Pubblicato in: Fantascienza

Un sogno speziato: Dune di Frank Herbert (libro e film)


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Assistetti per la prima volta al film di David Lynch nel lontano 1984 nel cinema “Fiamma” di Palermo, in occasione della sua prima uscita nazionale.
Essendo un accanito lettore di fantascienza da un decennio abbondante, già fan sfegatato del Ciclo della Fondazione di Asimov e di importanti romanzi di Sir Arthur C. Clarke (Fontane del Paradiso, Incontro con Rama, Terra Imperiale, ecc.) ed avendo ricevuto in regalo, il Natale prima, il quinto volume dell’Esalogia di Dune (Gli Eretici di Dune) da mia madre che, paradossalmente, di sci-fi et similia non gliene può infischiare un piffero stonato, mi recai a vedere il film tutto speranzoso, armato perfino, da bravo eretico anti-sistema, di mini-registratore portatile nascosto nelle capaci tasche del cappottone invernale.
Per quanto ne possano averne parlato male, inondandolo di critiche di ogni tipo, il ricordo che mi si impresse a fuoco nella memoria è stato il felice connubio tra Fantascienza (astronavi enormi, armi incredibili, alieni improbabili, mondi inconcepibili) con l’elemento Fantasy (poteri extrasensoriali, preveggenza, telecinesi, telepatia, religioni misteriche, ecc.) anche se molto ridotto rispetto al romanzo. Un particolare che mi colpì indelebilmente fu il gigantesco portale baroccamente decorato dell’immensa astronave-cargo della Gilda Spaziale, attraverso cui passavano come piccoli moscerini ordinati le astronavi della Casa Atreides per l’esodo su Arrakis.

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Un altro ricordo che mi è rimasto (grazie anche al riascolto dell’audio-cassetta da 120 minuti su cui avevo registrato clandestinamente l’intero film) è stato un coro di protesta ironica (del tipo: “eehhh… esagerata!”) di un gruppo di giovani presenti in sala al sentire la Principessa Irulan che annunciava che le vicende che si andavano a narrare erano ambientate nell’anno 10191 non sapendo, gli sciocchi, che quello era l’anno basato sul computo della Gilda Spaziale, da quando, cioè, erano cominciati i viaggi spaziali con questa Compagnia e che c’erano altri 10.000 anni di Storia Umana alle spalle. Quindi si veniva catapultati in uno scenario ignoto di un lontanissimo futuro di oltre 20.000 anni.
Certamente, comunque, l’atmosfera davvero “magica”, in uno stile (scoprirò poi) tipicamente “lynchano” rinfocolò, se già non bastava, la mia passione per la lettura dei romanzi di Fantascienza, atteggiamento che mi indusse a comprare in edicola TUTTI i fascicoli della mitica “Grande Enciclopedia della Fantascienza” in 11 argentati volumi.

Successivamente, grazie al proliferare delle video-cassette, ebbi modo di rivedere il film molte volte, tanto da divenire in breve tempo il mio film preferito, ritrovandomi così in quella situazione di chi prima ha visto il film e poi letto il romanzo. Mi è capitato più volte, anche con pietre miliari come “2001 Odissea Nello Spazio”, prima vidi il film di Kubrick (all’epoca ero più giovinetto e ci andai con mio padre, che non mi rivelò mai le sue impressioni in merito) e poi lessi il romanzo di Clarke. Devo dire che la mia Fantasia, nel corso della lettura, non ne soffrì in modo particolare, per cui il mio “film” mentale me lo godetti tutto. 😉

Tentare di scrivere una recensione su Dune che possa essere esaustiva e chiarificatrice, a mio modesto avviso, sarebbe come l’improbabile tentativo di raccogliere in un cucchiaino tutti i granelli di sabbia del Deserto del Sahara, tali e tante sono le ramificazioni che si dipartono dallo sterminato arazzo creato da Frank Herbert.
Non per niente grandi nomi di fama mondiale hanno tributato il loro ammirato plauso al nostro “Genio delle Sabbie”:

Il puro piacere dell’invenzione e della narrativa ad altissimo livello.
Isaac Asimov

Un mondo che nessuno ha ancora saputo ricreare con tale perfezione.
James Cameron

