Pubblicato in: 2014, Psico-Thriller, Sociale

Il male più letale è l’intelligenza?


Zan_Dopo_PIATTO-660x1001TRAMA – Dopo la liberazione doveva essere tutto finito. Ma per Sarah non esiste ancora un “dopo”: vittima delle proprie fobie, vive rinchiusa nel suo appartamento di Manhattan. Fino a quando l’FBI non la informa che Jack Derber, accusato e imprigionato per rapimento, sta per essere rilasciato. Sarah non può consentirlo, perché lei sa. Lo sa perché lei non era da sola, in quello scantinato. Con lei c’erano altre due ragazze, Christine e Tracy, e per i primi mesi di reclusione ce n’era stata anche una terza. Per questo, Sarah deve trovare la forza di riallacciare i contatti con le altre sopravvissute. Perché quello che succede dopo è ancora più terribile.

In fondo alla quarta di copertina c’è scritto: «’Dopo’ non parla della follia degli uomini, ma della forza delle Donne», affermazione che condivido al di la di questo romanzo, tuttavia non sono del tutto convinta che la cosiddetta ‘forza delle Donne’ sia ben descritta tra queste righe, piuttosto quando la sottile crudeltà sia in un cervello di suprema intelligenza. La ‘cattiveria’ è intelligente.

Il libro non è eccelso, ma è abbastanza coinvolgente da spingere alla lettura per sapere la verità. Già, siamo tutti cacciatori della verità!
Quello che mi ha sorpreso è stato il coraggio della protagonista principale: Sarah. Nessuna delle ragazze ha ricevuto delle grazie, tutte hanno subito lesioni fisiche e psicologiche, tutte quante erano rassegnate che la morte sarebbe giunta una volta che il loro corpo sarebbe invecchiato, agghiacciante, rapite adolescenti e convinte di essere cavie per sempre. Agghiacciante.
Nel romanzo ci troviamo dieci anni dopo, ognuna di quelle ragazze ha affrontato la libertà in modi assai diversi. Sara, quella che ha subito maggiormente è anche quella che le ha salvate (piccolo spoiler assolutamente innocuo, ve lo garantisco), si spinge davvero oltre il precipizio; i capitoli si alternano al presente e al passato, scoprendo le sconvolgenti sevizie, scoprendo cos’è accaduto e come.
Dopo la libertà Sarah si è costruita il suo castello sicuro con le comodità tecnologiche più aggiornate, riuscendo a non uscire mai di casa.
Poi all’improvviso, dopo la notizia sconcertante, il cambiamento dentro di lei è categorico. Esce, prende un aereo e tutto cambia, per sempre, non senza controindicazioni ovviamente e assisteremo anche ad una scena di panico estrema, del resto come stareste voi, dopo una simile esperienza, se si può chiamare tale.
Il romanzo non è privo di svarioni, ma magari è solo questione di punti di vista, tuttavia ha davvero un qualcosa di attraente e poi, come un libro game, a pagina 353, in un riquadro in evidenza, c’è un messaggio dell’editore che introduce il gran finale, chiedendo se siamo davvero sicuri di proseguire e una volta afferrata la verità ci induce la promessa di non rivelare MAI il finale a nessuno, e credetemi, nel mezzo della trama, un simile messaggio fa venire la pelle d’oca brrrrrr.
Consigliato, sì, quanto meno per ricordarci di quanto è fragile il corpo e la mente!

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

7 pensieri riguardo “Il male più letale è l’intelligenza?

  1. Leggendo questa rece, non so perchè, m’è venuto in mente la scena del film “Misery non deve morire”, con lo scrittore Paul Sheldon legato sul letto alla mercè di quella pazza furiosa di Annie Wilkes.
    Certo, ci sono le ovvie e dovute differenze, ma quello che mi evidenzia è il fatto che l’equilibrio psico-mentale di entrambi i sessi, quando devia, diciamo, dalla “Retta Via”, può far danni a chiunque. Rammento diversi fatti di cronaca di vittime (soprattutto donne comunque) segregate per anni in balia dello squilibrato di turno, e ogni volta mi chiedevo che razza di oscuro trauma hanno potuto sperimentare quelle povere disgraziate, perchè si sono “scelte” di provare quest’agghiacciante esperienza. La risposta, che io non ho ancora, sarà, forse, nella scienza della psicologia del profondo e dell’ipnosi regressiva.

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