Pubblicato in: Mezz'oretta con l'Autore

Mezz’oretta con… Atelier Grafico!


Stasera intervista a sorpresa, che mi ha dato modo di scoprire diverse cose, come per esempio che dietro ad Atelier c’è anche un’Autrice, di cui ho letto un libro! Com’è piccolo il mondo!!
Inoltre ho fatto anche un salto nel passato, ai primordi, quando è nato Internet, io c’ero, l’ho visto evolversi dall’analogico (e già allora avrei dovuto capire il mio destino, visto che pur di stare in rete pagavo delle bollette salatissime).
Vi lascio all’intervista, buona scoperta!

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Chi è Atelier Grafico?
Atelier Grafico è il marchio dietro al quale si nasconde Lorena Laurenti, grafica con oltre quindici anni di esperienza. Si rivolge a chiunque abbia necessità di avere un servizio grafico altamente professionale, ma soprattutto a chi ha un sogno da realizzare. Il sogno è quella scintilla che dà intensità alla vita, rendendo ogni giorno sempre più unico. Atelier Grafico vuole accompagnare i suoi clienti passo dopo passo nella sua realizzazione.

Qualche parola su Lorena Laurenti
Mentre frequentavo l’istituto d’arte (1993/1998), ho iniziato a collaborare con studi fotografici per il ritocco o il restauro di foto antiche. Avevo sedici anni a quel tempo. Dopo la maturità ho iniziato a lavorare in un istituto come insegnante di informatica, in particolare per i programmi di grafica. Io ero un’autodidatta con la passione per la tecnologia. Il mio primo vero lavoro a tempo pieno è stato a Treviso, nel settore web; ho proseguito poi con un’azienda di creazione shopping bags, dove sono rimasta per sette anni. Lì ho appreso tutte le mie conoscenze relative al mondo della prestampa e della stampa. Un vero grafico si può definire tale solo se sa cosa implica la stampa, altrimenti il progetto sarà bellissimo ma non realizzabile. In seguito sono stata assunta come creativa in una nota azienda di articoli per motociclisti. Ho avuto la fortuna di creare campagne pubblicitarie e cataloghi che hanno fatto il giro del mondo. Dopo aver collaborato per diversi anni con questa realtà, ho deciso di dedicarmi ai miei sogni, iniziando a scrivere seriamente e portando avanti progetti personali. Nel 2014 ho aperto ufficialmente Atelier Grafico.

E soprattutto: cos’è Atelier?
Atelier è solo un nome che però definisce quello che faccio: così come un sarto cuce su misura l’abito, io creo grafiche mirate per soddisfare non solo il mio cliente, ma soprattutto le persone a cui si rivolge. Spesso chi non lavora nel settore ha delle idee confuse, non riesce a esprimere il messaggio da far giungere. Atelier Grafico funge anche da consulente, evitando di fare mero lavoro di composizione.

Spesso nell’arte c’è un’impronta ‘invisibile’ che permette allo spettatore di riconoscere la paternità dell’opera, pensi che anche nei tuoi lavori ci sia un filo comune e quale pensi che sia?
Credo di sì, ogni artista ha un suo tocco personale. Sinceramente non saprei identificare il mio, però di certo, rispetto a tanti altri, posso dire di avere un occhio particolare per le proporzioni e le centrature. I “grafici moderni”, quelli nati solo dal computer che non hanno mai corretto a mano un impianto stampa, non sanno nemmeno la differenza tra centratura matematica o ottica. Da queste piccole cose si riconosce il lavoro di un vero professionista.

Come affronti quest’epoca frenetica del digitale? Se hai cominciato ai primordi di Internet, che differenza percepisci tra allora e ora?
Credo che la differenza sostanziale di adesso, rispetto a dieci anni fa, sia che ora tutti si credono grafici. A volte vedo lavori semplicemente orrendi difesi a spada tratta. Una volta c’era più rispetto per il lavoro dei professionisti. Come lo affronto? Semplice, non lo affronto. Io faccio il mio lavoro e i clienti che ne percepiscono il valore continuano a venire da me. Non ho bisogno di abbassare i prezzi in modo ridicolo o di pubblicizzarmi troppo, mi basta il passaparola. Non cerco la quantità ma la qualità.

