Pubblicato in: creazioni di Sonia e Pier

La leggenda del Ponte Arcobaleno


[La storia fa parte del concorso “Sfida di scrittura creativa del Raynor’s Hall – Bando II” con tema ad estrazione “i Ponti”. Termine di consegna delle storie 22 settembre.]

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La bambina piangeva da mezzora ormai, era stata coraggiosa nel giardino, osservando il papà scavare la fossa e il funerale avvenuto quel giorno era degno di un generale. Poi però il papà era andato via, per forza, qualcuno doveva lavorare!
C’era passata anche lei, ricordava con amarezza le parole a lei riservate:
Ormai il tuo Willy corre sul ponte dell’Arcobaleno…
A distanza di così tanti anni, quelle parole risuonavano tristi e fasulle, ed aveva voluto raccontare a sua figlia un po’ di favola e un po’ di verità, senza grandi successi purtroppo. Angelica era disperata, vuota, sola. Come un tempo lo era stata lei.
Daisy era stata un adozione del cuore ed era stata la loro compagna di giochi per sei lunghi anni.
Chiamò la sua bambina, la quale alzò il viso rovinato dalle lacrime e sofferente, cercando conforto con lo sguardo, a Samanta le si strinse il cuore, avrebbe volentieri fatto qualsiasi cosa per cancellare il dolore di sua figlia, notò che le treccine bionde erano disfatte e cercò di asciugare le lacrime del dolce volto della figlia, delicata, con un fazzolettino.
«Adesso tu ed io usciamo, andiamo al parco e cerchiamo qualcuno con cui giocare…»
Angelica guardò la mamma, soppesò le sue parole, sapeva che era la verità, sapeva che le creature prima o poi morivano, era successo anche al nonno, rammentò.
Insieme si lavarono via le lacrime e si vestirono di tutti i colori più belli e sgargianti, che se qualcuno le avesse viste, le avrebbe prese per delle animatrici, quando in realtà Samanta aveva semplicemente indossato i colori come armatura contro il dolore. Daisy aveva lacerato entrambe!
Ridendo e con le treccine rimesse a nuovo, Angelica corse verso la macchina e quando la mamma la raggiunse al posto di guida, osservò la sua bambina raggiante e colorata, con un sorriso scaccia pensieri. La macchina uscì dal vialetto e cominciò a macinare strada, dirette al parco giochi, quando un urlo eccitato di Angelica attirò la sua attenzione:
«Mammaaaaaa!! Andiamo al Luna Park?»
Samanta rimase sorpresa per non aver visto nessun volantino i giorni precedenti, di solito questi eventi portano piogge di volantini.
Parcheggiò, rammentando a sua figlia massima attenzione prima di attraversare, Angelica era una bimba deliziosa e responsabile ma a volte il suo entusiasmo la faceva… dimenticare.
Samanta scese dalla macchina e provò una strana sensazione, come un richiamo di qualcosa che sapeva di conoscere ma non ricordava. Scacciò quei pensieri, attraversando a sua volta e, senza mai perdere d’occhio la sua bambina si fece fare due enormi bastoncini di zucchero filato, tutto azzurrino e la chiamò, sorridendo. Angelica accolse con entusiasmo il dolce, mentre Samanta cercava qualche volto familiare tra la folla, ma… stranamente nessuno lo era, sembrava la gente di un’altra città e lo strano presentimento cresceva.

