Lo zuccone sornione.

31-10-2015
Il compleanno della mamma è passato esattamente da nove giorni. Ho passato il giorno prima a domandarmi, pigramente, come avrei potuto festeggiarla al meglio per i suoi primi settantanni. Mi è piaciuto fantasticare sul regalo e sul mistero della sua festa a sorpresa. Anche ora fantastico su come passare la serata con lei, ma non è facile farlo, quando mamma non c’è più da otto anni. Che devo dire? Che il tempo guarisce tutte le ferite? Balle. Il dolore aumenta. Almeno, parlo per me.

Ma le zucche sono pronte anche quest’anno! E’ stata una sfida tra me e lei, che mi guarda placida da ovunque sia, con il suo animo dark e la sua grinta da leonessa. Sta arrivando l’ora delle streghe, in questa notte di passaggio, io osservo le mie zucche, soddisfatta, ne ho create tantissime quest’anno. Ce ne sono tre belle grosse sul tavolo da pranzo e alcune piccine sui davanzali della finestra.
Poi c’è ‘quella’! E’ enorme, sull’ammattonato, davanti alla porta, rigorosamente lontano dalla moquette, solo per quella ci ho impiegato una settimana a farla! Non è un viso ma una serie di scenari a lei dedicati, è bellissima, tutta luccicante con i suoi vani luce, scommetto che mamma non sarà così contenta di aver perso la sfida stavolta, ed io rido, sorniona.
«Eh mamma… non la spunti ‘sto giro, eh?»
Ma ho smesso da tempo di provare piacere nel parlare all’etere e un groppo alla gola mi fa capire che devo assolutamente cambiare argomento. Mi alzo e mi avvicino alla finestra per osservare il silenzio della mezzanotte, solo qualche ragazzo più grande gira ancora mascherato, donando al circondario una seria sensazione di terrore, riesco a non pensarti, che già sento la tua voce gentile:
«Sonia mi dai una mano per favore?»
Mi volto di scatto, con un lungo brivido alla schiena, ma non noto niente. Non so, forse mi rattrista sapere che mio marito stasera non è riuscito a tornare a casa, ma si sa, il lavoro prima di tutto.

Vado in cucina, ho di nuovo fame e per l’occasione mi preparo un piatto di ‘ragni di pasta sfoglia’, una delle tante primizie realizzate con il gruppo di cucina a cui sono iscritta da anni. Sono quasi pronta col vassoio, pensando al nuovo film di “Beetlejuce” che tra poco guarderò, quando la sento di nuovo:
«Soniaaa per favore vieni, daiii»
Panico! E sudori freddi. Cosa devo fare? Mi volto col terrore che la luce del salotto sia spenta, per fortuna non è così. Avanzo lentamente e furtiva, con un grosso mattarello, pronta a colpire e farlo veramente forte, ma le cocorite e Jamis, il mio coniglio, sono del tutto tranquilli. Sto impazzendo? Va bene.
Faccio per tornare in cucina, quando l’occhio mi cade sullo zuccone, che sembra più luccicante e… che… sembra muoversi. Cribbio! Ma è vivo!! Mi guarda sornione e mi strizza l’occhio.
«Hei bambola, hai un biglietto di andata e ritorno prepagato da Franca Blanchet!»
Asserisce con voce da D.J.
«Mi hai chiamato “bambola” per caso?»
Sant’iddio, devo andare da un analista, penso tra me, una zucca mi parla ed io penso a futili soprannomi, ma poi penso al biglietto e al nome che ha menzionato. Mamma? Biglietto per dove? Decido di stare al gioco dai, se mi sveglierò pazienza, mi rimarrà, un bel ricordo.
Accetto, chiedendomi -come ci arrivo da mamma?-, ma non faccio in tempo ad elaborare nulla, che lo zuccone si prodiga in uno sbadiglio, mentre osservo la sua bocca estendersi oltremodo… e quando capisco che lo sbadiglio è andato ben oltre il consentito, mi accorgo con orrore che mi ha inghiottito. Urlo. Mentre tutto intorno a me si fa arancio, poi nero ed infine luce.
Mi ritrovo su un prato che assomiglia vagamente ai paesaggi valdostani, poi la vedo, con indosso un vestito colorato e delle belle scarpe abbinate. Stento a crederci, mi guarda e mi sorride, per poi dirmi:
«Ma quante volte devo chiamarti, eh Sonia?»
Cedo alle lacrime mentre corro verso di lei, abbracciandola, ascoltandola ammonirmi di far piano, poi la guardo, cerco di ricompormi, perché la vedo troppo sfocata, ma faccio fatica e così, mi viene lei in soccorso, pratica, come è sempre stata.
«Guarda, Sonia, che abbiamo poco tempo…», mi spiega «Sono riuscita ad anticipare solo perché sul piano terreno ho compiuto settantanni, in realtà, questo ‘bonus’, era previsto per i miei dieci anni di …»
S’interruppe e la comprendo, anche lei ha gli occhi lucidi.
Mi obbligo a smettere di piangere e miracolosamente ci riesco. Ora posso vederla, non come quando era all’ospedale, ma come quando era a casa, felice, nel bene e nel male con la famiglia che si era costruita. Ho l’impulso di prendere il cellulare, ma ahimè, è rimasto in salotto! Anche quando, non so se avrebbe funzionato.
Mamma mi guarda, leggo nelle vibrazioni del suo viso che cerca le parole giuste da dirmi, quelle che non mi avrebbero fatto piangere ma poi la vedo, la sua lacrima: ha ceduto e mi dice:
«Sonietta mia, come stai? Mi sei mancata!»
Entrambe non riusciamo più a trattenerci e ci abbracciamo e piangiamo, così, come due cretine, per lunghi minuti.
Mamma sa tutto, tutto quello che è andato a rotoli e cerca di non mostrarsi dispiaciuta, entrambe sappiamo che chi semina raccoglie, ma entrambe siamo anche dispiaciute per papà, che è rimasto solo con i suoi errori.
Cominciamo a passeggiare, in breve mi porta in lungo e in largo, nel suo mondo, mi spiega che il paradiso è la versione speculare della terra, ma senza i vivi, mi spiega che siamo in Valle D’Aosta e io capisco perché mi era tanto familiare, era lei!
Andiamo a casa, versione ancora da ristrutturare, che emozione rivederla così! Mi spiega anche che i posti cambiano ogni tanto, e sta studiando una teoria sulle cause, in modo da andare dove vuole e quando vuole.
La giornata con mamma continua, ed io non perdo occasione di toccarla, parlarle, raccontarle della mia vita sulla terra, dei progressi e degli sforzi, mentre lei mi racconta a sua volta il suo vissuto, vengo a sapere a che il mio aiuto spirituale è andato a buon fine, ringrazio la mia amica Sciamana, che mi ha aiutata!
Poi mamma mi sorride ed io capisco che è fiera di me.

