Pubblicato in: creazioni di Sonia e Pier, La Leggenda delle Anime

Impara l’arte e mettila da parte; L’incontro con Gina Testi (cap. 15 e 16 ‘La Leggenda delle Anime’)


Indice dei capitoli —-> CLICK

Impara l’arte e mettila da parte

ultime righe della puntata precedente: le mostrava il risveglio di sua figlia, osservava la tenacia del Gufo Bianco che l’aveva trovata e sapeva, dentro di sé, di non poter permetterlo. Sapeva che Florya avrebbe dovuto soffrire ancora e così lei. Avrebbero sofferto insieme come Madre e figlia…

15- Impara l’arte e mettila da parte.

Dopo la crisi del giorno prima e con tutto quel viavai non si stupì che la lasciassero con le cinghie, ma tutto sommato fu contenta così, il suo risveglio memoriale non escludeva quello istintivo e temeva che il suo corpo reagisse in automatico, commettendo chissà quale follia e finendo chissà in quale reparto oscuro, in cui si sarebbero dimenticati per sempre di lei.
Il medico l’aveva ispezionata, analizzata, ribaltata, bucata per un prelievo e fatto una bella chiacchierata , cercò di pensare a cose calmanti e fu brava perché sorrise, il tanto che bastava, tanto che il medico sorpreso le disse:
«Se non fosse per il fatto che proprio io ti ho seguito dal principio, sembreresti una persona normalissima…»
Le misurò la pressione.
«Facciamo così: oggi te ne stai tranquilla qui. In tarda mattinata avrai anche una visita. Niente pillole e solo buon cibo. Poi una nottata ristoratrice e domani iniziamo una nuova fase. Che ne dici?»
Florya sorrise, apparentemente serena.
«Grazie.»
Si limitò a dire, cercando di mostrare la massima sincerità, immaginando come sarebbe stato bello spezzare il collo a quel dottorino sapientone. L’unica cosa buona da quella visita fu che il medico accettò la sua richiesta di lasciare la luce spenta, gli infermieri di turno acconsentirono docilmente.


L’incontro con Gina Testi

16-L’incontro con Gina Testi.

Era immersa in un sonno-veglia auto-imposto, in quella penombra era facile ritornare alla laguna segreta e sentire le sue piume così impalpabili, ma che sapevano sprigionare il calore del sole, si divertiva a prenderlo in giro, domandandogli come facesse una creatura della notte ad essere così calda, e finivano sempre per rotolare nell’acqua.
click.
Bastò un attimo ed i suoi occhi tornarono vigili, era lei, la donna che l’aveva trascinata là dentro, cercò dentro di sé tutta la pace che ricordava del suo mondo per affrontare quella situazione e giocarsi bene le sue carte.
Sentì l’infermiere spiegare all’ospite che per richiesta della paziente la luce doveva rimanere spenta, udì la donna acconsentire, poi un altro clik le fece capire che le danze erano iniziate.
Attese la donna che, facendo meno rumore possibile, prese una sedia e si accostò al letto. Dopo essersi seduta cercò lo sguardo della ragazza e rimase quasi paralizzata nell’accorgersi che era sveglia.
«Ciao Fiore, sono …»
«Mi ricordo chi sei.»
La interruppe Florya. La donna armeggiò con dei cestini di vimini, ne estrasse un vassoio e Florya percepì il profumo del bosco, inspirò l’odore di casa sua e in quell’istante seppe che se non trovava presto un modo per uscire di lì sarebbe avvizzita come un iris, pochi giorni e bum. Morta.
Ci fu un momento imbarazzante di silenzio e poi Florya le fece cenno alle sue braccia, alzando i polsi per quel che poteva e dopo un paio di sguardi la donna capì che non avrebbe accettato di essere imboccata, ripose nuovamente i dolci nella cesta e capitolò dicendole che le avrebbe mangiate l’indomani.
«C’è una cosa che devo sapere…»
Iniziò Florya, tentennante.
«…Anzi, forse c’è n’è più di una».
Florya teneva lo sguardo fisso su di lei e nonostante la stanza fosse illuminata solo dalla luce diurna che penetrava dalla finestra alta, la vide mandare giù a vuoto diverse volte prima di parlare:
«Mi dispiace…»
Esplose di getto Gina, quasi come se volesse dirlo da sempre.
«Non lo sapevo, non potevo…»
Fece una pausa asciugandosi gli occhi con un fazzoletto color lillà, lei stessa profumava di quell’essenza, si capiva che era il suo profumo preferito, Florya ebbe un impulso di tenerezza verso quella femmina di Eretto e qualcosa dentro di lei cozzò contro qualcos’altro.

[prossimo appuntamento domenica con capitolo 17: ‘Quanto tempo?’]

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

4 pensieri riguardo “Impara l’arte e mettila da parte; L’incontro con Gina Testi (cap. 15 e 16 ‘La Leggenda delle Anime’)

  1. ohhhhh ma bene! Finalmente si fa avanti una possibile coppia! Vai così infermiere!!!
    No? Dici che ho sbagliato coppia? mai dire mai…
    Comunque a parte l’umuncolo che si fa raggiarare con un mezzo sorrisetto, Giulia Testi è la migliore! Io l’adoro, secondo me sarà importantissima da qui in poi!
    ( perchè ovviamente io non so cosa succede poi XD )

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