Pubblicato in: BlogTour, Mezz'oretta con l'Autore

Silvia Marchesini – Blog Tour


Silvia Marchesini BlogTour

Con Silvia Marchesini viene lanciata questa nuova rubrica dedicata a chi ama Scrivere ed anche a chi ama Leggere, in questa prima tappa scopriremo un po’ di cosa parla il primo libro di questa duologia, curioseremo anche un pochino nella vita dell’Autrice e ci godremo un piccolo stralcio del primo volume!

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Tra il dire e il fare c’è di mezzo …
Dopo un prologo che descrive una pura scena fatata, ci ritroviamo di fronte ad una delle protagoniste della storia, Frida, che, isolata in uno scenario montano innevato, legge un libro, con quella forte atmosfera intima e appartata, proprio come nella scena de ‘La Storia infinita’, chi non ricorda l’intramontabile Bastian accampato nello soffitta della scuola?
La nostra protagonista però non è una ragazzina, ma una giovane donna di quasi trent’anni; la scena in cui ci imbattiamo ci aiuta indicativamente ad inquadrarla e ad inserirla in un contesto del tutto inusuale.

Frida ama leggere, ama storie e Leggende; Frida è una ragazza buona; Frida non ha ancora trovato un fidanzato.

Lavora stagionalmente in un rifugio di montagna e già dalle prime righe ci troviamo in un contesto particolare: Frida ama leggere storie di fantasia sì, ama sognare e cerca tra le righe dei libri il suo Principe Azzurro, ma sulla soglia dei trent’anni ritiene che c’è una bella differenza tra leggere e credervi. Nelle prime righe del romanzo, in cui lei compare, la vediamo appartata in un paesaggio montano, d’inverno, assorta nella lettura di un libro fattole trovare dal Sig. Garsi, che vi dico tranquillamente non vedrete mai comparire come personaggio attivo, ma solo sempre come comparsa nella storia. Molto interessanti invece le sue figlie, cresciute rispettose nei confronti della Natura e soprattutto molto ‘credenti’, leggendo scoprirete come e cosa!
Saranno loro ad aprire la via a Frida, saranno loro le vere sapienti e sagge.
Il libro è costellato di spiegazioni di natura varia, di nomi di creature e di leggende che attirano l’attenzione come una calamita. E’ intuibile che l’Autrice abbia fatto molte ricerche, tra le righe del romanzo veniamo catapultati in un mondo magico di neve, di boschi e di creature; alcune buone, alcune cattive ed altre imparziali.
Questo posto è Fardan.
E attraverso l’abilità narrativa di Silvia Marchesini, vivremo sia la parte magica, che la parte reale, vista dai semplici umani. L’orrore e lo splendore del suo mondo Fantasy si sposa magnificamente con la parte ‘urban’ del romanzo.
Le scene sono descritte in modo formidabile: semplici ed impattanti, il problema sta nel fatto che sono così coinvolgenti da indurre la rilettura di certi passi, per poterne godere a pieno il significato e la visione mentale. L’Autrice dona alle sue parole lo stesso potere che hanno le sue creature fatate. Poche volte mi capita di resistere all’impulso di proseguire la lettura per fermarmi a rileggere dei passi; la narrazione del libro assomiglia per certi versi ad una lunga poesia, ricolma di emozioni.
Infatti, capitoli come quello che vede partire due dei protagonisti per la missione, è poesia allo stato puro. Lo scenario si spezza in due versioni:
1) L’universo magico gestito da Blaidd;
2) L’universo reale, ma non privo di magia, dove abitano gli animali, in quel bosco ricolmo di suoni e di voci, di vento e di profumi.
Ecco, questo volevo anche dire. Silvia Marchesini è riuscita distintamente a narrare di due mondi divisi dalla magia. Due mondi che in realtà sono uno soltanto: Fardan. Ma che Silvia ha saputo magistralmente descrivere e narrare, sia dal punto di vista umano, che da quello magico.