Implacabile però, arriva il crepuscolo e non servono parole per capire che è finita.

«Sonia lo sappiamo tutte e due che per adesso è così»
Mi dice pratica, con una smorfia amara. Ha ragione, che posso dire? La amo, ma egoisticamente amo la vita, anche, poi ecco la voce dello zuccone D.J., fa lo spiritoso simulando le sirene delle navi, qualcosa mi dice che mi legge nell’Anima, sa che per me, quel suono ha un significato importante.
«Ma dove l’ha pescato quel tizio?» le chiedo, lei ride, nel suo modo dolcissimo, riesco a malapena a sentire la sua risposta, quando il mondo si fa nuovamente arancione e capisco che lo zuccone mi ha re-inghiottita, sputandomi pochi secondi dopo nel mio salotto, tutta appiccicosa di polpa di zucca.

Mi alzo, schifata, pronta a dirgliene quattro, ma la zucca si è tutta sgretolata, non esiste più!
Una parte di me è dolorosamente disperata, perché desiderava contrattare per ritornare da mamma.
Ma voglio evitare di piangere dopo un simile regalo e quindi per festeggiare vado allo stereo e sfogliando i cd lo individuo quasi subito: Michael Jackson – “Thriller”.
Poco prima di premere play ringrazio ad alta voce mamma e chiunque le ha permesso di farlo, poi la musica parte ed io comincio a ballare nel mio solito, scomposto modo, tornando con la mente alla nostra infanzia, quando ancora eri un bambino dolcissimo ed eravamo fratello e sorella, perché nel bene e nel male è stato il periodo più intenso della mia vita.
Osservo Jamis scappare in camera, infastidito dal rumore e rido, mentre le cocorite più la musica avanza e più si gasano!

«Hai fatto della tua vita un lavoro di creatività, Sonia, sono fiera di te!»
La risposta di mamma, mi echeggia ancora nella testa il suono della sua voce che pronuncia il mio nome. Mi mancherai per tutta la vita, ma cercherò di continuare ad essere così.

———————-

Dedicata a tutti quelli che hanno perso un genitore, ecco il vostro biglietto prepagato.
Dedicata a mio padre che nel suo piccolo è un grande.
Dedicata all’Anima ‘perduta’ del mio fratellino.
E per ultimo, ma non meno importante, dedicata ad Alessandra R. Perché nella vita le amicizie viscerali ed intense sono difficili da trovare!

