Pubblicato in: 2015, Fantascienza, Kindle - letture digitali.

Le avventure del Signore della Terra


“La Saga del Dio Enki – ORO”
di Stefania Casamichele

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IL PRIMO ROMANZO DEDICATO INTERAMENTE ALLA TEORIA DEGLI ANTICHI ASTRONAUTI

Il comandante Ea e la sua squadra approdano sul settimo pianeta alla ricerca esasperata dell’oro per la salvezza dell’ecosistema di Nibiru.
La scriba Ensubsar viene prelevato, stordito e presentato al cospetto del Dio Enki affinchè trascriva le sue parole per i posteri.
La giovane Adel sogna, in un giorno di pioggia, un misterioso personaggio che l’accompagnerà per il resto della sua vita.
Dopo il grande successo de ” Il pianeta degli Dei” il professor Sitchin è stato invitato ad una trasmissione televisiva per esporre le sue originali teorie creazionistiche. Quattro personaggi, quattro storie avvicenti ambientate in epoche diverse, condurrano il lettore in un viaggio spazio- temporale per giungere sino alla creazione del Lulu, un ibrido creato attraverso un intervento di ingegneria genetica per dispensare gli Antichi Astronauti dal faticoso lavoro di estrazione dell’oro.

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La lettura di questa felice miscela romanzata, tra Fantascienza e Narrativa Moderna (la prima di una serie, mi sembra di aver capito, dato il finale aperto) è stata per me un’esperienza piacevole e simpatica, nel vedere mentalmente le vicende dei protagonisti di un paleocontatto provenienti dal fantomatico “Pianeta X”, come in una sorta di film onirico. Fantomatico non perchè non esista, ma per il semplice motivo che non ha ancora ricevuto l’imprimatur ufficiale della Comunità Scientica mondiale, nonostante già sussistano parecchi indizi, sia astronomici (vedi le ricerche di un Van Flandern), sia ipotetico probabilistici (come le simulazioni elaborate al computer dall’astronomo David Nesvorny su un gigantesco pianeta “ordinatore” del nostro Sistema Solare), per non parlare delle ricerche in campo archeologico/mitologico.

Ho trovato simpatico il percorso narrativo che si alterna su tre scenarii diversi l’uno dall’altro, ma accomunati da un elemento comune: “Coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”.
Mentre nel primo si svolgono le vicende di quel “tenerone” di Padre Enki che, come un capitano Kirk ante-litteram, atterra, o meglio, ammara sul nostro pianeta in seguito ad un messaggio lanciato da un parente che lo ha preceduto, e scopre che questa lontana palla di acqua e roccia contiene nelle sue profondità qualcosa di tanto prezioso quanto estremamente raro: l’oro.
Potrebbe sembrare una banalità, ma recenti ricerche hanno ipotizzato, con un’alta percentuale di veridicità, che il prezioso metallo si sia originato dai fenomeni conseguenti alla collisione tra due stelle di neutroni, questa, sembra, la conclusione di alcuni ricercatori dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics che hanno studiato un lampo breve di raggi gamma e la sua peculiare emissione residua. Secondo la teoria sitchiniana la nostra Terra è il risultato di una violenta collisione con alcuni corpi celesti (i satelliti di Nibiru/Pianeta-X), generando energie di potenza inimmaginabile.
Per conto mio questa scoperta dà un ulteriore sapore “duniano” alla storia del nostro Mondo-Madre, facendone il pianeta più prezioso e ambito “dell’Universo Conosciuto”.
Ma, come dicevano i Narratori di Miti e Leggende, questa è un’altra storia…

Il secondo scenario ci catapulta, con un crono-salto di mezzo milione di anni circa, al nostro presente dove un ignoto (prima del suo exploit mondiale) studioso di mitologia sumera compie una scoperta che sta per imporre una riscrittura radicale della Storia Umana. Unico neo che ho riscontrato è la brevità dei capitoletti riguardanti i momenti familiari del Dott. Sitchin e la sua consorte, ma forse è una mia deviazione dai lunghi capitoli descrittivi di “Zio Zach”.

Intrigante il terzo scenario relativo ad una donna che vede irrompere nella sua vita un elemento genetico “esogeno” che richiama, senza tante velature, le “abduction” della vasta letteratura ufologica.

Insomma, come affermava, qualche decade addietro, in tempi non sospetti, un ricercatore dell’insolito, il primo enigmologo ufficialmente conosciuto, tale Charles Hoy Fort “Siamo proprietà altrui” e stiamo cominciando a prenderne coscienza solo in tempi recenti.

Ho messo 4 Stelle dal Kindle che condivido con la mia Compagna (e non 5) perchè il romanzo, nonostante l’originale ed innovativa idea di romanzare una (ancora contestata) ricerca mitico-archeologica, l’ho trovato troppo… corto!
Attendo il seguito delle mirabolanti avventure di Capitan Enki!

Pier Duelune
20:33 14/05/2015

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Autore:

Considerato che l'atto del leggere è, in sostanza, un afflusso di pensieri di altri autori, che dalla carta, oltre che da altri mezzi, giungono attraverso gli occhi alla nostra mente, influenzando i nostri pensieri e stimolandone di nuovi, per cui leggere equivale a pensare, per parafrasare Cartesio "Leggo dunque Sono". Una parte di me "esiste" nella trama dei vari libri che leggo, in ogni scenario che si sviluppa come un film nella mia mente. Ogni volta che leggo un libro, io sono al cinema e se la lettura è appassionante, il distaccarmi da esso è una violenza su me stesso. Leggere per me è importante, come mangiare o respirare, oltre che viaggiare "senza mai muoversi".

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