Blaidd. Un personaggio che ancora prima di conoscere aveva, tra i suoi fan, una fama spettacolare. In questo primo libro (si tratta di una duologia) l’ho scoperto e conosciuto.
Blaidd è un personaggio particolare e non posso svelare molto su di lui, dovete leggere, scoprirlo tra le righe. Per una buona metà del libro è descritto come un Dio. Di una bellezza intramontabile, le sue apparizioni sono come quei disegni senza tempo di Artisti famosi. Il carattere volubile, capriccioso e inarrivabile di Blaidd, tipico delle creature fatate, è sempre coerente con sé stesso, il che non è affatto difficile vista la sua proverbiale imprevedibilità! Credo che il suo mito nasca dal fatto che per oltre metà del libro vive e si svela attraverso gli occhi e le opinioni di Frida, avvalorando la sensazione di creatura mitologica e meravigliosa; il fatto di vederlo spesso tramite gli occhi di Frida, avvalora le sensazioni del suo status ‘non umano’ e sappiamo molto poco di quello che sente o che è in realtà. Ed è proprio per questo motivo che questo primo libro è bello due volte: dopo aver appreso quel che ci serve per farci un idea della storia che stiamo leggendo, giungeremo poi, oltre la prima metà del libro, per scoprire che Blaidd è molto più di uno splendido arazzo irraggiungibile e verremo messi al corrente della sua storia. A quel punto ci accorgeremo che, dietro quel bel faccino in copertina, non c’è solo un ‘bastardo’. Da lì ad innamorarsi non ci vuole molto, ma questo è un processo personale e ve lo dovete vivere attraverso la lettura, ricordando, cosa molto importante, che questo non è principalmente un romance, almeno secondo il mio punto di vista.

Oltre a tutto quello che ho enumerato sin’ora c’è anche da aggiungere che la narrazione epica non impedisce all’Autrice di regalarci sorrisi sinceri e parecchie scene piuttosto ironiche, grazie ad esse si può anche allentare la tensione della trama, rilassandoci e svagandoci un po’.
Un gioco mortale gestito da un Dio, costellato di rune celtiche cariche di significati, che una dopo l’altra dovranno essere interpretate ed usate per arrivare alla successiva prova.
Poi l’amore proibito tra due creature, che forse si basa solo su miti e leggende e che in questo libro assisteremo alla sua la nascita, forse un po’ troppo semplicistica a parer mio. (confido che nel secondo libro scenari e situazioni descritti si completino e diano un maggiore significato allo storico e crudele gioco secolare di quello che chiamano “ingannatore”).
Moltissimi personaggi tutti da scoprire, molte nozioni sulle leggende del luogo e soprattutto molte emozioni ed un finale degno della poesia raccontata nel libro.
Ho molte aspettative per il prossimo libro che mi comprerò quanto prima.

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Mezz’oretta con Silvia Marchesini

Per cominciare…  a beneficio di tutti coloro che non ti conoscono mettiamo il link della tua biografia CLICK
Il successo di un Autore a cosa è dovuto, secondo il tuo personale punto di vista?
Il successo di un autore, a mio parere, dipende da molteplici fattori. Innanzitutto, se si parla di successo editoriale e commerciale, temo che al giorno d’oggi la cosa non sempre riguardi la bravura dell’autore. Troviamo sempre più spesso, libri ben al di sotto dei normali standard qualitativi, che però hanno un grande successo, dovuto solo al marketing e al potere delle grandi case editrici. Se rimaniamo invece tra gli esordienti, il discorso è ben diverso. Qui, senza pubblicità e senza supporto, o quasi, devi per forza dimostrare quanto vali e questo puoi farlo solo se metti anima e corpo in ciò che fai. Per scrivere bene, credo serva prima di tutto un po’ di talento innato e poi tantissima umiltà, tanta voglia di imparare e migliorarsi e nessuna paura di ammettere i propri limiti, bensì la volontà di superarli. Nessuno nasce scrittore, se hai talento, devi sudare per imparare a usarlo, di questo sono fermamente convinta.

In quest’epoca dove tutti possono scrivere (e pubblicare) ma pochi sono Scrittori, secondo te, come si riconosce un lavoro ‘decente’ da uno no?
Quanto detto prima, ci porta a questa seconda domanda. Un lavoro ben fatto è un lavoro curato, studiato ed editato come si deve. La scrittura è ispirazione, certo, con l’ispirazione si inizia a scrivere, si buttano fuori idee ed emozioni, ma poi il tutto va rivisto, educato e reso fruibile da chi non era nella tua testa mentre scrivevi e dunque ha bisogno di strumenti per capire e godere di ciò che legge. Ci sono moltissime regole da seguire per scrivere un testo di valore e non posso elencarle tutte, ma se un libro ti tiene incollato alle pagine, non ti delude, anzi ti sorprende, non ti fa sentire perso mentre leggi, ti mostra le immagini come fosse un film e ti fa entrare in contatto con i personaggi, tanto da sentirli vivi, allora è un buon libro.