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

33 pensieri riguardo “Lo zuccone sornione

  1. Un racconto davvero speciale!
    Di solito non mi piacciono questi racconti sentimentali, soprattutto se così intimi e autobiografici. Mi sembra quasi di invadere spazi privati. Ma lo stile è molto scorrevole. Complimenti. Il mio voto?
    4/5

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    1. Ne sono lieta, io in serata dovrei mettermi in pari con la lettura di tutti i partecipanti, tuo compreso!
      Mi sono voluta mettere a nudo per diversi motivi, compreso il compleanno di domani!
      Grazie!

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  2. Sono d’accordo con GenioChiara: è un racconto davvero speciale. Hai saputo coniugare perfettamente la parte autobiografica con quella narrativa e il tutto senza perdere di vista la linfa di questo racconto: l’affetto che ti ha legato e che ti lega ancora a tua madre. Non c’è modo migliore per ricordarla e amarla che scrivere di lei e usare quello che ti è stato donato: la creatività 🙂 Il mio voto è 4 stelline e mezzo su 5 🙂

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    1. Al di là dell’appunto che ho scritto un momento fa, devo dire che sono felice di aver scritto questo mini racconto. Mia mamma era un buona che ha sofferto troppo, senza godersi a pieno la vita.
      Voto alto, te ne sono grata, soprattutto per il commento!

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  3. Piccolo appunto, la storia è stata aggiornata pochi minuti fa perché mi sono (ahimè) resa conto di aver fatto degli strafalcioni immondi con gli articoli, non sto nemmeno a giustificarmi, vi chiedo solo scusa per avervi sottoposto a sbalzi grammaticali simili! Grazie!

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  4. Manco a farlo apposta, lo scorso fine settimana nella mia città si teneva un festival letterario dedicato all’autobiografia, e ho avuto l’occasione di imparare un po’ di più su questo genere e sulle sue incredibili sfaccettature. Scrivere per se stessi, di se stessi, e saper coniugare al proprio sentire uno stile narrativo accattivante non è da tutti. Il tuo desiderio messo a nudo, senza forzature, mi ha commosso, e l’amore che provi per tua madre trapela fortissimo. Questa storia secondo me è stato un modo meraviglioso per averla accanto… In tutto questo, sei riuscita a inserire anche un lato comico con zuccone (XD), e hai saputo mischiare realtà a elementi di fantasia con sapienza. 4/5, complimenti !

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    1. Deve essere stato molto bello quel festival!
      Con questo pezzo, grazie al Raynor, ho imparato un’altra lezione: scrivere cose personali così intense, richiede un distacco che non sono riuscita ad avere, ho pianto quasi tutto il tempo. Se non fosse stato per Pier quegli errori inguardabili sarebbero stati corretti una volta che il mio cervello si sarebbe schiarito!
      Grazie di cuore per i tuoi commenti sempre così accurati, ho visto anche nelle altre storie che i tuoi interventi sono corposi e dai contenuti importanti 🙂

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      1. Bello, ma ho perso la maggior parte degli interventi perché stavo male XD Prego **! Sì, visto che questo è un circolo frequentato da persone mature e serie, con altrettanto serie aspirazioni, preferisco essere chiara, e dare il mio contributo, aspettandomi lo stesso dagli altri. Solo in questo modo possiamo migliorarci e apprezzare ciò che abbiamo costruito, con non poca fatica, come hai sottolineato tu.
        In ogni caso è bello che tu sia riuscita a sfogarti, anche se è stata dura, ne avevi sicuramente bisogno. Con Radici d’Ombra ho fatto più o meno la stessa cosa, ma è stato molto più facile perché io con quelle persone purtroppo non ho potuto costruire tutti i ricordi che tu hai con tua madre. Perciò tanto di cappello, davvero. E un abbraccio fortissimo.

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  5. Bella e commovente! Il finale poi mi è piaciuto molto. Direi che, rispetto ai precedenti, sei migliorata molto per quanto riguarda la punteggiatura e la scelta dei termini e questo mi fa piacere!
    Punteggiatura ok, tematica molto bella , svolgimento lineare… non trovo difetti, se non solo un paio di frasi in cui avrei messo una punteggiatura diversa (scelte personali, non errori), quindi per me è 5\5

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      1. IO ho diviso il punteggio “5” in 5 punti diversi XD se per me si raggiunge la sufficienza in quelle categorie, allora metto il “pallino”. Poi sommo e fa il punteggio… è l’unico modo che ho trovato per essere oggettiva nella valutazione ^^° anche se il quinto punto è il mio gusto personale^^

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  6. Eccomi qui per il contest! Davvero molto bello, non riesco a non pensare a quello che è capitato a me… non so se accetterei con gioia, però, un’eventuale “ritorno per un giorno” di lei ahahaha per il semplice fatto che avrei molte cose da dirle, di che scusarmi, di tante cose non dette e un giorno non basterebbe.

