Pubblicato in: creazioni di Sonia e Pier, La Leggenda delle Anime

Chi semina raccoglie; In cima e poi giù, all’inferno (cap. 28 e 29 ‘La Leggenda delle Anime’)


Indice dei capitoli —-> CLICK

Chi semina raccoglie c

ultime righe della puntata precedente: passò tutta la notte a cacciare e mangiare, per essere in forze, poi l’alba arrivò e quando raggiunse il tronco cavo fu sufficiente scambiare un rapido sguardo per far capire alla Matriarca che quello era il suo ultimo giorno di riposo con lei.

28 – Chi semina raccoglie.

All’Istituto Himmelberg, Florya aveva completamente cambiato registro comportamentale e i farmaci erano usciti dalla sua scheda clinica già da un bel pezzo.
Era talmente solare e allegra che addirittura veniva portata nelle stanze di pazienti in crisi come supporto psicologico. Si era notevolmente calmata e farlo le veniva naturale, tanto che si sentiva quasi sopraffatta da questa strana sensazione… caritatevole… sapeva che era per colpa di Sandra e una parte di lei ne era arrabbiata.
Le mancavano le battaglie, le ronde di controllo del territorio, le mancava la connessione con la sua Madre Gaia, quella sensazione di avere tutto sotto controllo, le mancava… uccidere.
Ma ora erano solo ricordi, sepolti o morti, era diventata talmente affidabile da esser lasciata libera di girare nei reparti.
A volte, durante i cambi di turno del personale, guardava le porte di sicurezza aprirsi e chiudersi e gli scorci di esterno che vedeva le facevano montare il desiderio di usare i suoi poteri perduti per uscire di lì, era una sensazione così forte da dover voltare lo sguardo e giocare con le emozioni, pur di nascondere quell’impulso.
Era ancora a metà: la Fata Guerriera duellava con la femmina di Eretto. Andava bene così.
Un giorno in cui stava aiutando a servire i pasti, il suo sguardo si alzò distrattamente verso il gabbiotto di vetro al piano superiore e un moto di eccitazione le fece perdere un battito. Un individuo stava parlando con il Dottor Frugalli!


 

In cima e poi giù, all'inferno

29 – In cima e poi giù, all’inferno.

Un uomo alto e possente con cui lei, lo ricordava benissimo, aveva avuto a che fare molto, molto spesso e capì che la situazione era più complicata di quello che avrebbe desiderato.
L’uomo smise di parlare mentre il medico scartabellava dei fogli, probabilmente per recuperare l’unica documentazione disponibile su di lei e quando i loro sguardi s’incrociarono, i suoi occhi brillarono ardenti ed un sorriso sprezzante le fece capire più di qualsiasi parola.
Un brivido gelato sulla schiena la fece sentire piccola e debole e odiò visceralmente Sandra, con la sua bontà d’animo e la sua spiccata allegria. La Fata Guerriera ci avrebbe messo meno di zero per cancellare quello suo sgradevole sguardo di lussuria.
Dario Leroix, detto semplicemente Scarface, per via della cicatrice sull’occhio.
Esteticamente, per essere un Eretto era ben fatto, i capelli neri corvini lunghi, accuratamente legati con un elastico nero e i suoi occhi di ghiaccio erano più che sufficienti per vederlo sempre circondato da belle femmine di Eretto. Il suo fisico era ben messo e conosceva dei bei trucchetti in combattimento, da una parte gli piaceva, proprio per il suo livello stilistico, sopperiva la potenza naturale di Florya con trucchetti sempre nuovi e sovente riusciva a sorprenderla. Avevano avuto parecchi diverbi, a volte di legge, a volte di impulso. Non capiva perchè quell’Eretto la desiderasse così ardentemente, se aveva fior fiore di donne attorno.
Proprio lui dovevano mandare.
Si maledisse mentalmente, pentendosi di non aver pensato a qualsiasi altra soluzione in alternativa a quella.
E in quello sguardo capì che avrebbe dovuto giocare duro.
Tornò ad aiutare gli inservienti con i pasti, perché il Dottore gli si era nuovamente avvicinato e lei continuò la sua farsa, parlando coi pazienti e sorridendo, lasciando ampio spazio a Sandra, e la benedì perché le stava salvando il gioco!
Rimase tesa per diverse ore, continuando le varie attività giornaliere, fino a che una vocina dentro di lei le disse che era passato troppo tempo.
Non mi vuole vedere. S’insinuò la voce carica di panico e una nuova gamma di sentimenti tipici degli Eretto la invasero. E’ angoscia. Determinò da sola.
Quella notte la porta dei sogni del suo Gufo rimase chiusa, sigillata. Provò a prenderla a calci, a spallate, provò con una spranga, ma nulla la poteva aprire e poi sparì. Si svegliò spalancando gli occhi madida di sudore e il suo sguardo corse alla finestra alta, si alzò dal letto raggiungendo la parete e le sembrò ancora più alta, saltò più di una volta, ma non poteva volare e dopo così tanto tempo da quando si era svegliata dal suo incubo, crollò di nuovo. Si accasciò a terra e pianse, maledicendo se stessa e la sua Madre Natura che l’aveva tradita nel peggiore dei modi.
Pianse ed ogni lacrima faceva male come una lama affilata, che girava sadica, nelle sue carni.
E si sentì persa, per sempre, lì dentro.

[prossimo appuntamento domenica con capitolo 30: ‘Balzo nel viaggio ignoto’]

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

2 pensieri riguardo “Chi semina raccoglie; In cima e poi giù, all’inferno (cap. 28 e 29 ‘La Leggenda delle Anime’)

  1. Sempre più appassionante, mi è piaciuto molto il finale triste ma anche l’inizio e questa Florya che a quanto pare combatte contro sé stessa, due parti del suo stesso essere in lotta.
    Piaciuto! complimenti ^^

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