Che altri generi letterari maneggi oltre al Fantasy in cui pensi di cimentarti?
Le mie letture preferite appartengono senza dubbio all’universo fantasy (classico e urban perlopiù), ma amo leggere anche i classici, i romanzi d’avventura, i mistery e gli storici, però non credo che potrei mai cimentarmi, come scrittrice, in qualcosa che non sia fantasy. Ci ho provato, ora ad esempio sto scrivendo un libro molto diverso dai due precedenti, ma l’elemento fantastico è la molla che fa scaturire le mie emozioni, la chiave per sviluppare la trama e il motore che mi fa amare i miei personaggi. Non potrei farne a meno.

Qual’è il tuo libro preferito in assoluto?
Il mio libro preferito in assoluto è La Storia Infinita di Michael Ende. È grazie a quel libro se sono ciò che sono e se scrivo ciò che scrivo.

La scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà più vasta, qual’è la tua opinione e come pensi si possa spostare il velo per ‘vedere’?
Io non sono un’amante delle statistiche, ma sono convinta che attorno a noi ci sia ben più di ciò che i nostri occhi possono vedere. I cultori della tradizione popolare affermano che la magia svanisce quando noi smettiamo di crederci, che non vedremo mai qualcosa se non siamo convinti che esista. Dopo aver letto decine di libri sull’argomento, credo abbiano ragione. Il segreto sta nel guardare con gli occhi del bambino, che sa meravigliarsi di qualunque cosa e che non pone limiti alla propria immaginazione.

Cosa ne pensi di questo mondo frenetico che ha sostituito il cartaceo con l’e-book e soprattutto soppiantato l’editoria classica in favore di metodi più intuitivi e dal risultato più immediato?
Io temo di essere, purtroppo o per fortuna (decidi tu), una conservatrice. Non credo che amerò mai gli e-book e penso che la tecnologia sia una gran cosa, ma non quando soppianta i piaceri della vita. Tenere in mano un libro, respirarne l’odore, sentire il rumore delle pagine… nessun aggeggio elettronico mi darà mai un simile piacere. Ora la sparo grossa: se non fosse troppo faticoso e dispendioso in termini di tempo, scriverei i miei libri a mano, anziché usare il pc.

Abbiamo appreso della tua passione di sommelier, se dovessi consigliare un vino ai tuoi lettori, quale sarebbe? Per entrambi i libri?
Un vino da abbinare ai miei libri? Domanda non facile. Forse a entrambi bisognerebbe abbinare un vino rosso, morbido, caldo, dolce e persistente, di quelli che ti accarezzano la gola e il palato come amanti impetuosi e ti lasciano un’eco lunga e piacevolmente struggente. Per fare qualche nome: Recioto della Valpolicella, Vin Santo Occhio di Pernice, Moscato Rosa Trentino, Primitivo di Manduria dolce naturale, Montefalco Sagrantino Passito.

Tra i tuoi hobby vi è anche il giardinaggio, sei sul classico oppure sei riuscita a coltivare specie esotiche? E che ne pensi delle piante insettivore?
Purtroppo l’hobby del giardinaggio l’ho dovuto un pochino abbandonare. Qualche anno fa ho cambiato casa e ho lasciato mio malgrado il mio adorato giardino. Dove abito ora ho poco spazio, quindi mi dedico a piante semplici e di certo non esotiche, dato il clima piuttosto rigido dei nostri inverni. Una delle mie piante preferite è la camelia e sono particolarmente orgogliosa del noce che ho in giardino, albero notoriamente carico di significati esoterici. Non ho mai avuto piante insettivore e ti dirò che le trovo un tantino inquietanti, seppur di notevole fascino.

Le persone che desiderano conoscerti dove possono andare, su Internet? Inteso come posti virtuali tra siti e forum (non tuoi personali) che frequenti assiduamente.
Io non sono un animale da web. Anni fa frequentavo diversi forum, ma da quando scrivo, ho abbandonato tutto il resto, per mancanza di tempo. L’unico modo per seguirmi è attraverso la mia pagina Facebook.

Quali sono i tuoi obbiettivi più importanti, per i prossimi (diciamo) sei mesi?
Chi mi conosce sa che non amo fare progetti. C’è stato un tempo in cui i progetti erano la mia ragione d’essere, poi la vita ti insegna che lei fa esattamente ciò che vuole e se ne frega di quanto tu ti impegni a progettare. Perciò ora vivo alla giornata e al massimo programmo il fine settimana, ma solo se ho qualcosa di veramente importante da fare. Da qui a sei mesi non ho la più pallida idea di dove sarò. Scriverò di certo, magari avrò finito ciò che ho in cantiere e forse avrò anche l’occasione di tenere un corso di scrittura creativa, se la cosa andrà in porto. Lo spero, ma non pongo limiti alla provvidenza.