    Ecco perché questa storiella mi è piaciuta molto e ovviamente non vedo il motivo per non dare 5/5!

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  7. Questa storia ha quel qualcosa in più.
    Trabocca d’amore e malinconia e fa pensare a quanto sono fortunata ad avere ancora entrambi i genitori, mi spiace per la tua mamma, ma di sicuro da lassù starà sorridendo di questa storia ricordando il tempo passato. Sei sola nel fisico, ma non nell’anima, perché tua madre vive in te, nel tuo cuore.
    Grazie per le emozioni che mi hai trasmesso.
    Voto: 5/5

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    1. Guarda, me lo dicono tutti, del resto, la parte in cui parlo di un’amica Sciamana è vera: ho aiutato mamma nel trapasso, spiritualmente, tuttavia.. sono sempre stata una persona molto fisica, ho sempre avuto bisogno di tangibilità, per questo fatico tanto dopo tanti anni.
      Un altro 5, wow, mamma sarà felice da lassù ^___^
      Grazie!

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  8. TI ODIO, mi hai fatti piangere. Ma puoi? per una volta che potevi scrivere una storia comica e demenziale, mi tiri fuori la peggio strappacuore possibile? TI detesto tantissimo.
    Ora, passando a un analisi leggermente più oggettiva… ti becchi un 5. Mi hai fatto piangere, quindi te lo tieni!
    La trama è semplice, adatta all’ambientazione e sì mi ricorda la storia precedente, per il fatto dell’andare in un altro mondo attraverso un passaggio.
    Certo esser eingoiate da uno zuccone non è una passeggiata su un ponte, ma il succo è quello.
    Il testo è scorrevo, e emozionate ( questo si era capito).
    Non ho trovato errori, ma ero immersa nella alttura, dovrei rileggerla eventualmente.
    E quindi…5 ti becchi il 5!

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  9. Eccomi finalmente! Ci tenevo a leggere anche la tua! ^^
    Ammetto, ho pianto come una fontana… questa è una cosa che ho sognato più volte, specialmente anni, poter avere un’ultima occasione per un abbraccio, una lacrima insieme, per sentire la sua voce che non ricordo più, per rivedere il viso del mio papà.
    Non è stato facile leggere questo racconto, ma ne è valsa la pena. Talmente semplice, intimo, reale e allo stesso tempo impregnato di una graziosa fantasia, che non posso non darti 5/5. Un racconto che merita per i suoi sentimenti così vividi e reali. Complimenti.

    Ps: la foto… tua madre? un volto di una bellezza meravigliosa, dolcissimo… ❤
    Apprezzo anche il fatto di aver condiviso una foto.

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    1. La mia mamma, sì è lei!
      Non ricordavo che avessimo in comune la perdita di un genitore, anche se non è il massimo come cosa in comune.
      Un giorno, se lo vorrai, parleremo del tuo papà!
      Grazie per aver espresso le tue emozioni, grazie di cuore!

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      1. Grazie a te per aver scritto questo racconto! Sì, purtroppo mio papà non c’è più, potremo parlarne certo, per me è un dolore meno vivido di quello che hai descritto perché ero piccola e ricordo poco, ma è sempre una perdita.
        Ancora complimenti per il racconto ^^ ammiro chi riesco a esprimere i suoi veri sentimenti con la scrittura.

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  10. Ciao cara, finalmente sono riuscita a passare per commentare la tua storia ^^
    Che dire… bellissima! Forse può risultare un commento un po’ qualunquista, soprattutto per l’esperienza personale e autobiografica. Stai migliorando di mese in mese e stai facendo ottimi progressi! Complimenti ^^ Sono contenta di questa cosa! Continua così 🙂
    Per me 5/5 meritatissimo! Non solo la trama era molto bella ma se non per poche sviste era scritto davvero benissimo, mi hai lasciata senza parole ^^

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    1. Alice, tu sei una di quelle persone che hanno nuovamente messo in moto la mia voglia di scrivere!
      Anche tu un voto alto, sono felicissima, ringrazia la mia mamma allora!!
      Grazie per le tue parole, ora vediamo con curiosità quale sarà il prossimo tema! ❤

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