Il meglio. Oltre ogni genere letterario e ogni epoca.
Stephen King

Senza Dune, Guerre Stellari non sarebbe mai esistito.
George Lucas

Dune è parte integrante del mio universo fantastico.
Steven Spielberg

E’ evidente che un “quid” particolarmente speciale il Nostro FH è riuscito a trasmettere e a colpire l’Immaginario Creativo di questi Autori, come anche quello Collettivo del vasto pubblico. Ciononostante, in Europa (e soprattutto in Italia) le sue influenze “sabbiose” non hanno fatto granché presa, non solo il film, ma a maggior ragione il romanzo. Mentre in America l’Esalogia fa parte di diritto dei corsi universitari di Letteratura.
A mio avviso questo è da imputarsi al fatto che, ancora oggi, ma, soprattutto nelle ultime decadi del XX secolo, la Fantascienza è riconoscibile solo in pirotecniche battaglie nello spazio o azioni rocambolesche su pianeti fantasmagorici (vedi Guerre Stellari o i più recenti Avatar o Capitan Harlock), per cui resta pochissimo spazio verso tematiche ecologiche (come il millenario sforzo dei Fremen di rinverdire il loro pianeta), spirituali (come il fortissimo senso di religiosità di questo popolo del deserto), economico-politiche (come la bramosia insaziabile della nobiltà imperiale verso la Spezia, sostanza prodotta dai grandi vermi nelle oscure profondità delle sabbie di Dune, la quale, opportunamente trattata, risulta essere una sorta di droga “geriatrica” capace, cioè, di allungare la vita a chi la assume, pagando, però, con una pesante tossico-dipendenza e quindi costretto a prenderne dosi continue; di conseguenza, essendo Dune l’unico pianeta in tutto l’Universo Conosciuto ad esser fonte di questa sostanza, il prezzo di acquisto raggiunge letteralmente cifre stellari; attorno ad esso gira l’intera economia imperiale, le cui Grandi Case Nobiliari si contendono a colpi di guerre private il privilegio, “moderato” dall’Imperatore, di comandare l’estrazione di Spezia su Dune).
E come se non bastasse un quadro già di per sè fosco e complicato, si aggiungono le varie trame, intrighi e complotti di varia natura ed esito, in cui sono coinvolte, oltre alle varie casate nobiliari, anche un ordine semi-segreto prettamente femminile, le temutissime Bene Gesserit,

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le quali, dietro l’apparente utilità politica per l’Impero in quanto insostuibili Veridiche (capaci, cioè di distinguere la verità dalla menzogna in chi parla), gestiscono dietro le quinte di questa ribalta sociale pseudo-medievale, un complesso sistema di controllo delle linee genetiche dell’intera razza umana fin’allora presente, alla spasmodica ricerca di una sorta di ‘super-uomo’ che sia in grado di ricordare le sue Ascendenze, sia maschili sia femminili, controllando il quale possono avere il potere assoluto sull’intera umanità che, nel corso di decine di migliaia di anni s’è sparpagliata in migliaia di sistemi solari (e non sull’intera galassia, come viene riportato nel web erroneamente).
Un altro aspetto peculiare di queste donne particolarissime (la loro Sorellanza è stata una delle primissime Scuole Mentali sorte dopo il terribile Jihad Butleriano, la cosiddetta Guerra Santa contro le Macchine Senzienti – le altre sono quella della Gilda Spaziale che addestra i suoi Navigatori e quella dei Mentat, i Computer Umani), è il loro controllo totale sulle funzioni psico-neurobiologiche del loro corpo, utilizzando una tecnica antichissima chiamata Prana-Bindu (che nel film di Lynch viene trasformata nella “Weird Way”, la “Tecnica Estraniante” associata ai Moduli Estranianti, una specie di pistole ad energia sonica).

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Herbert, che l’aveva adattata alla sua narrazione col riferimento al sistema nervoso umano in un rigido addestramento mentale, aveva preso degli spunti dall’antica India tantrica, riferendosi al Centro Bindu o chakra Bindu (il corrispondente ottavo chakra) che si trova nella profondità del cervello. Secondo la tradizione tantrica, in questa parte del cervello c’è una piccola cavità la quale contiene una goccia di liquido. La sede del Bindu è l’apice della nuca dove i bramini portano il codino.
Gli sperimentatori Hindu hanno osservato che durante l’attivazione del Bindu, all’altezza dell’ipotalamo, si costituiscono delle Vibrazioni che si condensano gradualmente verso l’apice della nuca, costituendo costantemente un’Energia Spirale, le Vibrazioni della quale si espandono in tutto il corpo. Questa struttura si costituisce come sistema vibratorio energetico, il quale è essenzialmente una manifestazione del Conscio.
Grazie alla loro capacità di controllare le funzioni enzimatiche cellulari, come il resto delle funzioni biologiche  del corpo, le Bene Gesserit sono in grado di decidere il sesso del nascituro, come infatti era stato ordinato a Lady Jessica di generare una figlia femmina al Duca Leto per poterla accoppiare, una volta raggiunta la sua maturità, al figlio maschio della rivale Casata Harkonnen e “risanare l’antica frattura”.
Ma siccome in un preteso universo logico, coerente, preordinato e prevedibile, come diceva FH, il Vero Universo è sempre un passo al di là della logica umana, l’imponderabile e l’imprevedibile sono comunque in agguato. L’inafferrabile Fattore “X” è il quasi sempre sottovalutato potere dell’Amore, sentimento che Lady Jessica provava fortissimo per il suo Duca e volle accontentarlo, dandogli un figlio maschio… “Paul… Paul Atreides”.
Questo semplice atto di volontà dettato dalla profonda intensità del sentimento, dà il via ad una valanga di vicende che coinvolgono tre Casate Nobiliari, di cui una è quella regnante dei Corrino, il misconosciuto popolo dei Fremen con il loro segreto sulla Spezia, i vertici della Sorellanza delle Bene Gesserit che si vedono direttamente coinvolte in un progetto che non sembra attenersi alle loro aspettative, la stessa Compagnia di Trasporti Interstellari, la Gilda Spaziale che si vede in serio pericolo di sopravvivenza nel momento in cui viene paventata dai ribelli dell’inafferrabile Muad’Dib l’interruzione definitiva della produzione di Spezia, che è necessaria ai Navigatori per viaggiare nello Spazio.