Ti va di svelarci qualche segreto su tue eventuali future creazioni?
A proposito di progetti letterari (in questo caso, la parola progetto ha un diverso significato), sono a buon punto con il mio terzo libro. Parliamo sempre di urban fantasy, con un pizzico di mistery e qualcosa di avventura. Per capirci, l’idea è quella di una specie di romanzo alla Dan Brown, ma con elementi fantastici e l’immancabile nota romance. Stavolta ho scomodato figure storiche realmente esistite attorno al sedicesimo secolo nel nord-est della nostra penisola: i Benandanti. Si trattava di gruppi di uomini e donne che viaggiavano di paese in paese offrendo servizi in cambio di cibo e alloggio. Erano perlopiù guaritori e sapevano difendere la gente comune dai malefici delle streghe. In pratica avevano più o meno le stesse caratteristiche di streghe e stregoni, solo che erano figure positive, ricevevano il loro incarico direttamente da un Arcangelo e combattevano il male. L’Inquisizione naturalmente finì per assimilarli alle streghe e cominciò a perseguitarli. Ci sono molte testimonianze dei loro processi negli archivi storici di diverse città del nord e uno in particolare è presente anche nell’Archivio di Stato a Parma. Da qui ho preso spunto per raccontare la mia storia. L’ispirazione poi si è estesa più a sud, fino alla Toscana, più precisamente all’Abbazia di San Galgano e alla storia della beatificazione del santo omonimo, che mi ha offerto molti spunti. Infine, mi sono fatta un giro virtuale nella mitologia greco-romana, soprattutto per quanto riguarda il mito della Diana Italica, dettagliatamente descritto da Frazer ne Il Ramo d’Oro. Insomma, una bella schiera di miti, leggende e anche vera storia, nostrani. Giusto per essere un po’ creativi.

A proposito di libri…
Perché scrivere Fantasy?
Scrivo fantasy perché è così che vedo il mondo. Mi spiego. Non sono né folle, né ingenua, ma ho bisogno di qualcosa che renda sopportabile la realtà. Uno dei miei scrittori preferiti è Terry Brooks e lui sostiene che tutti gli autori fantasy, ad un certo punto, entrano a far parte del mondo che hanno creato. Io concordo con lui e posso dire che si tratta di un processo naturale, inevitabile e senza dubbio meraviglioso. La sensazione che ne deriva è impareggiabile e non vi rinuncerei per nulla al mondo.

Come pensi che, il tuo libro possa cambiare il singolo lettore e di conseguenza, come potrebbe cambiare il mondo?
Sinceramente non credo che i miei libri possano cambiare la gente e tanto meno il mondo. Non sono abbastanza presuntuosa per pensarlo, anche se, senza dubbio, chiunque venga rapito da un libro, alla fine ne esce un po’ diverso. Il mio desiderio è semplicemente quello di scrivere per intrattenere, raccontando una bella storia e possibilmente, regalare emozioni e far sognare. Ognuno è libero di “leggere” ciò che vuole nei miei libri, di trarne l’insegnamento che preferisce e di trovare il significato che più gli aggrada. Io non insegno niente a nessuno, se non a tenere aperto quel famoso occhio interiore che permette di vedere quello che non c’è.

Pensi che nella tua storia ci sia qualcosa di assolutamente non visto, nel panorama Fantasy?
Io sono del tutto convinta che la ricerca dell’originalità a tutti i costi sia una grandissima perdita di tempo. Dopo secoli di letteratura, davvero è possibile pensare che esista ancora qualcosa di non detto? Io non lo credo. Credo però che ci siano molti modi di presentare le proprie creazioni ed essere originali, rispettando ovviamente il proprio stile narrativo, forse è possibile. Nei miei primi due libri, io traggo spunto per i personaggi dalla tradizione popolare orale dell’Appennino Parmense. Non ho idea se qualcuno l’abbia già fatto, di certo non è un argomento comune, ma non è per questo motivo che l’ho scelto. Ciò che mi interessava era riscoprire questa mitologia nascosta che in pochi conoscono e renderla accessibile a tanti, attraverso una storia. Se questo può essere considerato originale, allora lo sono anche i miei libri.

Chi inviteresti a pranzo, per presentare il tuo libro?
Con quale Autore andresti a cena per realizzare un libro a quattro mani?
Prima di tutto vorrei invitare un giornalista o un critico letterario, per avere un po’ più di visibilità, poi inviterei un regista, per proporgli una sceneggiatura. Se devo sognare, almeno sogno in grande… Se invece potessi condividere un’esperienza di scrittura con un altro autore, credo che sceglierei un’amica e non qualcuno famoso. Il processo creativo è troppo intimo e personale per condividerlo con chiunque, quindi dovrebbe essere qualcuno con cui sono in sintonia, qualcuno senza velleità da prima donna, come potrebbe invece essere un autore famoso. Cito due compagne di scuderia, tipo Chiara Panzuti e Anna Giraldo, con cui penso di avere anche molto in comune.

