Pubblicato in: creazioni di Sonia e Pier, La Leggenda delle Anime

La pace dei sogni (cap. 2 ‘La Leggenda delle Anime’)


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La pace del sogno

2 – La pace dei sogni.

Fiore aprì gli occhi appannati. Ma non avrebbe mai voluto farlo. Una lacrima scese nuovamente sulla sua guancia, scorrendo esattamente dove mille altre avevano già bagnato il suo viso.
L’infermiere si avvicinò e le allungò il suo bicchiere d’acqua con la capsula rossa e verde che, rassegnata, ingerì passivamente.
Si alzò raggiungendo le panchette vicino alla finestra e lì si adagiò nuovamente.
Avrebbe voluto andare più lontano per contemplare l’esterno senza sentire le voci sfasate delle altre persone rinchiuse, ma non poteva. Era inchiodata lì, da… da sempre? Non lo ricordava più, la capsula faceva effetto quasi subito, come sempre, allungò la mano verso il vetro della finestra, tante volte aveva pensato di spaccarlo con la panca, la rabbia che aveva dentro le avrebbe dato abbastanza forza, avrebbe potuto essere molto più forte delle pillole. Ma non sarebbe servito a nulla, non era abbastanza forte da far sparire le inferriate, ma era abbastanza lucida da sapere perché ogni maledetta finestra aveva le sue “belle” sbarre.
Era tardi per riflettere, la debolezza era tornata e sentì lentamente la sua mano scivolare sul vetro, prima che il buio tornasse e il suo corpo si afflosciasse sulla panca.
«Hai parlato con la gente?»
Dapprima sentì le lacrime rigarle il viso, ma subito dopo percepì sulle caviglie il peso di Trudy che voleva la sua razione di coccole e tutto sfumò, non ricordava già più il perché delle lacrime.
«Continuano a non ascoltarmi ed io non so cosa fare».
Il vento furioso prese a soffiarle forte in viso, quasi a volerle far male.
«DEVI parlare con la gente! Ti imploro ogni giorno».
Gridò rimbombante la voce nelle orecchie di Fiore, ma lei era già impegnata a raccogliere gelsi e ciliege, in quel bosco così immenso, così puro.
Prese a correre e rideva, quasi a voler coprire la voce del vento mentre Trudy, al solito, avanzava correndo, oltre il sentiero e lei rideva così forte da sentirsi dentro una favola di zucchero e sogni, il bosco s’infittiva, ma lo faceva in modo dolce e rassicurante e le chiome si univano così fitte, come mani che s’intrecciano, che diminuivano progressivamente la temperatura, regalando un po’ di refrigerio dal sole caldo.
«Trudyyyyy…»
Gridava col fiato corto. Dopo diversi minuti di corsa, la generosa porzione di bosco fitto terminò di colpo e della birichina non si avevano tracce, era ai piedi di una collina verde smeraldo, che ondeggiava come un mare placido, quindi rimase ancora qualche secondo a respirare profondamente e a sorridere come se tutta la felicità del mondo fosse dentro di lei e poi, con le mani intorno alla bocca riprese a chiamare: «Truuuuuuudyyyyyy…»
E qualcosa sfrecciò, passandole tra le gambe, facendola quasi cadere.
La cagnolina abbaiò, provocatoria, girandole intorno e facendo piccoli assalti alle sue gambe, Fiore cercava di acchiapparla ma la cagnolina era palesemente più scaltra e quando a sorpresa le saltò in grembo facendola capitombolare con le chiappe sull’erba morbida e umida, non poté fare a meno di abbracciarla, mentre Trudy ricambiava riempendola di lappatine sul viso, fu allora che lo vide, si alzò in piedi di scatto, anche Trudy se ne accorse, poco lontano da loro, nel crepuscolo, come a rallentatore qualcosa solcava il cielo, volando come a saltelli.
Come in un richiamo atavico fece alcuni passi verso la creatura e non si rese subito conto che già stava correndo.
Quella creatura era splendida!
Tentò di saltare lei stessa e di spiccare il volo, lo fece ripetutamente, ossessivamente, nonostante le distanze tra loro aumentassero, gridava e saltava, implorava la creatura di fermarsi, tornare indietro e insegnare anche a lei a volare e nonostante saltasse disperatamente agitando le braccia non accadeva nulla.
«E’ ora di rientrare Fiore».
Sospirò laconica la voce del vento e sebbene lei non ricordasse perché, un fiotto di dolore e lacrime esplosero come un temporale dal suo cuore e dal suo viso.

[prossimo appuntamento domenica con capitolo 3: ‘La rabbia’]

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

14 pensieri riguardo “La pace dei sogni (cap. 2 ‘La Leggenda delle Anime’)

  1. Sto leggendo la storia tutta insieme ma ho deciso di sommergerti di commenti man mano che pesco i capitoli. Ho già letto tutta la prima parte, ieri sera prima di addormentarmi…pensa che bel sabato sera che ho passato!
    Comunque mentre il primo capitolo mi aveva ricordato Alice nel Paese delle meraviglie, devo dire che questo pezzo mi ha confuso.
    mi ha confuso perché a questo punto della storia, non capisco chi è che parla alla protagonista, è una voce portata dal vento…quindi sente le voci… o… pensaci…magari manca un piccolo dettaglio per non far sentire scemo chi legge! XD
    Non è una critica sia chiaro, ma un ” a me ha dato questa sensazione”

    Spero tu non ti arrabbierai per questo.

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