Pubblicato in: creazioni di Sonia e Pier, La Leggenda delle Anime

Non solcherai mai più un cielo! – Ed ora sei un Eretto! (cap. 37 e 38 ‘La Leggenda delle Anime’)


Indice dei capitoli —-> CLICK

Non solcherai mai più un cielo

ultime righe della puntata precedente: «Tu dici che la tua vita è conclusa…»
Determinò Madre Natura.
«Ti accontento nobile Gufo, ma non sarò io a prenderla, questa tua vita».

37 – Non solcherai mai più un cielo.

Storm la guardò perplesso, poi dal suo corpo arrivarono strani segnali, non li colse subito, ma quando vi prestò attenzione, percepì una potente sensazione di dilatamento e la curiosità prese il sopravvento e il suo sguardo scrutò se stesso.
Dapprima ebbe la strana percezione di essersi fatto alto, guardò bene e da quell’alto cercò di osservare i suoi artigli, l’immagine traballava e strizzò più volte gli occhi, senza capire. Fu quando i suoi occhi guardarono le sue ali che comprese ciò che stava accadendo e nonostante il suo Io interiore esultasse, comprendendo le potenzialità di quella magia, ne fu comunque intimorito.
Madre Natura stava mutando il suo corpo in quello di un Eretto e quando la trasformazione terminò, Salyn, che era riuscita a raggiungerlo e nascondersi poco lontano, dovette strozzare un singulto di stupore.

Nella valle della cascata, Madre Natura parlava ora con un Eretto, un Eretto senza vestiti! Le era già capitato nella sua vita di trovare appartati nei boschi individui di Eretto senza vestiti, e sapeva cosa stavano facendo. Ma vedere ora Storm, di cui si era invaghita, nonostante lottasse per non ammetterlo perfino a sé stessa, in quelle sembianze, la fecero cadere in uno stato di imbarazzo e in quel momento, anche lei avrebbe voluto donare la sua vita per salvare quella del suo amato e senza rendersene conto, le lacrime le bagnarono il viso.

Storm si passò le mani ovunque, anche in mezzo alle gambe, corrugando la fronte un pò stranito dagli strani organi sessuali degli Eretto, era come se si sentisse una volpe, un lupo, un orso. I loro organi si assomigliavano.
Le sue mani continuarono l’esplorazione, si toccarono le cosce, si guardò i piedi e riuscì a muovere le dita e poi giocò anche con le sue mani, circondando parti del suo corpo e provando la forza fisica che esse avevano. Era confusionale, era come aver spostato gli artigli al posto delle ali, poiché gli arti inferiori erano meno incisivi di quelli superiori.
Ogni secondo che passava nella sua esplorazione, Madre Natura osservava paziente e attimo dopo attimo trasmetteva nella mente del giovane uomo la sapienza degli Eretto.


 

Ed ora sei un'Eretto

38 – Ed ora sei un Eretto.

Attimo dopo attimo Storm sentiva dentro di sé la consapevolezza dell’essere un Eretto, al termine dell’operazione Madre Natura parlò.
«Ti darò dei vestiti»
E così fece.
«Ma non potrò darti una nuova identità e dovrai imparare da solo ad essere un Eretto»
Storm annuiva, ancora un po’ stordito.
«Ora, la mia figlia più preziosa è nel mondo degli Eretto e non è felice, come tu hai potuto vedere. E ho donato anche a te corpo e sapienza della loro specie. Questo sarà il nostro ultimo dialogo, gli Eretto non hanno accesso al nostro mondo, Storm. Tutto quello che sarà dopo, dipenderà solo da quello che farai»
Madre Natura risplendeva di una luce verde abbagliante e quando levò le braccia al cielo il ragazzo fu sollevato e il suo trasporto ebbe inizio.
Salyn lo vide perdere i sensi, adagiarsi placido su una superficie invisibile e quando il ragazzo cominciò a muoversi con una certa velocità ebbe l’istinto di seguirlo, appena abbandonato il suo nascondiglio, una voce parlò nella sua testa:
«Veglia su di lui, Salyn, il tuo destino ora è questo»
La Civetta d’Oriente si diede della sciocca per aver creduto di rimanere nascosta di fronte alla sovrana della Natura e percepì dentro di sé come se il suo vecchio Io morì, lasciando il suo spazio ad un Io diverso, che s’ingrandiva dentro di lei, forte e prorompente, nacque il desiderio di aiutare Storm nella sua battaglia.
Così nel brusio del bosco sempre sveglio, seguì placidamente il corpo senza sensi di quello che una volta era stato un nobile Gufo Bianco.

[prossimo appuntamento mercoledì con capitolo 39: ‘Ho male sin giù dove non vedo’]

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

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