Pubblicato in: creazioni di Sonia e Pier

Il Destino dello Spettro bambino (racconto per circolo di lettura)


Realizzato per il circolo di Scrittura di Alice Jane Rayanor, ecco la mia proposta, dal momento che la parola estratta era ‘Spettri’, ho realizzato questa mia metafora.
Qui il bando sul suo blog —> CLICK
E qui invece il gruppo su FB —> CLICK

200702040085120571-2

IL DESTINO DELLO SPETTRO BAMBINO
Rino osservava scrupoloso il calice, lo faceva sempre, non aveva amici con cui giocare a calcio e non gli interessava nemmeno la scuola, anche se aveva buoni voti perché voleva rendere orgogliosi i suoi genitori.
Anche quel tardo pomeriggio il suo rito di controllo era tranquillo e scrupoloso, con le mani pulite sistemò le sacre ostie all’interno del calice impeccabile e brillante, con passo cadenzato e silenzioso si avvicinò al tabernacolo aperto, depositandovi gli oggetti sacri e richiudendolo con cura, silenziosamente. I suoi gesti erano impalpabili e gentili, insolito per un ragazzino di undici anni.
Raggiunse Padre Teseo nella sacrestia e dopo che questi gli sorrise, seppe che poté congedarsi dal suo compito; lasciò la sua tonaca nella saletta adiacente e dopo aver salutato il suo Signore si avviò fuori, scese la scalinata e alzò lo sguardo al cielo.

Inspirò profondamente, era quello il suo mondo, insieme alla sua Nikon retrò Spyre.
Una zazzera di capelli rossi ed un viso lentigginoso erano rivolti a quel tramonto in arrivo e due occhi azzurro chiaro seguirono il percorso delle foglie volanti autunnali poco lontano da lui; accarezzò l’idea di andare al fiume per vedere se c’erano gli Aironi, era da tempo che cercava lo scatto perfetto, la redazione scolastica, cui faceva parte, lo stimolava in tal senso.
Fu proprio quando prese una decisione che, nel modo di voltarsi, andò a sbattere violentemente contro qualcuno, finendo col sedere a terra. Dolorante alzò lo sguardo, non poteva esserci nessuno vicino a lui, così vicino da non accorgersi… e nel mentre i suoi occhi registravano l’individuo, seppe che qualcosa di molto brutto gli stava per accadere.

Quando riprese la prima volta i sensi, capì di essere ancora ai piedi della scalinata, poi silenzio. Quando li riaprì la seconda volta il suo cervello andò quasi in tilt! Era nella sua stanza e vedeva se stesso nel letto, legato, paonazzo e delirante, che pronunciava frasi senza senso. Sua madre era accanto alla finestra e piangeva sconvolta, mentre Padre Teseo era accanto al letto, e, con frasi solenni stava disperatamente cercando di … esorcizzarlo!!
Urlò, sconvolto, urlò ad entrambi che quello non era lui, che lui era li, ma loro lo ignoravano e lui tentò di gridare ancora più forte, sull’orlo di una crisi isterica.
«Non ti potranno sentire mai più, perché ora sei mio». La voce, fredda, metallica, che udì alle sue spalle lo fece sobbalzare, incredulo si voltò.
Alto, capelli lunghi neri, un mantello che sembrava di vernice nera lo avvolgeva completamente, un grosso cappello nascondeva parte del suo viso e in una mano teneva uno scettro col pomo a forma di teschio.
«Non può essere vero, no, non può essere accaduto sul serio». Esclamò Rino, sull’orlo delle lacrime.
La bocca dell’uomo sorrise, i denti bianchi come la neve appena caduta, immacolata e brillante. L’uomo alzò il volto e due occhi scuri come petrolio lo squadrarono.
«Che cosa credi? Di poter nascondere te stesso facendo il chierichetto? Tu non sai, tu non capisci. Tu non puoi decidere. Eri mio sin dal principio, ma avevo necessità che tu… crescessi un po’». E la bocca ghignò nuovamente.
«Io tuo? Mai, preferisco la morte!!» sibilò rabbioso il ragazzo, senza rendersi conto della gaffe appena fatta. L’uomo eruppe in una fragorosa risata così genuina e potente da far spaventare ulteriormente il ragazzo, imbarazzato guardò sua madre e Padre Teseo, senza ricordarsi che loro non potevano vederlo. Era perduto?