Fu allora che vide, tra le genti, un cagnolino che conosceva molto bene: Willy!!
Ebbe un mancamento e convinta che il sole gli stesse giocando dei brutti scherzi, non lo chiamò subito per nome, Angelica, nel frattempo, percepito l’allarme di sua madre, le era già a fianco e notando lo sconcerto della mamma, non ci pensò ne uno ne due e la seguì nella sua corsa matta, inseguendo insieme il cagnolino.
D’improvviso la gente finì, così come le giostre e il brusio, ed entrarono in un boschetto verde smeraldo, che sembra una scena di Walt Disney: cerbiatti, scoiattoli, piccoli ghiri e tanti riccetti vivevano in quel posto dai colori accesi e rallentando la corsa, entrambe osservarono gli animali, quando dopo alcuni minuti il bosco cessò di colpo, come se fosse la scena di un opera e si ritrovarono sulla soglia di un precipizio, in un paesaggio che sembrava il Grand Canyon dell’Arizona. Samanta aveva paura e stringeva forte la manina della figlia.
«Mamma…»
Chiamò Angelica e la madre seguì lo sguardo sorpreso e sconcertato della bambina sino a vedere l’oggetto in questione. Sgranò gli occhi e la sua bocca fece una ‘O’. A quel punto incontrò gli occhi della sua bambina e, in quell’istante tornò anche lei bambina, i timori crollarono come un castello di carte e lasciando la mano della figlia, sorridente e speranzosa cominciò a correre giocosa, insieme ad Angelica, verso l’oggetto dei loro desideri, dei loro sogni.
Quando furono giunte, Samanta bisbigliò scuotendo la testa incredula:
«Non ci posso credere!»
Erano ai piedi di un arcobaleno dai colori vividi, intensi, come se fosse disegnato dal più abile dei pittori e l’entrata ad arco riportava, in alto, un grosso cartello di legno dipinto di arancione con inciso ‘Benvenuti sul Ponte dell’Arcobaleno!’
Una folletta dai capelli rossi vestita da Leprecauno, sorridente e gioiosa salutò i nuovi arrivati, donando loro un volantino e raccomandandosi di rispettare l’orario, osservando l’orologio della ‘Torre sempre in vista’, di cui diede un volantino a parte, visto lo sconcerto di mamma e figlia.
Angelica, con gli occhi brillanti , fece il primo passo, tirandosi dietro la mamma e quando posò il piede sulla struttura del ponte, lo sentì morbido, come gommapiuma.
Quando anche Samanta vi salì, era incredibilmente affascinata ed incredula, stava camminando su un ponte di arcobaleno, con tante piccole striscette colorate ai suoi piedi. Si appoggiò al corrimano e lo sentì ruvido e vivo, era un grosso cordone fatto di tantissime cordicelle multicolore. Era sbalordita. Al centro del ponte vide un paesaggio incredibile, vivo e colorato, e seppe per certo che dal momento della loro entrata al Luna-Park, si trovavano già in un regno di fantasia.
Alla fine del ponte, lo scenario che si parò davanti era.. era.. pieno di animali di ogni genere, di casette colorate, di alberi e casette sugli alberi, di strade di mattoni rossi e strade che sembravano fatte di acqua e poi entrambe li videro, Samanta riconobbe Willy e Daisy, Angelica solo quest’ultima. Ma quando i cani corsero festosi incontro ad entrambe, loro si misero in ginocchio per accoglierli. Le loro voci di sovrapposero e sia la madre che la figlia provarono delle emozioni incredule, tra lo scoprire che i cani parlavano e il cercare di capire che stavano dicendo, visto che parlavano contemporaneamente, al ché, il senso pratico di Samanta emerse cercando di riordinare la questione e, finalmente, poterono comprendersi.
Passarono un pomeriggio bellissimo e Samanta si fece carico delle cose importanti delle favole, che i bambini spesso scordano e finendo sistematicamente nei guai! Una di queste era guardare sempre l’orologio della ‘Torre sempre in vista’.
Angelica venne a sapere molte cose sulla sua mamma bambina, così tante da ridere, ridere a crepapelle,mentre Samanta rimproverava il suo Willy con le lacrime agli occhi, accarezzandolo in continuazione.
Daisy era li solo da pochissime ore e non aveva molto da raccontare ad Angelica, la quale, da brava bambina matura cercava di sfruttare quella magia nel modo più intelligente possibile, a volte la sentiva escogitare sistemi per continuare a vedersi e allora Samanta la ammoniva, conscia del fatto che era già un regalo oltre l’incredibile quello che stavano vivendo.
Angelica annuiva, con una sfumatura in viso dell’adulta che sarebbe diventata.
Visitarono le sculture della città magica ‘Oltre l’arcobaleno’, visitarono l’oracolo, dove i novizi potevano bearsi ancora un pochettino dei loro padroncini o padroncine umani, prima di godere a pieno del loro paradiso.
Poi visitarono i teatri, le sale giochi, le abitazioni, comprese le due di Daisy e Willy ed infine Samanta toccò la spalla di sua figlia, la quale capì.
Gli abbracci non erano abbastanza, per nessuna delle due, ma il tempo era scaduto.
Si ritrovarono ai piedi del ponte e mentre madre e figlia tornavano nella realtà, i cani sorridevano, trattenendo le lacrime.
Quello rimase un segreto tra loro due e venne tramandato da figlia a figlia… ed ecco come nasce la Leggenda del Ponte dell’Arcobaleno!
The end.