Quali sono gli attuali prodotti che offri al tuo pubblico? E in futuro?
Al momento ho due tipi di clienti in particolare: aziende e autori di libri. Con le aziende lavoro molto per la creazione di loghi e cataloghi, per seguire poi le fasi di stampa, con gli scrittori invece il lavoro è prettamente creativo, spesso richiede fotoritocco e tavoletta grafica.
Il futuro… chi lo sa, resto curiosa.

Come ti classifichi, nel mercato, più o meno come posizione, per quanto riguarda il listino prezzi?
Questo è un argomento critico. Credo che i miei prezzi siano molto onesti, ovvero garantiscono a me di continuare a lavorare senza rimetterci ma, al tempo stesso, non sono proibitivi per i clienti.
Purtroppo ci sono grafici (o presunti tali) che creano copertine che richiederebbero due o tre giorni di lavoro a cifre ridicole. Mi è capitato che una casa editrice che si forniva da uno di questi mi chiedesse lo stesso trattamento. Ovviamente ho rifiutato. Chi si rivolge a un professionista dovrebbe capire il valore del servizio; come dicevo prima, preferisco la qualità alla quantità. Un grafico sottopagato di base non crede nelle sue capacità. Dall’altro frangente, trovo irrispettosi i prezzi assurdamente alti. Di norma quantifico le ore di lavoro necessarie e do un valore al tempo. Né più né meno.

Che tipo di materiale vendi? Solo digitale o anche fisico?
Solo digitale, ma accompagno i clienti anche nelle fasi di stampa e nella scelta dei materiali, indicando l’azienda o il servizio più appropriato. A volte mi capita di fare l’ordine di stampa direttamente per agevolare il mio acquirente.

Hai in serbo qualcosa di innovativo da proporre al pubblico?
In questi anni sono diventata molto brava con la manipolazione delle foto, questa cosa gioca spesso a favore degli autori di libri che, per limitare i costi, devono scegliere immagini a uso non esclusivo. In pratica sono il Frankenstein della grafica: posso unire teste, corpi e fare un bel bricolage, magari ridisegnando a mano i capelli. In pochi riescono a realizzare effetti del genere in maniera verosimile.

Non avete idea di quante amiche mi chiedano di ritoccare le loro foto!

Spesso, una vetrina fisica sponsorizza l’imprenditore, un luogo dove esporre i propri lavori e rendere disponibili i propri contatti. Tu ne hai una? In caso negativo, pensi che ti agevolerebbe una simile idea?
Ho sito, pagina Facebook e Pinterest. Qui si trovano varie gallerie di lavori.

http://www.atelier-grafico.it/
https://www.facebook.com/AtelierGraficoWeb
https://www.pinterest.com/ateliergrafico/

Qual è il tuo più bel progetto realizzato?
Ognuno in qualche modo è speciale e unico, difficile scegliere!

Atelier Grafico ha intenzione di espandersi?
Per il momento no, ma in futuro non si sa mai.

Useresti Atelier per sponsorizzare una causa? Cosa invece non faresti mai, con il marchio Atelier Grafico?
Non credo. Atelier è nato e deve continuare a essere un lavoro nel quale creare “sogni su misura”, non lo snaturerei unendolo ad attività di altro genere.

Quando rivedi le tue creazioni, a distanza di tempo, cosa provi?
Come tutti gli artisti tendo a maturare nel tempo, sono in continuo aggiornamento e miglioramento, per cui a volte capita di trovare i difetti nelle opere datate. Ma ammetto che in certi lavori “intramontabili” resta una grande soddisfazione.

La copertina ideale di Atelier Grafico, quale immagine rappresenterebbe?
Se intendi lo stile, non ne ho uno che prediligo. Ogni lavoro è la possibilità e la sfida per fare qualcosa di nuovo.

Quanti social network rappresentano la tua attività?
Google + https://plus.google.com/u/0/b/109095890686953321571/109095890686953321571/posts
Facebook https://www.facebook.com/AtelierGraficoWeb
Pinterest https://www.pinterest.com/ateliergrafico/