Uomo e ragazzino si guardarono per un lunghissimo momento e quando Rino decise di uscire dalla porta della sua stanza l’uomo lo seguì. Voleva voltarsi e dirgli di lasciarlo in pace, di andarsene, ma sapeva che sarebbe stato fiato sprecato, invece chiese: «Perché se ho servito il Signore con sincerità e devozione, se ho studiato con impegno e se ho cercato di mantenere un comportamento rispettoso con la mia famiglia e le persone che conosco ora mi ritrovo qui?». Fuori dalla casa le genti passavano senza guardarlo, vedeva il vento, vedeva l’autunno ma non riusciva a percepirlo sulla pelle e la sensazione gli risultò opprimente.
«La chiesa è corrotta da tempo, così come il vostro Animo. Il tempo di Dio è finito. Ora è il mio tempo, e riempirò le mie giornate raccogliendo accoliti per la mia parrocchia» Rino ebbe l’impulso di saltargli addosso, ma non lo fece, aveva paura.
«Vuoi essere un bravo cristiano in mezzo a questo mondo pieno di stupratori, pieno di madri che buttano i loro figli, pieno di uomini senza casa, pieno di distruzione?» Chiese con gli occhi che brillavano di eccitazione, «Dio ha smesso da tempo di curarsi di voi, da molto tempo».
Rino si sentì gelare sino a dove non poteva vedere, dentro se stesso, ma se Dio li aveva abbandonati, lui non si sarebbe semplicemente concesso al Signore del male, mai. MAI!
Riprese a camminare, terrorizzato e sconvolto e senza accorgersene si ritrovò a percorrere il ponte, il fiume scorreva sotto, ma lui non poté sentirne la voce, così come non percepiva il vento, era come in una sorta di bolla, era una sensazione soffocante!
La Morte gli camminava sempre dietro, e comprese che forse sarebbe rimasto dannato per l’eternità, immaginò l’eternità con quell’individuo orrendo, La Morte! E si sentì straziare dentro, era un incubo. Tacque e il suo sguardo andò giù dal ponte, seguendo il corso impetuoso del fiume, poi improvvisamente una coppia di Aironi, uno bianco ed uno completamente nero, discesero dal cielo, in un volo così artistico da sembrare innaturale, inventato.
Istintivamente portò le mani sul suo petto, dove solitamente era appoggiata la Nikon ma purtroppo non c’era. Quando gli Aironi toccarono il suolo, una luce candida e calda si diffuse nell’atmosfera, e per la prima volta, vide il terrore sul volto della Morte.
Accanto al ruscello gli Aironi non c’erano più, e al loro posto c’era una Donna di impareggiabile bellezza, dai lunghi capelli argentei e coperta da una veste dalle stesse sfumature, gli occhi della creatura, occhi di luce argentea, erano ristoratori e magnetici «Bentrovato Corradino. Ti piace il mio regalo?» chiese con una voce di miele. Lei conosceva il suo vero nome!
La creatura si avvicinò a lui, accarezzandolo con tenerezza, poi levò il suo sguardo sulla Morte e Rino sentì l’uomo gemere, terrorizzato. «Siamo alle solite, Lucifero. Alle solite…» Rino tornò a guardarla, incredulo. «Hai domandato a questo ragazzo se accetta o meno di servirti? Perché ometti sempre il libero arbitrio, Lucifero? Perché?» Si lamentò con voce pungente. Rino si sentì quasi esultare di fronte a quelle parole, capì dove sarebbe terminata la conversazione e senza esitare esclamò «No, non voglio. Assolutamente no!»
Il resto fu solo luce e calore. Quando si risvegliò, era nello spogliatoio della chiesa e come se avesse ricevuto una scossa, si alzò e senza remore fuggì da quella chiesa.
Prese a correre come un forsennato, alcuni fiocchi di neve cadevano dal cielo e lui si sentì vivo e felice.
Giunto al ponte si guardò in giro esitante, con la Nikon stretta nelle mani tremanti, continuava a voltarsi in tutte le direzioni fino a che li vide, incredulo, quell’eleganza in volo a spirale, mentre discendevano dal cielo. Senza nemmeno accorgersi che stava già scattando, gli Aironi si posarono ai margini del fiume e semplicemente lo guardarono, lanciando il loro richiamo nell’atmosfera.
Quando la sua sete di scatti terminò si voltò per assicurarsi di essere solo e pronunciò quasi sommessamente la sua promessa, davanti ai suoi testimoni: «Da oggi in poi il mio credo sei tu e impiegherò i miei giorni ad insegnare alla gente come guardarti». Intendeva la Natura, che lo aveva salvato dal Diavolo. E da quel giorno non andò mai più in chiesa, rifiutò categoricamente ogni richiesta dei suoi genitori, ogni tentativo di avvicinamento da parte di Padre Teseo. Crebbe felice, si affermò come fotografo free-lance e come promesso non mancò mai di insegnare la magia della Natura.