[Questa storia è ispirata alla creazione di Angela Siracusa con il suo racconto a puntate “Perso nel quadro” (Grazie Angela!!)]

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

28 pensieri riguardo “La leggenda del Ponte Arcobaleno

  1. Sono la prima, merito un premio.
    Mi passi la chiave della porta che da sul ponte, vorrei incontrare una cagnolina 😉
    Ok facciamo le serie per mezzo secondo. Non è la primissima cosa che leggo tua, ma devo ammettere che è la prima che mi commuove. Maledizione al mio cuoricino romantico!
    Smettila non citerò i GS per farti ridere! Qui stiamo parlando di cose serie!!!!
    Dunque sappi che quando me ne avevi parlato alla spiccia non avevo inteso, adesso devo dirti che l’idea del ponte d’arcobaleno è geniale e strappa cuore.
    Davvero bellissima e emozionantissima.
    Allo inizio mi sono leggermente persa tra i nomi, poi ho collegato i neuroni agli occhi e ho capito… sappi che sono rintronata, non faccio testo!
    Facciamola breve?
    Non credere che sia per qualche motivo diverso, ma ti meriti un 5 pieno, per me/da me! (boh!)

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    1. Orca paletta 5?? Avrei voluto esprimere concetti più profondi ed i tagli sono stati feroci, credimi.
      La volta scorsa mi ha fregato la storia dello spettro bambino, ma ho imparato la lezione, 8000 caratteri sono pochi per fare qualcosa di pregnante, tieni conto che non sono una Sanchez, o un Martin ecc ecc

      Ad ogni modo c’era una mini sotto storia che descriveva Daisy come cane da corsa (adozione del cuore), menzionavo le brutture che fanno i padroni ai cani ‘consumati’, spiegando che Samanta non aveva detto quelle cose a sua figlia.
      Inoltre nel paradiso degli Animali c’erano 3 mense: una normale, una vegetariana ed una vegana XD!!

      Sì questa volta i GS si possono lasciare nel cassetto, la questione è troppo di cuore. Ci ho lasciato tante creature oltre il ponte, come tutti!
      Grazie per avermi premiata così tanto! Inizialmente volevo far fare l’avventura solo ad Angelica, ma era più bello farlo fare ad entrambe!!

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      1. macchè i tagli non si vedono, se avessi messo tutta quella roba in più avresti solo distratto il lettore dalla storia vera e propria. Secondo me per questa sei riuscita a fare un lavoro davvero buono. Non ho letto del bambino… non mi piacciono i fantasmi, mi spiace ma poi non dormo la notte….e se non dormo i GS non li completo 😀

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  2. Eccomi! 😀 Davvero bellissimo questo racconto, mi ha sempre affascinato molto il ponte dell’arcobaleno, sarà che adoro la fantasiosa e tutte le storie fantasiose.
    Ho trovato un paio di cosucce… “A distanza così tanti anni” manca la di?
    “percepito l’allarme di sua madre. le era già a fianco” penso che bisogna togliere il punto.
    Come resto è scritto benissimo ❤ ho adorato lo stile semplice e scorrevole, evocativo, mi sembrava di essere veramente nel ponte!
    Brava, brava, davvero difficile il voto, direi 4-5 su 5 perché l'inizio non mi convince, mi sono sentita confusa, e poi i due "errorini" (se poi lo sono). I miei complimenti, come al solito non deludi! ^^

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  3. Tornerò a commentare con più lucidità e tempo, sono parecchio rintronata al momento, ma dovevo assolutamente fermarmi per ringraziarti della dedica ! L’idea del ponte arcobaleno è davvero commovente, vorrei che fosse vero, (così saprei se la mia amata tartaruga è finita lì o se invece sta solo prendendo il sole nel fiume dietro casa!XD)

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  4. Molto bello questo post, anche se personalmente provo un po’ di astio con la storia del ponte arcobaleno… mi diedero la poesia quando morì il mio Arty e mi mi sentii un po’ presa in giro (diceva che solo gli animali domestici sviluppano un’anima e che quindi si possono ritrovare in paradiso). Per il resto avrebbe bisogno di una piccola revisione, ma trovo miglioramenti rispetto a quella per “Spettri”, io ti darei 4/5

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    1. Accidenti, 4 su 5? WOW Sto facendo progressi!
      Sì, lo spettro bambino l’ho agguantato come se fosse un racconto piccolo, ho imparato la lezione!
      Riguardo le cazzate sull’Anima ecc, guarda, quante volte mi ci sono azzuffata pure io con la gente!!

