Pubblicato in: 2014, Sociale

Un Demone spietato


Perdersi Lisa GenovaTRAMA – Alice ha lavorato sodo per raggiungere i suoi obiettivi e ora, a quasi cinquant’anni, sente di avercela finalmente fatta. Dopo anni di studio, di notti a base di caffè e libri di psicologia, ha coronato il suo sogno, è una scienziata di grido, insegna ad Harvard e viene chiamata dalle più prestigiose università per tenere conferenze. All’improvviso, però, tutto cambia. All’inizio sono solo piccole dimenticanze: una parola sulla punta della lingua che non riesce a ricordare, gli orari delle lezioni, il numero di uova nella ricetta del pudding natalizio, quello che prepara da più di vent’anni. E poi un giorno, dopo il giro di jogging quotidiano, Alice si ritrova in una piazza che è sicura di conoscere ma che non sa dove si trovi. Si è persa, a pochi metri da casa.

[finito il 26-04] Per tutta la vita l’abbiamo usata, per qualsiasi cosa, lei è sempre stata lì, ci ha aiutati, ci ha dato risposte, ha elaborato per noi, qualche volta ha fatto cilecca è vero, ma generalmente c’è sempre stata.
Ma cosa succede quando non c’è più? Quando non possiamo più fare affidamento su di lei? Sulla nostra mente, memoria, cervello. La nostra testa?!
Si dice che sia la malattia degli anziani, ma in realtà colpisce (soprattutto le Donne) a partire dai 30 e 40 anni. E’ una forma pre-senile di Alzheimer, questo è un dato certo, come ancora più certo che la vita è arrivata al termine. Finish. Il treno non passerà mai più.
La nostra memoria è vitale per il nostro vivere. Tutto si oscura quando arriva il ‘Demone spietato’. Tutto quello che amiamo fare, tutti quelli che amiamo, tutto perso, prima o poi, presto o tardi.
L’indipendenza, il potere decisionale, stare in società, leggere libri, guardare film, tutto perso. Si dice che sia peggio della morte.
La nostra protagonista era il pilastro portante per la sua posizione, la sua forza, la sua spiccata intelligenza.
Anche con la malattia in corso ha combattuto come una leonessa, diventando un esempio per altri malati, giovani come lei, la sua mente formativa da insegnante le ha dato spunti, stratagemmi per non arenarsi, ha creato anche un gruppo di supporto e creato una rete Internet. Ha lottato fino alla fine. Anche quando ormai tutto era perso, anche quando, lei stessa, ricordava la sua situazione clinica e si dispiaceva con suo marito, che nonostante tutto l’amava!

Essendo una donna di quasi 40 anni non posso fare a meno che lasciare questa trama con un senso di inquietudine. Essendo ereditaria ripenso a mia nonna materna, perché mia mamma è morta giovane per altri motivi, ma mia nonna era vigile e agguerrita quindi non penso che ne fosse affetta. Anche da parte di mio padre non ho ricordi allarmistici.

Il libro è scritto bene, anche i personaggi hanno del tangibile, la trama viene descritta mese per mese. E’ un buonissimo libro per chi desidera una lettura a tematica importante!

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

10 pensieri riguardo “Un Demone spietato

  1. Ho sentito parlare molto bene di questo libro, ma sotto un altro punto di vista, ovvero i lati positivi del “perdersi”. Non avendolo letto, non immaginavo che il tema principale fosse la malattia. Probabilmente lo leggerò, il tuo post mi ha incuriosita parecchio 🙂

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  2. La tua recensione mi ha incuriosito; appena avrò modo di trovarlo lo leggerò, nel frattempo inserisco il titolo nella mia lunga lista “libri da leggere” (che probabilmente non finirò mai)

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