[Per l’immagine si ringrazia il web. La storia è scritta da Sonia Sottile]

Annunci

Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

20 pensieri riguardo “Il Destino dello Spettro bambino (racconto per circolo di lettura)

  1. Un gran bel racconto! 🙂 emozionante, scritto veramente bene e molto significativo. Ho amato molto le descrizioni e l’atmosfera surreale e magica. E bravo Corradino! 😉 La natura è una cosa meravigliosa…
    Complimenti Sonia!

    Liked by 1 persona

  2. Ciao! 🙂 Ho notato il racconto tra quelli che partecipano alla sfida. Devo dire che è una buona idea, ma ci sono delle cose che non mi tornano.
    Esempio: lei identifica Lucifero con la morte, ma la personificazione della morte, come suggerisce la M maiuscola, non c’è nella dottrina cristiana (parlo per quella cattolica che conosco meglio), né tanto meno è mai associata alla figura di Lucifero. Lucifero è se mai il simbolo della morte in senso spirituale, intesa come allontanamento da Dio, ma anche in questo caso rimane l’angelo traditore, il simbolo della disobbedienza al divino.
    Poi leggendo ho avuto la sensazione che la controparte femminile nella “lotta” che si instaura con il Diavolo, fosse un angelo mandato da Dio, dal momento che fa anche riferimento a principi come quello del libero arbitrio. Ma a parte questo la cosa che mi stona di più è il fatto che il protagonista si voti alla natura come entità quasi divina rinnegando il Dio cristiano. Mi stona perché da buon cristiano, come cerca di apparire Rino per tutto il racconto, il ragazzo dovrebbe essere venuto a contatto con la concezione che la natura è espressione della potenza di Dio, cosa tra le prime che insegnano a catechismo. Invece la natura viene da lui personificata e lo fa addirittura allontanare dalla chiesa.
    Altri due dettagli che mi incuriosiscono e che non riesco a contestualizzare sono l’esorcismo e la Nikon.
    L’esorcismo perché ormai è una pratica verso cui la chiesa procede cautamente, che non può essere praticato da qualunque prete e che segue dei passaggi precisi disciplinati da un rituale adottato nel 1998.
    La Nikon invece perché fa pensare che il racconto sia ambientato ai giorni d’oggi, ma il cui nome io non ho incontrato tra quelli dei modelli di Nikon in circolazione.
    A parte queste cose mi piace la suggestione creata! 🙂

    Liked by 1 persona

    1. Guarda, sai che casco dalle nuvole?
      Prevalentemente il raccontino è stato ‘stilizzato’ per le esigenze del contest di Alice Jane. In realtà l’idea che avevo ideato inizialmente mi attirava molto di più, perché volevo usare la metafora dell’oppressione sociale del giorno d’oggi con il cliché di Satana. Una cosa del tipo far impossessare il ragazzino e poi farlo guarire una volta che avesse capito in quale tripudio consumistico e confusionario viviamo.
      Io, come dico sempre al mio compagno di vita e di blog, sono comunque ignorante, e tutte quelle spiegazioni simil-teologiche che mi hai fatto le avrò capite al 40% ma non importa! ‘^__^
      Sostanzialmente, nel corso degli anni, ho sempre malvisto questo Merchandising della chiesa, troppo sfarzo, troppe cose che non mi quadrano, troppi preti difettati, a me non piace. Poi da quando ho letto questo libro —> http://www.triesterivista.it/biblio-teche/images/spirito.jpg Il mio senso di ripugnanza ha preso il sopravvento e non so come rimediare.