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  5. Ok, dal “Destino dello spettro bambino” a una vera e propria fiaba per bambini. Ho letto un racconto simile nel genere e nella tematica, qualche anno fa, ma ora non ricordo l’autore. Se lo becco te lo scrivo sotto.
    Devo dire che permane, a mio giudizio, un rapporto alquanto diffidente e controverso con la punteggiatura. O forse è proprio il tuo stile da mappa concettuale o da Stream of consciousness (ok non a quei livelli di follia XD) che devo ancora assimilare e comprendere. Comunque la storia saltella un po’ troppo velocemente per i miei gusti. Avrei preferito trovare qualche pausa e qualche descrizione in più tra un’azione e l’altra. Ma togliendo questi aspetti devo dire che la storia e molto buffa, divertente e anche commovente con analogie evidenti tra fantasia e realtà e importanti metafore di vita.
    Anche la mia piccola Briciola e al di là dell’arcobaleno e chissà che un giorno non possa trovare anche io una strada per salutarla 🙂
    Il voto… non sono buono a dare i voti, nel senso che il liceo mi ha traumatizzato con massimi raggiungibili che variavano dall’8 al 9, con il mito mai verificato e mai visto in 5 anni né per me né per altri del 10. Mi sforzerò quindi di utilizzare tutta la scala dei valori stavolta pensando un voto e aggiungendoci un mezzo punto, altrimenti rischierei di fare un’ingiustizia per chi non ha vissuto la mia stessa situazione ^^
    Voto… 4 su 5

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    1. Grazie di cuore, io intanto mi sono salvata la tua perché (dato che non ho l’adsl) cerco di risparmiare leggendo off.
      La tua opinione mi è stra piaciuta, difficoltà con la punteggiatura nè ho, purtroppo, e lo ha constatato anche Pier! (tra l’altro questo raccontino lo devo aggiustare un momentino prima di Amazon…)
      Personalmente, da un punto di vista ampio, sono enormemente soddisfatta. E spero che nel prossimo possa esserlo ancora di più!
      Ad ogni modo 4 su 5 è qualcosa che mi rallegra!!
      Grazie di cuore!!
      Anche per essere passato soprattutto!

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      1. Purtroppo non è un libro, ma è solo un racconto di Robert A. Heinlein (uno scrittore eccezionale per stile e trama per quanto concerne fantascienza e “storie incredibili”). La traduzione italiana del racconto è “L’uomo che vendeva elefanti” e io l’ho trovato nel volume 1603 della collana di Fantascienza “Urania” distribuita in edicola. Il titolo del volume è “Il mestiere dell’avvoltoio” che rappresenta il romanzo breve che si trova dentro questa sorta di raccolta con alcuni racconti dell’autore.
        Il titolo inglese del racconto è “The man who traveled in Elephants”
        Il link della wikipedia Inglese è questo:
        https://en.wikipedia.org/wiki/The_Man_Who_Traveled_in_Elephants
        Magari se un giorno non ho proprio niente da fare mi butto a fare la traduzione per una pagina italiana su wikipedia del racconto.
        Se riesci a recuperarlo in qualche modo è davvero un bel racconto, ma in generale a me è piaciuta tantissimo tutta questa raccolta.
        “Il mestiere dell’avvoltoio” si legge in mezza giornata, tutto d’un fiato anche. C’è anche un racconto dove c’è un architetto che costruisce una casa su 4 dimensioni 🙂

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  6. Ammetto che la ripresa della leggenda del ponte arcobaleno non è delle mie preferite (per certi versi mi irrita un po’, ma questo è un altro discorso). Come molti ti hanno detto, anche io ho notato un enorme progresso dalla tua storia precedente e questa è scritta davvero molto meglio sia a livello concettuale che a di stile 🙂 Per me un 4/5

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      1. Piano piano si migliora e tu ti stai impegnando moltissimo per farlo 🙂 Volevo fartelo notare ^^
        Non volevo comunque in alcun modo giudicare male il tema – che anzi è molto delicato – ma ho un po’ di ragioni indipendenti da quello che hai scritto a farmi inquadrare l’argomento in un certo modo ^^
        Sei stata comunque bravissima ^^

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