Pubblicato in: 2009, Autobiografia, MITI, Narrativa, Sentimenti

Il linguaggio dell’Anima


9788861920743gTRAMA – Una perfetta Love Story (con le iniziali maiuscole, proprio come il film). Lei, Stacey, graziosa, un po’ solitaria, con lo spettro della malattia dietro l’angolo. Lui, Wesley, amabile, imprevedibile e giocherellone, ma di polso. Tra i due scocca inevitabile la scintilla. Tutto sembrerebbe normale, persino banale, non fosse che lui, lui Wesley, è un adorabile gufo dei granai (a essere precisi, un barbagianni). Stacey lo accoglie fin da piccolo, lo accudisce, e i due diventano inseparabili. Narrata con brio, con sentimento ma senza sentimentalismi, la favola vera di un rapporto speciale e unico, dove non importa più chi sia l’essere umano e chi l’animale.

(libro letto il 1 luglio 2009)

Ho inseguito per anni il sogno di Martin Hocke nel Regno del Silenzio, per anni desideravo avere il Gufo Bianco del Labirinto di Jim Henson e, per anni, ho sognato, scritto, desiderato essere un Gufo Bianco e volare nella notte innevata verso la luna piena. Ma è stato grazie a Stacey O’Brien, l’autrice di questo volume che ho finalmente capito cosa vuol dire avere e curare (davvero) un Gufo dei granai. Ed è stato Wesley a farmi capire cosa significa essere un Gufo.

Questa storia inizia come tante, Stacey, una biologa ‘riceve’ questo piccolo dagli occhi ancora chiusi, aveva un problema ad un ala e, in Natura sarebbe rientrato nella percentuale dei giovani che periscono: solo il più forte sopravvive, non dimenticatelo!

Va a vantaggio di Stacey l’esperienza del settore che ricopre, che le permette di cominciare con il piede giusto; sa che se vuole dare un buon imprinting deve cominciare a parlargli il più possibile, perché il Gufo Bianco (Barn Owl, Barbagianni) ha un senso che sviluppa maggiormente: l’udito. Con questo senso vede ancora più che con gli occhi, registrandosi vere e proprie mappe visive dettagliate, che stupiranno l’autrice nel corso dei suoi quasi 19 anni con lui.

La loro vita insieme comincia ufficialmente quando il pullo apre gli occhi e incrocia la prima volta quelli dell’Autrice. È come se un uomo e una donna si fossero incontrati e innamorati e sposati. Mi vien quasi l’azzardo a dire che le loro Anime sono identiche, Anime gemelle. E che forse in questa vita ‘lui’ ha sbagliato corpo, ma dovevano stare insieme e ci sono riusciti e felicemente!

In tutto il libro non ho fatto che sorridere, mentre leggevo la traduzione del comportamento di Wesley da parte dell’Autrice. Sorridevo e mi sorprendevo, mentre apprendevo quanto sofisticato era divenuto il linguaggio fra i due. Ho assorbito le emozioni, le paure, i progressi che hanno fatto insieme, i successi e le gratificazioni che hanno guadagnato. Ho osservato con le lacrime di emozione, in silenzio, durante i loro momenti intimi, quando si coccolavono a vicenda e si addormentavano insieme, felici dopo un’altra giornata insieme.

Mi sono schifata quando mi son resa conto che i topi andavano ‘uccisi’ tagliati e messi nel congelatore.

Ho emesso versi di fascino quando il loro rapporto ha fatto il salto di qualità raggiungendo l’apice della fiducia reciproca e ho pianto, faticando ad arrivare alla fine quando ho capito che era giunto il tramonto.

Perché ometterlo, che senso ha? È implicito che – specialmente nelle storie di animali – arrivi un tramonto, l’autrice stessa ammette che non sopporta questa parte, ma che non può non parlane tuttavia.

L’autrice ha ricevuto una grande eredità: la chiave del mondo di Wesley. I Gufi hanno continuato a cercarla, forse per unirsi al suo dolore, forse per vedere dov’era Wesley. Non ci è dato saperlo con certezza. Ma io voglio credere di sì.

Una delle cose che mi angustiano è che ho pianto e sofferto ma siamo sempre solo noi ‘amanti degli animali’ che lo facciamo, i cattivi rimangono e non si ammorbidiscono di fronte a questi eventi, a queste storie.

Vorrei esserci io nei laboratori e studiare un siero che inietta nell’essere umano una maggior comprensione e rispetto per la vita!

A volte vorrei fare rewind e rispondere a quella persona che mi chiese: ‘Come fai a paragonare un cane a un bambino?’ ed io vorrei semplicemente contro proporle questa di domanda: quale oscuro e incomprensibile istinto ti suggerisce di porre e di porti questo quesito?

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Autore:

Anno '74, secondo il "personology" è l'anno dell'avventura fantasmagorica. Sono una lettrice accanita, special modo da quando posseggo il Kindle, sono anche una frequentatrice assidua dell'immenso bar di Internet. Sono pigra a ciabattara ma fortunatamente longilinea (anzi, vorrei ingrassare), non ho figli ma ho un fidanzato bambino ed un coniglio puffoso per peluche (che ovviamente tratto nel massimo rispetto) Amo fare shopping, ma solo nelle librerie, adoro andare a mangiare fuori. Amo il caldo anche se da quando vivo qui in Sicilia sta diventando troppo.. caldo e che altro dire? Scopritemi attraverso le mie recensioni, no?

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