Pubblicato in: 2015, Kindle - letture digitali., Narrativa

Le stagioni della vita.


TRAMA – Ristampato dopo cinquant’anni in Gran Bretagna, viene finalmente tradottgiardiniere_OKMC+defo per la prima volta anche in Italia questo umoristico romanzo dedicato al giardinaggio come arte di vivere. Ne è protagonista Herbert Pinnegar, un trovatello nato sul finire dell’era vittoriana che viene adottato da una donna di buon cuore già madre di sei figli. A scuola Bert resta spesso da solo, è goffo e impacciato a causa di una gamba più corta dell’altra ma, grazie alla protezione affettuosa della sua insegnante, trascorre un’infanzia serena tra i campi e i fiori selvatici, che ama più di ogni altra cosa. Dopo aver vinto la sua prima gara floreale, Bert ottiene dalla giovane signora Charteris l’opportunità di lavorare nel giardino della sua villa. Inizia così la sua straordinaria carriera che, da semplice apprendista, lo porterà a diventare il “Vecchio Gramigna”, ovvero il leggendario capo giardiniere della tenuta, il giudice più stimato in qualsiasi competizione florovivaistica della contea, nonché il mago delle coltivazioni bizzarre, con le sue fragole in aprile e la capacità di far nascere fiori impensabili nel freddo clima d’Inghilterra. Mentre da fuori arrivano gli echi della Storia, tra guerre e cambiamenti sociali epocali, all’interno della Grande Villa il Vecchio Gramigna compie anno dopo anno i suoi piccoli miracoli, frutto di una cura puntigliosa e di una notevole testardaggine, che lo porta a ingaggiare vere e proprie dispute con la sua padrona…

E’ la storia di un neonato abbandonato per una malformazione alla gamba e la coppia che lo adotta aveva già diversi figli, ma testuali parole della madre adottiva: «quando si hanno già sei figli uno in più non fa differenza».
Così Bert cresce, conscio della vita, del mondo, e della sua malformazione.
Il ragazzino stupido non è, con le idee ben chiare sa benissimo che fare l’agricoltore non sarebbe stata la sua vita, anche perché loro, gli agricoltori, erano ‘un pericolo per lui’, in quanto non poteva cogliere liberamente fiori di campo senza che loro lo inseguissero o gli gridassero dietro, quindi, erano il terrore puro per lui, non poter studiare la flora lo faceva star male, perché la passione dei fiori per Bert arriva molto presto nella sua vita.
La passione però non sarebbe bastata se sulla sua strada non fosse capitata Clara Charteris, che non manca di adocchiarlo e capire il suo potenziale, e quando arriva il momento cruciale in cui i ragazzi diventano uomini e scelgono il loro lavoro, lui non manca di essere molto chiaro in merito, ma è stato grazie alla Signora che è finito a lavorare nei giardini della grande Villa.
Capo-giardiniere non si diventa così, senza gavetta, tuttavia già da ragazzino Bert riesce a sorprendere ed indispettire il capo-giardiniere dell’epoca, il quale non manca di rimproverarlo, stizzito e colto sul vivo.
La Signora Charteris, che non ha mai smesso di indirizzarlo, stimolarlo e acculturarlo, lo ha monitorato per tutta la sua adolescenza ed oltre e quando il periodo vittoriano finisce, Bert Pinnegar ‘sale al trono’.
Durante l’epoca edoardiana il rapporto tra il nuovo capo-giardiniere e la padrona di casa si fa intenso e a volte anche stizzoso, i giardinieri erano ‘cosa strana’ soleva dire Clara…
E mentre il romanzo da semplice lettura sboccia come l’orchidea più stupefacente, la lettura diventa commovente, perché negli anni, nel parco-giardino senza tempo dell’era di Pinnegar, regna la pace, la bellezza e l’armonia, mentre le guerre infuriano e le genti diventano affamate.
Ma nulla dura per sempre.
Bert e Clara non si passavano molti anni quando si conobbero la prima volta, quando lui vinse la sua prima mostra nella categoria giovanile e quando lei comincia ad avere sull’ottantina mentre lui dieci circa di meno, la stanchezza e la vecchiaia subentrano insidiose, fino al giorno in cui è evidente che la Signora Charteris non può più gestire la proprietà dando via a cambiamenti, alle intrusioni, a persone moleste e ad agenti furbetti, che lo imbrogliano facendo sì che Bert Pinnegar perda tutto!
Tutto.
Dopo una vita di amore incondizionato nei confronti di quei giardini vogliono semplicemente sbarazzarsi delle scarpe vecchie.
Ma quando hai oltre settant’anni e un bel gruzzoletto da parte non ti preoccupi più di tanto e accetti, tuo malgrado, la cattiva sorte. Tuttavia non andrà così, perché se pianti molti semi e li curi con amore, prima o poi l’immensa pianta del mistico fagiolo magico ti apre le porte a mondi nuovi, ma non vi dirò quale finale ha questo libro perché voglio farvi fare lo stesso percorso che ho fatto io.
Un percorso di quasi cent’anni di storia, di sentimenti delicati e di furiose tempeste, di una Donna che si è fatta coraggio ed è andata avanti, della sensibilità e del sesto senso che le Donne possiedono e delle epoche che cambiano e che, nostro malgrado, dobbiamo accettare, perché così va il mondo.

Le storie a ritroso come questa e come un’altra che ho letto e che è presente qui nel blog, cioè Parlando con api, hanno un sapore unico, un gusto che va assaggiato di tanto in tanto.
Buone letture.

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

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