Pubblicato in: creazioni di Sonia e Pier, La Leggenda delle Anime

A pochi battiti da lei; Toccarti, solo un istante (cap. 33 e 34 ‘La Leggenda delle Anime’)


Indice dei capitoli —-> CLICK

A pochi battiti da lei

ultime righe della puntata precedente: la sua mente galoppava creando le più brutte cose contenute nel suo bagaglio culturale, non aveva mai avuto così tanta paura.
«Conoscere bene percorso, io spesso qui. Faremo così: strada lunga attraverso bosco, così noi evitare Eretto»

33 – A pochi battiti da lei.

La Civetta si muoveva molto bene tra gli alberi, a differenza dei Gufi Bianchi, ma lui proseguiva, caparbio.
Il percorso costeggiava diverse strutture abitative degli Eretto, molti di loro erano già svegli, vedeva i piccoli di Eretto sbadiglianti, uscire dalle loro tane ed entrare pigramente nelle loro macchine rombanti.
Dopo diverse decine di minuti Salyn si fermò e la raggiunse.
Il paesaggio era cambiato, davanti a loro, stagliato contro la radura grande, c’era una grossa unità abitativa. Aveva un aspetto pulito, bianca con le cornici seppia intorno alle finestre e le porte.
«Ascoltare bene me, Gufo Bianco»
Esordì Salyn.
«Tua Fata è dentro casa Eretto, ma tua Fata non più come tu ricordavi. Tu..»
Gli si avvicinò.
«Tu guardare bene me!»
Lo rimproverò aspramente.
Storm fremeva distratto, ma si forzò e distolse lo sguardo dall’edificio posandolo sulla Civetta, era impaziente e seccato.
«Tua Fata non più come tu ricordi. Tu essere forte e preparare a quello che vedere»
Sfortunatamente Salyn non ottenne l’effetto voluto perché Storm in preda al panico si alzò in volo, gridando a più non posso. La Civetta non perse tempo e gli fiondò appresso, stupendosi della forza con cui lui spingeva se stesso.
«Aspettare!!»
Lo intimava.
«Animale stupido, aspettare!!»
E in uno sforzo notevole lo sorpassò, lui comprese la sua azione e la seguì, dopo pochi secondi lei indicò una fessura della costruzione e fece cenno che avrebbe aspettato tra gli alberi. Storm però non ci fece caso, la sua testa e la sua volontà erano annullati dall’emozione ed il terrore, il suo mondo si era ridotto a lui e quella finestra.


 

Toccarti solo un istante

34 – Toccarti, solo un istante!

Si artigliò alle sbarre come poté, sostenendosi con le ali e quando i suoi occhi mandarono al cervello l’immagine dentro la stanza si sentì stritolato come tra i denti di una volpe crudele. Lei era lì!
Cominciò a gridare come un forsennato, Salyn, nascosta tra i rami era terrorizzata, divisa in due, indecisa se andare a toglierlo di lì oppure no.
Sperò ardentemente che nessun Eretto lo potesse sentire e volando di ramo in ramo, scrutò attentamente ogni possibile presenza.
Storm gridava il nome di Florya, mentre il suo cervello registrava implacabilmente ogni particolare. Il viso smagrito, il suo corpo avvolto stretto, le sue mani e le sue gambe imprigionate dalle cinghie.
Gridava e si scagliava come poteva contro quella struttura di Eretto, e lo faceva con ferocia, mentre la sua parte razionale sapeva benissimo che non poteva scalfirla.
Florya si agitava nel suo nido di Eretto, ma aveva gli occhi chiusi. Il suo desiderio era così forte da sentirsi svenire e non bastava la rabbia dentro di lui.
Poi finalmente la sua Fata si mosse e quando il suo sguardo raggiunse i suoi occhi di Gufo, il suo cuore si riempì di speranza, ma anche di immensa pena, c’era qualcosa che non quadrava in Florya.
Avevano spento la sua luce della notte!
Dal momento che i loro occhi s’incrociarono, intensificò la sua ferocia contro quelle sbarre maledette, gridandole che ce l’avrebbe messa tutta, ma negli occhi di Florya trovò solo terrore e quando lesse il suo monito di andare via, tutto il suo animo si afflosciò, rimase artigliato più saldo che poté, anche se si sentiva scivolare e le sue ali penzolavano inerti e la guardava, chiudendo e aprendo il becco, senza più sapere cosa dire, leggeva la sua paura, il suo monito verso di lui di lasciarla, di andare via. Ma come poteva lui, andare e come?!
Rimase così per quello che gli sembrò un eternità di inferno, mentre lo sguardo di Florya gridava di andarsene.
Fuggi! Salvati!
I suoi artigli scivolavano sulle infide sbarre, ma non riuscivano ad obbedire ai comandi della sua Fata e quando la realtà esterna si insinuò nuovamente nella sua sfera uditiva, i gridi di allarme di Salyn solleticarono il suo istinto di sopravvivenza. Erano allarmi di prima categoria: Eretto in avvicinamento veloce!
Lo avevano sentito, lo seppe per certo, fu quell’ultimo sguardo di Florya a convincere i suoi artigli a staccarsi definitivamente da lì e riprendere il cielo.

[prossimo appuntamento martedì con capitolo 35: ‘ Venite e danzate con la morte’]

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

4 pensieri riguardo “A pochi battiti da lei; Toccarti, solo un istante (cap. 33 e 34 ‘La Leggenda delle Anime’)

    1. E’ così struggente che non mi sembra nemmeno di averlo scritto io ma, onestamente, come faceva ad entrare?
      Vedrai la scena dopo, credo che sia una delle mie preferite e poi quella dopo ancora sconvolgente, ci stiamo avvicinando ad un colpo di scena tremendo, voi cosa vi aspettate?
      ^_________________^

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