Qual è la tua modalità di lavoro, il programma (o i programmi) in uso. L’ispirazione arriva sempre? Descriviti al lavoro, come in un libro!
Dipende molto dal tipo di lavoro, prendiamo la realizzazione di una cover per un libro. Innanzitutto faccio compilare una scheda all’autore con una serie infinita di domande che vanno dal genere del libro alla descrizione dei personaggi. Siccome la copertina deve piacere al cliente, il cliente deve dirmi tutto quello che ha in mente: come la vedrebbe, se ce ne sono altre che gli piacciono o se ama uno stile in particolare. Appreso questo, posso fare delle proposte. Cerco di fare un lavoro molto mirato per cui indago accuratamente nella parte iniziale. A volte, in caso di personaggi specifici, invito proprio l’autore a ricercare con me il volto del modello più adatto. In altri casi, oltre alla sinossi, leggo tutto il libro (operazione non sempre possibile). Ho clienti storici che mi danno carta bianca, altri con idee molto precise che vogliono una realizzazione mirata.
Una volta capita l’impostazione, faccio una ricerca di immagini da assemblare e, raggiunta una rosa di possibilità, le sottopongo al cliente.
Solo in quel momento inizio a lavorare con la grafica. Il lavoro di ricerca occupa almeno il 50/60% del tempo.
I programmi di norma sono Photoshop e Illustrator. Dispongo di una tavoletta grafica di alto livello e di uno scanner per eventuali dettagli disegnati a mano. Capita raramente, ma posso disegnare e dipingere anche su carta.
Un po’ come la scrittura, l’ispirazione va e viene, se ho una giornata “no”, chiudo e aspetto il giorno successivo.

Quando hai compreso che potevi fare questo lavoro? Che istruzioni hai alle spalle? È stato difficile iniziare?
Ho iniziato ad appassionarmi al disegno fin dall’asilo. Ce l’ho nel sangue, credo. Dopo essermi diplomata come maestra d’arte in arti applicate ho iniziato a usare il computer da autodidatta. Il resto me l’ha insegnato il lavoro sul campo.

Se ce l’ho fatta io, possono farcela tutti… ma non è un percorso veloce. Per diventare un grafico serio occorrono anni di esperienza. Io amo questo lavoro quasi quanto amo scrivere.

Cosa consiglieresti per iniziare invece, a qualcuno molto dotato?
Una persona dotata per la grafica dovrebbe essere oltre a fantasiosa estremamente “pulita” e precisa nel lavoro. Serve gusto e ordine. Se questa persona non ha la possibilità di imparare direttamente in un’azienda, consiglierei un corso approfondito dove si possano fare anche esercitazioni pratiche.

Finirà questa crisi, oppure è un cambiamento epocale?
La crisi non esiste, c’è solo un modo diverso di fare e gestire le cose. Conosco aziende che in questi anni hanno triplicato il fatturato. Chi si siede muore, bisogna evolversi, sempre.

Hai mai avuto problemi nel tuo lavoro?
Essere free-lance non è facile; ci sono mesi in cui si ha tanto lavoro da non sapere come gestirlo, altri in cui c’è poco e nulla. Bisogna dosare fondi e risorse. Io, facendo anche la scrittrice, approfitto dei periodi “calmi” per portare avanti i miei progetti personali.

La tua esperienza è inerente al tuo lavoro oppure spazia ad altri argomenti (programmazione, montaggi video et similia)
Mi diletto con i video, ma non mi ritengo una professionista in materia, tanto è vero che spesso li realizzo solo per me.

https://www.youtube.com/watch?v=dE_HRGDiZFQ

Di’ qualcosa agli utenti per convincerli a rivolgersi a te.
Non devono chiedere a me, ma ai clienti con cui già lavoro! Il passaparola è la migliore pubblicità.

photoDue chiacchiere con Lorena Laurenti

Tre parole per descrivere Lorena?
Poliedrica, estroversa, intraprendente.

Lorena versione Autrice, ti va di parlarcene?
Ho iniziato a scrivere nel 2011, più o meno. Così, di punto in bianco. Avevo una storia in mente da anni e mi sono detta “scrivo un libro!”. Poi i libri sono diventati tre. Sono stata una dei primi self-publisher italiani e, nel 2012, TRI è rimasto per mesi ai primi posti tra i best-seller Amazon. Nel 2013 e nel 2014 è uscito Nero Assoluto, urban fantasy ambientato nella mia “città adottiva”, Treviso. Questo febbraio, come aperta provocazione, ho scritto un racconto “game”: 50 sfumature… di libri. Attualmente sto scrivendo Figli del Sole, sequel di Nero Assoluto che spero di far uscire prima di Natale. Tra i progetti futuri c’è un restyling di TRI sia nei contenuti sia nella grafica (ogni tanto ci vuole!) e un nuovo libro molto “provocante”: Fission. Di questo ho già scritto le prime cento pagine, ma ho bisogno di elaborare più lentamente l’idea.