      Dunque l’esorcismo e la nikon.
      Premettendo che è da quando Alice Jane Raynor ha messo su questa cosa, del gruppo ecc a me ha subito interessato il contest ludico di scrittura, mi piace l’idea di fare palestra di scrittura. Mi piace l’idea di dovermi contenere, lo trovo un buon esercizio per migliorare se stessi.
      Quindi, vedili entrambi come simboli, sia l’esorcismo che la nikon, la cui marca, nel racconto è chiaramente inventata, non esiste nel catalogo 😉
      Ti ringrazio per una così attenta analisi, nemmeno Pier ha fatto emergere queste discrepanze.

      Mi piace

  3. La storia mi piace ma ti direi do stare un po’ attenta alla forma, alcune virgole sembrano un po’ messe a caso. La seconda (ma solo perchè ho letto il commento sopra) non scrivere mai di cose che non conosci abbastanza, io non ci avrei fatto caso perché il ragazzo ha una specie di visione e quindi l’attinenza o meno a certi temi è secondaria ma se vuoi distruggere un sistema devi conoscere prima, non puoi abbattere una casa senza sapere come fare, rischi di rimanerne sepolta. Ultima cosa… mi pare un po’ troppo lunga, più che 8mila caratteri sembrano 8mila parole, e non trovo l’attinenza a spettri, qua si parla di demoni e possessioni (sono due cose diverse a livello di significato, ti basterebbe solo inserire una frase con la parola ‘spettri’ per essere a posto.

    Liked by 1 persona

    1. Grazie Lex, per i caratteri ho controllato col mio programma di scrittura, mi segnala inferiore agli 8000 (spazi inclusi)
      Interessante la questione sul non scrivere se non sai abbastanza, mi da tanto da riflettere!
      Il bambino è stato per un certo periodo spettro, lo si intuisce nella narrazione… Vedremo la Raynor che ne pensa! Speriamo ne pensi bene!

      Liked by 1 persona

  4. Figurati! 🙂 Forse sono stata un po’ dura e pignola… scusami! XD Comunque non ho un blog, ma partecipo al contest e avevo pubblicato il mio racconto sul gruppo di Facebook del Circolo! 🙂

    Liked by 1 persona

  5. Innanzitutto mi scuso se sarò un po’ dura, facendoti notare di più qualcosa che potrebbe essere sistemato rispetto a fare delle adulazioni. Purtroppo ho questa brutta fissa per le “critiche costruttive”, se così possiamo definirle…
    Dunque, l’inizio della storia non è male, lascia capire abbastanza del protagonista e immette bene nella narrazione.
    Sorge però un grosso problema che si ripropone per tutta la storia: la punteggiatura. Mi dispiace dovertelo dire, ma è da rivedere in tutto il testo, soprattutto perché sono presenti frasi lunghe, a volte troppo descrittive e con ripetizioni (ad esempio, all’inizio, in un’unica frase hai inserito sia “silenzioso” che “silenziosamente”, così come sia “sacre” che “sacri”). Quest’uso disperde l’attenzione dall’azione principale e lascia un po’ interdetti. Inoltre, in alcuni casi, la punteggiatura che hai usato da l’impressione che tu stia elencando delle azioni e non narrandole.
    In frasi come “I suoi gesti erano impalpabili e gentili, insolito per un ragazzino di undici anni” il soggetto sono i gesti, quindi sono “insoliti” – se invece vuoi riferirti al fatto, all’azione in sé che è insolita, ti cosiglierei di modificare la frase. O anche “seppe che poté”… ecco, queste cose sono da rivedere un secondo >//////<
    A presto!

    Liked by 1 persona

  6. Allora, il mio commento sarà ormai poco originale, ma devo accodarmi alle precedenti critiche per quanto concerne la punteggiatura. Non mi convince davvero, portando fratture troppo evidenti all’interno di una stessa frase e minando quel senso di fluidità che un racconto dovrebbe avere. Il consiglio che posso darti è quello di cercare una maggiore armonia all’interno di ogni frase e di trovare il modo di eliminare qualche virgola.
    Passando invece alla storia non posso non apprezzare il contesto e la sua “originalità”. Tra virgolette perché ormai trovare un contesto nuovo è quasi impossibile. Tuttavia il tema da te esposto è poco approfondito in genere da altri scrittori. in pochi si addentrano in tali sentieri e questo non può che farti onore. Ognuno ha i suoi spettri e spesso essi si annidano proprio laddove nessuno penserebbe mai di incontrarli. Davvero buona la metafora, frutto suppongo di alcuni tuoi studi e osservazioni personali. Posso dirti di non esser d’accordo col pensiero di fondo che può essere dedotto da questo racconto riguardo la Chiesa e ciò che sta intorno, ma ciò non preclude il fatto che io possa apprezzarlo. Quindi in conclusione buona la trama e il coraggio nell’esporre un pensiero alternativo, ma lavora un po’ sulla punteggiatura. Sono sicuro che con qualche accorgimento in tal senso tu possa trasformare questo buon racconto in un ottimo racconto! 🙂