Il finale nelle due versioni (l’una filmica, l’altra cartacea) differiscono in modo sostanziale. Mentre nel romanzo l’eroe è un ragazzino adolescente di 17 anni che raggiunge, quasi suo malgrado, traguardi che riteneva inimmaginabili, ovvero vendicare suo padre, conquistare il Trono Imperiale del Leone Dorato, restituire la libertà a un popolo oppresso da millenni a lui prima ignoto, e soprattutto, il raggiungimento di uno stato di consapevolezza interiore allargata mai raggiunto da nessun essere umano… nel film lynchano troviamo un ragazzone praticamente adulto, con una voluminosa chioma cotonata di resistenza granitica (non un solo capello fuori posto nonostante le traversie), raggiunge tutti i traguardi poc’anzi elencati e in più un tocco di divinità: fa cadere la pioggia. Il primissimo piano degli occhi azzurri di Paul Atreides fanno (o dovrebbero far) capire che col suo potere mentale super-sviluppato, ha la capacità di comandare sul Tempo e lo Spazio e di trasferire le acque degli oceani di Caladan nei cieli di Arrakis, donando in modo spettacolare quanto definitivo la sua Acqua al popolo che ha adottato come leader indiscusso oltre che atteso Messia.

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Per concludere questo lungo papiro, posso solo aggiungere che, ancora a distanza di 30 anni dal film e di 50 dal primo romanzo, la fascinosa attrattiva di questa Saga è rimasta inalterata, come si può constatare dalla proliferazione su internet di numerosi siti dedicati a Dune, per lo più stranieri e in maggioranza anglo-americani, ma anche in Italia, dal lontano 2004 fa bella mostra di sè e dei suoi interessanti contenuti, una Comunità virtuale di “drogati” di Mélange che si raccoglie sia nel sito-portale di Dune Italia,

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sia nel gruppo presente su FaceBook, nel quale si raccolgono notizie, impressioni e immagini di vario tipo sul nostro Duniverso… Bi-la Kaifa

-Pier-

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Autore:

Considerato che l'atto del leggere è, in sostanza, un afflusso di pensieri di altri autori, che dalla carta, oltre che da altri mezzi, giungono attraverso gli occhi alla nostra mente, influenzando i nostri pensieri e stimolandone di nuovi, per cui leggere equivale a pensare, per parafrasare Cartesio "Leggo dunque Sono". Una parte di me "esiste" nella trama dei vari libri che leggo, in ogni scenario che si sviluppa come un film nella mia mente. Ogni volta che leggo un libro, io sono al cinema e se la lettura è appassionante, il distaccarmi da esso è una violenza su me stesso. Leggere per me è importante, come mangiare o respirare, oltre che viaggiare "senza mai muoversi".

5 pensieri riguardo “Un sogno speziato: Dune di Frank Herbert (libro e film)

  1. è innegabile la tua profonda passione per questo lavoro editoriale, lo so già da anni ;)… mi dispiace che non abbia attecchito su di me, nonostante ci abbia provato col primo! Pazienza dai, per fortuna ogni tanto ci incontriamo lo stesso sui generi, basta vedere sirius ^^

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    1. Anch’io, come ho scritto nel post, ho una certa repulsione per quei film che sono solo un ammasso di effettacci speciali e nessuna storia dietro e, come sempre, ci si deve esercitare nella rigorosa selezione del film “giusto”, come, a mio modesto avviso, ho trovato essere questo film di Lynch. Grazie a Te. 🙂

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