Com’è nato il personaggio maschile?
Blaidd è nato leggendo uno di quei libri a cui accennavo poco fa, riguardanti le leggende popolari appenniniche. Ho trovato solo brevi accenni alla misteriosa figura del Pastore dei Lupi, ma sono bastati a suscitare la mia curiosità e mettere in moto il processo creativo. Anzi, ammetto che l’intero libro è nato grazie alla figura di Blaidd. Dopo aver scoperto l’esistenza di questa mitica creatura, un giorno, vagavo su Internet in cerca di immagini che mi potessero ispirare e ne ho trovata una che rispecchiava alla perfezione l’idea che mi ero fatta di questo personaggio. Quel disegno sembrava uscito direttamente dalla mia immaginazione e mi ha colpito come un pugno. Così, di getto, ho scritto la scena dell’incontro tra Blaidd e Frida, senza nemmeno avere l’idea di una trama e da lì tutto è cominciato.

Qual’è la tua scaletta personale di promozione e divulgazione delle tue opere?
Promuovere la propria opera, per un autore emergente, non è semplice. I canali sono pochi e se aggiungi che io manco totalmente di capacità imprenditoriali, la cosa si fa ardua. La casa editrice Linee Infinite, pur con mezzi limitati, fa moltissimo per i suoi autori, organizzando presentazioni e invitandoci e fiere ed eventi letterari. Poi per il resto, tocca a noi. Io ho organizzato personalmente diverse presentazioni, ho proposto il libro alle librerie, ho contattato il giornale locale per farlo recensire e ho creato una pagina su Facebook, più che altro per pubblicizzare gli eventi e pubblicare book trailer e foto. A tutto questo, si aggiungono le opportunità fornite dai blogger, ai quali sarò sempre molto grata.

Se il tuo libro diventasse un film, chi vorresti come regista e nel cast?
Bella domanda. Alla regia credo vorrei David Yates, mentre per il cast, non sarebbe semplice trovare qualcuno che incarni la perfezione di Blaidd. L’unico a possedere una sorta di bellezza androgina come la sua, è Jonathan Rhys Meyers. Frida potrebbe essere Natalie Portman, Efreet me lo immagino tipo Liam Hemsworth, Sabrina somiglia a Jennifer Lawrence, mentre per Sirio potrei scegliere Hayden Christensen. Poi, per Dorcha sarebbe perfetta Nikki Reed, per Snair Scarlett Johansson, per Arian, Megan Fox e per Virna, lo so, fa ridere, ma a me viene in mente Angela Lansbury.

Per concludere ti vorrei domandare: che cosa diresti in poche parole ad una persona per convincerla a leggere almeno il tuo primo libro?
Dato che, come dicevo, sono una pessima venditrice, probabilmente non convincerei nessuno… ma se dovessi provare, direi che il mio libro è adatto a chi ha voglia di intraprendere un viaggio in un mondo molto vicino al nostro eppure invisibile, un mondo antico e nuovo allo stesso tempo, dove le regole non esistono e dove le passioni esplodono con la forza di un uragano. È un’avventura emozionante e un’intensa storia d’amore, è un inno alla natura incontaminata e un invito a scoprire la magia nascosta in un’antica leggenda.

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Non perdetevi neanche una tappa, ecco il resto del calendario!
27/08- Intervista, estratto, booktrailer 1 romanzo e apertura blogtour con giveawey – Sonia “Solo Un Altra Riga”https://solo1altrariga.wordpress.com/
28/08 – Frida si racconta – Paola “books what else”
http://bookswhatelse-it.blogspot.it/
29/08 – Blaidd si racconta – Consuelo “My Secret Diary”http://themydiarysecret.blogspot.it/
30/08 – Sabrina si racconta – Angela “Lovingbooks”
http://www.angelawriter90.wordpress.com
31/08 – Efreet si racconta – Anna “L’acquarello di un attimo”http://lacquerellodiunattimo.blogspot.it
01/09 – Intervista, con estratto e booktrailer 2 romanzo – Doriana “la biblioteca di Persephone”http://labibliotecadipersephone.blogspot.it/
02/09 – Dorcha si racconta – Elisa “the enchanted Library”http://lalibreriaincantatadiselene.blogspot.it/
03/09 – Elvira si racconta – Ilenia “Libri Di Cristallo”
http://libridicristallo.blogspot.it/
04/09 – Sirio si racconta…

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

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