Mi ritengo una scrittrice “evolutiva” perché dietro alle mie storie young adult ci sono verità e insegnamenti che voglio trasmettere al lettore: ognuno saprà coglierli in base alla sua apertura mentale.

Se il tuo libro diventasse un film, chi vorresti come regista e nel cast?
Regista non saprei, però vedrei molto bene Tri diviso in quattro film (mica mi accontento di poco io!) e zeppo di effetti speciali. Attrice immancabile sarebbe Emma Watson.

Che rapporti hai con la lettura?
Leggo ogni sera prima di dormire, leggo più che posso e di più generi, anche se prediligo il fantastico.

Un libro (o saga) di cui vorresti il proseguimento?
Harry Potter. Ma sembra lo facciano, vero?

Qual è la cosa peggiore, quella che non tolleri, quella che ti fa chiudere un’amicizia?
La falsità, il sentirmi presa in giro.

Che opinioni hai sul… paranormale? Considerando che la scienza afferma che l’uomo vede solo il 4% di una realtà che ci circonda e che solo pochi vedono, in pratica esiste un 96% di ‘mondo che non si vede’.
Io vedo il mondo che non si vede ogni giorno. In effetti io non scrivo fantasy, descrivo la mia realtà. Credo nella magia, nelle energie sottili, nell’essere umano come Dio di se stesso. Pratico tecniche energetiche, meditazione e uso le onde quantiche per cambiare la mia realtà. Fuori dagli schemi convenzionali, sono una persona molto spirituale. Tutto questo cerco di trasmetterlo tra le righe.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica, pensaci bene, quali sono i tuoi tre desideri?
Saper leggere nel pensiero a comando, volare, teletrasportarmi.

Che rapporto hai con gli Animali?
Ne ho molto rispetto, vedo l’anima che c’è in loro. Pur non essendo vegetariana, cerco di limitare al massimo la carne e di non comprare accessori superflui di pelle o altri oggetti che derivino dalla loro sofferenza. Sono affine ai gatti.

Ti sei mai persa, per poi ritrovarti? Se puoi, ti va di approfondire l’aneddoto?
Spesso. Sono una persona che vuole evolversi, sto facendo un percorso di crescita interiore. Credo nella reincarnazione e baso la mia vita sull’idea che tutto ci serve per migliorarci, sia le cose belle sia le brutte. Noi siamo padroni del nostro destino e tutto quello che ci accade non dipende da fattori esterni ma dal nostro volere (anche quelle cose per cui di solito si dice “che sfortuna!”). Con questo presupposto, si ha la piena responsabilità delle proprie azioni. In una domanda precedente mi hai chiesto qual è la cosa peggiore che mi fa chiudere un’amicizia. Ho dato una risposta che, in effetti, per me corrisponde al vero, ma oltre quella risposta la prima cosa a cui ho pensato è stata: “Se una persona si dimostra falsa con me, mi fa vedere un mio specchio. Vuol dire che devo lavorare su me stessa. In realtà dovrei ringraziare quella persona.” Ecco, nella mia vita faccio di continuo questi ragionamenti. Il bello è che ci si può alzare ogni mattina con stupore… perdersi per poi ritrovarsi.

Hai degli scheletri nell’armadio?
Tanti, di questa vita e di vite passate, ma un pezzetto alla volta cerco di toglierli.

Grazie per questa opportunità!

———————————————
Ed io ringrazio te Lorena, per avermi dato la possibilità di conoscerti meglio!
PS – la domanda sulle vetrina fisica era riferita ad un negozio/esposizione, in strada 😉

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

4 pensieri riguardo “Mezz’oretta con… Atelier Grafico!

  1. Ciao! Ho capito ora la domanda sulla vetrina! 😀 Meglio tardi che mai!
    Avendo uno studio privato non ho una vetrina fisica per il pubblico, ma ho fatto alcune pubblicità su cataloghi e pubblicazioni varie.
    Di norma preferisco lavorare online, ho clienti da tutta Italia e anche dall’estero. Il più lontano abita in Canada! 🙂
    Grazie, Dama Con il Cappello… anche se non so chi tu sia! 😀

    Liked by 1 persona

    1. Come non sai chi lei sia suvvia!! Giù le maschere venesiane!!
      La domanda sull’esposizione mi è venuta per via di mio fratello che fa l’imprenditore, su dove l’ho lasciato in Val D’Aosta. Realizza pavimenti e parquet e ha in affitto un locale con vetrina dove tiene esempi di svariate cose realizzate da lui|

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