    Liked by 1 persona

  7. Ciao ^^ eccomi finalmente a leggere e commentare anche questa storia ^^
    Allora anche io ti consiglio da un punto di vista stilistico di rivedere le virgole. La punteggiatura dà ritmo al testo e ti assicuro che cambia davvero molto tutta la storia ^^ Senza una buona punteggiatura si rischia davvero di dare poco fiato alle parole e di rendere tutto confuso. Rispetto ad alcuni anni fa non ci sono più regole rigide per posizionare virgole e punti ma proprio questo è una spada a doppio taglio. Quando devi correggere la punteggiatura prova a leggere ad alta voce il testo e soffermarti esattamente dove hai posizionato le virgole ecc. e noterai a volte come il tutto viene “strozzato”.
    Stesso consiglio ti posso dare per i sinonimi. Variare le parole aiuta davvero molto a dare una cura in più al testo ^^
    Ma adesso arriviamo al testo.
    In parte mi ritrovo d’accordo con quello che ha detto Debora ^^ inoltre avrei preferito qualcosa in più per la Morte. Mi spiego.
    A tratti appare come un demone (Lucifero) a parte come Morte (che è un entità a parte) e davvero poco uno spettro che era il tema della sfida. Ci poteva stare come ambientazione, anzi è molto originale e poco usata ma appunto avrei preferito una caratterizzazione in più per renderlo spettro e non altro ^^ Aggiungo qualcosa al ragionamento di Debora ^^

    Morte non si identifica con Lucifero (che è solo il peccato) ma se non sbaglio non viene nominata come entità suprema. Allo stesso tempo Morte nella tradizione popolare tedesca (vedasi fiabe dei fratelli Grimm) è addirittura un’aiutante di Dio perchè è destino degli uomini morire ^^
    La Natura è più qualcosa di pagana tranne se intesa come Provvidenza ma non credo che quella sia la tua interpretazione.
    Togliendo queste confusioni davvero la storia è davvero molto bella ^^ anche se non apprezzo l’insegnamento finale. Sono la prima a fissarsi con la caccia alle streghe, le crudeltà, le crociate e più ne ha più ne metta… però quella è una deviazione umana di potere e c’entra davvero poco con la religione di per sè ^^

    Alla prossima 🙂

    ps. altra piccola pignoleria: credo che il colore del petrolio in realtà sia verde, non nero :*

    Liked by 1 persona

  8. Ciao Sonia ! Ho letto la tua storia e parto col dirti che mi ha tenuto incollata allo schermo perché dovevo sapere come andava a finire. Concordo con i commenti precedenti per quanto riguarda il dare un ritmo migliore alla lettura, e per quanto concerne la simbologia della Morte, che è diversa da quella di Lucifero. Però penso che tu sia rimasta nel tema, Corradino è diventato uno spettro, sì, anche se per poco tempo. Il tema della lotta tra bene e male è affascinante quanto difficile da gestire, e sebbene non mi piaccia molto parte del messaggio finale, abbastanza generalistico nel rifiuto totale della Chiesa in quanto Male del Mondo, è stato bello in compenso vedere Corradino cambiare, uscire all’aperto finalmente; mi piace moltissimo la frase : “impiegherò i miei giorni ad insegnare alla gente come guardarti”. Credo che la natura in fondo possa essere un eccellente antagonista del male, e che l’uomo necessiti di fermarsi un po’ di più ad ammirarla, e proteggerla piuttosto che distruggerla. Ho davvero adorato l’antropomorfizzazione di Natura, mi piacerebbe vederla dipinta. *-*

    Liked by 1 persona

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...